PRECARI ISPRA: IL TETTO BALLA!

Roma -

 GIOVEDI’ 25 FEBBRAIO FESTA DEI PRECARI ISPRA

Roma - Casa della Pace, via di Monte Testaccio 22 – dalle ore 21.30

Dalla vittoria dei precari dell’ISPRA arriva un messaggio forte e chiaro: la lotta contro la precarietà va praticata, estesa e…Festeggiata! Questo è lo spirito con cui i precari dell’ISPRA organizzano per giovedì 25 febbraio una festa pubblica, a cui invitano tutti coloro che li hanno sostenuti nei 59 giorni di occupazione sul tetto dell’Istituto.

La festa avrà luogo a Roma, presso la Casa della Pace in via di Monte Testaccio 22, dove sarà allestita una mostra fotografica a documentazione della lotta. Dalle 21.30 sono previsti concerti (Dirty Fake, Sambamarea, Ned Ludd); a seguire: DJ session. L’ingresso è libero.

Roma, 23 febbraio 2010

 

22 gennaio 2010 - Adnkronos

 

Roma, 22 gen. (Adnkronos) - L'Ispra ha bisogno di una dirigenza che capisca qualcosa di ricerca! E ne ha bisogno con urgenza, ben prima del 31 marzo, data di scadenza di una struttura commissariale (prorogata da poco) che «non ha di certo curricula di tipo scientifico». Una lacuna che purtroppo, stando a quanto affermato dall'Usi Rdb e dai precari dell'Ente nella conferenza stampa di oggi, si è tradotta in una «gestione insufficiente sia dal punto di vista scientifico che amministrativo»: a distanza di 18 mesi dalla nomina i commissari «non hanno ancora scritto nè il regolamento (fermo al Consiglio di Stato), nè lo Statuto che definisce la mission dell'Istituto», ma hanno trovato il tempo per licenziare tanti ricercatori «nonostante le norme vigenti consentissero di evitarlo». Ecco perchè la scelta di una presidenza idonea è per l'appunto uno dei banchi di prova della titolare dell'Ambiente. Stefania Prestigiacomo, infatti, sarà ora chiamata a tenere fede ai nove impegni presi dai commissari nel Protocollo d'Intesa siglato con il sindacato («La prossima settimana - fa sapere Claudio Argentini della segreteria nazionale Usi Rdb - chiederemo un incontro con i commissari» per verificare l'applicazione del capitolo del protocollo che prevede il rinnovo dei precari in scadenza fra il 31 dicembre il 31 marzo«) e a dimostrare, più in generale, quanto le sta realmente a cuore l'ambiente e la relativa ricerca. Come? Con atti concreti, uno dei quali, scandisce Crisitiano Fiorentini della direzione nazionale Rdb Pubblico Impiego, è appunto quello di »non aspettare la fine di marzo« per ritenere chiusa l'esperienza commissariale e scegliere un presidente nell'ambito di figure della comunità scientifica. Le altre azioni sono, invece, scritte nero su bianco nel protocollo e sono impegni da concretizzare nel tempo. Oggi però è stata anche una giornata dedicata alla presa di coscienza dell'efficacia della strategia di lotta assunta. Salire sul tetto e restarci, nonostante il freddo e tutti i disagi del caso, per ben due mesi di fila, ha funzionato! I precari dell'Ispra sono stati ascoltati dal ministro e di conseguenza i commissari si sono impegnati a rinnovare tutti i contratti in scadenza e a bandire concorsi per selezionare contratti a tempo determinato con riserve di legge per gli interni. E, visto che la lotta ha funzionato e che la ricerca pubblica italiana continua a 'viverè di tagli in Finanziaria e di precarietà (a fronte di »una ricerca privata cui il governo assicura sgravi e quindi risorse«), allora l'Rdb rilancia e si prepara ad »allargare la mobilitazione anche agli altri enti di ricerca, a partire da Enea, Inea e Cnr. Tutti gli enti, infatti, basano le loro attività sui precari!«. Sulla data dello sciopero l'Rdb tace ma fa notare: »Dal 5 gennaio, data in cui è fallito il tentativo di conciliazione, abbiamo tre mesi per indire lo sciopero«. Usi Rdb ancora non ha deciso se allargare lo sciopero a Scuola e Università, ma ha comunque le idee chiare sulla necessità di difendere la ricerca pubblica italiana, soprattutto a fronte di un governo che, come evidenzia Claudio Argentini della segreteria nazionale Usi Rdb, «finanzia la ricerca privata attraverso sgravi fiscali, senza sottoporla ad alcuna valutazione di merito». Proprio per contrastare questa tendenza l'Rdb sta anche preparando un grande convegno per convincere l'esecutivo, che «i finanziamenti devono essere diretti alla ricerca pubblica». Alla conferenza stampa di oggi ha preso parte anche Michela Mannozzi, delegato sindacale Usi Rdb ricerca nell'Ispra, che è tornata sulle ragioni della scelta del 'tettò, evidenziando «l'incoscienza di chi non ha nulla da perde» e «la forza e la consapevolezza di dover lanciare un grido d'allarme» per un vulnus che riguarda tutta la comunità e non solo i precari dell'Ispra, visto che «i controlli ambientali pubblici» sono anche contemplati anche dalla carta costituzione italiana agli articoli 9 ('La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnicà) e 32 ('La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umanà) e che, restare inermi avrebbe lasciato campo libero ad «una vera e propria mattanza». È stata un'esperienza vincente, ha osservato la portavoce della lotta, «in fondo, però - ha aggiunto con una punta di amarezza - siamo stati due mesi sul tetto per far rispettare norme già in vigore negli altri Enti di ricerca». Resta il fatto, però, che , «grazie a questa scelta, il ministro Prestigiacomo ha aperto un tavolo di trattativa e che il Protocollo d'Intesa che ne è scaturito sconfessa tutte le procedure dei commissari». Altra tappa a breve della vertenza Ispra è, ha fatto sapere Argentini, verificare che l'impegno assunto dalla Provincia si concretizzi: «aveva detto che avrebbe investito 10 mln di euro» rinnovando la Convenzione con l'Ispra e contrattualizzando a tempo determinato i ricercatori necessari ai controlli ambientali sul territorio. «Vogliamo quindi incontrare rappresentanti della Provincia - ha detto - per avere certezza della cosa». Al termine della gestione commissariale, una partita tutta da giocare per l'Usi Rdb Ricerca sarà quella di verificare se diventerà realtà l'impegno meno a breve termine assunto nel Protocollo d'Intesa e cioè se l'Ispra riuscirà ad avere un piano triennale di assunzioni a tempo indeterminato attraverso concorsi pubblici, valorizzando anche le professionalità interne.


22 gennaio 2010 - Agenzia AMI

Accordo dopo 2 mesi sul tetto. Previsto un piano triennale di assunzioni
Ispra, intesa con il ministero. I ricercatori: «Continueremo a vigilare»
I punti: contratti rinnovati, collaborazioni estese a fine 2010, concorsi per recuperare i licenziati
di Valerio Perogio

Dopo 59 giorni passati sul tetto, ricercatori e tecnici dell'Ispra possono tornare al lavoro con in mano l'intesa raggiunta con il ministero dell'Ambiente. Rinnovati tutti i contratti a tempo determinato, estese collaborazioni e assegni di ricerca in essere al 31 dicembre 2009 fino alla fine dell'anno in corso. Impegno ad attivare concorsi per il recupero dei 250 lavoratori già licenziati in estate. previsto anche un piano di assunzioni per il 2010-2012. Cauta soddisfazione tra dipendenti e sindacati, l'Usi-Rdb: «Il ministro si è impegnata in prima persona, ma la mobilitazione prosegue: cambiano solo le forme». «Un'intesa che ci soddisfa abbastanza». Dalla segreteria Usi-Rdb, la sigla sindacale che dall'inizio ha sostenuto la vicenda Ispra, Claudio Argentini commenta con prudenza il protocollo d'intesa firmato per Ispra con il ministero il 20 gennaio, insieme a Flc-Cgil, Fir-Cisl, Uil-Paur e Cida Anpri. «Un punto di partenza» lo definiscono ricercatori e tecnici precari, scesi dopo due mesi di protesta dal tetto dell'istituto di via Casalotti, ma la vertenza non è finita qui: «Vigileremo che i punti sottoscritti siano tutti rispettati, altrimenti riprenderemo la lotta», spiega Cristiano Fiorentini, altro rappresentante sindacale. Il protocollo, illustrano alla sede della Rdb-Cub, recepisce sostanzialmente alcune delle principali richieste avanzate dall'inizio della protesta. Il ministero, si legge nel documento, rinnova tutti i contratti a tempo determinato dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale «senza soluzione di continuità», a fronte dall'«incremento imprevisto delle richieste di pensionamento del personale di ruolo; si impegna a estendere le collaborazioni coordinate e continuative e degli assegni di ricerca attivi al 31 dicembre 2009 - erano 200 i posti a rischio - fino a fine 2010; viene aperta la possibilità di riassunzione per i lavoratori senza contratto da luglio 2009, attraverso specifiche selezioni e saranno inoltre attivati ulteriori bandi per convertire i cosiddetti co.co.co. e assegni di ricerca in contratti a tempo determinato. Previsto infine un piano triennale di assunzioni a tempo indeterminato e determinato sulla base della normativa vigente. Non mancano comunque le perplessità, «è un accordo che giudichiamo valido per quanto riguarda le nostre richieste, ma resta importante definire le modalità di selezione a tempo determinato, un punto non chiaramente definito», spiega Argentini. Positivo invece l'impegno a recuperare i 250 lavoratori senza contratto dalla fine del giugno scorso: «L'inserimento di selezioni ad hoc è comunque un passo importante per questi lavoratori, che attualmente sono senza stipendio e senza alcun rapporto con l'Ente». L'atteggiamento non cambia sul fronte dei 60 dipendenti Ispra protagonisti dell'occupazione e che da lunedì torneranno al lavoro. C'è cauto ottimismo, molti sono convinti che si può parlare di vittoria perchè «il ministero alla fine ha ceduto». Al di là di tutto Michela Mannozzi, ricercatrice precaria e delegata Usi-Rdb Ricerca per l'istituto, ritiene «confortante che il ministro abbia preso un impegno politico serio per il rilancio dell'ente e per la difesa professionalità dell'Ente» e che il confronto sia avvenuto direttamente con il ministero.«Se il protocollo fosse stato sottoscritto solo dai commissari (l'Ispra è attualmente in gestione commissariale, ndr) non potremmo pensare che il protocollo rappresenta una base di partenza». Una base attorno a cui continuerò a muoversi la mobilitazione dei ricercatori: «La lotta prosegue, cambiano solo le forme: dal tetto, la forma più clamorosa, si passa a quella già in atto oggi più incentrata sulla vertenza, il rinnovo del contratto e le norme. Controlleremo che l'intesa sia applicata secondo fino in fondo». La mobilitazione dunque continua, in programma una conferenza sulla settore ricerca organizzata dall'Usi-Rdb e uno sciopero del settore per contestare un governo «che non investe nella ricerca pubblica, ma regala due miliardi di euro a quella privata».


RICERCA: RDB, PRESTIGIACOMO ALLA PROVA SU NUOVA DIRIGENZA ISPRA
ENTRO 3 MESI SINDACATO PRONTO A GIOCARE CARTA
SCIOPERO PER TUTTI GLI ENTI
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I LAVORATORI SCENDONO DAL TETTO E INDICONO UNA CONFERENZA STAMPA PER ILLUSTRARE LE LORO VALUTAZIONI SULL’ACCORDO E LE PROSSIME MOBILITAZIONI

Venerdì 22 gennaio, Roma, presso la Federazione Nazionale RdB

Via dell’Aeroporto 129 – ore 12.00

 La lotta paga e non si ferma: questo in sintesi il risultato dell’assemblea dei lavoratori dell’ISPRA organizzata questa mattina dall’Usi/RdB per discutere l’accordo siglato nella tarda serata di ieri con il Ministero dell’Ambiente.

I lavoratori sono scesi dal tetto, dove hanno dovuto trascorrere quasi due mesi, ed hanno indetto per domani, venerdì 22 gennaio, una conferenza stampa presso la Federazione Nazionale RdB in cui illustreranno le loro valutazioni ed annunceranno le prossime tappe della battaglia in difesa della Ricerca Pubblica.

Riferisce Michela Mannozzi dell’Usi RdB, portavoce della lotta sul tetto: “L’assemblea ha dato un giudizio positivo sull’intesa, con cui abbiamo fatto un passo importante per bloccare il processo di smantellamento dell’ente che passava attraverso il licenziamento dei lavoratori precari. Ora i 230 precari in scadenza fra il 31 dicembre il 31 marzo sono tutti rinnovati e si è aperta una finestra per poter recuperare quelli già licenziati”.

“Inoltre – sottolinea Mannozzi - abbiamo posto delle basi per una prospettiva futura. Il patrimonio di professionalità rimane dentro l’ente, a disposizione chi verrà a guidarlo. Abbiamo impedito che i commissari facessero scelte strategiche per le quali non erano competenti e confidiamo che la futura dirigenza venga dal mondo scientifico ed abbia preparazione adeguata per valutare ricercatori che hanno competenze riconosciute all’estero”.

“L’accordo - aggiunge la portavoce – verrà comunque qualificato nella sua applicazione. Il Ministro Prestigiacomo sarà garante del percorso che si è aperto con la firma del protocollo. Noi intanto manteniamo lo stato di agitazione del personale, e riteniamo di esercitare un ruolo fondamentale nell’applicazione e nell’interpretazione del protocollo. Domani – conclude Mannozzi - annunceremo i prossimi passi della battaglia”.

 Roma, 21 gennaio 2009

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22 gennaio 2010 - Il Manifesto

Accordo sui contratti Dopo 57 notti precari giù dal tettodi Sara Farolfi

Roma - Hanno passato sul tetto anche la cinquantasettesima notte, quella dell'accordo. Tredici ore di confronto serrato al ministero, una notte a discutere e un'affollatissima assemblea ieri mattina per decidere se togliere la riserva dalla firma apposta la notte precedente. Il «sì» è stato bulgaro. Solo allora, prima di smontare il tendone sul tetto di via Casalotti, hanno brindato.
Dopo quasi due mesi trascorsi sul tetto del loro istituto i ricercatori precari dell'Ispra hanno avuto risposta. Nella notte tra mercoledì e giovedì sindacati e ministero dell'ambiente hanno sottoscritto un protocollo d'intenti che, pur non recependo in toto le loro richieste, «costituisce senz'altro una buona base di partenza». «Abbiamo sventato il tentativo di smantellamento dell'istituto da parte della struttura commissariale», dice Michela Mannozzi, ricercatrice e portavoce dei precari per l'Usi-Rdb: «la nostra lotta non finisce ma si sposta dal tetto alle stanze dell'istituto, sarà meno clamorosa ma forse più difficile perchè dovremo vigilare sull'applicazione del protocollo».
Le richieste dei ricercatori Ispra vertevano sostanzialmente su tre punti: il rinnovo per tutti i contratti, il passaggio a tempo determinato per gli «atipici», e un piano triennale di assunzioni. Il protocollo siglato da Usi-Rdb, Cgil, Cisl e Uil prevede il rinnovo di tutti i 230 contratti in scadenza tra dicembre e marzo, e la possibilità di recuperare (attraverso nuovi bandi) quelli già scaduti nel 2009, che sono altri 250 circa. Per quanto riguarda l'ampliamento della pianta organica il ministero si è impegnato al rispetto del turn over: ad andare in pensione a breve dovrebbero essere circa 180 persone, e dato che un nuovo assunto costa meno di una persona con diversi anni di anzianità lavorativa, i nuovi contratti potrebbero arrivare a 210-220. Infine, la trasformazione dei contratti atipici in contratti a tempo determinato: «un po' la nota dolente del protocollo» dice Michela Mannozzi, che prevede un generico impegno a bandire concorsi pubblici nel triennio 2010-2012.
«Due mesi sul tetto per ottenere quello che hanno già gli altri enti pubblici di ricerca?», questa domanda ha tenuto banco tra i ricercatori la notte di mercoledì e ieri mattina in assemblea. Dice Michela: «Abbiamo posto le basi per una prospettiva futura, il patrimonio di professionalità rimane dentro l'ente a disposizione di chi vorrà guidarlo. Abbiamo impedito che i commissari facessero scelte strategiche per le quali non erano competenti e confidiamo in una futura dirigenza che venga dal mondo scientifico e che abbia preparazione adeguata per valutare ricercatori che hanno competenze riconosciute all'estero».
Perciò la domanda - «due mesi sul tetto per ottenere...?» - andrebbe girata alla politica. Dopo due mesi di assordante silenzio, mentre persino il Financial Times si interessava alla vicenda, ieri la ministra Stefania Prestigiacomo si è fatta vanto del protocollo siglato «per consentire un processo di valorizzazione dell'istituto che ha un ruolo centrale nella tutela dell'ambiente del nostro paese». L'Flc Cgil parla di «un accordo che pone le basi per iniziare a risolvere alcuni dei problemi dei precari, e che restituisce al confronto la problematica più generale della missione dell'ente». «Spero davvero che non ci sia più bisogno di tornare su quello o su altri tetti di istituti di ricerca per difendere il lavoro dei nostri scienziati...», commenta Ignazio Marino (Pd). Anche l'Idv esprime «parziale soddisfazione» per l'intesa raggiunta. Secondo Paolo Ferrero (Prc): «la positiva conclusione della vicenda dei lavoratori Ispra dimostra che la lotta paga».

Giù dal tetto i precari dell'Ispra c'è l'accordo, contratti rinnovati
Mannozzi (UsiRdb): "Confermate 230 persone in scadenza, spiraglio per i licenziati"

Roma - Dopo due mesi al freddo, alla fine i precari dell'Ispra sono scesi dal tetto di via Casalotti. Dopo lunghe trattative è stato siglato al ministero dell'Ambiente un protocollo di intesa sulla vertenza dei precari Ispra (Istituto per la Protezione e la Ricerca Ambientale). A siglare l'accordo sono stati il ministro dell'Ambiente, il commissario Ispra e i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil, Anpi e Usi-Rdb. "L'assemblea ha dato un giudizio positivo sull'intesa, con cui abbiamo fatto un passo importante per bloccare il processo di smantellamento dell'ente che passava attraverso il licenziamento dei lavoratori precari - ha detto Michela Mannozzi dell'Usi RdB, portavoce della lotta sul tetto - Tra i 230 precari in scadenza fra il 31 dicembre il 31 marzo sono tutti rinnovati e si è aperta una finestra per poter recuperare quelli già licenziati". Oggi a mezzogiorno, alla Federazione Nazionale RdB Via dell'Aeroporto 129, in programma l'assemblea dei ricercatori. "Soddisfazione" per il positivo esito della trattativa è stato espresso dal ministro Prestigiacomo. "È prevalsa - ha detto il ministro - la positiva volontà di tutte le parti per trovare nell'ambito delle leggi vigenti tutte le soluzioni possibili per non disperdere il patrimonio di esperienza e professionalità rappresentato dai ricercatori e consentire un processo di rilancio dell'Istituto che ha un ruolo centrale nella tutela dell'ambiente". Soddisfatto anche il presidente della Provincia Nicola Zingaretti: "Credo che la vicenda dell'Ispra possa diventare un simbolo per chi non si arrende e per chi vuole difendere il diritto al lavoro e la valorizzazione delle eccellenze del nostro Paese". Meno entusiastiche le reazioni di Alessandra Tibaldi, assessore regionale al Lavoro, e del senatore dell'Italia dei Valori Stefano Pedica:"Parziale soddisfazione per l'intesa firmata fra il Ministero dell'Ambiente e i rappresentanti sindacali dei lavoratori dell'Ispra - dice Pedica - innanzitutto perchè le garanzie contrattuali sono solo fino a dicembre prossimo, in secondo luogo perchè per 200 lavoratori non c'è ancora certezza di reintegro, ed infine perchè non posso esimermi dal pensare che per vedere riconosciuto il diritto fondamentale al lavoro non dovremmo essere costretti a passare due mesi, giorno e notte, sui tetti". "L'accordo firmato la notte scorsa sulla vertenza dei precari Ispra dimostra che la lotta paga". Così il portavoce della Federazione della Sinistra Paolo Ferrero, idem Ivano Peduzzi, portavoce in Consiglio regionale della Federazione della Sinistra (Prc-Pdci, Socialismo 2000, Lavoro e Solidarietà) e Claudio Fiorella, responsabile Lavoro Prc Lazio. I punti principali dell'accordo riguardano il rinnovo di tutti i contratti a tempo determinato senza soluzione di continuità; l'impegno a continuare ad avvalersi delle collaborazioni coordinate e continuative e degli assegni di ricerca, attivi al 31 dicembre 2009, fino al 31 dicembre 2010; l'impegno ad attivare, sulla base delle esigenze dell'Istituto, ulteriori bandi per collaborazioni coordinate e continuative e per assegni di ricerca; il bando di concorsi pubblici, a tempo indeterminato e a tempo determinato, nel triennio 2010-2012; la previsione di incontri periodici con la componente ministeriale per il monitoraggio dell'attuazione del protocollo.(P.


22 gennaio 2010 - La Repubblica

Ispra, vincono i precari: stop alla protesta sul tetto
di ANNA MARIA LIGUORI

Roma - Dopo 59 giorni di protesta, ieri alle 13, i precari dell´Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) sono scesi tutti dal tetto della loro sede di lavoro. «Dopo 14 ore di trattativa - ha detto un precario - hanno risposto alle nostre richieste all´80-90 per cento». L´accordo è stato siglato da ministero dell´Ambiente e dai rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil, Anpi e Usi-Rdb. Con l´intesa si è sventato il rischio di lasciare a casa 200 persone. Per quanto riguarda il Protocollo d´intesa, sono nove i punti che compongono l´accordo. Tra questi il «rinnovo di tutti i contratti a tempo determinato senza soluzione di continuità» nell´ambito della disponibilità economica, motivato dall´incremento imprevisto delle richieste di pensionamento del personale di ruolo»; l´impegno a «continuare ad avvalersi delle collaborazioni coordinate e continuative e degli assegni di ricerca attivi al 31 dicembre 2009 fino al 31 dicembre 2010», fatte salve necessità relative ai progetti. C´è poi l´impegno ad attivare ulteriori bandi per collaborazioni coordinate e continuative e per assegni di ricerca attivati dopo la data dell´accordo, e i concorsi pubblici a tempo determinato e indeterminato che saranno banditi nel triennio 2010-2012. Soddisfatta Stefania Prestigiacomo ministro dell´Ambiente: «Una intesa difficile, sofferta ma che alla fine credo rappresenti un risultato di cui tutti possiamo essere soddisfatti. E´ prevalsa la positiva volontà di tutte le parti per trovare le soluzioni possibili e non disperdere il patrimonio di esperienza e professionalità rappresentato dai ricercatori e consentire un processo di rilancio e valorizzazione dell´Istituto che ha un ruolo centrale nella tutela dell´ambiente nel nostro Paese».

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22 gennaio 2010 - Il Tempo

Protesta I precari sono rimasti sul tetto dell'Istituto per 59 giorni
Ispra, trovato l'accordo per i lavoratori
È finita la protesta dei precari «tettisti» che hanno resistito 59 giorni sul tetto dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) per difendere il posto di lavoro

Roma - Si tratta dei ricercatori che verranno sicuramente ricordati per l immagine simbolo del panettone che «vola» oltre i cancelli proprio la notte di Natale. Per loro è arrivato l'accordo sindacale che apre le porte alle assunzioni e al salvataggio di 200 persone. «Dopo 14 ore di trattativa che si è chiusa alle 23:00 del 20 gennaio - ha detto uno dei precari che hanno vissuto per quasi due mesi sul tetto dell'Istituto, Simone Canese, di 40 anni - abbiamo portato a casa un protocollo di intesa che rappresenta una buona piattaforma e risponde alle nostre richieste all'80-90 per cento e oggi intorno alle 13:00 siamo scesi dal tetto». L'accordo è stato siglato da ministero dell'Ambiente e dai rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil, Anpi e Usi-Rdb. Al momento della sigla il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, aveva parlato di un'intesa «difficile, sofferta ma che alla fine credo rappresenti un risultato di cui tutti possiamo essere soddisfatti». L'intesa garantisce, tra l'altro, assunzioni sulla base del turnover dei pensionamenti, concorsi per la trasformazione dei contratti atipici in contratti a tempo determinato e indeterminato. Nove i punti dell'accordo. Tra questi il «rinnovo di tutti i contratti a tempo determinato senza soluzione di continuità» nell'ambito della disponibilità economica, motivato dall'incremento imprevisto delle richieste di pensionamento del personale di ruolo; l'impegno a «continuare ad avvalersi delle collaborazioni coordinate e continuative e degli assegni di ricerca attivi al 31 dicembre 2009 fino al 31 dicembre 2010», fatte salve necessità relative ai progetti; l'impegno ad attivare ulteriori bandi per collaborazioni coordinate e continuative e per assegni di ricerca attivati dopo la data dell'accordo; concorsi pubblici a tempo determinato e indeterminato che saranno banditi nel triennio 2010-2012.


22 gennaio 2010 - La Stampa

ROMA. Alla fine duecento ce l’hanno fatta a salvare il posto di lavoro per un altro anno...
di FLAVIA AMABILE

ROMA - Alla fine duecento ce l’hanno fatta a salvare il posto di lavoro per un altro anno. Sono i ricercatori dell’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. Dai supplenti delle scuole agli operai delle fabbriche in tanti in questi ultimi mesi sono saliti sui tetti dei loro luoghi di lavoro per richiamare l’attenzione sui licenziamenti o sui mancati rinnovi dei contratti.
I ricercatori dell’Ispra sul tetto sono rimasti quasi due mesi. «Per ottenere quello che in 24 ore avrebbero potuto concederci», commenta Emma Persia, una delle protagoniste della protesta.
E’ arrivato ufficialmente all’una del pomeriggio di ieri l’accordo che dà il via libera alle assunzioni e al salvataggio di 200 persone. «Abbiamo ottenuto - racconta Simone Canese, 40 anni, biologo marino - un protocollo di intesa che rappresenta una buona piattaforma e risponde alle nostre richieste all’80-90%».
L’accordo è stato firmato da ministero dell’Ambiente e dai rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil, Anpi e Usi-Rdb. Per il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, si tratta di un’intesa «difficile, sofferta ma che alla fine credo rappresenti un risultato di cui tutti possiamo essere soddisfatti». L’intesa garantisce assunzioni sulla base del turnover dei pensionamenti, concorsi per la trasformazione dei contratti atipici in contratti a tempo determinato e indeterminato.
«Complessivamente noi "tettisti" eravamo 50 e ci alternavamo sul tetto. Ogni notte eravamo in 15. Il clima è stato freddo, abbiamo sopportato condizioni estreme - racconta Canese - con temporali e temperature sottozero. Il primo segnale da parte del ministro dell’Ambiente è arrivato dopo un mese. Ma noi eravamo determinati. Non difendevamo il salario».
Tanti i commenti. Innanzitutto loro, i protagonisti della protesta che sanno che la partita è ancora lunga. «Vigileremo perché l’accordo venga applicato e chiediamo che il ministro metta fine alla gestione dell’Istituto da parte di un commissario e nomini finalmente un esponente della comunità scientifica a guidarlo», spiega Emma Persia. Anche per il segretario generale della Flc-Cgil Domenico Pantaleo «l’accordo va bene ma la vertenza continua». Il senatore del Pd Ignazio Marino sottolinea la necessità di sostenere la ricerca. Per Francesco Cerisoli, presidente dei precari dell’Apri «sembra una bella conclusione, in realtà se le regole dei concorsi rimarranno le solite, sarà una stabilizzazione mascherata da concorso: nessuna prova, valutazione solo di titoli e pubblicazioni e soprattutto nessun punteggio riservato per aver fatto precariato nello stesso ente dove si concorre».


22 gennaio 2010 - Leggo

Roma. Quasi due mesi sul tetto...

Roma - Quasi due mesi sul tetto, Natale compreso, per difendere il posto di lavoro e poi finalmente la svolta: i ricercatori precari dell’Ispra hanno trovato un accordo con il ministero dell’Ambiente e, ieri, hanno lasciato il presidio di via Casalotti. «Siamo soddisfatti dell’intesa – ha commentato la portavoce della protesta, Michela Mannozzi dell’Usi RdB - con cui abbiamo fatto un passo importante per bloccare il processo di smantellamento dell’ente che passava attraverso il licenziamento dei precari. Ora i 230 lavoratori in scadenza fra il 31 dicembre il 31 marzo sono tutti rinnovati e si è aperta una finestra per poter recuperare quelli già licenziati. Noi manteniamo comunque lo stato di agitazione e vigileremo sull’attuazione degli accordi».(L.Loi./ass)


22 gennaio 2010 - La Stampaweb

Diritto di cronaca

Alla fine in duecento ce l’hanno fatta a salvare il posto di lavoro per un altro anno. Sono i ricercatori dell’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. Dai supplenti dellle scuole agli operai delle fabbriche in tanti in questi ultimi mesi sono saliti sui tetti dei loro luoghi di lavoro per richiamare l’attenzione sui licenziamenti o sui mancati rinnovi dei contratti.
I ricercatori dell’Ispra sul tetto sono rimasti quasi due mesi. «Per ottenere quello che in 24 ore avrebbero potuto concederci», commenta Emma Persia, una delle protagoniste della protesta.
E’ arrivato ufficialmente all’una del pomeriggio di ieri l’accordo che dà il via libera alle assunzioni e al salvataggio di 200 persone. «Abbiamo ottenuto - racconta Simone Canese, 40 anni, biologo marino - un protocollo di intesa che rappresenta una buona piattaforma e risponde alle nostre richieste all’80-90%».
L’accordo è stato firmato da ministero dell’Ambiente e dai rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil, Anpi e Usi-Rdb. Per il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, si tratta di un’intesa «difficile, sofferta ma che alla fine credo rappresenti un risultato di cui tutti possiamo essere soddisfatti».L’intesa garantisce assunzioni sulla base del turnover dei pensionamenti, concorsi per la trasformazione dei contratti atipici in contratti a tempo determinato e indeterminato.
«Complessivamente noi ’tettisti’ eravamo 50 e ci alternavamo sul tetto. Ogni notte eravamo in 15 sul tetto. Il clima è stato freddo, abbiamo sopportato condizioni estreme - racconta Canese - con temporali e temperature sottozero. Il primo segnale da parte del ministro dell’Ambiente è arrivato dopo un mese. Ma noi eravamo determinati. Non difendevamo il salario».
Tanti i commenti. Innanzitutto loro, i protagonisti della protesta che sanno che la partita è ancora lunga. «Vigileremo perché l’accordo venga applicato e chiediamo che il ministro metta fine alla gestione dell’Istituto da parte di un commissario e nomini finalmente un esponente della comunità scientifica a guidarlo», spiega Emma Persia. Anche per il segretario generale della Flc-Cgil Domenico Pantaleo «l’accordo va bene ma la vertenza continua». Il senatore del Pd Ignazio Marino sottolinea la necessità di sostenere la ricerca.
Per Francesco Cerisoli, presidente dei precari dell’Apri «sembra una bella conclusione, in realtà se le regole dei concorsi rimarranno le solite, sarà una stabilizzazione mascherata da concorso: Nnssuna prova, valutazione solo di titoli e pubblicazioni e soprattutto nessun punteggio riservato per aver fatto precariato nello stesso ente dove si concorre».


22 gennaio 2010 - Il Piccolo

DUE MESI SUL TETTO
Ispra, accordo per i precari

ROMA - Dopo quasi due mesi di protesta sul tetto dell’istituto per non perdere il lavoro (compresa la notte di Natale) è arrivata la notizia: siglata l'intesa tra il ministero dell'Ambiente e i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil, Anpi e Usi-Rdb. Si tratta dei lavoratori precari dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), Soddisfazione è stata espressa dal ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo. Per quanto riguarda il protocollo d'intesa, sono nove i punti che compongono l'accordo. Tra questi il «rinnovo di tutti i contratti a tempo determinato senza soluzione di continuità» nell'ambito della disponibilità economica, motivato dall'incremento imprevisto delle richieste di pensionamento del personale di ruolo».


22 gennaio 2010 - Il Messaggero

Roma. Dopo 59 giorni di protesta, ieri, i precari...

Roma - Dopo 59 giorni di protesta, ieri, i precari dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) sono tutti scesi dal tetto. «Dopo 14 ore di trattativa che si è chiusa la sera di mercoledì - ha detto Simone Canese, di 40 anni, uno dei precari che ha vissuto sul tetto dell’Istituto - abbiamo portato a casa un protocollo di intesa che rappresenta una buona piattaforma e risponde alle nostre richieste all’ottanta per cento». L’accordo è stato siglato da ministero dell’Ambiente e dai rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil, Anpi e Usi-Rdb. L’intesa garantisce, tra l’altro, assunzioni sulla base del turnover dei pensionamenti, concorsi per la trasformazione dei contratti atipici in contratti a tempo determinato e indeterminato. Con l’intesa si è sventato il rischio, ha sottolineato Canese, di lasciare a casa duecento persone.


22 gennaio 2010 - La Provincia di Cremona

Contratti. Quasi due mesi di protesta a cielo aperto
C’è l’accordo per Ispra I precari giù dal tetto
Turn over e concorsi, ‘salvi’ 200 lavoratori

ROMA — È finita alle 13 di ieri la protesta dei precari ‘tettisti’ che hanno resistito 59 giorni sul tetto dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) per difendere il posto di lavoro. Si tratta dei ricercatori che verranno sicuramente ricordati per l' immagine simbolo del panettone che vola oltre i cancelli proprio la notte di Natale. Per loro è arrivato l'accordo sindacale che apre le porte alle assunzioni e al salvataggio di 200 persone. «Dopo 14 ore di trattativa che si è chiusa alle 23 del 20 gennaio — ha detto uno dei precari che hanno vissuto per quasi due mesi sul tetto dell'Istituto, Simone Canese, di 40 anni — abbiamo portato a casa un protocollo di intesa che rappresenta una buona piattaforma e risponde alle nostre richieste all' 80-90 per cento e ieri intorno alle 13 siamo scesi dal tetto». L'accordo è stato siglato da ministero dell'Ambiente e dai rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil, Anpi e Usi-Rdb. L'intesa garantisce, tra l'altro, assunzioni sulla base del turnover dei pensionamenti, concorsi per la trasformazione dei contratti atipici in contratti a tempo determinato e indeterminato. Nove i punti dell'accordo. Tra questi il rinnovo di tutti i contratti a tempo determinato, l'impegno a continuare ad avvalersi delle collaborazioni coordinate e continuative, l'impegno ad attivare ulteriori bandi per collaborazioni coordinate e continuative e per assegni di ricerca attivati dopo la data dell'accordo; concorsi pubblici a tempo determinato e indeterminato che saranno banditi nel triennio 2010-2012.


22 gennaio 2010 - Il Messaggero Veneto

Ispra, accordo dopo le proteste: lavoratori per 59 giorni sul tetto

ROMA - È finita alle 13 di ieri la protesta dei precari "tettisti" che hanno resistito 59 giorni sul tetto dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale per difendere il posto di lavoro. Si tratta dei ricercatori che verranno sicuramente ricordati per l’immagine simbolo del panettone che "vola" oltre i cancelli proprio la notte di Natale. Per loro è arrivato l’accordo sindacale che apre le porte alle assunzioni e al salvataggio di 200 persone.
«Dopo 14 ore di trattativa che si è chiusa alle 23 del 20 gennaio - ha detto uno dei precari che hanno vissuto per quasi due mesi sul tetto dell’Ispra, Simone Canese, di 40 anni - abbiamo portato a casa un protocollo di intesa che rappresenta una buona piattaforma e risponde alle nostre richieste all’80-90 per cento e oggi intorno alle 13 siamo scesi dal tetto».
L’accordo è stato siglato da ministero dell’Ambiente e dai rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil, Anpi e Usi-Rdb. Al momento della sigla il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, aveva parlato di un’intesa «difficile, sofferta ma che alla fine credo rappresenti un risultato di cui tutti possiamo essere soddisfatti». L’intesa garantisce, tra l’altro, assunzioni sulla base del turnover dei pensionamenti, concorsi per la trasformazione dei contratti atipici in contratti a tempo determinato e indeterminato.


22 gennaio 2010 - La Gazzetta di Parma

ISPRA
Trovato l'accordo per i ricercatori

Roma - Quasi due mesi sul tetto per non perdere il lavoro e mercoledì sera, dopo aver passato anche la notte di Natale al presidio a cielo aperto, è arrivata la notizia: siglata l’intesa tra il ministero dell’Ambiente e i rappresentanti dei sindacati. Sono i lavoratori precari dell’Istituto superiore protezione e ricerca ambientale (Ispra).


ISPRA: TRATTATIVA A MOMENTOCRUCIALE. USI/RDB, SI FORMALIZZINO LE NOSTRE RICHIESTE IN UN PROTOCOLLO D’INTESA

VENERDI’ 15 GENNAIO ASSEMBLEA CITTADINA SU RICERCA PUBBLICA, PRECARIETA’ E TUTELA DELL’AMBIENTE

Roma, sede ISPRA via Casalotti 300 – ore 10.30

La trattativa ISPRA è giunta ad un momento cruciale. In seguito al tavolo tecnico che si è tenuto lunedì 11 gennaio, a cui hanno preso parte il Ministero dell’Ambiente, la struttura commissariale, il Ministero della Funzione Pubblica e le rdb, si prospetta l’ipotesi di un accordo: “Effettivamente nella seduta di lunedì abbiamo riscontrato delle aperture da parte del Ministero in relazione ai punti che per USI/RdB Ricerca sono fondamentali”, riferisce Cristiano Fiorentini della Segreteria Nazionale di USI/RdB Ricerca. “La formalizzazione di quei punti in un protocollo d’intesa per noi potrebbe essere una soluzione adeguata per un temporaneo allentamento della tensione. E’ chiaro che tutto dipende dai contenuti, infatti non bisogna solo risolvere il problema contingente dei licenziamenti, ma dare una prospettiva vera a questi lavoratori e dagli atti concreti che ne seguiranno”.

“La vertenza ISPRA comunque ha evidenziato come la questione precarietà nella Ricerca è ancora tutta aperta - continua Fiorentini - e il Governo deve trovare gli strumenti adeguati ad affrontarla, strumenti che certamente non sono quelli di cui si è dotato in questo inizio di legislatura. È un fatto di scelte, se si destinano 2 miliardi alla ricerca delle imprese e si tagliano i bilanci degli Enti Pubblici di Ricerca vuol dire che non si intende investire sulla ricerca pubblica e sulle professionalità che, pur in una condizione di grande precarietà, consentono da anni a questi enti di svolgere un ruolo fondamentale nel nostro Paese”.

“Di Ricerca Pubblica e di precarietà, ma anche di tutela dell’ambiente, di crisi e di lavoro, parleremo nell’assemblea cittadina che si svolgerà venerdì 15 gennaio dalle ore 10.30nella sede ISPRA di via di Casalotti 300, a cui invitiamo tutti gli esponenti delle istituzioni, del mondo scientifico e accademico, delle associazioni ambientaliste, i lavoratori precari e la cittadinanza tutta”, conclude il dirigente di USI/RdB Ricerca.

Roma, 13 gennaio 2009

 

11 gennaio 2010 - Articolo 21

Ispra: oggi sul tetto con i lavoratori

Questa mattina alle ore 12, rispondendo all'appello dell'Ispra una delegazione di Articolo21 formata dal portavoce Giuseppe Giulietti, dal direttore Stefano Corradino insieme al presidente della Fnsi Roberto Natale, al direttore di Rainews24 Corradino Mineo e al vicepresidente di Libera Informazione Santo Della Volpe sarà sul tetto con i lavoratori. "Abbiamo raccolto l'appello - scrive Articolo21 in una nota - per far sì che sulla vicenda Ispra come sulle altre, da Termini Imerese all'Eutelia, non cada il silenzio e affinchè la questione sociale torni ad essere all'attenzione quotidiana della politica e dei media".

RICERCA: DOMANI TAVOLO TECNICO PRECARI ISPRA
DOPO 47 GIORNI SUL TETTO

Roma, 10 gen. - (Adnkronos) - Domani alle 15 e 30 nella sede del ministero dell'Ambiente si apre il tavolo tecnico ottenuto dai precari dell'Ispra dopo ormai 47 giorni trascorsi sul tetto della sede di via Casalotti per protestare contro le scelte della struttura commissariale. Un gesto «estremo quello di vivere accampati sul tetto - spiega all'ADNKRONOS Emma Persia coordinatrice Usi Rdb Ricerca Ispra e tecnico di laboratorio assunta a tempo indeterminato - scaturito da una situazione disperata». Quando la protesta è cominciata il 24 novembre erano già stati tagliati oltre 200 posti di lavoro e mancava un mese allo scadere di altri 150 contratti atipici per i quali non c'era alcuna garanzia di continuità, tanto che - dice la sindacalista - il 31 dicembre quei lavoratori atipici sono diventati ufficialmente disoccupati«. Senza tenere conto che »entro marzo prossimo altri 42 posti non verranno rinnovati«. Dal giorno della 'nuovà vita sul tetto, nulla di concreto è cambiato per i precari atipici dell'Ispra, salvo l'aver ricevuto tanta e concreta solidarietà (viveri e beni di conforto) dalla gente del quartiere oltre che le visite di numerosi politici, come quella del 31 dicembre del senatore dell'Idv Stefano Pedica che, dopo aver invano tentato di contattare il ministro Prestigiacomo per 'strapparlè l'impegno ad un sollecito incontro, è riuscito però a contattare il collega della Funzione Pubblica Brunetta che ha rinnovato la propria disponibilità ad interessarsi della vicenda. Ed è »dopo questo gesto di attenzione« da parte del titolare della Funzione Pubblica che è accaduto quanto dai precari richeisto sin dal principio: un incontro con la responsabile dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo che il 4 gennaio li ha infatti ricevuti al ministero decidendo l'apertura di un tavolo tecnico per valutare i percorsi che, a normativa vigente, le consentano di dare risposte alle rivendicazioni dei precarie e per valutare anche la reale disponibilità delle risorse messe a disposizione da Regione e Provincia. I soldi, però, secondo le informazioni dei precari, »ci sono: ci sono convenzioni per complessivi 17 milioni per le attività di ricerca marina per il 2010«. Al tavolo che si riunirà domani pomeriggio parteciperanno i rappresentanti Usi Rdb Ricerca, i membri della struttura commissariale, il vice capo gabinetto dell'Ambiente, il capo del personale del dicastero dell'Ambiente e un rappresentante della Funzione pubblica«. Quali le aspettative? »Auspichiamo - fa sapere Cristiano Fiorentini della direzione nazionale Rdb - che al tavolo non si discuta solo dell'ordinaria amministrazione di rinnovi e proroghe perchè ci aspettiamo qualcosa in più che manifesti la chiara volontà del ministro Prestigiacomo di tutelare le attuali professionalità in funzione del rilancio dell'Istituto«. Domani, spiegano Persia e Fiorentini, contiamo di ottenere il mantenimento in servizio dei contratti atipici con proroghe per tutti, la trasformazione degli aticipi in rapporti di lavoro subordinato a tempo determinato che significa copertura previdenziale, contributiva, ferie e malattie; l'avvio di un piano di assunzioni che, in base alla futura missione dell'Ente, sia calato sulle professioni presenti in Ispra, vale a dire un piano di assunzioni che, tenendo conto dei posti lasciati vacanti dal turn over (si prevedono circa 180 prepensionamenti nel 2010) preveda il bando di concorsi con riserva di legge per chi ha già svolto attività per l'Ente. Attualmente infatti i ricercatori lavorano come co.co.co che hanno »una copertura contributiva ma - fa notare Persia - davvero risibile), con assegni di ricerca (che di fatto sono usati ben al di là della loro funzione oroginale e quindi per coprire lavoro ordinario), con borse di studio o prestazioni occasionali«. «Noi - rimarca la coordinatrice Usi Rdb Ricerca Ispra - vogliamo che si torni a lavorare. Anche se, infatti, i precari restassero tutti in servizio, non ci sono comunque le condizioni per lavorare: nelle more della riorganizzazione ci hanno imposto tutte le procedure amministrative in vigore in ex Apat che non rendono il lavoro fluido per chi come noi sta in mare o in laboratorio. Tanto per dirne una - racconta - siamo tornati a procedure cartacee rispetto a quelle informatizzate. Assurdo!» Se (è la tesi sostenuta e rimarcata in questo ultimo mese dai precari Ispra, l'Istituto vigilato dal ministero dell'Ambiente e nato dall'accorpamento di Apat, Icram, Infs) la Prestigiacomo avesse applicato le norme e i pareri della Funzione Pubblica e quindi del ministro Brunetta, sarebbe stata già garantita la continuità contrattuale, risolvendo così almeno l'emergenza occupazionale del momento. E invece la titolare dell'Ambiente, così come la struttura commissariale da lei nominata, hanno scelto finora di interpretare la legge 133 del 2008 e le successive sui precari in modo restrittivo, nonostante le deroghe previste per il comparto della ricerca. La legge 133, spiega Michela Mannozzi delegato Usi Rdb Ricerca e ricercatrice precaria Ispra, «stabilisce regole che limitano l'utilizzo di personale precario nella PA, ma prevede anche deroghe per le quali ha rilievo la continuità della linea di ricerca e del singolo ricercatore e non il finanziamento del progetto per il quale viene pagato. Per esempio - spiega - non ha senso interrompere il contratto di un ricercatore precario dell'Ispra se le sue competenze in acquacoltura vengono usate prima per il progetto della Laguna di Orbetello e poi per quello della Laguna di Venezia. In entrambi i casi, infatti - sottolinea Mannozzi - la competenza richiesta è la stessa e quindi non ha senso interrompere la continuità contrattuale con l'Ispra in base allo specifico progetto cui il ricercatore fa capo. Questo in sostanza prevedono le deroghe applicate dalla Funzione Pubblica che, invece, nè la Prestigiacomo , nè i commissari hanno finora voluto attuare costringendo così il ricercatore a restare a spasso per 8 - 10 mesi anche quando il bando è stato espletato e il concorso vinto».

ISPRA: ARTICOLO 21 E FNSI, SOLIDARIETÀ AI PRECARI

Roma, 10 gen. (Adnkronos) - Il mondo dei media porta la sua solidarietà ai precari dell'Ispra, dopo che questi ultimi avevano chiesto sostegno con un appello rivolto all'Associazione per la libertà di stampa Articolo 21, per denunciare che la «ricerca precaria è una ricetta sotto ricatto che non fa bene al Paese», e chiedere che l'azione mediatica aiutasse la loro protesta «a non spegnersi». Per questo, domani mattina uno dei fondatori dell'associazione, il deputato Giuseppe Giulietti, sarà sul tetto insieme a Roberto Natale, presidente della Federazione nazionale della stampa, al direttore di RaiNews24 Corradino Mineo, e a Santo Della Volpe, della redazione del TG3, per portare solidarietà ai ricercatori e tecnici Ispra che ormai da 47 giorni occupano il tetto della sede dell'Istituto in via Casalotti 300. «Nonostante l'importanza del nostro Istituto e la drammaticità della sua situazione - ha dichiarato Emma Persia, Coordinatrice dell'Usi - Rdb Ricerca Ispra - siamo convinti che l'attenzione dei media e il contributo dei giornalisti sia essenziale per riuscire a ottenere dei risultati concreti, nella difficile trattativa che si aprirà nei prossimi giorni sul futuro della ricerca pubblica, dell'Ispra e dei suoi lavoratori».

 


10 gennaio 2010 - La Voce d'Italia

Precari Ispra. Domani il via al tavolo tecnico
I dipendenti si augurano che il ministro Prestigiacomo lanci segnali sul rilancio dell'Istituto
di Vincenzo Malara

Roma - Da 47 giorni sul tetto ma finalmente domani ci sarà un incontro decisivo. Sono quasi due mesi che i precari dell'Ispra occupano la sede per avere delle risposte sui licenziamenti e il futuro degli altri dipendenti con contratto scaduto o in scadenza a breve. Dopo l'incontro con il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo del 4 gennaio è nata la decisione dell'apertura del tavolo tecnico di domani per valutare i percorsi per dare risposte alle rivendicazioni dei precari e per valutare anche la reale disponibilià delle risorse messe a disposizione da Regione e Provincia. "Stare sul tetto è un gesto estremo scaturito da una situazione disperata. Quando la protesta è cominciata il 24 novembre erano già stati tagliati oltre 200 posti di lavoro e mancava un mese allo scadere di altri 150 contratti atipici per i quali non c'era alcuna garanzia di continuità, tanto che il 31 dicembre quei lavoratori atipici sono diventati ufficialmente disoccupati". A parlare è Emma Persia coordinatrice Usi Rdb Ricerca Ispra e tecnico di laboratorio che si è fatta voce, in questi 47 giorni, di tutti i precari dell'azienda. Al tavolo che si riunirà domani pomeriggio parteciperanno i rappresentanti Usi Rdb Ricerca, i membri della struttura commissariale, il vice capo gabinetto dell'Ambiente, il capo del personale del dicastero dell'Ambiente e un rappresentante della Funzione pubblica. Prova a fare un piano sul tavolo tecnico di domani Cristiano Fiorentini della direzione nazionale Rdb: "Auspichiamo non si discuta solo dell'ordinaria amministrazione di rinnovi e proroghe perché ci aspettiamo qualcosa in più che manifesti la chiara volontà del ministro Prestigiacomo di tutelare le attuali professionalità in funzione del rilancio dell'Istituto". Continua Fiorentini: "Contiamo di ottenere il mantenimento in servizio dei contratti atipici con proroghe per tutti, la trasformazione degli aticipi in rapporti di lavoro subordinato a tempo determinato che significa copertura previdenziale, contributiva, ferie e malattie".

RICERCA: ISPRA LANCIA APPELLO AD ART.21, NON SI SPENGA LA NOSTRA PROTESTA

Roma, 7 gen. - (Adnkronos) - «Dal tetto dell'Ispra vi rivolgiamo un appello affinchè attraverso la vostra azione mediatica, non si spenga la nostra protesta perchè: la ricerca precaria è una ricerca sotto ricatto, e non fa bene al paese». Lo scrive Emma Persia, lavoratrice Ispra in una lettera appello ad Articolo21. «La crisi della ricerca pubblica ambientale italiana non è solo nell'espulsione dagli enti, in particolare dall'Ispra (Istituto superiore per la ricerca e la protezione ambientale) di centinaia di lavoratori, - afferma Persia - ma soprattutto nel danno che in questo modo viene fatto alla collettività e al territorio, senza più controlli adeguati e studi che rivelino il reale stato dei nostri mari, dell'aria che si respira nelle nostre città, di un intero paese a rischio frane e dissesto idrogeologico, sempre più concreto con i cambiamenti climatici che portano piogge meno frequenti ma più violente». «Abbiamo deciso di pubblicare in apertura sul nostro sito la lettera appello di questa lavoratrice perchè, come loro, anche noi pensiamo che una vicenda come quella dell'Ispra non possa passare sotto silenzio». Lo affermano Giuseppe Giulietti e Stefano Corradino, portavoce e direttore di Articolo21.


3 gennaio 2010 - Liberazione

Un mese e mezzo di protesta contro il Ministeroche vuole cacciare tutti i precari dell'istituto Ispra, licenziati sul tetto:«Non sparate sulla ricerca»di Paolo Persichetti

La lotta ha bisogno di vertigine. È una vecchia legge fisica, non quella che descrive i moti celesti ma quella che si occupa dei moti sociali. Un vecchio esperto della questione, uno dei massimi teorici del problema, non a caso parlava di «assalto al cielo». Erano gli albori del Novecento, da allora l'uomo è arrivato sulla luna, ha spedito navicelle e satelliti nello spazio. Il cielo è diventato molto più vicino; il «cielo della politica» invece è miseramente precipitato in mare. Nell'epoca del disincanto, della fine delle grandi narrazioni rivoluzionarie ha ripreso vigore il «cielo mistico», quello delle religioni, che però ci racconta un al di là, un altrove diverso dalle leggi della fisica sociale. Tuttavia chi lotta non ha smesso di guardare in alto e da un po' di tempo ha preso l'abitudine di arrampicarsi sui tetti. La vertigine aiuta il conflitto, non foss'altro perché ricorda che in questa società esiste una contraddizione decisiva che segue una linea verticale, dall'alto in basso: quella tra capitale e lavoro. I ricercatori precari dell'Ispra, l'Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale, tutta gente che la fisica la conosce bene, l'hanno capito al volo e dal 24 novembre occupano il tetto della sede di Casalotti, una ex borgata situata nella periferia nord-ovest di Roma che ospita laboratori e uffici dell'ente. Dopo gli operai dell'Innse di Sesto san Giovanni, saliti questa estate sui carri-gru della loro azienda, sui tetti sono saliti un po' tutti. Lo hanno fatto gli operai della Cim, ditta di materiali per l'edilizia di Marcellina, piccolo paese in provincia di Roma, che hanno puntato davvero in alto fino a scalare una torre di lavorazione alta circa 50 metri. Sono seguiti mesi di arrampicate operaie: nei cantieri navali di Pesaro, alla Lasme di Melfi che produce per la Fiat, nello stabilimento Yamaha Italia di Lesmo (Monza). La lista è davvero lunga. I tetti sono diventati la punta dell'Iceberg della crisi economica e del prezzo da pagare, che come al solito si riversa sulla forza lavoro: personale messo in mobilità, contratti a termine non rinnovati, licenziamenti secchi, smantellamenti della produzione e delocalizzazioni.
I controllori del territorio
Sui tetti dell'Ispra è di scena invece la forza lavoro intellettuale: biologi, geologi, chimici, tecnici, impiegati fino al mancato rinnovo dei loro contratti in settori di punta della ricerca applicata. Per intenderci sono loro che sorvegliano le nostre coste e i nostri mari (per esempio, recentemente sono stati impegnati nelle ricerche sulla nave dei veleni), controllano il territorio dai dissesti idrogeologici, dai rischi industriali e nucleari, realizzano il monitoraggio delle discariche, sono loro che forniscono le valutazioni sull'impatto ambientale e offrono agli enti locali le mappe necessarie per poter pensare qualsiasi tipo di sviluppo urbanistico, industriale, turistico e paesaggistico nel territorio. In sostanza sono loro che vigilano sulla qualità della nostra vita. Un bene prezioso, un bene comune. Donne e uomini che dovremmo difendere con le unghie e con i denti. E invece c'è chi vorrebbe disperdere questo capitale umano e intellettuale formato nelle nostre università pubbliche, animato da tanta passione civile, per svenderlo al mercato privato delle consulenze ambientali, certamente più malleabile e orientabile. In questo modo serietà, scientificità, autonomia e indipendenza delle ricerche verrebbero meno. Nei loro interventi i lavoratori dell'Ispra tengono a sottolineare come la loro battaglia non sia rivolta soltanto alla difesa dei posti di lavoro, ma riguardi la tutela generale della ricerca pubblica e dell'ambiente. L'istituto, nato con la legge (133/2008) di riordino dei vari enti che operavano sotto la tutela del ministero dell'ambiente, ha raccolto in un'unica struttura l'ex agenzia per la protezione ambientale (Apat), l'istituto nazionale per la fauna selvatica (infs) e l'istituto centrale per la ricerca scientifica e tecnologica applicata al mare (Icram). Al momento della sua nascita il nuovo ente contava 926 lavoratori di ruolo e circa 618 precari, legati da rapporti di lavoro i cui modelli ricoprono l'intero arco delle forme contrattuali atipiche che il cinismo sadico dell'ingegneria della precarietà sociale è arrivato congeniare (tempo determinato, collaborazioni continuative, assegni di ricerca e borse di studio). Non lontani dunque da forme di lavoro nero legalizzato. Che il riordino del settore non rispondesse affatto a criteri di razionalità e rilancio, lo si è capito appena costituita la struttura commissariale posta alla guida del nuovo ente. Nessun esperto in materia ambientale ma tre funzionari di carriera prefettizia, con un passato solo al ministero degli Interni. Spontanea è sorta la domanda: perché piazzare al comando di una struttura di ricerca gente che di mestiere sa fare solo il controllo dell'ordine pubblico? Forse perché il mandato era uno solo: smantellare l'ente di ricerca, gestire con il dovuto polso gli eventuali contraccolpi sociali. Certo è che le cose fin dall'inizio sono andate in questo modo. Non solo la nuova dirigenza in un anno e mezzo di gestione non ha mai prodotto un regolamento di organizzazione, come previsto dalla norma istitutiva, ma non ha più rinnovato i contratti in scadenza: a fine 2008 i primi 50 (tutti ex Infs); altri 200 a fine giugno 2009 (ex Apat), gli ultimi 200 il 31 dicembre (ex Icram). Nonostante questa opera di smantellamento risultano comunque iscritti nel bilancio 2010 diversi milioni di euro. La circostanza lascia strada al legittimo sospetto che vi sia, in realtà, l'intenzione di esternalizzare le attività.
Capodanno sul tetto


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2 gennaio 2010 - Avvenire

Ispra, lunedì la Prestigiacomo incontra i precari
di DIEGO MOTTA

MILANO - «Un segnale importante, ma noi restiamo sui tetti». Il brindisi di mezzanotte è già un ricordo per i ricercatori dell’Ispra, giunti oggi al quarantesimo giorno di presidio sul tetto dell’istituto per la protezione ambientale. Il passaggio al nuovo anno ha portato infatti con sé una novità di rilievo nella vertenza aperta con il ministero dell’Ambiente per la salvaguardia dei posti di lavoro di 217 persone, i cui contratti da ieri sono scaduti. A San Silvestro, infatti, il ministro Stefania Prestigiacomo ha annunciato che lunedì incontrerà i precari presso la sede del ministero. Una svolta, vista la distanza registrata tra le parti nell’ultimo mese. «Obiettivo del tavolo – ha spiegato una nota della Prestigiacomo – sarà quello di verificare la possibilità di individuare una soluzione per quelle professionalità che non hanno trovato una opportunità di stabilizzazione in questi mesi». La mossa del governo non è bastata per bloccare la protesta dei ricercatori, che ieri a Roma hanno incassato anche la solidarietà del quartiere Casalotti, arrivata con una fiaccolata a cui hanno partecipato circa 300 persone, aperta dallo slogan «Non sparate alla ricerca». In realtà, lunedì saranno due gli appuntamenti per i precari: il primo alle 10 con Prestigiacomo e i sindacati Cgil, Cisl, Uil e Usi-Rdb, la sigla che ha promosso la mobilitazione; il secondo a mezzogiorno, quando è previsto l’incontro al ministero della Funzione pubblica tra una delegazione dei lavoratori del presidio e il direttore generale Antonio Naddeo. Sembra che sia stato proprio il ministro Renato Brunetta a sbloccare la situazione, convocando i lavoratori. «In effetti basterebbe applicare la sua circolare per i dipendenti pubblici – spiega Pier Paolo Giordano, uno dei leader della protesta – per assicurare a chi, come noi, ha il contratto scaduto quelle garanzie che invece non ci sono state riconosciute dal commissario dell’istituto ». Da parte sua, Prestigiacomo ha voluto ricordare che l’incontro con i precari dell’Ispra rientra «nell’ambito del piano che ha condotto alla positiva soluzione per la stragrande maggioranza delle posizioni lavorative precarie dell’istituto», facendo capire di voler chiudere una vicenda che per il governo è già durata fin troppo. Lo testimonia proprio il fatto che siano ormai il Pd e l’Italia dei valori i partiti più attivi nel difendere le prerogative dei ricercatori. Ieri il partito democratico ha lanciato un appello all’esecutivo affinché risolva al più presto le vertenze non solo dell’Ispra, ma anche delle aziende Eutelia e Alcoa, mentre sul tetto dell’istituto si alternano esponenti come Ignazio Marino (Pd) e Stefano Pedica (Idv) assai attivi nel portare il caso all’attenzione del Parlamento e del governo. «Ma la nostra resta una lotta senza bandiere – spiega Giordano – Dai messaggi che riceviamo, sentiamo tutta la responsabilità di portare avanti una battaglia che riguarda la ricerca e il suo valore, innanzitutto per lo Stato».
Svolta nella protesta dei ricercatori: il ministro dell’Ambiente convoca i sindacati. Incontro anche alla Funzione pubblica I leader della protesta: ma dai tetti non si scende Il racconto della mobilitazione dei ricercatori dell’Ispra, sul tetto dell’istituto a Roma ormai da 40 giorni, nella pagina di «Avvenire» di giovedì 31 dicembre, in cui una coppia di lavoratori narrava le promesse tradite verso una generazione il cui futuro è a rischio.


2 gennaio 2010 - Il Tempo

«Non sparate alla ricerca»
All'insegna di questo slogan si è svolta ieri pomeriggio una fiaccolata di solidarietà per sostenere i ricercatori precari dell'Ispra che dal 23 novembre scorso protestano, accampati sul tetto dell'istituto superiore per la ricerca e la protezione ambientale, contro il rischio di perdere il posto di lavoro che grava su più di duecento di loro

Roma - A promuovere la manifestazione è stato il Comitato pro-Ispra, composto da associazioni e forze politiche. Il corteo si è snodato sotto la pioggia per le strade del quartiere Casalotti, fino alla sede dell'Ispra, dove una trentina di ricercatori continua a stare nelle tende allestite sul tetto e dove i precari hanno brindato anche la scorsa notte di Capodanno. Alla manifestazione, secondo gli organizzatori, hanno partecipato circa 300 persone, tra cui anche l'assessore regionale al Bilancio Luigi Nieri e il consigliere del XIX Municipio Claudio Ortale. «Siamo qui - ha ricordato una ricercatrice precaria - con l'incoscienza di non avere nulla da perdere ma con la consapevolezza di essere dalla parte del giusto». Il corteo è potuto entrare nel cortile dell'istituto, fino sotto all'edificio sopra al quale protestano i precari che attendono «risposte concrete e immediate» dai ministri Brunetta, Tremonti e Prestigiacomo. Uno spiraglio per la vertenza, tuttavia, si è aperto. Il ministro dell'Ambiente incontrerà i precari dell'Ispra lunedì prossimo presso la sede del Ministero.


2 gennaio 2010 - Il Messaggero

Roma. «Non sparate alla ricerca». Sotto questo slogan...

Roma - «Non sparate alla ricerca». Sotto questo slogan si è svolta nel pomeriggio una fiaccolata di solidarietà con i ricercatori precari dell’Ispra, il principale ente pubblico di ricerca ambientale, che dal 23 novembre scorso protestano accampati sul tetto dell’istituto, nato dalla fusione di tre enti, contro il rischio di perdere il posto di lavoro che grava su cinquecento di loro a partire da ieri primo gennaio.
A promuovere la manifestazione, che si è snodata sotto la pioggia incessante per le strade del quartiere Casalotti, fino alla sede dell’Ispra, dove una trentina di ricercatori continua a restare nelle tende allestite sul tetto e dove i precari hanno brindato anche la scorsa notte di Capodanno, è stato il Comitato pro-Ispra, composto da diverse associazioni e forze politiche.
Il corteo, a cui secondo gli organizzatori hanno partecipato circa trecento persone, tra cui anche l’assessore regionale al Bilancio Luigi Nieri (Sinistra Ecologia Libertà) e il consigliere del XIX municipio Claudio Ortale (Prc), è potuto entrare nel cortile dell’ Istituto, fino a sotto l’edificio sul cui tetto protestano i precari che attendono «risposte concrete e immediate» dai ministri Brunetta, Tremonti e Prestigiacomo.
«E’ un vero scandalo - ha detto l’assessore Nieri - che giovani biologi, geologi e chimici che per la nostra regione effettuano importanti compiti tra cui i monitoraggi ambientali per la tutela della salute dei cittadini quale quelli della centrale a carbone di Civitavecchia o quelli per l’area di Malagrotta, siano costretti a queste forme estreme di protesta per chiedere l’immediato rinnovo di tutti i contratti in scadenza».
Uno spiraglio per la vertenza, tuttavia, si è aperto. Il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo incontrerà i precari dell’Ispra lunedì prossimo presso la sede del ministero.


2 gennaio 2010 - Il Manifesto

DALL'ISPRA ALLA FIAT CAPODANNO SUL TETTO PER OPERAI E PRECARI

Capodanno sui tetti o ai presidi, ieri, per tanti operai italiani. E anche per i ricercatori. All'Ispra, infatti, continua la protesta per conservare il posto di lavoro, minacciato dai tagli decisi dal governo. «Non sparate alla ricerca», era questo lo slogan di ieri, alla fiaccolata che si è svolta nel pomeriggio a Roma: i precari dal 23 novembre scorso protestano, accampati sul tetto dell'istituto, contro il rischio di perdere il lavoro che grava su 500 di loro. A promuovere la manifestazione, che si è snodata sotto la pioggia per le strade del quartiere Casalotti, fino alla sede dell'Ispra, dove una trentina di ricercatori continua a stare nelle tende allestite sul tetto e dove i precari hanno brindato anche la notte di Capodanno, è stato il Comitato pro-Ispra, composto da associazioni e forze politiche. Il corteo, a cui hanno partecipato circa 300 persone, è potuto entrare nel cortile dell' Istituto: i lavoratori attendono «risposte concrete e immediate» dai ministri Brunetta, Tremonti e Prestigiacomo. Uno spiraglio intanto pare essersi aperto: il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo incontrerà i precari dopodomani, presso la sede del ministero.
Festa di fine anno al freddo davanti all'azienda anche per i lavoratori della Mangiarotti Nuclear Spa (ex Breda - Ansaldo Energia), tra le ultime aziende lombarde in grado di produrre grossi componenti speciali per centrali nucleari. Nello stabilimento milanese lavorano 136 persone, la maggior parte delle quali rischia la cassa integrazione e il posto di lavoro.
Hanno trascorso invece San Silvestro e Capodanno in Comune, insieme con moglie e figli, i 38 operai della Fiat di Pomigliano d'Arco, il cui contratto, scaduto il 31 dicembre, non è stato rinnovato. I lavoratori occupano l'aula consiliare dallo scorso 16 dicembre per cercare di convincere la Fiat a riassumerli nello stabilimento pomiglianese, e annunciano che la lotta proseguirà fino a quando i vertici del Lingotto non siederanno a un tavolo per la trattativa. Vivono un momento difficile altri 2000 lavoratori della Campania che hanno raggiunto i limiti massimi della mobilità ordinaria e a tutt'oggi non è stata riconosciuta loro la mobilità in deroga: sono in sostanza senza reddito e contribuzione previdenziale. Nei giorni scorsi hanno anche rivolto un appello al Capo dello Stato, Giorgio Napolitano. Tra loro gli operai della Meltem di Arzano, della Birra Peroni di Miano a Napoli, la Icmi di San Giovanni a Teduccio, la Cablauto di Mariglianella, La Bitron di Morra de Santis in provincia di Avellino, la Scai Sud di Oliveto Citra in provincia di Salerno.


2 gennaio 2010 - Il Giornale

Casalotti Una fiaccolata per i ricercatori Ispra

Roma - «Non sparate alla ricerca». Sotto questo slogan si è svolta nel pomeriggio del primo dell’anno una fiaccolata di solidarietà con i ricercatori precari dell’Ispra che dal 23 novembre scorso protestano, accampati sul tetto dell’istituto di ricerca, contro il rischio di perdere il posto di lavoro che grava su 500 di loro. A promuovere la manifestazione, che si è snodata sotto la pioggia per le strade del quartiere Casalotti, fino alla sede dell’Ispra, dove una trentina di ricercatori continua a stare nelle tende allestite sul tetto e dove i precari hanno brindato anche la scorsa notte di Capodanno, è stato il Comitato pro-Ispra, composto da associazioni e forze politiche. Il corteo, a cui secondo gli organizzatori hanno partecipato circa 300 persone, è potuto entrare nel cortile dell’ Istituto, fino a sotto l’edificio sul cui tetto protestano i precari che attendono «risposte concrete e immediate» dai ministri Brunetta, Tremonti e Prestigiacomo. Uno spiraglio per la vertenza, tuttavia, si è aperto. Il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo incontrerà i precari dell’Ispra lunedì prossimo presso la sede del ministero.


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ISPRA: USI RDB INCONTRA COMMISSIONE AMBIENTE DELLA CAMERA  

Maggioranza e opposizione preparano azioni parlamentari per soluzione della vertenza.

I ricercatori Michela Mannozzi e Massimiliano Bottaro, del coordinamento precari ISPRA dell’USI RdB Ricerca, questa mattina hanno lasciato il tetto dell’istituto, dove prosegue la protesta, per incontrare la Commissione Ambiente della Camera.

“Possiamo dirci estremamente soddisfatti di questi ultimi due giorni”, commenta Michela Mannozzi. “Dopo aver ottenuto l’intervento diretto del Ministro Prestigiacomo, che riteniamo essenziale per evitare i licenziamenti e per avviare l’opera di stabilizzazione sia per i nostri posti di lavoro che per le attività di ricerca, oggi in Parlamento abbiamo avuto un incontro estremamente positivo, in cui fattivamente abbiamo ricevuto l’attenzione dei parlamentari della maggioranza e dell’opposizione, a conferma di tutte le manifestazioni di appoggio raccolte in questi 23 giorni di lotta”.

“I parlamentari – continua Mannozzi - hanno ascoltato con interesse le nostre analisi e le nostre proposte, dimostrando profonda conoscenza del settore e volontà progettuale per il bene del Paese. L’impegno da parte della Commissione si dovrebbe concretizzare nei prossimi giorni in azioni positive proprio nelle sedi parlamentari per accompagnare la trattativa che inizia lunedì con la partecipazione diretta del Ministero. Dal canto nostro, abbiamo da proporre soluzioni normative ed economiche che, se affiancate all’azione parlamentare, potrebbero a breve consentirci di tornare al lavoro, certi di avere ottenuto risultati concreti”, conclude la rappresentante Usi RdB.

Roma, 17 dicembre 2009

 

Segui la diretta web al link: it.justin.tv/precariispra

 

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Roma - E' fissato per lunedì 21 dicembre l'incontro tra ministero dell'Ambiente e i rappresentanti dell'Usi, delle RdB e i precari dell'Ispra che stamani avevano occupato il quinto piano del ministero che si trova in via Cristoforo Colombo. La protesta aveva coinvolto una quindicina di esponenti delle rappresentanze sindacali dei ricercatori che da ben quattro settimane chiedono un incontro al ministro Stefania Prestigiacomo per ricevere rassicurazioni sul proprio futuro professionale. "Mentre a Copenhagen si cercano soluzioni per salvare l'ambiente - dichiara Stefano Pedica senatore Idv commentando in un nota l'occupazione - qua in Italia si tenta di licenziare 250 ricercatori dell'istituto che si occupa di controllo ambientale, al fine di affidare il servizio a società private, e, suppongo, abbassare conseguentemente il livello di controllo. L'Italia va sempre in senso inverso rispetto al resto dei paesi. Non è tollerabile". All'incontro della prossima settimana parteciperà il vicecapo di gabinetto del ministero dell'Ambiente, su delega del ministro e la struttura commissariale dell'ente. L'Usi Rdb chiede che "vengano rimessi in discussione i licenziamenti dei lavoratori precari ed auspica che dal tavolo emergano le iniziative adeguate a risolvere la vertenza, iniziative che sono possibili sia sotto il profilo normativo che economico".

 

16 dicembre 2009 - Corriere.it

ISTITUTO PER LA RICERCA AMBIENTALE
Precari Ispra al ministero dell'Ambiente dopo l'occupazione ottenuto incontro
I ricercatori dopo tre settimane sul tetto, il 21 dicembre saranno ricevuti in via Cristoforo Colombo

Roma - La delegazione di rappresentanti dell'Usi e dell'RdB che mercoledì mattina, insieme ad i precari Ispra e a delegati precari di altri Enti Pubblici di Ricerca, aveva occupato il quinto piano del Ministero dell'Ambiente di via Cristoforo Colombo, ha sospeso l'occupazione a fronte della promessa di un incontro sulla vertenza Ispra. L'incontro è stato fissato per lunedì 21 dicembre alle ore 12.00 e vi parteciperà il Vice Capo di Gabinetto del Ministero dell'Ambiente, su delega del Ministro Prestigiacomo, e la Struttura Commissariale dell'Ente. Usi RdB chiede che vengano rimessi in discussione i licenziamenti dei lavoratori precari ed auspica che dal tavolo emergano le iniziative adeguate a risolvere la vertenza, iniziative che sono possibili sia sotto il profilo normativo che economico.
INCONTRO CON PRESTIGIACOMO - La delegazione sollecitava da tempo l'incontro «con il Ministro Prestigiacomo, la quale si è finora sottratta al confronto sulla vertenza, al fine di dare risposte adeguate ai lavoratori precari dell'Ispra, sul tetto del loro istituto da ormai più di tre settimane».

LAVORO: ISPRA, PRECARI OCCUPANO PIANO MINISTERO AMBIENTE

(ANSA) - ROMA, 16 DIC - Una delegazione di rappresentanti dell'Usi-Rdb Ricerca, precari dell'Ispra e precari di altri enti pubblici di ricerca, ha occupato oggi a Roma il quinto piano del ministero dell'Ambiente, chiedendo un incontro «in data certa» con il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo. La delegazione, informa in una nota la Usi-Rbd Ricerca, chiede che «l'incontro venga fissato in tempi certi al fine di dare risposte adeguate ai lavoratori precari dell'Ispra, sul tetto del loro istituto da ormai più di tre settimane».


16 dicembre 2009 - Adnkronos

RICERCA: ROMA, OTTENUTO INCONTRO CON MINISTERO PRECARI ISPRA TOLGONO OCCUPAZIONE
USI RDB, LE INIZIATIVE ADEGUATE A RISOLVERE LA VERTENZA SONO POSSIBILI SIA SOTTO PROFILO NORMATIVO CHE ECONOMICO

Roma, 16 dic. (Adnkronos) - La delegazione di rappresentanti dell'Usi e dell'RdB che questa mattina, insieme ad i precari Ispra e a delegati precari di altri Enti Pubblici di Ricerca, aveva occupato il quinto piano del Ministero dell'Ambiente, ha tolto l'occupazione a fronte di un incontro sulla vertenza Ispra. L'incontro è stato fissato per lunedì 21 dicembre alle ore 12.00 e vi parteciperà il Vice Capo di Gabinetto del Ministero dell'Ambiente, su delega del Ministro Prestigiacomo, e la Struttura Commissariale dell'Ente. Usi RdB chiede che vengano rimessi in discussione i licenziamenti dei lavoratori precari ed auspica che dal tavolo emergano le iniziative adeguate a risolvere la vertenza, iniziative che sono possibili sia sotto il profilo normativo che economico.

16 dicembre 2009 - Asca

(ANSA) - ROMA, 16 DIC - La delegazione di rappresentanti dell'Usi-dB che questa mattina, insieme ai precari Ispra e a delegati precari di altri Enti Pubblici di Ricerca, aveva occupato il quinto piano del Ministero dell'Ambiente, ha tolto l'occupazione a fronte di un incontro sulla vertenza Ispra. L'incontro, hanno fatto sapere i precari in una nota,è stato fissato per lunedì 21 dicembre alle ore 12.00 e vi parteciperà il Vice Capo di Gabinetto del Ministero dell'Ambiente, su delega del Ministro Prestigiacomo, e la Struttura Commissariale dell'Ente. Usi-RdB chiede che vengano rimessi in discussione i licenziamenti dei lavoratori precari ed auspica che dal tavolo emergano le iniziative adeguate a risolvere la vertenza, iniziative che sono possibili sia sotto il profilo normativo che economico.

 

RICERCA: USI RDB, PRECARI OCCUPANO QUINTO PIANO MINISTERO AMBIENTE
CHIEDONO INCONTRO CON PRESTIGIACOMO

Roma, 16 dic. - (Adnkronos) - «Una delegazione di circa 15 rappresentanti dell'Usi e dell'RdB, insieme ad i precari Ispra e a delegati precari di altri Enti pubblici di ricerca, ha occupato il quinto piano del Ministero dell'Ambiente, in via Cristoforo Colombo 44 a Roma, ove hanno sede gli uffici del Ministro e del Capo di Gabinetto». È quanto si legge in una nota delle Rappresentanze Sindacali di Base Pubblico Impiego. «La delegazione - spiega la nota - chiede un incontro con il ministro Prestigiacomo, la quale si è finora sottratta al confronto sulla vertenza, e che l'incontro venga fissato in tempi certi al fine di dare risposte adeguate ai lavoratori precari dell'Ispra, sul tetto del loro istituto da ormai più di tre settimane».


16 dicembre 2009 - Omniroma

ISPRA, RDB CUB: «TOLTA OCCUPAZIONE MINISTERO AMBIENTE»

(OMNIROMA) Roma, 16 dic - «La delegazione di rappresentanti dell'Usi e dell'RdB che questa mattina, insieme ad i precari Ispra e a delegati precari di altri Enti Pubblici di Ricerca, aveva occupato il quinto piano del Ministero dell'Ambiente, ha tolto l'occupazione a fronte di un incontro sulla vertenza Ispra. L'incontro è stato fissato per lunedì 21 dicembre alle ore 12.00 e vi parteciperà il Vice Capo di Gabinetto del Ministero dell'Ambiente, su delega del Ministro Prestigiacomo, e la Struttura Commissariale dell'Ente. Usi RdB chiede che vengano rimessi in discussione i licenziamenti dei lavoratori precari ed auspica che dal tavolo emergano le iniziative adeguate a risolvere la vertenza, iniziative che sono possibili sia sotto il profilo normativo che economico». Lo comunica Rdb Cub.

ISPRA, RDB CUB: «PRECARI OCCUPANO UFFICI MINISTERO AMBIENTE»

(OMNIROMA) Roma, 16 dic - «Una delegazione di circa 15 rappresentanti dell'Usi e dell'RdB, insieme ad i precari Ispra e a delegati precari di altri enti pubblici di Ricerca, ha occupato il quinto piano del Ministero dell'Ambiente, in via Cristoforo Colombo 44 a Roma, ove hanno sede gli uffici del Ministro e del Capo di Gabinetto. La delegazione chiede un incontro con il Ministro Prestigiacomo, la quale si è finora sottratta al confronto sulla vertenza, e che l'incontro venga fissato in tempi certi al fine di dare risposte adeguate ai lavoratori precari dell'Ispra, sul tetto del loro istituto da ormai più di tre settimane». Lo comunica Rdb Cub.

AMBIENTE:PRECARI ISPRA,CI LICENZIANO MA NOI SALVIAMO CETACEI
MINISTRO VUOLE TASK-FORCE? CONTRADDETTA DA STOP RINNOVO CONTRATTI

(ANSA) - ROMA, 13 DIC - «Ci licenziano, ma siamo noi che salviamo le balene». È la protesta dei ricercatori precari dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra), giunti al ventesimo giorno di occupazione del tetto nella loro sede di Roma, che sottolineano come l'intenzione del ministro dell'Ambiente di istituire una task force 'salva-cetaceì sia contraddetta dalla «inerzia sul rinnovo dei contratti» dei lavoratori che si occupano di tali interventi. «La lotta - affermano i ricercatori precari - non ci ha impedito, anche in giorni festivi, di lavorare all'avvistamento di squali in Sicilia e pensare a un intervento per i nove capodogli che in questi giorni si sono arenati e sono morti sulle spiagge pugliesi». Gli specialisti dell'Ispra «avrebbero tutte le competenze per costituire una task force capace di intervenire, con mezzi adeguati, per cercare di salvare questi grandi cetacei - afferma la coordinatrice USI RdB Ricerca dell'Ispra Emma Persia - invece i ricercatori precari che se ne occupano stanno per essere licenziati». È stata lo stesso ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, ricordano i ricercatori, «ad annunciare la costituzione di una simile task force, ma le sue parole sono contraddette dall'inerzia sul rinnovo dei contratti e l'immissione in ruolo proprio dei lavoratori che si occupano di questi delicati interventi». «Anche l'8 dicembre, giorno festivo, mentre ci trovavamo sul tetto del nostro Istituto, abbiamo fornito assistenza tecnica alla Capitaneria di Porto Empedocle, che ci segnalava lo spiaggiamento di uno squalo», sottolineano i ricercatori Ivan Consalvo e Massimiliano Bottaro, ricordando come all'Ispra vengano catalogati tutti gli avvistamenti di specie protette e minacciate di estinzione, oltre che la presenza di pesci tropicali, sempre più diffusi nel nostro mare a causa del riscaldamento globale.


13 dicembre 2009 - Villaggio Globale

Il caso Ispra
Capodogli - Al lavoro i precari che saranno licenziati
Sul tetto della sede per protestare da 20 giorni contro i prossimi licenziamenti. Interpellati nell'avvistamento di squali in Sicilia mentre la fantomatica task force per i nove capodogli che in questi giorni si sono arenati e sono morti sulle spiagge pugliesi, è stato solo fumo e propaganda

I precari Ispra, giunti al ventesimo giorno di occupazione del tetto nella loro sede di via Casalotti, a Roma, nonostante la drammatica situazione occupazionale non dimenticano i loro doveri verso l'ambiente in generale e le creature marine in particolare. La lotta non gli ha impedito infatti, anche in giorni festivi come oggi e quello dell'Immacolata, di lavorare all'avvistamento di squali in Sicilia e pensare a un intervento per i nove capodogli che in questi giorni si sono arenati e sono morti sulle spiagge pugliesi, senza che ci sia stato un gruppo di ricercatori capace di salvarli. Gli specialisti dell'Ispra avrebbero tutte le competenze «per costituire una task force capace di intervenire, con mezzi adeguati, per cercare di salvare questi grandi cetacei - secondo la coordinatrice Usi RdB Ricerca dell'Ispra, Emma Persia - invece i ricercatori precari che se ne occupano stanno per essere licenziati».
È stata la stessa ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, ad annunciare la costituzione di una simile task force, ma le sue parole sono contraddette dall'inerzia sul rinnovo dei contratti e l'immissione in ruolo proprio dei lavoratori che si occupano di questi delicati interventi. «Anche l'8 dicembre, giorno festivo, mentre ci trovavamo sul tetto abbiamo fornito assistenza tecnica alla Capitaneria di Porto Empedocle, che ci segnalava lo spiaggiamento di uno squalo - proseguono i ricercatori Ivan Consalvo e Massimiliano Bottaro -. Nel nostro Istituto vengono catalogati tutti gli avvistamenti di specie protette e minacciate di estinzione, oltre che la presenza di pesci tropicali, sempre più diffusi nel nostro mare a causa del riscaldamento globale».


13 dicembre 2009 - Aprile online

Ispra, una lotta che ci riguarda tutti
La riflessione. Ispra in lotta: non si tratta solo di ricerca e di sperimentazione ma anche del controllo e della protezione dei siti che riguardano ben ottomila km di coste italiane. In questo governo c'è insensibilità, superficialità, ignoranza oppure un preciso disegno che va smascherato? Il merito di quei giovani ricercatori è quello di legare con la loro lotta la grande questione sociale del "precariato" con quella ambientale
di Giancarlo Girardi

Sembra davvero singolare la coincidenza della vicenda dei ricercatori Ispra, che hanno cercato e trovato visibilità in queste settimane con la loro protesta simile a quella di altri lavoratori in questi mesi, con il vertice mondiale sul clima e l'ambiente a Copenaghen. Lì si parla della sopravvivenza del Pianeta per i prossimi cinquanta anni e degli indispensabili investimenti per contenere le emissioni nocive, qui invece si chiede la sopravvivenza di centinaia di posti di lavoro necessari per difendere il nostro ed altrui territorio. "Non sparare sulla ricerca", essi affermano, perché si rischia la distruzione di un patrimonio di intelligenze e di esperienze accumulato faticosamente in tanti anni, un delitto per l'ambiente, la cultura, l'intera società. Eppure si tratta non solo di ricerca e di sperimentazione ma anche del controllo e della protezione dei siti che riguardano ben ottomila km di coste italiane. In questo governo c'è insensibilità, superficialità, ignoranza oppure un preciso disegno che va smascherato? Il primo atto dell'attuale legislatura fu quello di creare Ispra per un migliore funzionamento dell'intero ministero dell'Ambiente, successivamente si cambiarono i direttori generali e si decapitò la commissione delle AIA, quella che decide delle autorizzazioni a produrre delle grandi aziende. In seguito si nominò commissario, un ex prefetto, per la gestione delle risorse umane dell'Istituto, il quale ha affermato di recente che il suo unico problema rimane quello di ricollocare 15 funzionari e che il resto è stato enfatizzato nelle ultime settimane dai media, per cui tutti i contratti precari sono destinati a decadere di conseguenza alla loro scadenza naturale. Nei fatti entro la fine di quest'anno escono cinquecento ricercatori, la metà circa dell'intero organico. Il lavoro, quello iniziato e futuro, andrebbe esternalizzato a società private, perché lì non è possibile, è noto, si possano annidare "fannulloni". Si privatizzano i controlli e le bonifiche e con essi la salute e la sicurezza dei cittadini, beni pubblici e diritti costituzionali. Eppure l'operazione non va fatta per ripianare i conti dello Stato, la "coperta troppa corta" dei conti pubblici, perché il bilancio Icram è fortemente in attivo. Nel rendiconto 2008 a fronte di costi per lo Stato pari a 7 milioni di euro, i progetti preparati ed eseguiti, gran parte da questi precari, hanno fatto incassare all'Istituto ben 40 milioni da fondi europei, da altri ministeri, regioni, provincie e privati. Quindi questi giovani e meno giovani che si vogliono licenziare si pagano ampiamente i loro sudati guadagni, lo fanno volentieri perché la difesa dell'ambiente è per molti di loro una missione, una scelta di vita. Essi sono lì, in queste ore, alle intemperie ed a "tempo indeterminato" sino alla soluzione del "loro e nostro problema", sul terrazzo dell'Istituto. I cittadini di Casalotti lo hanno compreso, bene e subito, non facendo mancare la loro solidarietà morale e materiale. Questi lavoratori sono lì, i loro censori ed avversari possono vederli attraverso una webcam 24 ore su 24. Si sono resi visibili a tutti ed anche controllabili. Non cederanno, consapevoli che in gioco non è solo il loro futuro. Il merito, per tutti noi una lezione, è quello di legare con la loro lotta la grande questione sociale del "precariato" con quella "ambientale". Il disegno del governo è molto chiaro e preciso, spetta alla politica intervenire.

14 dicembre 2009 - Corriere.it

VENTESIMO GIORNO DI OCCUPAZIONE DELLA SEDE DI VIA CASALOTTI
«Potevamo salvare i capodogli, invece gli specialisti saranno licenziati»
I ricercatori dell'Ispra ancora sul tetto contro i tagli: siamo capaci di aiutare i cetacei, ma ci mandano via

ROMA - Sono ancora sul tetto. Al ventesimo giorno di occupazione della sede di via Casalotti, a Roma. Nonostante il freddo, la pioggia. E il Natale in avvicinamento. «Noi resteremo qui ad oltranza», avevano detto. Lo stanno facendo. E nonostante la loro situazione non sembri destinata a migliorare, i lavoratori dell'Ispra, Istituto per la ricerca ambientale, fanno sapere: «Non dimentichiamo i nostri doveri verso l’ambiente in generale e le creature marine in particolare».
SQUALI E CAPODOGLI - La lotta e la preoccupazione per il loro futuro non ha impedito infatti di lavorare all’avvistamento di squali in Sicilia e pensare a un intervento per i nove capodogli che in questi giorni si sono arenati e sono morti sulle spiagge pugliesi. «Gli specialisti dell’Ispra avrebbero tutte le competenze per costituire una task force capace di intervenire, con mezzi adeguati, per cercare di salvare questi grandi cetacei – secondo la coordinatrice USI RdB Ricerca dell’ISPRA, Emma Persia – invece i ricercatori precari che se ne occupano stanno per essere licenziati». E’ stata la stessa Ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, spiegano, ad annunciare la costituzione di una simile task force, «ma le sue parole sono contraddette dall’inerzia sul rinnovo dei contratti e l’immissione in ruolo proprio dei lavoratori che si occupano di questi delicati interventi».
L'INTERVENTO - «Anche l’8 dicembre, giorno festivo, mentre ci trovavamo sul tetto abbiamo fornito assistenza tecnica alla Capitaneria di Porto Empedocle, che ci segnalava lo spiaggiamento di uno squalo - proseguono i ricercatori Ivan Consalvo e Massimiliano Bottaro - Nel nostro Istituto vengono catalogati tutti gli avvistamenti di specie protette e minacciate di estinzione, oltre che la presenza di pesci tropicali, sempre più diffusi nel nostro mare a causa del riscaldamento globale».

1 dicembre 2009 - Adnkronos

RICERCA: PRECARI ISPRA, CHIEDIAMO TRATTATIVA CON PRESTIGIACOMO

Roma, 1 dic. - (Adnkronos) - I ricercatori precari dell'Ispra chiedono di trattare la loro posizione direttamente con «chi davvero può avere un mandato politico per risolvere la nostra situazione, vale a dire il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo e i rappresentanti del Governo nazionale». A riferire la richiesta è la coordinatrice dell'Usi RdB Ricerca all'Ispra, Emma Persia, che, in una nota sottolinea che «i precari sul tetto della sede Ispra di via Casalotti iniziano da oggi ad addobbare l'albero di Natale, dopo l'incontro di oggi con la struttura commissariale che non ha portato novità sui 200 ricercatori a rischio di licenziamento, i quali andrebbero ad aggiungersi ai 250 lavoratori già allontanati nei mesi scorsi». «Abbiamo chiesto una pregiudiziale sugli argomenti da affrontare nel corso della riunione -afferma Emma Persia- visto che poche ore prima i commissari avevano cambiato le carte in tavola, spostando il precariato all'ultimo posto nell'ordine del giorno». «Questa richiesta è stata accettata, tuttavia la struttura commissariale nominata dal ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, si è posta poi su una posizione del tutto interlocutoria -prosegue Persia- limitandosi ad esporre la situazione numerica dei precari del nostro Istituto, peraltro con cifre inesatte, senza prospettare nessuna soluzione credibile per i lavoratori che perderanno il posto entro poche settimane, con conseguenze drammatiche per il futuro della ricerca e dei controlli ambientali». Per questo motivo, la delegazione dell'Usi RdB ha deciso di «abbandonare l'incontro, non prima di avere ribadito -riferisce Persia- le sue richieste di trasformazione dei contratti del personale atipico in contratti a tempo determinato, ed assunzione a tempo indeterminato di tutti i lavoratori che hanno già un contratto di lavoro subordinato e hanno superato una selezione pubblica». I rappresentanti sindacali hanno quindi chiesto l'apertura di un tavolo di trattativa «che coinvolga chi davvero può avere un mandato politico per risolvere la nostra situazione. Vale a dire -conclude Persia- il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo e i rappresentanti del Governo nazionale».

1 dicembre 2009 - Adnkronos

RICERCA: USI RDB, STRUTTURA COMMISSARIALE ISPRA ELUDE TAVOLO REGIONE LAZIO
'RISPONDEREMO ADEGUATAMENTE A QUESTA MANCANZA DI RISPETTO'

Roma, 1 dic. - (Adnkronos) - «Siamo di fronte a un chiaro atteggiamento di chiusura, mentre continuiamo a ricevere attestati e solidarietà da tutto il paese attraverso il nostro sito, www.firmiamo.it/nonsparateallaricerca, e direttamente sul tetto dell'Ispra di Casalotti. La struttura commissariale ha eluso il tavolo aperto dalla Regione ieri con la nostra organizzazione sindacale e i rappresentanti Usi Rdb Ricerca dei precari». Lo dichiara Claudio Argentini, della segreteria nazionale Usi Rdb. «In tarda serata è giunto l'ordine del giorno della convocazione a tutte le organizzazioni sindacali che conferma l'inerzia del Commissario e dei suoi collaboratori: il precariato è stato 'retrocesso» al terzo punto - aggiunge Argentini - Non sappiamo come reagiranno gli altri sindacati a questo dato di fatto, ma Usi Rdb non accetta che i lavoratori sul tetto da 7 giorni, al freddo e al gelo, siano 'retrocessì da una struttura commissariale chiaramente inadatta a gestire questa emergenza«. »In questi mesi la situazione contrattuale dei ricercatori, tecnici e amministrativi precari dell'Ispra è stata lasciata incancrenire in maniera colpevole - continua il dirigente sindacale - e ora, pur essendo sotto l'attenzione dei media, evidentemente sentendosi intoccabili, continuano a non intervenire. Dopo l'incontro di oggi, come sindacato avvieremo le iniziative per rimuovere questo ostacolo alla trattativa, nelle sedi opportune e a tutti i livelli istituzionali«. »Noi risponderemo adeguatamente alla mancanza di rispetto che questa struttura commissariale mostra verso i lavoratori che manifestano pacificamente sul tetto - conclude - Vedremo se il ministro ed il Governo sapranno e vorranno intervenire in questa crisi«.

ISPRA, RDB-CUB: «PRECARI SU TETTO PREPARANO ALBERO NATALE»

(OMNIROMA) Roma, 01 dic - «I precari sul tetto della sede Ispra di via Casalotti iniziano da oggi ad addobbare l'albero di Natale, dopo l'incontro di oggi con la struttura commissariale, che non ha portato novità sui 200 ricercatori a rischio di licenziamento, i quali andrebbero ad aggiungersi ai 250 lavoratori già allontanati nei mesi scorsi». Lo comunica, in una nota, L'Usi Rdb. «Abbiamo chiesto una pregiudiziale sugli argomenti da affrontare nel corso della riunione - ha dichiarato Emma Persia, coordinatrice dell'USI RdB Ricerca all'ISPRA - visto che poche ore prima i commissari avevano cambiato le carte in tavola, spostando il precariato all'ultimo posto nell'ordine del giorno». «Questa richiesta è stata accettata, tuttavia la struttura commissariale nominata dal ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, si è posta poi su una posizione del tutto interlocutoria - prosegue Persia - limitandosi ad esporre la situazione numerica dei precari del nostro Istituto, peraltro con cifre inesatte, senza prospettare nessuna soluzione credibile per i lavoratori che perderanno il posto entro poche settimane, con conseguenze drammatiche per il futuro della ricerca e dei controlli ambientali». «Per questo motivo, la delegazione dell'USI RdB ha deciso di abbandonare l'incontro, non prima di avere ribadito le sue richieste di trasformazione dei contratti del personale atipico in contratti a tempo determinato, ed assunzione a tempo indeterminato di tutti i lavoratori che hanno già un contratto di lavoro subordinato e hanno superato una selezione pubblica». I rappresentanti sindacali hanno infine chiesto l'apertura di un tavolo di trattativa «che coinvolga chi davvero può avere un mandato politico per risolvere la nostra situazione - ha concluso Emma Persia - vale a dire il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo e i rappresentanti del Governo nazionale». «Dopo l'incontro di oggi - aggiunge Claudio Argentini della segreteria nazionale Usi RdB - come sindacato avvieremo le iniziative per rimuovere questo ostacolo alla trattativa, nelle sedi opportune e a tutti i livelli istituzionali. Vedremo se il Ministro ed il Governo sapranno e vorranno intervenire in questa crisi».

ISPRA: RICERCATORI, STRUTTURA COMMISSARIALE EMARGINA I PRECARI

(ASCA) - Roma, 1 dic - ''Dopo la grave assenza al tavolo di emergenza occupazionale convocato dalla Regione il Commissario ha cambiato l'ordine del giorno 'retrocedendo' il precariato all'ultimo punto''. Lo denuncia l'USI RdB Ricerca, il sindacato dei ricercatori italiani che da giorni assiste i precari dell'Ispra che protestano pacificamente sul tetto della sede di Casalotti, a Roma. ''Siamo di fronte ad un chiaro atteggiamento di chiusura, mentre continuiamo a ricevere attestati e solidarieta' da tutto il paese attraverso il nostro sito - www.firmiamo.it/nonsparateallaricerca - e direttamente sul tetto dell'Ispra di Casalotti'', denuncia il sindacato. ''La struttura Commissariale ha eluso il tavolo aperto dalla regione ieri con la nostra organizzazione sindacale e i rappresentanti USI RdB Ricerca dei precari - dichiara Claudio Argentini della Segreteria Nazionale - in tarda serata e' giunto l'ordine del giorno della convocazione a tutte le organizzazioni sindacali che conferma l'inerzia del Commissario e dei suoi collaboratori: il precariato e' stato 'retrocesso' al terzo punto. Non sappiamo come reagiranno gli altri sindacati a questo dato di fatto, ma USI RdB non accetta che i lavoratori sul tetto da 7 giorni, al freddo e al gelo, siano retrocessi da una struttura commissariale chiaramente inadatta a gestire questa emergenza''. ''In questi mesi la situazione contrattuale dei ricercatori, tecnici e amministrativi precari dell'Ispra e' stata lasciata incancrenire in maniera colpevole - continua il dirigente sindacale - e ora, pur essendo sotto l'attenzione dei media, evidentemente sentendosi intoccabili, continuano a non intervenire. Dopo l'incontro di oggi, come sindacato avvieremo le iniziative per rimuovere questo ostacolo alla trattativa, nelle sedi opportune e a tutti i livelli istituzionali. Noi risponderemo adeguatamente alla mancanza di rispetto, che questa struttura commissariale mostra verso i lavoratori che manifestano pacificamente sul tetto. Vedremo se il Ministro ed il Governo sapranno e vorranno intervenire in questa crisi'', conclude Argentini.

25 novembre 2009 - La Repubblica

"No ai licenziamenti", ricercatori sul tettoLa protesta dei precari dell´Ispra: a rischio cinquecento posti In pericolo gli studi sull´ambiente marino e le rilevazioni sulla nave dei velenidi LAURA SERLONI

Roma - Si sono portati i sacchi a pelo, qualche bevanda e alcuni viveri. I trenta ricercatori dell´Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), che da ieri mattina sono sul tetto dell´ente, sapevano già che la protesta sarebbe andata per le lunghe. Così hanno passato la prima notte sulla terrazza all´ultimo piano di via Casalotti 300. Una mobilitazione organizzata per cercare di salvare centinaia di posti di lavoro. «Ci vogliono mandare tutti via - spiega Michela Mannozzi, 37 anni da sei all´Ispra e da ieri sul tetto - Lottiamo contro il precariato. Non scenderemo finché non avremo certezze sul futuro e la stabilizzazione del contratto».
L´Ispra, che a Roma ha tre sedi e mille dipendenti, a giugno ha mandato a casa 250 precari e per altri 250 dovrebbero arrivare le lettere di licenziamento entro dicembre. Insomma il 40% del personale e la quasi totalità dei lavoratori giovani dell´ente non potrà più svolgere il lavoro che porta avanti da anni. Rischiano così di saltare importanti progetti come il Mose di Venezia e di finire chiuse in un cassetto le ricerche sulle biodiversità marine o sul monitoraggio ambientale nelle aree di scarico delle piattaforme industriali e sulla nave dei veleni in Calabria. «Se questo piano di licenziamenti verrà portato a termine, da gennaio il settore della ricerca sul mare sarà di fatto completamente azzerato - sottolinea Claudio Argentini della segreteria nazionale Usi RdB rca - Oltre a perdere il lavoro, a cui hanno dedicato molti anni della loro vita, spesso con salari da fame, il Ministro e la struttura commissariale che gestisce l´ente stanno uccidendo la ricerca». Sono arrabbiati, disperati e determinati a portare avanti la protesta fino a quando i loro posti di lavoro non saranno salvi. Un incontro tra i sindacati e l´ente commissariale è stato fissato per il primo dicembre. Solidarietà è stata espressa dal vicepresidente della giunta della Regione Lazio, Esterino Montino e dal presidente dell´Italia dei Valori, Antonio Di Pietro. Vicini ai lavoratori anche i deputati del Pd Raffaella Mariani e Alessandro Bratti, della commissione Ambiente di Montecitorio. «Domani - spiegano - in occasione della prevista audizione alla Camera, chiederemo al ministro Prestigiacomo cosa intenda fare per scongiurare nuovi licenziamenti».

25 novembre 2009 - Il Manifesto

TAGLI ALLA RICERCA/IL CASO ISPRA
A rischio i ricercatori della «nave dei veleni»

Roma - I lavoratori dell'Ispra - ente di ricerca pubblica - sono saliti ieri sul tetto della sede di via Casalotti, a Roma. Protestano contro il licenziamento di 200 precari storici - già avvenuto - e l'ipotesi di cacciarne altri 250: il 40% del personale, che coincide con la totalità dei giovani presenti nell'ente. I precari, alcuni dei quali ricercatori dell'equipaggio della nave Astrea inviata il 20 settembre scorso per compiere alcuni rilievi sulla «nave dei veleni» individuata al largo di Cetraro, in Calabria, hanno chiesto di incontrare il commissario dell'Ispra e sono disposti a continuare la protesta fin quando non verranno individuate soluzioni concrete per bloccare i licenziamenti e per salvaguardare le attività di ricerca sul mare. Claudio Argentini, della segreteria nazionale dell'Usi-RdB ricerca, parla di «disperazione dei lavoratori, che oltre a perdere il posto, cui hanno dedicato molti anni della loro vita, vedono il ministro e il commissario azzerare completamente la ricerca dedicata al mare». In serata, davanti al silenzio totale delle istituzioni, i dipendenti hanno deciso di rimanere sul tetto anche per la notte. «Non scenderanno se non di fronte a risposte precise sul sostegno al settore della ricerca marin


25 novembre 2009 - Corriere della Sera

Casalotti
Ispra, i precari dormono sul terrazzo

Roma - Protesta sui tetti a Casalotti. Ieri pomeriggio un gruppo di precari dell’ente di ricerca pubblica ambientale Ispra ha inscenato una protesta contro il piano di licenziamenti. Una decina di manifestanti ha trascorso la notte sul tetto con tende e sacchi a pelo.

25 novembre 2009 - EPolis Roma


Via Casalotti.
L'ente ha previsto un piano che prevede il taglio di personale: a casa già duecento persone
Ispra, ricercatori precari sul tetto «entro l'anno 250 licenziamenti»
Solidarietà del centrosinistra. Si chiede l'intervento del governo e della Prestigiacomo
di Marta Rossi

Roma - Un piano da 250 licenziamenti che si vanno ad aggiungere ai già ducento mandati a casa, in pratica il 40 per cento del personale dell'Ispra, ente di ricerca pubblica ambientale, è destinato a perdere il lavoro. E dopo un'assemblea sindacale indetta da Usi Rdb ricerca, in via Casalotti un gruppo di precari è salito sul tetto dello stabile per protestare contro il piano di licenziamenti che, di fatto, taglierà fuori dall'ente la quasi totalità del personale giovane.
«I lavoratori precari dell'Ispra sono ormai alla disperazione - dice Claudio Argentini, dell'Usi Rdb -. Oltre a perdere il lavoro a cui hanno dedicato molti anni spesso con salari da fame, il ministro e la struttura commissariale stanno azzerando completamente la ricerca sul mare». «Il mio appello è rivolto al governo - dice Esterino Montino, vice presidente della Regione - affinchè si adoperi per dare riconoscimento delle competenze e certezza del lavoro ai ricercatori». I gruppi del Pd alla Provincia e quello del XVIII municipio chiedono che il ministro Prestigiacomo salvi i posti di lavoro e rilanci la ricerca. Solidarietà anche dall'Italia dei Valori: Stefano Pedica ha raggiunto la Ispra per stare al fianco dei lavoratori. «Il governo deve ascoltare l'appello dei lavoratori - dice Alessandro Mazzoli, segretario laziale del Pd - e tutelare un ente prezioso e ricco di professionalità che non possono essere disperse». «Duecento lavoratori già mandati a casa e altri 180 non riconferma ti a fine dicembre - spiega Luisa Laurelli, consigliere regionale del Pd . Alcuni dei dipendenti a rischio lavorano all’Ispra da 15 anni e hanno acquisito competenze ed esperienza. Ora se ne può fare a meno senza che l'attività dell’istituto ne risenta?». «Altri cittadini romani, dopo quelli dell’Eutelia, di Gemma si ritrovano senza lavoro e senza stipendio. Con una mozione che chieda al Sindaco Alemanno e all’assessore al Bilancio Leo di intervenire presso il Governo nazionale per tutelare i dipendenti dell’Ispra», dice Paolo Masini, consigliere comunale del Pd. «La vicenda dell'Ispra è l'ennesima dolorosa ferita inferta al tessuto produttivo regionale e ad un patrimonio di conoscenze scientifiche di grande valore, ma colpevolmente trascurato dalle autorità di governo», commenta l'assessore al Lavoro regionale Alessandra Tibaldi. «Tra i precari Ispra che rischiano il posto di lavoro ci sono alcuni ricercatori impegnati sulle navi dei veleni - dice l'assessore regionale all'Ambiente Filippo Zaratti -. La gestione commissariale di Ispra, inoltre, deve produrre un organico piano di riordino e non può limitarsi a licenziare personale qualificato, reinserendolo in Ispra, come è avvenuto in alcuni casi, attraverso agenzie di lavoro interinale». Intanto, i ricercatori precari hanno passato la notte sul tetto, «vista - fa sapere il sindacato - l’assenza di qualunque risposta da parte dell’amministrazione». La protesta andrà avanti «fino a quando non verranno individuate soluzioni concrete per bloccare i licenziamenti».


25 novembre 2009 - Il Tempo

La Regione lancia un appello al governo
Ricercatori a rischio Protesta sul tetto
Ispra 250 precari sull'orlo del licenziamento
di Francesca Mariani

Roma - I lavoratori precari dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), dopo l'assemblea di ieri sono saliti sul tetto della sede di via Casalotti e dichiarano di non voler scendere fino alla conclusione positiva della loro vertenza». L'Ispra ha già licenziato 200 precari storici e si appresta a licenziarne altri 250, ovvero il 40% del personale e la quasi totalità dei lavoratori giovani dell'ente. «I lavoratori precari dell'Ispra sono ormai alla disperazione - spiega Claudio Argentini della Segreteria Nazionale Usi RdB Ricerca - oltre a perdere il lavoro, cui hanno dedicato molti anni della loro vita, spesso con salari da fame, vedono azzerare completamente la ricerca dedicata al mare». «Vista l'assenza di qualunque risposta da parte dell'amministrazione - si legge nella nota del sidnacato - i lavoratori precari dell'Ispra si preparano così ad affrontare la notte sul tetto dell'Istituto di Via Casalotti 300 a Roma. I lavoratori chiedono di incontrare il commissario per l'ente e sono determinati a proseguire nella protesta fino a quando non verranno individuate soluzioni concrete per bloccare i licenziamenti e per salvaguardare le attività di ricerca sul mare in cui sono prevalentemente impegnati i lavoratori che verrebbero messi alla porta entro dicembre 2009». Sulla vicenda sono intervenuti diversi esponenti politici del Pd e dell'Italia dei Valori. Tra gli altri, anche il vicepresidente della giunta della Regione, Esterino Montino il quale, dopo aver espresso la sua solidarietà ai lavoratori precari, ha rivolto un appello al Governo «e in particolare ai Ministri Prestigiacomo e Sacconi, affinché si adoperino sia per dare riconoscimento delle competenze e certezza di lavoro ai ricercatori, sia per valorizzare le attività dell'Ente».


25 novembre 2009 - Leggo

Roma. Alla ricerca non resta che andar per tetti...

Roma - Alla ricerca non resta che andar per tetti. E’ la protesta - quella di occupare il tetto - messa in atto dai precari dell’Ispra per scongiurare altri licenziamenti. Ieri mattina sono saliti sul tetto dell’Istituto, in via Casalotti 300 (foto), per ottenere un incontro risolutivo con il commissario straordinario dell’Ente, il prefetto Vincenzo Grimaldi, e bloccare i nuovi licenziamenti. Secondo i manifestanti infatti sarebbero ben 250 i posti a rischio, si andrebbe a perdere quindi ben il 40% del personale e la quasi totalità dei lavoratori più giovani. I precari dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale infatti hanno già subito 200 licenziamenti la scorsa estate: «Sono disperati. Questa nuova fase ha scatenato infatti la rabbia dei lavoratori - spiega Claudio Argentini, segreteria nazionale Usi RdB Ricerca - ieri mattina hanno deciso di portare la protesta all’estremo, occupando il tetto dell’edificio nel quale lavorano dar anni. Non scenderanno se non con la garanzia del posto di lavoro e del sostegno al settore della ricerca marina».(L.Loi./ass)


25 novembre 2009 - City

Precari ispra sul tetto per protesta

Roma - I lavoratori precari dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), dopo un’assemblea, hanno deciso di salire sul tetto della sede di via Casalotti, dichiarando di non voler scendere fino alla conclusione positiva della loro vertenza. L’Ispra ha già licenziato 200 precari storici e si appresta a licenziarne altri 250, ovvero il 40% del personale e la quasi totalità dei lavoratori giovani dell’ente.


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I lavoratori precari dell’ISPRA, dopo un’assemblea indetta questa mattina da USI RdB Ricerca, hanno deciso di salire sul tetto della sede di via Casalotti a Roma e di non scendere fino alla conclusione positiva della loro vertenza.

L'ISPRA, ente di ricerca pubblica ambientale che effettua anche funzioni di controllo ed ispezione, ha già licenziato 200 precari storici e si appresta a licenziarne altri 250, ovvero il 40% del personale e la quasi totalità dei lavoratori giovani dell'ente. Se questo piano di licenziamenti verrà portato a termine, da gennaio il settore della ricerca sul mare sarà di fatto completamente azzerato.

 "I lavoratori precari dell’ISPRA sono ormai alla disperazione – spiega  Claudio Argentini della Segreteria Nazionale USI RdB Ricerca - oltre a perdere il lavoro, a cui hanno dedicato molti anni della loro vita, spesso con salari da fame, il Ministro e la struttura commissariale che gestisce l'Ente stanno azzerando completamente la ricerca dedicata al mare”.

“Come segreteria nazionale – continua Argentini - avevamo previsto che ulteriori licenziamenti, dopo i 200 della scorsa estate, sarebbero stati la goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso e causato l’esplosione della rabbia di questi lavoratori. Questa mattina un gruppo di lavoratori, delegati sindacali di USI/RdB, ha deciso di portare la protesta all'estremo, occupando il tetto dell'edificio nel quale hanno lavorato per anni. Non scenderanno se non di fronte ad atti chiari che garantiscano loro il mantenimento del posto di lavoro ed il sostegno al settore della ricerca marina”.

Conclude il sindacalista di base: “Ci aspettiamo che il Commissario abbia il coraggio di invertire la rotta ed avvii subito le iniziative adeguate che, è necessario precisarlo, sono possibili sia normativamente che economicamente. Questi lavoratori chiedono giustizia e lavoro. Lavoro nella ricerca pubblica".

Roma, 24 novembre 2009

 

 

 

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16 dicembre 2009 - Asca

(ASCA) - Roma, 16 dic - La delegazione di rappresentanti dell'Usi e dell'RdB che questa mattina, insieme ad i precari Ispra e a delegati precari di altri Enti Pubblici di Ricerca, aveva occupato il quinto piano del Ministero dell'Ambiente, ha tolto l'occupazione a fronte di un incontro sulla vertenza ISPRA. L'incontro e' stato fissato per lunedi' 21 dicembre alle ore 12.00 e vi partecipera' il Vice Capo di Gabinetto del Ministero dell'Ambiente, su delega del Ministro Prestigiacomo, e la Struttura Commissariale dell'Ente. Usi RdB chiede che vengano rimessi in discussione i licenziamenti dei lavoratori precari ed auspica che dal tavolo emergano le iniziative adeguate a risolvere la vertenza, iniziative che sono possibili sia sotto il profilo normativo che economico.

(ASCA) - Roma, 16 dic - Una delegazione di circa 15 rappresentanti dell'Usi e dell'RdB, insieme ai precari Ispra e ai delegati precari di altri Enti Pubblici di Ricerca, ha occupato il quinto piano del Ministero dell'Ambiente, in via Cristoforo Colombo 44 a Roma, ove hanno sede gli uffici del Ministro e del Capo di Gabinetto. La delegazione chiede un incontro con il Ministro Prestigiacomo, la quale - spiega - ''si e' finora sottratta al confronto sulla vertenza'', e che ''l'incontro venga fissato in tempi certi al fine di dare risposte adeguate ai lavoratori precari dell'Ispra, sul tetto del loro istituto da ormai piu' di tre settimane''.

ISPRA: PRECARI RICERCA OCCUPANO MINISTERO AMBIENTEISPRA: PRECARI OTTENGONO INCONTRO CON MINISTERO,
REVOCATA OCCUPAZIONE
LAVORO:PRECARI ISPRA;SÌ A INCONTRO MINISTRO,VIA OCCUPAZIONE

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