da "Italia Oggi": Pubblici uffici, 250 mila precari. la rdb mobilita

 Sono un esercito di 250 mila persone, in marcia verso nessun luogo. Sono i lavoratori precari nella pubblica amministrazione, secondo i dati del conto economico annuale della Ragioneria dello stato che si riferiscono al 2003, ma che oggi avrebbero oramai superato la soglia dei 350 mila, secondo le rappresentanze sindacali di base Rdb. Lavoratori sui quali cadrà ancora una volta la scure dei tagli decisi dalla Finanziaria, destinata a decurtare gli organici, tagliando tra i 30 mila e i 40 mila posti di lavoro nella seconda metà dell'anno.
La proposta di legge promossa da Rdb/Cub ´cerca appunto di costruire un appiglio alla vita professionale di questi lavoratori in caduta libera', secondo Carmela Bovino, sindacalista della Rdb esperta nelle lotte di lungo corso per combattere il precariato statale. La proposta di legge, che sarà presentata ufficialmente il 16 giugno presso la sala Protomoteca del Campidoglio a Roma, chiede una sanatoria per l'assunzione programmata di tutti i precari della pubblica amministrazione, oggi suddivisi tra co.co.co. (97.995), interinali (7.343), Lsu/Lpu (45.969), tempo determinato e formazione (3.035), cantieristi e titolari di assegni di ricerca o similari e dipendenti delle ditte e coop. appaltatrici dei servizi pubblici (circa 100 mila). Un'ulteriore richiesta è quella di evitare il ricorso sistematico all'outsourcing derivato dai servizi appaltati o dati in concessione, incoraggiando piuttosto l'inserimento dei lavoratori ´in appalto' per mansioni, che poi sono strutturali all'attività. Nel 2004 il costo dei dipendenti della p.a. è stato di 143,878 miliardi di euro, con l'assunzione dei precari si dovrebbero mettere in cantiere altri 4,172 miliardi (cifra ottenuta dividendo la spesa totale per il costo di ogni dipendente e moltiplicando per il numero dei precari), risorse da reperire, secondo i sindacati di base, stornandole dalle spese militari. Tra gli elementi di azione contenuti nella proposta c'è anche la necessità di bandire concorsi per titoli culturali e di servizio riservati ai lavoratori con contratti precari, una proroga generalizzata e il rinnovo dei contratti scaduti fino al completamento delle procedure di conversione dei contratti a tempo indeterminato, l'adeguamento salariale e previdenziale e concorsi di avanzamento di carriera per i lavoratori già assunti. Su questi temi il sindacato chiederà al governo e al parlamento di aprire presto un concreto confronto.


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