rinnovo del ccnl degli elettrici: cgil,cisl,uil concertano nuova precarietà

Nazionale -

……………QUANDO SI DICE:

“PREDICARE BENE E RAZZOLARE MALE”!!!!

 

 

Alla faccia delle sperticate dichiarazioni di opposizione alla precarietà, specie da parte di CGIL, nel nuovo contratto dei lavoratori delle aziende elettriche, firmato il 18 Luglio dalle organizzazioni di categoria di Cgil, Cisl, Uil, vengono allargate le possibilità di attingere a forme di assunzioni precarie offerte dalla cosiddetta legge Biagi con :

·                   Introduzione dell’apprendistato professionalizzante, che può arrivare fino a 42 mesi per le categorie più basse (!)

·                   Contratto d’inserimento che prevede inquadramenti inferiori fino a due livelli rispetto a quanto previsto di norma dal contratto

·                   Ampliamento delle assunzioni interinali

 

Ai futuri precari vengono negati tutti i benefici salariali derivanti da contrattazioni aziendali, come il premio di risultato e gli aumenti di anzianità, e altri istituti contrattuali come il diritto allo studio, ecc.

 

Tutto il contratto fa riferimento ai processi di liberalizzazione/privatizzazione del settore senza che da parte di FILCEM, UILCEM, FLAEI si dica una sola parola sui guasti e sulle pesanti ricadute che questa politica ha prodotto sia per i lavoratori del settore, in termini di esuberi, mobilità, CIG, ecc. che per gli utenti con aumenti delle tariffe, peggioramento del servizio, danni ambientali, black-out frequenti. A tale proposito anzi si chiede al Governo l’istituzione di un Fondo per il sostegno al reddito e all’occupazione, gestito da aziende e sindacati, da finanziare con ulteriori contributi da parte anche dei lavoratori a cui si prospetta già da oggi un futuro da disoccupati. Nessuna lotta quindi contro i futuri licenziamenti ne per i processi di mobilità, ma ammortizzatori sociali autofinanziati!

 

Ci chiediamo:

 

1)                          che garanzie possono dare le Organizzazioni sindacali che fanno grandi proclami contro la precarietà e la legge Biagi ma poi nelle trattative favoriscono la crescita del precariato e l’applicazione al ribasso delle norme che prevedono la flessibilità?

 

2)                          che senso ha indire assemblee e manifestazioni per chiedere al governo l’abrogazione della legge Biagi e poi remare a tutta forza verso la sua piena applicazione, favorendo la perdita dei diritti e l’aumento della precarietà a tutti i livelli?

 

 

 

Contro la svendita dei diritti e contro il precariato lanciamo la mobilitazione

 MANIFESTAZIONE E SCIOPERO NAZIONALE

 IL 6 OTTOBRE A ROMA

 

 

 

 

 

 

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