L'otto giugno una giornata di lotta di lsu/lpu e cassintegrati sotto il Ministero del Lavoro a Roma per chiedere diritti dignità e stabilità

Nazionale -

8 giugno 2010 - Radio Città Aperta

Roma. I ‘precari di Stato’ prima bloccano il traffico e poi occupano alcune sale del Ministero del Lavoro: ‘vogliamo la stabilizzazione’

Dopo aver dovuto bloccare il traffico stradale di Via Fornovo e Viale Giulio Cesare a Roma per ottenerne un incontro presso il Ministero del Lavoro, dapprima negato risolutamente dai dirigenti, una delegazione di 10 rappresentanti di Lsu, Lpu, cassaintegrati e lavoratori in mobilità, oggi in sciopero di 24 ore proclamato dall’USB, ha deciso di rimanere ad oltranza nelle stanze dove era stata ricevuta brevemente dal Direttore Generale per gli Ammortizzatori Sociali Matilde Mancini. La ragione della protesta deriva dall'assenza di un impegno formale da parte del Ministero in merito alla richiesta di un incontro con il Sottosegretario Viespoli per poter entrare nel merito tecnico e politico delle questioni poste dal sindacato di base e dai lavoratori. "Da parte di questo Governo non c'è nessuna attenzione nei confronti migliaia di lavoratori che in assenza di provvedimenti di reinserimento vero vengono destinati ad una vita precaria e senza futuro", dichiara Elisabetta Callari della USB. "Ma non si può lasciare a se stessi tanti lavoratori che hanno già subito e pagato sulla propria pelle le scelte del passato legate alle crisi degli anni Novanta. Noi chiediamo la regolarizzazione del rapporto di lavoro, il riconoscimento dei contributi veri ai fini pensionistici per tutti i lavoratori che fruiscono di ammortizzatori sociali. Per questo chiediamo che si apra un tavolo a cui partecipino Ministero del Lavoro, il Ministero dell'Economia e l'Inps", conclude la responsabile USB.
Questa mattina intorno alle 11 circa 100 fra Lavoratori Socialmente Utili, Lavoratori di pubblica utilità, cassintegrati e lavoratori in mobilità, per protestare contro la mancanza di disponibilità da parte del Ministero del Lavoro ad un incontro con una delegazione, dal presidio sotto al dicastero si erano spostati proprio in mezzo a Viale Giulio Cesare bloccando il traffico; qualche momento di tensione c’è stato quando sono intervenute le forze dell’ordine. USB chiede da tempo, e lo ribadisce con l’iniziativa di oggi, l'apertura di un tavolo con i Ministeri del Lavoro e dell’Economia e l'Inps in cui discutere nel merito del riconoscimento del valore pieno al contributo figurativo per la pensione ed ottenere la regolarizzare del rapporto di lavoro per gli Lsu/Lpu e la pensione vera per tutti i lavoratori attualmente percettori di ammortizzatori sociali. Per domani, invece, il sindacato RdB-USB ha proclamato 24 ore di sciopero nazionale dei lavoratori precari e stabili di Croce Rossa Italiana, con presidio a Roma davanti alla sede nazionale della CRI in via Toscana 12. Lo sciopero che si svolgerà da inizio a fine turno e riguarderà anche i lavoratori del servizio 118 ex-Ares (da anni sotto organico e costretti a lavorare con una incredibile penuria di mezzi), è stato indetto per protestare contro il mancato avvio delle procedure di stabilizzazione del personale precario della Croce Rossa; contro le mancate applicazioni contrattuali ai dipendenti a tempo determinato e contro il tentativo di privatizzazione in atto che elimina tutele e diritti al personale di ruolo ed ai precari; per il rispetto delle norme sulla sicurezza con la completa applicazione del Testo Unico per la sicurezza 81/08 in tutte le sedi di lavoro, e per il rispetto della democrazia sindacale, visto che i vertici dell’ente si rifiutano di incontrare i rappresentanti dei sindacati di base. Lo sciopero di domani, come d’altronde anche quello in atto oggi, ricade nell'ambito della cosiddetta "staffetta precaria", la settimana di mobilitazione dei precari della pubblica amministrazione che durerà fino allo sciopero generale indetto dall’Unione Sindacale di Base il 14 giugno in tutto il settore pubblico mentre per il 10 giugno è prevista l’iniziativa "I Tetti della ricerca…e non solo", per denunciare la chiusura e la penalizzazione degli Enti pubblici di ricerca.

10 giugno 2010 - Il Tempo

I lavoratori socialmente utili alzano la voce
Ultimatum del sindacato Usb al ministero del lavoro

Roma - Con una nota scritta l'associazione sindacale provinciale a difesa degli Lsu, Lpu, lavoratori cassaintegrati e in mobilità, fa sapere che dopo la manifestazione organizzata a Roma l'altro ieri attendono di essere ricevuti il 24 giugno prossimo dal sottosegretario Viespoli. Se questo impegno, preso dal direttore generale per gli ammortizzatori sociali Mancini, verrà disatteso la delegazione è determinata a riprendere la mobilitazione davanti la sede del ministero del lavoro. «Il Sindacato Usb – scrive il sindacato – che già da tempo aveva chiesto, senza alcuna risposta, l'apertura di un tavolo con il ministero del lavoro, dell'economia e l'Inps per ottenere la regolarizzare del rapporto di lavoro per gli Lsu/Lpu, la pensione vera per questi lavoratori ed il riconoscimento del valore pieno al contributo figurativo per la pensione, ha proclamato lo scorso 8 giugno lo sciopero nazionale. La manifestazione, a cui hanno partecipato circa 100 lavoratori della nostra provincia, è iniziata intorno alle ore 10 di martedì scorso con il blocco del traffico stradale di via Fornovo e viale Giulio Cesare a Roma, causando qualche momento di tensione. Finalmente verso mezzogiorno, una delegazione di 12 rappresentanti di cui 5 del provincia di Frosinone, è stata ricevuta dal direttore generale per gli ammortizzatori sociali Mancini. Non avendo alcuna risposta concreta, i 12 rappresentanti hanno deciso di restare all'interno del dicastero, dapprima collocati in una stanza della polizia e in seguito sistemati in una sala conferenze continuamente controllati dalle forze dell'ordine, mentre il gruppo più numeroso di manifestanti protestavano all'esterno facendo vivamente sentire le loro ragioni. Dopo aver atteso diverse ore, non ricevendo alcuna risposta concreta in merito alla richiesta di un incontro con il sottosegretario Viespoli – hanno continuato dall'associazione – solo nel tardo pomeriggio la delegazione ha incontrato di nuovo il direttore generale che riferiva a voce l'impegno assunto da Viespoli a convocare una riunione entro 15 gg da oggi (8 giugno ndr) per affrontare le problematiche poste durante l'odierna manifestazione. In prima serata, quindi, la delegazione, tenuto conto dell'impegno della Mancini, ha deciso di sospendere la mobilitazione dichiarando che, qualora entro il 24 giugno non dovesse tenersi la riunione chiesta, sono determinati a riprendere la mobilitazione presso il ministero».(D.P.)

Ansa 8 giugno 2010

SCIOPERI: USB BLOCCANO TRAFFICO DAVANTI A MINISTERO LAVORO

(ANSA) - ROMA, 8 GIU - Circa 100 fra lavoratori socialmente utili, lavoratori di pubblica utilità, cassintegrati e lavoratori in mobilità hanno bloccato il traffico in via Fornovo a Roma, sede del Ministero del Lavoro, dove è in corso il presidio per lo sciopero nazionale proclamato per oggi dalla Unione Sindacale di Base. A fronte della non disponibilità da parte del Ministero del Lavoro ad un incontro con una delegazione, spiega una nota dell'Usb, i lavoratori si sono spostati sulla sede stradale bloccando il traffico anche nella attigua Viale Giulio Cesare. Il sindacato chiede l'apertura di un tavolo con il Ministero del Lavoro, quello dell'Economia e l'Inps in cui discutere nel merito del riconoscimento del valore pieno al contributo figurativo per la pensione ed ottenere la regolarizzare del rapporto di lavoro Lsu/Lpu e la pensione vera per tutti i lavoratori percettori di ammortizzatori sociali.

LAVORO: DELEGAZIONE SINDACATI DI BASE 'OCCUPA' MINISTERO

(ANSA) - ROMA, 8 GIU - Prima il blocco stradale delle vie adiacenti una delle sedi del ministero del Lavoro e poi la decisione «di fermarsi ad oltranza» in una delle stanze del ministero. È la forma di protesta scelta da una delegazione dell'Unione sindacale di base in rappresentanza di cassintegrati e lavoratori in mobilità. «Da parte di questo Governo non c'è nessuna attenzione nei confronti di migliaia di lavoratori che, in assenza di provvedimenti di reinserimento vero, vengono destinati ad una vita precaria e senza futuro», afferma Elisabetta Callari della Usb, chiedendo quindi «la regolarizzazione del rapporto di lavoro e il riconoscimento dei contributi veri ai fini pensionistici per tutti i lavoratori che fruiscono di ammortizzatori sociali. Per questo chiediamo che si apra un tavolo a cui partecipino ministero del Lavoro, ministero dell'Economia e Inps».

8 giugno 2010 - Omniroma

LAVORO, RDB-CUB: «BLOCCATO TRAFFICO DAVANTI MINISTERO»

(OMNIROMA) Roma, 08 giu - «Circa 100 fra Lavoratori Socialmente Utili, i Lavoratori di pubblica utilità, cassintegrati e lavoratori in mobilità hanno bloccato il traffico in via Fornovo a Roma, sede del Ministero del Lavoro, dove è in corso il presidio per lo sciopero nazionale proclamato per oggi dalla Unione Sindacale di Base. A fronte della non disponibilità da parte del Ministero del Lavoro ad un incontro con una delegazione, i lavoratori si sono spostati sulla sede stradale bloccando il traffico anche nella attigua Viale Giulio Cesare. USB chiede l'apertura di un tavolo con il Ministero del Lavoro, il Ministero dell'Economia e l'Inps in cui discutere nel merito del riconoscimento del valore pieno al contributo figurativo per la pensione ed ottenere la regolarizzare del rapporto di lavoro Lsu/Lpu e la pensione vera per tutti i lavoratori percettori di ammortizzatori sociali». Lo comunica, in una nota, Rdb-Cub.

LAVORO, USB: «PRESIDIO A OLTRANZA IN STANZE MINISTERO»

(OMNIROMA) Roma, 08 giu - «Dopo aver dovuto bloccare il traffico stradale di Via Fornovo e Viale Giulio Cesare a Roma per ottenerne un incontro presso il Ministero del Lavoro, una delegazione di 10 fra Lsu, Lpu cassaintegrati e lavoratori in mobilità, oggi in sciopero di 24 ore con USB, ha deciso di fermarsi ad oltranza nelle stanze dove era stata ricevuta nella tarda mattinata dal Direttore Generale per gli Ammortizzatori Sociali Matilde Mancini. La ragione della protesta deriva dall'assenza di un impegno formale da parte del Ministero in merito alla richiesta di un incontro con il Sottosegretario Viespoli per poter entrare nel merito tecnico e politico delle questioni poste». Lo comunica l'Unione sindacale di base (Usb). «Da parte di questo Governo non c'è nessuna attenzione nei confronti migliaia di lavoratori che in assenza di provvedimenti di reinserimento vero vengono destinati ad una vita precaria e senza futuro», dichiara Elisabetta Callari della Usb. «Ma non si può lasciare a se stessi tanti lavoratori che hanno già subito e pagato sulla propria pelle le scelte del passato legate alle crisi degli anni Novanta». Ribadisce Callari: «Noi chiediamo la regolarizzazione del rapporto di lavoro, il riconoscimento dei contributi veri ai fini pensionistici per tutti i lavoratori che fruiscono di ammortizzatori sociali. Per questo chiediamo che si apra un tavolo a cui partecipino Ministero del Lavoro, il Ministero dell'Economia e l'Inps», conclude la responsabile Usb.

LAVORO, USB: «LSU LASCIANO MINISTERO»

(OMNIROMA) Roma, 08 giu - «È giunto al termine di una lunga giornata di lotta l'impegno da parte del Sottosegretario al Welfare Viespoli, reso noto dal Direttore Generale per gli Ammortizzatori Sociali Matilde Mancini, ad un incontro che affronti la vertenza dei Lavoratori socialmente utili. Nel corso dell'odierna giornata di sciopero nazionale indetto dalla Usb, è stato necessario prima bloccare il traffico davanti al Ministero del Lavoro, poi trattenersi nelle stanze dello stesso Ministero mentre fuori continuava il presidio di molti altri lavoratori giunti da diverse parti d'Italia». Così una nota dell'Unione sindacale di base annunciando che le «lsu hanno lasciato il ministero del lavoro». «A fianco di tanti Lsu, Lpu cassaintegrati e lavoratori in mobilità, i quali hanno diritto alla regolarizzazione del rapporto di lavoro ed al riconoscimento di contributi veri, USB è pronta a riprendere la mobilitazione qualora gli impegni assunti oggi dal Ministero del Lavoro dovessero venire disattesi», conclude la nota.8 giugno 2010 - Stato quotidiano

Cattive gestioni e peso politico Lsu: sciopero nazionale RdB/CUBdi Giuseppe de Filippo

Manfredonia – ANCORA incerto il futuro degli Lsu impiegati negli Enti locali. Mentre si continua a discutere dell’estensione dell’integrazione salariale per parte dei lavoratori impegnati nelle diverse mansioni e opere in favore delle Pubbliche amministrazioni, è stato proclamato per domani, 8 giugno, uno sciopero nazionale indetto dalle confederazioni nazionali RdB/Cub.
LA NOTA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI – La presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Funzione Pubblica – ha inoltrato una nota alle Pubbliche Amministrazioni italiane (nelle e per le quali i diversi Lsu effettuano le proprie mansioni) comunicando lo sciopero proclamato dalla Federazione Nazionale RdB/CUB relaltivamente "ai lavoratori LSU e LPU impegnati negli Enti Locali, cassintegrati e percettori dei trattamenti di ammortizzatori sociali ordinari e in deroga", per l’intera giornata dell’8 giugno (con presidio al Ministero del Lavoro – Roma, Via Fornovo – ore 10). Al fine di contemperare l’esercizio del diritto di sciopero con il godimento dei diritti della persona costituzionalmente tutelati, nel corso dello sciopero saranno assicurati dalle Amministrazioni pubbliche interessate, adeguati livelli di funzionamento dei servizi pubblici essenziali di cui all’articolo 1 della legge 12 giugno 1990, n. 146 e successive modificazione ed integrazioni, mediante l’erogazione delle prestazioni indispensabili individuate con l’Accordo del 19 settembre 2002 per il personale del Comparto Regioni – Autonomie Locali, valutato idoneo dalla Commissione di Garanzia ai sensi dell’articolo 13 della citata Legge n. 146/1990 e successive modificazioni ed integrazioni. Lo sciopero nazionali di domani segue quello già proclamato dalla confederazioni sindacali RdB e Cub lo scorso 5 febbraio.
POSIZIONE USB – I primi a pagarne gli effetti della "manovra-massacro" ( Patto e manovra: i tagli per i comuni e Sulla Manovra, dossier Governo ) varata dal Governo dovrebbero essere anche i Lavoratori Socialmente Utili, i Lavoratori di pubblica utilità e i cassintegrati, "tutti precari di Stato senza contratto di lavoro", come denunciano i sindacati. Per i Lsu/Lpu non si prevede infatti "alcuna assunzione per il blocco del turn-over", oltre al fatto che dovrebbero essere "eliminate le risorse per le stabilizzazioni e per le integrazioni in virtù dell’obbligo al taglio del 50% di spesa, e gli enti utilizzatori potranno giustificare la revisione o decadenza di accordi già sottoscritti per le assunzioni". Per i cassintegrati, destinati a nuovi progetti di lavoro socialmente utile, non ci dovrebbero essere delle prospettive di reinserimento, né presso le aziende di provenienza, né presso gli enti pubblici utilizzatori, i quali sostituiranno le cessazioni o la carenza di organici con le prestazioni di cassintegrati, "non contrattualizzati, nei comuni, nei tribunali, nelle università, in continuità con quanto sperimentato con gli attuali Lsu".
L’ONERE ZERO PER I CONTRIBUTI PREVIDENZIALI – "A questa condizione di sfruttamento, di fatto lavoro nero – scrivono i sindacati – si aggiunge l’onere zero per i contributi previdenziali che gli enti non sono obbligati a versare, delineando un vero e proprio "affare" per lo Stato. L’assenza di contribuzione utile alla pensione – denunciano le rappresentanze sindacali – accomuna infatti le categorie Lsu, Lpu, cassintegrati e in mobilità, per effetto della riforma delle pensioni del 1995 che, azzerando il valore del contributo figurativo riconosciuto ai percettori di ammortizzatori sociali, produrrà danni sociali incalcolabili per il futuro di milioni di lavoratori". USB indica pertanto lo sciopero nazionale dei Lsu, Lpu, cassintegrati e lavoratori in mobilità il prossimo 8 giugno, con presidio a Roma davanti al Ministero del Lavoro, per chiedere l’apertura di un tavolo con il Ministero del Lavoro, il Ministero dell’Economia e l’Inps in cui discutere nel merito del riconoscimento del valore pieno al contributo figurativo per la pensione ed ottenere la regolarizzare del rapporto di lavoro Lsu/Lpu e la pensione vera per tutti i lavoratori percettori di ammortizzatori sociali. USB invita inoltre tutti i Lsu, Lpu, cassintegrati e lavoratori in mobilità a partecipare alla manifestazione nazionale del 5 giugno a Roma ed a quella regionale a Milano, indette da USB insieme alla Confederazione Cobas contro la "manovra- massacro".
LA POSIZIONE DEI SINDACATI – "Cosa succederà quando finiranno i periodi coperti da ammortizzatori sociali? – scrivono ancora nella nota i sindacati – La debolezza dei lavoratori precari di fronte alla crisi aumenta e cresce il ricatto del Governo: nuove attività socialmente utili nascono ma non si risolvono quelle esistenti – scrivono in una nota i rappresentanti del gruppo ‘Per il lavoro e contro la rinuncia al futuro’ – "Il furto di futuro è già iniziato e si calcola in migliaia di euro il danno di un contratto inesistente per decine di migliaia di persone fagocitate dai progetti LSU+LPU che hanno transitato per gli ammortizzatori sociali, con grande soddisfazione dei Governi, artefici di avere messo a segno, con decreto 468, la flessibilità più estrema con lavoratori a buon mercato, senza l’obbligo di regolarizzare la prestazione e di versare i contributi, utilizzando questo strumento per fare da apripista al precariato di Stato".
LE RICHIESTE DEI SINDACATI – "No al taglio delle piante organiche e dei servizi degli enti pubblici; Obbligo di utilizzo a 36 ore settimanali con integrazione e retribuzione pari al dipendente per l’intera durata dell’ammortizzatore sociale.Inserimento in pianta organica al termine degli ammortizzatori sociali e adeguamento della stessa alle effettive necessità dei servizi e al numero dei lavoratori già impegnati o da avviare in attività integrative o socialmente utili; Riconoscimento del diritto e della misura per l’intero periodo di fruizione della disoccupazione involontaria, cassintegrazione ordinaria, straordinaria e di mobilità ai fini pensionistici.
DAL COMUNE DI MANFREDONIA – I lavoratori socialmente utili impiegati nel Comune di Manfredonia sarebbero pari attualmente a 207 unità (da luglio dovrebbero invece essere 209) ma è prevista, entro fine anno, una riduzione di circa 4-5 occupati (per pensionamento). A Manfredonia i lavoratori sarebbero impiegati secondo la metodologia delle 4 ore, con attestazione prima del 2009 del servizio personale svolto attraverso fogli di presenza firmati dai vari responsabili dei settori del Comune (dal Primo all’ottavo settore). Dal gennaio 2009, in base ad una disposizione della Giunta comunale, per attestare la presenza degli Lsu si sarebbe fatto ricorso ad un tesserino interno da timbrare nei cosiddetti "orologi marcatempo" presenti negli uffici del Comune o nelle sedi distaccate dove gli stessi Lsu svolgono il loro lavoro. Le 4 ore giornaliere interesserebbero le unità impiegate nei vari uffici comunali, comprese la sede della Biblioteca, oltre all’impiego per la pulizia delle spiaggie, per il fossato del Castello, per la villa, la pineta o in altri siti nel territorio dove gli operatori Ase non intervenivano.
PER continuare l’attività di sostegno ai lavoratori socialmente utili, già avviata negli anni precedenti, la Giunta regionale pugliese ha reso prorogabile la validità della Deliberazione n. 1099 del 23/06/2009, con cui si approvava un programma di stabilizzazione e di aumento orario per i LSU nell’anno 2009 ("Programma di incentivazione alla stabilizzazione del Lavoro Socialmente Utile anno 2009?, approvata dalla Regione al fine di continuare nell’azione di stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili del bacino regionale, e sulla base di un’apposita convenzione tra il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – Con questo programma, da condividere con gli enti utilizzatori, la Regione si è impegnata a "promuovere iniziative finalizzate a realizzare la fuoriuscita di lavoratori dal bacino regionale, prevedendo anche una serie di misure incentivanti, sia sotto forma di contributo straordinario, sia sotto forma di bonus". Per poter accedere ai contributi le stabilizzazioni dovevano essere realizzate inderogabilmente entro e non oltre il 31.12.2009, intendendosi con ciò che la cancellazione dei singoli lavoratori sia avvenuta entro la data del 31.12.09: le istanze relative alla concessione dei benefici complete di documentazione dovevano improrogabilmente essere trasmesse al Servizio Lavoro e Cooperazione – Ufficio Politiche Attive per l’Occupazione entro e non oltre il 31 marzo dell’anno successivo).
STABILIZZAZIONE A MANFREDONIA SOLO PER 163 UNITA’ – Il provvedimento regionale avrebbe tuttavia interessato solo 163 unità sui 209 in totale, 163 lavoratori per i quali sarebbe stata prevista la stabilizzazione e integrazione di 2 ore lavorative per il raggiungimento del minimo delle 36 ore, relative al Contratto collettivo nazionale di lavoro (20 ore erogate dall’Inps, oltre come detto le 2 giornaliere per 7 giorni lavorativi). La passata Giunta di Manfredonia avrebbe cercato di inserire il maggior numero di Lsu impiegati nelle diverse mansioni dell’Ente nel progetto di stabilizzazione ed integrazione salariale predisposto, con proroga nel giugno 2009, dalla Regione (Delibera 1099). A tal fine sin dai primi anni del 2000, il Comune di Manfredonia si sarebbe reso promotore di una serie di progetti relativi per favorire tanto la stabilizzazione quanto l’integrazione degli stessi Lsu impiegati nelle diverse mansioni dell’Ente. Come in altri casi relativi a forme di occupazione di precariati, per l’impiego degli Lsu ci si continuerebbe ad affidare delle proroghe regionali per la prosecuzione delle 4 ore dei 209 Lsu del Comune. Sarebbe attualmente pronta una delibera di giunta comunale relativa alla prosecuzione della proroga, relativa alle 4 ore, fino al 31 dicembre del 2010. Lo stesso dicasi per l’integrazione delle due ore a favore delle 163 unità che hanno potuto beneficiare dell’aumento orario di 2 ore giornaliere". Ma se per la prosecuzione della proroga relativa alle 4 ore dell’impiego non dovrebbero insorgere alcun tipo di problemi, con il prolungamento del servizio previsto pertanto anche dopo il 31 dicembre del 2010, per l’integrazione complessiva per tutte le 209 unità continuano a permanere dei dubbi rilevanti tanto naturali quanto supportati da elementi di fatto e/o temporali. Dubbi pertanto sulle modalità, sulle scelte, sui provvedimenti e criteri che il Comune intenderà adottare per consentire anche ai 43 Lsu ancora privi della integrazione delle 2 ore giornaliere di beneficiare dell’aumento orario predisposto dalla Regione. Non è da escludere un ricorso al bilancio delle casse comunali per sostenere le spese relative all’integrazione di 43 unità, alle quali da tempo sarebbe stata promessa una parificazione (in termini di orario) con gli altri lavoratori che già hanno beneficiato dell’integrazione nell’orario (36 ore settimanali). La proroga, si ricorda, avrebbe dovuto partire già nel gennaio del 2010. Va inoltre ricordato come con l’integrazione stabilita in precedenza, gli Lsu a Manfredonia sarebbero stati utilizzati dalle 7 e 45 del mattino fino alle 14 e 15, dal lunedì al venerdì, escluso il sabato. Prima della Delibera della Giunta regionale 1099 del giugno 2009, parte degli Lsu di Manfredonia sarebbero stati impiegati tanto nel verde pubblico, quanto in opere di pulizia delle strade (28 unità), ma anche negli uffici assessorili e dello staff, oltre che in ditte private e/o cooperative del luogo. Nel novembre del 2009 ci sarebbe stata anche la stabilizzazione di 28 Lsu nell’Ase di Manfredonia.
L’ACCORPAMENTO DEI SETTORI – Il Comune di Manfredonia si è impegnato a elaborare un apposito progetto, voluto dal sindaco Angelo Riccardi, in cui sono state pianificate tutte le azioni d’intervento relative al settore, con le modalità e le ore di effettivo utilizzo dei lavoratori socialmente utili – aveva detto in una nota l’assessore agli Affari generali e personali, Damiano D’Ambrosio – Grazie all’intervento del consigliere regionale Franco Ognissanti (al quale comunque era stato contestato un mancato adempimento relativo alla stabilizzazione di parte degli Lsu già prima delle elezioni, con proteste in piazza del Popolo, ndR) e dell’assessore regionale alle Politiche del Lavoro Elena Gentile, il progetto è stato approvato dalla Commissione Regionale e la suddetta delibera, pertanto, potrà essere prorogata fino a dicembre 2010?. Inoltre, "per una migliore organizzazione del servizio LSU", disse l’assessore D’Ambrosio, si è provveduto a scorporarne il segmento organizzativo dal 2° settore di ‘Attuazione politiche per l’occupazione’, per accorparlo al 4° settore della ‘Polizia locale’, pur restando di competenza dell’Assessorato al Personale. Tale provvedimento, avviato con l’Atto di Giunta n. 171 del 19 maggio 2010, dovrebbe consentire "un’amministrazione più efficace del settore", così consentendo al Comune di riservare "maggior attenzione a tutte le attività connesse alla gestione LSU". "Dopo un’oculata ricognizione, ci si è resi conto che questa forza lavoro andava riorganizzata e valorizzata", ha concluso l’assessore D’Ambrosio, "per questo è stata posta sotto la supervisione e il coordinamento del dirigente del 4° settore, che può contare su una struttura in grado di supportarne al meglio la gestione". Dunque: dirigente del settore è ora il già dirigente del Corpo di Polizia municipale locale, al quale si aggiunge un responsabile organizzativo (dello stesso corpo di Polizia municipale) ed un responsabile organizzativo relativamente agli atti amministrativi dell’ufficio personale per gli Lsu. Pertanto, la nuova Giunta ha deciso di accorpare i due settori (delibera 171 del 19 maggio del 2010), con parte del personale del 2^ settore (attuazione politiche per l’occupazione) ancora impiegato per l’adempimento delle pratiche relative alla gestione degli Lsu e parte trasferito in altri settori. Al 4^ settore della Polizia locale spetta pertanto il compito di gestione del personale degli Lsu, con compito anche di controllo delle istruttorie relative al personale, verifiche fiscali, determine e deliberazioni della Giunta comunali.


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8 giugno 2010 - La Nazione

Siena. I LAVORATORI socialmente utili (lsu) fanno sciopero...

Siena - I LAVORATORI socialmente utili (lsu) fanno sciopero e non garantiscono dunque l'apertura della Sala della Rosa. «Va messa in evidenza osserva Lorenzo Costa dell'Rdb la contraddizione alla base del progetto avviato da Provincia e Università con la partecipazione poi del Comune per aprire una sala studio rivolta alla cittadinanza. Si offre un servizio che prima era dato dall'Ateneo con personale strutturato, avviandolo e gestendolo con precari che lavorano in condizioni più disagiate dei colleghi universitari. Di fatto, un'esternalizzazione mascherata. La beffa: la maggior parte degli Lsu sono stabilizzandi», conclude «denunciando l'abuso che si fa di queste forme di lavoro».


 da Il "manifesto" del 3 Giugno

LSU Un esercito di persone senza diritti
Lavoratori in nero per conto dello stato
di Chiara Zappalà

«Siamo noi che manteniamo il comune», dice Tonino Vona, lavoratore socialmente utile a Monte San Giovanni Campano, in provincia di Frosinone. Dal 1997 fa l'elettricista, racconta di aver montato «almeno 400 pali per l'illuminazione pubblica», ma prima lavorava alla Elcat, metalmeccanica che produceva sedili per la Fiat. Dopo essere stato in mobilità, è stato chiamato dal comune e si occupa degli impianti elettrici delle strutture pubbliche, dalle scuole agli uffici, anche in situazioni di emergenza (come dopo il terremoto in Abruzzo che si è sentito fino in Ciociaria).
A mantenere il comune di Monte San Giovanni Campano, assieme a Tonino, sono i 52 Lsu. Fanno gli stessi lavori dei 58 effettivi, ma i trattamenti di queste due tipologie di lavoratori sono diversi. Gli Lsu non hanno diritto ai contributi, alla tredicesima, ai giorni di malattia e gli stipendi sono più bassi. «Sono stato fermo un mese perchè mi sono rotto un gomito - racconta Vona - e per quel periodo non ho visto un centesimo».
Tonino lavora 36 ore a settimana e prende 525 euro di assegno di sussidio Inps e 350 euro di integrazione: 875 euro per un lavoro che ne vale «almeno 1200», stipendio comunque più modesto rispetto ai 2 milioni e 50 mila lire dei tempi alla Elcat. «Il personale delle mense scolastiche è quasi tutto Lsu, ma tra i socialmente utili ci sono anche fabbri e idraulici». E i sindacati non fanno nulla. «Dove sono Cgil, Cisl e Uil? - chiede Vona - solo la Usb ci sta dando supporto».
«Ci hanno chiamato per evitare il lavoro in nero, ma il lavoro di pubblica utilità è di fatto lavoro in nero autorizzato», dice Giovanni Carioti, ex giuntista della società di impianti telefonici Sielte. Dal 1998, dopo tre anni in mobilità, fa pulizie per il comune di Triolo, in provincia di Catanzaro. «I nostri contratti di Lpu sono pagati dalla regione e non sono mai regolari. Solo quando ci sono i soldi la regione paga».
E paga poco: Carioti prende 500 euro di sussidio e 250 euro di integrazione. «Ero un operaio di quinto livello, ho contribuito alla costruzione delle grandi dorsali delle telecomunicazioni. Oggi sono sceso al primo livello». A 58 anni e con 33 anni di contributi prima di essere nella pubblica utilità, Carioti dovrà aspettare i 65 anni di età per andare in pensione. «Sarei potuto entrare in pensione nel gennaio 2001, ma durante gli ultimi 12 anni di lavoro non ho potuto versare i contributi. Quindi devo lavorare ancora 6 anni e per riuscire a campare ho dovuto trovare altri lavori, in nero nel senso comune della parola».
I contratti Lsu sono arrivati anche all'università di Siena dopo i dissesti finaziari dell'ateneo. Antonella parla a nome di una quarantina di persone, laureate e impiegate a tempo determinato nelle strutture universitarie, soprattutto nelle biblioteche. «Paghiamo noi gli stipendi di coloro che hanno provocato il buco in bilancio e che sono rimasti nei loro posti dirigenziali». Antonella lavora 36 ore a settimana, prende 900 euro di indennità di disoccupazione più 318 euro di integrazione. «Facciamo turni anche fino alle 11 di sera e di domenica, ma per due euro all'ora mentre gli strutturati prendono di più». All'università di Siena i contratti Lsu durano 6 mesi. Antonella finirà a novembre e allora non avrà diritto nemmeno all'indennità di disoccupazione. «Dopodiché, a 36 anni, sarò in mezzo alla strada».

Attività socialmente utili: UN AFFARE DI STATO!!!

5 Giugno ore 14.00 Paizza della Repubblica- Roma. Manifestazione nazionale contro la Crisi e la Finanziaria

8  GIUGNO,  SCIOPERO NAZIONALE degli LSU,  LPU,  LSU AUTOFINANZIATI, CASSINTEGRATI E IN MOBILITA’ ore 10.00 MANIFESTAZIONE al MINISTERO DEL LAVORO – Via Fornovo ROMA (metro A fermata Lepanto)

La debolezza dei lavoratori precari di fronte alla crisi aumenta e cresce il ricatto del Governo: nuove attività socialmente utili nascono ma non si risolvono quelle esistenti.

Il furto di futuro è già iniziato e si calcola in migliaia di euro il danno di un contratto inesistente per decine di migliaia di persone fagocitate dai progetti lsu/lpu ecc.  che hanno transitato per gli ammortizzatori sociali, con grande soddisfazione dei Governi, artefici di avere messo a segno, con decreto 468, la flessibilità più estrema  con lavoratori a buon mercato,  senza l’obbligo di regolarizzare la prestazione  e di versare i contributi, utilizzando questo strumento per fare da apripista al precariato di Stato.  

In più, le vite di migliaia di lavoratori in attività socialmente utili rischiano di essere sopraffatte  e ossessionate dal protagonista principale della riforma delle pensioni: IL CONTRIBUTO FIGURATIVO  a valore 0 per tutti dopo il 1995.

Il Governo centrale e quelli locali non danno vere risposte alla nuova crisi ma addirittura la sfruttano per sostituire il lavoro buono con il lavoro nero. Invece di tutelare il reddito e il lavoro, si ripropone la flessibilità più estrema, già sperimentata col decreto 468, per le nuove migliaia di lavoratori in crisi occupazionale, a cui non si danno prospettive di rientro nel ciclo produttivo,cassintegrati e in mobilità o con ammortizzatori sociali in deroga ai quali si offre lavoro sottopagato e senza contratto, senza l’obbligo di regolarizzare la prestazione e di versare i contributi. Si parla di sostegno al reddito ma in realtà è nuovo sfruttamento. Cosa succederà quando finiranno i periodi coperti da ammortizzatori sociali e le integrazioni al reddito?

La precarietà aumenta e il Governo, anzicchè dare risposte alla crescente perdita di posti di lavoro, approfitta della crisi per aumentare lo sfruttamento: aumentano i lavoratori in cassintegrazione, mobilità e licenziati e l’unica cosa che si prospetta per loro sono nuove attività socialmente utili, aumentando le fila degli LSU che da decenni sono costretti a vivere senza prospettive e senza contratto.

 Su questo effetto devastante del lavoro sparito, gli altri sindacati hanno scelto ancora una volta di “concertare e cogestire” e anzi “fanno affari” sulle disgrazie di chi perde il lavoro! Nascono gli enti bilaterali, (tra padroni e cgilcisluilugl), per decidere il diritto o meno agli ammortizzatori sociali e gestire, nel contempo, fiumi di denaro per le attività formative connesse. Intanto per i lavoratori assegnati ad attività socialmente utili si azzerano le aspettative di futuro, con salari e pensioni da fame. E per coloro che usufruiscono di sostegni al reddito a causa della chisura delle aziende in crisi la prospettiva, se li lasciamo fare, non sara migliore.

 Anzicchè garantire reddito e lavoro vero, abbatte ogni confine di legalità: si taglia la spesa pubblica e si sostituisce il lavoro buono con prestazioni sottopagate, si fa cassa con la riduzione di personale a tempo indeterminato e lo si sostituisce con lavoratori senza contratto e senza tutele previdenziali. Inoltre se gli enti previdenziali (Inps e Inpdap) pagano meno pensioni e con minore importo, i risparmi miliardari, non redistribuiti in prestazioni pensionistiche e sociali, vanno a risanare il bilancio dello Stato, che assiste (con soldi dei lavoratori!)  banche e imprese, il cui unico obiettivo è il profitto, ottenuto grazi alla continua riduzione del costo del lavoro, peggioramento delle condizioni di lavoro e aumento della precarietà. I responsabili della crisi vengono assistiti e le vittime sono costrette a pagare!!!

 Non facciamoci  del male!

 LSU, LPU, AUTOFINANZIATI CASSINTEGRATI E IN MOBILITA’: usciamo dall’apnea, lottiamo per il lavoro !!!!

 Connettiamo le lotte p

  1. No al taglio delle piante organiche e dei servizi degli enti pubblici,
  2. Obbligo di utilizzo a 36 ore settimanali con integrazione e retribuzione pari al dipendente, per l’intera durata dell’ammortizzatore sociale.
  3. Inserimento in pianta organica al termine degli ammortizzatori sociali e adeguamento della stessa alle effettive necessità dei servizi e al numero dei lavoratori già impegnati o da avviare in attività integrative o socialmente utili.
  4. Riconoscimento del diritto e della misura per l’intero periodo di fruizione della disoccupazione involontaria, cassintegrazione ordinaria, straordinaria e di mobilità ai fini pensionistici.

Aderiamo allo sciopero e partecipiamo tutti alla manifestazione!!

 

 

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