notizie e vertenze

Nazionale -

 

13 maggio 2009 - Ansa

 

(ANSA) - ROMA, 13 MAG - Lo sciopero indetto dalla RdB-Cub per il 18 maggio prossimo «riguarderà tutto il personale comunale». Lo segnala lo stessa sigla sindacale. Lo sciopero, spiega Rdb-Cub, comporterà per il personale che lavora negli asili nido l'astensione dal lavoro dell'intero turno di lavoro, per coloro che fanno un unico turno, un'ora al termine della prestazione lavorativa giornaliera; per il personale che effettua turnazioni di lavoro o articolazioni orarie alternate, un'ora all'inizio del turno. «Mentre - afferma il rappresentante sindacale delle Rdb-Cub al Comune di Roma Roberto Betti - per il personale dei nidi è in atto un grave attacco che giustifica lo sciopero dell'intera giornata, per il restante personale l'ora di sciopero serve a dare un segnale ad Alemanno. Dopo aver attivato contratti ad personam in misura superiore rispetto a quanto fatto da Veltroni, aver messo la città sotto assedio militare, aver bloccato il piano assunzioni e avviato una trasformazione organizzativa di stampo verticistico, la giunta Alemanno si mette in luce per l'assoluta mancanza di proposte concrete per il personale comunale».

CROCE ROSSA: SCIOPERO PERSONALE RDB-CUB IL 25 E 26 MAGGIO

(ANSA) - ROMA, 13 MAG - La Rdb-Cub della Croce Rossa Italiana ha proclamato 48 ore di sciopero nazionale per il 25 e 26 maggio a sostegno della vertenza dei precari. Lo rende noto un comunicato dell'organizzazione sindacale. La decisione - afferma - è stata presa a seguito del fatto che non si sono «concretizzati atti significativi da parte delle controparti» dopo la sospensione dello sciopero programmato per il 4 maggio. Durante lo sciopero - precisa la Rdb-Cub - saranno garantiti i servizi minimi previsti dalla legge.

LAVORO: AGRICOLTURA; USI RDB, I PRECARI OCCUPANO SEDE CRA

(ANSA) - ROMA, 13 MAG - I precari del Consiglio della Ricerca e Sperimentazione in Agricoltura (Cra) occupano l'ultimo piano della sede centrale, in Via Nazionale a Roma, e annunciano un'occupazione ad oltranza se non verrà aperta una trattativa. Lo annuncia, in una nota, il Coordinamento Precari Usi RdB Ricerca. Si tratta, afferma la rappresentanza sindacale, di precari con un'anzianità media di attività nell'Ente superiore ai 6 anni. E che vanno dal personale specializzato nel mantenimento della fattoria di Monterotondo, ai ricercatori specializzati nello sviluppo di nuove terapie per proteggere i raccolti e al sequenziamento di virus, funghi, batteri e piante. «Dopo che, grazie al ministro dell'Agricoltura, eravamo riusciti a far riassumere molti precari licenziati, la Direzione generale dell'Ente non ha continuato le trattative, anzi le rifiuta. Intanto le nostre condizioni di lavoro sono in continuo peggioramento» afferma Salvatore Vitale, del Coordinamento Precari Usi RdB Ricerca. Il sindacalista chiede «l'immediato ritiro di alcune circolari che impediscono la nostra conversione a tempo determinato - continua - e un piano di assunzioni triennali che vada a sanare tutte le illegittime applicazioni di contratti a tempo determinato, i lavoratori in nero come i Co.co.co., la falsa formazione nascosta dietro a borse di studio e ai dottorati a ripetizione, o agli assegni di ricerca utilizzati per svolgere anche lavori istituzionali».

15 novembre 2008 - Il Bologna

 

Comune. Il contratto delle insegnanti dura fino al 30 giugno: chiedono una "graduatoria permanente"Asili, 112 precarie in scadenza ma l'assessore diserta l'incontroMilli Virgilio non ha partecipato a causa dello sciopero indetto mercoledì.Polemichedi Paola Benedetta Manca

Bologna - «Sono precaria e scado il 30 giugno». Questa la scritta dipinta sopra le maglie delle insegnanti precarie degli asili nido che, ieri, hanno partecipato, a Palazzo D’Accursio, all’udienza conoscitiva convocata per parlare della loro situazione. Sono 112 in tutto e attendono di essere stabilizzate, secondo un accordo stipulato con il Comune che scade a giugno. Chiedono poi, come ha spiegato la loro rappresentante, Cristina Mambrini, che in attesa dell’assunzione possano far parte di una "graduatoria permanente", mantenendo così la priorità alla stabilizzazione, non appena si libereranno dei posti di lavoro. Ieri, in commissione Istruzione doveva esserci, oltre ai sindacati, anche l’assessore alla Scuola Milli Virgilio che però ha brillato per la sua assenza, insieme ai dirigenti del settore. Il motivo: l’annuncio, mercoledì, dello sciopero indetto da Rdb, l’unica sigla sindacale presente in commissione. I consiglieri della Sinistra Arcobaleno e Daniele Carella (Fi), hanno stigmatizzato duramente l’assenza dell’assessore. Panzacchi l’ha definito un comportamento «inopportuno e sbagliato». Più dura la valutazione del Prc. «È estremamente sgradevole che l’assessore non sia venuto e non abbia mandato neanche un tecnico per riferire ai consiglieri e ai lavoratori cosa sta succedendo» ha detto il capogruppo, Roberto Sconciaforni. D’accordo con lui, Valerio Monteventi: «È vergognoso che la Giunta, a fronte delle richieste dei cittadini, si sottragga sempre. Propongo che il Consiglio Comunale, con un ordine del giorno, la richiami alle sue responsabilità». «Mi ero impegnata ad andare in commissione - si è difesa Virgilio - ma visto che Rdb ha indetto lo sciopero non sarebbe stato corretto parteciparvi e lasciare uno spiraglio alla trattativa che fra l’altro è ancora aperta con gli altri sindacati. Hanno scelto loro di rompere le relazioni sindacali». Così i lavoratori, intervenuti per avere delle risposte, sono rimasti senza interlocutori. Intanto Virgilio fa sapere che quando ci saranno dei posti vacanti saranno assegnati alle 112 precarie ma dice no alla "graduatoria permanente": «Il prossimo bando per le supplenze è pubblico, perciò i partecipanti devono avere le stesse opportunità. Loro, però, partiranno con un maggior punteggio». Massimo Betti di Rdb non è per niente d’accordo. «I posti vacanti ci sono - afferma - e sono 55 part-time. La Giunta non vuole fare assunzioni per poter, eventualmente, tagliare i posti nei nidi per esigenze di bilancio». E riguardo la graduatoria permanente, fa sapere che il Comune di Roma l’ha introdotta, perciò «è perfettamente legale».


16 novembre 2008 - Corriere di Rieti

Niente soldi, 160 ex lsu a rischio
Si tratta dei lavoratori dei consorzi che gestiscono i servizi per le scuole reatine. Il Governo non ha garantito la copertura per rinnovare gli appalti.
di Paolo Di Basilio

Rieti - Nel Reatino sono 160 gli ex Lsu in ansia per il loro posto di lavoro nelle scuole. Il ministero dell’Economia infatti, non ha ancora garantito la copertura finanziaria per la prosecuzione degli appalti con i consorzi per i quali lavorano queste persone che perciò, dal 1° gennaio prossimo, rischiano di restare a casa. I sindacati di base Rdb-Cub, Cobas e Sdl si stanno perciò mobilitando in tutta Italia per avere garanzie certe per il futuro. Nel 2000 sembrava fatta. Dopo anni di precariato con lo status di lsu (lavoratori socialmente utili), per loro una speranza si era aperta. O meglio sembrava essersi aperta. Gran parte di quelli che operavano nelle scuole, infatti, furono assunti dai consorzi privati a cui vennero affidati vari servizi nelle scuole (dalle pulizie fino alla segreteria). Solo che, alla fin fine, la situazione di precariato non è mai cambiata. I contratti vengono rinnovati anno per anno e tra l’altro sono per la stragrande maggioranza part-time. I tagli - a detta dei sindacati di base - sono previsti nella legge Finanziaria in discussione in Parlamento e in tutto "mettono a rischio 15mila ex lsu e 3mila co.co.co. che operano nelle segreterie per i quali sono state già avviate le procedure di licenziamento collettivo". I consorzi infatti, non avendo la garanzia della copertura finanziaria, hanno avviato tutte le procedure per la mobilità mettendo in conto il mancato rinnovo degli appalti e perciò l’allontanamento dei lavoratori. Lavoratori - specialmente gli lsu - che a quel punto difficilmente potrebbe "ridiventare" lavoratori socialmente utili perché sono usciti dai progetti all’epoca in cui furono assunti dagli stessi consorzi. In questa situazione a Rieti - secondo i dati forniti dalla Rdb - verserebbero circa 160 lavoratori. "Chiediamo al Governo di coprire immediatamente gli appalti per il prossimo anno - dice Elisabetta Callari, referente della Rdb per il Reatino - anzi, noi come sindacato autonomo siamo andati sempre oltre chiedendo che questi servizi non vengano più esternalizzati. Costerebbe molto meno assumere queste persone, che svolgono compiti fondamentali nella scuola, piuttosto che continuare con gli appalti esterni, costosi e che soprattutto non danno garanzie ai lavoratori". Per venerdì prossimo è stata organizzata una giornata di sciopero dei lavoratori che si trovano in questa situazione. Mobilitazione quella degli ex Lsu della scuola che si incrocia, manco a farlo apposta, con quelle degli ex "colleghi" lsu che per tutta la prossima settimana si asterranno dal lavoro, timbrando comunque il cartellino per poi convocare assemblee sindacali permanenti nei luoghi di lavoro. Nel contempo partirà una petizione di solidarietà. Firme che saranno poi consegnate ai vari Prefetti - compreso quello di Rieti - venerdì prossimo. Il motivo della mobilitazione degli lsu - lavoratori senza contratto e senza contributi (nelle imprese sarebbero considerati in nero) - è la mancanza di garanzie rispetto alla proroga semestrale del progetto. Ad oggi non ci sarebbero i fondi governativi - secondo la Rdb - per attuarla. Inoltre i lavoratori socialmente utili protestano anche contro l’eliminazione di quelle misure che garantivano e facilitavano in qualche modo la stabilizzazione e che invece sarebbero state congelate dall’attuale Governo fino al prossimo giugno.


16 novembre 2008 - Il Messaggero

Si annuncia una settimana di fuoco nei Comuni del Reatino...
di RAFFAELLA DI CLAUDIO

Rieti - Si annuncia una settimana di fuoco nei Comuni del Reatino. I tantissimi lavoratori socialmente utili che garantiscono il funzionamento degli Enti locali della provincia di Rieti, da domani al 21 novembre, attueranno lo sciopero bianco. Spegneranno i computer, scenderanno dagli scuolabus, appenderanno i grembiuli, poseranno scope e piumini ed entreranno in assemblea straordinaria permanente per una settimana, con l’obiettivo di raccogliere le firme che il 21 novembre saranno consegnate al prefetto di Rieti, Silvana Riccio.
Il loro futuro è a rischio, ma non hanno più voglia di aspettare e hanno deciso di protestare. Forse, è solo ingessando le attività amministrative che sarà possibile, a loro avviso, far capire l’essenzialità di un lavoro pagato 500 euro al mese e che non garantisce i contributi per la pensione. La mobilitazione, organizzata dalle rappresentanze sindacali di base riguarderà tantissimi Comuni reatini: da Antrodoco a Borgorose a Borbona fino alla Sabina. Qui incroceranno le braccia gli lsu di Forano, Collevecchio, Selci, Magliano e Fara Sabina. Ed è in questi ultimi due Comuni, due fra i tre più grandi della Bassa Sabina, che la protesta dei lavoratori si vedrà maggiormente.
Magliano Sabina Si fermeranno 34 lsu su 38. Tradotto in prestazioni amministrative, vuol dire che per tutta la settimana nel centro sabino non sarà garantito il servizio scuolabus, perché le assistenti di viaggio sono lsu. E così la mensa, tenuta in piedi dai socialmente utili. Stessa situazione per gli impiegati dei servizi sociali, di raccolta, culturali, di manutenzione e delle pulizie.
Fara Sabina Sono 33 gli lsu e sciopereranno in massa. Si fermano quindi l’ufficio servizi sociali, il protocollo, l’ufficio affissioni, il museo, il servizio pulizie, e l’ufficio relazioni col pubblico. Rallentano la farmacia comunale, la segreteria, e il servizio manutenzione.
«Per il 2009 non c’è alcuna disposizione che permetta agli enti di proseguire le attività lsu o di stabilizzare il personale lsu con assunzioni in deroga al patto di stabilità e al limite di spesa - si legge nella nota diffusa dalle rappresentanze sindacali di base -. La mobilitazione ha lo scopo di sollecitare gli amministratori locali e regionali a chiedere l’intervento del prefetto sul governo per ottenere garanzie sulla proroga delle attività lsu e disposizioni finanziate dallo Stato che consentano ai Comuni di stabilizzarci». Si scusano «per i disagi inevitabili della protesta», ma decidono di lottare per il posto di lavoro e per il futuro delle loro famiglie. E pensare che lo scorso anno la stabilizzazione degli lsu (fascia A e B) dei piccoli Comuni aveva fatto ben sperare. Inutilmente.
Perché la maggior parte dei lavoratori socialmente utili delle Comunità montane, delle Unioni e dei Comuni più grandi ancora aspettano risposte. A questo punto, stanchi di assicurare servizi a costo zero, provano a far sentire il peso del loro lavoro. Non lavorando.

15 novembre 2008 - Corriere di Rieti

Lsu, parte una settimana di scioperi
Da lunedì 17 al 21 incroceranno le braccia. La mobilitazione indetta dalle Rdb. Assemblee sui luoghi di lavoro, raccolta di firme e presidi.
di Paolo Di Basilio

Rieti - Una settimana di sciopero con assemblee permanenti nei luoghi di lavoro. I lavoratori socialmente utili dissotterrano l'ascia di guerra e scelgono la lotta. Da lunedì fino al 21 novembre incroceranno le braccia per chiedere certezze per il futuro che si fa sempre più a tinte fosche. La mobilitazione è stata indetta dalle Rappresentanze sindacali di base al grido "è finito il tempo delle attese! E' l'ora della protesta". Una protesta alla quale hanno aderito - secondo la referente della Rdb nel Reatino, Elisabetta Callari - i "precari" che operano in numerosi Comuni ed amministrazioni del Reatino: dai lavoratori non ancora stabilizzati della Provincia a quelli della Comunità Salto Cicolano, da Magliano (dove hanno aderito tutti i 38 lavoratori) ad Antrodoco (stesso discorso), poi Collevecchio, Fara Sabina, Selci, Forano, Borbona, Borgorose. "Tanti Comuni - dice la Callari - ci devono dare ancora la risposta, ma ci aspettiamo un'adesione massiccia alle nostre adesioni". Sì perché questa volta sembra esserci in gioco non tanto la stabilizzazione, sulla quale ovviamente i lavoratori insistono, ma l'esistenza stessa dei progetti Lsu. "Per il 2009 - scrive la Rdb in una nota che sta facendo il giro di tutti i Comuni - non c'è alcuna disposizione che permetta agli enti di proseguire le attività lsu o stabilizzare il personale lsu con assunzioni in deroga al patto di stabilità o al limite di spesa. Nel mirino finisce l'emendamento per i precari recentemente approvato che ‘dimentica gli lsu’ e blocca le stabilizzazioni a giugno 2009. "Perciò – concludono i lavoratori – se dobbiamo tornare disoccupati facciamo i disoccupati subito: blocco delle prestazioni in tutti i servizi pubblici che sono assicurati dagli enti con il lavoro degli lsu, la cui attività è diventata strumento esclusivo di risparmio per gli enti locali e per lo Stato che sopperisce con i ‘disoccupati lsu"’ alle storiche carenze di organico. Perciò spegniamo i computer, scendiamo dagli scuolabus, appendiamo grembiuli, scope e piumini e compatti lottiamo per mantenere il nostro posto di lavoro". Dal 17 gli lsu timbreranno, poi convocheranno assemblee permanenti nei luoghi di lavoro, contemporaneamente partirà una raccolta firme in tutti i Comuni coinvolti e per venerdì 21 è previsto un presidio con gli amministratori che aderiranno davanti alle Prefetture, compresa quella di Rieti. Una protesta che rischia di "paralizzare" i servizi di molte amministrazioni, per questo dalla Rdb si scusano preventivamente per "gli inevitabili disagi della protesta, ma non abbiamo altra scelta: di fronte al 'licenziamento' siamo costretti a sospendere le nostre prestazioni"


11 novembre 2008 - Ansa

(ANSA) - ROMA, 11 NOV - Chiedono la stabilizzazione del contratto in scadenza il 31 dicembre o una sua proroga e, per questo, si rivolgono al prefetto di Roma. A manifestare, davanti alla sede della prefettura, sono i precari delle scuole superiori di Roma, che questa mattina si sono dati appuntamento in Piazza Ss.Apostoli, indossando una pettorina blu con su scritto 'Giù le mani dai precarì. Una delegazione di cinque rappresentanti si trova già in riunione dal prefetto di Roma, Carlo Mosca, perchè «possa fare da intermediario con il governo», spiegano dalla piazza. «Sono circa 15 mila i lavoratori, in Italia, che rischiano il posto di lavoro» si legge nel volantino distribuito questa mattina. «È necessaria una forte e dura protesta per chiedere la copertura economica, già nella prossima finanziaria, in modo da garantire continuità di lavoro» si legge ancora. Ad organizzare la manifestazione è stata la RdB Cub, la rappresentanza sindacale di base.

LAVORO. PRECARI SCUOLE SUPERIORI INCONTRANO PREFETTO

(DIRE) Roma, 11 nov. - Circa 30 lavoratori, rappresentanti del personale amministrativo delle scuole superiori e appartenenti alle Rdb-Cub, hanno organizzato un presidio in piazza Santi Apostoli per chiedere la stabilizzazione o il rinnovo del contratto di lavoro, che scade il 31 dicembre. Una delegazione di 5 rappresentanti e' in questo momento a colloquio con il prefetto di Roma, Carlo Mosca. "In tutta Italia- dicono i manifestanti- sono 15 mila i posti a rischio. E' necessaria- proseguono- una forte e dura protesta per chiedere la copertura economica, gia' nella prossima Finanziaria, in modo da garantire continuita' di lavoro a tutti".

SANITÀ: DOMANI PROTESTA A BARI LAVORATORI APPALTI TARANTO

(ANSA) - TARANTO, 11 NOV - Una delegazione di esponenti di RdbCub-Sanità, RdbCub e Confederazione Cobas della provincia di Taranto domani terranno un sit in nei pressi della sede del Consiglio regionale pugliese a sostegno della vertenza e delle proteste dei lavoratori 'esternalizzatì dell'Azienda sanitaria locale di Taranto, in particolare della ditta Cascina. La Asl Taranto 1 ha deliberato il bando di gara per l'appalto dei servizi di ausiliariato e pulizie, mentre i lavoratori della 'Cascinà chiedono la 'reinternalizzazionè del servizio. Secondo Rdbcub non sarebbero stati rispettati gli impegni per il mantenimento dei livelli occupazionali relativi alle attività di pulizie e ausiliariato presso i comprensori sanitari della Azienda sanitaria locale, da tempo in appalti oggetto di proroghe.

12 novembre 2008 - L'Unione Sarda

Sit-in dei lavoratori precari in tutta Italia. In città manifestazione davanti alla Prefettura Scuola, tagli anche alle pulizie A rischio mille posti: «Non pensate solo agli insegnanti»di NICOLA PERROTTI

Cagliari - Dopo gli studenti anche gli addetti alle segreterie e alle pulizie delle scuole scendono in piazza. Sciopero il 21 novembre.
Nuovo sciopero in arrivo nel mondo della scuola e lezioni a rischio nelle elementari, medie e superiori di tutta l'Iisola: dopo studenti e insegnanti, stavolta a incrociare le braccia sarà il personale che lavora nelle segreterie, assieme a quello che si occupa della pulizia degli istituti. I primi sono collaboratori coordinati e continuativi, gli altri ex lavoratori socialmente utili poi assorbiti dal settore privato, vale a dire da alcune ditte di pulizia: venerdì 21 interromperanno il servizio per una protesta organizzata a livello nazionale dall'Rdb-Cub contro i tagli della finanziaria ai servizi nella scuola pubblica.
LO SCIOPERO Secondo il sindacato di base, la mancanza di finanziamenti per le collaborazioni e di un percorso di stabilizzazione mette a rischio mille posti di lavoro in tutta la Sardegna: «L'Rdb ha cercato il confronto per impedire questo atto inaccettabile, ma il governo è stato irremovibile costringendo i lavoratori, utilizzati da 7 anni e oggi senza alcuna garanzia, alla mobilitazione», spiega il coordinatore regionale Rdb per il settore privato Federico Angius. «Senza un provvedimento immediato, dal 31 dicembre tutte queste persone saranno disoccupate, perché Il governo non ha previsto i fondi per la continuazione degli appalti, fatto confermato nell'ultimo incontro ministeriale dalla netta opposizione a prevedere emendamenti in tal senso», aggiunge il sindacalista. In Sardegna i lavoratori delle pulizie sono la maggior parte, circa 950, di cui quasi 400 lavorano in provincia di Cagliari nelle ditte del consorzio Ciclat, che comprende Manutencoop, Medigas, Eurocoop.
IL SIT-IN Intanto, ieri, in contemporanea con altre città (Roma, Bari, Benevento, Cosenza, Foggia, Frosinone, Latina, Napoli, Potenza, Rieti) una rappresentanza degli ex Lsu ha manifestato davanti alla prefettura, in piazza Palazzo, senza provocare interruzioni del servizio e disagi nelle scuole. «Abbiamo consegnato al vice prefetto una lettera con la quale chiediamo che la Prefettura avvii un'interlocuzione con il governo per sollecitare un intervento in favore dei lavoratori ex Lsu, tale da assicurare la proroga delle attività per il 2009 e l'approvazione di disposizioni che consentano la salvaguardia dei posti di lavoro e la stabilizzazione vera e definitiva», ricorda ancora Angius. La manifestazione del 21 si terrà in piazza Costituzione, di fronte alla rappresentanza del governo in Sardegna.

24 ottobre 2008 - Omniroma

(OMNIROMA) Roma, 24 ott - «L'Ispra, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale nato dall'accorpamento di Apat, Icram ed Infs, ha oggi comunicato la cancellazione dei diritti alla stabilizzazione per i lavoratori a tempo determinato derivanti dal comma 519 della legge Finanziaria 2007, con l'annullamento della relativa graduatoria ed il probabile mancato rinnovo per i Co.co.co. dell'Ente. L'Usi-Rdb Ricerca ha indetto l'immediata mobilitazione del personale Ispra, indicando come azioni di lotta la sospensione delle attività ed il presidio continuativo sotto il ministero dell'Ambiente a partire da lunedì 27 ottobre». Lo comunica, in una nota, Rdb-Cub. «I precari dell'Ispra hanno acquisito il diritto alla stabilizzazione con anni di lavoro sottopagato e precario nell'ente - dichiara Claudio Argentini della Segreteria Nazionale dell'USI-RdB Ricerca - Più di 200 lavoratori a tempo determinato hanno diritto alla stabilizzazione e per il nuovo ente deve essere delineata una graduatoria unica, in cui siano certificati tutti gli aventi diritto». «Chiediamo inoltre - prosegue Argentini - la conversione a tempo determinato dei circa 390 collaboratori coordinati e continuativi, che di fatto prestano lavoro di tipo subordinato, e la contestuale indizione di un concorso pubblico per l'assunzione a tempo indeterminato di tutti i precari che non rientrano nella stabilizzazione prevista dalla Finanziaria 2007. Nel frattempo l'ISPRA deve rinnovare qualunque tipologia di contratto precario per un anno». Aggiunge il dirigente sindacale: «Il segnale che arriva dall'Ente è estremamente pericoloso ed indicativo su quello che questo governo intende fare della ricerca pubblica. Stiamo andando alla dismissione e alla cessione al privato di importanti settori che, per il bene del paese, devono invece essere rilanciati e mantenuti sotto il diretto controllo della collettività. Di fronte a questo grave stato di cose richiediamo un intervento urgente del ministro Prestigiacomo


RICERCA: CONTINUA PROTESTA PRECARI, ISS 'CHIUSÒ CONTRO TAGLI
RDB-CUB OCCUPA ANCHE SEDE CROCE ROSSA ITALIANA

Roma, 21 ott. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Non si placa la protesta dei lavoratori precari degli enti di ricerca. Oggi nel mirino c'è l'Istituto superiore di sanità (Iss). In occasione del consiglio d'amministrazione dell'Istituto, «che si è riunito per sancire il taglio della pianta organica di ben 171 posti», i precari dell'Istituto con i sindacati di base Usi/Rdb hanno chiuso simbolicamente l'Istituto e affisso sul portone principale lo striscione 'Iss chiuso per carenza di personale. No al taglio della pianta organica, precari assunti subito!'. «La già insufficiente pianta organica dell'Iss - riferisce il sindacato Rdb in una nota - sarà portata a 1.698 unità. Con questi numeri l'Istituto non sarebbe in grado di assolvere i propri compiti istituzionali e di ricerca, che oggi assolve grazie a un organico di fatto di oltre 2.500 lavoratori, dei quali circa mille precari con contratti CoCoCo, assegni di ricerca e rapporti di lavoro esternalizzati». Ma la protesta non riguarda solo i precari della ricerca. Un gruppo di 50 lavoratori a tempo determinato della Croce rossa italiana, insieme alla Rdb-Cub, ha occupato simbolicamente la Sala del Consiglio del comitato centrale della Cri, in Via Toscana 12 a Roma, dove si stava svolgendo una trattativa sindacale. La Rdb, che aveva richiesto di porre come tema prioritario della trattativa il problema dei circa 1.900 precari della Cri, «a fronte di un ordine del giorno che ignorava la questione precarietà ha abbandonato il tavolo e occupato la sala con i precari che contemporaneamente stavano presidiando la sede di via Toscana». La Rdb-Cub Croce rossa chiede urgenti risposte, anche in vista del paventato commissariamento dell'ente, e preannuncia che se non giungerà un'urgente convocazione in materia, è disposta a bloccare nuovamente i lavori del tavolo sindacale.

SCUOLA: BOLOGNA, RDB IN PIAZZA AL FIANCO DEGLI UNIVERSITARI
'CONTINUI LOTTA PER ABROGARE DECRETI GELMINI E BRUNETTA'

Bologna, 21 ott. - (Adnkronos) - C'erano anche i rappresentanti delle Rdb Cub oggi in piazza a Bologna tra gli studenti Universitari che hanno protestano contro la riforma Gelmini, occupando il rettorato e per alcuni minuti anche due binari della stazione ferroviaria. Tra le richieste, avanzate al Senato Accademico, anche «il blocco dell'attività didattica fino al ritiro del decreto Gelmini e di una finanziaria devastante per il diritto ad un'istruzione pubblica di qualità nelle scuole e nelle università». «La mobilitazione e la lotta devono continuare - affermano le Rdb - per l'abrogazione dei decreti Gelmini e Brunetta, a difesa della scuola pubblica e contro lo smantellamento in atto dello stato sociale, per la fine dei tagli continui dei fondi pubblici per la scuola e l'università, della precerietà, ma anche per aumenti sostanziali di salari e pensioni e la loro difesa con l'introduzione di un meccanismo automatico di adeguamento ai prezzi, per il rilancio del contratto nazionale e, infine, per la sicurezza sul lavoro».

LAZIO: TIBALDI, IMPEGNO PER PAGAMENTO MENSILITÀ ARRETRATI RI.REI. ENTRO FINE MESE

Roma, 21 ott. (Adnkronos) - «La regione Lazio ribadisce l'impegno a sbloccare i fondi per il pagamento delle mensilità arretrate entro fine mese. Successivamente effettueremo una verifica tecnico-amministrativa per una buona gestione del servizio». È quanto ha dichiarato l'assessora regionale al Lavoro, Pari opportunità e Politiche giovanili Alessandra Tibaldi dopo l'incontro svoltosi ieri pomeriggio in Regione, presente anche l'avvocato Pino Aloia per la Vicepresidenza della Giunta, con le RdB del Consorzio Ri.Rei. (ex Anni Verdi) sulle problematiche del gruppo di cooperative sociali. «Per una struttura che svolge un servizio così delicato - conclude Tibaldi - è importante garantire il regolare svolgimento del lavoro, oltre al puntuale pagamento degli stipendi a tutte le lavoratrici e lavoratori. Come regione Lazio ci impegniamo a monitorare anche i successivi sviluppi della vicenda».


21 ottobre 2008 - Dire

LAVORO. PRECARI IN PROTESTA ALLA CROCE ROSSA E ALL'ISS

(DIRE) Roma, 21 ott. - "Un gruppo di 50 precari della Croce rossa italiana insieme alla RdB-CUB ha occupato simbolicamente la Sala del consiglio del comitato centrale della Cri", a Roma dove si svolge una trattativa sindacale. Lo riferisce l'associazione sindacale. Parallelamente, in occasione del Cda dell'Istituto superiore di sanita', "che si e' riunito per sancire il taglio della pianta organica di ben 171 posti", i precari dell'Iss con USI/RdB hanno chiuso simbolicamente l'Istituto e affisso sul portone principale lo striscione "Iss chiuso per carenza di personale. No al taglio della pianta organica, precari assunti subito". Alla Croce rossa, la RdB, che aveva richiesto di porre come tema prioritario della trattativa il problema dei circa 1900 precari, "a fronte di un ordine del giorno che ignorava la questione precarieta' ha abbandonato il tavolo ed occupato la sala con i precari che contemporaneamente stavano presidiando la sede di via Toscana". Quanto all'Istituto superiore di sanita', "la gia' insufficiente pianta organica- spiega il sindacato di base- sara' portata a 1698 unita': con questi numeri non sarebbe in grado di assolvere i propri compiti istituzionali e di ricerca".

9 ottobre 2008 - Il Giorno

Le ex centraliniste dell’Azienda ospedalieraquesta mattina incontrano il prefetto LombardiMOBILITAZIONE CONTINUA LA LOTTA DELLE 11 DONNE DISOCCUPATEdi Silvia Vignati

Legnano - OGGI ALLE 9.30 incontreranno il prefetto di Milano, Gian Valerio Lombardi. Le undici ex centraliniste dell'Azienda ospedaliera di Legnano vanno in città per testimoniare la loro condizione di disoccupate, legata al mancato rinnovo contrattuale. Con loro i sindacalisti della Rappresentanze di base (Rdb) ospedaliere, che da subito si sono schierati a fianco delle donne. «Abbiamo chiesto la convocazione della Regione davanti al prefetto in quanto i precedenti tentativi di dialogo sono andati falliti - spiega Riccardo Germani, Rdb -. Più volte abbiamo sollecitato un incontro con il direttore generale del Pirellone, Carlo Lucchina. Se domani (oggi per chi legge, ndr) non troveremo un accordo andremo allo sciopero regionale della sanità». Per Germani tutta la questione è caratterizzata dal rimbalzo delle responsabilità. QUANDO LA VICENDA esplose, una nota del Ministro Renato Brunetta chiariva che la perdita del lavoro delle donne era da ricondursi all'Azienda ospedaliera, responsabile della gestione delle sue risorse umane. "Anche la Regione se n'è lavata le mani, dice che è un problema del Civile - prosegue Germani -. Ma c'è una delibera regionale che impone alle Aziende ospedaliere la chiusura dei call center ancora operanti all'interno degli ospedali e loro trasferimento a "Lombardia call": a far data dal 1° gennaio 2009».

9 ottobre 2008 - Il Manifesto

PUBBLICO A rischio migliaia di posti. Brunetta: via al censimento, ma non entreranno tutti
I ricercatori ancora in piazza: «Basta precarietà»

Le principali manifestazioni si sono svolte davanti al ministero dell'Istruzione e sotto palazzo Vidoni, ministero della Funzione pubblica. In piazza Cgil, Cisl e Uil, ma anche la Rdb Cub. C'erano, tra gli altri, i precari del Cnr, dell'Inaf (Istituto di astrofisica), dell'Ingv (geofisica e vulcanologia), dell'Iss (Istituto superiore di sanità), dell'Istat, dell'Inran (ricerche sulla nutrizione).
Il ministro Renato Brunetta ha posticipato al luglio 2009 l'abrogazione delle norme dell'ex ministro Nicolais (che permettevano la stabilizzazione), ma nonostante questo, secondo Cesare Damiano (Pd), sono a rischio da subito almeno 60 mila posti di lavoro. Brunetta ha però replicato a Damiano, invitandolo a «leggersi meglio le leggi che lui stesso ha scritto»: «Nella circolare - afferma - è scritto che anche senza il mio emendamento 'la possibilità di stabilizzare il personale in possesso dei prescritti requisiti è circoscritta agli anni 2008 e 2009'. Inoltre, la stessa circolare stabilisce che le amministrazioni potranno stabilizzare nel rispetto dei vincoli finanziari, che la stabilizzazione non ha in nessun caso portata vincolante, nè determina un diritto soggettivo all'assunzione». Come dire, non è che il centrosinistra stesse per assumere tutti: ma è anche vero che l'attuale governo cancella quelle prime misure graduali.
Cercando di dare una prima risposta alle proteste, sia Brunetta che il ministro del Welfare Maurizio Sacconi ieri hanno parlato non solo di un prossimo screening dei precari (una sorta di censimento), ma anche di una possibile legge delega ad hoc riservata ai precari degli enti di ricerca (come chiesto dal presidente dell'Iss Enrico Garaci).
I confederali ancora non hanno deciso uno sciopero di tutto il pubblico impiego, la Rdb Cub va invece in piazza il 17 ottobre, con Sdl e Cobas.

8 ottobre 2008 - Adnkronos

RICERCA: ARGENTINI (USI), PRECARI PARTECIPERANNO A SCIOPERO 17 OTTOBRE

Roma, 8 ott. - (Adnkronos) - Questa mattina, nell'ambito del presidio che ha visto oltre 1000 precari manifestare con RdB e Usi-RdB davanti al Ministero della Funzione Pubblica, una delegazione sindacale ha incontrato alcuni rappresentanti del Ministero. «Abbiamo chiesto con determinazione il mantenimento dei posti di lavoro dei precari attraverso l'applicazione dell'articolo 5 del Contratto Nazionale (conversione per co.co.co. ed assegni di ricerca), insieme al rilancio del piano di stabilizzazione ed un aumento delle piante organiche e dei fondi strutturali. Questo è quello che si deve fare se si vuole investire nella Ricerca Pubblica, il resto sono chiacchiere», ha dichiarato dopo l'incontro Claudio Argentini, vice segretario nazionale di USI/RdB Ricerca. «Dall'incontro - continua Argentini - è emerso inoltre che molte problematiche scaturiscono anche da quanto previsto dal protocollo sul welfare che, vale la pena ricordarlo, è stato firmato da quei sindacati che oggi tentano di mascherarsi da paladini dei precari». I rappresentanti del Ministero hanno confermato che il Ministro Brunetta inizierà un percorso di ricognizione del precariato nel settore Ricerca allo scopo di valutare meglio la situazione, sottolineando che le norme che hanno disposto la stabilizzazione restano al momento vigenti così come l'articolo 5 del contratto, che prevede per i contratti durata quinquennale. Conclude Argentini: «In attesa del monitoraggio predisposto dal Ministro, l'atteggiamento riscontrato oggi va valutato positivamente ma con molta cautela. Certo è che non intendiamo interrompere le mobilitazioni fino a quando non avremo la certezza che i precari della ricerca manterranno il posto di lavoro e che si costruirà per loro una prospettiva di stabilizzazione. Il prossimo appuntamento è quello dello sciopero generale del prossimo 17 ottobre, appuntamento che vedrà i precari della ricerca partecipare massicciamente, contro le politiche di questo Governo tese a smantellare tutto ciò che è pubblico, Ricerca compresa».

5 ottobre 2008 - La Nazione

PERUGIA. MARTEDI’ prossimo faranno sentire più forte la loro voce...

PERUGIA — MARTEDI’ prossimo faranno sentire più forte la loro voce dinanzi all’ingresso del Consiglio regionale. Sono centinaia di lavoratori socialmente utili in procinto di essere rimandati a casa con un semplice «arrivederci e grazie». Molti di loro hanno operato, tempo fa, all’interno di aziende private scivolate lunga la china della crisi o addirittura del fallimento. Poi, estratte da una lista speciale, hanno ottenuto contratti a termine nei settori pubblici, dalle amministrazioni comunali alle scuole. Ora il periodo di quel particolare «bonus» è finito e dunque scatta il «rien ne va plus». Mettendo comprensibilmente in mezzo a una strada gente che naturalmente non ha venti anni. Anzi è piuttosto attestata su quel limite anagrafico che non con sente troppe speranze di agevoli reinserimenti nel mercato del lavoro. Per questo tutti inscenano la protesta che — secondo i loro auspici — dovrebbe indurre la Regione a rendere disponibili quei fondi europei che, nei vari ambiti, potrebbero consentire la stabilizzazione. Si battono — rilevano — quasi da soli perché «anche i sindacati non hanno troppo sposata la loro causa». E’ uscita, invece, allo scoperto Rifondazione comunista che, per iniziativa del segretario perugino Enrico Flamini, dichiara: «Sosteniamo il presidio organizzato da Rdb-Cub e Cobas a sostegno della vertenza dei lavoratori socialmente utili. Stiamo parlando di lavoratrici e lavoratori in età avanzata la cui condizione determina seri risvolti sociali: la drastica riduzione delle entrate familiari, l’incertezza del futuro, la precarietà e l’impossibilità di raggiungere in tempi ragionevoli la soglia della pensione. Questi fattori minano gravemente la coesione sociale e producono effetti distruttivi per i soggetti coinvolti e le famiglie. I lavoratori socialmente utili hanno il diritto a vedersi riconosciuta la certezza e la sicurezza del lavoro».

PROVINCIA BOLOGNA. PRECARI, PRESIDIO PERMANENTE IN CONSIGLIO
RDB IN STATO DI AGITAZIONE, CGIL-CISL CHIEDONO "IMPEGNO POLITICO"

(DIRE) Bologna, 2 ott. - La presenza dei precari in Consiglio provinciale non sara' piu' un blitz, d'ora in poi. Da martedi' prossimo, 7 ottobre, e' stato indetto un presidio permanente dei precari della Provincia di Bologna in occasione di ogni seduta di consiglio. L'iniziativa e' delle Rdb, che e' arrivata a proclamare lo stato di agitazione dei lavoratori di Palazzo Malvezzi, e non e' esclusa da Cgil, Cisl e Uil, che per il momento preferiscono pero' un atteggiamento piu' prudente. Mercoledi' 8, infatti, e' in calendario un incontro con la presidente della Provincia, Beatrice Draghetti, alla quale i confederali chiederanno "un impegno politico chiaro e deciso sul futuro dei precari" dell'ente. In buona sostanza, spiega Marco Pasquini della Fp-Cgil, i sindacati chiederanno il rispetto del piano delle stabilizzazioni previsto per il 2009. "Vogliamo una presa di posizione chiara e ufficiale della Provincia- avverte Pasquini- in base al pronunciamento della presidente, valuteremo se continuare la trattativa al tavolo o scegliere iniziative di mobilitazione". Le Rdb, invece, sono gia' partite a testa bassa. In seguito all'incontro di questa mattina con circa 120 lavoratori della Provincia, il sindacato di base ha proclamato lo stato di agitazione e ha annunciato appunto la convocazione di un presidio permanente in Consiglio ogni martedi'. Alla prima uscita, pero', la settimana prossima, saranno da soli. "Non escludiamo di partecipare al presidio- spiega Pasquini- ma prima vogliamo ascoltare quello che ha da dire l'ente". Dal canto loro, le Rdb hanno deciso di aderire anche allo sciopero generale del 17 ottobre e chiedono "l'apertura di un tavolo con Anci, Upi, Regione e Prefettura" per trovare una soluzione alla questione precari, da affiancare a una "contrattazione aziendale permanente sul bilancio e le ricadute per il personale". Infine, propongono la creazione di un "libro bianco sugli sprechi" di Palazzo Malvezz


2 ottobre 2008 - Agi

(AGI) - Roma, 2 ott. - L'emendamento Brunetta che taglia drasticamente i precari avra' un effetto inevitabile: "centinaia di lavoratori con esperienza decennale e professionalita' maturata senza piu' un posto di lavoro, centinaia di ricercatori qualificati costretti a cercare lavoro all'estero o a reinventarsi un lavoro quando il paese ha gia' investito milioni di euro sulla loro formazione". E' quanto segnala Raffaella Bucciardini, dirigente sindacale di Usi-Rdb Ricerca, che partecipa al coordinamento della mobilitazione dei precari dell'Istituto Superiore di Sanita'. "La ricerca viene messa in ginocchio - attacca la sindacalista - e con poche righe di emendamento si cancellano gli effetti di decenni di lotta per la stabilizzazione. La battaglia continuera' fino a che l'emendamento non verra' ritirato, non ci basta la proroga fino a luglio 2009: se i precari dell'Iss, e degli istituti di ricerca in generale, saranno costretti a fare le valigie, sara' una catastrofe per la ricerca pubblica e per la stessa salute del nostro paese. Inoltre chi controllera' i nostri vaccini, i nostri farmaci e i nostri cibi? Ci auguriamo - conclude la sindacalista - che il governo tenga conto di questi problemi, sappiamo che la discussione e' aperta e che ci sono esponenti interne alla maggioranza che premono per rivedere la norma".


1 ottobre 2008 - Apcom

Statali/ RdB-Cub: sciopero generale il 17-10 a sostegno precari
Oggi nessuna risposta da governo

Roma, 1 ott. (Apcom) - Il sindacato autonomo RdB-Cub ribadisce lo sciopero generale del 17 ottobre a sostegno dei precari contro la norma anti-stabilizzazioni, con una manifestazione nazionale a Roma che sarà preceduta dal presidio di tutti i precari pubblici, indetto per martedì 7 ottobre a Roma, davanti Palazzo Vidoni. Questa mattina oltre 500 precari Usi-RdB Ricerca hanno animato un presidio davanti al Ministero del Lavoro, mentre all'Enea i lavoratori in stato di agitazione sono intervenuti al workshop in corso presso la sede centrale dell'Istituto. Negli incontri avuti in mattinata con i rappresentanti del ministero del Lavoro, "è emerso chiaramente - scrive il sindacato in una nota - che non c'è nessuna volontà politica ad una reale marcia indietro, mentre i precari hanno rappresentato la necessità di un ritiro in toto dell'emendamento e di una definitiva stabilizzazione di tutti lavoratori, decidendo quindi di proseguire nella mobilitazione. "Le annunciate modifiche all'emendamento ammazzastabilizzazioni del ministro Brunetta sono solo un inutile tentativo di arginare la protesta dei lavoratori", commenta Carmela Bonvino della Federazione nazionale RdB-CUB. "Dietro una mera dilazione degli effetti, i contenuti dell'emendamento vengono tutti confermati, e cioè blocco delle stabilizzazioni e licenziamento. Di fatto è come se avessero messo il timer ad una bomba con cui si vogliono far saltare in aria tutti i precari", conclude la dirigente sindacale.


1 ottobre 2008 - Adnkronos

RICERCA: MOBILITAZIONE USI-RDB RICERCA, IL 17 SCIOPERIO GENERALE

Roma, 1 ott. - (Adnkronos) - «Dopo aver deciso di liquidare i precari del settore privato e ridotto risorse e possibilità di copertura del tur-over in quello pubblico, adesso il Governo intende impedire anche le stabilizzazioni già avviate mandando a casa tutti i precari pubblici in proroga. Contro questi provvedimenti, che profilano una vera catastrofe sociale, la RdB ha chiamato i precari alla mobilitazione immediata, in un percorso di lotta di tutti i lavoratori che culminerà nello sciopero generale del 17 ottobre». Lo dichiara in una nota Carmela Bonvino della Federazione nazionale RdB-Cub.

RICERCA: PRECARI, DA FAZIO PROMESSA PROROGA SCADENZA CONTRATTO
500 LAVORATORI DEGLI ENTI NAZIONALI IN PROTESTA DAVANTI AL MINISTERO DEL LAVORO

Roma, 1 ott. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Boccata d'ossigeno per i lavoratori precari degli enti di ricerca nazionale. «Questa mattina - come riferisce all'ADNKRONOS SALUTE Claudio Argentini, della segreteria nazionale dell'Usi-Rdb Ricerca, abbiamo incontrato il sottosegretario al Welfare Ferruccio Fazio, il quale ci ha assicurato, a nome del Governo, di mettere mano all'emendamento 'anti-stabilizzazionì, prorogando la scadenza dei contratti dei precari pubblici della ricerca a luglio 2009». Il provvedimento dell'Esecutivo, contestato dai lavoratori a tempo determinato, è l'emendamento al disegno di legge 1441-quater, che, secondo il sindacato, «introduce un meccanismo di licenziamento dei lavoratori precari del pubblico impiego, entro e non oltre tre mesi dopo l'approvazione del ddl collegato alla Finanziaria». Un'apertura che però non sembra aver suscitato grande entusiasmo tra gli oltre 500 lavoratori precari degli enti di ricerca che stanno manifestando davanti al ministero del Lavoro a Roma. Circa 500 dipendenti a tempo determinato di vari istituti come l'Iss, l'Inran, l'Enea, l'Inea, l'Isfol, che, armati di fischietti, bandiere e striscioni, stanno protestando contro il Governo Berlusconi, «reo - secondo Argentini - di aver bloccato le stabilizzazioni di oltre 200.000 precari, di cui circa 18.000 impiegati nella ricerca». Ora, in attesa che il Governo sposti la scadenza dei contratti a luglio, la palla passa agli enti vigilanti di ricerca che dovranno fare la ricognizione del personale precario, stabilendo il fabbisogno di ogni singolo ente. «Questo - spiega Argentini - è però solo un prolungare il problema. Temo - conclude amaro - che a luglio del prossimo anno saremo nelle stesse condizioni di ora».

SANITÀ. REGIONE INCONTRA PRECARI POLICLINICO TOR VERGATA

(DIRE) Roma, 1 ott. - Il vicepresidente della Giunta regionale del Lazio, Esterino Montino ha incontrato stamattina insieme agli assessori Luigi Nieri, Alessandra Tibaldi, Giulia Rodano e al direttore generale del Policlinico di Tor Vergata il professor Enrico Bollero una delegazione dei lavoratori della societa' Arcobaleno e delle Rdb. I lavoratori sono operatori socio sanitari e ausiliari del Policlinico di Tor Vergata e ieri alcuni di loro si sono arrampicati per protesta in cima a Castel Sant'Angelo. Durante l'incontro il direttore Bollero ha illustrato un percorso per la soluzione del problema. La Regione Lazio si e' impegnata a monitorare gli sviluppi della vicenda. Qualora si verificassero impedimenti alla realizzazione del processo indicato nel corso della riunione, il vicepresidente della Giunta regionale Montino ha assicurato che incontrera' nuovamente i lavoratori

1 ottobre 2008 - Repubblica.it

Sono di nuovo in piazza a Roma i ricercatori che rischiano di essere bloccati.Sono migliaia, da anni "in posti chiave. Ed eravamo lì perché serviva"
"Ho scoperto un virus, e ora via" Storie di precari in vendita su eBay
"Ho iniziato la protesta dopo aver letto il caso di Valentina Benni su Repubblica.it
di VALENTINA CONTE

Roma - Da eBay alle strade di Roma. I precari della ricerca, da ieri all'asta su internet per un centesimo di euro, gridano la rabbia di chi si sente espulso. All'improvviso, con un emendamento che li esclude da laboratori e progetti dopo anni - decenni - di lavoro incerto e sottopagato. Questa mattina in via Veneto erano migliaia: dipendenti di Isfol e Istituto superiore di sanità. Per chiedere al ministro del welfare Sacconi di ripensarci. È un muro contro muro. "Il loro modo per risolvere il problema dei precari è licenziarli", riferiscono i manifestanti che piegano gli striscioni e tornano al lavoro. Marco, 40 anni e da otto all'Iss, è il simbolo della protesta. Parla con il cartello che porta al collo: "Figli di un genitore precario. I diritti di un precario sono anche i loro". Il broncio dei suoi tre bambini spiega più di ogni comunicato. "L'abbiamo saputo dal sito di Repubblica - racconta Marco - dalla storia di Valentina Benni, premiata da Brunetta ma messa fuori. Uno choc. Ho pensato: sono fuori anch'io. E ora come lo spiego ai miei figli?". Si inizia con un progetto per un mese. Poi due mesi, sei mesi. Un anno. Tre anni. A seconda dei fondi. Il tempo passa. E zero concorsi. Ti specializzi, diventi indispensabile. "Un lavoro che amo perché unisce due passioni - continua Marco - l'informatica e i bisogni delle persone. Ricordo gli inizi, quando ero nel progetto di sperimentazione del vaccino anti-Aids. Tutte le mattine mi svegliavo pensando ai malati che non ce l'avevano fatta e a quelli che aspettavano di guarire". L'unità informativa, nata anche grazie alle competenze e al lavoro di Marco, rischia di saltare. Sono tutti precari. E con loro anche i progetti aperti. Come quello sui farmaci contraffatti, un database a prova di hacker quasi pronto e realizzato in collaborazione con Aifa, carabinieri del Nas e ministero della Salute, per sconfiggere la piaga dei medicinali falsi spacciati su Internet senza controlli. Chi se ne occuperà? "Molti colleghi non hanno retto". Marco abbassa lo sguardo. "Sai quanti vanno dallo psicologo dopo dieci, venti anni di precariato? La gente pensa che la pubblica amministrazione sia un porto sicuro. E invece è solo l'utero di una matrigna. Ci sei ma non ti vuole. Una schizofrenia". All'Istituto superiore della sanità i posti a rischio sono settecento: 400 con un contratto a progetto e 300 a tempo determinato. Quasi la metà del personale di ruolo. Biologi, medici, amministrativi di primissima qualità. Firmatari di progetti, autori di brevetti scientifici e articoli sulle riviste internazionali. Responsabilità e competenze che potrebbero scomparire e paralizzare l'intera attività dell'Istituto. Che vuol dire ricerca e controllo: alimenti, farmaci, ceppi influenzali, batteri, virus. "Ho colleghi anche di 50 anni con famiglia e mutuo. Fuori da qui come si riciclano? Cosa faranno? Cosa farò? Non siamo raccomandati, imbucati, infiltrati. La gente non capisce perché non sa. Abbiamo lavorato qui perché avevamo le competenze e servivamo. E ora?". Francesca, 43 anni, tecnico di laboratorio è da record: 23 anni all'Iss in attesa di una "stabilizzazione". Quella garantita in modo graduale dalle ultime due leggi Finanziarie e per ora saltata. "Più di venti anni ad occuparmi di emergenze sanitarie e controlli di stato sui vaccini: morbillo, varicella". Francesca scorre i ricordi. "Ve la ricordate la chikungunya? La febbre mortale trasmessa da zanzare infette che fece qualche morto anche in Italia nell'estate 2007? Siamo stati noi a identificare e isolare il virus in 24 ore". Gli anni all'Istituto? "Bellissimi, ma un calvario. Nei primi tre ero a zero lire. Poi le parcelle. I co.co.co. E finalmente il tempo determinato. Fatto il concorso, speravo nella stabilizzazione. Niente. Non solo. Ora siamo fuori. È assurdo". La sala Pocchiari dell'Iss è stracolma. Mai stata così. Un muro di persone che parte dal marciapiede di viale Regina Elena. Tutti in assemblea con i sindacati di base. Per decidere cosa fare. Qualcuno chiede spiegazioni. "Cosa succede se passa l'emendamento?". Intanto nei laboratori i camici bianchi lavorano con ampolle e vetrini. C'è l'australiana in arrivo, l'influenza di quest'anno. E poi il vaccino anti-Hiv: il progetto di sperimentazione va avanti ed è il fiore all'occhiello dell'Istituto. Il latte cinese con la melammina da testare. E la ricerca da proseguire. Non molto lontano, in via Ardeatina altri ricercatori sono in assemblea permanente. Giovani e meno giovani angosciati. Fausta, 37 anni, è biologa dell'Inran (l'Istituto nazionale di ricerca per l'alimentazione e la nutrizione) e al settimo mese di gravidanza. Con un dottorato alle spalle e dodici anni di assegni di ricerca, co.co.co. e poi tempo determinato dopo il concorso. Un precariato lunghissimo e la speranza di essere "stabilizzata" presto. "Pensavo proprio di avercela fatta - si illumina - ero tra i primi 14 in graduatoria e sarei passata con la successiva tornata e invece niente. Stabilizzazione di fatto abrogata. Niente assunzione ma neanche tempo determinato, come ora. Completamente fuori. A casa. Con un bimbo in arrivo". Qui all'Inran rischiano di saltare 80 posti. Cioè ottanta ricercatori precari. Quasi la metà dei dipendenti totali. E con loro i progetti già assegnati: nazionali, internazionali, comunitari. "Un Paese che spende in ricerca solo lo 0,67% del Pil - grida Fausta - e che sbatte fuori i suoi ricercatori dopo averli formati e specializzati che Paese è? Se fossi raccomandata e fannullona non sarei qui ancora dopo dodici anni a firmare progetti e fare scelte di vita senza un orizzonte di futuro. Che ne pensa Brunetta?".


1 ottobre 2008 - Il Giorno

«La vera oscenità: essere senza lavoro»LE EX CENTRALINISTE IN TV INTERVISTATE DA FRIZZI DOPO LO STRIP TEASEdi Silvia Vignati

LEGNANO — «UNA SCELTA coraggiosa e inconsueta». Così Fabrizio Frizzi, conduttore della trasmissione Rai3 "Cominciamo bene", ha aperto l'intervista a due (in rappresentanza delle undici) ex operatrici di call center dell'Azienda ospedaliera, Laura e Milena, accompagnate dalla sindacalista della Rappresentanze di base (Rdb), Ornella Cameran. La diretta è stata trasmessa ieri mattina, intorno a mezzogiorno. Il servizio ha preso il via con le immagini del film "Full Monthy". È stato mostrato poi il video su Youtube, e parte della strip-conferenza, avvenuta in un teatro di Milano. Frizzi chiede alle donne com'è stato vissuto quel giorno. «Ero molto imbarazzata, e con una profonda tristezza interiore», risponde Milena, mentre Laura sottolinea come non siano state fatte prove, tutto si è svolto in modo goffamente spontaneo. Cameran ha sottilineato come la vera oscenità risieda nell'essere spogliate di certezze lavorative. «Io sono sposata e madre di due figli, ma quel giorno mi sono spogliata per "portar fuori" questa nudità dei diritti. Con loro ho condiviso la protesta». Frizzi domanda che proposte sono venute dopo il video (70mila i contatti) e lo strip. «Molta solidarietà femminile, e un impiego in un'impresa di pulizie in ospedale, ma ci aspettavamo offerte concrete e più in linea con il nostro lavoro», rispondono. Quindi le donne mostrano cartelli: «Nessun governo ci ha vestite di diritti», il 17 ottobre è previsto lo sciopero generale dei precari. Cameran si appella infine alla Regione perché «raccolga il nostro appello». Intanto venerdì alle 21 Rifondazione comunista ha indetto un'assemblea pubblica al Leone da Perego. Interverranno Bruno Casati (assessore provinciale alle crisi industriali e lavoro), Giorgio Cremaschi (segretario nazionale Fiom Cgil) e Riccardo Germani (Rdb Sanità Lombardi


1 ottobre 2008 - Il Tempo

Per i precari Asl si apre uno spiraglio

L'AQUILA - Hanno presidiato l'aula del Consiglio regionale per tutto il giorno ed alla fine una prima vittoria l'hanno ottenuta. Per i precari delle Asl abruzzesi si apre uno spiraglio per la stabilizzazione grazie all'approvazione (all'unanimità, segno che se c'è la volontà si può lavorare proficuamente per la collettività) di una risoluzione urgente con la quale si chiede di dar seguito a quanto contenuto nell'articolo 3 del piano sanitario regionale: quello che prevede, appunto, la stabilizzazione del personale precario a tempo determinato e cococo della sanità abruzzese. «Si tratta di circa settecento lavoratori impegnati nelle Asl di Pescara, Chieti, Avezzano-Sulmona e Lanciano-Vasto - ha spiegato Mario Frittelli, della Rdb, rappresentanza sindacale di base - per i quali da mesi stiamo chiedendo delle risposte concrete. Prima dello scoppio della bufera giudiziaria abbiamo a più riprese incontrato l'ex assessore alla Sanità Mazzocca e l'ex Governatore Del Turco, ma ogni volta ci sentivamo ripetere la stessa cosa: "non ci sono soldi". Poi lo scandalo di Sanitopoli ha portato alla luce una realtà ben diversa e si è scoperto che i soldi, i soldi degli abruzzesi contribuenti, prendevano un'altra strada. Noi non chiediamo la stabilizzazione dei precari da domani, ma è necessario incontrare al più presto il commissario ad acta alla Sanità Gino Redigolo per definire quanto ci spetta, perchè una legge regionale venga applicata e perchè le Asl che hanno le possibilità economiche attuino immediatamente le assunzioni a tempo indeterminato». Secondo il rappresentante sindacale, la mancata stabilizzazione metterebbe a repentaglio un'altra prerogativa dei cittadini: «il diritto alla salute, costituzionalmente garantito. Con settecento lavoratori in meno è facile intuire quali e quanti ripercussioni negative ricadrebbero sui cittadini abruzzesi ed è per questo che le istituzioni hanno il dovere morale di tutelarli. Per questo abbiamo chiesto al presidente vicario Enrico Paolini di convocare un incontro con il commissario Redigolo per sanare una situazione ormai insostenibile per centinaia di famiglie. Rdb e precari, inoltre, si riservano di costituirsi parte civile nel processo che verrà istruito qualora venissero individuate delle responsabilità delle persone coinvolte nell'inchiesta avviata dalla Procura di Pescara».
Nel documento si impegna la Giunta regionale d'Abruzzo a: promuovere gli atti necessari a revocare i provvedimenti di diniego alle autorizzazioni per l'avvio delle procedure di stabilizzazione, emettere un provvedimento per riaprire i termini della presentazione dei piani di stabilizzazione, autorizzare le Asl alla sottoscrizione o alla proroga dei contratti a tempo determinato, fino alla stabilizzazione, autorizzare le proroghe dei co.co.co fino all'espletamento dei bandi di stabilizzazione. La pacifica "occupazione" dei locali dell'Emiciclo da parte dei rappresentanti dei precari è terminata al termine della votazione della risoluzione, con la speranza che alle parole e le dichiarazioni d'intento seguano fatti concreti.(G.Ales.)


30 settembre 2008 - Adnkronos

SANITÀ: PRECARI POLICLINICO TOR VERGATA ROMA IN CIMA A CASTEL S.ANGELO PER PROTESTA
DOMANI INCONTRO CON REGIONE PER CHIEDERE STABILIZZAZIONE 300 LAVORATORI

Roma, 30 set. - (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Sono riusciti a ottenere un incontro, fissato per domani con i vertici della Regione Lazio, e dunque hanno terminato la loro protesta che li aveva portati a manifestare in cima a Castel Sant'Angelo, a Roma. I precari del policlinico di Tor Vergata chiedevano un incontro con il presidente Piero Marrazzo, impegnato però a discutere dei destini della sanità regionale con il ministro del Welfare Maurizio Sacconi. Otterranno di discutere della stabilizzazione di 300 lavoratori con il vicepresidente Esterino Montino, l'assessore al Lavoro Alessandra Tibaldi, il collega al Bilancio Luigi Nieri e il direttore generale del policlinico Enrico Bollero. «Il gesto - spiega una nota delle rappresentanze di base (Rdb-Cub) - dettato dalla esasperazione di lavoratori da tempo in lotta per la stabilizzazione, in sciopero della fame da una settimana e a rischio di perdita del posto di lavoro dal 2 ottobre prossimo, è costato a due di loro una denuncia per procurato allarme. Finalmente - commenta il sindacato - dalla Regione Lazio è arrivata l'apertura a un incontro con i lavoratori e le Rdb-Cub, da tempo impegnate nella vertenza». Il 2 ottobre la società Arcobaleno cesserà a tutti gli effetti la sue funzioni al policlinico di Tor Vergata, in un appalto giudicato illecito dall'Ispettorato del lavoro. «All'incontro di domani - riferiscono ancora le Rdb-Cub - saranno presenti anche lavoratori della ex Anni Verdi ora dipendenti del consorzio RiRei, esternalizzati della sanità del Lazio, che oggi hanno manifestato davanti alla Regione e sono stati ricevuti dall'assessore Tibaldi, in un incontro in cui sono stati individuati una serie di punti che domani verranno rappresentati a Montino». Ma il fronte di protesta sfocerà in un'assemblea cittadina, con relativa conferenza stampa, indetta dal sindacato per l'8 ottobre alle 10.00, alla Sala Tevere della presidenza della Regione Lazio, in Via Rosa Raimondi Garibaldi 7.

RICERCA: PRECARI ALL'ASTA SU EBAY, IN VENDITA PER 10 EURO
ARGENTINI, AZIONE PROVOCATORIA CONTRO EMENDAMENTO ANTI-STABILIZZAZIONI

Roma, 30 set. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Occasionissima! Vendesi su Ebay.it lavoratori precari della ricerca a soli 10 euro. Ricercatori, tecnologi e tecnici con esperienza pluriennale maturata in vari istituti come l'Iss, l'Inran, l'Enea, l'Inea, l'Isfol. È la provocatoria azione dei precari del pubblico impiego contro l'emendamento in Finanziaria presentato dal Governo che «annulla tutte le norme sulla stabilizzazione contenute nelle due ultime manovre». «Un'azione - spiega all'ADNKRONOS SALUTE Claudio Argentini, della segreteria nazionale dell'Usi-Rdb Ricerca - che vuole sensibilizzare l'opinione pubblica sulla difficile situazione che stanno vivendo i lavoratori a termine della ricerca». «L'asta - recita l'offerta - parte da 1 centesimo di euro. Non perdere questa irripetibile offerta. Il ritiro dell'oggetti acquistati potrà avvenire direttamente il 7 ottobre 2008 alle ore 9.30 davanti al ministero della Funzione Pubblica a Roma in Piazza Vidoni». Per protestare contro l'emendamento «anti-stabilizzazioni», i precari della ricerca del pubblico impiego hanno organizzato per domani un presidio davanti al ministero del Lavoro a Roma

30 settembre 2008 - Dire

(DIRE) Roma, 30 set. - Un gruppo di lavoratori della ditta Arcobaleno, operatori socio sanitari e ausiliari del Policlinico di Tor Vergata si e' arrampicato per protesta in cima a Castel Sant'Angelo. Lo rende noto un comunicato delle Rdb. I lavoratori precari, in sciopero della fame da una settimana, hanno srotolato uno striscione con su scritto "Reinternalizzati subito i precari del Policlinico di Tor Vergata" e hanno chiesto un incontro urgente con il presidente della Regione Lazio e commissario ad acta Piero Marrazzo. La protesta, si legge nella nota, giunge dopo ripetute richieste di incontro con Marrazzo per risolvere una vertenza che vede circa 300 operatori, di cui era stata profilata la reinternalizzazione, ad imminente rischio di perdita del posto di lavoro.

RICERCA: PRECARI;USI-RDB,PROTESTA 7 OTTOBRE E SCIOPERO IL 17

(ANSA) - ROMA, 30 SET - Precari della ricerca «all'asta» su e-Bay, poi in piazza il 7 ottobre davanti al ministero della Funzione pubblica e il 17 ottobre per la manifestazione e lo sciopero. Le proteste contro l'emendamento che abolisce la procedura di stabilizzazione dei precari nella pubblica amministrazione sono annunciate nella nota diffusa oggi da Claudio Argentini, della segreteria dell'Usi RdB Ricerca. «La determinazione con cui i lavoratori precari stanno rispondendo - rileva Argentini - dovrà costringere il governo a ritornare indietro ritirando l'emendamento e a riprendere le stabilizzazioni. Solo in Italia i 'cervellì vanno su e-Bay per avere un posto di lavoro». Per il sindacalista «è paradossale che mentre la fuga dei cervelli viene denunciata in continuazione, poi gli stessi cervelli il governo Berlusconi Fini Bossi li getta sul lastrico con loro stesse famiglie». Argentini osserva infine: «siamo costretti a bandire un'asta al pubblico, perchè la poca lungimiranza governativa preferisce avere cervelli disoccupati piuttosto che assumerli stabilmente».

SANITÀ. PRECARI TOR VERGATA PROTESTANO SU CASTEL SANT'ANGELO

 

26 settembre 2008 - Left

sanitàIl buco nero dei precariAspettavano la stabilizzazione.Ora rischiano il licenziamento. Il piano di rientro dal deficit della Regione Lazio lascia per strada trecento co.co.co.esternalizzati.Nonostante un’indagine degli ispettori abbia condannato il policlinico Tor Vergata ad assumerli e a pagare una ricca penaledi Sara Picardo

Non avevano più fretta. Dopo un anno di lotte i trecento co.co.co. della cooperativa Arcobaleno Srl, infermieri del policlinico Tor Vergata di Roma, aspettavano tranquilli l’ormai prossima stabilizzazione, la sicurezza dopo anni di precarietà e salari stracciati. Nessuno di loro, però, aveva fatto i conti con l’ansia, questa sì frettolosa, del commissario e presidente della Regione Piero Marrazzo, di far quadrare i conti della sanità del Lazio, nel tentativo disperato di rientrare da un deficit diventato cronico. Ora per molti di loro si alza lo spettro della disoccupazione. «Prima dell’estate - racconta Pio Congi dell’Rdb - gli ispettori del lavoro avevano dichiarato illecito l’appalto di servizi affidato all’Arcobaleno Srl, obbligando il policlinico Tor Vergata a regolarizzare entro il 2 ottobre la situazione dei 300 lavoratori», assunti irregolarmente con contratti da pulitori, mentre svolgevano in realtà funzioni di operatori socio sanitari e operatori tecnico assistenziali; pagati la miseria di 6 euro 55 l’ora a fronte dei 16 percepiti dalla cooperativa, per un appalto complessivo di 36 milioni di euro in 3 anni. Gli ispettori avevano anche dimostrato che l’appalto nascondeva un’illecita somministrazione di manodopera, una nuova forma di caporalato vietata dalla legge Biagi. A quel punto l’assunzione sembrava certa: gli ispettori avevano dato al Ptv solo sei mesi di tempo per rimettere ordine nel far west contrattuale dell’istituto sanitario. «Solo che il commissario Marrazzo quest’estate ha bloccato le assunzioni e ogni altro concorso futuro - aggiunge il sindacalista – a causa del piano di rientro dal deficit». Ma se entro il 2 ottobre la direzione del Ptv o la Regione non chiederanno almeno una proroga il rischio non è solo la disoccupazione dei precari, ma anche la chiusura di interi reparti di uno degli ospedali più grandi della Capitale. Portato avanti dalle gambe, e le braccia, dei precari. Come se non bastasse, il policlinico è presieduto, da quando si è trasformato in "fondazione", dallo stesso Marrazzo mentre nel cda siede l’ex assessore alla sanità laziale Augusto Battaglia. Entrambi consci, certamente, che anche le fondazioni sono obbligate a indire concorsi e a offrire ai propri dipendenti contratti pubblici. «Dal 24 settembre siamo in presidio permanente davanti al Ptv e abbiamo cominciato uno sciopero della fame», continua Pino Congi. «Marrazzo non può giustificare con la politica dei tagli il blocco di ogni stabilizzazione, quando è proprio a causa di questo appalto che il policlinico paga una multa di 50 euro al giorno per ogni lavoratore irregolarmente assunto». La contrastata decisione di chiudere molte cliniche e ospedali romani, in attesa della riconversione promessa dalla Regione, sarà pagata non solo dai cittadini (che dovranno subire il ritorno di un ticket di 3,50 euro per i medicinali) ma anche dai precari e dagli esternalizzati, le centinaia di lavoratori della sanità appaltati a cooperative e aziende esterne. Una prassi che, molto spesso, porta un aggravio di spesa per le casse pubbliche. «Eppure un altro modo per risparmiare c’è - chiosa Sabino Venezia, responsabile della sanità dell’rdb Cub -. Un esempio ce lo dà la Regione Piemonte, che ha avviato un percorso di auto-sourcing, o meglio, autogestione. All’ospedale Sant’Anna di Torino, infatti, sono stati reinternalizzati tutti i servizi, anche quelli paralleli alla cura alla persona, come le mense e le lavanderie, con un risparmio notevole e una gestione migliore». Anche l’Asur (Azienda sanitaria uncia regionale) delle Marche ha avviato un processo di reinternalizzazione simile, arrivando a risparmiare migliaia di euro. E mentre alcune regioni virtuose riescono a far quadrare i bilanci garantendo i diritti dei lavoratori, nel Lazio continuano a succedersi appalti su appalti. È il caso del Cup (Centro unico di prenotazione) dell’Asl Rmb di Roma, appaltato a Telecom e poi subappaltato alla cooperativa La Begonia: costo per il pubblico 21.600 euro annui per assunto. Mentre nelle tasche dei lavoratori ne vanno solo 6mila. O come l’appalto dei servizi informatici del Sant’Eugenio, al centro questa estate di un’indagine dei Nas, conclusasi con l’arresto di 5 persone. Allora perché si continua a esternalizzare, se il buon senso, e le magre tasche dello Stato, spingono a fare il contrario?

 

Sanità, il governo decide su MarrazzoOggi incontro con Sacconi. Sciopero della fame per 300 lavoratoridel policlinico Tor Vergata senza lavorodi Gioia Salvatori

Roma - UNO SCIOPERO della fame e un sit-in. Il primo iniziato ieri dal sindacato di base Rdb-Cub fuori il policlinico di Tor Vergata per chiedere l’internalizzazione di 300 operatori socio-sanitari e ausiliari, il secondo da oggi in piazza Augusto Imperatore per dire no alla chiusura dell’ospedale San Giacomo. Se sarà ancora Marrazzo a confrontarsi, non solo in veste di governatore, ma anche in veste di commissario ad acta per la sanità laziale, con chi protesta per il posto di lavoro o contro chiusure d’ospedali, si saprà a breve. Oggi alle 10 al ministero del lavoro il titolare Maurizio Sacconi, che ieri ha espresso la volontà di trovare un "percorso condiviso" con la Regione per riparare il deficit sanità, comunicherà al governatore il responso dei tecnici sui conti. Sarà il governo, poi, a decidere se cambiare commissario. Dal ministro e dall’opposizione in aula alla Pisana, sembrano arrivare delle aperture: «A mio avviso il governo dovrebbe mettere il presidente della Regione nelle condizioni tecniche e finanziarie necessarie per attuare le riforme». Ma nel giorno prima del giudizio finale, con lo spettro di un licenziamento da commissario ancora presente, anche Marrazzo ha rilanciato: "Se ci sarà l’intesa avremo fatto il bene dei cittadini, altrimenti no. C’è una drammatica carenza di cassa: senza trasferimenti da parte dello Stato, il sistema sanitario entrerà in sofferenza". Sofferenza di cassa e fratture sociali provocate da un piano di tagli, anche con questo si dovrà confrontare qualunque commissario. Dal presidio di Tor Vergata i 300 lavoratori della ditta Arcobaleno chiedono internalizzazione in ottemperanza a una prescrizione dell’ispettorato del lavoro. Saranno in sciopero della fame, con Rdb-Cub, fino a quando Marrazzo non li incontrerà. E anche il San Giacomo si chiude inderogabilmente, mentre il vice-presidente della Regione Esterino Montino tratta con i sindacati il destino dei lavoratori, da oggi all’Ara Pacis c’è il presidio Fials-comitati, contro la chiusura e in settimana Marrazzo si farà vedere al San Giacomo, dove pure manifesti e proteste non mancano. Intanto la Regione ha rassicurato i 46 dializzati in cura nel nosocomio di via del Corso: tutti verranno curati in altre strutture della Asl Rm A, al Nuovo Regina Margherita e al Sant’Eugenio, presidi dove verranno trasferiti i reparti di nefrologia, e nella Diagest in via Roncinotto oltre che nella clinica Nostra Signora della Mercede di via Tagliamento. Per chi ha problemi di spostamento ci sarà il servizio navetta e anche le cure a domicilio saranno garantite.

15 settembre 2008 - VitaDiDonna

Il 19 scioperano i precari

Anche i lavoratori precari della sanità pubblica incrociano le braccia. Il 19 settembre è in programma lo sciopero nazionale di 24 ore di circa 200.000 dipendenti 'a tempo determinato' del pubblico impiego, di cui 30.000 nella sanità tra medici, biologici, amministrativi e soprattutto infermieri e operatori sociosanitari. Tutti lavoratori che chiedono la stabilizzazione del loro contratto. A organizzarlo è la Federazione nazionale Rdb-Cub che, per l'occasione, ha convocato un'assemblea nazionale a Roma. "Protestiamo - spiega all'ADNKRONOS SALUTE Sabino Venezia, del coordinamento nazionale del Rdb-Cub pubblico impiego - contro le misure adottate dal Governo Berlusconi che, con l'approvazione del Dpef e del decreto legge 112, ha provveduto al blocco delle stabilizzazioni di oltre 200.000 precari della pubblica amministrazione". Tra questi, circa 30.000 lavorano nella sanità. Dieci-quindicimila contrattualizzati direttamente con le aziende sanitarie, soprattutto operatori del comparto (circa il 70%), e altri 20.000 che fanno capo a ditte esterne. Per lo più lavoratori che si occupano della pulizia delle corsie degli ospedali, delle mense e del servizio di lavanderia delle strutture sanitarie pubbliche. "Tutti servizi - sottolinea Venezia - che hanno comunque risvolti nell'ambito assistenziale". All'assemblea indetta a Roma, parteciperanno circa 400 rappresentanti di tutto il pubblico impiego, tra cui alcuni precari della sanità, protagonisti di 'vertenze simbolo', come quelli dell'Asl di Vasto-Sulmona che operano nella azienda sanitaria abruzzese da 8 anni con contratti co.co.co." E' necessario - aggiunge Venezia - rilanciare la mobilitazione dei lavoratori precari perché solo attraverso la mobilitazione e la lotta sarà possibile spostare e cambiare l'indirizzo politico in materia di lavoro. Tanto più - conclude - che questo Governo sembra aver deciso di risolvere il problema precariato in modo deciso e veloce: bloccando i fondi, tagliando le risorse e licenziando e lasciando direttamente a casa i lavoratori precari".

12 settembre 2008 - La Gazzetta di Mantova

CUB-SCUOLA
I prof precari proclamano il primo giorno di sciopero

Sciopero dei precari della scuola il 19. Lo ha indetto la Cub-scuola per protesta contro la riforma del ministro della pubblica istruzione Gelmini. Pur non avendo molti iscritti nelle scuole mantovane, è verosimile che l’agitazione trovi adesioni anche tra insegnanti di altre organizzazioni con conseguenti disagi nelle scuole. Lo sciopero è per tutta la giornata.


12 settembre 2008 - Il Cittadino

Precari in corsia: il 19 settembre sciopero per tutti

Lodi - Rdb/cub scende in piazza in uno sciopero nazionale. Il 19 settembre tutto il personale precario dell’Azienda ospedaliera incrocerà le braccia. Per protestare contro le recenti manovre del governo: i tagli della finanziaria e il decreto Brunetta che toglie fondi per l’assunzione dei precari. «L’articolo 49 - commenta Gianfranco Bignamini di Rdb - mette una mannaia pesantissima sulla testa dei precari. Quelli che hanno lavorato tre anni non possono essere riassunti nel posto di lavoro. La finanziaria di Prodi aveva lasciato risorse per i precari, la finanziaria Tremonti, invece, li ha tolti. La nostra è una lotta già incominciata da tanti anni. Questa è solo una prima iniziativa, perché poi ci sarà lo sciopero del 17 di ottobre con una grande manifestazione a Roma. Porteremo 300 mila persone. Ad essere contestato è tutto l’attacco al mondo del lavoro». L’Azienda ospedaliera ha mandato una nota nella quale «si scusa fin da ora per i disagi».


9 settembre 2008 - Il Manifesto

SCUOLAIl ministro: «Usiamo i precari come guide turistiche»di Andrea Gangemi

ROMA - Hai studiato una vita per insegnare, ma alla fine potresti fare la guida turistica. I 115mila docenti precari, 16 per cento del totale secondo l'ultima indagine Uil, e il personale Ata, stiano tranquilli: «Stiamo studiando nuove figure professionali per tutti i precari insieme a Bondi, Brunetta, Brambilla e Sacconi, sia dentro che fuori la scuola». Lo dice il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, inaugurando il primo giorno di scuola in un istituto di Segrate. L'ipotesi del governo di impiegare i precari dell'istruzione anche come guide o operatori turistici viene dallo staff ministeriale. Gelmini prende atto che «la modalità con cui è stata gestita la scuola negli ultimi anni ha creato un precariato enorme, un problema sociale veramente pesante». Ma nessuno si ostini a concepire soluzioni diverse dai tagli, 70mila insegnanti e 43mila Ata in meno. Perché «non si possono illudere le persone - parola del ministro - che la scuola possa assorbire un numero di posti superiore a quelli necessari e che riesce a pagare», e perché «è poi scorretto che gli insegnanti in Italia siano sottopagati rispetto all'Europa». Poco importa che del risparmio di sette miliardi di euro previsto dalla manovra grazie ai tagli, nota Michele Gentile, coordinatore del dipartimento Settori pubblici Cgil, ai lavoratori torneranno in busta paga solo trenta euro mensili lordi dal 2010. «E questo - si domanda Gentile - sarebbe lo "stipendificio" di cui parla il ministro?» Solo a parole, dunque, la Gelmini si dichiara «felice» di accogliere il «punto di vista e le eventuali proposte» dei sindacati. Per il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, la riforma «costituirà il fulcro di proteste molto estese». Ma sono i Cobas ad aprire con un fitto calendario di iniziative: il 15 settembre, primo giorno di scuola per molti bambini, i docenti si recheranno in classe con adesivi contro i tagli e il maestro unico ed inizieranno le lezioni in ritardo. Il 26 ci saranno proteste locali in tutta Italia, il 27 si terrà a Roma il convegno nazionale dei precari. Il 17 ottobre, infine, sciopero generale con una grande manifestazione sempre nella capitale, convocato dai Cobas con le altre sigle «antagoniste» Cub e Sdl. Alla scuola elementare romana «Iqbal Masih» di via Ferraironi, invece, docenti e genitori del comitato «Non rubateci il futuro» inaugureranno l'anno scolastico, il 15 settembre, con un drappo nero sul portone, il lutto al braccio «a simboleggiare la morte della scuola pubblica» e l'occupazione dell'istituto per una settimana (anche se - assicurano - le lezioni si svolgeranno regolarmente). L'11 e il 16 settembre il comitato organizza anche un presidio a Montecitorio in occasione della discussione alla Camera della riforma Gelmini. E l'Idv si impegna a sollecitare il ministro affinché ritiri o modifichi il decreto 137. Lo hanno annunciato il senatore Fabio Giambrone, della commissione permanente sull'Istruzione e Leoluca Orlando, portavoce nazionale del partito.

8 settembre 2008 - L'Unità

La lotta su Youtubedi Bruno Ugolini

Sono undici giovani donne (35 anni in media) di Legnano, la patria che ospita la statua di Alberto da Giussano. Le loro storie hanno trovato spazi su tutti i giornali importanti, dopo aver dato vita ad una singolare forma di protesta. Con il probabile aiuto di un moderno telefonino, adoprato da una collega efficiente, si sono fatte riprendere una per una e hanno inviato il loro video a "Youtube". Ovverosia al sito che è una specie di buca delle lettere per tutti i video amatori desiderosi di far conoscere i propri prodotti. Il fatto ha fatto scalpore, creato curiosità, suscitato interesse.


7 settembre 2008 - Il Giorno

Dopo lo strip continua la lotta delle centraliniste
La sindacalista: «Finora tanta solidarietà, ma di proposte di lavoro nemmeno una»
di SILVIA VIGNATI

Legnano - VENERDÌ è stata fatta una cosa forte. Oggi (ieri per chi legge, ndr) ci siamo sentite un po' tra di noi, confrontandoci sul "costo emotivo" della giornata». Sabato pomeriggio: Ornella Cameran è al lavoro, in reparto. L'infermiera e sindacalista delle Rappresentanze di base (Rdb) dell'Azienda ospedaliera di Legnano era presente venerdì al Teatro della Cooperativa a Milano. A luci spente, e a rientro nei ranghi, parliamo del post-strip. Com’è andata? «Venerdì ciascuna di noi ha gestito in proprio le sue emozioni. Le ex lavoratrici non sono abituate al palcoscenico, all'attenzione dei media. Per loro tutto questo ha avuto un impatto psicologico molto alto. È costato grande fatica. Oggi (ieri per chi legge, ndr), abbiamo elaborato insieme la giornata». Avete avuto qualche contatto particolare? «Ci hanno chiamato tante donne, che hanno espresso solidarietà e ammirazione. Hanno detto: "Io non avrei mai avuto il coraggio di fare quello che avete fatto". Qualcuna precaria per tanti anni, poi ha ottenuto l'agognata stabilizzazione. Ma anche un uomo, dalla Cri di Bologna, che condivideva il dramma del precariato ma ci ha esortato: "Non spogliatevi. Trovate altri modi per protestare". È stata però una voce isolata». Proposte di lavoro? «Nulla. Per ora ancora niente. Su Youtube dovrebbe comparire a ore il nuovo video della strip-conferenza. Il numero da chiamare per offerte di impieghi è 336.4534300. Ma tutto questo clamore, finalizzato a trovare quanto prima un lavoro in linea con il precedente, non sembra sortire grandi effetti. Non c'è eco dall'altra parte. L’Amministrazione ospedaliera, a parte prospettare alle ex operatrici di call center un futuro di donne delle pulizie, non raccoglie, non risponde, non ci contatta. Se non per mostrarci la stampa che fa il suo gioco, attaccando le donne disoccupate! I video, lo strip-conferenza e tutto quanto sono stati fatti per avere risposte concrete e percorribili. Ci scontriamo invece con un silenzio pieno di significati». NON SCELGONO la strada del silenzio Carlo Monguzzi, capogruppo dei Verdi al Consiglio regionale della Lombardia: «La direttrice dell’ospedale Carla Dotti invita le ex lavoratrici a fare le brave e a non fare "chiassate". Invece fanno bene le persone ingiustamente licenziate a fare le "chiassate"»; e Luca Guerra, capogruppo provinciale dei Comunisti italiani: «Abbiamo incontrato la dirigenza ospedaliera per chiedere impegni concreti. Riteniamo che le risposte giunte dai responsabili della struttura sanitaria siano fumose e poco convincenti».


6 settembre 2008 - Il Manifesto

CALL CENTER · Licenziate, si spogliano
Uno strip-tease per protestare contro la precarietà del lavoro
di Alessandro Braga

MILANO - Il «Nessun dorma» di Giacomo Puccini in sottofondo, un telo bianco a nasconderle dagli sguardi indiscreti della platea (tutti giornalisti e fotografi, molti precari pure loro), un faretto acceso dietro a illuminarle e a stagliarne le ombre sul tessuto. Via la gonna, via la camicetta. Via pure slip e reggiseni, lanciati «al di qua» del separé a dimostrazione dell'integrità dello strip. Insomma, lo avevano promesso, annunciandolo pure con un video su YouTube , e l'hanno fatto. Certo, dei loro corpi nudi si è vista solo l'ombra («Perché era una provocazione pulita che non doveva intaccare la nostra dignità», ha precisato Ornella Cameran, delegata RdB dell'azienda ospedaliera, sul palco con le ex colleghe), ma le 11 ex-lavoratrici precarie del call center dell'ospedale di Legnano, in provincia di Milano, la loro strip conference l'hanno tenuta eccome. Erano solo in nove, «perché due hanno avuto problemi all'ultimo momento», ma il loro scopo l'hanno comunque raggiunto. In primis, denunciare la «piaga della precarietà». Per questo hanno lanciato un appello per chiedere ai loro colleghi di andare a Roma, il 19 settembre, alla manifestazione nazionale dei precari del pubblico impiego contro le misure adottate dal ministro Brunetta. E sempre per questa ragione, dopo lo strip «velato», si sono presentate sul palco coperte solo da sgargianti vestaglie-kimono dietro uno striscione che invitava alla mobilitazione, e un'enorme scritta: «A.A.A. Vendesi precarie». «Ci siamo messe a nudo perché siamo nude di diritti», hanno spiegato un po' imbarazzate davanti ai giornalisti («Sapete, non siamo abituate a parlare con la stampa). La loro storia, dopo il primo video su internet, è nota. Sei anni di lavoro precario al call center dell'ospedale, di contratto in contratto (tre, sei mesi, massimo un anno), poi tra il 27 e il 28 agosto, a pochi giorni dalla scadenza del loro contratto (il 31 agosto), e nonostante la promessa qualche mese prima di un (l'ennesimo) rinnovo, l'annuncio dell'azienda: licenziate (meglio, «arrivate a termine del contratto», come precisato dall'azienda). Tutte a casa. Trovatesi «in mutande», l'idea del video: un po' per denunciare l'arroganza dell'azienda, un po', tra il serio e il faceto, per cercare veramente un nuovo lavoro, «magari a tempo indeterminato stavolta». In questi giorni hanno ricevuto migliaia di lettere di solidarietà da tutta Italia, ma di proposte di lavoro ben poche, o meglio nessuna. «A dire il vero l'azienda si è rifatta viva giovedì proponendoci di entrare in una cooperativa che si occupa delle pulizie all'interno della struttura. La prenderemo in considerazione, abbiamo bisogno di lavorare, molte di noi hanno una famiglia alle spalle, qualcuna genitori anziani, o figli. L'incontro è stato molto teso, una dirigente, che ha anche definito 'chiassate' le nostre manifestazioni di protesta, ci ha detto che lo sapevamo che il nostro contratto era in scadenza e che ci saremmo dovute muovere prima per trovarci un nuovo lavoro, non vorremmo fosse stato solo un tentativo per impedirci di andare a fondo con la nostra protesta». Al loro posto, in questi giorni, sono stati messi dei dirigenti, poi sembra che il servizio sarà «esternalizzato» a Paternò, in provincia di Catania (sarà un caso, ma è il paese d'origine della famiglia La Russa). Martedì prossimo le «Full Monty» italiane incontreranno anche l'assessore provinciale al lavoro Bruno Casati per trovare una soluzione al problema. Quel che è certo, lo dicono in coro, determinatissime, «è che non finisce qui».

6 settembre 2008 - TV web C6

Milano - Ecco le immagini della provocazione messa in atto dalle (ex) dipendenti del call center dell'ASL di Legnano, lasciate a casa dopo 6 anni di contratti provvisori.

Il servizio della TV web C6


6 settembre 2008 - Il Giorno

Ci volevate nude? Eccoci
Lo strip delle nove licenziate, ma dietro un telo. COME NEL FILM FULL MONTY
di SABRINA PEREZ

MILANO — «CI LASCIANO in mutande? Bene, ci toglieremo anche quelle». Detto fatto. Come fosse "Full monty". Rivivere il dramma del precariato ricalcando lo stile di Peter Cattaneo, il regista di «Squattrinati organizzati». La differenza? Non si tratta di un film. Le protagoniste dell’originale streap-tease, che ieri ha tenuto l’intera platea del teatro della Cooperativa col fiato sospeso, sono le ex centraliniste dell’ospedale civico di Legnano. Una provocazione simbolica, per accendere i riflettori sul limbo delle collaborazioni e dei contratti a termine. Eccole sul palco, dopo gli annunci su YouTube, finalmente in carne e ossa. Connie, Antonella, Daniela, Milena, Paola, Anna, Cristiana, Laura e Ornella, rappresentante sindacale. Il viso contratto e le movenze nervose tradiscono un certo imbarazzo. Fantasia e umorismo, però, non mancano. «Ci dovete scusare - sorridono - non siamo del mestiere. Fino a ieri facevamo le centraliniste». LUCI SOFFUSE, un telo bianco per nascondere ma lasciare intravedere e in sottofondo "Nessun dorma" di Puccini. «Una beffa - avrà pensato qualcuno -, il pubblico è già fin troppo vispo». E poi a passo di danza hanno dato il via allo streap-tease. Un indumento dietro l’altro, fino alla lingerie lanciata oltre il separé per convincere i più diffidenti dell’integrità dello spogliarello. Certo chi si aspettava un nudo integrale sarà rimasto un po’ deluso, cosa indossassero dietro il lenzuolo non è dato sapere. Le luci si alzano. Ecco ricomparire le nove protagoniste dell’originale performance. Indosso, questa volta, un kimono stile geisha. Un lungo striscione recita: «A.a. vendesi precarie, 19 settembre sciopero dei precari». Una performance velata ma d’effetto. Una provocazione pulita, una richiesta di aiuto, la speranza di tornare presto al lavoro. La voglia di ricominciare da capo, di dimenticare la condizione precaria. Quella infinita condanna che non ti permette di fare progetti, costruire, vivere serenamente. Dall’altra parte, poi, c’è la famiglia. E ancora il mutuo da pagare, la rata della macchina, le spese di tutti i giorni. La vita quotidiana a cui è difficile sottrarsi. «NON DORMIAMO PIÙ - racconta Antonella, 44 anni -, non abbiamo più appetito. Troppi pensieri, troppe preoccupazioni. E pensare che molte delle mie colleghe non hanno un altro stipendio su cui contare. Non abbiamo mai pensato di mettere in vendita il nostro corpo, piuttosto di scatenare una reazione, una riflessione». E se, almeno per il momento, le proposte di lavoro scarseggiano, di messaggi di solidarietà invece ne sono arrivati a centinaia. «Forza donne, che quando vogliamo qualcosa riusciamo sempre a ottenerla». Come non essere d’accordo.

E’ solo l’inizio Il 19 a Roma tutti in piazza
IL SINDACATO
di SILVIA VIGNATI

MILANO — «E questo è solo l'inizio». Riccardo Germani, sindacalista delle Rappresentanze di base (Rdb) dell'Azienda ospedaliera di Legnano, ha introdotto così la strip conferenza delle centraliniste disoccupate. Solo l'inizio: perché, se le luci si sono spente ieri al Teatro della Cooperativa, con l'avvio di settimana l'agenda del dissenso si fa fitta. Lunedì nuovo presidio all'ospedale legnanese. Martedì incontro con l'assessore provinciale al Lavoro, Bruno Casati, e una delegazione della Commissione lavoro della Provincia, presieduta da Vittorio Arrigoni. Sempre martedì un presidio in Regione. Il 19 settembre la manifestazione a Roma di tutti i precari. L'Azienda ospedaliera ha prospettato alle ex operatrici (undici) impieghi all'interno della stessa, ma in ambito differente: potrebbero ricollocarsi nella ditta di pulizie, che offrirebbe anche ruoli amministrativi. Inoltre un call center di una ditta farmaceutica di Segrate metterebbe a disposizione un posto di lavoro. Dal telefono ai detergenti, l'ipotesi fa inorridire Franco Cattaneo, sindacalista Rdb: «Le proposte? Un palliativo. E un controsenso. Prima l'Azienda loda l'alta professionalità di queste signore. Poi offre loro di lavare pavimenti. Ma non erano altamente professionali? Conosciamo bene certe tattiche psicologiche». Carlo Monguzzi scrolla la testa. Il consigliere regionale dei Verdi ha presentato un'interrogazione in materia. «Ma dove sono le istituzioni? — commentava —. Queste donne straordinarie hanno dato una lezione a tutti».


6 settembre 2008 - La Repubblica

La provocazione
Lo spogliarello delle centraliniste "Senza lavoro, siamo in vendita"

Milano - "A.A.A. Vendesi Precarie". Vestite solo di uno striscione che riportava queste parole, nove delle undici ex centraliniste dell´ospedale di Legnano hanno inscenato uno strip-tease "velato" per protestare contro il loro licenziamento. «Vogliamo un lavoro - hanno detto dal palco del Teatro della Cooperativa di via Hermada, zona Niguarda - per questo ci spogliamo e ci mettiamo simbolicamente in vendita». Dopo la protesta, lanciata su youtube, sono già arrivate un paio di offerte di lavoro.


6 settembre 2008 - Il Piccolo

PRECARIE A MILANO
Centraliniste licenziate si spogliano per protesta

MILANO - Uno spogliarello casto, velato da un lenzuolo bianco retroilluminato sulle note di «Nessun dorma» di Puccini, cantato da Pavarotti. È stata la clamorosa protesta messa in scena, sul palco del Teatro della Cooperativa di Milano, da nove delle undici centraliniste licenziate dall’ospedale di Legnano dopo sei anni di lavoro interinale. «È una provocazione», precisano quando, indossato un kimono, le donne (tra i 26 e i 50 anni, molte mamme) spiegano cosa le abbia portate a mettersi all’asta su Youtube per un lavoro, poi a questa «strip-conferenza» e quindi a promuovere lo sciopero dei precari del pubblico impiego, indetto per il 19 settembre. Milena, Paola (unica laureata in Scienze Politiche, le colleghe sono diplomate), Cristina, Laura, Anna, Connie, Antonella, Daniela e Cristiana hanno denunciato così «la situazione generalizzata del precariato».


6 settembre 2008 - Il Secolo XIX

Lo strip delle precarie scaricate dall'ospedale
show provocatorio a milano

Milano - Nude, sia pure con una iconografia casta - uno strip-tease "vestito", con lenzuolone bianco su cui si vedevano le ombre prodotte da una retroilluminazione con sottofondo del "Nessun Dorma" di Puccini cantato da Pavarotti, per chiedere un posto di lavoro e se possibile a tempo indeterminato. È questa la protesta sullo stile del film "Full-Monty", messa in atto delle centraliniste "licenziate" dall'ospedale di Legnano (Milano) dopo sei anni di occupazione interinale.
Al Teatro della Cooperativa, in zona Niguarda a Milano, erano presenti 9 delle 11 donne che hanno perso il lavoro e che sono assistite dal sindacato Rdb-Cub. Milena, Paola, Cristina, Laura, Anna, Connie, Antonella, Daniela e Cristiana - tutte diplomate alle superiori, una laureata in Scienze Politiche, età fra i 30 e i 50 anni, molte mamme - avevano il volto teso ma la volontà di denunciare «la situazione generalizzata del precariato». E a confermare la loro denuncia nella sala erano presenti molti giornalisti di testate e tv locali e nazionali, che hanno solidarizzato con le manifestanti, nel limbo delle collaborazioni e dei contratti a termine.
Soprattutto le centraliniste, che prendevano servizio in un call-center per informazioni e prenotazioni a cui fanno capo quattro strutture ospedaliere, hanno voluto sottolineare - vestite in kimono dopo la breve performance artistica - che «al di là della nostra condizione soggettiva di disoccupate è la legge Brunetta, nota in gergo come legge antifannulloni, che ha buttato sulla strada noi e tanti altri». «Dal 20 giugno - hanno proseguito - è stato esteso al pubblico impiego il divieto di prorogare il lavoro a chi ha svolto 3 anni di occupazione nell'arco di 5. In pratica si elimina il precariato eliminando i precari».
Le lavoratrici hanno reso noto che saranno ricevute martedì prossimo dall'assessore al Lavoro della Provincia di Milano, Bruno Casati e che «l'amministrazione dell'ospedale ha consigliato loro di fare le "brave" in cambio di un impiego in una impresa di pulizie». Anche questo comportamento è stato contestato sia dalla Rdb-Cub, che dal consigliere regionale dei Verdi, Carlo Monguzzi. Riccardo Germano, del sindacato, ha affermato che «già i contratti vengono rinnovati solo se si fa le "brave" e ora si chiede di non far rumore in cambio di un lavoro sotto-qualificato e comunque precario». «È una vergogna quello che sta succedendo - ha detto Monguzzi che ha presentato un'interrogazione - la Regione Lombardia deve intervenire subito». Sul palco è stato esposto lo striscione «A.A. Vendesi precarie» sullo stile di quello uscito su Youtube ed è stato pubblicizzato lo sciopero nazionale dei precari indetto dal sindacato di base per il 19 settembre.


6 settembre 2008 - La Sicilia

Strip-tease di licenziate «Vittime senza diritti»
di Claudio Scarinzi

Milano - Nude, sia pure con una iconografia casta - uno strip-tease "vestito", con lenzuolone bianco su cui si vedevano le ombre prodotte da una retroilluminazione con sottofondo del "Nessun Dorma" di Puccini cantato da Pavarotti, per chiedere un posto di lavoro e se possibile a tempo indeterminato. È questa la clamorosa protesta sullo stile del film "Full-Monty", definita una «provocazione», delle centraliniste "licenziate" dall'ospedale di Legnano (Milano) dopo sei anni di occupazione interinale.
Al Teatro della Cooperativa, in zona Niguarda a Milano, erano presenti 9 delle 11 donne che hanno perso il lavoro e che sono assistite dal sindacato Rdb-Cub. Milena, Paola, Cristina, Laura, Anna, Connie, Antonella, Daniela e Cristiana - tutte diplomate alle superiori, una laureata in Scienze Politiche, età fra i 30 e i 50 anni, molte mamme - avevano il volto teso ma la volontà di denunciare «la situazione generalizzata del precariato». E a confermare la loro denuncia nella sala erano presenti molti giornalisti di testate e tv locali e nazionali, che hanno solidarizzato con le manifestanti. Soprattutto le centraliniste, che prendevano servizio in un call-center per informazioni e prenotazioni a cui fanno capo quattro strutture ospedaliere, hanno voluto sottolineare - vestite in kimono dopo la breve performance artistica - che «al di là della nostra condizione soggettiva di disoccupate è la legge Brunetta, nota in gergo come legge antifannulloni, che ha buttato sulla strada noi e tanti altri». «Dal 20 giugno - hanno proseguito - è stato esteso al pubblico impiego il divieto di prorogare il lavoro a chi ha svolto 3 anni di occupazione nell'arco di 5. In pratica si elimina il precariato eliminando i precari». Le lavoratrici hanno reso noto che saranno ricevute martedì prossimo dall'assessore al Lavoro della Provincia di Milano, Bruno Casati e che «l'amministrazione dell'ospedale ha consigliato loro di fare le "brave" in cambio di un impiego in una impresa di pulizie».
Anche questo comportamento è stato contestato sia dalla Rdb-Cub, che dal consigliere regionale dei Verdi, Carlo Monguzzi. Riccardo Germano, del sindacato, ha affermato che «già i contratti vengono rinnovati solo se si fa le "brave" e ora si chiede di non far rumore in cambio di un lavoro sotto-qualificato e comunque precario». «È una vergogna quello che sta succedendo - ha detto Monguzzi che ha presentato un'interrogazione - la Regione Lombardia deve intervenire subito. È allucinante che il cosiddetto "merito", se fai la brava, sopravanzi il diritto. Ma si deve intervenire anche a livello di legislazione generale». Sul palco è stato esposto lo striscione «A. A. Vendesi precarie» sullo stile di quello uscito su Youtube e pubblicizzato lo sciopero nazionale dei precari indetto dal sindacato di base per il 19 settembre.


6 settembre 2008 - La Provincia di Varese, Sondrio, Como

protesta a milano
Si spogliano dopo aver perso il lavoro
Show di nove centraliniste dell'azienda ospedaliera di Legnano che rivendicano il posto
di Valeria Arini

Milano - Tutti ricorderanno la scena finale di Full Monty, celebre commedia britannica, in cui sei operai disoccupati di Sheffield improvvisano uno spogliarello integrale davanti ad un esultante pubblico femminile. Ieri mattina, nella realtà, nove precarie, ex centraliniste dell'azienda ospedaliera di Legnano, hanno inscenato uno striptease sul palco del teatro della Cooperativa di Milano per fare valere i propri diritti negati di lavoratrici.
Le centraliniste sono state licenziate il 31 agosto dopo sei anni di lavoro interinale e reiterati rinnovi di contratto. Una strip conference provocatoria per porre l'attenzione sulle condizioni di vita e di lavoro di milioni e milioni di persone costrette a vivere nella precarietà. Spogliate di ogni diritto, rimbalzate da un'agenzia interinale all'altra (tre in sei anni), le 11 ex centraliniste (ieri due erano assenti per problemi familiari e di salute) hanno giocato anche quest'ultima carta: sono uscite sul palco e hanno messo il corpo all'asta come avevano annunciato sul cliccatissimo video messo in rete su you tube: «AAA? Vendesi precarie», recitava lo striscione esposto con orgoglio davanti ai giornalisti. Poi dietro ad un pudico telo bianco si sono spogliate mostrando al pubblico le ombre dei corpi nudi sulle note del «Nessun Dorma» di Puccini. Dopo lo spettacolo hanno risposto in vestaglia variopinta alle domande della stampa: «Vogliamo un posto di lavoro sicuro. Siamo disposte a tutto e non lo facciamo solo per noi, ma per tutti i precari che sono nelle nostre stesse condizioni», esordisce una delle donne. «Il nuovo decreto antiprecari del ministro Brunetta non ha fatto altro che rendere cronico il precariato», prosegue un'altra delle spogliarelliste. In fondo l'azienda deve applicare le leggi: «Abbiamo accumulato competenze, esperienze, e dopo averci promesso un rinnovo per altri 18 mesi ci licenziano con solo cinque giorni di preavviso. È solo una questione di costi». Beffa delle beffe, adesso al telefono risponderanno centralinisti dall'accento siciliano. Il loro lavoro è stato esternalizzato a Paternò, Catania.
Dopo giorni di sit-in davanti all'ospedale l'azienda ha offerto loro assunzioni da parte di una cooperativa che si occupa di pulizie: «Valuteremo anche questa proposta, ma per ora il contratto è quello che viene applicato alle imprese di pulizia e solo una di noi potrà essere stabilizzata come amministratrice». Tutte diplomate, Paola, la più giovane ha anche una laurea in Scienze politiche, le 11 donne - alcune madri - forti e combattive, non hanno intenzione di fermarsi qui e a breve annunceranno le prossime iniziative di lotta. Intanto martedì è stato confermato l'incontro con l'assessore provinciale Bruno Casati.


6 settembre 2008 - Il Giornale

«Full Monty» delle centraliniste licenziate
di Michele Perla

Milano - Chi si aspettava una sorta di Full Monty al femminile è sicuramente rimasto deluso. Anche perché le protagoniste, su Youtube, avevano annunciato un vero strip di protesta, che sarebbe andato in scena al teatro della Cooperativa. Nella realtà, nessuna di loro si è presentata sul palcoscenico come mamma l'aveva fatta; si è trattato invece più semplicemente di uno spettacolino da ombre cinesi, in cui dietro un telo bianco in controluce, era possibile intravvedere le sagome che si muovevano impacciate tentando pose sexy, delle undici ex centraliniste dell'ospedale di Legnano, rimaste senza lavoro perché licenziate a contratto scaduto. Una provocazione, soprattutto un'operazione mediatica per tenere accesi i riflettori sulla loro improvvisa precarietà, sopraggiunta dopo anni di lavoro presso il centralino per le prenotazioni del nosocomio «Civile» di Legnano. «Queste ragazze hanno lavorato per sei anni come precarie – ha spiegato Ornella Cameran, collega delle licenziate e rappresentante Rdb-Cub di Legnano -. Ora il contratto non può essere rinnovato e il servizio di centralino è stato smantellato per passare ad un call center siciliano». «Ci siamo messe all'asta per provocazione sul web, ma naturalmente nessuna di noi ha intenzione di mettere in vendita il proprio corpo. L’offerta più gradita è quella di un nuovo posto di lavoro».
Una casa farmaceutica di Segrate si è già detta disponibile ad assumerle presso il proprio call center, ma ci sarebbe anche la possibilità, secondo il direttore generale dell'Ospedale Carla Dotti, di trovare un'occupazione fissa, presso la ditta di pulizia che si occupa del nosocomio, anche con compiti amministrativi.


6 settembre 2008 - Libertà

Precari nel mirino
Strip delle centraliniste licenziate contro la "legge anti-fannulloni"

MILANO - Nude, sia pure con una iconografia casta - uno strip-tease "vestito", con lenzuolone bianco su cui si vedevano le ombre prodotte da una retroilluminazione con sottofondo del "Nessun Dorma" di Puccini cantato da Pavarotti, per chiedere un posto di lavoro e se possibile a tempo indeterminato. È questa la clamorosa protesta sullo stile del film 'Full-Monty', definita una «provocazione», delle centraliniste "licenziate" dall'ospedale di Legnano (Milano) dopo sei anni di occupazione interinale.
Al Teatro della Cooperativa, in zona Niguarda a Milano, erano presenti 9 delle 11 donne che hanno perso il lavoro e che sono assistite dal sindacato Rdb-Cub. Tutte diplomate alle superiori, una laureata in Scienze Politiche, età fra i 30 e i 50 anni, molte mamme, avevano il volto teso ma la volontà di denunciare «la situazione generalizzata del precariato». Le centraliniste hanno sottolineato che « è la legge Brunetta, nota in gergo come legge antifannulloni, che ha buttato sulla strada noi e tanti altri». «Dal 20 giugno - hanno proseguito - è stato esteso al pubblico impiego il divieto di prorogare il lavoro a chi ha svolto 3 anni di occupazione nell'arco di 5. In pratica si elimina il precariato eliminando i precari».


Lo strip delle precarie di Legnano

4 settembre 2008 - Il Centro

Incontro con Roselli
Precari sanità: «Nuova legge sulle assunzioni»

PESCARA - Il precariato nella sanità pubblica abruzzese è stato il tema al centro dell’incontro tra il presidente del Consiglio dell’Abruzzo, Marino Rosselli, e i rappresentanti sindacali Mario Frittelli (Rdb/Cub) e Marco Di Matteo (Cobas). Sono circa 700 i precari delle sei Asl dell’Abruzzo che hanno bisogno di una stabilizzazione e i sindacati hanno chiesto interventi concreti. I sindacati ritengono necessario stabilizzare tutti i precari della sanità pubblica per cui «va rivista la legge che afferma che gli aventi diritto alla stabilizzazione sono quelli con contratto di lavoro in essere dal 31/12/2007». Il presidente Roselli ha fissato per giovedì 11, a palazzo dell’Emiciclo a L’Aquila, un incontro tra una delegazione di precari, i rappresentanti sindacali e la conferenza dei capigruppo.


4 settembre 2008 - Il Messaggero

PESCARA. Incontro, ieri nella sede del Consiglio regionale...

PESCARA - Incontro, ieri nella sede del Consiglio regionale a Pescara, tra Marino Roselli, presidente del Consiglio, e i rappresentanti sindacali Mario Frittelli (Rdb-Cub) e Marco Di Matteo (Cobas), sulla situazione dei circa 700 precari delle sei Asl abruzzesi. Frittelli: «Un incontro chiarificatore sulla necessità di stabilizzare i precari della sanità pubblica». I sindacati ritengono necessario aprire subito un confronto sull’esigenza che la stabilizzazione riguardi tutto il personale del comparto, sulla rivisitazione del comma 5 dell’articolo 3 della legge 5/2008 dove si afferma che gli aventi diritto alla stabilizzazione sono quelli con contratto di lavoro in essere dal 31 dicembre 2007, la proroga dei termini di presentazione dei piani di stabilizzazione. Roselli ha fissato per giovedì 11, a Palazzo dell’ Emiciclo a L’Aquila, un incontro tra una delegazione di precari e rappresentanti sindacali e la conferenza dei capigruppo consiliari.

3 settembre 2008 - Il Giorno

«L’ospedale ci ha lasciato in mutande»Ieri il picchetto in cortile, ma la prossima mossa eclatante sarà lo spogliarello: «In un teatro, vi diremo dove» LA PROTESTA DELLE UNDICI CENTRALINISTE DEL CALL CENTER DEL CIVILE RIMASTE A CASAdi SILVIA VIGNATI

Legnano - VENERDÌ una strip-conferenza. Il 19 settembre uno sciopero di tutti i precari d'Italia: iniziativa partorita ieri mattina, al Civile di Legnano. Protagoniste: le undici operatrici di call center che hanno perso il posto di lavoro da lavoro, da lunedì. Dopo sei anni di impieghi a termini, contratti da rinnovare, rabbia da masticare, progetti da rimandare. LA PROTESTA delle donne disoccupate, dopo il video-asta su Youtube, acquista toni ancora più provocatori. «Cosa abbiamo ancora da perdere? - spiegavano ieri mattina al presidio organizzato al Civile - Non siamo forse già denudate nella nostra dignità, nei nostri diritti? Senza reddito, nessuna dignità!». Mattinata di protesta. Davanti al monoblocco sembra di essere su un set: telecamere, interviste, televisioni, fotografi. Pazienti che si fermano e chiedono cosa succede. Da un lato le donne, il banchetto, i giornali e le bandiere di Rdb (Rappresentanze di base). DALL'ALTRA i vertici aziendali. In mezzo le forze dell'ordine, che a metà mattina fanno spostare il picchetto "troppo vicino" all'ingresso del monoblocco. Le ex lavoratrici si raccontano. «Avevano ventilato una proroga di sei mesi del nostro contratto - spiega una di loro -. Sono partita a Ferragosto per una breve vacanza, speranzosa. Quei mesi in più erano una boccata d'ossigeno. Il 21 mi chiama una collega: siamo licenziate. Lunedì ho ritirato le mie cose alla postazione, e ho trovato funzionari dell'azienda al mio posto. Ho due figli di 12 e 16 anni, e mi chiedo se a 50 anni riuscirò a trovare un altro lavoro». UNA SUA COLLEGA: «Sono divorziata, un figlio di vent’anni disoccupato. Per anni ho fatto la pendolare da Varese. Ma potete immaginare cosa vuol dire essere messe in strada da un giorno all'altro?». Davvero vi spoglierete? «Stiamo cercando un teatro, e poi vi faremo sapere l'ora e dove. Noi cerchiamo solo un impiego definitivo. Abbiamo rate del mutuo da pagare, figli che vanno a scuola. Così è un'angoscia infinita». UN'ALTRA DONNA, che ha casa a Milano e fa la pendolare: «Ho sperato in una stabilizzazione, in tutto questo tempo. Sei anni da precari non li auguro a nessuno». Il gazebo si è spostato sul prato poco distante dalla grotta con la Madonnina. La presenza delle donne, delle bandiere, non lasciano indifferenti i passati. C’è il chirurgo che si avvicina ed esprime solidarietà, si informa, vuole sapere. La fisioterapista dalle mani d'oro che scrolla la testa. Passano due lavoratrici della farmacia che pongono domande. Poco lontano c'è anche un’operatrice della cucina, i capelli color del grano nascosti da una cuffietta bianca. È straniera, non parla bene l'italiano, ma ha paura che quello che è successo alle sue colleghe "telefoniste" possa capitare anche a lei: «Dicono che a novembre, noi delle cucine, saremo licenziate, siamo undici donne». Ancora donne. Ancora undici. RICCARDO Germani, sindacalista delle Rappresentanze di base, fa avanti e indietro per i viali, non stacca l'orecchio dal cellulare: "Adesso vogliono mandare le iscritte Rdb a fare il call center. Da non credere». PER TUTTO il giorno l'attenzione dei media è alle stelle. Carta stampata ed emittenti televisive hanno puntato i riflettori su queste donne così combattive, tutte a testa altissima. Ampio rilievo è stato dato dalla stampa nazionale al caso. Il tg2 delle 13 ha inserito nella "vetrina" la notizia del presidio. Il tg3 nazionale delle 14.30 ha trattato la vicenda. Canale 5 ha ospitato in diretta le donne nella trasmissione delle 17 "Pomeriggio cinque", con Barbara D'Urso. Poi un contatto telefonico con la redazione della trasmissione "Anno zero", di Michele Santoro: in una prossima puntata si parlerà di loro. A RACCOGLIERE le storie delle ex operatrici di call center e le repliche dell'amministrazione erano presenti, tra gli altri, anche Telelombardia e l'emittente Gold. «Abbiamo avuto contatti con duecento radio di tutta Italia, e un numero imprecisato di agenzie di stampa, onestamente abbiamo perso il conto», commenta Germani. Alle 13 di ieri ci siamo collegati con Youtube: il video delle 11 precarie aveva registrato 11mila contatti. «E in serata metteremo in rete un nuovo clip», afferma il sindacalista che l'amministrazione vede come una spina nel fianco (eufemisticamente).

Legnano. «LICENZIAMENTI? Non è la parola giusta!..

Legnano - «LICENZIAMENTI? Non è la parola giusta! Si sta creando un clima orribile per chi lavora e per chi viene in ospedale a farsi curare». Carla Dotti, direttore generale dell'Azienda ospedaliera di Legnano, è indignata con la stampa: «Sono comparse solo le dichiarazioni di un sindacato, per altro». Dunque come stanno le cose? «Le donne del call center avevano un contratto siglato in accordo con la precedente amministrazione. Siamo di fronte a contratto triennale che viene a decadere: prorogarlo sarebbe stato un atto illegittimo. Ma non scriviamo per favore che le operatrici sono state licenziate dall'Azienda! Ciò ovviamente non toglie drammaticità alla perdita del posto di lavoro: sia nel caso del singolo sia nel caso di undici donne». Chi sostituisce le undici ex lavoratrici? «Da lunedì alle postazioni ci sono persone dell'area amministrativa già presenti all'interno dell'Azienda. Persone che già lavoravano part time e che hanno fatto richiesta di lavorare più ore. Qualcuna deve conciliare esigenze familiari, figli che crescono». Anche le operatrici hanno figli da mantenere. E son finite su Youtube. «Ripeto: non potevamo prorogare per legge il loro contratto. La loro iniziativa è creativa, reattiva in maniera giusta. Conosco personalmente tante situazioni difficili di giovani». Perché è stato scelto un nuovo call center, «Lombardia Call», con sede in Sicilia? «È una decisione della Regione Lombardia, che da due anni ha scelto questa strada: per tutelare meglio i cittadini. A questo call center fanno già riferimento altre Aziende ospedaliere milanesi. In questo modo, si amplia l'offerta all'utente, che in futuro potrà essere informato anche su visite e tempi d'attesa in altri ospedali». È vero che questo trasferimento metterà in crisi anziani e disabili? «Falso: non mancherà nessuna informazione agli utenti, anzi verrà migliorata». Ma all'Azienda ospedaliera questo appalto è economico, oppure i costi saranno per voi superiori? «Non so che conti abbiano fatto le Rappresentanze di base, e mi chiedo con quale criterio possano fare certe affermazioni».(S.


3 settembre 2008 - EPolis Milano

Le precarie del call center di Legnano, licenziate dopo anni di contratti a termine, continuano la protesta. E lo fanno così come era cominciata: con uno strip tease. Questa volta, però, niente YouTube ma una conferenza stampa indetta per il 5 settembre nel corso della quale spiegheranno ai giornalisti le proprie ragioni. Intanto anche dal Pirellone arrivano voci di solidarietà nei confronti delle centralinistespogliarelliste. Il capogruppo dei Verdi in Consiglio regionale, Carlo Monguzzi, chiede al presidente Formigoni di dare un lavoro alle 11 ragazze. "Il ministro Brunetta - scrive Monguzzi in una nota - dice che la responsabilità della gestione del personale è dei vertici della Asl. Quindi Formigoni può fare qualcosa. Per questo abbiamo presentato un'interrogazione urgente perché ci sembra fuori dal mondo che la soluzione di un problema difficile e complesso come quello del precariato sia il licenziamento dei precari stessi. Nell'interrogazione chiediamo se sia utile, efficace ed economico che un servizio come quello di prenotazione delle visite mediche sia gestito da un call center siciliano".


29 agosto 2008 - Il Giorno

LA PROTESTAInfermieri sotto il gazebo della Madonnadi Silvia Vignati

CUGGIONO — ANCHE il personale dell’ospedale di Cuggiono parteciperà allo sciopero indetto dalle Rappresentanze di base. Da lunedì a Legnano un presidio fisso con gazebo nei pressi della grotta della Madonna, poco distante dal monoblocco. E una distribuzione di volantini contro i licenziamenti e le esternalizzazioni messe in atto dall’Azienda ospedaliera. Rdb aveva preannunciato azioni di lotta contro la perdita del posto di lavoro delle 11 operatrici di call center (trasferito da lunedì a Paternò in Sicilia) e ora includono nel fronte della protesta anche i temuti licenziamenti delle operatrici delle cucine. «TUTTE LE OPERATRICI del centro unico di prenotazione (cup) di Legnano, una trentina, si sono rifiutate di sostituire le colleghe licenziate - afferma Riccardo Germani, sindacalista Rdb -. Lo stesso hanno fatto le tre operatrici cup dei poliambulatori di Parabiago. Un primo, ma importante, segno di solidarietà». «Intanto le donne licenziate, oltre a far domanda per il sussidio di disoccupazione, chiederanno un risarcimento danni all’Azienda ospedaliera: un legale è pronto a rappresentarle».

27 agosto 2008 - EPolis Roma

Roma - Settantamila contratti part-time e 2.859 assunzioni della durata di un anno. Sono i numeri del personale di educatrici e operatori degli asili nido e delle scuole dell'infanzia di Roma per l'anno scolastico 2007-2008, diffusi dall'Rdb-Cub, fonte Cnipa (Centro nazionale per l'informatizzazione della pubblica amministrazione). Un esercito di precari, che secondo i sindacati di base rischia di non diminuire nemmeno quest'anno, nonostante la fine del percorso di stabilizzazione di 2000 precari, frutto dell'accordo fra sindacati confederali e Campidoglio siglato nel 2006. Proprio in questi giorni, sono partite le lettere di assunzione per la stabilizzazione dell'ultima tranche di precari, 369 operatori della scuola dell'infanzia e di 269 insegnanti dei nidi capitolini. Ma a fronte della regolarizzazione dei precari, l'accordo, siglato nel 2006 dalla Giunta Veltroni con Cgil-Cisl e Uil, prevedeva la riduzione di due educatrici per ogni singolo asilo nido della Capitale. La prima tranche di riduzioni è stata realizzata l'anno scorso con il taglio di un'educatrice per ogni singolo asilo nido capitolino. Quest'anno dovrebbe seguire l'ulteriore riduzione di un educatore per asilo nido, anche se, da quanto risulta ai sindacati di base, anche i confederali sono contrari alla misura sottoscritta a suo tempo con il Comune. «L'anno scorso il Comune di Roma nei nidi e nelle scuole dell'infanzia ha fatto abuso di contratti precari per coprire le carenze di organico - dice Caterina Fida, dirigente dell'Rdb- Cub del Comune di Roma - i sindacati di base sono contrari alla riduzione dell'organico, che nel quadro dell'accordo sottoscritto nel 2006 fra Comune e confederali prevede altri tagli. Confidiamo nell'assessore comunale alle politiche scolastiche Laura Marsilio per scongiurare nuovi tagli». Anche perchè, secondo l'esponente sindacale, se arriveranno nuovi tagli, per forza il Comune dovrà continuare a fare massiccio ricorso a contratti part-time di tre ore al giorno. E il parttime, con incarichi spot di tre ore per le educatrici in asili diversi è un grave danno per la continuità del rapporto didattico con i piccoli. Sono i bambini alla fine che ci rimettono, cambiando ogni giorno supplente. Il problema, secondo la sindacalista, riguarda la mancata garanzia dei livelli qualitativi di accoglienza e dei rapporti individuali fra educatrice e alunno nei nidi. Intanto, le Rdb confermano il loro calendario di proteste: un'assemblea cittadina il primo giorno di scuola e un incontro-dibattito pubblico il 4 settembre, a cui saranno invitati oltre all'assessore Marsilio, quello al personale Enrico Cavallari e il sindaco Alemanno.(P.A.)

27 agosto 2008 - Il Giorno

Licenziate le centraliniste dell’ospedale. Poi toccherà alle dipendenti della mensaI sindacati promettono battaglia e si appellano al Pirellone di SILVIA VIGNATI

LEGNANO — LICENZIATE a partire dal 1° settembre 2008. Le undici operatrici del call center (arruolate tramite agenzia interinale) dell'Azienda ospedaliera di Legnano hanno ricevuto ieri le lettere di fine rapporto. Si sperava in una proroga del loro contratto, ma l'ipotesi è naufragata del tutto con il ricevimento delle missive. Quello che paventavano da mesi le Rappresentanze di base (Rdb) si è, purtroppo, drammaticamente avverato. DA LUNEDÌ entrerà in funzione il nuovo call center regionale, "Lombardia call", con sede a Paternò, in Sicilia. «Quello che sta succedendo a Legnano è un vero e proprio scandalo - sbotta Riccardo Germani, sindacalista Rdb -. Non possiamo accettare che queste donne perdano il posto di lavoro, dopo aver "servito" in maniera impeccabile l'Azienda per sei, ben sei anni, senza aver mai subito un appunto, un richiamo. In tutto questo tempo hanno prenotato per noi esami nei quattro ospedali e nei poliambulatori, ci hanno informano sulle liste di attesa e altro ancora. Da lunedì, chiamando l'800.843843, non sappiamo esattamente cosa succedrà, ma lo immaginiamo. Senza voler innescare una guerra fra "poveri del Nord del Sud", ci risponderà una voce siciliana, che non sa nulla dei reparti di Legnano, Magenta, Abbiategrasso, Cuggiono. Di certo prenoterà solo la prima visita, ma non orienterà i cittadini nei loro dubbi sanitari, e così le persone saranno costrette a prendere informazioni recandosi in ospedale. Va da sé che i disagi maggiori li patiranno anziani e disabili. E tutto questo non è economico per l'Azienda ospedaliera: da settembre la chiamata (per gli utenti sempre gratuita) le costerà 2.60 euro, contro gli attuali 1.98 euro." LA QUESTIONE non è destinata a concludersi in tempi brevi. Sabato i consiglieri regionali di Rifondazione comunista hanno presentato alla Giunta un'interrogazione urgente sulla vicenda. «Abbiamo inoltre sollecitato un'audizione delle donne licenziate in Consiglio regionale - riprende Germani -. E già ora stiamo mettendo a punto una serie di azioni di lotta, che riguarderanno l'ospedale legnanese nei prossimi giorni». Perché per Germani, questo è solo l'inizio di una grave crisi occupazionale che investirà) i quattro ospedali: «A novembre toccherà alle operatrici delle cucine di Legnano e Magenta: 22 donne perderanno il posto di lavoro».

Il call center del Civile sarà trasferito in Sicilia. Precarie a casa a fine mese

di SILVIA VIGNATI

LEGNANO — LE RAPPRESENTANZE di base (Rdb) dell'Azienda ospedaliera di Legnano lo avevano già annunciato a giugno: le operatrici del call center, le figure che prenotano esami nei quattro ospedali e nei poliambulatori, che ci informano sulle liste di attesa e altro ancora, sono fortemente a rischio. Arruolate tramite agenzia interinale, il 31 agosto scade il loro ennesimo contratto. La "razionalizzazione" del servizio di call center, decisa dalla direzione, rischia di diventare una mannaia sulle loro teste. «Undici lavoratrici a breve perderanno il posto di lavoro perché l'Azienda ospedaliera vuole aderire a un call center regionale che di lombardo ha solo il nome: Lombardia call - avevano messo in guardia i sindacati -. Queste undici donne non avranno la possibilità di essere ricollocate nel nuovo call center regionale perché si trova in Sicilia, e più precisamente a Paternò, e il servizio prevede costi molto più alti degli attuali». Lo sciopero del 27 giugno era stato fatto anche per queste lavoratrici precarie. Venendo a tempi più ravvicinati, Riccardo Germani delle Rdb ha preso contatto con la direzione aziendale pochi giorni fa per approfondire il loro caso: purtroppo le notizie non sono buone. «È confermato che dal primo settembre partirà il nuovo call cell center regionale di Paternò - afferma -. Il cambio determinerà costi più alti del servizio, non sarà più economico per l'azienda, perché la chiamata costerà di più. Inoltre, al momento, non assorbirà tutto il lavoro svolto dalle donne a Legnano, ma solo una parte, diciamo circa il 15%. Per le attuali operatrici non sembra esserci speranza né di conservare il posto di lavoro, e men che meno di essere stabilizzate, come giustamente si attendevano dopo sei anni di lavoro continuativo, ma sempre precario. Al massimo avranno una brevissima proroga del contratto». E POI? «Secondo la direzione, si aprono due strade - riprende Germani -: tutto il lavoro passa al call center regionale con licenziamento definitivo delle operatrici. La seconda: si vanno a ricercare all'interno dell'azienda figure amministrative disposte a passare dal part time al full time: il che significa innescare una guerra fra poveri». Che posizione assumerà Rdb? "Contestiamo tutte e due le possibili soluzioni. Faremo picchetti, e annunciamo fin d’ora interrogazioni parlamentari».

 

8 agosto 2008 - Left

Chi esternalizza pagaSi apre qualche spiraglio per i precari nella Sanità del Lazio: trecento si avviano alla stabilizzazione, mentre due inchieste di ispettori e carabinieri scoprono le irregolarità nascoste dietro la diffusa pratica degli appaltidi Sara Picardo

Roma - Finalmente una buona notizia per la Sanità del Lazio. Martoriata dagli scandali, caratterizzata dalla precarietà che tocca migliaia di lavoratori e da un piano di rientro dal deficit che sembra non aver fine. L’ultima mazzata è arrivata col blocco, da parte del governo, di 5 miliardi già stanziati alla Regione Lazio per tamponare il buco, che lascia prevedere un’estate rovente, e al secco. Al policlino di Tor Vergata di Roma, invece, per molti lavoratori sembra giunto a termine il lungo calvario di scadenze e rinnovi contrattuali. Il sembra è d’obbligo, perché i posti disponibili per la stabilizzazione non coprono interamente il numero degli aventi diritto. Ma il passo in avanti è netto: la direzione del Ptv ha avviato lo scorrimento delle graduatorie per stabilizzare ben 341 precari, contro i 10-15 posti in media toccati alle altre Asl. Eppure la precarietà nel policlinico romano non è facile a sparire: «La volontà del Ptv di stabilizzare è un fatto positivo - commenta Teresa Pascucci, dell’Rdb - . Ma rimangono le esternalizzazioni selvagge, che comportano costi più elevati e nascondono spesso una somministrazione di manodopera illegale». Proprio il Ptv, infatti, è tuttora sotto il mirino degli ispettori del lavoro per l’appalto illecito di servizi alla Arcobaleno srl. Sono oltre 300 i lavoratori coinvolti dalla recente inchiesta dell’ispettorato, che in un verbale presentato all’azienda e alla ditta fornitrice ha individuato una duplice irregolarità, contrattuale e di forma. Secondo gli ispettori, i lavoratori dell’Arcobaleno, inquadrati come pulitori, svolgono in realtà mansioni di operatori socio sanitari (pagati 6 euro e 55 l’ora a fronte dei 16 che percepisce l’Arcobaleno per il servizio). Inoltre, dietro un appalto di servizi si nasconderebbe in realtà una vera e propria somministrazione di manodopera, vietata dalla stessa legge 30, madre di ogni precariato. «L’appalto costa all’azienda 18 milioni di euro in tre anni - prosegue la sindacalista - e dovrebbe scadere nel 2010. Ma a causa della denuncia, c’è stata una sospensione dell’affidamento. Se a fine agosto gli ispettori, dopo aver risposto al ricorso del Ptv, confermeranno le irregolarità dovrebbero iniziare le internalizzazioni dei precari». Anche qui il condizionale è d’obbligo. Perché la recente revoca dell’assessore alla Sanità del Lazio Augusto Battaglia blocca il percorso di stabilizzazione dei lavoratori "esternalizzati" avviato con un tavolo di trattativa la scorsa primavera. Accanto agli ispettori del lavoro, sono entrati in azione anche i carabinieri del Nas, che hanno messo alla luce la truffa nascosta dietro uno dei più lucrosi appalti della Sanità laziale. Quello dei servizi informatici del San Eugenio di Roma, ceduto per 21 milioni di euro in 5 anni a una Ati, la H Edit srl, al cui interno figura anche la Telecom. Gli inquirenti avrebbero scoperto episodi di corruzione, appalti pilotati e un buco in bilancio che ha portato alla decapitazione dei vertici della Asl Roma C e a cinque ordinanze di custodia cautelare. Tra questi, Annamaria Robustellini accusata di essere l’ideatrice della truffa, dopo aver ricevuto direttamente dal direttore generale dell’azienda, Elisabetta Paccapelo, la "nomina a chiamata" come capo dell’ufficio Finanze e attività liquidatorie dell’Asl. La Paccapelo è anche la moglie di Mauro Pirazzoli, direttore amministrativo del Ptv. Ci sarebbe da dire che gli appalti non convengono, oltre che ai lavoratori, nemmeno ai dirigenti.

 

6 agosto 2008 - Bisceglie live

Riassunti 27 ex dipendenti delle Case di Cura Riunite
Portata a termine una vertenza durata 14 anni

«La Direzione Generale della ASL BAT con deliberazione n. 1083 del 30/07/2008 ha concluso l’iter amministrativo per le procedure di assunzione a tempo indeterminato per 27 ex dipendenti delle CCR appartenenti al ruolo sanitario come previsto dalla L.R. n. 20/2005 e delle L.R. n. 1657/2007, tali assunzioni saranno effettuate apartire dal 16 agosto prossimo. In questi giorni gli ex CCR riceveranno dalla ASL la comunicazione di assunzione».
Ad annunciare il tutto è il Rappresentante Territoriale Sergio Di Liddo del Sindacato RdB – CUB, che con caparbietà e determinatezza è riuscito, malgrado diverse difficoltà e sacrifici, a portare a termine in maniera positiva una lunga e drammatica vertenza durata per ben 14 anni, e che inizialemente ha visto coinvolti oltre 2.000 dipendenti di cui 350 appartenenti al Nord Barese.
Il rappresentante dell’O. S. RdB – CUB, ringrazia pubblicamente il Direttore Generale dell’ASL BAT, dott. Rocco Canosa e il Direttore dell’Area Gestione del Personale dott. Vincenzo Piazzola per l’impegno e la sensibilità dimostrata per la risoluzione della vertenza sul nostro territori.
«La RdB - CUB è stata l’unica organizzazione sindacale che ha curato dal 1995 la vertenza CCR. - prosegue Di Liddo - i problemi non sono ancora terminati, infatti dei 40 ex dipendenti delle CCR appartenenti al nord barese, ne sono stati assunti 27, i restanti 13 appartenenti al ruolo amministrativo, sono stati esclusi dalle graduatorie di merito In quanto le loro qualifiche non sono previste nel piano di stabilizzazione».
Al fine di risolvere definitivamente il ricollocamento di tutti gli ex dipendenti delle CCR compreso i 13, la RdB – CUB ripetutamente continua ad avere incontri con i vertici ASL BAT e gli Assessorati regionali competenti (Sanità e Lavoro) per completare definitivamente il piano di assunzione considerando che 17 posti dei 44 messi a disposizione dalla ASL BAT sono rimasti ancora vacanti.

2 agosto 2008 - L'Unità

Asili nido, in arrivo altri tagliFumata nera dopo l’incontro tra l’assessore alla scuola Marsilio e Rdb sulle assunzioni dei precaridi Luciana Cimino

Roma - Una bocciatura quasi totale dell'incontro svoltosi fra i sindacati e il Campidoglio sulla vertenza dei nidi del Comune di Roma che riguarda l'assunzione di 938 precari. Per le Rdb Cub il tavolo non ha portato a «nessun cambiamento sostanziale». Anzi, la nuova amministrazione avrebbe in serbo per i lavoratori dei nidi ulteriori


2 agosto 2008 - Left

I precari dell’ambiente
Settecento lavoratori a rischio negli enti di ricerca del ministero guidato da Stefania Prestigiacomo.Vittime della fusione in un unico contenitore, l’Iscra.I sindacati accusano: «Servirà a imbavagliare ogni controllo autonomo sull’inquinamento
di Sara Picardo

Prendi i tre enti di ricerca del ministero dell’Ambiente (Apat, Icram e Infs). Uniscili in uno (Ispra). Mescola bene le tre piante organiche. E poi taglia del 10 per cento. Metti il tutto a bollire per bene nell’ultimo calderone delle "semplificazioni" del ministro Renato Brunetta e aspetta che arrivi ottobre. Cosa ne viene fuori? Settecentoventuno ricercatori precari, con professionalità molto elevate, che tra ottobre e dicembre, alla scadenza dei loro contratti, non sanno che fine faranno. Visto che i processi di stabilizzazione dei 313 tempi determinati che attualmente lavorano negli enti, avviati con le ultime due Finanziarie, sono stati bloccati. Mentre neanche si parla più di altri 408 co.co.co. col contratto in scadenza a dicembre che, secondo un recente accordo con i sindacati, dovevano passare a tempo determinato. L’intento del governo è creare un unico istituto, l’Ispra appunto, controllato direttamente dal ministero dell’Ambiente, con scarsa autonomia rispetto a un’agenzia di controllo, com’era l’Apat. E piena di personale precario. Ecco la storia del pastiche, raccontata da Anna, biologa dell’Apat e sindacalista dell’Rdb-Cub: «Tutto è iniziato con la spazzatura di Napoli. La nostra agenzia è presente con alcuni suoi tecnici all’interno del commissariato governativo per dare un parere sui siti individuati dalla protezione civile. Con la passata amministrazione straordinaria, insediatasi solo a gennaio, avevamo iniziato a lavorare a consulenze sulla raccolta differenziata con gli enti campani interessati. Ma il 22 luglio il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo ha sostituito i vertici dell’Apat e degli altri due enti di ricerca interessati dall’accorpamento con un commissario straordinario, il prefetto Vincenzo Grimaldi, e due sub commissari, che vigileranno sul nuovo istituto. Togliendo all’Apat, di fatto, non solo l’autonomia di cui godeva, ma anche gran parte dei suoi compiti, tra cui la valutazione strategica di impatto ambientale. Dicono che così si accorceranno i tempi per avere un parere tecnico dalla commissione Valutazione impatto ambientale, ma la verità è che tutto verrà riportato al ministero dell’Ambiente, con un controllo centralizzato e "governativo", a discapito di politiche ambientali serie. E chi ne beneficerà sarà la grande industria. Basti pensare che uno dei nostri compiti era di vigilare sui siti nucleari. Ma a quanto pare, specie se giungerà a compimento la scelta di riportare l’atomo in Italia, se ne occuperà un’agenzia ad hoc». Secondo Volfango Pirelli, segretario nazionale Flc-Cgil, «la riorganizzazione in realtà maschera un vero e proprio spoil system». Impossibile, infatti, per l’attuale governo, toccare la presidenza e i cda dei tre enti, visto che delle leggi ne tutelano l’assetto. «L’effetto sui lavoratori - aggiunge Pirelli - sarà duplice: se da una parte sono già state bloccate le stabilizzazioni dei precari, dall’altra salteranno centinaia di contratti di collaborazione. Inoltre, con l’ultimo decreto le piante organiche degli enti sono state ridotte del 10 per cento e il turn over è stato bloccato. Ma non si è atteso un istante per nominare un commissariato speciale a capo di unistituto, l’Ispra, che ancora non esiste, visto che la legge che l’ha istituito non è ancora stata approvata». Precarietà si somma a precarietà, senza soluzioni di continuità. E se l’intento è chiaro - riportare gli Enti di ricerca sotto l’egida del ministero, limitandone l’autonomia - meno chiari sono il quadro di riordino del nuovo istituto e la riorganizzazione generale della ricerca ambientale in Italia. Verso quale strada andranno? Quella dello smembramento asservito all’industria, come accusano i lavoratori, o quella della tutela e della ricerca ambientale autonoma, come servirebbe?


1 agosto 2008 - Corriere Alto Adige

Inps, precari in sciopero

BOLZANO — I precari dell'Inps tornano in piazza davanti alla Rai. Una trentina di militanti del sindacato RdB ha manifestato contro la finanziaria estiva.
«Questo decreto rende tutti precari, toglie posti di lavoro e abbassa gli stipendi» dice Nadja Vitale. Con questo decreto sarà ancor più difficile regolarizzare i precari dell'Inps altoatesina. Solidarierà ai precari da tutta la sinistra locale

28 luglio 2008 - Il Centro

Manifestazione oggi in piazza Alessandrini
Operatori della sanità in piazza per il lavoro

PESCARA - Una manifestazione pubblica a sostegno di tutti i lavoratori della sanità. Promossa dalle rappresentanze sindacali di base Cub, Cobas e Sdl, la mobilitazione si svolge questa mattina dalle 9 alle 14 in piazza Alessandrini. «Tale iniziativa sindacale-pubblica», sottolinea Mario Frittelli (Rdb-Cub), «la prima a livello regionale, nasce dall’esigenza di dare sostegno a centinaia di lavoratori della sanità che stanno perdendo il posto di lavoro e alle centinaia di migliaia di cittadini abruzzesi che stanno perdendo il diritto alla salute. Vogliamo, con questa iniziativa, non solo manifestare l’indignazione nei confronti di un mondo politico alla deriva delle tangenti ma proporre un tavolo istituzionale capace di intraprendere delle soluzioni che salvaguardino la sanità pubblica».
La manifestazione verterà, inoltre, sulle problematiche scaturite dal decreto 112 del ministro Renato Brunetta «che mette in crisi l’impianto della struttura del pubblico impiego e dello stato sociale».
Alla iniziativa sindacale sono stati invitati il presidente vicario della Regione Abruzzo Enrico Paolini, il sindaco di Pescara, Luciano D’Alfonso e il direttore generale della Asl di Pescara, Antonio Balestrino.
«La loro partecipazione», aggiunge Frittelli, «sarebbe, per i lavoratori e cittadini abruzzesi, un importante segnale di solidarietà nei loro confronti e di disponibilità a una fattiva collaborazione che da tempo le varie istituzioni pubbliche hanno interrotto».


26 luglio 2008 - Il Centro

Contratti in scadenza, i precari si mobilitano
I sindacati a Balestrino: impegni concreti. Lunedì la protesta sotto l’assessorato
di YLENIA GIFUNI

PESCARA - Nella bufera che si è abbattuta sulla sanità abruzzese i precari dell’Asl non stanno a guardare. Ieri mattina una delegazione di circa 30 lavoratori, accompagnati dal sindacalista Mario Frittelli, ha ottenuto un incontro con il direttore sanitario Antonio Balestrino. Pronta una mobilitazione lunedì prossimo in piazza Alessandrini, sotto la sede dell’assessorato alla Sanità.
Le richieste dei precari sono le stesse da diversi mesi. Chiedono la proroga dei contratti di lavoro in scadenza e l’applicazione dell’articolo 3 del Piano Sanitario Regionale che prevede il progressivo riassorbimento nei limiti del «tetto di spesa del piano di risanamento regionale».
Tecnici di laboratorio, infermieri, amministrativi e rappresentanti sindacali di base provenienti da diverse città dell’Abruzzo si sono riuniti nei locali dell’ospedale civile Spirito Santo di Pescara. La vicenda Del Turco sembra aver fornito un nuovo slancio nella lotta per il posto fisso. Dalle 10 del mattino il presidio si è sciolto alle 14,15 circa. Volevano esprimere le loro lamentele al direttore generale Antonio Balestrino, ma fino alle 12 ad ascoltare le richieste dei dipendenti è stato il direttore amministrativo Giovanni Bladelli.
Balestrino non ha voluto rilasciare dichiarazioni, la risposta dalle istituzioni si ripete da giorni: «Nelle nostre casse non ci sono soldi». La gente però non ci sta: «Con i 14 milioni di euro rubati dalle tasche dei cittadini si sarebbero potuti assumere tutti gli 800 precari e risanare interamente il bilancio», è il commento di uno dei lavoratori.
«Vogliamo un impegno concreto dalla Direzione», sottolinea Mario Frittelli, coordinatore regionale sanità Rdb-Cub, «i contratti stanno per scadere e c’è bisogno di assistenza perchè il numero degli addetti ai lavori è inferiore rispetto alla domanda».
Fiorella Rolandi, moglie di Frittelli e infermiera professionale dell’Asl di Chieti, si fa portavoce del gruppo: «Non possiamo proclamare una giornata di sciopero perchè non siamo in grado di garantire l’assistenza minima». All’incontro era presente anche Rodolfo De Sanctis e Patrizio Marcucci dell’Rdb sanità di Guardiagrele e di Chieti. Da due giorni l’ospedale di Guardiagrele è stato accorpato alla struttura di Chieti con la chiusura di tredici reparti.
Lunedì le lamentele si spostano in piazza Alessandrini. Alla manifestazione partecipano i Cobas e la Fsi, invitati anche il sindaco Luciano D’Alfonso e Balestrino.

24 luglio 2008 - Dire

(DIRE) Bologna, 24 lug. - "E' inaccettabile che i lavoratori precari e delle cooperative sociali vengano licenziati o dati in sub-appalto alle Asp, con prevedibili conseguenze in termini di ulteriore ricattabilita' e diminuzione dei livelli salariali, contraddicendo gli impegni presi nella trattativa sul bilancio comunale". Anche le Rdb protestano per la vicenda degli 11 cococo del servizio immigrazione del Comune di Bologna riassorbiti dalla Asp "Poveri vergognosi". E' Luigi Marinelli a dare voce allo scontento del sindacato di base e a dire anche che "nella riorganizzazione dei servizi sociali e nell'avvio delle Asp stiamo assistendo ad una lunga serie di scontri, ad una totale confusione ed approssimazione, ad una totale assenza di un concreto confronto sindacale e con i lavoratori coinvolti". Il "problema vero", dice Marinelli in una nota, e' che le Asp "possono essere uno strumento utile per una riorganizzazione dei servizi fondata sulla reinternalizzazione e riassorbimento dei lavoratori precari ed in appalto alle cooperative, invece stiamo assistendo ad uno scontro tra Comune e Regione tutto ai danni dei lavoratori, sia comunali che in appalto".


24 luglio 2008 - Omniroma

SERVIZI SOCIALI, OPERATORI «IN MUTANDE» RECLAMANO STIPENDI

(OMNIROMA) Roma, 24 lug - «Essere ridotti in mutande» non è solo un modo di dire per un gruppo di manifestanti, circa 100, riuniti nel collettivo Operatori Sociali Squattrinati, che questa mattina si è simbolicamente messo in slip a piazza Madonna di Loreto, ad angolo di piazza Venezia, per protestare contro «il blocco del pagamento degli stipendi da parte del Comune in favore degli operatori sociali». I manifestanti hanno anche appeso due fili di slip nell'area verde antistante al Vittoriano ed hanno aperto uno striscione con la scritta «Ieri Veltroni oggi Alemanno, gli operatori sociali sempre in mutande stanno». La protesta degli operatori sociali nasce «dal blocco dei pagamenti in favore delle cooperative che erogano servizi di assistenza agli anziani, ai disabili e nelle scuole di Roma, questa sospensione è stata decisa dal sindaco dopo la sua elezione per effettuare un controllo sulle spese del Comune». «Ci sono circa 2.000 lavoratori del sociale che reclamano lo stipendio dal mese di giugno - dice Cristina, operatrice sociale - noi non ce l'abbiamo con il sindaco perché è di destra ma per il fatto che ha bloccato i nostri stipendi. Siamo passati dallo status di operatori sottopagati a quello di operatori senza stipendio. Lui si è fatto garante che i pagamenti riprenderanno, ma intanto c'è gente che deve pagare l'affitto ed il mutuo: decida al più presto». Non c'è solo il tema dello sblocco dei fondi tra i motivi di protesta dei manifestanti: «Bisogna aprire un discorso più ampio sul trattamento giuridico dei lavori socialmente utili, spesso svolgiamo mansioni uguali a quelle di molti dipendenti comunali eppure percepiamo uno stipendio inferiore. Alcuni servizi, come l'assistenza ai disabili, non possono essere considerati sperimentali ed appaltati alle cooperative: vanno internalizzati e con loro il personale che li svolge». Gli operatori sociali scesi in piazza questa mattina dicono di «non temere un eventuale passaggio dei servizi che svolgiamo ad altre cooperative, con orientamenti politici di destra: abbiamo cambiato tante coop nel corso della nostra vita lavorativa, cambiare ancora non sarebbe un problema. Per noi è importante che siano garantiti i pagamenti e la qualità dei servizi». Aderiscono alla protesta di questa mattina anche l'Unione Sindacale Italiana, l'Ait e la Rdb-Cub.

24 luglio 2008 - Corriere Alto Adige

Peterlini a Roma
Inps, nessuna possibilità per i precari

BOLZANO — Doccia fredda per i precari dell'Inps che rischiano di venire licenziati il prossimo 31 luglio.
Ieri infatti il senatore Oskar Peterlini, che si era interessato della vicenda, ha discusso a Roma con il direttore generale dell'Inps Vittorio Crecco, che non ha offerto alcuna garanzia sul mantenimento dei dieci posti di lavoro (ieri hanno invece superato l'esame orale altri 8 dipendenti, i quali possono ora contare su migliori prospettive).
«Purtroppo ci sono grosse difficoltà— spiega Peterlini — per il mantenimento dei posti di lavoro dei precari e questo, mi è stato detto da Crecco, non dipende dalla volontà della direzione generale dell'istituto ma dal decreto legge 112 che impone una revisione della definizione dell'organico della sede bolzanina prima di poter effettuare nuove assunzioni». La situazione per i precari dell'Inps sembra dunque complicarsi pesantamente. Intanto Nadja Vitale, coordinatrice provinciale della RdB, esprime forte preoccupazione: «Alcune sedi periferiche, come quella di Bressanone, rischiano a questo punto la chiusura».

24 luglio 2008 - Il Giornale di Vicenza

SCUOLA. I docenti hanno manifestato contro i tagli.
Una delegazione ricevuta dalla presidente della Commissione istruzione e cultura
Sit-in di precari a Montecitorio

Roma - Alcune centinaia di docenti precari, in rappresentanza dei circa 350 mila colleghi, hanno partecipato ieri ad un sit-in in piazza Montecitorio, organizzato dai Comitati insegnanti precari e dalla Rete docenti precari 11 luglio.
La manifestazione era stata indetta per esprimere la più dura contrarietà ai tagli economici riguardanti la scuola. Si parla infatti di circa 8 miliardi di euro che verrebbero "tagliati" dalla scuola nei prossimi tre anni.
All’iniziativa hanno partecipato le associazioni di categoria, la Cub scuola, la Gilda degli insegnanti, i Cobas, i rappresentanti sindacali di Cgil Cisl e Uil, Rifondazione comunista, Comunisti italiani, Sinistra democratica. In piazza anche i rappresentanti di opposizione della 7a Commissione cultura e istruzione, Antonio Di Pietro e Mariangela Bastico, e il ministro dell’istruzione del governo ombra, Maria Pia Garavaglia.
Erano presenti anche numerosi rappresentanti dei precari vicentini, guidati dal prof. Francesco Casale. Il loro impegno sarà ora quello della mobilitazione territoriale.
Intanto, la manifestazione davanti a Montecitorio ha ottenuto un primo risultato: una delegazione di precari è stata ricevuta dalla presidente della 7a Commissione, l’on. Valentina Aprea. Si è parlato dei tagli previsti in Finanziaria, del reclutamento, dei programmi riguardanti la scuola del futuro prossimo.
I precari sono riusciti a ottenere dall’on. Aprea la promessa di mantenere la graduatoria ad esaurimento. E hanno poi ribadito la contrarietà al progressivo "smantellamento" della scuola pubblica a favore di quella privata.
Gli insegnanti precari hanno infine sottolineato che, pur con il massimo rispetto delle autonomie locali, non va trascurato il fatto che il federalismo rischia di scardinare l’organizzazione dell’istruzione a livello nazionale.

SCUOLA: PRECARI, NO A TAGLI E CHIAMATE DIRETTE DEI DOCENTI
PRESIDENTE CIP, ISTRUZIONE PUBLICA AD UN PUNTO DI NON RITORNO

Roma, 23 lug. - (Adnkronos) - Duecentocinquanta docenti precari, in rappresentanza dei 350.000 colleghi, hanno partecipato oggi al sit-in organizzato dai Cip, Comitati insegnanti precari, e dalla Rete docenti precari 11 luglio, in piazza Montecitorio, a Roma. «Il fatto che alla nostra iniziativa abbiano aderito associazioni di categoria ma anche sindacati, partiti ed organizzazioni della società civile -ha dichiarato Maristella Curreli, presidente nazionale dei Cip- evidenzia il punto di non ritorno al quale è giunta la scuola pubblica italiana. La proposta di sussidiarietà sottintende la dismissione della scuola di tutti e per tutti, il subappalto agli istituti religiosi e ai diplomifici, la revoca della libertà d'insegnamento, licenziamenti, ulteriore precarizzazione e dequalificazione dell'istruzione, con regresso sociale e di competitività nazionale». Per questo i docenti precari hanno ribadito il loro no sia al piano dei tagli, 8 miliardi di euro, pari ad un terzo dell'intera manovra finanziaria e 130.000 posti, previsto dal Dl 112, che al futuro sistema di reclutamento dei docenti, introdotto dal ddl 953 (Aprea). Provvedimento, basato sulla chiamata diretta dei presidi, che a detta dei precari, introdurrà clientelismo e nepotismo in sostituzione delle vigenti graduatorie, basate su titoli ed esperienze didattiche acquisite negli anni dagli attuali aventi diritto. All'iniziativa hanno partecipato tutte le associazioni di categoria già presenti all'incontro dell'11 luglio ed autrici del blog Rete docenti precari, la Cub Scuola, la Gilda degli Insegnanti, i Cobas, Cgil-Cisl-Uil, il Cidi, Rifondazione Comunista, Sinistra Democratica ed il Partito dei Comunisti Italiani. In piazza anche i rappresentanti d'opposizione della VII Commissione Cultura della Camera, Antonio Di Pietro e, per il Pd, Mariangela Bastico ed il ministro dell'istruzione del governo ombra, Maria Pia Caravaglia. Una delegazione dei Cip e della Rete docenti precari è stata ricevuta alla Camera, in VII Commissione Cultura. La presidente, Valentina Aprea, alla presenza delle onorevoli Caterina Pes, Maria Coscia e Rosa De Pasquale, ha assicurato l'adozione di norme transitorie a salvaguardia dei diritti già acquisiti dai precari ed il mantenimento, qualunque sia il futuro sistema di reclutamento, della quota del 50% in favore degli attuali iscritti nelle graduatorie ad esaurimento. I Cip attendono provvedimenti concreti e sono disponibili al confronto e ai futuri incontri, auspicati da Aprea.

23 luglio 2008 - Adnkronos

ROMA: RDB-CUB, ALEMANNO DISTRUGGE I SERVIZI SOCIALI
«GIOVEDÌ PRESIDIO IN PIAZZA MADONNA DI LORETO»

Roma, 23 lug. - (Adnkronos) - «Il sindaco Alemanno distrugge i servizi sociali». Lo dichiara la Federazione nazionale delle Rappresentanze sindacali di base. «Alemanno - denunciano le Rdb-Cub - ha bloccato indiscriminatamente tutti i pagamenti della precedente amministrazione, fra i quali i compensi dovuti agli operatori sociali dipendenti di cooperative che assistono gli anziani, i disabili e i bambini nelle scuole di Roma. Così da due mesi migliaia di operatori sociali della Capitale non stanno percependo lo stipendio e, dato che le cooperative affidatarie dei servizi pagano i dipendenti a fronte delle erogazioni del Comune, alcuni lavoratori attendono lo stipendio persino da aprile». «Questo stato di cose - continuano le Rdb-Cub - va ad aggravare la già drammatica situazione creata dall'enorme precarietà contrattuale e dai livelli salariali da fame di questi lavoratori. Pertanto il 'Coordinamento Operatori Sociali Squattrinatì ha indetto per giovedì prossimo un presidio in Piazza Madonna di Loreto, a Roma, in cui gli operatori, a simboleggiare il grave disagio a cui sono sottoposti, protesteranno in mutande. Le Rdb-Cub Cooperative sociali e Terzo Settore sostengono la protesta degli operatori, a cui hanno aderito anche l'Unione Sindacale Italiana-Ait e il Coordinamento Lavoratori del Terzo Settore». «Cambiano i sindaci e le amministrazioni, ma la condizione di lavoratori e lavoratrici dell'assistenza e dei servizi alla persona rimane insostenibile - dichiara Cristina Flamigni, del Coordinamento Operatori Sociali Squattrinati - poichè abbiamo lavorato, e le bollette, gli affitti e i mutui non aspettano i comodi del sindaco Alemanno, ci mobilitiamo per rivendicare i nostri soldi e i nostri diritti, senza delegare nulla a cooperative e sindacati concertativi che non ci hanno mai rappresentato».

SANITÀ: RDB-CUB, ESTERNALIZZATI POLICLINICO TOR VERGATA INCONTRANO MARRAZZO

Roma, 23 lug. - (Adnkronos) - «Si è svolto questa mattina davanti alla Regione Lazio, in occasione del Consiglio straordinario sulla Sanità, un presidio dei lavoratori della Arcobaleno srl, esternalizzati del Policlinico di Tor Vergata. I circa 300 lavoratori, la cui vertenza prosegue da tempo, col sostegno delle Rdb-Cub, hanno sollecitato e ottenuto un incontro con il presidente Marrazzo, in qualità di Commissario alla Sanità, per affrontare il problema della loro regolarizzazione in vista delle scadenze previste dagli organismi ispettivi». Lo comunicano le Rdb-Cub. «L'Ispettorato del Lavoro di Roma - continuano le Rdb-Cub - ha infatti censurato l'appalto a suo tempo conferito dal Ptv all'Arcobaleno srl, ditta che entro la fine di agosto dovrà probabilmente cessare il suo rapporto col Policlinico. L'incontro fra le Rdb e il presidente Marrazzo è stato fissato per il 31 luglio prossimo. L'organizzazione sindacale di base chiederà il mantenimento degli impegni già assunti dal precedente assessore alla Sanità Battaglia e dalla Direzione del Policlinico, al fine di stabilire garanzie occupazionali per i lavoratori e assistenziali per i pazienti, in attesa della definitiva reinternalizzazione».

18 luglio 2008 - Omniroma

(OMNIROMA) Roma, 18 lug - «Si è conclusa positivamente la vertenza per la stabilizzazione dei lavoratori con contratto Co.co.co, che da anni effettuavano di fatto lavoro subordinato presso il Policlinico di Tor Vergata. La Direzione Aziendale ha attivato lo scorrimento delle graduatorie dei concorsi già espletati, nei quali i precari già in servizio si erano collocati in posizione idonea all'assunzione». Lo comunica Rdb-Cub. «Attuata anche grazie al contributo della RdB-CUB, interessata da tempo alla vertenza, questa stabilizzazione farà sì che decine di contratti di collaborazione verranno via via sostituiti con contratti a tempo indeterminato, restituendo giustizia in termini di diritti, salario e dignità professionale dei lavoratori - prosegue la nota - Per il Coordinamento regionale della RdB-CUB si tratta di un risultato importantissimo ma ancora parziale, dato che alcuni lavoratori precari dovranno infatti attendere ancora l'esito dei nuovi concorsi. La RdB continuerà pertanto a vigilare sull'esito positivo della vertenza sino alla stabilizzazione di tutti i Co.co.co». «Nel clima di incertezza in cui versa la Sanità della Regione Lazio, il Coordinamento dà atto alla Direzione del PTV dell'impegno assunto, ritenendo tuttavia che sia ancora aperto il percorso per la regolarizzazione dei lavoratori che con contratti diversi da quello della Sanità pubblica operano ad oggi nel Policlinico - conclude il comunicato - Per tale ragione la RdB manterrà forte e determinata la mobilitazione per la vertenza dei lavoratori Arcobaleno e per la loro internalizzazione, convinta che solo la generale regolarizzazione dei contratti, precari ed esternalizzati, ed il miglioramento delle condizioni di lavoro di tutti gli operatori, potranno consentire alla struttura sanitaria il potenziamento del servizio di assistenza con standard qualitativi adeguati alla domanda di salute dei cittadini».

18 luglio 2008 - La Provincia di Cremona

Precari, Rdb contro Corada

Cremona - Non si spegne la polemica fra le Rappresentanze di base del Pubblico impiego e il sindaco Giancarlo Corada sulla questione della stabilizzazione dei precari. Al primo cittadino che rivendica le 57 assunzioni in pianta stabile di personale a tempo determinato del 2007 e le altre 49 pianificate per l’anno in corso un comunicato firmato da Vincenzo De Vita e Massimilano Andreotti replica accusandolo di «gioco delle tre carte». In particolare i due sindacalisti rimproverano al sindaco di non aver «mai dato risposta alla mail dell’11 marzo 2008» in cui l’organizzazione sindacale «gli chiedeva un incontro urgente sulla questione».


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28 giugno 2008 - Il Messaggero

Civitavecchia. Precari, salta il rinnovo del contratto per circa 60...

Civitavecchia - Precari, salta il rinnovo del contratto per circa 60 dipendenti che dal primo luglio passeranno da co.co.co a disoccupati. E i sindacati minacciano: «pronti da subito ad intraprendere ogni azione volta a garantire i lavoratori e la salvaguardia dei loro posti di lavoro». A riaprire il fronte che sembrava ormai chiuso (vigili urbani a parte) con l'accordo recentemente sottoscritto fra Cgil-Fp, Cisl Fps, Uil-Fpl, Rdb e comune sono le organizzazioni di categoria che in una nota denunciano di aver «appreso con particolare rabbia l'intenzione dell'amministrazione di non voler rinnovare i contratti ai dipendenti assunti a tempo determinato e co.co.co». Il motivo? Sembra uno soltanto: «La mancanza di risorse finanziarie - spiegano i sindacati in una nota - per procedere con il piano stabilizzazione dei precari». Anche se forse il problema risulterebbe un altro: «ritardi e impedimenti burocratici fra uffici - afferma Flavio Zeppa della Rdb-Cub - nella ratifica dell'accordo sottoscritto con il comune». I tempi però sono stretti. E dal 30 giugno senza il rinnovo del contratto circa 60 persone si ritroveranno disoccupate. I conti sono presto fatti: 16 vigili urbani, 19 co.co.co per i quali il comune si impegnava a rinnovare il contratto per procedere poi alla loro stabilizzazione una volta costituite le holding. Nel gruppo rientrano anche 24 dei 30 (6 infatti figurano nel personale interno all'amministrazione) per i quali "il comune si impegnava a bandire una selezione pubblica". Bando non ancora pubblicato con un'unica conseguenza: anche i 24 a tempo determinato dal 1 luglio saranno disoccupati.
Tutti senza lavoro dunque in attesa della costituzione delle holding? «E' solo uno squallido tentativo dell'amministrazione - aggiunge Diego Nunzi, segretario della Cgil-Fp - per fare pressione, utilizzando i precari, sui sindacati per chiudere la partita delle holding».
E intanto - nella classica guerra tra poveri - un vigile urbano precario risponde ai "precari felici" stabilizzati e collocati nelle società di servizi. «Cari precari felici - scrive il vigile precario - noi abbiamo vinto un concorso (e voi no), ci siamo formati e abbiamo servito la città per 36 mesi, con competenza, abnegazione, professionalità, però non riesco a capire una cosa: perché noi dovremmo sostenere un nuovo concorso e voi no? E poi, cari precari felici noi non siamo per niente tranquilli. Forse voi non ci avete pensato, ma partecipare ad un concorso non garantisce affatto la certezza del vostro posto di lavoro».(F.Og

26 giugno 2008 - Corriere Alto Adige

Vertenza La RdB: «Ci scippano 24 posti»
«Inps, precari beffati Bocciati agli esami»

BOLZANO — I precari del-l'Inps sentono puzza di bruciato. «Dopo essere stati chiamati ripetutamente all'Inps per periodi di lavoro a tempo determinato di sei mesi — spiega Nadja Vitale, delegata della Rappresentanza di Base Inps di Bolzano — ed aver maturato il requisito per la stabilizzazione del rapporto di lavoro in base all'articolo 1 comma 519 della Legge 296/2006, un gruppo di precari è stato ritenuto non idoneo alla prova scritta della selezione per la stabilizzazione. Invece di indire un percorso selettivo che tenesse conto della necessità di sanare un uso distorto del lavoro a tempo determinato, come previsto dalla circolare 7 del 30 aprile 2007 emanata dalla Presidenza del Consiglio, Dipartimento della Funzione Pubblica, l'Inps di Bolzano ha messo in piedi un vero concorso pubblico e la commissione ha ritenuto di bocciare 10 candidati su 18 partecipanti. Altri 7 semestrali non hanno partecipato alle prove perché hanno già superato precedenti selezioni pubbliche. Gran parte dei bocciati, a loro volta, hanno superato concorsi pubblici pur senza diventare di ruolo».
Per Nadja Vitale si tratta di «una vera mannaia che non tiene in alcun conto dello spirito della norma. Finché erano precari questi lavoratori hanno avuto il gradimento dell'amministrazione, visto che li ha richiamati più volte, adesso che si era determinata la possibilità di una trasformazione a tempo indeterminato, improvvisamente diventano incapaci ». Ma non finisce qui: «Sulla stabilizzazione dei precari Inps incombe un'altra minaccia. Il Dipartimento della Funzione Pubblica ha intenzione di ritirare la disponibilità dei 24 posti riconosciuti all'ente previdenziale dal DPR del 29 dicembre 2007 per la stabilizzazione dei precari di Bolzano, in quanto l'amministrazione non avrebbe rispettato il termine del 31 maggio per la comunicazione delle assunzioni dei semestrali ». Una vera beffa, tenendo conto che l'Inps altoatesina ha tra 70 e 80 posti vuoti in organico. Chi non supera gli esami, a fine luglio perderà il posto. «La RdB-Cub tornerà in piazza — conclude Nadja Vitale — per evitare lo scippo dei 24 posti, rivendicare la conclusione del percorso di stabilizzazione e chiedere una soluzione per gli esclusi».


26 giugno 2008 - Alto Adige

Inps, nuova protesta in vista
Esclusi 10 dei 18 precari da stabilizzare: è polemica

BOLZANO - Doccia fredda per più della metà dei semestrali dell’Inps che speravano nell’assunzione a tempo indeterminato. Nella Finanziaria 2007 il governo aveva inserito un articolo ad hoc che permetteva l’assunzione dei dipendenti che da anni lavoravano presso l’istituto con contratti a tempo determinato rinnovati ogni sei mesi. I posti messi a disposizione di questi semestrali presso la sede di Bolzano erano stati 24. Ma per poter usufruire di questa "istanza di stabilizzazione", i semestrali devono superare un’apposita prova di selezione. Nei giorni scorsi si sono svolte le prove scritte per 18 semestrali che speravano nell’assunzione (altri sette non hanno partecipato perché avevano già superato precedenti selezioni pubbliche). Ebbene, soltanto otto di loro hanno superato l’esame per poter accedere alla prova orale. I dieci precari che invece sono stati bocciati a questo punto rischiano di trovarsi ancora una volta senza lavoro.
«Una vera mannaia - accusa Nadja Vitale, coordinatrice provinciale delle rappresentanze sindacali di base dell’Inps - che non tiene in alcun conto dello spirito della norma. Finché erano precari questi lavoratori hanno avuto sempre il gradimento dell’amministrazione, adesso che si era determinata la possibilità di una trasformazione a tempo indeterminato del loro rapporto di lavoro diventano improvvisamente incapaci. Inoltre - aggiunge - sulla stabilizzazione dei precari Inps incombe un’altra minaccia. Infatti il dipartimento della Funzione Pubblica ha intenzione di ritirare la disponibilità dei 24 posti riconosciuti a Bolzano, in quanto l’amministrazione non avrebbe rispettato il termine del 31 maggio per la comunicazione delle assunzioni dei semestrali. Per evitare lo scippo di questi 24 posti torneremo in piazza».

21 giugno 2008 - Il Manifesto

SINDACATI DI BASE
Migliaia in piazza a difesa dei diritti

Oltre venti manifestazioni in tutta Italia, e migliaia di lavoratori in piazza per dire un sonoro «no» alle politiche del governo. Ma non solo. Nella giornata nazionale di mobilitazione indetta dai sindacati di base (RdB Cub, Cobas e SdL) a sostegno della piattaforma unitaria deliberata lo scorso maggio, i lavoratori hanno chiesto più salario, sicurezza sul lavoro, lotta alla precarietà, e democrazia sindacale. A Roma, 2 mila lavoratrici e lavoratori pubblici, con una grande partecipazione tra i comparti dell'università e della ricerca, hanno manifestato davanti alla sede del ministero della funzione pubblica, per ribadire il «totale dissenso con la visione espressa dal ministro Brunetta»: «L'aumento della qualità deriva da uno stop netto alle esternalizzazioni e agli appalti, mentre è inaccettabile mandare a casa migliaia di precari che per anni hanno garantito il funzionamento di tanti servizi». Il ministero ha poi ricevuto una delegazione sindacale, assumendo l'impegno ad aprire un tavolo per affrontare il problema dei precari. Un'altra delegazione è stata ricevuta a palazzo Chigi: i sindacati hanno consegnato la piattaforma unitaria e chiesto un tavolo permanente di consultazione. Ora il sindacalismo di base annuncia un grande sciopero generale in autunno, a sostegno della piattaforma unitaria.


21 giugno 2008 - Liberazione

«Non siamo soddisfatti delle scelte del Governo»
di Roberto Farneti

«Non siamo soddisfatti delle scelte del Governo». Più esplicito di così Guglielmo Epifani non avrebbe potuto essere. Il cambio della guardia a Palazzo Chigi, com'era prevedibile, restituisce la combattività perduta al segretario della Cgil, che da Taranto lancia il grido di battaglia: «Noi non piegheremo la testa di fronte al tentativo di far regredire i diritti dei lavoratori», avverte Epifani, di fronte ai circa quattromila pensionati presenti al Palafiom.
Per ora la parola "sciopero" non viene pronunciata. Il sindacato, precisa Epifani, «risponderà con l'attenzione, le modalità, la costruzione dei percorsi di cui siamo capaci e dei quali avvertiremo la necessità». Tradotto: bisogna prima capire se Cisl e Uil sono d'accordo. Nel frattempo, la Cgil formalizzerà il proprio giudizio negativo sulla manovra e sui provvedimenti che riguardano il mondo del lavoro durante il comitato direttivo di lunedì prossimo.
Se il "pachiderma" confederale fatica a muoversi, lo stesso non accade per il sindacalismo di base. Ieri in tutta Italia si è svolta la giornata di mobilitazione promossa da Cub, Cobas e SdL, con manifestazioni e presìdi in venti città. A Roma 2.500 lavoratori hanno manifestato in piazza di Montecitorio e una delegazione delle tre organizzazioni sindacali di base è stata ricevuta a Palazzo Chigi. Nel corso dell'incontro Cub, Cobas e Sdl hanno consegnato la loro piattaforma unitaria, hanno richiesto l'avvio di un tavolo permanente di consultazione e hanno posto con forza il problema dei diritti e della democrazia sindacale. Un buon contributo alla riuscita di questa giornata di protesta lo hanno fornito i lavoratori pubblici. Mobilitati dalla RdB Cub, in 2mila si sono recati sotto gli uffici del ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, al grido di "fannullone sarà lei".
Il carattere strumentale e propagandistico dei proclami di Brunetta sulla lotta agli assenteisti emerge con chiarezza da un episodio reso noto dal Giornale di Sicilia . A Licata, nell'Agrigentino, un dipendente comunale è stato licenziato perché a gennaio scorso non fu trovato nel posto di lavoro dai carabinieri. L'operaio, mentre risultava presente, si trovava invece in un bar del centro di cui è titolare. Denunciato per truffa ai danni del Comune e interruzione di pubblico servizio, il lavoratore è stato, appunto, licenziato dal commissario straordinario alla guida dell'amministrazione comunale. «Come si vede - commenta il segretario generale della FP Cgil, Carlo Podda - la normativa già oggi esistente è più che sufficiente a perseguire in maniera efficace ed adeguata i lavoratori assenteisti».
Al tempo stesso, però, il sindacato accetta la sfida lanciata dal ministro per rendere più produttivo il settore: «Non dobbiamo avere nessun timore, nessuna preoccupazione - taglia corto il segretario della Uil Luigi Angeletti - perchè i sindacati rappresentano e difendono le persone che lavorano».
Quello che è inaccettabile, dal punto di vista della Cgil, è che, con il pretesto di semplificare gli adempimenti burocratici delle imprese, si cancellino diritti e tutele. «Il governo penalizza donne e disabili», accusa Epifani. Il segretario della Cgil si riferisce in primo luogo all'abolizione della legge varata alla fine dello scorso anno dal governo Prodi per combattere il fenomeno delle dimissioni in bianco. Un abuso di cui sono spesso vittime giovani donne, perché consente a certe imprese «di fronte a una gravidanza» di esercitare «il ricatto rispetto al rapporto di lavoro».
Epifani punta il dito anche contro il ripristino dell'art.14 della legge Biagi, che offre alle imprese la scorciatoia per non rispettare le quote per l'assunzione di cittadini diversamente abili. Come? Tramite appalti a cooperative sociali che li occupano. «Così offriamo ai disabili una opportunità in più», l'autodifesa del ministro del Lavoro Maurizio Sacconi. Peccato che la decisione di abolire di questa norma, assunta dal precedente governo con il pacchetto welfare, fu sottoscritta da tutte le organizzazioni dei diversamente abili.
Nemmeno la novità della "carta dei poveri" da 400 euro convince la Cgil: «Le famiglie si aiutano tutelando il reddito - ribatte Epifani - non tagliando i servizi, soprattutto quelli legati alla sanità e all'assistenza e riconoscendo il ruolo sociale dell'anziano e del pensionato». Certo, «tutto quello che viene dato ai pensionati è benvenuto, poco o tanto che sia - chiarisce subito il leader della Cgil - però vorrei che questi contributi si dessero con un criterio che fosse il primo passo, per dare poi di più a chi resta fuori da questo contesto. Invece - osserva Epifani - questo strumento mi pare più un'una tantum».
Più mordido il giudizio della Cisl: «Una iniziativa di questo tipo agli anziani non ha nessuna controindicazione. Anzi, è un aiuto alle persone più in difficoltà», il parere di Raffaele Bonanni. «La verità vera - prosegue il leader della Cisl - è invece che noi vogliamo un'azione redistributiva molto più forte. Certo, l'economia non va bene e per questo noi proponiamo un patto subito al governo».


21 giugno 2008 - Il Gazzettino

MANIFESTAZIONE
Presidio dei Cub davanti a Confindustria contro la precarietà

Vicenza - Un centinaio di lavoratori (fonte Rdb Cub Vicenza) nella mattinata di ieri hanno presidiato l'ingresso di Confindustria Vicenza. Il presidio, coordinato dall'Rdb Cub locale, si è svolto in contemporanea in molte città d'Italia. «Siamo scesi in piazza per il salario, la sicurezza nei luoghi di lavoro, la continuità del reddito e contro la precarietà», ha dichiarato il coordinatore Cub Vicenza, Germano Raniero.
La protesta del sindacato di base era indirizzata, in particolar modo, all'accordo tra Cgil, Cisl e Uil, Confindustria e Governo sui contratti di lavoro. «Diciamo no a questo documento: a livello regionale abbiamo presentato una piattaforma alternativa, noi siamo per l'applicazione del contratto nazionale ha concluso Reniero e se le nostre richieste non verranno accolte si andrà ad uno sciopero generale»
Verso mezzogiorno il presidio dei Cub ha accolto con esultanza la notizia che il Tar Veneto ha sospeso l'iter per la costruzione della base USA al Dal Molin. «Due anni di lotte hanno finalmente trovato ragione - dichiara Raniero -. Come lavoratori organizzati nel sindacalismo di base siamo sempre stati militanti attivi per impedire questa base di guerra; apprendere questa notizia importante mentre si è in piazza contro un governo che militarizza il territorio e vuole il ritorno al nucleare è una coincidenza fortunata».
«Le lotte però non si fermano - conclude il rappresentante Cub - ma continueranno con vigore. Oggi abbiamo un motivo in più per mobilitarci e vanno dunque confermate le iniziative di fine giugno per presidiare l'area Dal Molin».


21 giugno 2008 - La Nuova Sardegna

«Fermeremo le centrali nucleari»
I sindacati autonomi in piazza anche contro il precariato
di Pablo Sole<//strong><//strong><//strong><//strong><//strong><//strong><//strong><//strong><//strong><//strong><//strong><//strong><//strong><//strong><//strong><//strong><//strong><//strong><//strong><//strong><//strong><//strong><//strong></><//></><//></><//><//strong><//strong><//strong><//strong><//strong><//strong><//strong><//strong>

7 dicembre 2007 - Italia Sera

L’obiettivo sarà stabilizzare i lavoratori Sollecitato il Governo per i precari Alitalia

Roma - Dopo la seduta straordinaria di ieri, il Consiglio regionale,ha approvato all’unanimità una mozione che impegna presidente e Giunta regionale a sollecitare un intervento del Governo a favore della stabilizzazione dei lavoratori precari del Gruppo Alitalia. "Come si legge nella premessa della mozione, primo firmatario il presidente della Commissione lavoro, pari opportunità e politiche giovanili, Peppe Mariani a fine marzo 2006 il sindacato di base Cub Trasporti ha richiesto l’intervento ispettivo dell’Ufficio provinciale del Lavoro di Roma che ha certificato l’esistenza di 200 lavoratori a progetto utilizzati come veri e propri dipendenti di Alitalia e Alitalia Servizi. La ex compagnia di bandiera, che dovrà pertanto stabilizzare i lavoratori illegittimamente utilizzati, avrebbe richiesto al Governo la riapertura dei termini della sanatoria sul lavoro sommerso prevista dalla Finanziaria 2007". Inoltre, "In Az Airport - continua la mozione - agli oltre 1.000 lavoratori precari assunti con contratto a tempo determinato utilizzati quotidianamente allo scalo di Fiumicino è stato proposto un ulteriore periodo di precarietà (fino a 6 anni), prevedendo per essi contratti di apprendistato professionalizzante. Analoga è la situazione nei call-centerdove sono centinaia i lavoratori impiegati con contratti atipici e temporanei a fronte di un impiego che in alcuni casi si protrae anche da oltre 7-8 anni". Premesso tutto questo, il Presidente e la Giunta si impegnano a sollecitare il Governo al fine di attivare, prima dell’eventuale proroga della sanatoria, un tavolo di trattativa tra le organizzazioni sindacaliresponsabili dell’intervento ispettivo dell’Ufficio provinciale del lavoro e il Gruppo Alitalia, con l’obbiettivo distabilizzare i lavoratori dell’intero Gruppo, sanando così una situazione di odiosa discriminazione e ottemperando agli indirizzi che il governo tanto regionale quanto nazionale ha ripetutamente affermato di voler perseguire in materia di lavoro.


7 dicembre 2007 - L'Unità

Alitalia. Alla Pisana odg per i precari

Roma - Il Consiglio regionale del Lazio ha approvato all'unanimità una mozione che impegna presidente e Giunta regionale a sollecitare un intervento del Governo a favore della stabilizzazione dei lavoratori precari del Gruppo Alitalia. Nella premessa della mozione, primo firmatario il presidente della Commissione lavoro, Peppe Mariani, a fine marzo 2006 Cub Trasporti ha richiesto l'intervento ispettivo dell'Ufficio provinciale del Lavoro che ha certificato l'esistenza di 200 lavoratori a progetto utilizzati come veri e propri dipendenti di Alitalia e Alitalia Servizi.

7 dicembre 2007 - Panorama del 15 novembre

Il lato oscuro delle Coop
PRECARIATO DIFFUSO, LAVORI CEDUTI ALL'ESTERNO, DOMINIO DEI SINDACATI CONFEDERALI; CAUSE DI LAVORO...ECCO COME TANTI LAVORANO NELLE COOP...
di MARCO COBIANCHI

Precariato oltre i limiti, monopolio di fatto dei sindacati confederali, lavori dati in appalto in modo disinvolto... Ma che succede alle Coop? Il regno della mutualità, della solidarietà e del rispetto del lavoro e dei lavoratori sembra essere in realtà, se si ascoltano i suoi stessi dipendenti, un’azienda non così buona come vorrebbe far credere. Le Coop, imprese di riferimento della sinistra, con la quale condividono gli ideali, si comportano nella pratica come tutte le altre imprese. A volte anche peggio.
Un esempio? Alla Unicoop Tirreno su 6.065 lavoratori, a fine 2006, 1.280 sono assunti a tempo, cioè oltre il 21 per cento: anche se il contratto nazionale di distribuzione cooperativa (in fase di rinnovo) prevede che in ogni unità produttiva non si possa superare il 15 per cento.
Un limite «facilmente aggirabile grazie a numerose deroghe» spiega l’avvocato Olga Simeoni che ha assistito diversi lavoratori, alcuni dei quali con 30 contratti a termine sulle spalle, che hanno fatto causa per vedersi riconoscere il contratto a tempo indeterminato. «Il modo che era più usato per superare il tetto» prosegue Simeoni «erano i cosiddetti contratti di sostituzione: cioè si assumeva a tempo determinato una persona che ne sostituiva un’altra. Solo che nei numerosi contratti che mi sono stati sottoposti non era scritto chi veniva sostituito e così si poteva superare surrettiziamente il famoso limite. Ci sono volute diverse sentenze della Corte di giustizia europea, oltre che un intervento della legislazione italiana, per obbligare anche le Coop a indicare il nome e il cognome della persona che viene sostituita».
Un’altra deroga, che i sindacati confederali hanno accettato, riguarda i negozi di nuova apertura: possono essere gestiti da una quantità di precari superiore ai limiti fissati dal contratto per un periodo che può arrivare fino a 24 mesi. Il fatto strano è che da nessuna parte è scritto di quanto si può eccedere: «Ciò significa che teoricamente anche tutti gli assunti in un nuovo punto vendita possono essere precari» rimarca Simeoni.
«Il precariato è una sofferenza che riguarda tutto il settore della distribuzione e quindi anche le Coop» conferma Luigi Coppini della Filcams Cgil nazionale.
Un’altra pratica diffusa nel sistema Coop è assumere part-time e, contemporaneamente, far firmare al lavoratore il cosiddetto patto modificativo che consente all’azienda di cambiare, unilateralmente e con brevissimo preavviso, l’orario di lavoro. Se non si accetta, essere assunti diventa molto difficile.
Alla Coop Adriatica, stando ai dati ufficiali, il lavoro precario è pari al 13,6 per cento. Però, afferma il dipendente Davide (nome di fantasia, come gli altri citati nell’articolo, perché nessuno vuole esporsi con nome e cognome), «nel nostro ipermercato i lavoratori a tempo sono la maggioranza assoluta. Ci sono quarantenni, cinquantenni che vanno ancora avanti a forza di contratti di tre mesi in tre mesi. Quando gliene fanno uno di sei si fa festa».
Già, ma i contratti a termine chi li decide? «I direttori dei singoli supermercati» cioè gli stessi ai quali da qualche anno è stata concessa la possibilità di incrementare il loro stipendio se raggiungono obiettivi di redditività e di fatturato. Esattamente come fa una qualsiasi impresa normale, cioè che non fa del rispetto dei lavoratori una bandiera come dicono le Coop.
Tanto che quando è arrivato il momento di ristrutturare i processi lavorativi è stata chiamata la McKinsey, società di consulenza che incarna l’idea di efficientismo senza se e senza ma che forse stride con quello che dovrebbe essere il metodo di lavoro alla Coop.
Così alla fine la Unicoop ha adottato il «numeratore personale»: ogni commesso dei banchi di pane, formaggi e salumi è dotato di un contatore che deve premere ogni volta che serve un cliente. Un meccanismo che, sostengono i critici, può servire a individuare il dipendente che lavora di più.
«Da noi c’è di peggio» riferisce Francesca, una signora di 60 anni che lavora alla Coop Estense di Ferrara: «Si chiama filo diretto, chiunque può chiamare e lamentarsi del servizio di una cassiera o di un banconista. Chiunque vuol dire anche un folle, o uno che ce l’ha con te. Quando arriva una telefonata, si viene chiamati in dir ezio ne e si prende una lavata di testa, alla terza telefonata si rischia il licenziamento. Certo, non c’è nulla di scritto, ma la realtà è questa. Eppoi… ha presente CoopVoce?». CoopVoce è il marchio con il quale la Coop è entrata nel business della telefonia mobile. I clienti hanno raggiunto quota 100 mila. «Peccato che in nessun supermercato della regione sia stato assunto un solo nuovo addetto» spiega Francesca.
«Le attivazioni sono un lavoro in più per gli attuali dipendenti che lo fanno senza aver ricevuto un aumento della retribuzione» aggiunge Giancarlo Desiderati, segretario della Flaica di Roma, aderente al sindacato di base. Ed è strano che su questo punto Cgil, Cisl e Uil non si siano inalberate. In effetti, quando si affronta il tema dei sindacati, i dipendenti rispondono parlando di un «muro di gomma» dei confederali, che sembrano preferire il quieto vivere allo scontro frontale.
Forse a determinare questo atteggiamento c’è anche quell’articolo del contratto nazionale che obbliga ogni azienda cooperativa con oltre 200 dipendenti a pagare lo stipendio pieno a un dipendente perché svolga esclusivamente attività sindacale. Secondo i sindacati, quella norma è stata applicata solo per 9 persone ed è stata integrata da un’altra norma in base alla quale le Coop stipendiano altri 9 sindacalisti a livello nazionale; tre per ogni organizzazione confederale, Cgil, Cisl e Uil.
Alla fine succede che l’azienda stipendia i sindacalisti che dovrebbero controllarla. E il sistema è chiuso. Nel senso che molto difficilmente altri sindacati possono fare concorrenza ai confederali. A Roma, infatti, è in corso una causa (il 14 novembre è fissata la terza udienza) contro l’Unicoop Tirreno. Motivo: i sindacati di base, rispettando il contratto, hanno raccolto i consensi necessari per indire le el ezio ni delle rsu (rappresentanze sindacali unitarie) sui luoghi di lavoro. Il 18 settembre i confederali e l’azienda, in una sola notte, hanno cambiato il protocollo per la costituzione delle rsu stabilendo che le el ezio ni possono essere indette solo da Cgil, Cisl e Uil, firmatarie del contratto nazionale.
I sindacati di base denunciano l’azienda per comportamento antisindacale e parte il processo. «Tutto vero, però sia chiaro, chiunque può candidarsi» replica Fabrizio Ungarelli della Cisl di Bologna. Ribatte Desiderati: «Solo che purtroppo solo gli assunti a tempo indeterminato possono permettersi il lusso di partecipare attivamente alla vita sindacale, quelli che hanno contratti a tempo rischiano seriamente di non vederselo rinnovato».
Come succede, in fondo, in molte aziende. «Che le Coop siano migliori di altre aziende è una favola. I problemi che abbiamo con loro sono esattamente gli stessi che affrontiamo con le altre imprese. Identici» avverte Ungarelli della Cisl bolognese. «Lo spirito mutualistico non c’è più da tempo e anche noi facciamo fatica a entrare nelle aziende a causa di un rapporto biunivoco tra la Cgil e l’organizzazione delle cooperative».
Biunivoco, forse, è dire poco. A Bologna l’ultimo contratto integrativo fra i sindacati e la Coop Adriatica è stato firmato solo dalla Cgil con l’opposizione della Cisl e della Uil. Il motivo? L’accordo prevede la possibilità di affidare all’esterno un’attività tipica dei supermercati: l’allestimento dei banconi nelle corsie. Proposta accettata, contratto firmato, referendum tra i lavoratori favorevole. Il risultato è che la sistemazione dei prodotti sui banconi è stata affidata a una cooperativa , la Coop Saragozza di Bologna, uno dei simboli della mutualità cittadina , che è finita in crisi e adesso rischia il fallimento, la messa in mobilità di un centinaio di soci-dipendenti e l’asta delle proprietà immobiliari alle quali, si dice sotto i portici bolognesi, proprio la Coop è interessata . «Quell’accordo è stato un punto di compromesso» ammette Ramona Campari, segretario della Cgil del commercio bolognese, «e nel prossimo contratto potrebbe rientrare».
In tema di «esternalizzazioni» anche la Unicoop di Firenze non scherza. Un anno fa ha appaltato alla cooperativa Cft i turni di lavoro pomeridiano e notturno al magazzino merci di Scandicci provocando uno sciopero spontaneo.
Appaltando all’esterno il lavoro, la Unicoop Firenze ha un vantaggio molto forte: un proprio dipendente guadagna in media 1.200 euro al mese per 36 ore la settimana, uno della Cft, dove all’80 per cento sono extracomunitari, prende poco più di 800 euro per 40 ore.
«Guardi che 20 anni fa era tutto diverso» s’infervora Sara che lavora alla Coop Adriatica. «C’era un clima davvero diverso, si era orgogliosi di stare alle Coop. Ma la concorrenza è la concorrenza e i prezzi più di tanto non si possono abbassare, allora si va di precariato e appalti per risparmiare sul lavoro». Stefano, ex dipendente della Coop Estense, la spiega così: «Si è spremuti al massimo con orari difficili da sostenere, con cassiere che lavorano anche 8 ore di fila con un intervallo di solo mezz’ora, che non sarebbe legittimo».
Stefano dopo aver denunciato la cooperativa (causa vinta) è un libero professionista. Forse accetterebbe di essere citato con nome e cognome... «Meglio di no, ho una parente che sta ancora lì, alle Coop».


6 dicembre 2007 - Adnkronos

Roma, 6 dic. (Adnkronos) - Il Consiglio regionale del Lazio ha approvato oggi all'unanimità la mozione presentata dal consigliere regionale dei Verdi Peppe Mariani che impegna il presidente della Regione Marrazzo ad attivarsi presso il Governo per la stabilizzazione dei lavoratori precari del gruppo Alitalia. «Nello specifico - spiega Mariani - il Consiglio ha chiesto a Marrazzo di attivarsi presso il Governo Prodi per istituire un tavolo di trattativa tra le organizzazioni sindacali responsabili dell'intervento ispettivo dell'Ufficio Provinciale del Lavoro e il Gruppo Alitalia, per stabilizzare i lavoratori, sanando così una situazione di discriminazione e ottemperando agli indirizzi che il Governo tanto regionale quanto nazionale ha ripetutamente affermato di perseguire in materia di lavoro». «La mozione - aggiunge Mariani - sollecita inoltre il Governo a ritirare la contestazione disciplinare indirizzata a un legittimo rappresentante sindacale e a scoraggiare in generale atteggiamenti antisindacali». «Ad oggi sono circa 400 le assunzioni con contratto a progetto - ricorda Mariani - e in questo scenario, la Cub Trasporti ha richiesto l'intervento ispettivo dell'Ufficio Provinciale del Lavoro di Roma, denunciando Alitalia e Alitalia Servizi. Le indagini dell'ispettorato si sono protratte fino a questi giorni e hanno certificato l'esistenza di oltre 200 lavoratori a progetto utilizzati come veri e propri dipendenti. La ex-Compagnia di Bandiera dovrà pertanto stabilizzare urgentemente i lavoratori impropriamente utilizzati nell'azienda». «Sembra che il management di Alitalia e Alitalia Servizi abbia chiesto al Governo la riapertura dei termini della sanatoria sul lavoro sommerso contenuta nella Legge Finanziaria 2007 - ricorda Mariani - in modo da ottenere un alleggerimento degli oneri attraverso cancellazioni delle multe e sconto sui contributi evasi. Mentre giorni fa è stata consegnata da Alitalia Servizi una contestazione disciplinare ad un rappresentante della Cub Trasporti per aver svolto attività che rientra nella normale prassi dell'attività sindacale stabilita dallo statuto del lavoratori». «Il comparto del trasporto aereo nel Lazio occupa una componente molto rilevante della forza lavoro complessiva e quindi le sorti di questi lavoratori sono importanti per la Regione - afferma Mariani - È per questo che mi sono attivato per presentato la mozione. Adesso, dalle parole si passa ai fatti: Regione Lazio e Governo dovranno avviare un processo di stabilizzazione per i lavoratori di Alitalia perchè è necessario offrire un futuro migliore a tanti cittadini della nostra regione».


6 dicembre 2007 - Omniroma

REGIONE, APPROVATO ODG SU STABILIZZAZIONE PRECARI ALITALIA

(OMNIROMA) Roma, 06 dic - «Il Consiglio regionale del Lazio, riunito in seduta straordinaria per discutere della localizzazione del terzo aeroporto civile, ha approvato all'unanimità una mozione che impegna presidente e Giunta regionale a sollecitare un intervento del Governo a favore della stabilizzazione dei lavoratori precari del Gruppo Alitalia». Lo comunica, in una nota, il Consiglio della Regione Lazio. «Come si legge nella premessa della mozione, primo firmatario il presidente della Commissione lavoro, pari opportunità e politiche giovanili, Peppe Mariani - prosegue la nota - a fine marzo 2006 il sindacato di base Cub Trasporti ha richiesto l'intervento ispettivo dell'Ufficio provinciale del Lavoro di Roma che ha certificato l'esistenza di 200 lavoratori a progetto utilizzati come veri e propri dipendenti di Alitalia e Alitalia Servizi. La ex compagnia di bandiera, che dovrà pertanto stabilizzare i lavoratori illegittimamente utilizzati, avrebbe richiesto al Governo la riapertura dei termini della sanatoria sul lavoro sommerso prevista dalla Finanziaria 2007». Inoltre, «in Az Airport - continua la mozione - agli oltre 1.000 lavoratori precari assunti con contratto a tempo determinato utilizzati quotidianamente allo scalo di Fiumicino è stato proposto un ulteriore periodo di precarietà (fino a 6 anni), prevedendo per essi contratti di apprendistato professionalizzante. Analoga è la situazione nei call-center dove sono centinaia i lavoratori impiegati con contratti atipici e temporanei a fronte di un impiego che in alcuni casi si protrae anche da oltre 7-8 anni». Tutto ciò premesso e considerato, il Consiglio regionale del Lazio impegna «il Presidente e la Giunta a sollecitare il Governo al fine di attivare, prima dell'eventuale proroga della sanatoria, un tavolo di trattativa tra le organizzazioni sindacali responsabili dell'intervento ispettivo dell'Ufficio provinciale del lavoro e il Gruppo Alitalia, con l'obbiettivo di stabilizzare i lavoratori dell'intero Gruppo, sanando così una situazione di odiosa discriminazione e ottemperando agli indirizzi che il governo tanto regionale quanto nazionale ha ripetutamente affermato di voler perseguire in materia di lavoro».


29 novembre 2007 - Genova Press

SANITA’ LAZIO: RDB, LA REGIONE DIA UNA SVOLTA ALLE VECCHIE LOGICHE SU APPALTI E PRECARIATO

Roma - Dopo le lotte e le denunce sostenute nella Sanità del Lazio, ora messe in luce anche dalla recente inchiesta della trasmissione "Report", le RdB-CUB proseguono nella mobilitazione per ottenere dalla Regione una svolta definitiva dalle vecchie logiche che hanno determinato appalti e precariato. Innanzi tutto intendono reagire alle discriminazioni a cui vengono sottoposti i lavoratori in appalto, dipendenti della Arcobaleno S.r.l al Policlinico di Tor Vergata, iscritti alle RdB-CUB: avvio di licenziamenti per lavoratori in prova, discriminazioni nei turni di lavoro, diniego delle ferie maturate negli anni passati e in spregio delle leggi vigenti.
A questo proposito appare grave il silenzio della Regione, del PTV e della Arcobaleno s.r.l.. Agli ultimi due interlocutori le RdB-CUB si sono già formalmente rivolte per contrattualizzare in modo corretto i lavoratori impegnati nell’appalto, OTA e OSS inquadrati dal 2001 con contratti da operaio pulitore.
Inoltre le RdB hanno indetto per giovedì 28 novembre un’assemblea di tutti i lavoratori del Policlinico di Tor Vergata, a cui hanno già dato adesione sia gli esternalizzati ed i co.co.co, che i dipendenti a tempo indeterminato, per porre le prioritarie questioni della contrattualizzazione dei lavoratori in appalto e della carenza strutturale di personale, anche in relazione alla prossima apertura di nuovi reparti al Policlinico.
A fronte delle recenti dichiarazioni dell’assessore alla Sanità della Regione Lazio Augusto Battaglia per la stabilizzazione dei precari, le RdB ricordano che l’accordo sottoscritto dall’assessore con Cgil, Cisl e Uil nel novembre scorso, che prevedeva l’internalizzazione a tempo determinato dei lavoratori impegnati negli appalti in scadenza, non ha avuto seguito nel caso del PTV, visto l’espletamento nel luglio di quest’anno di una gara d’appalto con validità fino al 2010.
"L’assessore vincola le delibere attuative al via libera da parte degli organismi ministeriali", dichiara Pio Congi delle RdB-CUB. "Ma le nostre lotte hanno dimostrato che le esternalizzazioni e gli appalti, ancorché effettuati nel rispetto delle normative, comportano un aggravio di costi per le finanze della sanità regionale insieme alla precarizzazione e al diniego dei diritti dei lavoratori".
"A questo punto le RdB chiedono con forza che la Regione Lazio, anziché continuare a siglare protocolli con Cgil, Cisl e Uil (che oltretutto non vengono rispettati) apra un serio tavolo di confronto con chi rappresenta realmente i precari della Sanità", conclude Congi.
ASSEMBLEA DI TUTTI I LAVORATORI DEL POLICLINICO DI TOR VERGATA - 29 novembre - Roma, Viale Oxford 81 - Sala Anfiteatro del PTV - dalle ore 18.00


29 novembre 2007 - Il Manifesto

Sciopero nazionale dei lavoratori socialmente utili (Lsu) proclamato dalla RdB-Cub. Davanti al Ministero del Lavoro, in via Flavia, si terrà un presidio a partire dalle 10 di mattina. Chiedono la fine del lavoro nero svolto da migliaia di Lsu, assegnati agli enti pubblici con una legge dello Stato ma senza contratto di lavoro e senza contributi da circa 12 anni. In base ai dati ufficiali del 2005, si tratta di «circa 34 mila lavoratori costretti a vivere con 500 euro€ al mese, subendo il ricatto delle proroghe e condannati ad una vecchiaia senza pensione». In finanziaria nulla è previsto per la loro stabilizzazione.

Lsu. Sciopero nazionale e presidio domani a RomaALITALIA: LAZIO, CONSIGLIO REGIONALE APPROVA MOZIONE SU STABILIZZAZIONE PRECARI

28 novembre 2007 - Apcom

Roma, 28 nov. (Apcom) - Le Rdb-Cub hanno proclamato per venerdì prossimo lo sciopero nazionale dei lavoratori socialmente utili (Lsu), con un presidio davanti la sede di via Flavia del ministero del Lavoro. Il sindacato di base chiede la fine del lavoro nero svolto da migliaia di Lsu assegnati agli enti pubblici con una legge dello Stato, ma senza contratto e senza contributi da circa 12 anni. "Si tratta di circa 34 mila lavoratori - spiega l'organizzazione sindacale - costretti a vivere con 500 euro al mese subendo il ricatto delle proroghe e condannati a una vecchiaia senza pensione. La stabilizzazione dei precari di cui questo Governo si fa vanto lascia fuori questa tipologia di lavoratori. Intanto i servizi pubblici in molti enti locali vanno avanti grazie agli Lsu. Un personale qualificato, ma privato di diritti e dignità". Le Rdb-Cub chiedono al Governo una sanatoria con assunzioni in deroga, contratti a tempo indeterminato, prepensionamenti e contributi per la pensione per tutti i lavoratori socialmente utili.


28 novembre 2007 - Dire

SANITA'. RDB: REGIONE APRA SERIO CONFRONTO SU PRECARI
DOMANI ASSEMBLEA DEI LAVORATORI POLICLINICO TOR VERGATA

(DIRE) Roma, 27 nov. - "Anziche' continuare a siglare protocolli con Cgil, Cisl e Uil, la Regione Lazio apra un serio tavolo di confronto con chi rappresenta realmente i precari della sanita'". E' quanto afferma, in una nota, il sindacato di base Rdb Cub che ha convocato per domani alle 18 un'assemblea dei lavoratori del Policlinico di Tor Vergata, a cui hanno gia' dato adesione sia gli esternalizzati ed i co.co.co, che i dipendenti a tempo indeterminato, per porre le prioritarie questioni della contrattualizzazione dei lavoratori in appalto e della carenza strutturale di personale. "A fronte delle recenti dichiarazioni dell'assessore alla Sanita' Augusto Battaglia per la stabilizzazione dei precari- spiega la nota- le RdB ricordano che l'accordo sottoscritto dall'assessore con Cgil, Cisl e Uil nel novembre scorso, che prevedeva l'internalizzazione a tempo determinato dei lavoratori impegnati negli appalti in scadenza, non ha avuto seguito nel caso del Policlinico di Tor Vergata, visto l'espletamento nel luglio di quest'anno di una gara d'appalto con validita' fino al 2010".

LAVORO/ RDB-CUB: VENERDI' SCIOPERO LSU, CHIEDIAMO SANATORIA
Previsto anche presidio davanti sede via Flavia ministero Lavoro
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15 novembre 2007 - Ansa

(ANSA) - ROMA, 15 NOV - La Rdb si dice insoddisfatta per l'emendamento approvato oggi dal Senato sulla stabilizzazione dei lavoratori precari nella pubblica amministrazione. «Dopo un primo, difficile e parziale recepimento da parte del Governo delle istanze poste da tutte le tipologie dei precari della P.A. - si legge in una nota della Rdb - l'emendamento D'Amico approvato oggi tende nei fatti a ridimensionare, apponendo la foglia di fico del pubblico concorso, l'efficacia della stabilizzazione». «Certamente si tratta di un passo in avanti rispetto alla iniziale stesura del ddl.- si legge nella nota - in cui emergeva la volontà di chiudere il percorso avviato dalla Finanziaria 2007 senza più nulla concedere agli oltre 300.000 precari non ancora stabilizzati, e esclusi perchè 'colpevolì di avere contratti più precari dei contratti a termine, o affidati alla volontà di Enti locali e Università». «Continueremo dunque nella mobilitazione - conclude la nota già dalla prossima settimana saremo sotto il Ministero della Funzione Pubblica per il presidio nazionale contro la mancata stabilizzazione dei precari della Croce Rossa Italiana, ed il 30 novembre abbiamo indetto una manifestazione nazionale dei lavoratori socialmente utili davanti al ministero del Lavoro».

13 novembre 2007 - Ansa

CROCE ROSSA: ASSEMBLEA PRECARI, ESCLUSI DA STABILIZZAZIONE

(ANSA) - ROMA, 13 NOV - Dopo essere scesi in piazza per lo sciopero indetto dal sindacalismo di base, i precari delal Croce Rossa Italiana si sono riuniti per un'assemblea nazionale a Roma. Al centro del dibattito la loro esclusione dai processi di stabilizzazione nella Pubblica Amministrazione, iniziati con la Finanziaria dello scorso anno, a causa di un'interpretazione restrittiva da parte del Dipartimento della Funzione Pubblica. All'assemblea ha partecipato il sottosegretario all'Economia Paolo Cento, che ha espresso solidarietà e disponibilità ad intervenire sulla questione. Cento si è inoltre impegnato a parlare con la Funzione Pubblica per sciogliere il nodo interpretativo all'origine dell'esclusione dei precari Cri. Per le RdB-CUB, la «vicenda della Croce Rossa riassume emblematicamente come il precariato nel Pubblico Impiego possa essere utilizzato in funzione di grimaldello per smantellare tutta la Pubblica Amministrazione». A conclusione dell'assemblea nazionale, è detto in una nota, i precari Cri hanno comunicato che «non intendono svolgere il ruolo delle vittime sacrificali sull'altare di eventuali privatizzazioni, mentre vogliono invece rimanere protagonisti della propria lotta». Da martedì 20 novembre, le RdB-CUB terranno un presidio permanente davanti al Dipartimento della Funzione Pubblica, come «ulteriore passo di un percorso di lotta che proseguirà fino a quando non si arriverà ad una positiva soluzione di questa inquietante vicenda».


13 novembre 2007 - Apcom

LAVORO/ PRECARI DELLA CRI IN PIAZZA A ROMA DAL 20 NOVEMBRE
Presidio permanente davanti a dipartimento Funzione pubblica

Roma, 13 nov. (Apcom) - I precari della Croce rossa italiana da martedì 20 novembre presidieranno il dipartimento della Funzione pubblica. I sindacati di base (RdB-Cub) hanno infatti annunciato un presidio permanente per protestare contro l'esclusione dei precari della Croce rossa dai processi di stabilizzazione avviati nella Pubblica amministrazione con la Finanziaria dello scorso anno, a causa di un'interpretazione restrittiva da parte del dipartimento della Funzione pubblica. Dopo essere scesi in piazza per lo sciopero indetto dai sindacati di base, lo scorso 9 novembre i precari si sono riuniti per un'assemblea nazionale a Roma. Secondo i sindacati, i motivi della mancata stabilizzazione dei precari sono alla base di "un idea di smantellamento della stessa Croce rossa italiana, probabilmente propedeutica ad una futura privatizzazione dell'ente", si legge in una nota delle RdB-Cub.

Scuola. I supplenti precari: «Chiediamo l'intervento del sindaco». Spera, Rc: «Colpa delle esternalizzazioni»Gli educatori sul piede di guerra «Il servizio negli asili è a rischio»I genitori: «I maestri sono stati ridotti a 13 e non vengono sostituiti quando sono assenti»

25 ottobre 2007 - La Tribuna di Treviso

SALGAREDA: OGGI LA PROTESTA
La precaria ventenne morta alla «3B» Indagati anche due addetti alla sicurezza
di Luca Rossetti


25 ottobre 2007 - La Nuova Venezia

ERACLEA: L’OPERAIA MORTA ALLA «3B»
Jasmine, indagati due addetti alla sicurezza
di Luca Rossetti

ERACLEA - Sono indagati anche gli addetti alla sicurezza attuale e precedente per la morte alla 3B di Jasmine Marchese, la precaria di 20 anni schiacciata da una pressa. Domani il pm Iuri De Biasi ha ordinato una perizia sul macchinario. Intanto sono stati sospesi dal lavoro dopo aver proclamato lo sciopero. E’ accaduto ai dipendenti della Cooperativa New Service in servizio presso la 3B di Salgareda, la ditta tragicamente nota per l’incidente che ha portato alla morte lo scorso 17 settembre della ventunenne Jasmine Marchese, giovane precaria. Il sit-in proclamato dal sindacato Adl-Cobas con i lavoratori della cooperativa, che comunque si terrà questa mattina davanti ai cancelli della 3B, dovrebbe servire per sbloccare una vertenza che dura già da diversi mesi e portare ad una equiparazione con i dipendenti dell’azienda leader nella produzione di ante per mobili. All’annuncio dello sciopero, la cooperativa ha deciso di sospendere dall’attività i propri dipendenti, senza attendere lo svolgersi della protesta prevista per questa mattina. Nuovi contratti per tutti come lavoratori a tempo pieno, con l’indicazione precisa dell’orario di lavoro, applicazione del contratto collettivo nazionale del lavoro (Ccnl) siglato da Confetra, Legacoop ed Ecotras, pagamento di tutti gli arretrati, del Tfr e degli scatti d’anzianità: queste alcune delle proposte avanzate dai lavoratori della Cooperativa New Service in servizio alla 3B, insieme ad una busta paga trasparente. Richieste legittime che, secondo il sindacato Adl-Cobas, hanno portato ad una dura reazione da parte della cooperativa, che ha annunciato ai 17 dipendenti - tutti emigrati - l’immediata sospensione dal lavoro, che hanno potuto riprendere solo ieri.

24 ottobre 2007 - Omniroma

CAMPIDOGLIO, RDB-CUB ASILI NIDO: «SGOMBERATI DA SALA CARROCCIO»

(OMNIROMA) Roma, 24 ott - «Vigili urbani e agenti di polizia hanno sgomberato con la forza la delegazione delle RdB-CUB, composta da lavoratrici precarie e delegati sindacali, che ieri pomeriggio aveva occupato la Sala del Carroccio in Campidoglio». Lo comunica Rdb-Cub con una nota «La delegazione - continua il comunicato - a cui ieri sera era stato anche impedito di ricevere viveri e che in conseguenza aveva avviato lo sciopero della fame pernottando nella sala, continua ora la sua protesta in piazza del Campidoglio». «Facendo sgomberare i suoi dipendenti dalla casa comunale con l'uso della forza, il sindaco Veltroni affronta i problemi del lavoro precario come problemi di ordine pubblico - dichiara Roberto Betti, responsabile nazionale RdB-CUB per gli Enti Locali - Ma la partita non si chiude qui: continueremo la mobilitazione e oggi indiciamo una conferenza stampa in piazza del Campidoglio per le 12.30».   «Questa mattina verso le 8,30 siamo stati sgomberati dalla sala del Carroccio, che avevamo occupato ieri pomeriggio, dalla Polizia Municipale e dalla Polizia di Stato, in maniera piuttosto brutale». Ad affermarlo è Roberto Betti, rappresentante Rdb in Campidoglio, nel corso di una conferenza stampa organizzata in piazza del Campidoglio. «Nella scorsa notte insieme ad altri due sindacalisti ho occupato la sala del Carroccio per sostenere la vertenza delle precarie degli asili nido e le scuole comunali dell'infanzia - aggiunge Gianni Troiani dell'Rdb Capitolina - le forze dell'ordine si erano comportate correttamente fino a stamattina andandosene a dormire ognuno nei propri letti, poi siamo stati sgombrati mentre facevamo resistenza passiva». Sullo sgombero è intervenuto anche il consigliere comunale del Pdci, Fabio Nobile, presente in piazza per solidarizzare con i lavoratori assieme al capogruppo del Prc in Aula Giulio Cesare, Adriana Spera, e Luigi De Cesare (Verdi), che ha commentato: «Stamattina ho visto una cosa che mi ha dato fastidio. I lavoratori che ieri non sono stati ricevuti dal sindaco sono stati identificati e fatti uscire dal Campidoglio - prosegue Nobile - mentre nel frattempo veniva ricevuto in Aula con tutti gli onori, Alessandro Profumo, amministratore delegato del gruppo Unicredit».

ASILI NIDO, RDB-CUB: «SPERIAMO IN INCONTRO CON VELTRONI A BREVE»

(OMNIROMA) Roma, 24 ott - Circa 30 lavoratori degli asili nido e le scuole comunali dell'infanzia, aderenti alla Rdb-Cub, hanno organizzato una conferenza stampa in Campidoglio per fare un punto della situazione sull'occupazione della sala del Carroccio da parte di alcuni loro esponenti e sulla loro piattaforma di rivendicazioni. La Rdb-Cub contesta l'accordo siglato il 7 novembre 2006 tra il Comune e i sindacati confederali, che a loro avviso crea dei disservizi all'utenza attraverso la riduzione del numero delle supplenze giornaliere. «Ieri pomeriggio dovevamo incontrare il sindaco - dichiara Roberto Betti, delegato Rdb-Cub in Campidoglio - ma poi l'incontro è saltato. Siamo rimasti molto amareggiati dal sapere che Veltroni ha preferito andare ad un'anteprima di un film con Robert Redford invece di parlare con i precari. Speriamo che il sindaco ci voglia incontrare nell'incontro che ci è stato fissato con lui il 5 novembre». «In gioco - prosegue - c'è la qualità dei servizi educativi pubblici a Roma, c'è il rischio di una privatizzazione del settore. Dare asili e materne in gestione ai privati significa non avere garanzie di qualità del servizio e avere personale con meno garanzie. Ci sono 6.500 supplenti precarie nelle graduatorie comunali, delle quali dopo il nuovo accordo ne lavorano poco più di 1/10. L'unico assessore che sta cercando di mantenere un contatto tra noi e la giunta è D'Ubaldo». A sostegno delle rivendicazioni della Rdb-Cub è sceso in piazza anche il capogruppo in capogruppo in Campidoglio del Prc, Adriana Spera, la quale ha sostenuto che «negli ultimi due anni sono state fatte delle scelte sbagliate in materia di politiche scolastiche. Si stanno facendo delle scelte che portano ad una dequalificazione del servizio e che rischiano di condurre all'esternalizzazione. In cambio dell'assunzione di 2.000 precarie si stanno esternalizzando troppi servizi. Anche la scelta di realizzare 4 nuovi nidi in project financing, che costano di più e sono affidati ai privati». Mentre Fabio Nobile, capogruppo del Pdc in aula Giulio Cesare, ha aggiunto che «non ci si può fare belli aprendo centinaia di nuovi asili nidi se le condizioni sono queste, valorizziamo il servizio pubblico basta con le esternalizzazioni».

ASILI NIDO, COSCIA: «ACCORDO PREVEDE RAZIONALIZZAZIONE SUPPLENZE»

(OMNIROMA) Roma, 24 ott - «Il 7 novembre 2006 abbiamo siglato un accordo tra Comune e sindacati confederali, che prevedeva la stabilizzazione a più riprese di 2.000 lavoratori precari degli asili nido e delle scuole materne. Questo accordo comporta una stabilizzazione di quei precari che avevano supplenze annuali, ma anche una razionalizzazione delle supplenze giornaliere, che sono il punto dolente sul quale mi sembra protesti la Rbd. Abbiamo condiviso con i sindacati che hanno firmato l'accordo il fatto che bisognava razionalizzare il servizio e utilizzare le supplenze giornaliere solo quando ce n'è effettivamente bisogno. Per questo attualmente c'è minore ricorso alle supplenze di quel tipo e maggiore utilizzo del part-time». Questa la risposta dell'assessore comunale alle politiche scolastiche, Maria Coscia, ai cronisti che le chiedono un commento sulla protesta portata avanti ieri e oggi dagli esponenti della Rdb-Cub in Campidoglio. «Io ho incontrato tante volte le persone che oggi stanno manifestando - prosegue - l'ultima volta quest'estate assieme all'assessore Pomponi. In questi anni abbiamo aperto 33 asili nido nuovi, abbiamo raddoppiato il numero degli alunni degli asili nido. In ogni caso - conclude - stiamo verificando l'applicazione dell'accordo».

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23 ottobre 2007 - Il Resto del Carlino

PROVINCIA, NIENTE ACCORDO SUI PRECARI VENERDI’ SCIOPERO GENERALE

Reggio E. - NIENTE DA FARE per i precari della Provincia: Cgil, Nidil e l’Rdb del pubblico impiego ribadiscono il loro ‘no’ all’accordo proposto da Palazzo Allende, che «non si occupa neanche di coprire il turn over, non dà risposte sufficienti al problema del precariato e anzi tenta di dividere i precari tra loro e ha testardamente rifiutato di confrontarsi sull’organizzazione e la prospettiva dei servizi».
Per questo motivo la Cgil ha proclamato uno sciopero generale per venerdì. Vi aderirà anche l’Rdb del pubblico impiego, che da parte sua chiede «di sottoporre al voto democratico di tutti i lavoratori attualmente in servizio presso l'ente questo accordo truffa che non dà le risposte avevamo chiesto, a partire da una corretta analisi organizzativa per determinare i reali casi di sottoinquadramento, le effettive necessità di nuovo personale e l'individuazione di percorsi di stabilizzazione per i colleghi precari».


23 ottobre 2007 - La Nazione

Firenze. SONO QUASI ventimila. Ognuno con la sua storia di contratti-capestro da raccontare...
di FABRIZIO MORVIDUCCI

Firenze - SONO QUASI ventimila. Ognuno con la sua storia di contratti-capestro da raccontare. La situazione precariato a Firenze e in Toscana non si discosta da quella nazionale. Lavoratori a termine da più di dieci anni si trovano in tutte le amministrazioni pubbliche, nella scuola, nelle università, ma anche nel privato.
Una vita difficile, soprattutto per i più giovani. Divisi tra la voglia di indipendenza e impieghi temporanei da trecento euro al mese (quando va bene), che non lasciano spazio per tanti voli. I sindacati cercano soluzioni, ma anche la regolarizzazione prevista nella Finanziaria sembra essere una goccia in mezzo al mare. L'esercito dei ‘diversamente occupati’ ha numeri più elevati nel comparto della pubblica amministrazione. Sono quasi diecimila i collaboratori co.co.co., co.co.pro. e chissà quale altra diavoleria contrattuale ne sancisca l'instabilità lavorativa, impegnati nei comuni, in Provincia, in Regione e in tutte le altre pubbliche amministrazioni.
«Il comune di Firenze e la regione Toscana — ha detto Silvia Gabbrielli di Rdb Cub — hanno avviato un processo di regolarizzazione seguendo la legge finanziaria. Ma si tratta di un numero limitato di lavoratori. Diversa è la situazione nei piccoli enti; in questo caso non ci sono regole: il precariato è l'unica norma che prevale su tutte. La situazione è difficile anche per i lavori delle cooperative sociali e per le agenzie interinali che per noi sono una sorta di caporalato istituzionalizzato».
Ma quali sono i settori dove il precariato è più utilizzato? «Non c'è solo la pubblica amministrazione — ha detto Silvia Degli Innocenti di Alai Cisl — ci sono problemi anche nel call center, che nonostante la circolare del ministro Damiano, restano posti precari per eccellenza. Registriamo difficoltà anche nelle scuole private. Le amministrazioni pubbliche non assumono perché la flessibilità lavorativa si associa a elasticità di bilancio, nelle scuole private manca la tutela per gli insegnanti, assunti con contratti di collaborazione».
E I PRIVATI? «Molte grandi aziende — ha aggiunto Degli Innocenti — ricorrono alle agenzie interinali, e utilizzano i contratti di questo genere come una sorta di prova allungata». Difficile però contenere un fenomeno in grande aumento. Due anni fa in Toscana i precari erano 162mila. Nel 2007, la statistica rischia di essere ben più corposa.

22 ottobre 2007 - Dire

SCUOLA. DOMANI LE EDUCATRICI INCONTRANO IL SINDACO
RDB-CUB INDICONO ANCHE MOBILITAZIONE IN PIAZZA CAMPIDOGLIO

(DIRE) Roma, 22 ott. - "Le lavoratrici degli asili e delle scuole materne del Comune di Roma, che con le Rdb-Cub hanno dato vita ad una partecipatissima mobilitazione contro la demolizione delle strutture pubbliche, hanno ottenuto un incontro con il sindaco di Roma Walter Veltroni". Lo ricorda una nota dello stesso sindacato, precisando che "la delegazione verra' ricevuta domani alle 17" e che "l'incontro sara' sostenuto da una concomitante manifestazione in Campidoglio davanti la chiesa dell'Ara Coeli, che vedra' uniti in piazza educatrici e genitori dei piccoli utenti dei servizi". "Nell'incontro- prosegue la nota delle Rdb- il sindacato esporra' i punti centrali di una vertenza che va avanti ormai da quasi due anni: i problemi del ritardo nella stabilizzazione del precariato e della carenza di organico; il mancato rispetto dei carichi di lavoro e dei compensi previsti contrattualmente; la condizione delle supplenti giornaliere, chiamate dai Municipi con contratto part-time al 50%, che oltre ad avere stipendi dimezzati e non garantiti, vedono mortificato il loro ruolo e la loro professionalita'". Le Rdb "intendono inoltre porre in evidenza i disservizi causati dalle riduzioni degli organici, dalle mancate sostituzioni del personale, dalla selvaggia flessibilita' oraria completamente sganciata dai progetti educativi, ed affrontare le politiche del Comune nel settore scolastico educativo, dove sempre piu' risorse vengono destinate ai privati mentre il pubblico viene progressivamente abbandonato".

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12 ottobre 2007 - Prima

P.A.: PRECARI IN ASSEMBLEA SCELGONO LO SCIOPERO GENERALE

(PRIMA) ROMA - L’assemblea nazionale dei lavoratori precari, Lsu ed esternalizzati della Pubblica Amministrazione, che si è svolta questa mattina a Roma, ha visto la partecipazione di più di 300 delegati provenienti da tutta Italia. Le RdB-CUB hanno presentato un loro pacchetto di emendamenti alla Finanziaria 2008 finalizzati ad assunzioni generalizzate e senza concorsi di tutti i precari pubblici. I parlamentari intervenuti all’assemblea - il Sen. Cesare Salvi; il Sen. Salvatore Bonadonna; l’On. Salvatore Cannavò; l’On. Francesco Caruso – si sono impegnati a sostenere gli emendamenti nelle sedi di discussione della Legge Finanziaria. Le relazioni dei responsabili RdB-CUB nei diversi settori del precariato hanno messo in luce le forti critiche dell’organizzazione sindacale ai provvedimenti in materia di precarietà contenuti nella bozza della Finanziaria. "Se con la precedente Finanziaria sono stati assunti a malapena 1.000 precari della Pubblica Amministrazione, corrispondenti al solo 6% della platea di questi lavoratori, la nuova Finanziaria blocca ogni percorso di stabilizzazione", ha denunciato Carmela Bovino nella sua relazione introduttiva. "I 40.000 lavoratori socialmente utili sono ormai dei nonni precari, e per loro non c’è prospettiva di assunzione: si attende forse la loro estinzione fisica?" ha domandato Elisabetta Callari, RdB-CUB Lsu. "Bisogna modificare profondamente questa Finanziaria, che sembra voler eliminare il problema precarietà semplicemente eliminando i lavoratori precari", ha detto nel suo intervento il Senatore Cesare Salvi, che ha esaminato tutti i punti della bozza riguardanti il lavoro precario. "Rispetto alla Finanziaria 2007, questa bozza non prevede risorse e rischia di costituire anche un complessivo arretramento giudirico", ha evidenziato Salvi. "Se invece di ridurre l’IRES alle imprese di 5,5 punti lo si riducesse solo di 5, si potrebbero ricavare le risorse necessarie a stabilizzare i precari pubblici: ma bisogna che ce ne sia la volontà politica. Per questo è importante che il 9 novembre migliaia di lavoratori partecipino allo sciopero generale", ha dichiarato il Senatore Salvatore Cannavò Un importante impegno è stato assunto davanti all’assemblea dal Sottosegretario all’Economia On. Paolo Cento che ha dichiarato: "Apriremo un tavolo al Ministero dell’Economia e Finanze, dove porteremo i "bamboccioni" precari, i Ministeri competenti, le rappresentanze dei lavoratori precari e discuteremo gli emendamenti proposti delle RdB-CUB, per concludere i lavori verso il 7-8 novembre e portarne i risultati prima che l’iter della Finanziaria prosegua alla Camera". L’assemblea, valutando inoltre che l’accordo sul welfare non mette in discussione i pilastri della precarietà rappresentati dalle Leggi Treu e 30, ha deliberato come unica risposta contro la precarietà a vita la sua adesione allo sciopero generale indetto dal sindacalismo di base per il prossimo 9 novembre.


12 ottobre 2007 - Agi

WELFARE: RDB, PRECARI SCIOPERO 9 NOVEMBRE E APERTURE DA CENTO

(AGI) - Roma, 12 ott. - Un risultato l'hanno ottenuto, l'impegno del Sottosegretario dell'Economia, Paolo Cento di modificare la bozza della Legge Finanziaria ed un altro l'hanno fissato: il 9 novembre dar vita allo sciopero generale. Cosi' si e' conclusa l'assemblea dei lavorati precari, Lsu ed esternalizzati della PA, oltre 300 unita', promossa dalle Rdb ed alla quale hanno partecipato insieme al sottosegretario Cento, i senatori Salvatore Bonadonna (Prc), Cesare Salvi (Sd), Salvatore Cannavo' (Sinistra Critica) e il no-global Francesco Caruso. "Le RdB-Cub hanno presentato un loro pacchetto di emendamenti alla Finanziaria 2008 finalizzati ad assunzioni generalizzate e senza concorsi di tutti i precari pubblici", si legge in una nota in cui si precisa, "i parlamentari intervenuti si sono impegnati a sostenere gli emendamenti nelle sedi di discussione della Legge Finanziaria". Le relazioni dei responsabili RdB-Cub hanno evidenziato "le forti critiche dell'organizzazione sindacale ai provvedimenti in materia di precarieta' contenuti nella bozza della Finanziaria" e denunciato che "se con la Finanziaria 2007 erano stati assunti appena mille precari della PA, pari al 6% dell'intera platea, la nuova Finanziaria blocca ogni percorso di stabilizzazione". Ed i 40 mila lavoratori socialmente utili (Lsu) "sono ormai dei nonni precari: per loro non c'e' prospettiva di assunzione". Per il senatore di Sd, Salvi "va modificata profondamente la Finanziaria che sembra voler eliminare il problema precarieta' eliminando i lavoratori precari: rispetto alla Finanziaria 2007 questa bozza non prevede risorse e rischia di costituire anche un complessivo arretramento giudirico". Secondo Cannavo', "se invece di ridurre l'Ires alle imprese di 5,5 punti lo si riducesse solo di 5, si potrebbero ricavare le risorse necessarie a stabilizzare i precari pubblici: bisogna che ci sia la volonta' politica". Un importante impegno e' stato assunto davanti all'assemblea dal Sottosegretario all'Economia Cento: "apriremo - ha detto - un tavolo al Ministero dell'Economia dove porteremo i 'bamboccioni' precari, i Ministeri competenti, le rappresentanze dei lavoratori precari e discuteremo gli emendamenti proposti delle RdB-Cub, per concludere i lavori verso il 7-8 novembre e portarne i risultati prima che l'iter della Finanziaria prosegua alla Camera". L'assemblea, infine, ha deliberato come unica risposta contro la 'precarieta' a vita' la sua adesione allo sciopero generale indetto dal sindacalismo di base per il 9 novembre.


12 ottobre 2007 - Ansa

CROCE ROSSA: PRECARI, IN CORSO SCIOPERO DELLA FAME

(ANSA) - ROMA, 12 OTT - Si inasprisce la vertenza dei precari della Croce Rossa Italiana, quasi 2 mila persone, che potrebbero essere disoccupati dal primo gennaio 2008. Alcuni lavoratori hanno cominciato, già da qualche giorno, lo sciopero della fame per protestare contro la mancata stabilizzazione del posto di lavoro. Si tratta di quattro giorni di digiuno a staffetta. Tre per ora i comitati provinciali in cui si sta effettuando quest'azione di lotta: Roma, Firenze, Torino. In tutte le regioni - afferma Lorena Guidi, coordinatrice nazionale dei precari Cri - sono in corso assemblee permanenti e nella sede del comitato nazionale a Roma è stato allestito un presidio. Lunedì prossimo, sempre nella capitale, è in programma una assemblea nazionale che deciderà nuove azioni di lotta. Guidi spiega che le proteste sono contro «il governo e una amministrazione che li ha abbandonati privandoli del diritto alla stabilizzazione previsto dalla finanziaria 2007. Senza interventi chiari, dal primo gennaio 2008 - prosegue Guidi - non avremo più un lavoro». Intanto, oggi si è tenuta l'assemblea nazionale della Cri che ha ascoltato le ragioni della protesta da parte della Rdb-Cub. Secondo quanto si è appreso, l'assemblea ha applaudito al termine dell'intervento dei rappresentanti sindacali.

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13 ottobre 2007 - Il Padova

Padova - Viaggia sul filo del telefono la nuova frontiera dell'incontro con l'assessore. Una decina i collaboratori a tempo determinato di palazzo Moroni (con contratto co.co.co.) che ieri si sono presentati all'ufficio di Marco Carrai, titolare della delega al Personale. Obiettivo: chiedere il rispetto dell'accordo siglato il 10 aprile col rappresentante di Adl Stefano Pieretti, in cui l'esponente della giunta si impegnava a regolarizzare almeno il 60% dei contratti a tempo. La possibilità, offerta dalla legge Finanziaria 2007, non sarà reiterata nel testo in vigore dal 2008. I collaboratori chiedevano un incontro con l'assessore, che ieri si trovava fuori ufficio. Carrai è stato quindi raggiunto al telefono, messo in vivavoce e interpellato in merito. Dal ricevitore la sua voce ha rassicurato i collaboratori «che il problema sarà affrontato il prima possibile, al tavolo con tutte le organizzazioni sindacali».(SIL.FA.)

9 ottobre 2007 - Omniroma

COMUNE, RDB-CUB: «CONFRONTO SU EDUCATRICI O NUOVA MOBILITAZIONE»

(OMNIROMA) Roma, 09 ott - «Oltre 700 lavoratrici degli asili e delle scuole materne del Comune di Roma hanno dato vita nel pomeriggio di ieri a un presidio in via dei Fori Imperiali, per poi confluire in assemblea presso la sala del Carroccio in Campidoglio. La partecipazione all'iniziativa, indetta dalle Rdb-Cub e deliberata in una precedente assemblea di circa 1.000 educatrici, è stata condizionata dal fatto che in alcuni Municipi sono stati posti alle lavoratrici impedimenti che diverranno oggetto di probabile contenzioso giudiziario. L'assemblea alla sala del Carroccio ha comunque ribadito le rivendicazioni delle educatrici di ruolo e precarie, che si oppongono alla sistematica demolizione delle strutture pubbliche a vantaggio del privato con l'applicazione delle logiche di mercato sulla pelle dei bambini, e chiedono la fine della precarietà e delle carenze di organico nel settore scolastico». È quanto si legge in una nota di Rdb-Cub. «A fronte della verificata indisponibilità ad un incontro, sia da parte dell'assessore alle Politiche Educative e Scolastiche Coscia che dell'assessore al personale D'Ubaldo - prosegue la nota - l'assemblea ha inoltre richiesto un confronto diretto con il sindaco Veltroni, il quale ha preannunciato una convocazione che non è ancora giunta formalmente». «Ci colpisce che al Consiglio comunale l'opposizione non si avveda del processo in atto nel settore scolastico ed educativo, dove risorse ingenti vengono dirottate verso i privati mentre il pubblico viene lasciato a languire - dichiara Roberto Betti delle Rdb-Cub del Comune di Roma -Il problema posto dalle educatrici è di natura generale, riguarda sia la loro dignità di lavoratrici ma anche il destino di un servizio fondamentale per tutta la cittadinanza. Se su questo non otterremo un confronto siamo pronti a riprendere la lotta».

9 ottobre 2007 - Liberazione

Doppio appuntamento il 9 e il 24 novembre
Sciopero e corteo "quelli del 9 giugno" rilanciano la sfida
di Checchino Antonini

Sanno di essere come la gente che affollava l'intergalattico Bar di Guerre Stellari, così diversi tra loro come quei personaggi improbabili che sorseggiavano bibite sintetiche, crostacei acefali, polipi intelligenti, qualche classico alieno verdognolo, suonatori di clarinetto col testone oblungo gli occhi sporgenti, umanoidi cyborg, cameriere giallastre, scimmioni dai lunghi mantelli. Ma sanno anche che è in un bar del genere che è stata ideata la rivolta contro l'Impero. Così sostiene Piero Bernocchi, portavoce Cobas, parlando alle 300 persone del Centro congressi romano venuti per l'assemblea nazionale di sindacati di base, associazioni politiche, centri sociali, collettivi di precari, senzacasa e studenti. Li si può chiamare "quelli del 9 giugno", per quel corteo - molto più attrattivo della contemporanea piazza tematica della sinistra tradizionale - che ha contestato Bush quattro mesi orsono. Ma la continuità con quella iniziativa, la «risposta alle attese per nuove dinamiche di movimento» (Salvatore Cannavò, di Sinistra critica) non ci stanno a definirla "cosa rossissima", secondo una facile quanto errata simmetria con quanto accade in altre zone della politica.
Sono tornati a incontrarsi domenica scorsa per perfezionare due proposte che circolano dal rientro dalla pausa estiva: uno sciopero generale (il 9 novembre) e una manifestazione nazionale (il 24 novembre) sulle questioni del lavoro, del reddito, della precarietà. La loro scommessa si chiama Patto: patto contro la precarietà e per i diritti sociali. Non un "patto dei patti", ma uno dei possibili patti tematici, altri potrebbero essere stretti contro la guerra, per i beni comuni. Tutti «contro un governo che, confermando tutte le leggi di Berlusconi, ha dato l'idea che sia più difficile cambiare» (Cremaschi) ma «senza piattaforme politiche totalizzanti» (Bernocchi), senza «derive e scorciatoie» (Sinistra critica), «perché la ricomposizione non si fa a tavolino, è una fase in cui le autonomie si stanno esprimendo e c'è ancora molta gente che non frequenta questo bar» (Luca Casarini, dei centri sociali del Nordest). Non molti fra loro diserteranno il 20 ottobre, per esempio l'Sdl, o Action o un precario che ha detto che quella data, come tutte le occasioni, va sfruttata, o l'Usi che ci andrà per progandare lo sciopero del 9 mentre Cannavò sostiene che il 20 servirà, tutt'al più, a emendare l'accordo del 23, «che ingloba la legge 30 e la riforma Maroni nel programma del governo».
Invece una diversità più sensibile, tra gli "avventori", si registra a proposito del referendum di Cgil, Cisl, Uil, sull'accordo del 23 luglio. Nessuno da torto a Cobas ed Rdb quando dicono che è quella consultazione sia «farsesca». Lo stesso Cremaschi, leader Fiom e della Rete 28 aprile, crede sia ora di una battaglia per la democrazia sindacale, contro i privilegi dei concertativi, che il risultato del referendum sia scontato, ma anche che, grazie all'autorganizzazione sarà difficile truccare il voto nei grandi centri lavorativi. Cremaschi cita Mirafiori e il comune di Bologna e ribatte a Leonardi (Cub-Rdb) e Bernocchi che se le Rdb a Palazzo D'Accursio dessero indicazioni per il No, «si potrebbe bocciare l'accordo nel Comune di Cofferati! Aiuterebbe anche la costruzione dello sciopero del 9 (a cui la Rete 28 aprile, però, non aderisce». E a Cremaschi che chiede una «mano» per il referendum dicono sì Action, che ha promosso una consultazione tra i precari, lo Slai, Sinistra critica e Grisolia del Pcl. La "sintesi" però non sarà di questa puntata.
Più coinvolgente la discussione sulla generalizzazione dello sciopero, «pensato dentro il cammino della Finanziaria» (Leonardi), da preparare con «comitati locali, assemblee, sperimentazioni» (Sergio cararo della rete dei comunisti). Il Nordest è pronto a generalizzarlo con picchetti nei cantieri delle grandi opere e a Gradisca sulla questione del Cpt, la rete Uniriot con azioni dentro e fuori le università. Da Brescia, dove il 27 ottobre ci sarà una manifestazione dei migranti, e il giorno dopo a Roma, viene segnalata l'urgenza di una connessione con le lotte dei migranti su cui vengono anticipate le dinamiche economiche e le politiche sulla sicurezza. Unificante potrebbe essere una parola d'ordine sul reddito, capace di superare la competizione tra garantiti e non, spiega un Chainworker di Milano, unificante sarebbe un linguaggio comune tra precarietà così diverse tra Nord e Sud. «Scontata» la partecipazione di quelli del 9 giugno alla tre giorni vicentina (14-16 dicembre) contro la nuova base Usa e sarà preparata da un'assemblea nazionale all'indomani della manifestazione del 24.

9 ottobre 2007 - EPolis

Scuola. Ieri il sit in al Campidoglio contro il precariato
Protesta delle maestre, Veltroni le incontrerà

Roma - Volevano parlare con il sindaco e Veltroni gli ha dato appuntamento per il 23 ottobre. Le operatrici degli asili nidi comunali, riunite ieri pomeriggio in un presidio ai Fori Imperiali, chiedono la riapertura della contrattazione decentrata: dopo il sit in sono salite nella sala del Carroccio e hanno ottenuto la promessa dell'incontro con Veltroni. «Siamo soddisfatte di come soni andate le cose. Da settembre siamo chiamate a lavorare per tre ore al giorno - spiega Caterina Fida, di Rdb Cub - non nelle ore di ingresso e uscita dei bambini. Siamo qui per chiedere un lavoro dignitoso e il rispetto per il nostro operato». Secondo l’organizzazione sindacale, i lavoratori precari giornalieri dei nidi romani sono circa 600, mentre quelli delle scuole di infanzia oltre 6.600. «Nel X municipio - raccontano un gruppo di maestre del nido - 3mila maestre sono state costrette al part time da un giorno all'altro, senza spiegazione, con il placet dei sindacati che hanno firmato l'accordo ». Stessa storia nel IX. Dice Roberta: «Su 50 maestre per le sostituzioni giornaliere, solo 6 o 7 hanno la fortuna di lavorare. E parlo di gente che fino allo scorso anno con lo stipendio ci campava la famiglia». E in questo disagio, chi paga sono anche i bambini: «Parliamo di piccoli di tre mesi che hanno necessità di una continuità educativa. Diventiamo solo persone che li cambiano e li puliscono». Non va meglio alle cuoche, costrette a sostituzioni in tutta la città: «Appena entro in cucina - racconta un'operatrice del X municipio - già so che dovrò spostarmi dall'altra parte della città per sostituire qualcuno». E chi copre le mancanze in cucina? I bidelli.(M.R.)

8 ottobre 2007 - Ansa

SCUOLA: EDUCATRICI MANIFFESTANO, VELTRONI LE INCONTRA IL 23

(ANSA) - ROMA, 8 OTT - Sono arrivate in tante a piazza del Campidoglio per protestare contro precarietà ed esternalizzazione del servizio. Sono le educatrici delle scuole materne e dei nidi comunali, circa 300, armate di fischietti, slogan e cori contro il sindaco e l'assessore alla scuola. Fischi diventati assordanti dopo la mancata autorizzazione ad entrare in Campidoglio. Alla fine, grazie alla mediazione dei consiglieri Adriana Spera (Prc), Fabio Nobile (Pdci), Nando Bonessio (Verdi), uno spiraglio: il sindaco Walter Veltroni le incontrerà il 23 ottobre alle 17. I sindacati, Rdb e Usi, contestano «il ritardo nella stabilizzazione sancita con gli accordi del 2006, comunque considerati insufficienti a sanare la piaga del precariato». Non solo: l'intento della manifestazione era anche quello di contestare «la sistematica demolizione delle strutture pubbliche a vantaggio del privato». Le Rdb hanno rivendicato «la riapertura della concentrazione decentrata, la riorganizzazione e il potenziamento dei servizi, il diritto ad un lavoro dignitoso, rispettato e riconosciuto, il ripensamento delle politiche di esternalizzazione».

SANITÀ: RDB MANIFESTANO AL PERTINI, MANCANO INFERMIERI

(ANSA) - ROMA, 8 OTT - I lavoratori appartenenti alle Rdb-Cub dell ospedale Sandro Pertini di Roma hanno manifestato quest oggi fuori i cancelli del nosocomio contro il precariato e la mancanza di personale. «Abbiamo voluto lanciare un messaggio chiaro all assessore Battaglia spiega Stefano Zecchetti del coordinamento delle Rappresentanze di base della Asl Roma B - I problemi più gravi riguardano senza dubbio il personale infermieristico costretto, a causa dell esiguo numero, a turni massacranti». I lavoratori hanno esposto striscioni di protesta e hanno inscenato anche un breve corteo che si è concluso fuori alla palazzina C dell ospedale. Nel pomeriggio l assessore alla Sanità della Regione, Augusto Battaglia, in visita all ospedale per inaugurare il 'Percoso senologicò, ha incontrato una delegazione di lavatori ribadendo che è volontà dell'ente «trovare una intesa con il Governo per ottenere le deroghe nell'assunzione del personale. Le difficoltà del Pertini sono le stesse che riguardano anche altre strutture della sanità laziale - spiega Battaglia - Abbiamo già preparato una delibera che abbiamo sottoposto ai tecnici del ministero del Tesoro: mi auguro che in questi giorni, dalle verifiche sull'andamento dei conti, possa arrivare il via libera per una prima quota di assunzioni».


8 ottobre 2007 - Dire

SCUOLA. EDUCATRICI IN PIAZZA, VELTRONI LE INCONTRERÀ IL 23

(DIRE) Roma, 8 ott. - Una mobilitazione possente quella organizzata oggi in piazza del Campidoglio dalle educatrici di nidi e materne, di ruolo e precarie, per chiedere un intervento del sindaco e attenzione alle loro proteste contro precarieta' e esternalizzazione del servizio. Circa 300 persone hanno manifestato con fischietti, striscioni e cori contro sindaco e assessore alla Scuola. Animi resi ancora piu' caldi dalla mancata autorizzazione ad entrare in Campidoglio. La mobilitazione ha sortito effetto anche grazie alla mediazione dei consiglieri comunali Adriana Spera (Prc), Fabio Nobile (Pdci), Nando Bonessio e Luigi Di Cesare (Verdi): il sindaco ha accettato di incontrare una delegazione delle educatrici il 23 ottobre prossimo, alle ore 17. Una soluzione che soddisfa a meta' i partecipanti alla protesta: "Avremmo voluto incontrarlo prima del 14 ottobre"- dicono in molti. Tra i temi sollevati dalle educatrici, sostenute in piazza da Rdb e Usi, la precarieta' e l'affidamento, sempre piu' frequente, del servizio ai privati. Secondo le Rdb, nelle scuole materne le precarie a chiamata giornaliera sarebbero almeno 600. Quasi altrettante le precarie nei nidi. I sindacati contestano, inoltre "il ritardo nella stabilizzazione sancita con gli accordi del 2006, comunque considerati insufficienti a sanare la piaga del precariato". Ma la manifestazione voleva anche contestare "la sistematica demolizione delle strutture pubbliche a vantaggio del privato". Le Rdb hanno rivendicato cosi' "la riapertura della concentrazione decentrata, la riorganizzazione e il potenziamento dei servizi, il diritto ad un lavoro dignitoso, rispettato e riconosciuto, il ripensamento delle politiche di esternalizzazione".

SCUOLA. SPERA: CAMPIDOGLIO APRA CONFRONTO CON EDUCATRICI

(DIRE) Roma, 8 ott. - Perche' il Campidoglio "persegue l'obiettivo di ridurre le sostituzioni del personale scolastico, di ridurre drasticamente gli organici, nonostante il contestuale incremento delle nuove strutture realizzate e l'elevato numero pensionamenti, erogando, allo stesso tempo, ai gestori delle strutture convenzionate cifre che si discostano sensibilmente dai 7.000-8.000 euro all'anno previsti in delibera cosi' come denunciato dalle Rdb/Cub?". Lo chiede al sindaco in un'interrogazione urgente la capogruppo capitolina del Prc, Adriana Spera. Spera chiede anche a Veltroni e all'assessore alle Politiche scolastiche Maria Coscia "se non ritengano opportuno intervenire per garantire il ripristino degli organici di diritto nei nidi, il rispetto dei rapporti educatoria'-bambini, condizioni di lavoro dignitose per i titolari e le supplenti, il ristabilimento delle sostituzioni per l'intero orario di servizio e non part-time in caso di assenza del personale titolare, il ritiro della sanzione adottata nei confronti del personale precario in tutti i casi di non accettazione della nomina o di irreperibilita'". La capogruppo di Rifondazione invita il Campidoglio a riaprire un confronto "con tutte le organizzazioni sindacali sulle parti dell'accordo del 7 novembre 2006 e del 28 maggio 2007 che hanno provocato la grave situazione di impoverimento dell'offerta educativa e scolastica nei nidi e nelle scuole dell'infanzia, oltre all'ulteriore impoverimento e precarizzzazione del personale supplente".

SANITA'. PERTINI, PROTESTA RDB CONTRO CARENZA INFERMIERI
IL DG DE GRASSI: BANDI PER 40 POSTI, SOLO IN 17 HANNO RISPOSTO

(DIRE) Roma, 8 ott. - Da una parte ci sono gli infermieri dell'ospedale Pertini, massacrati dagli straordinari ormai strutturati su turni programmati, che chiedono con forza condizioni di lavoro piu' dignitose; dall'altra il direttore generale della Asl RmB, Flori De Grassi, che alza le mani e spiega: "Il blocco della assunzioni deriva da un pesante deficit della Regione. Fin quando non si verifica se le azioni del piano di rientro producono gli effetti economici desiderati, possiamo procedere soltanto con assunzioni a tempo determinato. Comunque la carenza di infermieri e' un problema che riguarda tutta la Regione, non soltanto il Pertini". "Basta pensare- afferma la manager- che a giugno e agosto abbiamo bandito due concorsi per un totale di 40 posti, ma solo in 17 hanno risposto". È stato un botta e risposta duro quello avvenuto oggi pomeriggio tra i lavoratori del Pertini aderenti alla Rdb-Cub e il direttore generale della Asl RmB Flori De Grassi prima dell'inaugurazione del "percorso senologico", il nuovo servizio offerto dalla Asl RmB alle donne affette dal cancro alla mammella. Dopo un presidio organizzato questa mattina all'esterno del nosocomio di via Monti Tiburtini, gli infermieri della Rdb hanno atteso nel pomeriggio l'arrivo di De Grassi e dell'assessore regionale alla Sanita', Augusto Battaglia, per far sentire la loro voce e protestare contro quello che definiscono "lo smantellamento della sanita' pubblica". "Il dissesto economico prodotto- accusano le Rdb- non viene affrontato come si dovrebbe, tagliando su appalti, consulenze e convenzioni e una miriade di dirigenti responsabili". Frasi che non vanno giu' a De Grassi, che difende con orgoglio il lavoro svolto finora e, rispondendo alle critiche lanciate dai rappresentanti sindacali e alle proteste degli infermieri che denunciano il grave rischio che corrono anche i pazienti assistiti da personale ormai allo stremo, dice: "Quando mi accorgero' che la qualita' dell'assistenza rischia di compromettere l'esito delle cure erogate ai cittadini, chiudero' l'ospedale. Ma i dati, adesso, dimostrano che c'e' stato un aumento qualitativo delle prestazioni".

4 ottobre 2007 - Il Giornale

Lsu, 500 euro al mese «Ora sit-in in Regione»
di Antonella Aldrighetti

Roma - Una bega tutta interna al centrosinistra quella degli Lsu, i lavoratori socialmente utili degli enti locali, istituzionalizzati dal I governo Prodi nel 1996 e proliferati senza che quello stesso centrosinistra che se n’è assunto la paternità pensasse al futuro della categoria. Un futuro scandito da 500 euro al mese, la stessa cifra in pratica che percepivano 11 anni fa, e che oggi una delegazione dei 3.000 Lsu del Lazio ha chiesto alla Regione di integrare con un’integrazione mensile di 200 euro. Sarebbero in pratica 6milioni di euro all’anno contando pure che queste risorse ci sono visto che «il governo annualmente stanzia sempre le stesse risorse e ora che il bacino di servizio degli operatori s’è andato via via assottigliando questi soldi avanzano come residui passivi - taglia corto Elisabetta Callari della Federazione Rdb Cub -. Per cui è necessario che la giunta Marrazzo si impegni a elargire ai comuni che utilizzano Lsu i fondi necessari all’aumento».
Insomma oltre ai precari del pubblico impiego, quelli della sanità e altrettanti operatori ingaggiati nelle imprese cooperative arriva pure l’esercito dei lavoratori socialmente utili che si attende dalla giunta ulivista una risposta efficace e tempestiva. «Differentemente - assicurano dalla delegazione che ieri è sbarcata alla Pisana per protestare contro il mancato adeguamento stipendiale - ci si impegnerà per portare avanti provvedimenti giudiziali: sit-in ad oltranza sotto la sede regionale e al contempo la messa in cantiere di una causa collettiva di lavoro per rivendicare un contratto subordinato». Tuttavia sull’integrazione dell’assegno mensile c’è da farsi poche illusioni. Le previsioni sono pessime e si deducono dalle parole del presidente del parlamentino regionale Guido Milana che precisa «Nutro grosse perplessità sull’ipotesi di un assegno mensile integrativo allo stipendio degli Lsu perché questo porterebbe i sindaci a pensare di aver risolto il problema. Diverso, e necessario, è dare ai lavoratori un’integrazione una tantum che renda dignitoso lo stipendio percepito». Un impegno che però dal centrodestra viene definito inconcludente contando pure le tante parole al vento seminate dall’esecutivo di Marrazzo, che da un anno e mezzo sottolineano l’impegno di stabilizzare i lavoratori atipici. «È crescente l’imbarazzo della maggioranza di centrosinistra di fronte alle annunciate norme della finanziaria di Prodi che impediscono di stabilizzare gli Lsu ai quali dall’ottobre 2005 era stata promessa l’assunzione - dice Antonio Cicchetti capogruppo di An alla Pisana -. Si va diffondendo tra i lavoratori interessati un profondo senso di amarezza e di delusione. Di fronte a questo stato di cose, non bisogna affastellare parole inconcludenti col segreto intento di confondere le idee a quanti sono preoccupati del proprio futuro. Gli assessori intervengano presso il governo amico e facciano modificare la bozza di finanziaria in modo da rendere praticabile l'assunzione di tutti gli Lsu del Lazio». Gli fa eco Francesco Lollobrigida (An) che garantisce «l’impegno di tutto il centrodestra nell’appoggiare una soluzione definitiva e rispettosa».

Aste immobiliari in mano alle banche
Il ministero di giustizia taglia i vecchi informatici precari e affida il servizio a una società controllata dall'Abi (associazione delle banche). Che, generosamente, lo farà gratis
di Tommaso De Berlanga

Privatizziamo tutto, ma sì! Si sa che i privati fanno tutto meglio del «pubblico» intrallazzone, che ruba a man bassa e si fa gli affari suoi.
Non siamo impazziti. Il sospetto che dietro questi discorsi mainstream si nascondano interessi corposi e maleodoranti lo avevamo già. Vederseli comparire davanti, mentre alcuni precari protestano davanti alla sede del ministero di giustizia (la «grazia» era già stata abolita da un ingegnere leghista, Castelli), è comunque una sorpresa.
La storia dei precari è semplice, nel suo ripresentarsi sempre simile. Ma questi lavorano da anni, almeno otto, nei tribunali. Per conto di due società private diverse - la Insiel e Data Service - dovevano occuparsi di «formare» personale di ruolo nell'utilizzo dei sistemi informatici: scannerizzazione degli atti processuali, archiviazione elettronica, data entry, ecc. Naturalmente si sono ritrovati ben presto a fare lavoro di cancelleria come gli altri (con la già importante differenza di non essere entrati per concorso e di non aver dovuto «prestare giuramento di fedeltà» allo Stato) in gangli alquanto delicati come le esecuzioni immobiliari, le procedure fallimentari, gli uffici dei giudici di pace, le corti d'appello sia civili che penali, le stesse procure.
Con la finanziaria 2007 (l'anno scorso) sono stati tagliati un po' di fondi anche alla giustizia e loro sono stati i primi a saltare. Fin qui sono andati avanti a forza di proroghe, ma ormai i giochi sono giunti al termine. Per quelli di Data Service c'è la cassa integrazione e poi la mobilità; per quelli di Insiel niente di niente. L'unico sindacato che ha cercato di difenderli è stato finora la Cub-RdB.
Domanda: chi sostituirà questi tecnici (visto che al ministero non ne hanno in organico)? Risposta semplice, almeno in alcuni uffici: la Asteimmobili Servizi spa, società «basata» a Biassono, in provincia di Milano. A favore di questa scelta sembra abbia pesato un vantaggio competitivo imbattibile: il servizio è offerto gratuitamente. Non avete letto male: gratis.
Seconda domanda, perciò: come mai un imprenditore dovrebbe offrire una prestazione gratuita allo stato? Beh, la risposta è seccante: perché la Asteimmobili ecc. è proprietà dell'Abi, l'associazione delle banche italiane, che avrebbe investito 3,5 milioni di euro in questa operazione. Un'offerta veramente generosa, segno inequivocabile di quanto venga sentita la «responsabilità sociale» ai vertici dei nostri istituti di credito.
Fatto sta che a Roma, Genova e Milano, all'interno di alcune stanze dei tribunali, si sono già installati un po' dipendenti di questa nuova società - precari, of course, con contratti a progetto e 950 euro al mese - tenuti rigorosamente separati dai «pubblici». I precari vecchi, nonostante fossero ormai altamente qualificati, sono stati scartati dopo un colloquio pro forma in quanto «troppo sindacalizzati».
E così si va allargando a macchia d'olio questa occupazione bancaria - privatissima, ne siamo certi - di attività piuttosto sensibili come la trasformazione dei pignoramenti degli immobili (chiesti al 99% dalle stesse banche!) in vendite all'asta; oppure le procedure fallimentari di società (che devono soldi alle banche, altrettanto spesso); l'archiviazione (o no, si potrebbe anche sospettare, visto che non sempre il deposito di un atto processuale di diritto civile prevede rilascio di una ricevuta) degli atti e delle sentenze. Non c'è dubbio: le banche gestiranno questi servizi con molta più efficienza. Magari con un po' di minore attenzione per l'«interesse pubblico». Come mettere Dracula a gestire la banca del sangue...
E' naturalmente possibile affermare che non ci sia qui un «interesse privato in atti d'ufficio» e che le banche si siano convertite alla beneficienza. Ma sarebbe veramente troppo chiedere a tutti noi di crederci. E di chiedere a nostra volta: chi ha preso la decisione politica di fare questo regalo incalcolabile alle banche? E ancora: perché tutti, sindacati compresi, tacciono?

30 agosto 2007 - Corriere di Bologna

«Scuola, basta precari» Rdb davanti al Belluzzi

Bologna - Le Rappresentanze sindacali di base hanno manifestato alle nove di ieri mattina davanti all'istituto Itis Belluzzi di Bologna, in occasione della terza giornata di convocazioni per le assegnazioni dei posti di supplenza nelle scuole medie e superiori. «Le condizioni di lavoro dei precari sono peggiorate a causa delle nuove norme sulle graduatorie ad esaurimento e dal regolamento delle supplenze — ha attaccato Francesco Bonfini, della Cub Scuola — tutto questo in una regione che conta percentuali di sfruttamento del precariato scolastico al di sopra della media».

22 agosto 2007 - Il Resto del Carlino

Mercoledì scatta il presidio contro il precariato

Bologna - UN PRESIDIO per protestare contro lo sfruttamento dei precari nella scuola. Ad organizzarlo è il sindacato Cub Scuola-Rdb per mercoledì 29 (ore 9) all’Itis Belluzzi. Istituto assurto a simbolo perchè lì, in questi giorni, si stanno assegnando gli incarichi di supplenza. Al contempo, il sindacato di base chiederà anche un incontro al prefetto per illustrargli proposte anti-precariato.

20 agosto 2007 - La Nuova Ferrara

C’E’ UN LEGAME
Infortuni sul lavoro e precarizzazione

Ferrara - Caruso ha indubbiamente ecceduto sul piano gergale nelle sue affermazioni e ha sicuramente sbagliato ad accentrare il discorso sulle figure di Treu e Biagi. Ma la penosa e bipartisan "caciara" che si è scatenata nei suoi confronti rischia di far dimenticare la gravità del problema che Caruso, malamente, intendeva sollevare.Nessuna persona che non sia in malafede può negare che le due leggi che si richiamano, a torto o a ragione, a Treu e a Biagi contengano evidenti aspetti negativi per quanto riguarda gli infortuni sul lavoro. Non c’è bisogno di possedere una laurea in legge e un master in diritto del lavoro per capire che la precarizzazione devastante che queste leggi hanno imposto, mette nelle mani dei datori di lavoro disonesti, che intendono violare le norme di sicurezza, un arma di ricatto formidabile nei confronti del lavoratore. La paura di non vedersi rinnovare il contratto (ma la stessa cosa vale per chi non ha accesso alle tutele dell’art. 18 anche se è a tempo indeterminato) porta inevitabilmente i lavoratori precari a soggiacere a ogni richiesta e minaccia del padrone anche se questa rischia di essere pericolosa per la salute e per la vita degli stessi. Pur di non perdere l’unica fonte di reddito tanti lavoratori tacciono e non denunciano le condizioni disumane in cui sono costretti a lavorare. Non è solo un problema di sicurezza, è più in generale un problema di libertà. Grazie a queste leggi il lavoratore precario non è più un libero cittadino che presta la sua attività lavorativa. Anni e anni di conquiste sindacali sfociate nello Statuto dei Lavoratori vengono cancellate di fatto per tornare ad una condizione di lavoro ottocentesca. E’ forse, questo, un effetto perverso delle due leggi che i loro autori non avevano previsto? Se è così ci si affretti a cambiarle allora, queste leggi, rimettendo il posto di lavoro a tempo indeterminato al centro della relativa normativa. Per chi è già morto c’è poco da fare ma per chi è ancora vivo e rischia ogni giorno di morire in un cantiere o di ammalarsi in ambienti insalubri si può fare ancora molto. Quello che invece non serve è fingere di addolorarsi e versare lacrime da coccodrillo sui morti e poi lasciare le cose come stanno o fare modifiche ridicole alla legge 30 come quelle che sono state approvate il 23 luglio scorso.Claudio Grabinski Gilberto Sisini Federazione Provinciale RdB-CUB di Ferrara

14 agosto 2007 - La Repubblica

Rdb: "Precari senza tutele"
Unicredit chiude centro postale 24 in sciopero
"Restano in balìa dei subappalti e con paghe ridotte"

Bologna - Unicredit chiude gli uffici di smistamento postale a Bologna e getta 24 lavoratori «in pasto ad una giungla di subappalti facendo perdere loro garanzie, tutele anche una bella fetta di stipendio». Questa la denuncia delle Rappresentanze sindacali di base, cui si aggiunge la beffa. Secondo il sindacato, ai lavoratori di via Sostegnazzo «era stato promesso il passaggio a un consorzio interbancario con contratto a tempo indeterminato». Ci sono dunque gli estremi, secondo Luigi Marinelli (Rdb), per la mobilitazione del gruppo dei lavoratori. In programma, prima della chiusura degli uffici fissata per il 31 agosto, presidi davanti agli sportelli Unicredit in via Rizzoli, e lo sciopero dal 27 agosto. Oltre a possibili azioni legali.


14 agosto 2007 - Liberazione

Bologna La legge 30 sulla pelle dei 24 di Unicredit

Bologna - Si fa un gran parlare di legge 30 ma poco dei suoi effetti. Ne sanno invece qualcosa i 24 lavoratori del centro Unicredit di Bologna (quattro alle dipendenze di una coop, gli altri legati ad agenzie interinali) a cui erano state promesse assunzioni e posti fissi ma che invece si ritrovano, da qui a 15 giorni, «dati in pasto alla catena dei subappalti con una proposta di "prendere o lasciare"», come hanno raccontato ieri le Rdb in un'affollata conferenza stampa. Serafino D'Onofrio,
capogruppo del Cantiere al Comune di Bologna riapre il fuoco contro la legge 30, anche a nome di Verdi e Prc: «Il lavoro interinale va abolito perché causa sfruttamento. Il sistema di appalti e subappalti è invece uno scandalo italiano per cui la responsabilità sulla regolarità dei libri contabili, dei pagamenti di salari e contributi è sempre elusa». Per Luigi Marinelli, delle Rdb «la vicenda Unicredit racconta esattamente quella che è oggi la situazione degli
interinali e dei lavoratori in appalto sottoposti a forme di ricatto inaccettabili». Per cui, afferma il sindacalista, «è necessario organizzare forme di resistenza». Marinelli ricorda anche come il caso Unicredit non sia isolato. C'è anche la vicenda delle «scatole cinesi» degli appalti dei servizi a terra all'aeroporto Marconi, «ma abbiamo situazioni identiche anche all'Interporto». Ben venga dunque la manifestazione nazionale del 20 ottobre, perchè «sarà un appuntamento vero», conclude D'Onofrio.


14 agosto 2007 - Il Resto del Carlino

Bologna. E’ UN AGOSTO nero per ventiquattro persone...
di Matteo Naccari

Bologna - E’ UN AGOSTO nero per ventiquattro persone, tutti uomini, in forza all’ufficio di smistamento postale del gruppo bancario Unicredit. «A fine mese perderanno il lavoro, non avranno come promesso un posto fisso e finiranno in una giungla di appalti e subappalti, con la prospettiva di uno stipendio più leggero di circa 450 euro» accusa Luigi Marinelli delle Rdb, le rappresentanze sindacali di base. Ieri, affiancato dal delegato Rdb per i servizi logistici di Unicredit, Tommaso Rosa, e dal consigliere comunale del Cantiere Serafino D’Onofrio, ha annunciato la mobilitazione dei lavoratori che prevede, dopo Ferragosto, volantinaggi davanti agli sportelli del gruppo bancario, in via Rizzoli, e una giornata di sciopero, il 27 agosto. Senza tralasciare la possibilità di avviare azioni legali.
IL GRUPPO Unicredit, hanno raccontato i rappresentanti delle Rdb, ha deciso di chiudere, dal 31 agosto, il settore dello smistamento postale di via Sostegnazzo, appaltando il servizio all’esterno. Lì viene gestita, e appunto smistata, la corrispondenza interna del gruppo. «Chi segue il servizio — dice Marinelli —, 4 dipendenti alla cooperativa Koopservice e 20 interinali legati alle agenzie Metis e Randstad, a settembre si troverà con l’unica prospettiva di finire in pasto a una giungla di appalti e subappalti. A loro, infatti, era prima stata promessa un’assunzione a tempo indeterminato nel consorzio interbancario Caricese, ma poi hanno scoperto che Caricese avrebbe affidato il servizio di postalizzazione alla Sda, che a sua volta avrebbe utilizzato il consorzio Lhs Caboto, che avrebbe passato il tutto a una coop di facchinaggio che opera in deroga al contratto nazionale di settore».
IN SOSTANZA, questa ventina di persone si sarebbe trovata davanti a un ‘prendere o lasciare’: «Restare senza lavoro — aggiunge il sindacalista — oppure accettare un contratto, non si sa bene di che durata, con una retribuzione mensile base che scenderà da circa 1700 euro lordi al mese a poco più di 1200. In più saranno sottoposti alla videosorveglianza, non potranno bere durante il turno, insomma trattati come servi della gleba. Quello che chiediamo sono garanzie certe, perché questi precari pagano le conseguenze, sempre più cruente, delle grandi riorganizzazioni bancarie».

Bologna. CONDANNA le dichiarazioni del deputato del Prc...

Bologna - CONDANNA le dichiarazioni del deputato del Prc Francesco Caruso (ha accusato Marco Biagi e Tiziano Treu di essere i responsabili delle morti bianche), ma demolisce la legge 30, la Biagi. «Non è una legge da Paese europeo e quindi va cambiata, perché ogni giorno in più di legge 30, vuol dire solo più precarietà, più discriminazioni, più mancanza di garanzie e tutele», dice Serafino D’Onofrio, capogruppo del Cantiere in Comune. Lo ha detto ieri alla conferenza stampa delle Rdb sulla chiusura del centro postale di Unicredit, riaprendo la ‘guerra’ alla Biagi, anche a nome di Verdi e Prc. Del resto, la vicenda dei 24 lavoratori del centro Unicredit, «racconta esattamente quella che è oggi la situazione degli interinali e dei lavoratori in appalto sottoposti — accusa Luigi Marinelli, delle Rdb — a forme di ricatto inaccettabili». Tra l’altro Marinelli, ricorda che il caso Unicredit non è isolato. C’è anche la vicenda delle ‘scatole cinesi’ degli appalti dei servizi a terra all’aeroporto. D’Onofrio rincara la dose: ricorda come anche Sab, la società di gestione del Marconi, si affidi ad appalti e subappalti e che «in Unicredit, la prima banca italiana, esiste un settore che fa un servizio nazionale ma genera precarietà». Ben venga la manifestazione del 20 ottobre, «appuntamento vero».

14 agosto 2007 - Gazzetta di Reggio e Modena

I PROBLEMI DEL LAVORO
«Legge Biagi da cambiare»
La Sinistra all’attacco: troppi casi di sfruttamento

BOLOGNA - Premesso che le dichiarazioni del deputato del Prc Francesco Caruso (foto) (ha accusato Marco Biagi e Tiziano Treu di essere i responsabili delle morti bianche) sono «gravi e sbagliate», resta il fatto che la legge 30, la cosiddetta legge Biagi, è «iniqua: non è una legge da paese europeo e quindi va cambiata». Perchè, «ogni giorno in più di legge 30, vuol dire solo più precarietà, più discriminazioni, più mancanza di garanzie e tutele». Serafino D’Onofrio, capogruppo del Cantiere al Comune di Bologna (la città di Biagi), si presenta alla conferenza stampa delle Rdb sulla chiusura del centro postale di Unicredit a Bologna, e riapre il fuoco contro la legge 30, anche a nome di Verdi e Prc. Del resto, la vicenda dei 24 lavoratori del centro Unicredit (quattro alle dipendenze di una coop, gli altri legati ad agenzie interinali, di cui una «promossa da Unicredit», cioè Metis, dice il sindacato) «racconta esattamente quella che è oggi la situazione degli interinali e dei lavoratori in appalto sottoposti - accusa Luigi Marinelli, delle Rdb - a forme di ricatto inaccettabili»: gli erano state promesse assunzioni e posti fissi, ma si ritrovano, da qui a 15 giorni, «dati in pasto alla catena dei subappalti con una proposta prendere o lasciare». Per cui, afferma il sindacalista, «è necessario organizzare forme di resistenza» a queste situazioni. E comunque «il lavoro interinale va abolito perchè causa sfruttamento. Il sistema di appalti e subappalti - continua - è invece uno scandalo italiano per cui la responsabilità sulla regolarità dei libri contabili, dei pagamenti di salari e contributi è sempre elusa».
Tra l’altro Marinelli ricorda che il caso Unicredit non è isolato. C’è anche la vicenda delle ‘scatole cinesi’ degli appalti dei servizi a terra all’aeroporto Marconi, «ma abbiamo situazioni identiche anche all’Interporto». D’Onofrio rincara la dose: ricorda come anche Sab, la società di gestione del Marconi, si affidi ad appalti e subappalti.


14 agosto 2007 - Corriere di Bologna

Unicredit, 24 lavoratori in agitazione

Bologna - Presidi davanti agli sportelli, uno sciopero il 27 agosto e possibili azioni legali. I lavoratori Centro smistamento unico, il servizio logistica del gruppo Unicredit, sono in stato di agitazione perchè, denunciano Rdb-Cub di Bologna, il gruppo «chiude il settore dello smistamento postale» e «l'unica prospettiva proposta ai 24 lavoratori, a pochi giorni dalla chiusura (prevista per il 31 agosto, ndr), è quella di finire in pasto in una giungla di subappalti tra cooperative di facchinaggio perdendo garanzie e tutele». I sindacati di base sottolineano che i responsabili di Unicredit avevano «promesso» il passaggio dei lavoratori alla Caricese (consorzio interbancario di servizi) con contratto a tempo indeterminato.
«Invece si sono ritrovati di fronte ad una catena di appalti e sub appalti: l'Unicredit che appalta il servizio a Caricese che affida a Sda, che affida al Consorzio Lhs, per finire in una coop di facchinaggio che applica le deroghe ai contratti nazionali di lavoro del settore merci e logistica». I sindacati di base spiegano che, per esempio, «per i lavoratori interinali si passa da una retribuzione mensile base di 1668 euro ad una di 1219 euro con una perdita mensile di quasi 450 euro». Una protesta, quella di sindacato e lavoratori, a cui si affianca anche il consigliere comunale dell'Altrasinistra Serafino D'Onofrio.
«Questa è una vicenda — ha osservato — che dimostra l'iniquità della legge 30 e la precarietà che genera.
Anche in Unicredit, che non è una bancarella, ma la prima banca italiana».
Unicredit, però, declina le responsabilità. «I problemi sollevati— precisa in una nota l'istituto di credito — non coinvolgono il personale dipendente del Gruppo, ma lavoratori con contratto di somministrazione a tempo determinato con scadenza il 31 agosto». Insomma, non si tratta di lavoratori che dipendono da Unicredit, ma da un'azienda di cui la stessa banca è cliente.
In ogni caso, prosegue Unicredit, il problema venuto a galla oggi, che «fa seguito alla scelta di esternalizzare i servizi svolti dal Centro Smistamento Unico», era stato «già regolarmente annunciata lo scorso maggio alle rappresentanze sindacali aziendali». E dunque, Unicredit «ha agito nel pieno e doveroso rispetto di ogni vincolo normativo e legale».(Si.Sa.)

RdB-C

13 agosto 2007 - Apcom

LAVORO/ CUB: BASTA LINCIAGGIO CARUSO, BADIAMO AI CONTENUTI
Pierpaolo Leonardi: "Cancellare sia la legge 30 che quella Treu"

Roma, 13 ago. (Apcom) - "Un mondo politico sempre pronto a scandalizzarsi per il 'modo' con cui vengono fatte certe affermazioni per non misurarsi con i suoi contenuti oggi ha una nuova vittima sacrificale, Francesco Caruso". Così afferma in una nota Pierpaolo Leonardi, coordinatore nazionale Cub.
Il sindacato di base - continua - "ha sempre avuto tra le proprie parole d'ordine la cancellazione della legge Treu e della Legge 30 - sostiene Pierpaolo Leonardi, - proprio perché hanno legalizzato la precarietà che è sinonimo di insicurezza e che, nei luoghi di lavoro hanno significato spesso incidenti e morte".
Non c'è lotta alla precarietà, insomma, "che non preveda la cancellazione totale di queste due leggi - conclude Leonardi - chi oggi propone manifestazioni senza queste nette parole d'ordine non fa che alimentare l'ambiguità della sinistra su cosa realmente intenda per diritti di chi lavora".


13 agosto 2007 - Adnkronos

LAVORO: CUB, CARUSO VITTIMA SACRIFICALE

Roma, 13 ago. (Adnkronos) - «Un mondo politico sempre pronto a scandalizzarsi per il 'modò con cui vengono fatte certe affermazioni per non misurarsi con i suoi contenuti oggi ha una nuova vittima sacrificale, Francesco Caruso». Lo sottolinea la Cub, Confederazione Unitaria di Base, che ha «sempre avuto tra le proprie parole d'ordine la cancellazione della legge Treu e della Legge 30 proprio perchè -sostiene Pierpaolo Leonardi, coordinatore nazionale Cub- hanno legalizzato la precarietà che è sinonimo di insicurezza e che, nei luoghi di lavoro hanno significato spesso incidenti e morte». «Non c'è lotta alla precarietà che non preveda la cancellazione totale di queste due leggi -conclude Leonardi- chi oggi propone manifestazioni senza queste nette parole d'ordine non fa che alimentare l'ambiguità della sinistra su cosa realmente intenda per diritti di chi lavora».


13 agosto 2007 - Dire

CARUSO. CUB: BASTA LINCIAGGIO, CANCELLARE LEGGE BIAGI

(DIRE) Roma, 13 ago. - "Un mondo politico sempre pronto a scandalizzarsi per il 'modo' con cui vengono fatte certe affermazioni per non misurarsi con i suoi contenuti oggi ha una nuova vittima sacrificale, Francesco Caruso". Lo sostiene Pierpaolo Leonardi, coordinatore nazionale CUB che ricorda che "la Cub ha sempre avuto tra le proprie parole d'ordine la cancellazione della legge Treu e della legge 30 proprio perche' hanno legalizzato la precarieta' che e' sinonimo di insicurezza e che, nei luoghi di lavoro, hanno significato spesso incidenti e morte". Per Leonardi "non c'e' lotta alla precarieta' che non preveda la cancellazione totale di queste due leggi: chi oggi propone manifestazioni senza queste nette parole d'ordine non fa che alimentare l'ambiguita' della sinistra su cosa realmente intenda per diritti di chi lavora".

BANCHE BOLOGNA. UNICREDIT CHIUDE CENTRO POSTALE, E' SCIOPERO
RDB: DOPO FALSE PROMESSE, 24 PRECARI DATI IN PASTO A SUBAPPALTI

(DIRE) Bologna, 13 ago. - Unicredit chiude gli uffici di smistamento postale a Bologna e getta 24 lavoratori "in pasto ad una giungla di subappalti facendo perdere loro garanzie, tutele" e, se qualcuno accettera' questa nuova occupazione, anche una bella fetta di stipendio. E dire che a queste persone "era stato promesso il passaggio a un consorzio interbancario con contratto a tempo indeterminato", racconta Luigi Marinelli, delle Rappresentanze sindacali di base (Rdb) annunciando l'avvio della mobilitazione del gruppo dei lavoratori. In programma, prima della chiusura degli uffici (in via Sostegnazzo) prevista per la fine di agosto, ci sono presidi davanti agli sportelli Unicredit in via Rizzoli, uno sciopero (dal 27 agosto, e' gia' stata avviata la procedura per tentare una conciliazione) e possibili azioni legali. Intanto l'atto d'accusa: i lavoratori precari, dice Marinelli, "sono i vasi di coccio che pagano le conseguenze, sempre piu' cruente, delle grandi ristrutturazioni bancarie. Per questi lavoratori non c'e' stato nessun confronto sindacale interno o esterno" all'istituto di credito, "ma solo promesse che, pochi giorni prima della chiusura, si scopre che non verranno mantenute". I lavoratori che gestivano il servizio (quattro alle dipendenze di una cooperativa, 20 legati ad agenzie interinali) hanno scoperto che Caricese (il Consorzio interbancario) avrebbe affidato la postalizzazione alla Sda la quale, a sua volta, si sarebbe servita di un consorzio (Lhs-Caboto) che avrebbe passato poi tutto a una coop di facchinaggio che opera in deroga al contratto nazionale di settore. Di fatto, secondo calcoli delle Rdb, un interinale passerebbe da una paga di 1.668 euro lordi al mese a 1.219 (una perdita di 448 euro, 6.281 in un anno). "A questi lavoratori- protesta Marinelli- e' stata fatta un'offerta 'prendere o lasciare'; davanti a un tavolo hanno visto tutti i rappresentanti delle varie ditte passarsi la gestione del servizio. E alla fine, oltre alla nuova paga, piu' bassa, hanno scoperto che le condizioni contrattuali saranno dure: videosorveglianza, impossibilita' di portarsi al lavoro anche solo una bottoglia d'acqua, primi giorni di malattia non pagati...". Insomma, "sono trattati come servi della gleba". In assemblea, i lavoratori hanno rigettato questo percorso e indetto lo stato di agitazione. "Queste persone hanno i requisiti per essere assunte da Unicredit", dice Marinelli. Intanto, da oggi si "rifiutano di fare l'affiancamento al personale della cooperativa che si e' presentata nella sede di via Sostegnazzo per prendere confidenza con la nuova attivita'" che assumera' dall'inizio di settembre. In passato, racconta Tommaso Rosa, delegato Rdb, un altro gruppo di interinali in forza al centro di postalizzazione di Unicredit, avvio' un'azione legale per mancata stabilizzazione.

BANCHE BOLOGNA. UNICREDIT RIGETTA ACCUSE RDB: TUTTO REGOLARE

(DIRE) Bologna, 13 ago. - Unicredit si chiama fuori dalle accuse delle Rdb per la chiusura del suo centro postale di Bologna. "I problemi sollevati non coinvolgono il personale dipendente del Gruppo, ma lavoratori con contratto di somministrazione a tempo determinato con scadenza il 31 agosto", ricorda l'istituto di credito. E dunque, "si tratta di lavoratori che non dipendono dal Gruppo UniCredit, ma da societa' di cui UniCredit e' cliente". In ogni caso, fa sapere la banca in una nota, il problema venuto a galla oggi, che "fa seguito alla scelta di esternalizzare i servizi svolti dal Centro Smistamento Unico", era stato "gia' regolarmente annunciata lo scorso maggio alle rappresentanze sindacali aziendali". E dunque, UniCredit "ha agito nel pieno e doveroso rispetto di ogni vincolo normativo e legale"

BIAGI. ALTRA SINISTRA BOLOGNA: LEGGE 30 INIQUA, VA CAMBIATA
MARINELLI: CREA SFRUTTAMENTO A UNICREDIT, AEROPORTO E INTERPORTO

(DIRE) Bologna, 13 ago. - Premesso che le dichiarazioni del deputato del Prc Francesco Caruso (ha accusato Marco Biagi e Tiziano Treu di essere i responsabili delle morti bianche) sono "gravi e sbagliate", resta il fatto che la legge 30, la cosiddetta "legge Biagi", e' "iniqua: non e' una legge da paese europeo e quindi va cambiata". Perche', "ogni giorno in piu' di legge 30, vuol dire solo piu' precarieta', piu' discriminazioni, piu' mancanza di garanzie e tutele". Serafino D'Onofrio, capogruppo del Cantiere al Comune di Bologna (la citta' di Biagi), si presenta alla conferenza stampa delle Rdb sulla chiusura del centro postale di Unicredit a Bologna, e riapre il fuoco contro la legge 30, anche a nome di Verdi e Prc. Del resto, la vicenda dei 24 lavoratori del centro Unicredit (quattro alle dipendenze di una coop, gli altri legati ad agenzie interinali, di cui una "promossa da Unicredit", cioe' Metis, dice il sindacato) "racconta esattamente quella che e' oggi la situazione degli interinali e dei lavoratori in appalto sottoposti- accusa Luigi Marinelli, delle Rdb- a forme di ricatto inaccettabili": gli erano state promesse assunzioni e posti fissi, ma si ritrovano, da qui a 15 giorni, "dati in pasto alla catena dei subappalti con una proposta 'prendere o lasciare'". Per cui, afferma il sindacalista, "e' necessario organizzare forme di resistenza" a queste situazioni. E comunque "il lavoro interinale va abolito perche' causa sfruttamento. Il sistema di appalti e subappalti- continua- e' invece uno scandalo italiano per cui la responsabilita' sulla regolarita' dei libri contabili, dei pagamenti di salari e contributi e' sempre elusa". Tra l'altro Marinelli, ricorda che il caso Unicredit non e' isolato. C'e' anche la vicenda delle "scatole cinesi" degli appalti dei servizi a terra all'aeroporto Marconi, "ma abbiamo situazioni identiche anche all'Interporto". D'Onofrio rincara la dose: ricorda come anche Sab, la societa' di gestione del Marconi, si affidi ad appalti e subappalti e che "in Unicredit, non una bancarella ma la prima banca italiana, esiste un settore che fa un servizio nazionale ma genera precarieta' al massimo". Ben venga dunque la manifestazione nazionale del 20 ottobre, perche' "sara' un appuntamento vero", conclude D'Onofrio.

UB P.I. incontra il personale precario elle Accademie delle Belle Arti e dei Licei Artistici di Stato

 Il 12 luglio scorso, si è svolto presso la Federazione RdB-CUB di Firenze, un incontro con una rappresentanza di personale precario presente all’interno delle Accademie e dei Licei Artistici.

Un primo incontro che ha affrontato alcune delle problematiche connesse alle condizioni contrattuali di alcune figure di lavoratori denominati “modelli viventi” che operano nella mansione di modello nell’insegnamento di disegno, pittura e scultura.

E’ emersa tra i presenti la necessità di avviare da subito un coordinamento nazionale di tutti i lavoratori precari interessati che attualmente subiscono le più svariate forme contrattuali: dai tempi determinati, alle prestazioni d’opera.

RdB-CUB ha avanzato proposte concrete, evidenziando che grazie alla mobilitazione dell’autunno scorso la legge Finanziaria ha previsto una norma che permette la stabilizzazione dei lavoratori con contratto a tempo determinato. Su questo punto è necessario avviare da subito la mobilitazione per costringere le Accademie e i Licei ad individuare le risorse necessarie per la trasformazione dei contratti da tempo determinato a tempo indeterminato.

Inoltre, è possibile prevedere un percorso graduale di trasformazione delle innumerevoli forme contrattuali precarie verso il tempo determinato, fattore indispensabile per ottenere la stabilizzazione definitiva.

RdB-CUB consegnerà un documento specifico al Ministro sulla questione “precarietà”, nonché a partire da settembre avvierà una mobilitazione dei lavoratori nelle singole Accademie e Licei.

 

ASILI NIDO, RDB-CUB:COMUNE NON PRENDE IN ESAME RICHIESTE PRECARI

(OMNIROMA) Roma, 18 lug - «Le educatrici supplenti dei nidi, dopo esser state costrette ad occupare l'aula del Consiglio comunale per ottenere udienza, hanno incontrato ieri l'assessore alle Politiche educative Maria Coscia e l'assessore al Lavoro Dante Pomponi. Assente invece l'assessore D'Ubaldo, che non si è neanche posto il problema di inviare le proprie scuse alla delegazione». Lo comunica, in una nota, l'Rdb-Cub. «Nessuna delle richieste avanzate dalle educatrici è stata presa in considerazione - si legge - A quella di avviare un percorso di stabilizzazione è stato risposto che al momento non vi sono possibilità se non quella di verificare, una volta ultimate le stabilizzazioni a settembre 2008, il numero di cessazioni intervenute e l'eventuale integrazione. Alla proposta di rivisitare la graduatoria del 1996 è stato ribattuto che ciò si sta facendo ormai da due anni; gli stessi assessori non sono però stati in grado di dire con precisione quante siano le persone rimaste effettivamente in graduatoria, né quante effettivamente prestino servizio. Neanche sulla più piccola delle questioni sollevate, l'utilizzo maldestro delle graduatorie da parte dei Municipi, si è manifestata la minima disponibilità ad esaminare quanto rappresentato dalle lavoratrici. Sordi a qualsiasi istanza, gli assessori hanno scelto di continuare a praticare la politica del 'non ascoltò, ignorando il degrado dei servizi educativi sia nella qualità offerta ai bambini, sia nelle condizioni lavorative del personale di ruolo e ancora di più nelle condizioni lavorative del personale supplente». «Le belle parole contro la precarietà del discorso tenuto a Torino dal prossimo leader del partito democratico, si scontrano con l'assoluta mancanza di risposte concrete per le precarie dei nidi del Comune di Roma - dichiara a commento dell'incontro il responsabile Rdb-Cub Roberto Betti -Ora più che mai le Rdb ritengono necessario far emergere la voce di protesta di lavoratrici usate 'a orè che debbono difendersi da chi, come il sindaco Veltroni, sembra soffrire di una sindrome Dr.Jekyll-Mr.Hyde».

18 luglio 2007 - Dire

ATENEI.RDB-CUB: FINANZIARIA E CONTRATTI, VIA A DIALOGO CON MUSSI
APERTO OGGI IL CONFRONTO AL MINISTERO.

(DIRE) Roma, 18 lug. - Si e' svolto questa mattina, presso il ministero dell'Universita', un incontro fra il ministro Fabio Mussi e la Rdb-Cub Universita' ed Usi-Rdb Ricerca. Al centro del confronto, i temi del rilancio dei settori Universita' e Ricerca, la questione del precariato ed il rinnovo del contratto nazionale, scaduto il 31 dicembre 2005. In particolare, per la Ricerca, i sindacati hanno chiesto un intervento urgente del ministro mirato "all'estensione della stabilizzazione a tutte le tipologie contrattuali". Per l'Universita', e' stata richiesta "analoga tempestivita' per bloccare i numerosi licenziamenti di lavoratori precari, dovuti alla mancata applicazione della direttiva Nicolais che prevedeva la proroga dei contratti in scadenza". E' stato anche sollecitato un provvedimento specifico per avviare la stabilizzazione dei ricercatori precari e posto il problema del precariato storico nelle Accademie di Belle arti e nei Licei artistici. I sindacati chiedono, poi, piu' investimenti e sollecitano l'avvio del rinnovo del contratto. Dal canto suo, Mussi ha esposto tutti i provvedimenti contenuti nel Dpef ed ha ribadito il suo impegno al reperimento di ulteriori fondi nella prossima legge Finanziaria. In materia di precariato, l'impegno assunto dal ministro e' quello di riportare a "razionalita'" la pletora di figure contrattuali atipiche, riconducendole al solo "tempo determinato". Il confronto riprendera' a settembre.

La denuncia dei sindacati dopo un incontro con il direttore generale
Il Comune è a corto di fondi salta la stabilizzazione degli lsu
La Cgil L´intesa è fallita subito dopo le elezioni

Palermo - «Il Comune non è dotato dei fondi per la stabilizzazione dei 3.300 lavoratori socialmente utili». Sono bastate queste poche parole dette ieri dal direttore generale di Palazzo delle Aquile, Gaetano Lo Cicero, per far proclamare subito ai sindacati lo stato di agitazione di tutto il personale. «Ci sentiamo beffati: a gennaio, in piena campagna elettorale, abbiamo firmato un accordo che prevedeva l´approvazione di un piano triennale per stabilizzare gli lsu con fondi comunali, adesso ci dicono che non hanno soldi», attaccano Cgil, Cisl, Uil, Rdb e Alba.
La Cgil ha proclamato lo stato di agitazione del personale e ha chiesto un incontro immediato col sindaco Diego Cammarata per chiarire la vicenda. «Ci rincresce apprendere che il progetto di stabilizzazione degli lsu, che avevamo firmato nei mesi scorsi, sia fallito subito dopo le elezioni - dicono Maurizio Calà segretario della Cgil di Palermo e Michele Palazzotto, segretario della Funzione pubblica Cgil - Il Comune avrebbe dovuto presentarci oggi (ieri, ndr) questo piano di stabilizzazione del precariato, al quale Italia Lavoro lavora da mesi. Abbiamo appreso invece che non c´è più alcuna volontà di portare avanti la stabilizzazione dei 3.300 lsu. Al contrario vogliono creare un nuovo bacino che dovrebbe essere mantenuto con fondi statali».
Al momento, il governo nazionale stanzia ogni anno 50 milioni di euro per gli lsu del Comune di Napoli e Palermo. Ben 35 milioni servono per il pagamento delle indennità, gli altri 15 invece sono dedicati alla stabilizzazione di questo bacino di precariato, nato ai tempi della giunta guidata da Leoluca Orlando con le cosiddette cooperative sociali. Nel 2007 sono stati infatti assunti degli lsu nelle società municipalizzate, tra questi i 100 autisti all´Amat senza patente.
Secca la replica del sindaco Diego Cammarata: «Abbiamo già stabilizzato, con i soldi della Finanziaria del governo Berlusconi, oltre tremila precari, ricorrendo anche alle società miste (i 400 stabilizzati quest´anno all´Amia, Amat, Amg e Gesip, ndr). Adesso chiederemo alla Regione e allo Stato di intervenire per stabilizzare anche i rimanenti precari».
Ma i sindacati non ci stanno: «A gennaio il sindaco aveva garantito che i fondi c´erano e che comunque gli lsu sarebbero stati inseriti nei ruoli del Comune - replica Calà - Il direttore Lo Cicero ci ha invece detto che non ci sono risorse e che, comunque, non è previsto per questi lavoratori, che ormai prestano servizio in tutti gli uffici comunali, alcun inserimento all´interno dei ruoli dell´amministrazione comunale. È assurdo che soltanto oggi si scopra che non ci sono i soldi».(a.fras.)

19 luglio 2007 - Roma One

"Sprechi, precarietà e poca trasparenza"
L'inchiesta - Prosegue il viaggio di RomaOne.it alla scoperta dei buchi neri della sanità laziale. Dopo il caso del centro di dialisi Diagest, il punto di vista dei sindacati di base: "In arrivo letti a pagamento, e 52 ospedali chiuderanno"

Roma - Sono tre, secondo il Rdb-Cub dei lavoratori delle Sanità, i problemi che affliggono il sistema dei servizi per la salute pubblica: la forte carenza di personale, la "irrazionale gestione delle risorse finanziarie" e la "poca trasparenza nei confronti dei cittadini da parte dell'attuale governo regionale".
SPRECHI E POCA TRASPARENZA - "Prendiamo gli infermieri - ci spiega il coordinatore, Sabino Venezia - secondo stime ufficiali, nei nostri ospedali ne mancano 4mila unità. E cosa dire della decisione di affidare servizi essenziali a cooperative esterne, molto più costose rispetto a dipendenti interni? In alcuni casi, non si riesce neanche ad accedere alla conoscenza di dati importanti, come, ad esempio, le delibere sul capitolato d'appalto. Sul sito della Asl Roma C non sono mai state pubblicate".
RICOVERI A PAGAMENTO - A tutto questo si deve aggiungere che la Regione ha già stabilito di chiudere, progressivamente, almeno 52 ospedali che non prevedano più di 110 posti letto (l'elenco è consultabile su www.regione.lazio.it) e che da dicembre, per legge, le strutture ospedaliere dovranno allestire alcune postazioni di ricovero a pagamento. "Questo significa: "Puoi pagare? Allora salti la fila e ti ricoveriamo, altrimenti entri in lista - spiega Venezia - Una situazione grave, se si considera il taglio di 1500 posti letto previsto per quest'anno, e di ulteriori 1500 sia per il 2008 che per il 2009".
La domanda è d'obbligo: ma i cittadini saranno al corrente di tutti queste novità che li aspettano? "Secondo noi no - sostiene Venezia - La gente capisce qual è la situazione solo quando va a al pronto Soccorso e si lamenta dei tempi di attesta o delle lunghezza delle liste per usufruire di un ricovero. Protesta, si arrabbia, ma poi finisce lì".

REGIONE. MARIANI: STABILIZZARE LAVORATORI SOCIALMENTE UTILI

(DIRE) Roma, 19 lug. - "Una proposta per una concreta risoluzione del problema dei lavoratori socialmente utili che non riguarda solamente l'adeguamento economico, ma anche la stabilizzazione attraverso un'equiparazione del periodo lavorativo al tempo determinato che, come previsto nella finanziaria nazionale, permette una stabilizzazione lavorativa e una riutilizzazione di questi lavoratori". Questa l'idea lanciata stamane dal consigliere dei Verdi e presidente della commissione Ambiente Peppe Mariani in merito alla questione dei lavoratori socialmente utili. "Questo problema- ha spiegato Mariani- sta assumendo ormai un carattere dai toni veramente drammatici. Questi lavoratori dopo anni di lavoro senza alcuna tutela e senza garanzie, completamente in nero, sono stanchi di promesse aleatorie che contribuiscono ad aumentare il senso di frustrazione e di disperazione per loro e le loro famiglie. Soprattutto- ha aggiunto Mariani- e' veramente scioccante che proprio nella Regione Lazio sia tollerabile che 3.200 persone si trovino in queste condizioni. La richiesta di Rdb al presidente Marrazzo di dare un segnale tangibile dell'impegno della Regione attraverso un'integrazione di 200 euro all'assegno percepito mensilmente, circa 500 euro, non e' ancora stata concretizzata con una delibera, sebbene il presidente in incontri pubblici, l'abbia gia' data per certa". "Questa integrazione- ha concluso il consigliere dei Verdi- ha lo scopo di risarcire simbolicamente in parte i lavoratori dopo anni di lavoro nero e dovrebbe servire inoltre da adeguamento al costo della vita. Non e' molto ma e' un segnale, della volonta' di affrontare il problema da parte di questa giunta e dal presidente Su questo e' stata concordata una bozza di delibera cha ancora non risulta pero' esaminata in giunta".

 (OMNIROMA) Roma, 19 lug -

REGIONE, MARIANI (VERDI): QUESTIONE LSU STA ASSUMENDO TONI DRAMMATICI

 «La questione dei lavoratori socialmente utili (Lsu), sta assumendo ormai un carattere dai toni veramente drammatici. Questi lavoratori dopo anni di lavoro senza alcuna tutela e senza garanzie, completamente in nero, sono stanchi di promesse aleatorie che contribuiscono ad aumentare il senso di frustrazione e di disperazione per loro e le loro famiglie. Soprattutto è veramente scioccante che proprio nella Regione Lazio sia tollerabile che 3200 persone si trovino in queste condizioni». È quanto dichiara il presidente della commissione regionale lavoro Peppe Mariani (Verdi). «La richiesta di RdB al presidente Marrazzo - ha aggiunto il consigliere dei Verdi - di dare un segnale tangibile dell'impegno della Regione attraverso un'integrazione di 200 euro all'assegno percepito mensilmente, circa 500 euro, non è ancora stata concretizzata con una delibera, sebbene il presidente in incontri pubblici, l'abbia già data per certa». «Questa integrazione che ha lo scopo di risarcire simbolicamente in parte i lavoratori dopo anni di lavoro nero - ha continuato Mariani - dovrebbe servire inoltre da adeguamento al costo della vita. Non è molto ma è un segnale, della volontà di affrontare il problema da parte di questa Giunta e dal Presidente Su questo è stata concordata una bozza di delibera cha ancora non risulta però, esaminata in Giunta. La mia proposta per una concreta possibile risoluzione del problema non riguarda solamente l'adeguamento economico, ma anche la stabilizzazione attraverso un'equiparazione del periodo lavorativo al tempo determinato che, come previsto nella finanziaria nazionale, permette una stabilizzazione lavorativa, e una riutilizzazione di questi lavoratori, come misura virtuosa, proprio nella rilevazione di eventuali irregolarità presenti all'interno della Regione». Il presidente della commissione regionale lavoro ha anche aggiunto che «l'indignazione per le morti bianche e lo scandalo del lavoro nero, non è più sufficiente, occorre agire concretamente e spingere affinché le continue promesse si trasformino in realtà per rendere finalmente dignitosa la condizione di tutte quelle persone da anni vergognosamente sfruttate e per ridare loro una dignità lavorativa e al contempo portare la Regione Lazio ad essere un esempio verso il 'buon lavoro'».

19 luglio 2007 - Omniroma

VIA DEL CORSO, PRESIDIO RDB-CUB DAVANTI SEDE ARAN

(OMNIROMA) Roma, 19 lug - Un presidio è in corso da questa mattina sotto la sede Aran di via del Corso indetto dalle Rdb-Cub del Pubblico impiego. I manifestanti chiedono all'agenzia l'inclusione dei lavoratori precari nell'elezione attiva e passiva delle Rsu. «Siamo stati convocati la settimana scorsa da Aran per le prossime elezioni Rsu che si terranno a novembre - ha detto Cristiano Fiorentini, Rbd-Cub Pubblico impiego - Sono dieci anni che chiediamo il diritto di voto ai precari visto che perfino l'attuale governo ha riconosciuto alcuni diritti al precariato con alcuni interventi nella Finanziaria. Se la nostra proposta non sarà accettata non firmeremo più nulla. Tra mezz'ora saremo ricevuti dai dirigenti Aran a cui presenteremo la nostra proposta». Al presidio, con bandiere del sindacato e megafoni, sono presenti alcune decine di lavoratori della Ricerca, Sanità, Agenzia delle entrate e Ministeri.

 Torino, 08.07.07

si è tenuto nella sala dei marmi a palazzo cisterna in via m. vittoria a torino un incontro tra la rappresentanza rdb e dei lavoratori, e il presidente della commissione lavoro e il presidente della commissione personale della Provincia di Torino.
l'incontro ha trattato i temi della non avvenuta progressione orizzontale (per quanto riguarda alcuni profili), e la situazione precari all' interno dell'amministrazione provinciale.
suddetti presidenti si sono dimostrati aperti e dialoganti sulle istanze proposte ma comunque l'rdb si è posta fermamente al fianco dei lavoratori per arrivare al più presto ad una soluzione delle questioni suddette.
entro la fine del mese si aspettano i primi riscontri, quando per l'ultima volta prima delle vacanze si riunirà il consiglio provinciale:24/7/07.
l'rdb-cub invita tutti i lavoratori e le lavoratrici a mantenere alto il grado di attenzione e di mobilitazione per poter arrivare ad una rapida soluzione delle controversie e per ricreare un movimento dei lavoratori in grado di poter decidere il proprio destino lavorativo ed umano.

4 luglio 2007 - Il Cittadino

Sfuma il posto fisso, la Croce rossa incrocia le braccia

La Finanziaria aveva promesso a gran parte di loro un posto "a vita", e invece adesso scoprono che in alcune province molti contratti a termine sono diventati lavoro interinale. Questo il pasticcio che venerdì porterà in piazza molti dei circa 1.900 precari della Croce rossa, almeno quelli che aderiranno allo sciopero proposto dal sindacato Rdb. Adesioni previste anche a San Donato e a Peschiera Borromeo, dove i comitati locali Cri impiegano 6 precari ciascuno, e probabilmente anche nel Lodigiano, dove a trovarsi con il contratto di lavoro rinnovato ogni sei mesi sono una trentina di persone. Il governo Prodi ha stabilito che devono essere assunti a tempo indeterminato i precari della pubblica amministrazione che siano in servizio da almeno tre anni. Invece in alcuni comitati locali Cri lombardi, come a Sondrio e a Lecco, sono spuntati gli "interinali". Una mossa a sorpresa che a Rdb non è proprio andata giù: per questo venerdì mattina i precari della Croce rossa manifesteranno a Roma, per chiedere un incontro al ministro della Salute, e anche a Milano, davanti alla prefettura. L’astensione dal lavoro è preannunciata, ma i servizi urgenti saranno garantiti. Questa volta però la protesta non trova l’adesione dei sindacati confederali, che invece a dicembre picchiarono i pugni sul tavolo per ottenere l’inserimento della norma "salvaposti" nella Finanziaria: «C’è una trattativa in corso - spiega Mauro Tresoldi, delegato Fps Cisl regionale per la Cri - e quella dell’interinale non è ancora una proposta ufficiale. Pur condividendo le preoccupazioni, allo stato attuale non riteniamo opportuno manifestare per non pregiudicare l’esito del confronto in corso con i vertici nazionali della Cri e il Governo». La Croce rossa avrebbe motivato le sue resistenze all’inquadramento "a vita" dei precari con le incertezze legate al regime di appalti dei servizi di trasporto in ambulanza. Da Rdb però si replica che alcuni di questi appalti hanno durata ultradecennale.

3 luglio 2007 - Dire

REGIONE. ATIPICI PRESIDIANO ASSEMBLEA: ASSUNZIONE PER TUTTI
RDB CONTESTANO STABILIZZAZIONE PER SOLI TEMPI DETERMINATI

(DIRE) Bologna, 3 lug. - Tutti davanti al maxischermo. Non per tifare la squadra del cuore. Ma per sostenere una serie di emendamenti. Da cui dipende il destino di una fetta dei circa 500 lavoratori atipici della Regione Emilia-Romagna. Cinquanta precari in forza alla Regione hanno risposto all'appello delle Rdb. E si sono dati appuntamento questa mattina in una saletta di viale Aldo Moro per assistere ai lavori dell'assemblea legislativa. Il Parlamentino regionale, infatti, oggi dovrebbe discutere un progetto di legge che prevede una sorta di road map per stabilizzare parte degli atipici che lavorano in Regione. Il che e' una cosa positiva, secondo le rappresentanze sindacali di base. Ma non basta. Non basta, dice Letizia Arcuri di Rdb, perche' il provvedimento prevede l'assunzione per i tempi determinati. Ma non per i cosiddetti co.co.co e gli interinali. Secondo Arcuri, invece, la Regione dovrebbe andare oltre a quanto previsto dalla Finanziaria. E "preoccuparsi di tutti i precari, anche alla luce del fatto che" viale Aldo Moro "ha usato questo tipo di atipici come lavoratori subordinati a tutti gli effetti".

REGIONE. ATIPICI, RDB ATTACCA: E ASSUMONO GLI ESPERTONI...
MASELLA (PRC) PREPARA EMENDAMENTI AL PDL

(DIRE) Bologna, 3 lug. - Le rappresentanze sindacali di base, dunque, sperano che oggi il progetto di legge passi. Ma con alcuni emendamenti che in aula dovrebbero arrivare per mano del capogruppo del Prc in Regione, Leonardo Masella. "Vogliamo che questa legge sia approvata- dice Arcuri- ma con alcune modifiche. E non vogliamo scatenare nessuna guerra dei poveri. Ma stigmatizziamo il fatto che mentre non si prevede l'assunzione di questi precari, si preveda invece l'assunzione dei cosiddetti espertoni", ovvero ex "consulenti" dell'agenzia per il lavoro "trasferiti in Regione tempo fa e che sono consulenti a tutti gli effetti, visto che guadagnano circa 40.000 euro all'anno". Espertoni che sono in tutto 13, la cui assunzione, recita un volantino distribuito da Rdb, "non possiamo definire che clientelare e che allo stesso tempo dimostra che per la Regione e' possibile derogare dalla Finanziaria ed assumere quindi anche i precari che sono stati esclusi".

REGIONE. ATIPICI: RDB DELUSE, CONFEDERALI APPLAUDONO ERRANI

(DIRE) Bologna, 3 lug. - Nessuna protesta clamorosa. Ma tanta delusione, quella, si'. Attorno alle 13, la cinquantina di lavoratori atipici che si erano dati appuntamento questa mattina in Regione hanno lasciato la saletta da cui seguivano- attraverso un maxischermo- la diretta dell'assemblea legislativa. Assemblea che ha dato via libera a un piano di assunzioni, che stabilizzera' 130 precari in tre anni. Ma che non sciogliera' il nodo per i tanti co.co.co e interinali in forza in Regione, che sono esclusi dal provvedimento. Per loro, Rifondazione comunista aveva presentato un emendamento ad hoc. Che pero' e' stato bocciato. Una bocciatura che brucia. E che dipinge un velo di amarezza sul volto di Letizia Arcuri delle Rappresentanze sindacali di base. Che dice: "Siamo contenti che la legge sia stata approvata. Ma abbiamo grossissimi dubbi sul fatto che non sia estesa a co.co.co e interinali". Poi arriva lo sfogo piu' amaro: "Se c'e' una guerra tra poveri- lamenta Arcuri- e' stata scatenata dalla Regione". Ma ora che faranno le rappresentanze sindacali di base, firmeranno l'accordo sui precari come gia' hanno fatto Cgil, Cisl e Uil? "Valuteremo con i lavoratori se farlo o meno", dice Arcuri. Ma, aggiunge, "la mobilitazione nazionale e territoriale riprende". Musi lunghi, dunque. Ma non da parte di tutti. Dopo il via libera al provvedimento antiprecari, una ventina di lavoratori- e alcuni rappresentanti sindacali delle sigle confederali- hanno ringraziato e lungamente applaudito il presidente della Regione Vasco Errani e il sottosegretario alla presidenza, Alfredo Bertelli.

29 giugno 2007 - Il Messaggero

Chieti. Dipendenti comunali e sindacati sul sentiero di guerra...

Chieti - Dipendenti comunali e sindacati sul sentiero di guerra per bloccare il trasferimento obbligatorio dal primo luglio di 21 operatori dell’acquedotto all’Ato. Per oggi, alle 11,30, è convocata un’assemblea del personale, per decidere le iniziative di lotta - e non si esclude un ritorno al Prefetto e la programmazione di uno sciopero generale - alla luce del confronto svoltosi ieri tra Amministrazione e organizzazioni sindacali e Rsu. Le forze socali insistono nel chiedere lo stesso trattamento per Teateservizi (passaggio volontario con incentivi); l’Ente replica che ciò non è possibile, stante la normativa che prevede il transito obbligatorio delle reti e del personale. Ieri pomeriggio, comunque, è stata introdotto un elemento nuovo, vale a dire la proroga del comando fino al 31 dicembre prossimo delle 21 unità che restano, nel frattempo, non perdono lo status di dipendenti del Comune. Proposta che viene valutata da sindacati e lavoratori. Ma ieri è scoppiato un putiferio a Palazzo d’Achille perchè mentre era in corso il vertice per gli addetti all’acquedotto, nella camera del sindaco si è svolta una riunione per gli interinali con la presenza di dirigenti della regione e sindacalisti di Rdb. Incontro duramente contestato dagli "altri" e da un gruppo di lavoratori dell’acquedotto. Momenti di grande tensione ed esasperazione, di accuse reciproche, che hanno richiesto l’intervento della Polizia municipale per riportare la calma.

27 giugno 2007 - Omniroma

GIUSTIZIA, RDB-CUB: «100 LAVORATORI ESTERNALIZZATI A RISCHIO»

(OMNIROMA) Roma, 27 giu - «Si è tenuto ieri lo sciopero indetto dalle RdB-Cub degli addetti al 'data entry' degli Uffici giudiziari di Roma, che ha visto anche un sit-in accanto al ministero della Giustizia. I circa 100 dipendenti delle ditte Data Service e Insiel sono esternalizzati che si occupano di 'data entry' (scannerizzazione ed inserimento dati negli archivi informatici). Nei fatti, da circa otto anni hanno svolto qualsiasi tipo di mansione necessaria a supplire ben consolidate carenze di organico presso il ministero della Giustizia, presso il Tribunale, la Corte d'Appello e il Giudice di Pace di Roma, e verranno licenziati entro i prossimi mesi se il ministero non rinnoverà le gare di appalto». Lo comunica una nota delle Rdb-Cub. «Nel corso dello sciopero - prosegue la nota - una delegazione è stata ricevuta dal membro della Commissione giustizia del Senato Di Lello (Sinistra Europea), che è stato informato di tutta la vicenda, ed un'altra dal Consigliere Claudio Castelli, capo Dipartimento dell'organizzazione giudiziaria. Al Consigliere Castelli è stata posta in evidenza la condizione dei lavoratori, che rischiano, dopo anni di precariato, la perdita definitiva del lavoro. È stato inoltre fatto presente come il venire meno di queste figure creerebbe grosse difficoltà a molti uffici giudiziari, e non solo a quelli della capitale. Rispetto ai prossimi licenziamenti Castelli ha precisato che, nel caso ci fossero nuovi contratti con altre società, si cercherà di non perdere le professionalità acquisite. Le RdB-Cub - conclude la nota - ripropongono con forza il problema delle esternalizzazioni nel pubblico impiego, sottolineando come abbiano creato solo nuovo precariato insieme ad un riscontrabile aumento della spesa. Una politica seria di stabilizzazioni è indispensabile sia per garantire la qualità dei servizi sia i diritti dei lavoratori, assumendo in modo programmato il personale che da anni lavora negli uffici pubblici, come previsto nella proposta di legge elaborata dalla RdB-Cub e presentata sia alla Camera che al Senato».

27 giugno 2007 - EPolis Roma

Sit-in. A rischio circa 200 esternalizzati
Rdb, presidio dei precari al ministero di Giustizia
di Paolo Anastasio

Roma - Una settantina di precari della Giustizia facenti capo alla sigla sindacale Rdb-Cub ha protestato ieri mattina con un presidio di fronte al ministero della Giustizia in Largo Cairoli. Motivo della protesta il mancato rinnovo del contratto da parte del ministero per i lavoratori di due società esterne (Dta Service spa e Finsiel spa) che forniscono ormai da otto anni dipendenti agli uffici e alle cancellerie di Corte d'appello penale, civile e lavoro; Tribunale civile e penale e Giudici di pace di Roma. A rischio circa 200 lavoratori, che svolgono mansioni delicate nella preparazione di fascicoli, documenti, atti, scansione di dispositivi legali. Un lavoro di "data entry" assai specializzato che gli scioperanti svolgono, a loro dire, da otto anni. Ma il ministero avrebbe deciso di rescindere i contratti e di affidarsi ad altri fornitori. Una delegazione di lavoratori e della Rdb è stato ricevuto al ministero a mezzogiorno di ieri. "Se non ci rinnovano il contratto - dice una manifestante - le cancellerie vanno in tilt".

 

REGIONE, MARIANI (VERDI) PRESENTA PDL SU STABILIZZAZIONE PRECARI

(OMNIROMA) Roma, 27 giu - «Come anticipato durante l'occupazione dei lavoratori delle Rdb della Sala Mechelli del Consiglio Regionale, oggi ho presentato una proposta di legge sulla stabilizzazione del personale precario della Regione Lazio. Il dramma della precarietà del lavoro, benché abbia assunto le dimensioni di un vero e proprio fenomeno sociale, difficilmente ha trovato spazio nell'agenda politica. Poco o niente è stato fatto su questo tema. Non solo, la politica e in particolare gli enti locali, hanno una forte responsabilità rispetto all'espansione delle forme atipiche di lavoro». Lo afferma in una nota Peppe Mariani, presidente della Commissione Lavoro della Regione Lazio. «I contratti a termine - ricorda Mariani - sono stati negli ultimi anni la forma privilegiata se non esclusiva di accesso al lavoro pubblico. Riduzione del costo del lavoro ed esternalizzazione dei servizi pubblici unite al blocco delle assunzioni di personale hanno generato nelle pubbliche amministrazioni un processo di degradazione delle condizioni e dei diritti dei lavoratori e allo stesso tempo uno scadimento della qualità del servizio erogato alla cittadinanza. Le differenze salariali e quelle relative al sistema delle tutele si riscontrano addirittura nello stesso posto di lavoro e si riferiscono spesso a lavoratori che svolgono la stessa mansione con identiche responsabilità e professionalità». «Occorre cambiare rotta - dice Mariani - per dare un segno di discontinuità politica che vada nella direzione di mettere fine alla situazione di caos e di assenza di diritti presente nella Regione Lazio attraverso un percorso di risanamento che passi per un piano di assunzioni programmate del personale precario e che metta radicalmente in discussione il processo di esternalizzazione dei servizi pubblici regionali». «La proposta di legge stabilisce per il triennio 2007 2009 - spiega Mariani - un piano di interventi straordinari per la stabilizzazione del personale precario della Regione Lazio. Il dispositivo normativo è relativamente semplice e si applica attraverso due strumenti. Da una parte, in riferimento alle ultime disposizioni della Finanziaria nazionale, sarà possibile stabilizzare tutti i lavoratori impiegati con un contratto a tempo determinato compresi quelli impiegati presso i servizi regionali e della sanità regionale. In questo quadro rientreranno anche i lavoratori socialmente utili i quali, benché non abbiano ancora un contratto vero e proprio potranno finalmente essere assunti negli Enti. Inoltre, per tutti i lavoratori che sono stati impiegati con contratti differenti dai tempi determinati si effettueranno procedure selettive che riconoscano però nell'attribuzione del punteggio utile al superamento delle prove, l'esperienza lavorativa a qualunque titolo maturata all'interno dell'ente o agenzia regionale che bandisce il concorso». «Infine - conclude Mariani - la legge introduce un piano di reinternalizzazione dei servizi regionali e la presa in carico, da parte della Regione, dei lavoratori utilizzati fino a quel momento dagli enti esterni. Spero che questo strumento possa percorrere velocemente l'iter istituzionale e approdare in tempi brevi in aula così come la proposta di istituzione del Reddito Sociale che assieme ad altri colleghi abbiamo presentato. L'obbiettivo della stabilizzazione del lavoro precario nella nostra Regione e l'impossibilità, stabilita dalla legge che ho presentato, di ricorrere ancora a assunzioni precarie prima del termine del piano di risanamento, sono i primi ma dovuti passi verso quel cambiamento che la società non è più disposta ad attendere».

 


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27 giugno 2007 - Adnkronos

LAVORO: MARIANI (VERDI), PDL CONTRO PRECARIATO IN CONSIGLIO LAZIO

Roma, 27 giu. - (Adnkronos) - "Come anticipato durante l'occupazione dei lavoratori delle Rdb della Sala Mechelli del Consiglio Regionale, oggi ho presentato una proposta di legge sulla stabilizzazione del personale precario della Regione Lazio. Il dramma della precarieta' del lavoro, benche' abbia assunto le dimensioni di un vero e proprio fenomeno sociale, difficilmente ha trovato spazio nell'agenda politica. Poco o niente e' stato fatto su questo tema. Non solo, la politica e in particolare gli enti locali, hanno una forte responsabilita' rispetto all'espansione delle forme atipiche di lavoro''. Lo dichiara Peppe Mariani, Verdi, presidente della Commissione Lavoro della Regione Lazio. "I contratti a termine - prosegue Mariani - sono stati negli ultimi anni la forma privilegiata se non esclusiva di accesso al lavoro pubblico. Riduzione del costo del lavoro ed esternalizzazione dei servizi pubblici unite al blocco delle assunzioni di personale hanno generato nelle pubbliche amministrazioni un processo di degradazione delle condizioni e dei diritti dei lavoratori e allo stesso tempo uno scadimento della qualita' del servizio erogato alla cittadinanza. Le differenze salariali e quelle relative al sistema delle tutele si riscontrano addirittura nello stesso posto di lavoro e si riferiscono spesso a lavoratori che svolgono la stessa mansione con identiche responsabilita' e professionalita'". "Occorre cambiare rotta - continua Mariani - per dare un segno di discontinuita' politica che vada nella direzione di mettere fine alla situazione di caos e di assenza di diritti presente nella Regione Lazio attraverso un percorso di risanamento che passi per un piano di assunzioni programmate del personale precario e che metta radicalmente in discussione il processo di esternalizzazione dei servizi pubblici regionali". "La proposta di legge stabilisce per il triennio 2007 2009 - aggiunge Mariani - un piano di interventi straordinari per la stabilizzazione del personale precario della Regione Lazio. Il dispositivo normativo e' relativamente semplice e si applica attraverso due strumenti. Da una parte, in riferimento alle ultime disposizioni della Finanziaria nazionale, sara' possibile stabilizzare tutti i lavoratori impiegati con un contratto a tempo determinato compresi quelli impiegati presso i servizi regionali e della sanita' regionale". "In questo quadro - dice Mariani - rientreranno anche i lavoratori socialmente utili i quali, benche' non abbiano ancora un contratto vero e proprio potranno finalmente essere assunti negli Enti. Inoltre, per tutti i lavoratori che sono stati impiegati con contratti differenti dai tempi determinati si effettueranno procedure selettive che riconoscano pero' nell'attribuzione del punteggio utile al superamento delle prove, l'esperienza lavorativa a qualunque titolo maturata all'interno dell'ente o agenzia regionale che bandisce il concorso. Infine, la legge introduce un piano di reinternalizzazione dei servizi regionali e la presa in carico, da parte della Regione, dei lavoratori utilizzati fino a quel momento dagli enti esterni". "Spero che questo strumento - conclude Mariani - possa percorrere velocemente l'iter istituzionale e approdare in tempi brevi in aula cosi' come la proposta di istituzione del Reddito Sociale che assieme ad altri colleghi abbiamo presentato. Di fronte ad una problematica cosi' scottante e che riguarda le vite di molte persone, qualsiasi inerzia della politica o sottovalutazione rischiano di diventare segni di irresponsabilita'. L'obbiettivo della stabilizzazione del lavoro precario nella nostra Regione e l'impossibilita', stabilita dalla legge che ho presentato, di ricorrere ancora a assunzioni precarie prima del termine del piano di risanamento, sono i primi ma dovuti passi verso quel cambiamento che la societa' non e' piu' disposta ad attendere".

PRESIDIO USI-RDB AL MINISTERO DEL LAVORO: DALLE MOBILITAZIONI  UNO SPIRAGLIO PER I PRECARI DELL’ISFOL

Direttore Generale Marincioni annuncia aumento del bilancio istituzionale dell’Ente

Si apre uno spiraglio per la stabilizzazione dei 500 lavoratori precari dell'Istituto per lo Sviluppo e la Formazione dei Lavoratori. Questa mattina, mentre fuori dal Ministero del Lavoro si svolgeva l’iniziativa di protesta organizzata dalla USI-RdB a seguito della cancellazione di un incontro previsto sui problemi dell’Istituto, una delegazione USI-RdB è stata ricevuta dal Direttore Generale della Direzione formazione professionale D.ssa Vera Marincioni, dalla quale dipende l’ISFOL.

Nel corso dell’incontro è stata annunciata un’iniziativa legislativa del Ministero del Lavoro che prevede l’aumento del bilancio istituzionale dell’ISFOL da 10 a 40 milioni.

L’ USI-RdB Ricerca ha accolto con soddisfazione l’iniziativa del Ministero, ma ha chiesto che questa venga seguita a breve dall’ampliamento della pianta organica e dalla stabilizzazione di tutti i precari dell’ISFOL.

Questo ente di ricerca ha infatti una pianta organica a dir poco sottostimata: 107 posti di cui 30 liberi a fronte di 500 lavoratori precari. Una situazione comune a molti enti che però nell’ISFOL trova la sua massima espressione, rendendo la battaglia dei precari ISFOL un emblema per tutti gli altri Enti Pubblici di Ricerca.

Dopo anni di iniziative, particolarmente intense in questo ultimo periodo, l’aumento del bilancio istituzionale dell’ISFOL è finalmente un risultato positivo nella lotta contro la precarietà nel mondo della Ricerca. L’USI-RdB continuerà a chiedere di aprire con urgenza anche la discussione sul comma 417 della legge Finanziaria, per includere tutte le figure contrattuali (Co.Co.Co. e Assegni di Ricerca) rimaste escluse dal processo di stabilizzazione.

I lavoratori precari dell’ISFOL rimarranno in vigile attesa dell’approvazione del provvedimento annunciato, e seguiranno con attenzione i passi successivi, pronti a rientrare in mobilitazione qualora il meccanismo dovesse incepparsi.

Roma, 21 giugno 2007

II MINISTERO DEL LAVORO CANCELLA INCONTRO SULL’ ISFOL:

I LAVORATORI PRECARI  PRESIDIANO IL MINISTERO

Roma, 21 giugno, dalle ore 9.45

presidio di protesta davanti Ministero del Lavoro - via Flavia 6

 A seguito dell'occupazione da parte dell'USI-RdB Ricerca dell'Istituto per lo Sviluppo e la Formazione dei Lavoratori, il Ministero del Lavoro aveva convocato per domani, giovedì 21 giugno, una riunione sui problemi dell’ISFOL che in seguito ha cancellato.

 “Non siamo disposti ad accettare ulteriori ritardi nella discussione che deve portare alla stabilizzazione del personale precario dell'Istituto - dichiara Enrico Mari del direttivo USI-RdB Ricerca dell'ISFOL – e pertanto confermiamo il presidio davanti al Ministero del Lavoro per domani 21 giugno”.

 “All’ISFOL è precario l’86% del personale (302 tempo determinato e 160 co.co.co), tutti con anzianità di servizio elevata”, prosegue Mari. “L' ISFOL non potrebbe risolvere tutti i compiti che il Ministero di Damiano gli assegna: il Ministro stesso deve provvedere a portare la pianta organica da 100 unità circa a 550 e deve stabilizzare i precari, convertendo nel frattempo tutti i co.co.co in tempi determinati e rilanciando le attività dell'ente anche attraverso l'aumento dei fondi ordinari", conclude Mari.

 "Gli enti di ricerca ed in particolare i lavoratori precari, che rappresentano il 50% degli organici, sono in fermento", aggiunge Claudio Argentini della Segreteria Nazionale USI-RdB Ricerca. "Le risposte di questo governo sono insufficienti, e per questo la nostra organizzazione continuerà a lottare per ottenere che già nel DEPF tutta la propaganda fatta dal Governo su Precariato e Ricerca venga concretizzata. Nelle prossime settimane vari Enti di ricerca scenderanno in piazza: non lasceremo che la legge finanziaria assegni soldi all'impresa e non alla ricerca pubblica", conclude Argentini 

Roma, 6 giugno 2007

 COMUNICATO STAMPA

ISFOL: I PRECARI IN ASSEMBLEA PERMANENTE DA DOMANI 7 GIUGNO

 USI-RdB, vogliamo la stabilizzazione e l’ampliamento della pianta organica

 L'assemblea odierna indetta da USI-RdB Ricerca, a cui ha aderito il Comitato Precari, ha deliberato la mobilitazione del personale precario dell' ISFOL (Istituto per lo Sviluppo della Formazione dei Lavoratori) che da domani sarà in assemblea permanente.

 I lavoratori precari dell' ISFOL sono più di 500, di cui circa 300 a tempo determinato e 200 co.co.co, ma la pianta organica dell’Istituto è ferma a circa 100 unità.

 Dichiara Enrico Mari dell'USI-RdB Ricerca dell' ISFOL: "Come è possibile assolvere da più di 10 anni a numerosissime richieste ed obblighi normativi con 70 dipendenti a tempo indeterminato e centinaia di precari, rinnovati continuamente ed ininterrottamente? In Finanziaria ci sono strumenti normativi che permetterebbero le assunzioni: vogliamo dunque l'assunzione ai sensi del comma 520 della legge Finanziaria per i tempi determinati, e la conversione dei co.co.co a tempo determinato. E conseguentemente anche l'applicazione di una pianta organica di almeno 600 unità”.

 “Siamo stanchi di essere fantasmi – prosegue i rappresentante sindacale USI-RdB Ricerca - tutti possono vedere la mole di lavoro che produciamo nel campo della formazione professionale e in genere nell'analisi del mondo del lavoro. Ma la ricerca è stata dimenticata da questo governo, e con essa tutti i suoi lavoratori precari o di ruolo. Per questo adesso avviamo una fase di mobilitazione ad oltranza: l'Ente ed il Ministero del Lavoro devono darci risposte concrete e conclusive, non siamo più disposti ad aspettare", conclude Mari.

 5 giugno 2007 - Comunicato RdB CUB Pubblico Impiego

FONDI DORMIENTI AI PRECARI:
RdB-CUB CHIEDE L'IMMEDIATA CONVOCAZIONE DEL TAVOLO ALLA FUNZIONE PUBBLICA SUL COMMA 417 E SEGUENTI LEGGE FINANZIARIA 2006

"Il decreto presidenziale licenziato oggi dal Consiglio dei Ministri, che riguarda le procedure di utilizzo dei fonti dormienti, è un'importante risultato" dichiara Cristiano Fiorentini della Direzione Nazionale RdB-CUB Pubblico Impiego, "ma non è che l'inizio delle procedure per assumere i precari della pubblica amministrazione".
E' un risultato chiaramente ascrivibile allo sciopero dei Precari del 6 ottobre 2006, rinforzato dalla sciopero e dalla manifestazione del 30 marzo 2007.
Adesso è necessario aprire subito il tavolo di relazioni sindacali previsto dai commi 417 e seguenti presso il ministero della Funzione Pubblica: Dobbiamo ottenere che tutte le varie forme di contratto, anche quelle esternalizzate, vengano riconosciute ed inserite nel processo di emersione dal precariato. I fondi derivati dai conti dormienti e quelli derivati dai pensionamenti possono costituire un inizio importante. Ma" continua l'esponente sindacale" questo è un processo che deve partire subito, per il bene della pubblica amministrazione stessa, dei lavoratori che subiscono carichi sempre più pesanti e per i cittadini stessi.
Assumere i precari significa spendere meno e migliorare i servizi.
ualora si trattasse solo di annunci pubblicitari" conclude Fiorentini " non esiteremo a chiamare i lavoratori precari in piazza."

31 maggio 2007 - Il Centro

I precari: «Non siamo un problema, ma una risorsa»
Comune e Provincia: l’assessore regionale chiede di prorogare i contratti

CHIETI. «Non siamo un problema, ma una risorsa irrinunciabile». I "lavoratori precari e interinali" di Comune e Provincia sul piede di guerra. «Non siamo più disponibili a sottoscrivere nessun altro contratto che non sia direttamente con le amministrazioni di Comune e Provincia». E ieri mattina una folta delegazione, circa 40, si è presentata alla sede della Regione con i sindacalisti Umberto Fascetti e Carmela Bonvino della Rdb Cub per incontrare l’assessore al Lavoro Fernando Fabbiani, che un mese fa, anotano i precari, in occasione di un convegno sul precariato si era «impegnato ad aprire un tavolo di concertazione per risolvere la vertenza dei lavoratori interinali con il sindaco Ricci e il presidente della Provincia Coletti». L’assessore regionale, riferiscono i diretti interessati, «si è detto vivamente preoccupato non solo per il nostro futuro occupazionale, ma anche per i disagi economici delle nostre famiglie e pronto a porre in essere le iniziative, nei confronti del governo centrale, per favorire la stabilizzazione dei lavoratori precari e interinali di Comune e Provincia di Chieti chiedendo al sindaco Ricci e al presidente Coletti di prorogare i contratti in scadenza». Quindi l’attacco alle società "esternalizzate" chissà perché equiparate alle "agenzie prestalavoro" che «rappresentano solo un costo aggiuntivo».

28 maggio 2007 - Comunicato RdB CUB Liguria

 

- Rideterminazione della Pianta Organica che preveda l’inserimento di tutti i tempi determinati.
- Applicazione integrale delle norme inserite nella Finanziaria 2007 con l’assunzione di tutti i lavoratori a Tempo Determinato con almeno tre anni di anzianità.
- Applicazione delle norme della Finanziaria che danno la possibilità di trasformare i Co.Co.Co. in contratti a Tempo Determinato.
- Un progetto, anche pluriennale, che preveda la stabilizzazione di tutti i lavoratori precari.
- Richiesta alla Regione Liguria, come già fatto dalla Provincia di Genova, dell’apertura di un tavolo tecnico per la risoluzione del problema.

ASSEMBLEA
DI TUTTI I LAVORATORI PRECARI DEL COMUNE DI GENOVA
GIOVEDI’ 7 GIUGNO - ORE 17.00
PRESSO I LOCALI DELLA FEDERAZIONE VIA BALBI 29/3


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28 maggio 2007 - Il Piccolo

I rappresentanti dei lavoratori criticano il ricorso alle assunzioni tramite agenzie di lavoro interinale
Dai sindacati no al precariato al Comune di Staranzano

STARANZANO - «Non condividiamo le scelte operate in quanto l’amministrazione è sorda alle richieste e ai suggerimenti avanzati dalle organizzazioni sindacali e dai dipendenti, ed è insensibile al principio fondamentale, della progressiva riduzione e tutela del lavoro precario». E’ di nuovo scontro, dopo la fumata nera nell’incontro dell’altra sera sul problema delle assunzioni interinali e a tempo determinato e l’amministrazione comunale e la Rsu del Comune di Staranzano unitamente alle organizzazioni sindacali territoriali del pubblico impiego Fp-Cgil, Fpl-Uil e Rdb Cub che ora prospettano ripercussioni negative. Le assunzioni di nuovi lavoratori da parte del Comune, secondo la Rsu, dovrebbero avvenire solo tramite l’utilizzo di graduatorie pubbliche o con il ricorso all’Ufficio del lavoro, proprio per operare nel rispetto dell’economicità e del principio di trasparenza per l’accesso alla pubblica amministrazione. Anche se l’amministrazione si trova in presenza di situazioni di urgenza. La convocazione di un incontro del vicesindaco e assessore al Personale Diego Moretti aveva creato alla vigilia un clima di distensione facendo sperare in un armistizio dopo gli screzi tra le parti degli ultimi mesi sia sul problema della pianta organica sia sulla riorganizzazione degli uffici e del loro futuro trasferimento nella nuova sede municipale di piazza Dante. Invece in una nota espressa ieri dalla delegazione dei lavoratori dipendenti viene espresso il totale dissenso in merito alla decisione dell’amministrazione comunale di confermare la propria scelta sul ricorso al lavoro attraverso le agenzie, per le assunzioni di carattere straordinario. «Dissenso – ribadiscono i sindacati - reso ancora più netto dalla decisione di sostituire con un’assunzione a par-time l’assenza per maternità di una dipendete a tempo pieno». La decisione dell’amministrazione, affermano i sindacati, è stata attuata senza tener nella dovuta considerazione del memorandum firmato dal governo e sindacati per l’eliminazione del precariato e per una maggior tutela dei lavoratori con contratti a tempo determinato.


26 maggio 2007 - Il Centro

Fronte unitario Comune-Provincia
Nasce l’alleanza degli interinali

CHIETI - Fare fronte comune e istituire un tavolo di concertazione per chiedere la stabilizzazione del lavoro precario. I 70 interinali del Comune non si arrendono e cercano alleanze con i circa duecento lavoratori a tempo della Provincia. Un primo incontro si è avuto nei giorni scorsi quando nella sala consiliare della Provincia c’è stato un dibattito sul precariato alla presenza di due esponenti nazionali della Rappresentanza sindacale di base (Rdb).
«Abbiamo chiesto un parere esterno per evitare ogni interferenza locale» rileva Enrico Dell’Osa, portavoce degli interinali del Comune e promotore dell’iniziativa «per programmare una serie di azioni con gli enti locali e regionali». Obiettivo degli interinali è quello di muoversi autonomamente visti anche i recenti screzi con i sindacati di categoria. Specie in Comune, dove l’amministrazione sta portando avanti un difficile tavolo di confronto per la riorganizzazione dell’ente e la esternalizzazione di alcuni servizi come i tributi e la manutenzione del verde attraverso una società a capitale pubblico. Si parla del progetto Teateservizi, osteggiato dai sindacati ma unica àncora di salvataggio per gli interinali, ai quali è stato prorogato il contratto fino al 31 maggio. «Con un orario» precisa Dell’Osa «ulteriormente ridotto rispetto ai precedenti contratti, tanti di noi lavorano ormai a giorni alterni. Ed è una situazione davvero insostenibile».
«Ormai non crediamo più in questo progetto» commenta Dell’Osa, «considerate le riserve dei sindacati e i tempi lunghi inevitabili». Per questo gli interinali agiranno da soli con l’appoggio dei colleghi della Provincia. «Ci incontreremo di nuovo venerdì» chiude Dell’Osa «con l’intento di formulare le prime proposte concrete da sottoporre all’attenzione delle istituzioni». (j.o.)


26 maggio 2007 - La Repubblica

La nuova bellissima biblioteca ha aperto con una lettura collettiva
La protesta alla festa delle Oblate
l´inaugurazione

Firenze - Brigidini, croccante, zucchero filato, tante fisarmoniche, folla sudatissima e la protesta dei . Si è inaugurata così, con un mix di allegria paesana da «venghino siori» e di riflessione sul precariato, la Biblioteca delle Oblate in via dell´Oriuolo: 3200 metri quadri di libri, cd, dvd, un luogo realizzato apposta «per essere frequentato da chi non legge», dice il sindaco, con tutti i comfort, arredamento di raffinatissimo design, dotazioni tecnologiche all´avanguardia, spazio per bambini e persino una caffetteria (in allestimento). Una struttura poco italiana, molto europea, costata al Comune 3 milioni e 800 mila euro per la messa a norma (i lavori sono durati dal 1999 al 2002) e 1 milione e 900 mila euro di ulteriori lavori, iniziati nel 2004. Peccato, dicono i Cobas nei loro volantini, che il personale trasformi le Oblate «da fabbrica della cultura a fabbrica dei precari. Chi lavora alle Oblate è stato arruolato nel peggior modo possibile - dice il sindacato - è stata fatta una gara d´appalto ma chi l´ha vinta ancora non si è insediato. Il Comune ha esteso dunque l´appalto ad un´altra cooperativa con cui collabora, tanto per tappare il buco. Risultato: la creazione di precari per sostituire temporanemente futuri precari. Mentre nella biblioteca che ha aperto di recente a Pistoia il personale reclutato, per quanto a termine, è stato assunto direttamente dal Comune».
Nell´altana assolata e accaldatissima sospesa sugli antichi tetti di Firenze, Stas´ Gawronski dà il via al primo laboratorio del «Festival dei Lettori» (oggi alle 17 tocca a Claudio Piersanti) a metà strada tra reading e seduta di autocoscienza: ogni invitato propone una pagina letteraria scelta a suo piacimento, ne dà un breve commento, dice cosa contiene di significativo a suo parere e invita gli altri ad una riflessione. La scelta di Lella Costa cade su due poesie di Wislawa Szymborska «perché parla di cose che ci sono vicine», il sindaco Domenici sceglie invece Underworld di Don De Lillo, vate della narrativa postmoderna. E mentre si chiacchiera amabilmente, fuori c´è un altro volantinaggio: quello degli 11 dipendenti della libreria Le Monnier, che rischiano il licenziamento dopo la dichiarazione di fallimento e l´annuncio della chiusura. «Perché oltre a inaugurare questo sogno di Biblioteca non si pensa anche al nostro destino? Confidiamo nel sindaco così attento a tutelare la cultura fiorentina».


25 maggio 2007 - Il Gazzettino

I controlli relativi alle norme igienico-sanitarie eseguiti dai vigili del fuoco non lasciano dubbi. Partiti i primi avvisi di chiusura
I 26 call center della città? Sono tutti irregolari

Vicenza - (r.c.) I call center di Vicenza? Tutti irregolari. I 26 locali controllati di recente dai vigili non risultano a norma sotto il profilo igienico-sanitario. Ieri dal Comune sono partiti i primi avvisi di procedimento: per i centri di telefonia della città si prospetta la chiusura. Intanto gli immigrati che gestiscono le strutture annunciano nuove proteste, ma denunciano anche gravi disagi sociali. «Molti, per svolgere il servizio, si sono indebitati con le banche. Hanno famiglia e l'unica fonte di reddito è il call center. Vorrà dire che busseranno alle porte dell'assessorato agli Interventi Sociali per avere un aiuto», sottolinea Morteza Nirou, dei sindacati di base Rdb-Cub e portavoce degli stranieri che lavorano nei call center.
Da una parte c'è il Comune che, come ha sottolineato l'assessore allo Sviluppo economico Ernesto Gallo, deve applicare la legge regionale, che impone ai locali di attrezzarsi sia sotto il profilo igienico che sanitario. Dall'altro gli stranieri, che nel frattempo si sono riuniti in un comitato, rappresentato dall'avvocato veronese Roberto Malesani, che chiedono nuove proroghe per consentire di adeguarsi alla normativa.
Domenica gli stranieri del Coordinamento delle associazioni migranti si riuniranno per concordare ulteriori forme di contestazione. Unico lo slogan: "Basta discriminazioni, la domenica gli immigrati devono poter telefonare alle famiglie". C'è infatti anche la questione della chiusura domenicale imposta da un'ordinanza comunale, sancita da una sentenza del Consiglio di Stato. Le attività commerciali svolte all'interno dei call center obbliga questi ultimi ad adeguarsi alle regole del commercio.


24 maggio 2007 - Comunicato RdB CUB Pubblico Impiego

Venerdì 25 maggio, a partire dalle ore 13.30, si terrà un presidio con volantinaggio dei precari del Pubblico Impiego, indetto dalle RdB/CUB P.I. davanti all’entrata della Nuova Fiera di Roma, dove è in corso in questi giorni il Forum PA 2007 "Innovare per Crescere".
Nell’ambito del Forum P.A. è prevista la presenza del Ministro della Funzione Pubblica Luigi Nicolais, del Ministro della Università e Ricerca Fabio Mussi, e dei rappresentanti nazionali delle associazioni degli Enti Locali.
Con questa iniziativa si intende ribadire agli esponenti del governo che le promesse fatte prima delle elezioni debbono essere mantenute e non si permetterà l’archiviazione della "pratica precariato" attraverso la circolare attuativa dei commi 519 e 520 della legge finanziaria.
Secondo le RdB-CUB quella circolare è servita piuttosto a mettere in evidenza tutti i limiti dei provvedimenti finora assunti sul problema del precariato nel Pubblico Impiego. Infatti solo pochi contrattisti a tempo determinato vedono una prospettiva di stabilizzazione mentre la stragrande maggioranza dei precari ne rimangono esclusi.
Le RdB-CUB richiedono pertanto di aprire subito la discussione sul comma 417 e seguenti della finanziaria, frutto delle grandi mobilitazioni dei lavoratori precari che hanno caratterizzato lo scorso autunno, mettendo subito sul tavolo tutte le risorse necessarie e a favore della stabilizzazione di tutte le tipologie di lavoro precario.
Si rivendica inoltre l’avvio immediato delle procedure per allargare il diritto di voto a tutti i lavoratori precari del pubblico impiego, indipendentemente dalla forma contrattuale, già dalle prossime elezioni RSU.

METTETEVELO IN TESTA, I PRECARI NON MOLLANO!

Se il Governo pensa di aver liquidato la "pratica precarietà" con la circolare attuativa dei commi 519 e 520 sbaglia di grosso!
Quella circolare è servita piuttosto a mettere in evidenza tutti i limiti di quelle norme assolutamente insufficienti e troppo parziali per affrontare dignitosamente il problema del precariato nel pubblico impiego. Infatti solo pochi contrattisti a tempo determinato vedono una prospettiva di stabilizzazione grazie alla finanziaria, ma la stragrande maggioranza dei precari del pubblico impiego rimangono esclusi da qualsiasi ipotesi di stabilizzazione.

NON ILLUDETEVI CHE FINISCA COSÌ!

I lavoratori precari, ad un anno dalle elezioni che hanno consentito all’attuale governo di essere eletto, pretendono il mantenimento delle promesse fatte. Le chiacchiere non servono più, è il momento dei fatti!
>> Si deve aprire subito la discussione sul comma 417 e seguenti, frutto delle grandi mobilitazioni dei lavoratori precari che hanno caratterizzato lo scorso autunno, mettendo subito sul tavolo tutte le risorse necessarie e a favore della stabilizzazionetutte le tipologie di lavoro precario.
>> Si devono avviare immediatamente le procedure per allargare il diritto di voto a tutti i lavoratori precari del pubblico impiego, indipendentemente dalla forma contrattuale, già dalle prossime elezioni RSU.
>> Nel prossimo DPEF devono essere previste deroghe e risorse per la stabilizzazione di tutti i precari (anche co.co.co., interinali, lsu, esternalizzati, ecc.) adeguate al numero di lavoratori che opera nella P.A. e non le briciole che ha stanziato l’ultima finanziaria.
Tre punti ineludibili per il centro-sinistra che in campagna elettorale ha parlato molto di stabilizzazione del precariato e che ora deve dimostrare che quelle promesse non erano squallide speculazioni fatte sulla pelle dei lavoratori precari.


22 maggio 2007 - EPolis Roma

Roma - Una cinquantina di persone ieri sono salite sul terrazzo del rettorato all'università Roma Tre e, uno di loro, si è calato con una fune. Così hanno protestato i precari della cooperativa 29 Giugno che ha vinto l'appalto per i servizi dell'ateneo. «A due mesi dalla scadenza del bando vinto dalla cooperativa siamo ancora senza contratto - ha detto Alessandra, una delle precarie - la cooperativa ha assunto soltanto otto persone per un mese e mezzo lasciandone fuori trenta. L'università è responsabile di questa situazione perché doveva vigilare e non l'ha fatto». La protesta, organizzata dalla Rdb, si è conclusa intorno alle dieci e mezza del mattino quando i precari in protesta sono finalmente riusciti ad avere un incontro con i dirigenti dell'ateneo di Roma Tre.


22 maggio 2007 - Il Giornale

Precario protesta calandosi con la fune

Roma - Una spettacolare protesta è quella inscenata ieri mattina dai precari della cooperativa 29 Giugno, che ha vinto l’appalto per i servizi dell’università Roma Tre. Una cinquantina di persone sono salite sul terrazzo del rettorato all’università Roma Tre e uno di loro si è imbracato con una corda da scalatore, si è calato da una finestra e si è lasciato penzolare nel vuoto da un’altezza di circa 10 metri per circa mezz’ora. Sul posto sono intervenute volanti della polizia, i vigili del fuoco e gli operatori del 118. Dopo mezz’ora circa, grazie anche all’intervento delle forze dell’ordine, l’uomo è rientrato nei locali dell’università. «A due mesi dalla scadenza del bando vinto dalla cooperativa siamo ancora senza contratto - ha detto Alessandra, una delle precarie -. La cooperativa ha assunto soltanto otto persone per un mese e mezzo lasciandone fuori 30. L’università è responsabile di questa situazione perché doveva vigilare e non l’ha fatto». La protesta, organizzata da Rdb, si è conclusa introno alle 10,30 quando i precari sono riusciti ad avere un incontro con i dirigenti di Roma Tre.


22 maggio 2007 - Giornale di Calabria

Quei precari da stabilizzare
L’assessore alla Salute ha ricevuto una delegazione di lavoratori che da giorni protestano all’Asl di Rossano

CATANZARO. Si è svolto lunedì a Catanzaro, nei locali dell’assessorato regionale alla Sanità, un incontro tra l’assessore regionale Doris Lo Moro e una delegazione di lavoratori precari della sanità dell’Alto Cosentino, capeggiati dai rappresentanti regionali della Federazione sindacale delle RdB/Cub. I lavoratori della sanità - si legge in un comunicato sindacale - sono da tempo in stato di agitazione e da diversi giorni stanno occupando gli uffici dell’Asl di Rossano, chiedendo certezze per il proprio futuro. L’assessore regionale, ha ascoltato le ragioni dei lavoratori e delle RdB che li rappresenta, dichiarando, però che la sede per discutere di assunzioni non era quella, ma di un tavolo di contrattazione sindacale regionale al quale, ha ufficialmente dichiarato che parteciperà anche la RdB/Cub, aggiungendo che, però, l’assunzione di tutti e 450 lavoratori precari pare impossibile da realizzare in questo momento. La delegazione delle RdB, pur accogliendo con soddisfazione la notizia che al tavolo di contrattazione regionale viene finalmente ammessa anche la confederazione regionale della RdB/CUB, per come era stato richiesto più volte, e pur ritenendo positivo l’impegno a discutere dell’assunzione dei lavoratori precari, non può dirsi d’accordo con la decisione di una sanatoria parziale del problema dei precari. Le RdB, evidenziando che il problema riguarda anche precari di altre zone della Calabria - prosegue la nota - non accetteranno il gioco al massacro di mettere i lavoratori l’uno contro l’altro, concedendo solo ad alcuni di essi il diritto ad avere un lavoro stabile: i diritti dei lavoratori sono uguali per tutti. Per questo motivo le RdB riproporranno la questione in sede di contrattazione regionale, chiedendo la stabilizzazione di tutti i precari della Calabria. In quella sede - conclude il comunicato stampa sindacale -verrà anche rilanciata la proposta delle RdB, in relazione alla questione dell’accorpamento delle Asl, di arrivare ad un’unica Asl alle dirette dipendenze dell’assessorato.


22 maggio 2007 - La Provincia di Sondrio, Lecco

la denuncia L'ispezione del Lavoro sui dipendenti precari

E' iniziata ieri in Alitalia l'indagine dell'Ispettorato del Lavoro per verificare quanto denunciato dalla Cub Trasporti: centinaia di precari con contratto di collaborazione coordinata e continuativa ma utilizzati come lavoratori subordinati senza le relative garanzie e sicurezze. Lo rende noto la Cub in un comunicato. «Un comportamento illegittimo di Alitalia e Alitalia Servizi che - denuncia la Cub - nonostante il rifiuto del management e la distrazione Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Sdl, deve essere sanato con l'immediata stabilizzazione di tutti i Cocopro (collaborazione coordinata a progetto) presenti nella compagnia. Oggi finalmente, a seguito degli esposti presentati dalla Cub Trasporti agli inizi di marzo 2007, sono iniziate in Alitalia Servizi ed in Alitalia le indagini degli ispettori dell'Ufficio Provinciale del Lavoro con le interviste dei lavoratori interessati: sono cominciate nel settore informatico ma con ogni probabilità presto si estenderanno agli altri comparti della compagnia». «Risulta peraltro paradossale che un'azienda, il cui maggiore azionista è proprio il ministro dell'Economia - prosegue il communicato - non solo abusi della precarietà in numerosi settori ma scivoli nell'illegalità utilizzando al nero lavoratori con contratto a progetto per attività di lavoro subordinato. Ora, dopo l'intervento degli ispettori, ci aspettiamo invece che si creino le condizioni per ripristinare la legalità in azienda e che vengano restituiti ai falsi Cocopro salari diritti e dignità a partire dalla loro immediata assunzione a tempo indeterminato».

Roma tre. Cinquanta persone senza contratto
Precari salgono sul tetto e uno si cala con la funeP.I : I PRECARI PROTESTANO AL FORUM P.A.
Presidio alla Nuova Fiera di Roma -Via Portuense 1455-
Venerdì 25 maggio, dalle ore 13.30

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18 maggio 2007 - Omniroma

SAN GIOVANNI, ESTERNALIZZATI: «NO AD ACCORDO RSU-AMMINISTRAZIONE»

(OMNIROMA) Roma, 18 mag - Il coordinamento esternalizzati San Giovanni «rifiuta l'accordo siglato dalla Rsu e dall'amministrazione il 24 aprile». Secondo quanto riferisce una nota del Coordinamento «in quest'accordo non sono previsti quei lavoratori che da anni svolgono mansioni di Ota, nonostante contratti da pulitore. Lavoratori, per altro, formati dall'azienda attraverso un corso di formazione eseguito nel 2000/2001 a cui sono state riconosciute tali mansioni». «Il coordinatore Rsu, Cgul e Rdb, alla presenza dei lavoratori esternalizzati - continua il comunicato - si sono impegnati a chiedere subito una riunione della Rsu per integrare sostanzialmente l'accordo, in merito alla integrazione e precisazioni (nota n°38128 del 3.4.07. e precisamente il punto 6) dove sono previsti i percorsi di stabilizzazione delle categorie A e B, regolati dalla legge 56/87». Chiediamo che «le garanzie sui percorsi siano stabilite con l'amministrazione e la Rsu attraverso un monitoraggio analitico del personale esternalizzato; l'attuazione di tirocini formativi specifici necessari a garantire i percorsi di stabilizzazione». Il coordinamento esternalizzati «vigilerà affinché siano rispettate le linee guida della Regione».


18 maggio 2007 - Il Resto del Carlino

«Mancano 200 uomini» Anche i vigili del fuoco ora scendono in piazza
Lunedì presidio a Bologna contro il precariato

BOLOGNA — S’INCENDIA il corpo dei vigili del fuoco e la protesta dilaga. Sono 200 i pompieri che mancano nell'organico della Regione Emilia-Romagna, 500 se si considerano gli standard di servizio previsti da un disegno di legge del 2005. Una situazione che non si verificava da almeno 30 anni. A lanciare l'allarme sono i rappresentanti delle Rdb del corpo dell'Emilia-Romagna, che ieri a Bologna hanno annunciato la mobilitazione. «Ci saranno iniziative pubbliche a sostegno delle proteste sulla situazione che il corpo sta vivendo in tutta Italia, per chiedere il coinvolgimento della cittadinanza», spiega Carlo Grandi, coordinatore regionale dei vigili del fuoco. Dopo Milano e Udine la protesta nazionale dunque arriva anche a Bologna, «con una manifestazione dimostrativa, che si terrà lunedì prossimo in piazza Santo Stefano».
IL PRESIDIO ha come temi principali, la protesta contro «lo smantellamento del corpo, che sta avvenendo già da tempo e non in maniere casuale», specifica Grandi. C'è dunque la volontà di «precarizzare il servizio lasciando le componenti stabili solo nelle aree metropolitane e i territori in mano ai volontari, quando con l'amministrazione e i sindacati si è invece concordata una distribuzione sul territorio che permetta di arrivare ovunque in 20 minuti dalla chiamata», aggiunge ancora Grandi. La protesta però «non è volta a creare conflitti coi lavoratori discontinui, ma ad integrarli», spiega ancora il coordinatore.
In Italia, secondo gli standard europei che prevedono un operatore ogni 1.500 abitanti, «mancano circa 15 mila vigili del fuoco», ma anziché assumere nuovi pompieri, «si copre il servizio parzialmente con i volontari, precari, che hanno contratti a tempo determinato di 20 giorni non rinnovabili più di otto volte l'anno, quando invece ci verrebbero secondo gli accordi 500 vigili solo in Regione, 200 per garantire un servizio minimo», specifica Grandi. Invece, ora, «è come se ogni 20 giorni si assumessero 200 vigili precari».
QUESTO MECCANISMO ha portato col tempo «alla creazione di 20mila precari in tutto il Paese», dice Albert Bartoletti, del comitato vigili del fuoco precari. Secondo le Rdb, «per dare un po' di respiro servirebbero almeno 5.000 nuovi pompieri, così forse arriverebbero i 200 che servono in regione». Altro problema è quello dei fondi, «non sufficenti a pagare i debiti», basti pensare che l'anno scorso «solo a Bologna il deficit è stato di circa 350 mila euro, 725 mila in tutta la Regione». In questa situazione «i fornitori ci corrono dietro ed è occorso perfino l'intervento del prefetto di Bologna per impedire che Enel tagliasse la corrente», spiega ancora Grandi. I tagli si riflettono anche sulla regolarità degli stipendi dei lavoratori discontinui. «Non abbiamo ancora ricevuto le paghe dei novembre e dicembre», dice Bartoletti. Di solito ci vogliono sei mesi «per avere ciò che ci è dovuto per il servizio pubblico che garantiamo». La mancanza di finanziamenti si traduce anche in «minor formazione ed addestramento, e questo aumenta gli infortuni sul lavoro e le morti che nel 2006 sono state ben sei», spiega Grandi. Infatti avendo meno personale, e meno qualificato, «aumentano i turni e anche il carico di fatica e quando si esce è più facile farsi male».
Scarsa qualità oltre che nel servizio è data anche dall'obsolescenza dei mezzi, «per la maggior parte degli anni '70».


18 maggio 2007 - City

Precari e senza soldi. Pompieri in piazza
Sotto organico Sono 200 i vigili del fuoco mancanti nella regione, 500 se si considerano gli standard di servizio previsti da un disegno di legge del 2005

Bologna - Una situazione che non si verificava da almeno 30 anni. A lanciare l'allarme sono i rappresentati delle Rdb dei pompieri , che ieri hanno annunciato una mobilitazione lunedì prossimo in piazza S. Stefano, va due passi da casa Prodi, e una serie di iniziative pubbliche "a sostegno delle proteste sulla situazione che il Corpo sta vivendo in tuta Italia", ha spiegato Carlo Grandi, coordinatore regionale dei Vigili del Fuoco. I vigili contestano il mancato turn-over, i tagli ai capitolati di spesa, la mancanza di fondi per formazione, missioni, competenze e straordinari, l'inquadramento in un comparto ritenuto non consono alle esigenze del corpo e il mancato rinnovo del contratto, scaduto da 16 mesi. Chiedono la stabilizzazione del personale precario, maggiori fondi, formazione e il rinnovo del contratto. "Il soccorso è un diritto di tutti, metterlo in discussione equivale a mettere in discussione tutto il nostro sistema sociale", ha aggiunto Grandi. Oltre al problema dei pompieri part time (in Italia sarebbero ormai 20mila i vigili del fuoco precari), l'altra questione fondamentale è quello dei fondi; l'anno scorso solo a Bologna il deficit è stato di circa 350mila euro. In questa situazione "i fornitori ci corrono dietro - ha concluso Grandi - ed è servito perfino l'intervento del prefetto di Bologna per impedire che Enel tagliasse la corrente".


17 maggio 2007 - Prima

SCIOPERANO I CONTACT CENTER DEI MINISTERI LAVORO E SOLIDARIETA’ SOCIALE

(PRIMA) ROMA - Indetto per il prossimo 22 maggio il primo sciopero dei dipendenti della GEPIN Spa, società che gestisce in appalto il contact center del Ministeri del Lavoro e di quello della Solidarietà Sociale. L’agitazione è stata indetta per rivendicare il riconoscimento del livello contrattuale adeguato alle mansioni svolte e per l’ anomala condizione di queste 14 lavoratrici e lavoratori, che da anni operano nei locali, su attrezzature, con normative e funzioni proprie degli stessi Ministeri, senza aver mai ottenuto l’adeguato riconoscimento giuridico. Il contact center fornisce a tutti i cittadini informazioni su tematiche come immigrazione, disabilità, volontariato, formazione professionale, ammortizzatori sociali, borsa lavoro: compiti e informazioni di notevole importanza e che attengono alle funzioni proprie ai suddetti Ministeri. E’ perciò quantomeno contraddittorio che, proprio in casa del Ministero del Lavoro, ci si debba trovare in presenza della classica situazione di intermediazione di manodopera, che nel corso degli anni ha costretto gli addetti a subire prima il lavoro precario, ed ora il sotto-inquadramento nell’ambito del contratto metalmeccanico, pur svolgendo compiti e mansioni analoghe agli altri dipendenti ministeriali. La CUB rende noto che, se non prevarranno la coerenza e la legittimità, dopo le prime 4 ore di sciopero articolato la vertenza andrà avanti in ogni sede adeguata, con tutte le ulteriori azioni di lotta necessarie.

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15 maggio 2007 - Omniroma

 OMNIROMA) Roma, 15 mag - Un presidio permanente dei lavoratori dell'ospedale Sandro Pertini è cominciato questa mattina davanti alla palazzina A del nosocomio e continuerà nei prossimi giorni davanti alle sedi Asl di via Bresadola, largo De Dominicis e via Tenuta di Torrenova per protestare contro l'esternalizzazione dei servizi e la carenza di personale. La protesta, organizzata da Rdb-Cub, Cgil, Cisl e Uil, è iniziata oggi con lo stato d'agitazione dei lavoratori del Pertini, con il blocco degli straordinari e dei doppi turni di lavoro. «Dopo la trattativa aperta col direttore generale della Asl RmB, Flori Degrassi, a cui avevamo fatto richiesta di tutti i lavoratori precari è seguito un secco no da parte della Regione Lazio a causa del piano di rientro del deficit della sanità - ha spiegato Stefano Zecchetti, responsabile Rdb per il 'Sandro Pertinì - il fatto è che il personale manca in tutti i reparti e non si riesce a far fronte all'assistenza, offrendo, così, un pessimo servizio ai pazienti». L'ospedale, ha detto ancora il sindacalista, si serve di personale in lingua straniera offerto dalle cooperative. «Questo crea diversi problemi - ha continuato Zecchetti - innanzitutto, la questione della lingua italiana, che molti lavoratori stranieri non hanno ancora imparato e che potrebbe rappresentare un problema quando si tratta di utilizzare farmaci che spesso hanno nomi simili. E poi, i servizi esternalizzati hanno un costo maggiore rispetto a quelli interni andando soltanto a gravare sul compenso dei lavoratori». La situazione è allo stremo, conclude il rappresentante sindacale: «Ormai non riusciamo più neppure a rispondere ai campanelli o a fare il giro-letti». Domani, alle 12, i lavoratori si sposteranno in presidio presso la Asl di via Bresadola. Il 21 maggio i sindacati terranno una conferenza stampa alle 11 nell'Aula magna dell'ospedale Sandro Pertini.


14 maggio 2007 - Dire

BOLOGNA. APPUNTAMENTI DI MARTEDI' 15 MAGGIO

(DIRE) Bologna, 14 mag. - Questi gli appuntamenti a Bologna e provincia:
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21.00- Bologna (Cub-RdB/via Monterumici 36)- Assemblea dei lavoratori precari della scuola "Precariato: non ne possiamo piu'".
....

 

10 maggio 2007 - Il Manifesto

Domani manifestazione nazionale dei precari di enti pubblici, ricerca e universitàI ricercatori: «Stanchi di sperare»di Sara Farolfi

«Precarietà», «università» e «ricerca», quante volte le avete sentite queste parole? C'è da pensare che continueremo a sentirle ma i fatti, anche a volere fare un «bilancio onesto», restano «pochi e insoddisfacenti» a un anno dal cambio di governo. «Il futuro della ricerca resta sfocato, e noi abbiamo aspettato abbastanza» dicono i precari degli enti pubblici di ricerca e dell'università che domani manifesteranno davanti al ministero dell'Economia. Una manifestazione nazionale autorganizzata dai coordinamenti di diverse città italiane - e che ha raccolto l'adesione dei sindacati di base (Cobas, Usi e Rdb) e l'appoggio dei confederali (Cgil, Cisl e Uil) - per chiedere al governo assunzioni, un aumento dei finanziamenti pubblici e regole trasparenti che garantiscano autonomia a chi lavora nella ricerca.
«Inutile girarci intorno - taglia corto Lorenzo Cassata, 33 anni, che da cinque anni lavora con contratti a tempo determinato, rinnovati di anno in anno all'Istat - La questione è principalmente di ordine economico». Almeno per quanto riguarda i lavoratori degli enti pubblici di ricerca. La legge finanziaria prevede un percorso di stabilizzazione per chi ha un contratto a tempo determinato negli enti pubblici (oltre che per il personale amministrativo dell'università), «ma applicarla è il primo problema - incalza Lorenzo - dato che poi i singoli enti sono finanziariamente con l'acqua alla gola». Per non dire del fatto che i tempi determinati coprono una percentuale irrisoria del precariato, non superando la soglia del 10%. Tutto il resto, ossia quella nutrita platea di cococò, assegnisti e borsisti resta fuori.



8 maggio 2007 - Comunicato RdB CUB Pubblico Impiego

RdB/CUB P.I ADERISCONO ALLA MANIFESTAZIONE INDETTA DAI PRECARI DELLA RICERCA
Roma, venerdì 11 maggio, ore 10.00
Davanti al Ministero dell’Economia – Via XX Settembre 97

Ad un anno dalle elezioni, il bilancio di quanto il Governo in carica ha mantenuto delle promesse fatte in tema di precariato e aumento degli investimenti nella ricerca pubblica è decisamente negativo.
Il rapporto degli investimenti tra pubblico e privato è stato finora clamorosamente a favore del secondo, lasciando atenei ed Enti Pubblici di Ricerca in una lenta agonia, che li costringe a rivolgersi ai finanziamenti delle industrie con conseguente compromissione dell’autonomia ed indipendenza dei ricercatori.
Per la stabilizzazione dei precari il Governo ha stanziato poche briciole, escludendo peraltro i ricercatori dell’Università insieme a tutte le figure contrattuali più "precarie" (Co.Co.Co., Assegni di Ricerca, etc.). La circolare applicativa dei commi 519 e 520 della legge Finanziaria per la stabilizzazione dei soli contratti a tempo determinato - peraltro con numeri irrisori - non è certo sufficiente per considerare chiusa la partita del precariato. Le RdB/CUB P.I. hanno valutato quel provvedimento come un timido inizio, al quale sarebbe dovuta seguire un’iniziativa seria con stanziamento di risorse significative per tutti i precari degli Enti di Ricerca e dell’Università, aprendo le porte della stabilizzazione a tutte le figure precarie che operano in queste amministrazioni.
Per queste ragioni le RdB/CUB P.I. aderiscono alla manifestazione indetta dai precari della ricerca a Roma, per venerdì 11 maggio, davanti al Ministero dell’Economia.
"Non è più tempo di promesse ma di segnali concreti – dichiara Cristiano Fiorentini della Direzione Nazionale RdB P.I. – è necessaria l’apertura immediata della discussione sugli altri commi della Finanziaria in materia di precarietà, e lo stanziamento, a partire dal prossimo DPEF, di quegli investimenti che finora sono mancati. Se così non fosse riprenderemo con le mobilitazioni, come è stato dall’autunno scorso fino allo sciopero generale del Pubblico Impiego del 30 marzo" conclude Fiorentini.


8 maggio 2007 - Adnkronos

SANITA' LAZIO: SINDACATI ADERISCONO A MANIFESTAZIONE INDETTA DA PRECARI RICERCA

Roma, 8 mag. (Adnkronos Salute) - Anche le Rappresentanze sindacali di base-Confederazione unitaria di base (Rdb-Cub) di Pubblico impiego (P.I.) aderiscono alla manifestazione indetta dai precari della ricerca, organizzata per mercoledì davanti al Ministero dell'Economia di Via XX settembre. Ad annunciarlo, in una nota, sono le stesse organizzazioni sindacali.

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5 maggio 2007 - La Repubblica

Polemico l´assessore Nencini: "I luoghi del confronto sindacale sono altri"
Blitz dei bagnini in sala stampa, braccio di ferro per l´assunzione

Firenze - La conferenza stampa diventa una trattativa sindacale. E´ successo ieri, in Palazzo Vecchio. L´assessore al personale Riccardo Nencini che presentava la Festa dell´Europa, realizzata alla Stazione Leopolda il prossimo 8 e 9 maggio con Fabbrica Europa, si è trovato di fronte non solo i giornalisti, ma anche i precari delle piscine che sventolavano manifestini. «Siamo precari da 10 anni, come si fa a dire che stiamo stagionali come ha detto lei e a non stabilizzarci?» hanno domandato, accompagnati da un sindacalista dei Cub. E mentre chi presentava la conferenza stampa usciva dalla Sala incontri, sono arrivati due agenti della polizia municipale. La discussione è proseguita, sotto i loro occhi vigili ma senza tensioni, con Nencini che ha risposto che «i luoghi del confronto sindacale non sono quelli delle conferenze stampa». Ma per l´ex sindacalista della Fiom Nencini, i lavoratori con questo atteggiamento non otterranno mai risultati. «Non credo che esista amministrazione comunale, neanche quella di Rimini, che abbia assunto a tempo indeterminato i bagnini. Come si fa a organizzare un rapporto di lavoro stabile con lavori che sono per loro natura stagionali?» ha ribadito l´assessore ai lavoratori. «Ma comunque - ha commentato poi - ci sono sindacati che politicizzano tutto, e così confinano i lavoratori verso soluzioni inesistenti». (m.f.)


4 maggio 2007 - Comunicato RdB CUB Comune di Firenze

Firenze: sciopero negli asili-nido

Nonostante gli inviti da parte dell’Amministrazione Comunale a revocare lo sciopero e di alcune sigle sindacali a non scioperare, alta e significativa è stata l’adesione di oggi, 4 Maggio 2007, allo sciopero dei lavoratori e della lavoratrici degli Asili Nido e dei Centri Gioco del Comune di Firenze, indetto da RdB-Cub e Cobas su mandato delle Assemblee di settore.
Questa mattina educatori, esecutori, operatori cucinieri, genitori con i propri bambini si sono ritrovati in piazza San Marco ed hanno sfilato in corteo per le strade del centro scandendo slogan e allegre canzoni per richiamare l’attenzione della città sull’importanza di avere un servizio di asilo nido pubblico qualificato.
Dopo anni in cui sono peggiorate le condizioni di lavoro;
In cui ai proteste ed alle proposte nelle assemblee si è risposto con l’inerzia sindacale della R.S.U.;
In cui le scelte amministrative sono andate contro il minino buonsenso pedagogico, provocando vari tipi di instabilità nel lavoro educativo con e per i bambini e le bambine.
Di fronte al disinteresse dell’Amministrazione Comunale, le assemblee dei lavoratori e delle lavoratrici degli Asili Nido e dei Centri Gioco hanno deciso di inasprire le forme di lotta e, dopo le varie proteste in Consiglio Comunale, con questo sciopero chiedono con forza la soluzione non più procrastinabile dei seguenti Problemi:
- ORGANICO – Assunzione prima di settembre 2007 di personale di ruolo per tutti i posti attualmente vacanti; assunzione tempestiva e immediata per i posti che si renderanno vacanti a seguito di pensionamenti, esoneri definitivi, ecc.
- SUPPLENZE – L’organico di ogni Asilo Nido e Centro Gioco (stabilito dall’Amministrazione Comunale a suo tempo, secondo il "Regolamento di esecuzione della Legge Regionale", in base "alle diverse fasce orarie di funzionamento del servizio" ed "alla media delle presenze del mese di massima frequenza") va sempre garantito nel caso di "assenza a qualsiasi titolo ed anche di breve durata".
Contro le mancate sostituzione, contro le sostituzioni di assenze ful- time con part- time, contro l’ipotesi di accordo spudoratamente peggiorativo proposto dall’Amministrazione Comunale e CGIL, già respinta dall’Assemblea dei lavoratori dell’8 Marzo scorso.
- FERIE del PERSONALE NON DI RUOLO ANNUALE - Sei giorni a nido aperto, come per il personale di ruolo e il resto usufruite a nido chiuso, per garantire uniformità di trattamento per tutto il personale di ruolo e non di ruolo e più stabilità del contesto educativo per i bambini e le bambine.
- INADEGUATO INQUADRAMENTO DEGLI E.S.E. per la complessità delle mansioni svolte
- INCAPACITA’ DELL’AMMINISTAZIONE COMUNALE DI GARANTIRE LE SOSTITUZIONI DEGLI OPERATORI CUCINIERI con addetti in possesso dei requisiti professionali necessari
- CONDIZIONI DI LAVORO DEGLI OPERATORI CUCINIERI e rivendicazioni conseguenti
- INQUADRAMENTO PROFESSIONALE DEGLI EDUCATORI – deve essere superata la suddivisione in Cat. C ed in Cat. D – Ad uguale lavoro deve corrispondere uguale trattamento giuridico ed economico _ Cat. D. Per Tutte Le Educatrici
- MALATTIE DI LAVORO E LAVORO USURANTE
- MONTE ORE da riqualificare
- CALENDARIO SCOLASTICO
- VALORIZZAZIONE DELLE FUNZIONI DI ELABORAZIONE E PROPOSTA DEI GRUPPI DI LAVORO E DEGLI INTERGRUPPI
- QUALIFICAZIONE ED ESPANSIONE DEL SERVIZIO PUBBLICO, CONTRO LA PRIVATIZZAZIONE DEI SERVIZI EDUCATIVI ED ALLA PERSONA.
A questo punto già dal prossimo incontro dell’8 Maggio con la R.S.U. l’Amministrazione non potrà esimersi dal confronto sulle questioni sopra indicate. Anche le altre sigle sindacali sono invitate a prendere in considerazione le istanze che i lavoratori e le lavoratrici, anche con un notevole impegno economico, hanno ribadito con questo sciopero fortemente partecipato.
RdB – CUB - COBAS - Comune di Firenze


4 maggio 2007 - Il Giorno

PRESIDIO IN CORDUSIO
Protesta dei vigili del fuoco «Servono 500 assunzioni»

MILANO — V Sì, pochi, precari e mal pagati. E i dati, snocciolati ieri durante il presidio di protesta in piazza Cordusio, non lasciano spazio a dubbi: sono 436 quelli con un contratto a termine nel Comando provinciale di Milano, che fanno parte di fatto dell’organico ma che in realtà sono penalizzati perché non hanno gli stessi diritti degli altri colleghi. «Ma salgono a 1.500 i precari se si considera tutta la Lombardia, piuttosto penalizzata rispetto al resto del Paese - dice Vincenzo Fortunato, coordinatore provinciale Rsu -. Comunque sia, su Milano siamo sotto organico di oltre 700 persone e bisogna intervenire prima che la situazione diventi di oggettivo rischio per la nostra stessa capacità operativa». Tanto per capire, «la media europea è di un vigile del fuoco ogni 1.500 abitanti mentre a Milano il rapporto è di 1 a 6.500».
Il problema è che i concorsi non si fanno, un bando è previsto per giugno ma per appena 600 nuovi pompieri in tutta Italia. «Qui c’è la volontà politica di non risolvere i problemi», denuncia Massimo Berto del coordinamento provinciale Rdb. «Noi rischiamo di restare al palo», protesta Giuseppe De Simone, 35 anni, precario da 16 anni in attesa di entrare definitivamente nell’organico. «Le problematiche avanzate dai vigili del fuoco sono ampiamente condivisibili - dice il vicesindaco Riccardo De Corato -. Tanto è vero che nel Patto per la Sicurezza è stata messa nero su bianco la richiesta di almeno 500 pompieri».(St.Con.)


4 maggio 2007 - Il Meridiano

I pompieri incrociano le braccia

Milano - Ieri hanno incrociato le braccia per tre ore (dalle 10 alle 13), manifestando in piazza Cordusio, accanto al Coordinamento dei precari. Ma promettono di intraprendere iniziative ancor più visibili e significative se la loro situazione non si sbloccherà al più presto. I Vigili del Fuoco del comando provinciale di Milano stanno vivendo momenti difficili, che potrebbero ripercuotersi anche sulla sicurezza di tutto il capoluogo. Ogni giorno tutto il territorio di Milano e provincia può, infatti, contare su poco più di 120 pompieri "professionisti", di cui solo 60 per la città di Milano. I parametri europei indicativamente stabiliscono che ci dovrebbe essere un vigile del fuoco ogni mille abitanti e quindi risulta fin troppo chiaro la carenza d'organico di questa benemerita arma. Fatti i debiti calcoli, visto che la provincia di Milano può contare su 4 milioni di abitanti, mancano all'appello circa tremila pompieri. Carenza che per la città di Milano si traduce in necessità di almeno cinquecento unità in più, «così da garantire un servizio dignitoso alla cittadinanza, per arrivare alla pari di altri comandi come per esempio quello di Roma», hanno spiegato ieri sindacati. 500 uomini in più che sarebbero una vera boccata d'ossigeno e che sono stati richiesti ad alta voce anche dal vice sindaco di Milano Riccardo De Corato, il quale proprio ieri ha portato la sua solidarietà personale alla categoria. «Le problematiche avanzate dai vigili del fuoco sono ampiamente condivisibili. Tanto è vero che nel Patto per la Sicurezza è stata messa nero su bianco la richiesta di almeno 500 pompieri. Un aiuto che riequilibrerebbe l'attuale dotazione del personale rispetto alle altre città metropolitane, più in linea con le medie europee».
«Non è possibile - sottolinea De Corato - che oggi la provincia di Milano abbia un numero insufficiente di pompieri, pur essendo un territorio più a rischio rispetto ad altre aree, che al contrario beneficiano di più personale. Si dimentica, per esempio, l'alta concentrazione di aziende chimiche, che sono ad alto potenziale di incidente».
Il comando di via Messina chiede maggiore attenzione anche per i cosiddetti "discontinui", ovvero i precari dei vigili del fuoco. Si tratta di personale che spesso può anche vantare un'esperienza decennale, ma che per motivi di graduatoria e scarse risorse economiche, viene assunto e licenziato ogni venti giorni. I sindacati di categoria fanno sapere che la regolarizzazione di questo personale «costerebbe quasi nulla, in quanto già formato, equipaggiato, retribuito in pianta stabile nell'organico di comando». Via Messina ha in carico centinaia di questi pompieri pronti al transito nel ruolo permanente, ma il Governo ha previsto un concorso per l'assunzione di soli seicento uomini a livello nazionale, in media sei per comando. Anche su questo capitolo arriva la presa di posizione di De Corato, il quale conclude: «Sarebbe opportuno favorire l'assunzione dei vigili del fuoco non stabili. Le periodiche mobilità dovute al personale precario non residente, infatti, da una parte vanificano gli investimenti fatti per migliorare la formazione e la conoscenza del territorio, dall'altro, a causa del continuo turn over, pregiudicano la stessa sicurezza della città di Milano». Al presidio di piazza Cordusio si parla quasi esclusivamente di carenza di personale, ma qualcuno pone l'accento anche sugli stipendi. Cristiano, 34 anni in servizio presso una caserma dell'hinterland ci dice: «La nostra è una specie di missione, per cui i soldi sono l'ultima cosa, ma uno stipendio da 1.300 euro al mese non può essere considerato soddisfacente. Serve un rinnovo contrattuale, anche perché la nostra è una delle professioni più pericolose che esistano e nonostante questo il nostro lavoro non viene riconosciuto come usurante, con la conseguenza che diversi miei colleghi sono quasi sessantenni e sono costretti a compiere sforzi da ventenni». Cgil, Cisl, Uil Rdb Confsal e Rsu fanno sapere, infine, che i pompieri di Milano non hanno più nemmeno i soldi per far funzionare le varie attività, anche quelle di soccorso. Lo scorso anno via Messina ha fatto registrare un passivo di 900 mila euro. «Non ci meraviglieremmo - concludono i sindacati -, se prima o poi i creditori busseranno alla porta lasciandoci nel frattempo senza carburante per i mezzi di soccorso».


3 maggio 2007 - EPolis Roma

Nella regione. Dai call center alla grande distribuzione fino agli enti locali e alla sanità
Tra privato, pubblico e università il lungo esercito di precari laziali
Nel 2005 trentunmila famiglie avevano il capofamiglia con un’occupazione atipica

Roma - È un’impresa ardua contare i lavoratori precari. Quando dalle stime generali si scende a fare un appello regionale, il balletto delle cifre si fa confuso e le schiere che emergono – da una categoria all’altra – sembrano le tante punte di un iceberg. Dati certi su quanti lavoratori precari contano Roma e il Lazio non ce ne sono. In base alle cifre fornite dalla Ragioneria Generale dello Stato nel 2003, il Comune di Roma ne contava 7mila, gli altri comuni del Lazio 3.161, le province 780, l’università 2.228, in Regione c’erano 3.400 lavoratori socialmente utili e 7mila impiegati. Per un totale di 23.469 lavoratori appesi al filo del tempo determinato. Secondo i dati Istat il 65% dei giovani che hanno trovato lavoro nel 2005 lo hanno trovato precario. Nello stesso anno 31mila famiglie del Lazio avevano il capo famiglia con un’occupazione atipica. Il datore di lavoro precario per eccellenza sembra essere l’ente pubblico. A Roma, riferisce Rdb Cub, sono 15mila i precari impiegati attraverso associazioni e cooperative che forniscono servizi per conto del Comune. Assistenza agli anziani, ai disabili, operatrici di asilo nido, insegnanti di sostegno sono alcune delle figure professionali che operano senza certezze. Si stimano invece tra i 7 e i 10mila i lavoratori precari impiegati nel comparto sanità in Regione. Nel privato ci si perde in un terreno sterminato: ci sono, per citarne un paio, i call center e la grande distribuzione. Un capitolo a parte è poi quello dell’università. «Roma Tre ha esternalizzato una serie di servizi strutturali – spiega Pio Congi, Rdb Cub – come portineria, ricevimento studenti, centralini e biblioteche. Un sistema che dovrebbe far risparmiare, aggirando il blocco delle assunzioni statali, ma che rappresenta una spesa maggiore». A Roma Tre su 200 lavoratori in appalto 150 sono stati contrattualizzati dalle cooperative e 50 lavorano a chiamata. «Dal primo aprile, con un passaggio di appalto, quei 50 sono stati tagliati fuori, nonostante lavorassero all’università da anni». «Quando si parla di precari è difficile quantificare», ribadisce Cesare Caiazza, segretario Cgil Roma e Lazio. Dei successi però nel territorio ci sono stati: gli asili nido comunali, con la sventata esternalizzazione del servizio. Ma soprattutto la vicenda Atesia, con i lavoratori invia di stabilizzazione a tempo indeterminato, anche se part-time. Un risultato importante per il sindacato, meno per il collettivo precari Atesia, che spera venga revocata la sospensione del verbale dell’Ispettorato del Lavoro, nel quale erano riconosciuti alcuni diritti fondamentali dei lavoratori del call center. Ma quel che più tengono a ricordare è che con 550 euro al mese non si può vivere.


3 maggio 2007 - Il Tempo

Ex Lsu in campo

AVEZZANO — Una rappresentanza di ex lavoratori socialmente utili, in servizio nella Asl Avezzano-Sulmona, presso casse ticktes, cup e servizio ambulanze, in rapporto di lavoro di collaborazione coordinata e continuativa, ha incontrato i vertici della Asl, nell’occasione il direttore amministrativo aziendale, dottor Francesco Saverio Ventura, per cercare di avere chiarimenti circa le proprie posizioni e soprattutto per capire quale sarà il futuro occupazionale. Un problema che ormai si trascina da anni e che coinvolge 38 ex Lsu e una quarantina di lavoratori provenienti da società cooperative. Insomma, una situazione che riguarda l’avvenire di circa 80 famiglie. Elisabetta Callari del sindacato RdB Cub, che con il collega Umberto Fascetti ha partecipato all’incontro insieme ad una rappresentanza di operatori, ha dichiarato: «I lavoratori sono qui per chiedere innanzitutto chiarimenti sul fatto che la procedura per la loro stabilizzazione non sia stata ancora applicata. Non si hanno certezze in questo senso, perciò — ha continuato la sindacalista — chiediamo garanzie. Questi lavoratori sono impiegati in servizi importanti e da oltre 10 anni svolgono la loro attività con zelo e professionalità». La Asl, con proprio atto deliberativo, ha proceduto alla proroga per 6 mesi, come ha spiegato il dottor Francesco Saverio Ventura, in margine all’incontro: «La delibera adottata dal direttore generale tiene conto delle esigenze di continuità di servizio e tiene in considerazione gli interessi legittimi dei lavoratori, nell’attesa – ha continuato Ventura – che la Regione dia risposte a specifici chiarimenti richiesti, relativamente all’applicazione della stessa legge».

25 aprile 2007 - Il Firenze

La svolta. L'ipotesi di esternalizzazione del servizio è stata osteggiata dalle rappresentanze sindacali
I cimiteri rimangono al Comune. no al project financing dell'Ati
La nuova battaglia sarà sulla stabilizzazione dei 30 dipendenti in attesa di assunzione

Firenze - Palazzo Vecchio dice no al project financing sui cimiteri. Dopo anni di incertezza e rinvii, si mette un punto sulla tanto temuta ipotesi di esternalizzazione del servizio: la gestione resterà al Comune. Lo ha deliberato ieri la giunta, su proposta dell'assessore alla finanza di progetto Tea albini, dopo aver valutato la proposta dell'Associazione temporanea d'impresa - Ati, relativa alla progettazione, costruzione e gestione dei cimiteri. «NON HA I CONTENUTI per poter essere dichiarata di pubblico interesse», scrive l'amministrazione. Il bando per l'assegnazione era di 37 milioni di euro. Oltre alla gestione, il project avrebbe dovuto occuparsi infatti di alcune opere di ristrutturazione dei cimiteri comunali. Esigenza a cui ora dovrà far fronte il Comune, trovando le risorse necessarie per gli interventi. L'intenzione di affidare ad un soggetto terzo la gestione di tutti cimiteri, quindici in totale ad eccezione delle Cappelle del Commiato e il cimitero di Trespiano, era stata lanciata dal Comune nel 2002. Da lì si era aperta la battaglia dei sindacati per scongiurarla. Anni di trattative, discussioni e rinvii dal Comune. L'ultimo, in cui si doveva esprimere la convenienza o meno del project financing presentato dall'Ati, risale al 17 di aprile. Ennesima risposta mancata, che aveva portato a proclamare uno sciopero per il 3 maggio, che sarà annullato con l'arrivo delle comunicazioni ufficiali dal Comune. La preoccupazione più grande, manifestata dai sindacati, riguardava il futuro dei 70 lavoratori dei cimiteri. «È un grande successo – afferma Stefano Cecchi, della rappresentanza sindacale di base del Comune - la dimostrazione che il project financing non era la soluzione giusta». Secondo l'Rdb, l'esternalizzazione avrebbe creato un peggioramento del servizio, a scapito dei cittadini stessi. Ora comincia un nuovo capitolo: la stabilizzazione dei precari. Circa 30 lavoratori interinali attendono, dopo anni, un contratto a tempo indeterminato.

L' accordo. Siglata l'intesa tra giunta e Rdb sul tempo indeterminato per chi lavora da almeno 3 anni
I precari si stabilizzano. si comincia dalla scuola

Firenze - Palazzo Vecchio stabilizzerà 140 precari entro il 2009. Lo prevede l'accordo che è stato siglato fra le rappresentanze sindacali e la stessa amministrazione, grazie alla Finanziaria che prevede l'assunzione a tempo indeterminato di coloro che abbiano lavorato in un ente pubblico, per almeno tre anni su cinque. Il primo gruppo di stabilizzazioni riguarderà l'area dell'infanzia, per un totale di 79 posti. «Abbiamo fatto una scelta rilievo nell'area educativa - spiega l'assessore all'istruzione Daniela Lastri - assumere 40 educatori negli asili nido e 39 insegnanti nelle scuole dell'infanzia. A questi si aggiungono poi, 50 esecutori di servizi educativi e 4 operatori cucinieri entro il settembre prossimo». Gli aventi diritto sono coloro che al dicembre 2006 avranno maturato tre anni continuativi nell'arco che va dal 2001 al 2006. Ci sarà comunque una specifica procedura di assorbimento. CO LO RO che hanno già superato la prova selettiva per essere ammessi con contratto a tempo indeterminato, non dovranno affrontare nessuna selezione e saranno messi subito di ruolo. Coloro invece che sono arrivati con contratto a tempo determinato, saranno sottoposti ad un concorso per attestare l'idoneità. Dal Comune si auspica così che venga scongiurato lo sciopero fissato dai lavoratori degli asili nido per il 4 di maggio. «L'accordo rappresenta un primo risultato - afferma la rappresentanza sindacale di base -ma è abbastanza restrittivo nell'interpretazione della legge». Motivo per cui, fino all'ultimo, la sottoscrizione dell'accordo è rimasta incerta. Secondo il Comune possono essere regolarizzati soltanto i lavoratori che hanno lavorato per tre anni all'interno della stessa amministrazione, «Noi crediamo - afferma Stefano Cecchi, della Rdb - che ne abbiano il diritto anche coloro che hanno lavorato in diversi enti pubblici, per lo stesso periodo».(F.S.)


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24 aprile 2007 - La Repubblica

 Firenze - Centoquaranta assunzioni di dipendenti precari nei prossimi tre anni. E´ questo l´accordo raggiunto a Palazzo Vecchio tra l´assessore al personale Riccardo Nencini e le Rappresentanze sindacali unitarie. Le assunzioni sono possibili grazie alla norma prevista in Finanziaria, che consente di stabilizzare i precari che hanno svolto per almeno tre anni attività presso la stessa amministrazione pubblica. «Un buon accordo» commenta il portavoce delle Rsu Stefano Cecchi. «Si tratta di un primo accordo che speriamo trovi anche ulteriori applicazioni» aggiunge Chiara Tozzi della Cgil.


24 aprile 2007 - Il Secolo XIX

Roma - Mancano i fondi per pagare le sostituzioni, così i supplenti rimangono senza stipendio e i sindacati reagiscono sceglendo la linea dura. Alcuni rappresentanti dei lavoratori del settore hanno invitato gli insegnanti chiamati per supplenze brevi, a citare in giudizio i dirigenti scolastici che non corrispondono la dovuta retribuzione. Ma per i presidi la situazione non è molto migliore: la maggior parte degli istituti non paga le supplenze per il semplice fatto che non ha soldi a disposizione. Le scuole si sono indebiate negli anni passati per circa 500 milioni di euro, solo per pagare le sostituzioni degli insegnanti. La voragine finanziaria colpisce tutta la penisola, ma in alcune province (Bergamo, Cremona, Modena, Brescia, Como) la situazione è particolarmente grave.
I presidi, se denunciati, sarebbero costretti a chiamare in causa i "piani superiori", visto che la scelta di non pagare i supplenti non dipende dalla loro volontà, ma doll'oggettiva mancanza di risorse.
Per tentare di porre rimedio ai problemi del sistema scolastico, alcuni parlamentari di entrambi gli schieramenti hanno chiesto un intervento ai ministri competenti. La proposta è che il Tesoro si assuma almeno parte dei debiti, per far rientrare la situazione nella normalità. Ma il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, che ha risposto sull'argomento durante un question-time di alcuni giorni fa, si è limitato a illustrare i provvedimenti già previsti dalla Finanziaria, senza accennare alla possibilità di un intervento straordinario. Il governo ha destinato alle supplenze brevi 560 milioni. Alla domanda di Emanuela Ghizzoni (Ulivo), che ricordava al ministro come su quell'importo gravassero, in realtà, anche le sostituzioni per maternità, Padoa-Schioppa ha risposto che dalla cifra stanziata inizialmente, sono già stati decurtati 25 milioni, perchè il governo ha ritenuto che, grazie a controlli più efficienti, è possibile ridurre l'assenteismo degli insegnanti e conseguentemente le spese per le sostituzioni.
Il ministro dell'Istruzione Giuseppe Fioroni sarà ascoltato oggi, sempre sui fondi per i precari della scuola, dalla Commissione Cultura della Camera. Ma la protesta dei sindacati non si placa. I Cub (Comitati unitari di base) sostengono che, se i capi d'istituto fanno valutazioni sbagliate e chiamano più supplenti del necessario, la colpa è loro e non deve ricadere sugli insegnanti precari, che vanno comunque retribuiti.
«Il problema - aggiungono i rappresentanti sindacali - colpisce anche gli studenti: se non c'è l'insegnante e non è possibile pagare un supplente, i ragazzi devono essere smistati in altre classi perdendo ore di lezione che non verranno mai più recuperate».
Tra le varie ipotesi proposte, c'è anche chi suggerisce di attingere al "tesoretto", per ridurre i debiti delle scuole e pagare i supplenti precari. Ma su questo, per ora, il governo non si pronuncia.(f.bot.)


23 aprile 2007 - Comunicato RdB CUB P.I. Comune di Firenze

Sottoscritto fra RSU e Comune di Firenze un verbale di accordo sulla stabilizzazione del personale precario: un primo risultato.

In data 23 Aprile 2007 dopo un lungo confronto, è stato sottoscritto fra la R.S.U. e quindi anche da RdB/CUB ed il Comune di Firenze un verbale di accordo sulla "stabilizzazione"del personale precario come indicato dalla Legge Finanziaria.
L’accordo a nostro avviso rappresenta un primo risultato e permetterà a circa 140 lavoratori precari e forse di più, che hanno i requisiti previsti dalle vigenti norme, di essere stabilizzati nel periodo 2007/2009, contemperando insieme un adeguato accesso dall’esterno per coloro che sono inseriti nelle graduatorie di concorso pubblico. Sinceramente, fino all’ultimo, siamo stati molto indecisi sulla sottoscrizione dell’accordo, ma poi alcuni aggiustamenti in fase di stesura ci hanno convinto a farlo, primo fra tutti la dichiarazione "politica" esplicita da parte dell’A.C. di
E’ vero che la firma dell’accordo, non risolve di per sé il problema della precarietà, ma sarebbe impensabile voler risolvere un così immane e devastante problema all’interno di un solo luogo di lavoro, ma ciò può avvenire solo attraverso l’abrogazione delle Leggi nefaste volute dai Governi di centrosinistra e di centrodestra e anche da alcuni sindacati, quali il pacchetto Treu e la legge 30.
Come RdB/CUB rivendichiamo con pieno diritto, la primogenitura in materia di lotta alla precarietà, i 40 lunedi in Consiglio Comunale, le tante iniziative e manifestazioni cittadine, la manifestazione del 6 ottobre a Roma che ha visto sfilare decine di migliaia di precari in piazza sono se ce ne fosse bisogno, la riprova del nostro impegno.
Detto questo, però non possiamo non rilevare che oggi è stato raggiunto un primo seppur piccolo ma significativo risultato, che porterà nel triennio, ma noi ci batteremo perché i tempi siano i più ristretti possibile, almeno 140 lavoratori precari ad avere finalmente un lavoro stabile, nonché un altro numero di lavoratori presenti nelle varie graduatorie di concorso ad essere assunti, il tutto accompagnato anche per il personale interno da procedure di progressione verticale.
E’ vero, tutta una serie di importanti questioni restano da risolvere, da coloro che hanno prestato servizio in più Enti, alla lotta alle esternalizzazioni, alla reinternalizzazione dei servizi pubblici esternalizzati, ma su questo, se i lavoratori ce ne daranno la forza continueremo la nostra battaglia sia contro lo smantellamento della Pubblica Amministrazione sia per la ripubblicizzazione dei servizi, sia per ulteriori stabilizzazioni.
Siamo altresì convinti che fra ci siano in alcune occasioni anche delle strade intermedie che stavolta abbiamo deciso di percorrere, anche e soprattutto nel rispetto di quei 140 lavoratori che hanno i requisiti previsti dalla legge Finanziaria, una legge totalmente insufficiente per annullare il gap del precariato nella Pubblica Amministrazione, una legge emanata non certo da noi, ma dall’attuale Governo, che cercheremo in sede nazionale con tutte le forze che disponiamo di far si che la sua applicazione sia la più estesa possibile.


22 aprile 2007 - La Repubblica

LA PROTESTA Agitazioni fissate per il 3 e 4 maggio
Asili nido e cimiteri doppio sciopero Rdb
In ballo l´assunzione di alcune decine di maestre precarie

Firenze - Il tre maggio lo sciopero dei lavoratori dei cimiteri, il giorno dopo negli asili nido. E´ scontro tra Rdb e Palazzo Vecchio, con due scioperi proclamati contro l´amministrazione «per dire no alla esternalizzazione del servizio cimiteri», mentre per gli asili nido viene chiesto «il ripristino degli organici, il superamento delle supplenze annuali attraverso, la stabilizzazione del personale precario». Per gli asili nido, la trattativa tra Comune e Rsu va avanti da tempo con un fronte sindacale che però si è rotto: i primi a protestare furono Rdb e Cisl. Poi, la Cisl ha polemicamente scelto di non seguire l´ennesima protesta delle Rdb, e lo sciopero è così a firma solo dei sindacati di base. In ballo, ci sono soprattutto le stabilizzazioni, cioè le assunzioni di alcune decine di maestre di asilo. Ma è guerra di numeri: secondo l´amministrazione, le assunzioni sarebbero di circa 70-80 tra maestri ed altri operatori. Per le Rdb, invece, sarebbero la metà, e soprattutto vogliono chiarezza sugli organici, oltre a «sostituzioni certe di tutte le assenze del personale sin dal primo giorno ed il rispetto degli accordi sulla gestione mista». Per quanto riguarda invece i cimiteri, la questione passa dal Project financing, ora al vaglio dell´amministrazione comunale. I lavoratori precari (molti interinali) dovrebbero essere assunti dall´azienda che vincerà il Project e gestirà i cimiteri, ma le Rdb non si fidano. «E´ incomprensibile questo sciopero» ribatte l´assessore al personale Riccardo Nencini. «E´ giusto che tutti sappiano che sulle questioni poste dalle Rsu stiamo raggiungendo dei risultati positivi per i lavoratori - aggiunge Nencini - mentre lo sciopero delle Rdb ha una forte caratterizzazione politica. Abbiamo accettato la sfida con le Rsu di una più efficiente gestione cimiteriale, non si capisce perché avendo condiviso questo obiettivi si vada verso lo sciopero». Palazzo Vecchio, che andrà ad assumere e stabilizzare molti lavoratori interinali dei cimiteri (possibilità questa non prevista esplicitamente nella Finanziaria) lo vuole fare, «ma seguendo la legge - spiega Nencini - si può stabilizzare solo chi ha tre anni di rapporto con l´amministrazione, altrimenti è una assunzione senza concorso».


21 aprile 2007 - Il Messaggero

Civitavecchia. Come aveva anticipato il commissario prefettizio, i lavoratori precari...

Civitavecchia - Come aveva anticipato il commissario prefettizio, i lavoratori precari in forza al Comune sono stati confermati fino a fine anno.
Accordo formale è statao raggiunto l’altro pomeriggio, nella riunione della delegazione trattante, (amministrazione comunale, la Rsu del Comune, le organizzazioni sindacali Cgil Fp, Cisl Fps, Uil Fpl – Diccap/Sulpm, Rdbcub Enti locali): i contratti di tutti i lavoratori precari sono stati prorogati fino al 31 dice,bre 2007.
Una volta appurato che i soldi in bilancio erano stati stanziati, la parte sindacale all’unanimità ha chiesto con decisione la proroga dei contratti ricevendo risposta positiva da parte del commissario straordinario, del direttore generale e del dirigente area personale.
Tre sono i motivi di soddisfazione per la Rsu e i sindacati: la serenità e la tranquillità, anche se momentanea per i circa 80 lavoratori e loro famiglie; la unitarietà raggiunta tra tutte le sigle sindacali finalmente coalizzate per un obiettivo serio e importante; la proroga consente ai lavoratori precari di acquisire ulteriore anzianità per il piano di stabilizzazione previsto dalla Finanziaria 2007.
La Rappresentanza sindcale unitaria del Comune e le organizzazioni di categoria ringraziano sentitamente il commissario straordinario Giovanna Maria Rita Iurato «per la disponibilità alla risoluzione, in tempi così rapidi, di tale problema in un periodo così difficile e preoccupante per tutto il mondo del lavoro».


21 aprile 2007 - Il Tempo

Civitavecchia. Precari, contratto prorogato a dicembre

CIVITAVECCHIA — Dopo l’annuncio dell’amministrazione, è giunta anche la firma. Si chiude così con una fumata bianca, accompagnata verso il cielo azzurro a un sospiro di sollievo generale, la vicenda della proroga dei contratti del personale a tempo determinato del Comune. La firma è giunta al termine della riunione della delegazione trattante e delle rappresentanze sindacali unitarie (facenti capo a Cgil-Fp, Cisl-Fps, Uil-Fpl, Diccap-Sulpm e Rdb-Cub Enti Locali), avvenuta nel tardo pomeriggio di giovedì: continueranno a svolgere le proprie mansioni almeno fino al 31 dicembre.


20 aprile 2007 - Comunicato RdB CUB P.I. Sanità Lazio

PRECARI RM/H
PRODUTTIVO L’INCONTRO SULLA STABILIZZAZIONE

"Si avviata a soluzione la vicenda dei precari formati a spese della Regione e assunti a tempo determinato come OSS; dopo anni di lotte la Regione e la ASL RM /H condividono la proposta della RdB/CUB di stabilizzazione ed utilizzo della restante graduatoria".
Durante l’importante manifestazione del 12, alla quale partecipò il Consigliere Peppe Mariani in qualità di Presidente della Commissione Lavoro e che registrò anche qualche momento di tensione, l’Assessore garantì uno specifico tavolo di confronto con i vertici della ASL RM/H e "ieri sera una delegazione dei precari, insieme alla RdB/CUB – dichiara Sabino Venezia – ha incontrato l’Assessore Battaglia ed il Dr.Mingiacchi per mettere a punto le modalità di stabilizzazione".
"Oltre alla conferma che tutti gli OSS in servizio saranno stabilizzati, c’è stato garantito che la graduatoria dell’avviso pubblico degli OSS resterà aperta – dichiara ancora Venezia – e sarà utilizzabile per tutto il periodo del blocco delle assunzioni; questo permetterà a molti precari di completare i 36 mesi previsti dalla finanziaria nazionale per essere assunti a tempo indeterminato".
Le procedure di stabilizzazione inizieranno alla fine della verifica che l’Assessorato ha avviato in tutte le ASL/AO della Regione ed è già previsto uno specifico incontro con la RdB /CUB per il prossimo 8 maggio per verificare l’intesa di ieri.
La vicenda dei precari della RM/H ha rischiato di restare all’ombra del processo di stabilizzazione che si sta avviando; "Esistono molti casi limite che rischiano di essere esclusi dal percorso sul precariato, per questo crediamo sia ormai indispensabile un consiglio regionale straordinario che superi gli attuali protocolli di intesa e metta la parola fine a questo problema sociale.


20 aprile 2007 - Comunicato RdB CUB

Più che deludenti le decisioni espresse dall’Assessore alla Sanità della Regione Lazio Augusto Battaglia nell’incontro con la delegazione composta dalle RdB-CUB ed i lavoratori della ex Anni Verdi - ora del consorzio RI.REI - avvenuto ieri presso l’Assessorato.
Battaglia ha confermato l’esternalizzazione come unica scelta della Regione per il servizio, che secondo l’Assessore richiede una "flessibilità" che solo il privato può garantire. Per tale ragione intende riconfermare l’affidamento avvenuto senza gara al consorzio RIREI per altri tre mesi, e per coprire le difficoltà finanziarie in cui si troverebbe il consorzio (che da tempo non paga gli stipendi ai lavoratori), ha disposto un ulteriore finanziamento che deriverà dagli oltre 20 milioni di Euro destinati alla cooperazione.
Le RdB hanno ribattuto che queste scelte vengono intraprese nonostante le gravi carenze dimostrate dell’attuale gestione: carenze organizzative, di assistenza e di stabilità dell’affidatario.
Tali carenze sono state testimoniate direttamente dai lavoratori facenti capo alla delegazione, dalle decine e decine di firme presentate sul problema dai familiari degli assistiti - una raccolta ancora in corso, in continuo aumento – e non ultima, da una lettera dello scorso 17 aprile in cui Confcooperative e la sua associata OSA manifestano la volontà di ritirarsi dal Consorzio RI.REI, dichiarando che: "ad oggi le condizioni dei pagamenti, le difficoltà organizzative che scaturiscono, la contingenza con cui si è costretti ad affrontare la quotidianità e, non in ultimo, la differenza di vedute con altre componenti del consorzio stesso suggeriscono alla nostra associazione Osa di fare un passo indietro, ritenendo ingestibile una simile situazione".


19 aprile 2007 - Comunicato CUB

Report tavolo sul welfare

Alle organizzazioni della CUB
Ai lavoratori

Si è tenuta, il 18 marzo us, la seconda riunione del tavolo aperto dal Governo sul welfare, che ha visto la presenza anche della CUB.
La riunione si è aperta con l’illustrazione da parte del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei temi e degli obiettivi del Governo rispetto a questo tavolo: ritocchi al sistema previdenziale in funzione del raggiungimento dell’equilibrio definitivo del sistema, riforme degli ammortizzatori sociali e sostegno alle pensioni più basse. Tutto ciò dovrà essere conseguito attraverso risorse provenienti da una parte dell’avanzo strutturale pari a 2,5 miliardi di euro (gli altri 7,5 miliardi di avanzo strutturale andranno a ridurre di un ulteriore 0,5 % sul PIL il debito pubblico) e da risorse aggiuntive che scaturiranno dai risparmi conseguenti all’unificazione degli enti previdenziali.
Padoa Schioppa, entrando più specificatamente nel merito, ha ribadito che i 2,5 miliardi disponibili, netti e a regime (significa che dovranno essere spalmati per tutta la durata della legislatura) saranno utilizzati per il tavolo del welfare, che gli altri due tavoli, Pubblica Amministrazione e sviluppo e competitività dovranno trovare risorse tramite economia di spesa, in particolare da riorganizzazione e riforma della pubblica amministrazione, cui saranno chiamate a concorrere tutte le amministrazioni pubbliche e gli enti locali, Regioni, Province e Comuni.
A tutto ciò dovrà aggiungersi il tema degli incentivi alla contrattazione di II livello che punti a premiare la produttività del sistema senza però andare oltre la media di aumento del costo del lavoro, sapendo che questo comporterà una revisione dei meccanismi della contrattazione di primo livello.
Damiano, ministro del lavoro, ha illustrato le linee del governo in materia di ammortizzatori sociali, politiche attive del lavoro e mercato del lavoro che prevedono:
· un sistema universale di tutele indipendenti dalle dimensioni dell’impresa, dai settori e dalle tipologie di lavoro
· l’adeguamento dell’indennità di disoccupazione, mantenendo i requisiti attuali per l’accesso, con contribuzione figurativa ai fini previdenziali, ed unificazione con il trattamento di mobilità
· l’ unificazione dei trattamenti di Cassa integrazione ordinaria e straordinaria
· sostegno al reddito per le fasce finora poco o nulla tutelate con previsione, per questo scopo, di aumento della contribuzione rispetto ai parasubordinati
· potenziamento delle politiche attive per il lavoro, con programmi di inserimento, riqualificazione e reimpiego, prevedendo la perdita degli ammortizzatori sociali in casi di non partecipazione ai programmi di reinserimento e di formazione o di non accettazione di offerte di lavoro
· l’eliminazione di alcuni rapporto di lavoro atipici contenuti nella Legge 30 ( staff leasing e lavoro a chiamata), incentivazione del part time lungo, uso del lavoro interinale prevalentemente come strumento di inserimento per le fasce più disagiate
· attenzione al tema della sicurezza sui posti di lavoro, già concretizzatosi con l’assunzione di 240 nuovi ispettori e con la formazione di altri 840.
E’ stato ribadito che i lavori dei tre tavoli ( Welfare, Pubblica amministrazione, Sviluppo e Competitività ) dovranno essere completati contemporaneamente e comunque prima del varo del Documento di programmazione economica e finanziaria e cioè entro la fine di giugno.
Alla prossima convocazione del tavole sul Welfare il Governo intende portare le sue proposte rispetto alla riforma del sistema pensionistico.
La CUB, nel suo intervento ha giudicato assolutamente insufficienti i fondi destinati dal Governo agli interventi in materia di politica sociale, soprattutto in considerazione del fatto che quindici anni di finanziarie lacrime e sangue, di liberalizzazioni e privatizzazioni, di sacrifici caricati sulle spalle di lavoratori e pensionati, hanno generato ampie sacche di povertà, ampliato a dismisura la precarietà nella vita e nel lavoro di ampi settori di giovani e donne, stressando ogni oltre limite i settori più deboli della società.
La CUB ha insistito sul fatto che è ora che lavoratori e pensionati, disoccupati e precari abbiano la loro parte a partire dall’abrogazione totale della Legge 30, dall’individuazione del lavoro a tempo indeterminato come l’unico che può dare certezze e diritti, dall’istituzione del Reddito sociale per tutti i disoccupati e per i precari a garanzia dei periodi di non lavoro, dal rifiuto dei tagli alla Pubblica Amministrazione per la quale invece è necessario un piano di riqualificazione in modo da renderla sempre più efficacie ed al servizio dei cittadini.
Giudichiamo altresì altamente pericoloso il tentativo di riformare il sistema della contrattazione, che si vuole surrettiziamente far passare a questo tavolo, prospettando, come ha fatto il Ministro dell’Economia, un drastico ridimensionamento del contratto nazionale a favore della contrattazione di II° livello, strettamente però legata all’andamento della produttività delle imprese e del sistema tutto: siamo alla riedizione di una nuova politica dei redditi, che in questi anni ha permesso enormi profitti al padronato e alle rendite speculative finanziarie.
Anche sul tema della sicurezza sul lavoro, l’ assunzione di 240 nuovi ispettori e la formazione di 840 accertatori, non risolve il problema della mancanza di verifiche nei luoghi di lavoro della repressione del lavoro nero e dell’evasione fiscale e contributiva ma soprattutto non definisce quale ruolo debbano svolgere gli ispettori, che sempre più assomigliano a consulenti per le imprese. Molte più risorse umane e materiali sono necessarie e scelte chiare devono essere compiute per evitare l’ecatombe quotidiana cui siamo costretti ad assistere.
E’ chiaro che non possiamo affidare alla sola nostra presenza a questi tavoli la risoluzione di problemi che richiedono una mobilitazione di massa di lavoratori, precari, pensionati.
Invitiamo quindi tutte le nostre strutture e sopratutto i lavoratori a seguire con attenzione, insieme a noi, l’andamento di questi incontri per intervenire con le necessarie e tempestive mobilitazioni al fine di impedire che possano essere compiuti ulteriori pesanti attacchi alle nostre condizioni di vita e di lavoro.


19 aprile 2007 - Comunicato CUB Scuola

SCUOLA: DECINE DI MIGLIAIA DI PRECARI NON RICEVONO DA TEMPO LE RETRIBUZIONI
La CUB Scuola organizza i ricorsi dei precari e delle precarie contro il mancato pagamento

Se un insegnante, a fronte del rendimento insufficiente di alcuni alunni, decidesse di punire tutta la classe vi sarebbe, per ottime ragioni, una rivolta degli studenti e dei genitori. In situazioni decisamente più gravi sembra non valere lo stesso criterio. Infatti, a fronte del non pagamento delle spettanze dovute a decine di migliaia di insegnanti precari che hanno coperto supplenze brevi, Tommaso Padoa-Schioppa, Ministro dell'economia e delle finanze, in occasione del "question time" durante la seduta della Camera del 18 marzo 2007 afferma serenamente che:
"per quanto riguarda le spese per supplenze brevi....le stesse sono state fissate dalla legge in 565 milioni di euro, a decorrere dall'anno 2006. Questo importo è stato ridotto di 25 milioni, a decorrere dal corrente anno, in applicazione della legge finanziaria per il 2007, che prevede l'obiettivo di ricondurre gli scostamenti più significativi delle assenze ai valori medi nazionali".
In altri termini, se in una regione o in una scuola ci sono "scostamenti" dai "valori medi nazionali" si penalizzano tutti con buona pace dei diritti dei colleghi precari temporanei.
D'altro canto il Ministro insiste in maniera quantomeno singolare e dice "Ci sono buone ragioni per avere dubbi sulla validità di questi scostamenti e ritenere, quindi, che un migliore controllo possa ridurre quelle assenze".
A questo punto siamo di fronte ad un'attitudine surreale, "ci sono buone ragioni", infatti, vuol dire tutto e nulla. Se l'amministrazione ha ragione di ritenere che vi sono dirigenti scolastici che assumono dei precari quando non ve n'è necessità è suo diritto e dovere sanzionarli. In ogni caso non si capisce, a meno di non spiegare questa scelta con la tradizionale abitudine di colpire i più deboli, cosa c'entri il diritto del personale della scuola a vedersi retribuito nei tempi normali il lavoro svolto.
La CUB Scuola sta organizzando i ricorsi dei precari e delle precarie contro il mancato pagamento e porrà la questione dei diritti dei precari come centrale nella vertenza per il contratto.
Crediamo infatti evidente che ad eguale lavoro si debba riconoscere eguale trattamento economico e normativo.
Se l'amministrazione non provvederà a breve a risolvere questa emergenza il sindacalismo di base organizzerà nuove forme di lotta sino allo sciopero degli scrutini.


20 aprile 2007 - Omniroma

(OMNIROMA) Roma, 20 apr - «Si avvia a soluzione la vicenda dei precari della RmH formati a spese della Regione e assunti a tempo determinato come Oss. Dopo anni di lotte la Regione e la Asl RmH condividono la proposta della Rdb/Cub di stabilizzazione ed utilizzo della restante graduatoria». Lo comunica, in una nota, Rdb-Cub. «Dall'importante manifestazione del 12 aprile che ha registrato anche qualche momento di tensione, alla quale ha partecipato il consigliere Peppe Mariani in qualità di presidente della commissione Lavoro - si legge - si è ottenuto lo specifico tavolo di confronto con assessorato, vertici della Asl RmH e Rdb/Cub che ha avuto luogo ieri sera». «Oltre alla conferma che tutti gli Oss in servizio saranno stabilizzati, ci è stato garantito che la graduatoria dell'avviso pubblico degli Oss resterà aperta e sarà utilizzabile per tutto il periodo del blocco delle assunzioni - dichiara Sabino Venezia delle Rdb-Cub - questo permetterà a molti precari di completare i 36 mesi previsti dalla finanziaria nazionale per essere assunti a tempo indeterminato». «Le procedure di stabilizzazione - continua la nota - inizieranno alla fine della verifica che l'assessorato ha avviato in tutte le Asl della Regione, ed è già previsto per il prossimo 8 maggio uno specifico incontro con le Rdb/Cub per verificare l'intesa di ieri. La vicenda dei precari della RmH ha rischiato di restare all'ombra del processo di stabilizzazione che si sta avviando». «Esistono molti casi limite che rischiano di essere esclusi dal percorso sul precariato - conclude Venezia - per questo crediamo sia ormai indispensabile un consiglio regionale straordinario che superi gli attuali protocolli di intesa e metta la parola fine a questo problema sociale».

EX ANNI VERDI, RDB-CUB: «DA BATTAGLIA DECISIONI DELUDENTI»

(OMNIROMA) Roma, 20 apr - «Più che deludenti le decisioni espresse dall'assessore alla Sanità della Regione Lazio Augusto Battaglia nell'incontro con la delegazione composta dalle Rdb-Cub ed i lavoratori della ex Anni Verdi, ora del consorzio Ri.Rei, avvenuto ieri presso l'assessorato. Battaglia ha confermato l'esternalizzazione come unica scelta della Regione per il servizio, che secondo l'assessore richiede una 'flessibilità' che solo il privato può garantire. Per tale ragione intende riconfermare l'affidamento avvenuto senza gara al consorzio Ri.Rei per altri tre mesi, e per coprire le difficoltà finanziarie in cui si troverebbe il consorzio (che da tempo non paga gli stipendi ai lavoratori), ha disposto un ulteriore finanziamento che deriverà dagli oltre 20 milioni di euro destinati alla cooperazione». Lo comunica, in una nota, il sindacato Rdb-Cub. «Le Rdb - continua il sindacato - hanno ribattuto che queste scelte vengono intraprese nonostante le gravi carenze dimostrate dell'attuale gestione: carenze organizzative, di assistenza e di stabilità dell'affidatario. Tali carenze sono state testimoniate direttamente dai lavoratori facenti capo alla delegazione, dalle decine e decine di firme presentate sul problema dai familiari degli assistiti, una raccolta ancora in corso, in continuo aumento, e non ultima, da una lettera dello scorso 17 aprile in cui Confcooperative e la sua associata Osa manifestano la volontà di ritirarsi dal consorzio Ri.Rei, dichiarando che: 'ad oggi le condizioni dei pagamenti, le difficoltà organizzative che scaturiscono, la contingenza con cui si è costretti ad affrontare la quotidianità e, non in ultimo, la differenza di vedute con altre componenti del consorzio stesso suggeriscono alla nostra associazione Osa di fare un passo indietro, ritenendo ingestibile una simile situazionè. A fronte di tutto ciò appare evidente che le preoccupazioni espresse nei giorni scorsi dalle Rdb non erano campate in aria. La delegazione ha inoltre messo in dubbio che la 'flessibilità' sia la prima necessità di un servizio così delicato, che ricordiamo è destinato ai disabili; ha sottolineato che comunque questa flessibilità viene realizzata a scapito dei lavoratori, che vedono svenduti i propri diritti e ricevono un salario non equiparato a quello dei colleghi che svolgono stesso servizio nel pubblico. Inoltre hanno respinto l'assioma che solo il privato possa garantire la flessibilità che Battaglia ritiene indispensabile. Anche se con i nuovi finanziamenti verrà risolto il problema degli stipendi dei prossimi mesi, le critiche delle Rdb rimangono tutte: di fronte a un debito regionale di circa 10 miliardi di euro vengono trovate risorse per finanziare l'appalto dei servizi al privato. Pertanto la delegazione ha ribadito il proprio punto di vista: solo la reinternalizzazione del servizio potrà assicurare risparmi di gestione, qualità agli assistiti, ed una flessibilità che non danneggi i lavoratori».


20 aprile 2007 - Il Messaggero

Civitavecchia. Il pagamento degli stipendi e l'applicazione...

Civitavecchia - Il pagamento degli stipendi e l'applicazione, dal prossimo primo maggio del contratto nazionale Aiop Aris dei lavoratori della sanità privata per i dipendenti del consorzio Ri-Rei. Sono i due punti focali del protocollo d'intesa siglato ieri in Regione dall'assessore alla sanità Augusto Battaglia, dai rappresentanze sindacali di Cgil, Cisl e Uil e dai dirigenti del consorzio. Indignati, perché esclusi dal tavolo delle trattative i rappresentanti dell'unita di base, che pure contano iscritti tra i lavoratori ex Anni Verdi.
L'accordo, al quale potrebbe aggiungersi anche la firma della Rdb, giunto al termine di numerosi giorni di protesta, sembra preludere ad una reale conclusione della travagliata vicenda dei lavoratori ex Anni Verdi. La conferma arriva anche dal segretario regionale Cgil Fp Franco d'Angelo. «Gli stipendi, salvo imprevisti - afferma in una nota stampa - saranno pagati oggi stesso, grazie ad un stanziamento straordinario di 20 milioni di euro a favore del sistema cooperativistico e dunque del consorzio Ri-Rei. Battaglia si adopererà, nelle prossime ore, per superare eventuali contenziosi che si sono creati negli ultimi tempi a seguito del disagio lamentato sia dai lavoratori, che dai familiari degli assistiti».
A parlare di situazione insostenibile, proponendo di nuovo il passaggio della gestione dei centri per disabili alle Asl, è stato ancora una volta il Sindaco Tidei per il quale occorre trovare subito una soluzione definitiva. «Ma niente strumentalizzazioni. I vari funzionari della provincia o candidati alle amministrative di Civitavecchia che hanno portato la loro solidarietà ai lavoratori - ha concluso Tidei - sono chiaramente a caccia di voti".(Mo.Ma.)

 19 aprile 2007 - Comunicato RdB CUB P.I. Sanità

 Dopo la determinata iniziativa di lotta del 12 aprile scorso, che ha visto la RdB CUB al fianco dei lavoratori precari dell’ASL RMH, che si sono incatenati e hanno occupato una sala dell’Assessorato, si stanno profilando in Regione ipotesi di soluzione.
Le "prove tecniche" di questi giorni evidenziano che, per garantire la trasformazione a tempo indeterminato dei contratti di tutti i lavoratori precari è inevitabile il superamento degli accordi aziendali siglati da CGIL, CISL e UIL.
La RdB con i precari dell’ASL RMH in lotta da anni – dichiara Sabino Venezia del Coord. Nazionale Pubblico Impiego – si riserverà, nell’incontro fissato per il 19 p.v. con l’Assessore Battaglia e il Direttore Generale Mingiacchi, di vagliare soluzioni concrete a garanzia sia di quanti stanno già lavorando, sia di coloro che sono ancora in attesa di essere chiamati dall’avviso pubblico per O.S.S.

Roma. PRECARI DELLA ASL RM/H IL LOTTA;SOLO IL SUPERAMENTO DEGLI ACCORDI CGIL, CISL, UILPOTRA’ GARANTIRE LA STABILIZZAZIONE PER TUTTI;Giovedì 19 aprile ore 17.00 presidio lavoratori precari Regione Lazio – EUR

incontro Precari – RdB – Assessore Battaglia

19 aprile 2007 - Il Manifesto

Il tavolo del welfare parte male «Tesoretto» promesso un po' a tuttiPadoa Schioppa: «2,5 miliardi sono sufficienti ad allineare l'Italia agli altri paesi europei». Tutti i sindacati li giudicano insufficienti e anche nel governo si alzano le voci critichedi Francesco Piccioni

Bisogna ammettere che Tommaso Padoa Schioppa, più noto per essere «un tecnico», deve possedere straordinarie capacità di venditore. Basta vedere su quanti «tavoli di concertazione» ha già speso il famoso «tesoretto». Lui stesso ha ricordato che si tratta in tutto di 2,5 miliardi di euro, frutto dell'«anticipo con cui viaggiamo sulla tabella di marcia del risanamento». Non una gran cifra, ma a lui bastano per annunciare che «nella prossima finanziaria non ci sarà bisogno di una manovra correttiva». Una vera notizia, a suo modo.
In ogni caso questo «tesoretto» è stato promesso all'universo mondo. Prodi l'aveva diviso in due (un terzo alle imprese, due alle famiglie); Nicolais l'aveva impegnato per il rinnovo del contratto degli statali; ieri il ministro dell'economia si è detto diponibile a investire «tutto l'extragettito nello stato sociale». Con questo termine, però, il ministro comprende gli ammortizzatori sociali per i precari, l'aumento delle pensioni più basse, la riforma dello «scalone», i coefficienti di trasformazione delle pensioni e la contrattazione di secondo livello. Promette insomma un lauto pranzo avendo in tasca i soldi per una merendina, peraltro già promessa ad altri.
«In compenso», si fa per dire, ha chiarito definitivamente che per i contratti integrativi dei «pubblici» non ci sarà un euro in più di quanto previsto; eventuali risorse andranno reperite riducendo la spesa, accorpando enti previdenziali, realizzando «maggiori efficienze», ecc. Ha subito ricevuto l'interessato applauso di Confindustria (che teme l'effetto volano sulle richieste salariali nel settore privato), anche perché si è spericolatamente sbilanciato sulla «necessità di riflettere sulla contrattazione di primo livello»; ossia sull'assetto dei contratti nazionali, che proprio Confindustria - e non solo - vorrebbe depotenziare al massimo.
Sul fronte opposto, all'interno del governo, il ministro della solidarietà sociale, Paolo Ferrero. Secondo cui «servono molte più risorse per abolire lo scalone e potenziare il welfare, dalla casa alla non autosufficienza. Dopo una manovra da circa 40 miliardi non si capisce perchè l'extragettito debba addirittura essere considerato un anticipo della riduzione del debito per il prossimo anno». E ricorda che anche Prodi aveva compreso il rischio: «non possiamo ammazzare il paese per ridurre il debito». In serata il segretario del Prc, Franco Giordano, pronuncia un serio altolà: «Le parole del ministro dell'economia, qualora corrispondessero alla linea del governo, provocherebbero l'impossibilità di definire un'intesa in seno alla maggioranza di centro sinistra».
Non l'hanno presa bene i sindacati. Cgil, Cisl e Uil hanno in vario modo fatto pesare la propria insoddisfazione. Fulvio Fammoni, segretario confederale presente al tavolo per la Cgil insieme a Morena Piccinini, ha definito «sbagliato il metodo e le quantità». «Non è credibile», infatti, «che così non ci siano risorse per gli altri tavoli e, se ci sono, deriveranno solo da risparmi di legislatura; quindi non immediati». Un orientamento «preoccupante», specie per il riferimento negativo alla contrattazione nazionale. Parere ampiamente favorevole, invece, per l'estensione degli ammortizzatori sociali ai precari; anche se «la discussione tra tutele e nuove regole del lavoro è intrecciata, e deve avere al centro il tempo indeterminato come forma di laviro normale»; con l'obiettivo di «intervenire sulla legge 30» (ormai nemmeno più nominata dal governo). Altrimenti, par di capire, «ammortizzare» la precarietà diffusa avrebbe un costo pari a vari «tesoretti». Anche la Cisl storce il naso: «abbiamo manifestato le nostre preoccupazioni rispetto alle quantità indicate che, ora, sono chiare, ma da incrementare rispetto ai tanti obiettivi». Ancora più netto il giudizio della Cub: «Se a questo aggiungiamo l'esplicita dichiarazione di Damiano che solo un paio di figure previste dalle legge 30 (staff leasing e job on call) possono essere abrogate, e non quindi l'intera legge, emerge un quadro fosco e a dir poco preoccupante».


19 aprile 2007 - L'Unità

Pensioni e tutele il governo offre 2 miliardi e mezzo
I sindacati a Padoa-Schioppa: i soldi non bastano. Niente scambi tra previdenza e ammortizzatori

Roma - IL TRAVASO Sul piatto ci sono 2 miliardi e mezzo. A fronte di un ventaglio di obiettivi che va dagli ammortizzatori sociali agli interventi sulla previdenza, dal superamento dello scalone alla revisione dei coefficienti fino all’innalzamento delle pensioni basse. Oltre
agli incentivi alla contrattazione integrativa. A delimitare il vasto campo d’azione è stato ieri il ministro Padoa-Schioppa incontrando sindacati e imprese al tavolo sul Welfare. La cifra è quel che resta del «tesoretto» una volta sottratti i 7,5 miliardi per il risanamento dei conti. Sono queste le risorse certe su cui si può contare, di più - ha spiegato il ministro - si potrà fare se verranno risparmi e tagli alla spesa pubblica. Il confronto è avviato e da Seul Romano Prodi chiede di fare presto, «di non perdere tempo».
Ma la strada è in salita. La linea del rigore incontra il favore di Confindustria, mentre i sindacati non hanno nascosto malumore e timori, da Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Cub il commento è stato unanime «le risorse sono insufficienti». Non solo. Il metodo indicato da Padoa-Schioppa evoca uno scambio tra pensioni e ammortizzatori. Per le prime l’Italia spende più della media europea -ha fatto notare il ministro- mentre per le tutele si è al di sotto. Padoa-Schioppa si è detto convinto che si possano «integrare le carenze dello stato sociale. Sostanzialmente -ha detto- pensioni basse e il mondo del lavoro intermittente, cioè le condizioni dei giovani che sono penalizzati». Questo con 2 miliardi e mezzo «si può fare». Sono invece «insufficienti a modificare in modo sostanziale il sistema previdenziale che prevede l’applicazione integrale sia della legge Maroni (lo scalone, ndr), sia della legge Dini» (la revisione dei coefficienti). Qui con quella cifra si possono fare solo «ritocchi».
Quel che il ministro chiama «allineamento» con l’Europa, per i sindacati è un «travaso», uno scambio: rinuncia al superamento dello scalone se si vogliono nuovi ammortizzatori e pensioni più alte. «Non va bene», è il commento di Fulvio Fammoni e di Morena Piccinini, segretari confederali Cgil. «Non si pensi che siano i sindacati a scegliere se intervenire sulle pensioni basse tralasciando il resto. È uno scambio al quale ci opporremo». «Se diventa il gioco della torre, cioè che cosa buttiamo giù noi non ci stiamo», gli fa eco per la Cisl Giorgio Santini che pure dice di voler «essere prudente». Uno scrupolo che Domenico Proietti della Uil non si fa, «se significa scegliere il mantenimento dello scalone, il sindacato è pronto allo sciopero generale». E pensare che i sindacati hanno molto apprezzato le linee di riforma degli ammortizzatori illustrate dal ministro Cesare Damiano, presente al tavolo con il collega Giulio Santagata e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Enrico Letta. Ma c’è chi dice no, anche nella maggioranza. «2,5 miliardi sono insufficienti», dichiara il ministro Paolo Ferrero. E per Franco Giordano (Prc) «se le parole di Padoa-Schioppa corrispondessero alla linea del governo un’intesa nella maggioranza sarebbe impossibile».
C’è un altro aspetto che rischia di esplodere. Parlando del sostegno alla contrattazione integrativa il ministro dell’Economia ha sollecitato le parti a riformare il modello contrattuale. «Ha riconosciuto che una riflessione sul secondo livello deve coinvolgere anche il primo», ha detto soddisfatto il direttore generale di Confindustria Maurizio Beretta. Ma la Cgil è contraria «è un invito pericoloso».

SANITÀ
Anni Verdi, protesta delle rappresentanze di base

PRESIDIO DI PROTESTA per circa 100 lavoratori davanti alla sede dell’assessorato alla Sanità della regione Lazio. Motivo: l’esclusione delle RdB-CUB e dei familiari degli assistiti dall’incontro (tra assessorato alla Sanità del Lazio, sindacati, rappresentanti del Consorzio RI.REI ed i Direttori generali delle Asl interessate) sulla crisi del servizio svolto dai lavoratori ex Anni Verdi.


19 aprile 2007 - Il Messaggero

Civitavecchia. La mancata proroga del contratto...

Civitavecchia - La mancata proroga del contratto ai novanta lavoratori precari del Pincio da parte del commissario Giovanna Iurato sta suscitando le reazioni di politici e sindacati.
Il candidato sindaco del Patto per la Città Gianni Moscherini ieri ha scritto alla Iurato sottolineando l’importanza del lavoro dei precari.
«Non è pensabile che la macchina amministrativa comunale possa funzionare senza l’apporto delle circa 90 unità, - scrive Moscherini - tra cui numerosi agenti di polizia municipale, i cui contratti scadono a giugno. A prescindere dal dramma occupazionale che un mancato rinnovo potrebbe significare, ne va dell’efficienza stessa dell’Ente. Pur non comprendendo le ragioni del rinnovo dell’incarico al direttore del Traiano, con annesso impegno di spesa di un cartellone che potrebbe non essere condiviso dalla nuova Amministrazione, mi aspetto stessa sorte nei riguardi dei lavoratori a tempo determinato del Pincio». I primi a scendere in campo in difesa dei precari erano stati ieri mattina la Rdb-Cub enti locali ed il Diccam-Sulpm Polizia municipale, insieme al Comitato lavoratori precari del comune, che avevano criticato il motivo addotto dalla Iurato per il mancato rinnovo dei contratti. «Giustificare lla mancata proroga adducendo l’eccedenza del mandato commissariale e poi invece deliberare un contratto di un anno per il direttore artistico del Traiano - si legge nella nota - significa usare due pesi e due misure diverse secondo l’importanza delle tematiche e delle persone». Solidarietà ai lavoratori del Pincio è arrivata anche dall’ex consigliere dello Sdi Vincenzo Gaglione che chiede una proroga perlomeno fino all’insediamento del prossimo sindaco.(Cri.Ga.)


19 aprile 2007 - La Gazzetta di Reggio

Assunzioni e precariato tregua Provincia-sindacati

Reggio E. - Dopo le polemiche, è l’ora della tregua. O almeno, così è parso ieri. Quando sulla riorganizzazione del personale in Provincia, la presidente Sonia Masini ha incontrato i sindacati reggiani. Una sorta di intesa fra le parti, è stata raggiunta e anche messa per iscritto. Tanto per cominciare, sono stati calendarizzati tre ulteriori incontri (tra il 20 maggio e il 20 giugno) e a seguire è stato siglato un accordo su quattro temi: riorganizzazione della struttura, nuove assunzioni, progressione di carriera, ed eventuale stabilizzazione dei precari. La bufera, dunque, sembra rientrata.
Già l’altro ieri, infatti, la Provincia di Reggio aveva cercato di raffreddare i toni del confronto con i sindacati sulla riorganizzazione del personale. Ma non era tornata sui suoi passi. Nonostante la diffida di Cgil, Cisl, Rdb e Rsu, infatti, l’amministrazione ieri ha incontrato i dipendenti. «All’incontro è collegata la volontà, sempre manifestata dall’ente, di aprirsi in un confronto diretto con i lavoratori», aveva spiegato l’assessore provinciale al Lavoro Gianluca Ferrari. E «ciò non mette in discussione le modalità che sono previste per il confronto fra amministrazione e parti sindacali, anzi lo potrebbe favorire - aveva proseguito Ferrari - si può contribuire a costruire un tavolo in cui vengono evitati fraintendimenti». In un certo senso, dunque, si tratta di una coincidenza di date. La presidente della Provincia Sonia Masini «ha incontrato tutti i lavoratori dei vari servizi nei mesi precedenti - aveva detto ancora l’assessore al Lavoro-. Mancava solo l’incontro con il personale dei servizi formazione e lavoro, a causa della compatibilità con i suoi impegni». E oggi (ieri, ndr) poi saranno discussi in giunta «gli interventi dell’assessorato nel campo della formazione sia interna all’ente che esterna». Quindi, con l’incontro, «vogliamo sottolineare l’importanza dei lavoratori e del lavoro fatto in due anni e mezzo su questo versante», aveva concluso l’assessore.


18 aprile 2007 - Comunicato CUB

"I 2,5 miliardi a regime, cioè alla fine della legislatura, messi sul tavolo da Padoa-Schioppa non sono assolutamente sufficienti a ridefinire ammortizzatori sociali e pensioni minime", così Pierpaolo Leonardi Coordinatore nazionale CUB al termine della riunione del tavolo di concertazione.
"Padoa-Schioppa ha anche annunciato che ulteriori risorse potranno venire dai risparmi di spesa, ovvero - sottolinea Leonardi - dai tagli alla pubblica amministrazione, dall’applicazione del memorandum sulla P.A. e dall’accorpamento degli enti previdenziali. Se a questo aggiungiamo la esplicita dichiarazione di Damiano che solo un paio di figure previste dalla Legge 30 (staff leasing e job on call) possono essere abrogate, e non quindi l’intera legge come da noi sempre richiesto, emerge un quadro fosco e a dir poco preoccupante."
Nel suo intervento la CUB ha sottolineato la necessità di individuare ulteriori risorse, di evitare ogni taglio alla pubblica amministrazione che possa minarne la funzionalità al servizio dei cittadini; ha posto l’obbiettivo dell’introduzione del Reddito Sociale Minimo per i precari e disoccupati e l’abrogazione delle Leggi 30 e Treu, nonché il rafforzamento effettivo dei servizi ispettivi per combattere davvero lavoro nero e morti sul lavoro.


18 aprile 2007 - Comunicati RdB CUB

GRAVISSIMA CRISI DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA EX ANNI VERDI
Le RdB-CUB chiedono la immediata gestione da parte delle ASL competenti

Le RdB-CUB apprendono con preoccupazione che il consorzio RI.REI., affidatario senza gara del delicato servizio di assistenza svolto dalla ex Anni Verdi, si sarebbe sciolto.
La nostra organizzazione sindacale aveva già da tempo messo in luce il problema della scarsa solidità del Consorzio, che manifestava diverse difficoltà di gestione e non stava più pagando le retribuzioni al personale. Si pone a questo punto l’urgenza della prosecuzione del servizio stesso, che coinvolge oltre 1000 assistiti e circa 580 lavoratori.
Le RdB-CUB chiedono pertanto alla Regione Lazio e al Prefetto di Roma la gestione immediata del delicato servizio da parte delle competenti ASL. Contemporaneamente richiedono il riassorbimento di tutto il personale da parte delle ASL, come conseguenza della reinternalizzazione del servizio.

EX ANNI VERDI: BATTAGLIA NON INCONTRA RDB-CUB E FAMILIARI
I LAVORATORI DANNO VITA A UN PRESIDIO DI PROTESTA SPONTANEO DAVANTI ALLA REGIONE

Momenti di tensione al presidio spontaneo di circa 100 lavoratori ex Anni Verdi in corso all’esterno dell’Assessorato alla Sanità della Regi one Lazio.
La protesta nasce per l’esclusione delle RdB-CUB e dei familiari degli assistiti dall’incontro sulla crisi del servizio svolto dai lavoratori ex anni verdi, fissato per oggi pomeriggio fra l’Assessorato alla Sanità della Regione Lazio, organizzazioni sindacali, rappresentanti del Consorzio RI.REI ed i Direttori generali di tutte le ASL interessate.
"L’Assessore Battaglia esclude le RdB-CUB ammettendo alla trattativa solo i sindacati che hanno favorito il "regalo" al consorzio RI.REI. e che sono stati più volte sfiduciati dagli stessi lavoratori – dichiara Pio Congi Delle RdB-CUB – La risposta a questo rifiuto la stanno dando con molta chiarezza i lavoratori stessi, che insieme alle RdB chiedono come unica soluzione la immediata reinternalizzazione del servizio".


18 aprile 2007 - Ansa

WELFARE: CUB, RISORSE ASSOLUTAMENTE INSUFFICIENTI

(ANSA) - ROMA, 18 APR - «I 2,5 miliardi a regime, cioè alla fine della legislatura, messi sul tavolo da Padoa-Schioppa non sono assolutamente sufficienti a ridefinire ammortizzatori sociali e pensioni minime». Così Pierpaolo Leonardi, coordinatore nazionale della Cub, commentando l'incontro di oggi a Palazzo Chigi. «Padoa-Schioppa ha anche annunciato - ha aggiunto Leonardi - che ulteriori risorse potranno venire dai risparmi di spesa, ovvero dai tagli alla pubblica amministrazione, dall'applicazione del memorandum sulla pubblica amministrazione e dall'accorpamento degli enti previdenziali. Se a questo aggiungiamo l'esplicita dichiarazione di Damiano che solo un paio di figure previste dalle legge 30 (staff leasing e job on call) possono essere abrogate, e non quindi l'intera legge come da noi richiesto, emerge un quadro fosco e a dir poco preoccupante». Per la Cub, vanno individuate ulteriori risorse, va evitato ogni taglio alla pubblica amministrazione «che possa minarne la funzionalità al servizio dei cittadini; va introdotto il reddito minimo sociale per precari e disoccupati; e vanno rafforzati i servizi ispettivi per combattere lavoro nero e morti sul lavoro».

SANITÀ:RIREI; RDB, ESCLUSI DA INCONTRO CON ASSESSORE

(ANSA) - ROMA, 18 APR - «L'assessore Battaglia esclude le Rbd-Cub ammettendo alla trattativa solo i sindacati che hanno favorito il 'regalò al consorzio Ri.Rei e che sono stati più volte sfiduciati dagli stessi lavoratori». Lo afferma in una nota l'esponente delle Rdb-Cub, Pio Congi, che denuncia l'esclusione dall'incontro di oggi in Regione dei rappresentanti dell'organizzazione sindacale di base e dei familiari degli assistiti dal consorzio subentrato alla ex Anni Verdi onlus. In seguito a questa decisione, rende noto inoltre la Rdb-Cub, un centinaio di lavoratori del consorzio, si sono riuniti in un presidio di protesta sotto la sede dell'assessorato alla Sanità della Regione Lazio, durante il quale, spiegano gli stessi manifestanti, si sarebbero verificati anche momenti di tensione. L'incontro di oggi pomeriggio, tra l'Assessorato alla sanità, le organizzazioni sindacali, i rappresentanti del consorzio Ri.Rei e i direttori generali delle Asl interessate, era stato fissato per discutere del momento di crisi che il consorzio attraversa in seguito ad un'altra manifestazione di protesta che si era svolta ieri a Civitavecchia davanti alla sede Asl RMF. In seguito al presidio attuato questa sera le Rdb sono state invitate, secondo fonti sindacali, ad un altro incontro programmato per domani pomeriggio sempre nella sede dell'Assessorato regionale alla sanità.

SANITÀ:RDB-CUB,SCIOLTO CONSORZIO RIREI, CHIARIMENTO URGENTE

(ANSA) - ROMA, 18 APR - Chiarimenti sul presunto scioglimento del consorzio Ri.Rei., ex 'Anni Verdi«, sono stati chiesti dalle Rappresentanze sindacali di base della Federazione del pubblico impiego, servizi, industria e settore privato aderenti alla Cub (Confederazione Unitaria di Base). Il sindacato ha inviato una lettera all'assessore alla Sanità della Regione Lazio, Augusto Battaglia, e al prefetto di Roma, Achille Serra, chiedendo »un chiarimento urgente in merito alla notizia ufficiosa dello scioglimento del consorzio Ri.Rei ex Anni Verdi«. Secondo quanto si apprende dalla nota diffusa dall'organizzazione sindacale, il consorzio Ri.Rei, »affidatario senza gara del servizio di assistenza svolto dalla ex Anni Verdi onlus« si sarebbe sciolto a causa di una »gravissima crisi« del consorzio stesso che »manifestava diverse difficoltà di gestione e non stava più pagando le retribuzioni al personale«. La Rbd-Cub sottolinea »l'urgenza della prosecuzione del servizio che coinvolge oltre 1000 assistiti e circa 580 lavoratori«. Le Rdb-Cub chiedono »alla Regione Lazio e al Prefetto di Roma la gestione immediata del delicato servizio da parte delle competenti Asl e «il riassorbimento di tutto il personale da parte delle Asl, come conseguenza della reinternalizzazione del servizio».


18 aprile 2007 - Dire

WELFARE. CUB: I FONDI PER GLI AMMORTIZZATORI? NON BASTANO
LE RICHIESTE: VIA LA LEGGE 30 E REDDITO SOCIALE MINIMO.

(DIRE) Roma, 18 apr. - "I 2,5 miliardi a regime, cioe' alla fine della legislatura, messi sul tavolo da Padoa-Schioppa non sono assolutamente sufficienti a ridefinire ammortizzatori sociali e pensioni minime", cosi' Pierpaolo Leonardi coordinatore nazionale Cub al termine della riunione del tavolo di concertazione. "Padoa-Schioppa ha anche annunciato che ulteriori risorse potranno venire dai risparmi di spesa, ovvero- sottolinea Leonardi- dai tagli alla pubblica amministrazione, dall'applicazione del memorandum sulla Pa e dall'accorpamento degli enti previdenziali. Se a questo aggiungiamo la esplicita dichiarazione di Damiano che solo un paio di figure previste dalla Legge 30 (staff leasing e job on call) possono essere abrogate, e non, quindi, l'intera legge come da noi sempre richiesto, emerge un quadro fosco e a dir poco preoccupante". Nel suo intervento la Cub ha sottolineato la necessita' di individuare ulteriori risorse, di evitare ogni taglio alla pubblica amministrazione che possa minarne la funzionalita' al servizio dei cittadini. Ha poi posto l'obbiettivo dell'introduzione del reddito sociale minimo per i precari e disoccupati e l'abrogazione delle Leggi 30 e Treu, nonche' il rafforzamento effettivo dei servizi ispettivi per combattere davvero lavoro nero e morti sul lavoro.


18 aprile 2007 - Omniroma

(OMNIROMA) Roma, 18 apr - «I chiarimenti urgenti chiesti dalle rappresentanze sindacali di base delle Rdb Cub all'assessore regionale Battaglia sul presunto scioglimento del consorzio Ri.Rei, ex Anni Verdi, è giusta e va sostenuta». Lo afferma, in una nota, Peppe Mariani, presidente della commissione Lavoro della Regione Lazio. «Pochi giorni fa avevo denunciato la grave situazione in cui si trovavano i lavoratori del consorzio Ri.Rei - ricorda Mariani - A seguito della requisizione delle strutture della Onlus Anni Verdi, avvenuta su ordinanza del prefetto della Provincia di Roma lo scorso luglio, i lavoratori hanno visto ridimensionati i loro stipendi nei mesi di luglio e agosto e peggiorata sensibilmente la qualità dei servizi che questi dovrebbero prestare. Come se non bastasse, a seguito dell'affidamento da parte dell'assessore alla Sanità al consorzio Ri.Rei delle attività svolte in precedenza da Anni Verdi, i lavoratori si vedono negare il diritto di poter rientrare nel nuovo contratto nazionale della Sanità privata». «Il Consorzio Ri.Rei subentrato alla Onlus Anni Verdi occupa ben 600 lavoratori che, impegnati in attività di assistenza, cura e riabilitazione di persone affette da disabilità sia fisica che psichica, garantiscono un servizio di fondamentale importanza per la nostra Regione - aggiunge Mariani - Per fare chiarezza su questa vicenda ho già presentato un'interrogazione urgente, perché ritengo inammissibile che debbano essere i lavoratori e gli assistiti a dover pagare le lentezze della politica». «Nessun lavoratore deve pagare per i disastri combinati da altri - conclude Mariani - È per questo che condivido e sostengo la richiesta delle Rdb Cub che chiedono al prefetto di Roma e alla Regione Lazio la gestione immediata del delicato servizio da parte delle competenti Asl e il riassorbimento del personale da parte delle Asl. Sulla politica delle esternalizzazioni occorre fare un bilancio serio e cambiare rotta una volta per tutte. Ormai è chiaro: oltre a non procurare risparmi per l'amministrazione pubblica, le esternalizzazioni continuano ad essere uno strumento utile solo per gli interessi dei privati».

ANNI VERDI, RDB-CUB: «BATTAGLIA NON CI AMMETTE A TRATTATIVE»

(OMNIROMA) Roma, 18 apr - «Momenti di tensione al presidio spontaneo di circa 100 lavoratori ex Anni Verdi in corso all'esterno dell'assessorato alla Sanità della Regione Lazio. La protesta nasce per l'esclusione delle Rdb-Cub e dei familiari degli assistiti dall'incontro sulla crisi del servizio svolto dai lavoratori ex anni verdi, fissato per oggi pomeriggio fra l'assessorato alla Sanità della Regione Lazio, organizzazioni sindacali, rappresentanti del Consorzio Ri.Rei ed i direttori generali di tutte le Asl interessate». Lo comunica, in una nota, il sindacato Rdb-Cub. «L'assessore Battaglia esclude le Rdb-Cub ammettendo alla trattativa solo i sindacati che hanno favorito il 'regalò al consorzio Ri.Rei. e che sono stati più volte sfiduciati dagli stessi lavoratori - dichiara Pio Congi delle Rdb-Cub - La risposta a questo rifiuto la stanno dando con molta chiarezza i lavoratori stessi, che insieme alle Rdb chiedono come unica soluzione la immediata reinternalizzazione del servizio».


18 aprile 2007 - Italia Sera

"Ieri mattina si è svolto il presidio di circa 60 dipendenti della ex Anni Verdi - ora del Consorzio Ri.Rei - davanti alla Asl Rmf di Civitavecchia. I lavoratori, la cui mobilitazione è avviata da tempo, già da lunedì avevano presidiato il centro di Santa Severa ricevendo la solidarietà del sindaco Tidei, mentre sono in agitazione anche le sedi romane". E’ quanto si legge in una nota Rdb. "Alle origini della protesta -continua la nota - innanzi tutto il mancato pagamento degli stipendi da parte del Consorzio Ri.Rei, che ha ricevuto l’affido del servizio da parte della Regione Lazio senza gara d’appalto ed evidentemente senza la verifica delle necessarie garanzie finanziare; i lavoratori, unitamente ai familiari degli assistiti, lamentano poi un complessivo scadimento nella qualità del servizio, che ha come destinatari soggetti deboli quali disabili ed anziani. Inoltre, per i mesi di luglio ed agosto 2006, i lavoratori hanno garantito la prosecuzione del servizio completamente in nero, seppur affidati alle rispettive Asl; per questi due mesi richiedono sanatoria urgente, anche perché i lavoratori non dispongono nemmeno della opportuna documentazione per poter presentare la denuncia dei redditi".
"I punti della protesta sono stati esposti al Direttore generale della Asl Rmf Biagini nell’incontro avvenuto ieri mattina con la delegazione delle RdB-CUB - si legge ancora - Il direttore che ha preso atto delle problematiche esposte, ha fatto presente come la scelta della reinternalizzazione non possa essereintra presa dai direttori delle Asl interessate e debba essere valutata con le autorità regionali; per quanto riguarda il pagamento degli stipendi, Biagini ha prospettato una imminente soluzione"."La delegazione RdB ha puntualizzato che anche a fronte del dovuto pagamento degli stipendi si continuerà comunque a rivendicare la reinternalizzazione del servizio, e se il pregresso di luglio agosto non verrà sanato si ricorrerà alla magistratura - conclude la nota - Nel corso del presidio i lavoratori hanno incontrato il candidato Sindaco De Polis, mentre alle 14.30 è previsto l’incontro con il candidato sindaco Moscherini e con rappresentanti delle associazioni degli utenti.Sul problema Ri.Rei è previsto per oggi
un ulteriore incontro fra l’assessore alla Sanità della regione Lazio Augusto Battaglia, i rappresentanti del Consorzio ed i Direttori generali di tutte le Asl interessate".


18 aprile 2007 - Civonline

«Il Commissario usa due pesi e due misure»
Dura reazione del Comitato dei Precari del Comune e dei sidacati Rdb, Dicap Sulpm e Uil Fpl alla mancata proroga dei lavoratori. «Ci sentiamo presi in giro: negato il rinnovo perché spetta al Sindaco. Ma per Cerami non dovrebbe essere lo stesso?». Moscherini scrive alla Iurato, appello di La Camera (An)

Civitavecchia - «Ci riteniamo presi in giro dal comportamento del Commissario Iurato che usa due pesi e due misure diverse a secondo l’importanza delle tematiche e delle persone». Così il Comitato Lavoratori Precari del Comune, insieme alle Organizzazioni Sindacali Rdb-Cub Enti Locali e Dicap-Sulpm Polizia Municipale insorge alla notizia della decisione del Pincio di stipulare un contratto con Vincenzo Cerami come direttore artistico del Traiano e, nel contempo, di rifiutare la proroga al 31 dicembre proposta dai sindacati per i lavoratori a collaborazione, a progetto e a tempo determinato. Secondo le sigle tale rifiuto sarebbe stato motivato con l’impossibilità per il Commissario di prorogare oltre il proprio mandato cosa che però, scrivono i sindacati, non vale evidentemente per il direttore artistico la cui collaborazione scadrà tra 12 mesi. Per questo i sindacati e i precari si appellano «a tutti i candidati a Sindaco per invitare il Commissario Straordinario a prorogare fino al 31 Dicembre in modo da gestire meglio la trasformazione in contratti a tempo determinato e l’eventuale piano di stabilizzazione previsto nella Legge Finanziaria 2007». A rispondere subito all’appello il candidato del Patto per la Città Gianni Moscherini che ha scritto alla guida del Pincio. «A questo punto - scrive Moscherini - mi aspetto che se è stato garantito Cerami, stessa sorte riguardi anche i lavoratori a tempo determinato». Appello sindacale anche dal segretario del Gau Uil Fpl Fabio Napoleoni secondo cui «dopo anni di precariato il personale rischia di uscire dal mondo del lavoro e perdere l’unico sostentamento di vita per la considerazione superficiale che l’Amministrazione Comunale attribuisce a questo problema».
Infine sulla vicenda interviene anche l’esponente di Alleanza Nazionale Claudio La Camera, secondo il quale il commissario ha assunto una decisione che «inevitabilmente condizionerà anche la prossima amministrazione, anche perché – afferma - ritengo che l’Ufficio Cultura, come tutti riconoscono, sia perfettamente in grado di stilare il cartellone della stagione teatrale e di gestire al meglio il Traiano, in attesa delle scelte che possono essere compiute solo da una amministrazione eletta dai cittadini. Quanto al compenso previsto di 12 mila euro, vista la disponibilità data da Cerami già alla precedente giunta di collaborare a titolo gratuito, forse sarebbe stato bene utilizzare quei soldi per dare maggiore tranquillità ai tanti precari».


17 aprile 2007 - Comunicato RdB CUB

E’ ancora in corso il presidio svolto da circa 60 dipendenti della ex Anni Verdi – ora del Consorzio RI.REI – alla ASL RMF di Civitavecchia.
I lavoratori, la cui mobilitazione è avviata da tempo, già da ieri avevano presidiato il centro di Santa Severa ricevendo la solidarietà del Sindaco Tidei, mentre sono in agitazione anche le sedi romane.
Alle origini della protesta innanzi tutto il mancato pagamento degli stipendi da parte del Consorzio RI.REI, che ha ricevuto l’affido del servizio da parte della Regione Lazio senza gara d’appalto ed evidentemente senza la verifica delle necessarie garanzie finanziare; i lavoratori, unitamente ai familiari degli assistiti, lamentano poi un complessivo scadimento nella qualità del servizio, che ha come destinatari soggetti deboli quali disabili ed anziani . Inoltre, per i mesi di luglio ed agosto 2006, i lavoratori hanno garantito la prosecuzione del servizio completamente in nero, seppur affidati alle rispettive ASL; per questi due mesi richiedono sanatoria urgente, anche perché i lavoratori non dispongono nemmeno della opportuna documentazione per poter presentare la denuncia dei redditi.
I punti della protesta sono stati esposti al Direttore generale della ASL RMF Biagini nell’incontro avvenuto in mattinata con la delegazione delle RdB-CUB. Il Direttore che ha preso atto delle problematiche esposte, ha fatto presente come la scelta della reinternalizzazione non possa essere intrapresa dai Direttori delle ASL interessate e debba essere valutata con le autorità regionali; per quanto riguarda il pagamento degli stipendi, Biagini ha prospettato una imminente soluzione.
La delegazione RdB ha puntualizzato che anche a fronte del dovuto pagamento degli stipendi si continuerà comunque a rivendicare la reinternalizzazione del servizio, e se il pregresso di luglio agosto non verrà sanato si ricorrerà alla magistratura.
Nel corso del presidio i lavoratori hanno incontrato il candidato Sindaco De Polis, mentre alle 14.30 è previsto l’incontro con il candidato Sindaco Moscherini e con rappresentanti delle associazioni degli utenti.
Sul problema RI.REI è previsto per domani un incontro fra l’Assessore alla Sanità della Regione Lazio Augusto Battaglia, i rappresentanti del Consorzio ed i Direttori generali di tutte le ASL interessate.
Le RdB, a fianco dei lavoratori, annunciano il proseguimento della mobilitazione in tutti i centri gestiti dal Consorzio RI.REI..


17 aprile 2007 - Omniroma

ANNI VERDI, RDB: «PRESIDIO LAVORATORI ALLA ASL DI CIVITAVECCHIA»

(OMNIROMA) Roma, 17 apr - «È in corso il presidio svolto da circa 60 dipendenti della ex Anni Verdi - ora del Consorzio Ri.Rei - alla Asl Rmf di Civitavecchia. I lavoratori, la cui mobilitazione è avviata da tempo, già da ieri avevano presidiato il centro di Santa Severa ricevendo la solidarietà del sindaco Tidei, mentre sono in agitazione anche le sedi romane». È quanto si legge in una nota Rdb. «Alle origini della protesta - continua la nota - innanzi tutto il mancato pagamento degli stipendi da parte del Consorzio Ri.Rei, che ha ricevuto l'affido del servizio da parte della Regione Lazio senza gara d'appalto ed evidentemente senza la verifica delle necessarie garanzie finanziare; i lavoratori, unitamente ai familiari degli assistiti, lamentano poi un complessivo scadimento nella qualità del servizio, che ha come destinatari soggetti deboli quali disabili ed anziani. Inoltre, per i mesi di luglio ed agosto 2006, i lavoratori hanno garantito la prosecuzione del servizio completamente in nero, seppur affidati alle rispettive Asl; per questi due mesi richiedono sanatoria urgente, anche perché i lavoratori non dispongono nemmeno della opportuna documentazione per poter presentare la denuncia dei redditi». «I punti della protesta sono stati esposti al Direttore generale della Asl Rmf Biagini nell'incontro avvenuto in mattinata con la delegazione delle RdB-CUB - si legge ancora - Il direttore che ha preso atto delle problematiche esposte, ha fatto presente come la scelta della reinternalizzazione non possa essere intrapresa dai direttori delle Asl interessate e debba essere valutata con le autorità regionali; per quanto riguarda il pagamento degli stipendi, Biagini ha prospettato una imminente soluzione». «La delegazione RdB ha puntualizzato che anche a fronte del dovuto pagamento degli stipendi si continuerà comunque a rivendicare la reinternalizzazione del servizio, e se il pregresso di luglio agosto non verrà sanato si ricorrerà alla magistratura - conclude la nota - Nel corso del presidio i lavoratori hanno incontrato il candidato Sindaco De Polis, mentre alle 14.30 è previsto l'incontro con il candidato sindaco Moscherini e con rappresentanti delle associazioni degli utenti. Sul problema Ri.Rei è previsto per domani un incontro fra l'assessore alla Sanità della Regione Lazio Augusto Battaglia, i rappresentanti del Consorzio ed i Direttori generali di tutte le Asl interessate».


17 aprile 2007 - La Provincia di Civitavecchia

S. Severa. Ieri i lavoratori della Struttura ex anni verdi hanno presidiato la Sede. oggi Sit-in Sotto la ASL di Civitavecchia
Senza stipendio, protestano i dipendenti Ri.Rei.
Affissi striscioni contro il presidente della Regione , Piero Marrazzo: «Da mi manda Rai tre a chi l’ha visto»

Santa Severa – I dipendenti della struttura assistenziale già gestita dalla onlus anni verdi sono scesi in strada, ieri mattina, per protestare contro il consorzio ri.rei., che ha avuto in gestione la struttura direttamente dalla asl rMF. Motivo dell’agitazione è stato il mancato pagamento della retribuzione del mese di marzo, ieri non ancora liquidata. per sensibilizzare la città i lavoratori hanno affisso degli striscioni mediante i quali puntano il dito contro il presidente della regione Marrazzo e l’assessore alla Sanità Battaglia. i dipendenti del consorzio continueranno la loro forma di protesta, consistente in un pacifico sit-in: ieri di fronte la struttura di via dei normanni, oggi sotto la sede della asl a civitavecchia. ciò fino a che non otterranno risposte concrete. Secondo il rappresentante sindacale di RdB CUB, presente con i lavoratori: «il problema della mancanza di serietà nella gestione della struttura si ripresenta con le stesse caratteristiche di un anno fa. Abbiamo più volte sottolineato che l’assegnazione della gestione ad un consorzio, effettuata peraltro senza gara, non ha spostato il problema. nel capitolato – continua il sindacalista – era prevista la garanzia di autosufficienza finanziaria del consorzio almeno pari ad un anno di gestione. oggi siamo qui a protestare perché quell’autosufficienza non esiste». i lavoratori si dicono preoccupati: «Se non fossero state necessarie delle solide basi finanziarie anche noi lavoratori avremmo potuto costituirci in cooperativa e prendere in gestione il complesso, continuando a fare il lavoro che sappiamo fare». a prestare la sua solidarietà ai lavoratori in lotta, il consigliere comunale angelo grimaldi che ha dichiarato di voler presentare un’interrogazione urgente per «far schierare anche l’amministrazione comunale a fianco dei lavoratori al fine di tutelare i loro diritti e conservare viva una struttura assistenziale che svolge un’importante funzione sociale».


17 aprile 2007 - Il Tempo

Santa Severa I 65 dipendenti dell’ex associazione chiedono stipendio e contratto
Anni Verdi scende in piazza
di GIAMPIERO BALDI

SANTA SEVERA - Da due giorni, i dipendenti dell'ex associazione Anni Verdi, hanno allestito un sit-in di protesta, per portare all'attenzione dell'assessore regionale alla Sanità Battaglia e all'amministrazione comunale, il grave disagio che stanno vivendo i lavoratori di Santa Severa, dopo essere stati "trasferiti" dalla onlus del presidente Lancillotti alla cooperativa Ri.Rei.che attualmente gestisce la struttura che assiste i ragazzi portatori di handicap. Il motivo che ha costretto i 65 dipendenti a dar vita a questa forma di protesta, è indicato in un comunicato che le Rappresentanze Sindacali di Base hanno emesso ieri. «Sono due i motivi che ci spingono a scendere in piazza contro la Ri.Rei. - si legge nel documento - il primo è relativo al pagamento dello stipendio di marzo, che ci era stato promesso sarebbe avvenuto entro il 14 aprile ma che la Ri.Rei, nello stesso giorno di scadenza, ci comunicava che le competenze saranno pagate a data da destinarsi. Inoltre da quando siamo stati assunti dal consorzio con un contratto a tempo indeterminato con riserva all'affidamento definitivo del servizio da parte della Regione, non ci è stato ancora fatto il contratto e assegnati i relativi livelli di inquadramento. Siamo stati accusati di dare un basso livello di assistenza, niente di più falso, visto che il problema è da ricercare nella qualità del servizio, che non ha più attività ricreative per i disabili». Ieri pomeriggio, il sindaco Tidei, saputo del sit-in è andato a far visita ai lavoratori. «Vedo che le cose con il consorzio vanno male - ha detto il primo cittadino ai dipendenti e ai cronisti presenti - ed ho chiesto all'assessore Battaglia di fare una convenzione con il Comune per trasferire i lavoratori nella Multiservizi. Noi siamo pronti ad assumervi, qualora dalla Regione arrivi una risposta positiva. La prossima settimana, incontrerò il Commissario della Asl Bigini, per risolvere la vertenza dei lavoratori delle pulizie, che il 30 aprile rischiano il licenziamento».


16 aprile 2007 - Comunicato RdB CUB P.I. Comune di Firenze

Firenze. Protesta lavoratori Nidi
Questo pomeriggio si è tenuto nuovamente in concomitanza con il Consiglio Comunale un presidio dei lavoratori degli asili nido per rivendicare il diritto alle sostituzioni, il completamento dell'organico attraverso la stabilizzazione dei lavoratori precari e lo scorrimento delle graduatorie, per rivendicade un servizio di qualità per tutti i bambini e le bambine.
Ancora una volta l'Amministrazione Comunale ha dimostrato la propria insensibilità ai problemi dei lavoratori e delle lavoratrici ed ai problemi del servizio, anzi ha addirittura militarizzato il Consiglio Comunale e per ordine del Presidente Croccolini ha impedito l'accesso alla riunione del Consiglio ai lavoratori, trasformando di fatti la riunione consiliare in riunione a porte chiuse, alla faccia della democrazia e della partecipazione.
Ancora una volta i politici del centrosinistra che amministrano la nostra città, hanno dimostrato la loro totale lontananza ed estraneità ai problemi che emergono dal mondo del lavoro. Prima hanno militarizzato il consiglio per impedire l'accesso ai lavoratori precari che rivendicavano il diritto alla stabilità, oggi hanno impedito l'accesso al consiglio ai propri collaboratori che garantiscono la quotidiana erogazione di un servizio come quello degli Asili Nido, del quale l'Assessore Lastri si riempie spesso a sproposito la bocca.
Ma non ci fermeranno perchè la nostra lotta continuerà, ed in caso di man cate risposte sfocerà il giorno 4 maggio 2007 nello Sciopero dell'intera giornata di tutto il personale degli asili nido.

16 aprile 2007 - Comunicato RdB CUB Salerno

Costituzione comitato discontinui vigili del fuoco Salerno

Il giorno 13 aprile 2007 nella sede di via zara, 32 a Salerno si sono riuniti i lavoratori precari denominati "discontinui’’ del Comando provinciale Vigili del Fuoco di Salerno.
Motivo dell’incontro è stato la costituzione di un comitato di lotta per contrastare questo stato di precarietà e di disagio lavorativo che, oramai da tempo, viene utilizzato dal governo per porre rimedio all’attuale grave carenza di organico dei vigili del fuoco.
Un contratto a 20 giorni che per molti di loro, che già da anni vivono questa situazione, rappresenta un impedimento a crearsi un futuro, una famiglia, avere una vita normale come tutti niente di più.
Intanto, questo utilizzo vergognoso, li rende vulnerabili dal lato della sicurezza poiché il lavoro dei vigili del fuoco è fatto di momenti addestrativi, ma il grosso della professionalità si chiama "esperienza lavorativa’’ che si acquisisce giorno dopo giorno, intervento dopo intervento, con un servizio h24 che da secoli li vede affrontare incendi, crolli, alluvioni, incidenti e ogni emergenza. Mai un intervento è uguale ad un altro.
Ebbene i "discontinui’’ con il loro lavoro periodico oltre a non avere questa possibilità, non sono nemmeno messi in condizioni di effettuare un mantenimento attraverso momenti addestrativi.
La partecipazione alla discussione si è sviluppata con impegno, entusiasmo e l’urgenza di dire basta a questo stato di vessazione in cui viene mortificata la dignità della persona e del lavoratore.
Alla fine del dibattito è stato eletto all’unanimità per alzata di mano, un coordinamento costituito di 7 lavoratori precari che si faranno carico di organizzare l’attività del comitato che come obiettivi si pone:
> la stabilizzazione dei discontinui - assunzione a tempo indeterminato
> Il miglioramento delle condizioni di lavoro nel Comando di Salerno
> La trasparenza nella gestione dei richiami


15 aprile 2007 - La Nazione

asili nido. I lavoratori protestano con un presidio in Palazzo Vecchio

Firenze - SECONDO PRESIDIO in consiglio comunale dei lavoratori degli asili nido che, domani alle 16.30, saranno a manifestare in piazza della Signoria.
Ad organizzare la protesta, la Rdb/Cub, i Cobas e la Cisl del Comune. «Cercheremo di entrare nel Salone de’ Duecento, sperando non ci buttino fuori dopo poco, come successe due settimane fa», fa sapere Stefano Cecchi della Rdb/Cub del Comune. «Purtroppo – aggiunge, - non abbiamo alternative, dato che per ora non ci sono state aperture da parte dell’amministrazione. Se continua così, ai primi di maggio scenderemo in piazza anche coi bambini e i loro genitori. Qui infatti è a rischio un servizio che riguarda tutti». In particolare, i lavoratori chiedono che siano assicurate le sostituzioni («Per non alterare il rapporto maestri- bambini e non abbassare la qualità del servizio», chiosa Cecchi) e rivendicano un certo numero di assunzioni. «Il 20% dei lavoratori del settore è precario», ricorda il sindacalista, rimarcando che «finora, gli incontri col Comune sono stati inconcludenti, dato che i nostri amministratori si difendono tirando in ballo i soliti problemi di bilancio. Invitiamo ancora i genitori a sostenerci durante il presidio»

SOSPESA OCCUPAZIONE RDB-CUB ALLA REGIONE LAZIO
Ottenuto dall’Assessore l’impegno a provvedimenti per stabilizzazione di tutti i precari della sanità laziale

Roma, h.19 - Le RdB-CUB hanno interrotto l’occupazione della sala riunioni al 7° piano della Regione Lazio iniziata questa mattina, e sostenuta dalla protesta dei lavoratori precari della sanità che si erano incatenati ai cancelli di via Rosa Raimondi Garibaldi.
A seguito della protesta, la delegazione delle RdB ha incontrato l’Assessore Augusto Battaglia ed ottenuto l’impegno a portare nell’imminente incontro fissato per il 19 aprile, a cui parteciperà anche il Direttore Generale della ASL RMH, provvedimenti tecnici che avviino un percorso di stabilizzazione per tutti i precari della sanità laziale.
All’occupazione e all’ incontro odierno con Battaglia ha partecipato anche il Presidente della Commissione lavoro Giuseppe Mariani, al terzo giorno di sciopero della fame per ottenere la convocazione di un Consiglio straordinario sulla precarietà nel Lazio.
Le RdB-CUB considerano la mobilitazione odierna come un passo importante per riaprire le possibilità di soluzione per i precari della ASL RMH, che rappresentano emblematicamente una delle tante contraddizioni contenute nell’accordo sul precariato in sanità siglato da cgil cisl e uil.
Le RdB-CUB verificheranno al tavolo del 19 la concretezza delle soluzioni proposte dall’Assessore ed hanno indetto per la stessa giornata un presidio dei lavoratori precari presso la sede della Regione.

Comunicato del 12 aprile 2007 

PROSEGUE OCCUPAZIONE RDB ALLA REGIONE LAZIO

Roma, h.14,50 - La delegazione delle RdB-CUB prosegue nell’occupazione di una sala riunioni al 7° piano della Regione, mentre i lavoratori precari della sanità rimangono incatenati ai cancelli di via Rosa Raimondi Garibaldi.
La protesta si è avviata sul problema dei precari della ASL RMH, esclusi dal processo di stabilizzazione, e prosegue a causa della mancanza di una convocazione da parte dell’Assessore Battaglia di un tavolo in cui si affronti concretamente la stabilizzazione di tutti i lavoratori precari della sanità.
Insieme alla delegazione è presente il Presidente della Commissione lavoro Giuseppe Mariani, al terzo giorno di sciopero della fame per ottenere la convocazione di un Consiglio straordinario sulla precarietà nel Lazio.

PRECARI SANITA’ DEL LAZIO: LAVORATORI SI INCATENANO ALLA CANCELLATA DELLA REGIONE
Intanto una delegazione delle RdB occupa la sala riunioni al 7° piano per poter incontrare l’Assessore Battaglia sul problema della stabilizzazione di tutti i precari della sanità

Roma, h.12,10 - Un gruppo di lavoratori precari della ASL RMH si è da poco incatenato alla cancellata dell’ingresso principale della Regione Lazio, in via Rosa Raimondi Garibaldi, mentre una delegazione delle RdB-CUB ha occupato una sala riunioni al 7°piano dell’edificio della Regione per poter incontrare l’Assessore alla Sanità Battaglia.
La forte iniziativa di protesta prende avvio dalla vicenda dei lavoratori precari della ASL RMH, che dopo aver garantito per anni i servizi della ASL dei Castelli Romani ed essere stati formati come Operatori Socio Sanitari a spese della Regione, rischiano di rimanere esclusi dal processo di stabilizzazione regionale derivante dagli accordi siglati con CGIL, CISL e UIL.
Le RdB/CUB ed i lavoratori precari del Lazio, in piazza da oltre cinque anni contro il precariato, esprimono così la loro ferma contrarietà alle decisioni, parziali e di facciata, che questa Giunta ha assunto sul precariato. Considerato che l’organico della ASL RM/H prevede un numero maggiore di OSS e che in sede di concordamento del budget 2006 sono stati stanziati i fondi necessari, si richiede all’assessore alla Sanità di assumere precise responsabilità nei confronti del personale precario della ASL RMH, stabilizzando tutti i precari ed evitando "guerre tra poveri".


12 aprile 2007 - Omniroma

REGIONE, PRECARI ASL RMH CHIEDONO VERTICE CON BATTAGLIA

(OMNIROMA) Roma, 12 apr - I lavoratori di Rdb/Cub della Asl RmH, che hanno simbolicamente occupato la sala riunioni dell'assessorato regionale al Bilancio, attendono un impegno formale dell'assessore alla Sanità, Augusto Battaglia, a riceverli giovedì prossimo, insieme con il direttore generale della Asl Luciano Mingiacchi, per discutere della stabilizzazione dei precari. Con loro al settimo piano della sede della giunta, il presidente della commissione Lavoro, Giuseppe Mariani, al terzo giorno di sciopero della fame per chiedere che venga convocato un Consiglio straordinario sul precariato. «Quella della sanità è solo un aspetto del problema - dichiara - I precari in Regione sono centinaia e occupano posizioni fondamentali per il normale svolgimento della pubblica amministrazione». Prosegue intanto in strada il presidio della Rdb/Cub.

REGIONE, PRECARI ASL RMH OCCUPANO ASSESSORATO SANITÀ

(OMNIROMA) Roma, 12 apr - In attesa di essere ricevuta dall'assessore regionale alla Sanità, Augusto Battaglia, la delegazione dei lavoratori della Asl RmH ha occupato gli uffici dell'assessorato. Intanto, tre persone si sono incatenate alla cancellata del palazzo della Regione, dove è in corso il presidio della RdB/Cub per chiedere l'assunzione e la stabilizzazione dei precari.
La protesta è iniziata questa mattina quando una ventina di precari della Asl RmH si sono ritrovati sotto la sede della Regione per chiedere l'assunzione e la stabilizzazione. «Le contraddizioni che l'accordo siglato con Cgil, Cisl e Uil evidenzia - spiega Emilia Polzella, della Rdb/Cub - rischiano di trasformare molti precari in disoccupati. La vicenda dei precari della Asl RmH è emblematica: hanno lavorato come ausiliari per anni, sono stati formati come operatori socio sanitari a spese della Regione, sono in graduatoria alla Asl dei Castelli romani ma molti di loro rischiano di non essere stabilizzati». Il sindacato sottolinea, inoltre, che l'organico della Asl RmH prevede un numero maggiore di operatori socio sanitari e che sono stati già stanziati i fondi necessari per la loro assunzione. «Occorre un consiglio straordinario sul precariato - conclude la Polzella - che rimetta al centro della discussione politica tempi, modi e soluzioni».

Appuntamenti

......
La Rdb/Cub Roma e Lazio organizza presidio di protesta dei precari della Asl Rm/H che rischiano di rimanere esclusi dalle procedure di stabilizzazione. All'iniziativa sarà presente anche il presidente della commissione Lavoro, Peppe Mariani, che sta attuando uno sciopero della fame nell'intento di ottenere un consiglio straordinario sulla precarietà. Regione Lazio, via C. Colombo (ore 10)


12 aprile 2007 - Ansa

LAVORO: RDB; PRECARI SANITÀ INCATENATI CANCELLO REGIONE

(ANSA) - ROMA, 12 APR - Un gruppo di lavoratori precari della Asl Rmh si è da poco incatenato alla cancellata dell'ingresso principale della Regione Lazio, in via Rosa Raimondi Garibaldi, mentre una delegazione delle RdB-CUB ha occupato una sala riunioni al settimo piano dell'edificio della Regione per poter incontrare l'Assessore alla Sanità Battaglia. Lo rende noto un comunicato delle Rdb. «La forte iniziativa di protesta - informa il comunicato - prende avvio dalla vicenda dei lavoratori precari della Asl Rmh, che dopo aver garantito per anni i servizi della Asl dei Castelli Romani ed essere stati formati come Operatori Socio Sanitari a spese della Regione, rischiano di rimanere esclusi dal processo di stabilizzazione regionale derivante dagli accordi siglati con Cgil, Cisl e Uil». Le RdB-Cub ed i lavoratori precari del Lazio, in piazza da oltre cinque anni contro il precariato, esprimono così la loro «ferma contrarietà alle decisioni, parziali e di facciata, che questa Giunta ha assunto sul precariato. Considerato che l' organico della Asl RmH prevede un numero maggiore di OSS e che in sede di concordamento del budget 2006 sono stati stanziati i fondi necessari, si richiede all'assessore alla Sanità di assumere precise responsabilità nei confronti del personale precario della Asl RmH, stabilizzando tutti i precari ed evitando 'guerre tra poveri' ».


11 aprile 2007 - Comunicato RdB CUB

Regione Lazio. DALLE RDB-CUB SOSTEGNO ALLA PROTESTA DEL PRESIDENTE MARIANI

Le RdB-CUB esprimono il loro forte sostegno alla protesta del Presidente della Commissione Lavoro e pari opportunità Giuseppe Mariani, da ieri in sciopero della fame.
Il Presidente Mariani , facendo sue le istanze dei precari e dei LSU che con le RdB-CUB rivendicano da tempo misure atte alla stabilizzazione di tutti i precari del Lazio, già dallo scorso 21 marzo si era fatto promotore presso la Presidenza della Regione della richiesta di convocazione di un Consiglio straordinario sulla precarietà, raccogliendo l’adesione di numerosi Consiglieri.
Le RdB-CUB, che per ottenere il Consiglio straordinario hanno svolto nel dicembre 2006 un presidio di fronte alla Regione Lazio, ed hanno messo la precarietà al centro dello sciopero del Pubblico Impiego dello scorso 30 marzo, ribadiscono che la lotta contro il lavoro precario deve diventare un tema prioritario anche per il governo regionale.


11 aprile 2007 - Il Mattino di Padova

NUOVE ASSUNZIONI
Precari del Comune, raggiunto l’accordo

Padova - Precari: accordo raggiunto a palazzo Moroni anche tra amministrazione e Cobas, dopo la firma del protocollo con Cgil, Cisl e Uil per la stabilizzazione dei lavoratori a tempo determinato che lavorano in Comune. In pratica, l’apporto dei sindacalisti di base è servito a «rimodulare» i termini per le 64 assunzioni previste nel 2007, dando la precedenza ai lavoratori precari con maggiore anzianità di servizio, privilegiando quindi l’esperienza di chi svolge la sua mansione da diversi anni. Qualche passo in avanti sarà fatto anche per i «co.co.co.», i lavoratori in collaborazione coordinata e continuativa che a palazzo Moroni sono circa 300. Ovviamente non tutti potranno essere assunti, ma potrebbero esserci per loro passi in avanti dal punto di vista contrattuale. In ogni caso ogni nuova assunzione anche a tempo determinato effettuata da palazzo Moroni verrà fatta utilizzando contratti triennali, in modo da garantire una stabilità minima ai lavoratori. Nei mesi scorsi il sindacato Adl Cobas si era più volte interessato alla sitazione dei precari.


7 aprile 2007 - La Nazione

Firenze. PROSEGUE la protesta degli assistenti bagnanti e degli istruttori di nuoto della piscina Costoli...

Firenze - PROSEGUE la protesta degli assistenti bagnanti e degli istruttori di nuoto della piscina Costoli. La trentina di lavoratori precari della piscina ha organizzato un presidio davanti all’ingresso di viale Paoli. Motivo della protesta l’intenzione del Comune di affidare ad una cooperativa il servizio di assistenza bagnanti per la stagione estiva.
Se infatti ancora l’esternalizzazione non è ufficiale, in quanto la gara non è stata pubblicata, secondo i lavoratori e le Rappresentanze Sindacali di Base, la decisione è ormai già stata presa. «Nell’ultimo incontro che abbiamo avuto – spiega Stefano Cecchi delle Rdb-Cub – i rappresentanti dell’amministrazione comunale ci hanno in sostanza confermato che l’esternalizzazione ci sarà. Contrariamente a quanto ci avevano garantito un anno fa l’assessore Eugenio Giani e il direttore dei servizi sportivi Luigi Francalanci». In particolare, i lavoratori sono preoccupati per la riduzione degli organici. «Si passerà da 18 a 13 posti di lavoro e questo – dichiara Marco De Luca, istruttore della piscina Costoli, mette a rischio la sicurezza dei bagnanti e la qualità del servizio». «Senza contare – aggiunge De Luca – che lavoreremo più ore, per due soldi e magari pagati ogni 3 mesi, come accade alla piscina di San Marcellino». A sostenere la protesta anche Ornella De Zordo, capogruppo in Comune di Unaltracittà/unaltromondo, che spiega: «Sono qui perché condivido la protesta dei lavoratori, ma anche per un motivo più generale. Non è ammissibile che un Comune, che è di centro-sinistra, segua una politica di esternalizzazioni, che ritengo dannosa e pericolosa».(Mo.Pi.)

6 aprile 2007 - Dire

PROVINCIA PARMA. STOP AL PRECARIATO, DA MAGGIO LE ASSUNZIONI
SIGLATO OGGI L'ACCORDO COI SINDACATI

(DIRE) Parma, 6 apr. - Stop al precariato per 154 collaboratori della Provincia di Parma. L'ente, infatti, e'- a partire da oggi- tra i primi a stabilizzare il proprio personale. L'intesa, gia' approvata nei giorni scorsi dal consiglio provinciale, e' stata presentata oggi da Provincia e sindacati. Con questo provvedimento l'ente di piazzale della Pace intende dare un contributo per superare la precarieta' e aumentare la qualita' del lavoro. "E' un passo importante per la Provincia- dice Vincenzo Bernazzoli, presidente della Provincia di Parma- che in questi anni ha fatto i conti con il blocco delle assunzioni. L'accordo di oggi valorizza il percorso di questi lavoratori, mette a frutto la loro esperienza e permette all'ente di continuare ad avvalersi della loro professionalita'. Si tratta di un'intesa all'avanguardia, tra le prime in Italia, che riconferma come la Provincia di Parma presti molta attenzione a questi temi". E' "una giornata importante- spiega Emanuele Conte, assessore provinciale al Personale- l'accordo arriva dopo anni difficili per la pubblica amministrazione in materia di assunzioni, dovuti soprattutto ai tagli nazionali. L'intesa e' stata resa possibile dalla nuova legge finanziaria e grazie alla positiva collaborazione instaurata con i sindacati". Soddisfazione e' stata espressa dalle organizzazioni sindacali presenti oggi (Cgil, Cisl, Uil, Rdb) che hanno sottolineato come l'accordo rappresenti un segnale innovativo sul tema della stabilizzazione del lavoro ed un esempio al quale sara' possibile guardare da parte di altre realta'. Il provvedimento dispieghera' da subito i propri effetti. Gia' da maggio saranno operativi i primi inserimenti dei dipendenti a tempo determinato. Le procedure avverranno in tempi rapidi anche grazie al fatto che era stato previsto per tempo l'inserimento in pianta organica delle nuove figure. I dipendenti precari della Provincia sono infatti 154 (su un totale di circa 650), di cui 38 a tempo determinato. Fra questi, i 19 che hanno 3 anni di anzianita' e hanno gia' superato le prove di concorso pubblico previste per l'ingresso in un ente pubblico passeranno automaticamente a tempo indeterminato. Gli altri 19 con lo stesso contratto, che non hanno superato entrambe le prove, saranno stabilizzati nell'arco del 2008, dopo aver superato le prove concorsuali mancanti. Sono gia' stati predisposti modi e tempi per la trasformazione dei contratti e per l'indizione dei concorsi. Per il personale con contratto di collaborazione coordinata e continuativa da almeno un anno, inoltre, e' prevista gia' dal 2008 la possibilita' di passare a tempo determinato previa selezione e per cinque di questi, gia' inseriti nelle graduatorie, si concretizza la possibilita' di essere assunti a tempo indeterminato. Altre agevolazioni riguardano i collaboratori con altri contratti atipici.


6 aprile 2007 - Prima

PARMA: PRESENTATA L’INTESA CHE STABILIZZA I LAVORATORI PRECARI DELLA PROVINCIA

(PRIMA) PARMA - Parma è la prima Provincia in Italia a stabilizzare il proprio personale precario. L’intesa, già approvata nei giorni scorsi dal Consiglio provinciale, è stata presentata oggi da Provincia e sindacati.
La decisione anticipa la circolare del Dipartimento della Funzione Pubblica.
Con questo provvedimento la Provincia di Parma intende dare un contributo per superare la precarietà e aumentare la qualità del lavoro, un segnale nell’interesse dei lavoratori, in particolare giovani, ma anche del mondo delle imprese. "E’ un passo importante per la Provincia – ha detto Vincenzo Bernazzoli, presidente della Provincia di Parma – che in questi anni ha fatto i conti con il blocco delle assunzioni. L’accordo di oggi valorizza il percorso di questi lavoratori, mette a frutto la loro esperienza e permette all’ente di continuare ad avvalersi della loro professionalità. Si tratta di un’intesa all’avanguardia, tra le prime in Italia, che riconferma come la Provincia di Parma presti molta attenzione a questi temi. Per questo voglio ringraziare le organizzazioni sindacali per la collaborazione. Questo progetto è anche un segnale per la nostra comunità, dopo anni segnati da una larghissima diffusione del precariato". "E’ una giornata importante – ha detto Emanuele Conte, assessore provinciale al personale – l’accordo arriva dopo anni difficili per la pubblica amministrazione in materia di assunzioni, dovuti soprattutto ai tagli nazionali. L’intesa è stata resa possibile dalla nuova legge finanziaria e grazie alla positiva collaborazione instaurata con i sindacati. Stabilizzare il lavoro vuol dire dare più dignità ai lavoratori, che in questi anni hanno contribuito in modo decisivo allo sviluppo del nostro ente". Grande soddisfazione per l’accordo è stato espresso dalle organizzazioni sindacali presenti oggi (Cgil, Cisl, Uil, Rdb) che hanno sottolineato come l’accordo rappresenti un segnale innovativo sul tema della stabilizzazione del lavoro ed un esempio al quale sarà possibile guardare da parte di altre realtà. Il provvedimento dispiegherà da subito i propri effetti. Già da maggio saranno operativi i primi inserimenti dei dipendenti a tempo determinato. Le procedure avverranno in tempi celeri anche grazie al fatto che era stato previsto per tempo l’inserimento in pianta organica delle nuove figure.
I dipendenti precari della Provincia sono infatti 154 (su un totale di circa 650), di cui 38 a tempo determinato. Fra questi, i 19 che hanno 3 anni di anzianità e hanno già superato le prove di concorso pubblico previste per l’ingresso in un ente pubblico passeranno automaticamente a tempo indeterminato. Gli altri 19 con lo stesso contratto, che non hanno superato entrambe le prove, saranno stabilizzati nell’arco del 2008, dopo aver superato le prove concorsuali mancanti. Il provvedimento è stato reso possibile dalla Legge Finanziaria per il 2007 e la Provincia di Parma è tra i primi in Italia ad avvalersi di questa possibilità. Sono già stati predisposti modi e tempi per la trasformazione dei contratti e per l’indizione dei concorsi. Per il personale con contratto di collaborazione coordinata e continuativa da almeno un anno, inoltre, è prevista già dal 2008 la possibilità di passare a tempo determinato previa selezione e per cinque di questi, già inseriti nelle graduatorie, si concretizza la possibilità di essere assunti a tempo indeterminato. Altre agevolazioni riguardano i collaboratori con altri contratti atipici, sempre nel segno del riconoscimento dell’esperienza lavorativa svolta, e con l’obiettivo di agevolarne l’inserimento nell’ente.


5 aprile 2007 - Comunicato RdB CUB P.I. Comune di Bologna

RIPRESA LA TRATTATIVA SULLA STABILIZZAZIONE DEI PRECARI DEL COMUNE DI BOLOGNA
Primo importante risultato ottenuto al tavolo della trattativa da RdB/CUB

Oggi 5 aprile alle ore 9.30, è finalmente ripresa la trattativa sui criteri per la stabilizzazione dei lavoratori e delle lavoratrici precari/e del Comune di Bologna.
Occorreranno ovviamente ulteriori incontri, ma intanto un’importante risultato è stato consolidato: l’A.C. ha accolto la proposta di RdB/CUB di considerare, al fine del raggiungimento dei 3 anni necessari di servizio (previsti dalla finanziaria), per tutti i precari dei servizi educativi e scolastici, i 180 gg lavorativi come fossero uguali a 1 anno.
Ricordiamo che inizialmente l’amministrazione, sostenuta dai sindacati confederali, aveva proposto come requisito per l’assunzione, una anzianità di 36 mesi a cui RdB/CUB si era opposta, proponendo 3 anni, per permettere così l’assunzione di 350 precari come da accordo siglato con l’ A.C.
Per esempio: conteggiando una anzianità di 36 mesi, i collaboratori specializzati dei nidi, con i requisiti, sarebbero stati solo 24, mentre con i tre anni sono 62!!!! Comunque è evidente che la platea delle assunzioni con la nostra proposta diventa più ampia.
Per i co.co.co. resta ancora tutto da definire.
La discussione riprenderà dopo Pasqua per affrontare i punti rimasti in sospeso e comunque daremo informazione anche convocando apposite assemblee.

comunicato stampa

 

 

Questa mattina si è tenuto un presidio dei lavoratori precari delle piscine comunali sostenuto dal Coordinamento Firenze precaria, dalle RdB -Cub e dai Cobas del Comune di firenze.

 Il presidio si è svolto presso la piscina Costoli, che il Comune di Firenze vuole dare in gestione ad una Cooperativa per il periodo estivo.

I lavoratori Istruttori ed Assistenti bagnanti rischiano di non poter lavorare nei mesi estivi, infatti questi lavoratori che hanno contratti co.co.co. da molti anni (qualcuno da 20 anni) lavorano per il resto dell'anno presso le varie piscine comunali, mentre nel periodo estivo ottenevano in passato contratti a tempo determinato presso la piscina Costoli.

La scelta dell'Amministrazione Comunale va ancora una volta nella direzione dell'esternalizzazione di servizi, senza curarsi minimamente della situazione e dei bisogni dei lavoratori che utilizza da anni in condizioni di precariato, anzi aggrava ulteriormente le condizioni di questi lavoratori che non avranno nel periodo estivo la possibilità di percepire alcun reddito.

L'A.C. non solo non si cura dei lavoratori, ma non si cura neppure dell'utenza, infatti il capitolato di appalto del servizio prevede la riduzione degli assistenti bagnanti da 18 a 13, con problemi per la qualità stessa del servizio.

Nonostante i tanti proclami sui cosiddetti "appalti etici" che il Comune ha sempre sbandierato di voler fare, anche questa volta il capitolato obbliga il futuro vincitore ad applicare il contratto delle cooperative multiservizi che prevede salari mediamente inferiori del 30% rispetto a coloro che svolgono la stessa attività alle dipendenze dirette dell'Amministrazione, un maggiore orario settimanale e minori tutele e garanzie.

La protesta non si esaurirà con l'iniziativa di questa mattina e proseguirà con ulteriori iniziative fino al ripensamento dell'Amministrazione rispetto a questa scellerata scelta.

I lavoratori fanno appello alla cittadinanza, alle forze politiche (troppo latitanti sui temi del lavoro) e riaffermano la centralità del servizio pubblico svolto con lavoratori stabili  contro tutti i tentativi di cessione ed esternalizzazione degli stessi.

 

COORDINAMENTO FIRENZE PRECARIA

RDB/CUB - COBAS  Comune di Firenze

4 aprile 2007 - Comunicati RdB CUB

Dopo la manifestazione che ha visto la presenza di 40 mila lavoratori in piazza, il Ministero del lavoro incontra RdB: si aprono spiragli per la stabilizzazione dei LSU

L’incontro al Ministero del Lavoro, con il sottosegretario Rosa Rinaldi, e la delegazione RdB dei lavoratori di Lazio, Puglia, Campania, Calabria, per discutere la stabilizzazione dei lsu, ha avuto un esito positivo, anche per il risultato della partecipazione alla manifestazione del 30 marzo.
Sono stati modificati, migliorandoli, alcuni punti della finanziaria che avvieranno assunzioni soprattutto per quanto riguarda l’abbattimento di limiti che avrebbero impedito assunzioni.
In particolare la bozza della circolare del Ministro che sarà definitiva a breve, prevede per lsu:
1. incentivo ai comuni sotto i 5000 abitanti di 9.296,22 euro per assunzione a tempo indeterminato profili A,B1,B2, per ogni lavoratore, per l’intera durata del contratto fino alla pensione
2. i comuni possono fare assunzioni nel rispetto della spesa del personale 2004, ma possono coprire tutte le carenze, anche se non hanno avuto cessazioni nel 2006.
Da questi interventi restano esclusi lsu non transitoristi, lpu, autofinanziti, che non sono pagati dall’Inps, per cui sarà necessario intervenire sulle singole regioni.
Per tutti gli altri enti locali la circolare interpretativa ANCI pubblicata oggi, equipara i lsu ai tempo determinato in servizio da 3 anni, di cui al comma 558 aumentando le possibilità di stabilizzazione.
A questo si aggiungerà lo strumento del prepensionamento, appena saranno quantificati i destinatari e le risorse necessarie. Il Ministero sta verificando la possibilità del riconoscimento dei contributi a coloro che potrebbero beneficiare del prepensionamento. Ma immaginiamo che ciò sarà rinviato alla prossima finanziaria.
Comunque, nelle prossime settimane dopo il confronto con le regioni, il Sottosegretario Rinaldi, convocherà nuovamente RdB per definire le ipotesi di accordo LSU entro aprile – maggio.
Un primo importante risultato delle mobilitazioni di RdB e dei precari che dal 6 ottobre al 30 marzo hanno saputo svegliare un immobilismo storico rispetto alla precarietà lsu. Adesso dobbiamo pretendere i contratti perché le assunzioni non saranno automatiche.
A cominciare dalle regioni, che dovranno fare proposte al Ministero, dobbiamo pretendere assunzioni anche per i lpu e lsu non transitoristi e accesso al Fondo per la trasformazione di tutti i rapporti in attività socialmente utili.

Assunti tutti- assunti subito: per i 7 lsu Ater di Rieti è una realtà
Firmato l’accordo per l’assunzione di tutti i lsu dell’Ater di Rieti. Grande soddisfazione tra i lavoratori e per RdB, che da sempre chiede l’assunzione dei lsu

L’azienda assumerà a breve 7 lavoratori precari da 10 anni, con un contratto Federcasa a tempo indeterminato a 36 ore e part time a 30 ore, nei profili che i lavoratori svolgono attualmente, con il pieno riconoscimento della professionalità acquisita.
Con questo atto, che accoglie le istanze dei lavoratori e di RdB, l’Ater segna il cambiamento: facendosi attore nella lotta alla precarietà con la trasformazione del contratto precario lsu e unico ente strumentale regionale a sanare tutto il precariato, in una visione nuova di investimento sul personale finalizzata anche al risanamento aziendale.
L’accordo, pienamente condiviso e sottoscritto da RdB, che non ha firmato precedenti verbali per assunzione a 18 ore in altri enti, conferma l’impegno di questa organizzazione sindacale a pretendere la contrattualizzazione dignitosa per tutti, per superare il gap economico e previdenziale della precarietà storica.
Ma la lotta non si ferma al primo contratto vero del 2007 per il bacino reatino.
RdB, che il 30 marzo ha portato al Ministero della Funzione Pubblica 40 mila lavoratori, è stata convocata dal Sottosegretario al Ministero del Lavoro R. Rinaldi per discutere sulla stabilizzazione dei lsu e appena sarà convocato il Consiglio Regionale Straordinario sul precariato, RdB chiederà un Consiglio aperto a tutti i lsu e agli amministratori locali, perché la Regione ha una responsabilità diretta del lavoro nero dei lsu, che va sanato con i contratti.

28 marzo 2007 - Comunicato RdB CUB Pubblico Impiego

I PRECARI PUBBLICI NON SONO SOLO TEMPI DETERMINATI
Le RdB-CUB rispondono al Sottosegretario Scanu

In merito alla dichiarazione del Sottosegretario alla Funzione Pubblica Gian Piero Scanu, che ha definito "eccessiva e inattendibile" la presenza di 700mila precari all’interno della pubblica amministrazione, Paola Palmieri, della Direzione nazionale RdB-CUB PI, così commenta:
"Evidentemente il Sottosegretario Scanu considera precari soltanto i lavoratori con contratto a tempo determinato. Ma purtroppo da tempo nella Pubblica Amministrazione sono stati esternalizzati moltissimi servizi ai privati, ed i lavoratori impegnati in questi servizi hanno altre tipologie contrattuali, come i co.co.co o gli interinali. Qualche esempio? I precari della Ricerca e della Casellario Giudiziario, quelli dei call center INPS e INPDAP; od i precari della Difesa che curano la manutenzione delle piste aeroportuali. Non bisogna poi dimenticare i LSU storici, che già da soli ammontano a 40.000 lavoratori".
"La stessa finanziaria, che come RdB abbiamo criticato con decisione, prevede che si avvii una stabilizzazione di tutti i precari della p.a., a prescindere dalla forma contrattuale applicata. Certo è che se mentre si teorizza la stabilizzazione, si al dà contempo il via ad ulteriori svendite dei servizi pubblici ai privati - come previsto dal Decreto Lanzillotta - il numero dei precari non potrà che aumentare esponenzialmente", conclude Paola Palmieri.

28 marzo 2007 - Comunicato RdB CUB P.I. Comune di Roma

CARTA VINCE, CARTA PERDE!
Ennesimo bidone ai danni dei lavoratori precari: il Comune di Roma e cgil-cisl-uil-diccap-csa firmano un accordo per la limitazione a pochi intimi del percorso di stabilizzazione

Già all'indomani degli accordi-truffa del 7 Novembre (per il settore scolastico-educativo) e del 18 Dicembre (per il personale amministrativo) denunciammo con forza la debolezza di quegli accordi "storici".
Ad oggi nessun precario del settore scolastico-educativo o amministrativo risulta ancora stabilizzato.
Spunta invece un nuovo accordo del 22 Marzo con cui si impone l'interruzione del contratto in essere. In questo modo si crea un pericoloso presupposto alla dilatazione del requisito dei tre anni richiesti dalla legge finanziaria come condizione per la stabilizzazione.
Inoltre questo ulteriore ostacolo risulta addirittura più riduttivo delle norme contenute nella legge finanziaria, che invece prevedono la proroga dei contratti, in attesa del compimento delle procedure di stabilizzazione.
Si rimanda inoltre ad un momento successivo - e alla valutazione dell'Osservatorio sul lavoro flessibile - il censimento delle altre forme di lavoro precario, rendendo così manifesta l'assoluta non conoscenza di questo fenomeno: ma è proprio così?
Da mesi l'amministrazione comunale ha consegnato a tutte le organizzazioni sindacali la rilevazione dei rapporti di lavoro precario che, oltretutto, sono contenuti all'interno della relazione tecnica allegata al bilancio di previsione approvato oltre un mese fa.
Di quale censimento hanno ancora bisogno?
Di quello per perdere tempo e non fare nulla?
Dobbiamo avere consapevolezza che solo rilanciando con forza tutte le battaglie in cantiere è possibile raggiungere qualche risultato.

Invitiamo tutti i lavoratori e le lavoratrici a partecipare al prossimo
sciopero del 30 Marzo 2007
con appuntamento a piazza della Repubblica alle 9,30

Contemporaneamente invitiamo tutti i lavoratori e le lavoratrici a moltiplicare gli sforzi per la raccolta delle firme sulle due proposte di delibera di iniziativa popolare per la stabilizzazione di tutti i rapporti di lavoro precario, la valorizzazione delle competenze del personale di ruolo e la reinternalizzazione dei servizi.

 

26 marzo 2007 - Comunicato RdB CUB P.I. Provincia di Genova

ASSUNTI SUBITO, ASSUNTI DAVVERO
COORDINAMENTO PRECARI DELLA PROVINCIA DI GENOVA

Giovedì 22 u.s., si è svolta un’ assemblea molto partecipata dei precari della Provincia di Genova, lavoratori e lavoratrici più deboli e facilmente ricattabili, che prestano da molti anni le loro attività presso uffici essenziali per il funzionamento del servizio pubblico, e che hanno acquisito un bagaglio di professionalità da non disperdere assolutamente.
In tale sede è stata illustrata la proposta che l’Amministrazione ha presentato nell’incontro avvenuto mercoledì 21 marzo 2007.
All’assemblea erano presenti anche lavoratori di alcune aziende partecipate della Provincia, che hanno espresso tutta la loro preoccupazione sullo stato di salute delle società stesse.
La valutazione dei lavoratori precari della proposta presentata dall’Amministrazione è stata molto negativa, anche rispetto alle attese che alcune notizie di stampa pubblicate nei giorni scorsi sulla presunta stabilizzazione di tutti e tutte erano infondate.
I lavoratori presenti all’assemblea chiedono:
1) che l’attuale Giunta Provinciale respinga il Piano della Manodopera presentato in trattativa, che invece di risolvere il problema creerebbe nuovi disoccupati;
2) la riscrittura del PMO, che preveda il posto in pianta organica per tutti i lavoratori precari che da tempo sono al servizio dell’Amministrazione, cioè la dotazione organica della Provincia deve prevedere la necessità di almeno 1080 posti;
3) un serio progetto d’assunzione, anche pluriennale, che sani la questione della precarietà, riconoscendo a tutti i diritti e le professionalità acquisite;
4) garanzie e precisazioni rispetto alla possibilità di essere stabilizzati nelle aziende partecipate della Provincia, rispetto alle nuove norme che verranno applicate con il famigerato Decreto Lanzilotta. Comunque si considera fallimentare intraprendere questo percorso con nuove esternalizzazioni (come ha espresso l’Assessore al personale Rosario Amico). Invece di pensare alla reinternalizzazione dei servizi appaltati, tra l’altro al massimo ribasso, che hanno ormai dimostrato tutta la loro inefficacia sia per l’Amministrazione che per i lavoratori che vi operano con modalità spesso vergognose, ad esempio con salari a cottimo pagati a seconda delle pratiche archiviate;
5) ai nostri Amministratori di assumersi la responsabilità politica affinché accolgano percorsi di assunzione che secondo l’assemblea sono possibili, come ad esempio la trasformazione di tutte le tipologie di contratto in tempi determinati per almeno tre anni, in attesa di normative più precise da parte del Governo, oppure di soluzioni che potranno essere trovate nel citato tavolo tecnico con la Regione Liguria.
Nel corso dell’ assemblea, si è anche deciso di rispondere adeguatamente alla mancanza di proposte serie di stabilizzazione, facendo seguire nelle prossime settimane iniziative di lotta che portino visibilità ai cittadini sullo stato di malessere ed insofferenza dei Precari della Provincia di Genova.


25 marzo 2007 - Il Firenze

Esternalizzazioni e contratti a termine, l'esercito senza certezze sfila sotto i palazzi delle istituzioni
Tante storie, pochi diritti i precari tornano in piazza
Dai bagnini ai ricercatori dell'Università, in più di ottocento nel corteo in centro per far sentire la propria voce critica: «Siamo come le mozzarelle, scadiamo»
Cecchi (Rdb): chi ci governa è lontano dal problema
Slogan, striscioni e presidi davanti alle sedi istituzionali: «Il nostro è un mondo difficile»

Firenze - Alcuni sono anni che aspettano quella scadenza, nella paura che non torni il rinnovo. La loro condizione, ormai li identifica come un vero e proprio popolo. Il popolo dei precari. Senza ferie pagate, senza diritto alla maternità e senza contributi pensionistici. Senza garanzie lavorative. Ieri a Firenze hanno urlato ancora una volta «basta», scendendo in piazza con slogan e striscioni per dire «ci siamo anche noi». I precari del Comune e della Provincia, della Regione, i ricercatori e i professori dell'Università, gli ex Lsu, gli addetti ai call center e quelli delle Poste. La loro manifestazione è stata promossa dal Coordinamento lavoratori precari Firenze. Da piazza San Marco si è diretta a piazza della Signoria, facendo sosta davanti alle istituzioni locali. Erano circa 800 lavoratori che hanno portato le loro storie, e anche le loro "divise". C'ERANO I BAGNINI con gli accappatoi, e gli insegnanti accompagnati dai bambini. «Quantificare e descrivere tutto l'universo dei precari è molto difficile», afferma Silvia Gabrielli della Rdb del Comune. Ci sono i contratti a tempo determinato, i vecchi co.co.co., i co.co.pro., gli interinali. Nell'amministrazione comunale sono circa 400 i lavoratori precari. Attualmente sono in corso trattative sindacali per quelli dei cimiteri e i bagnini della piscina Costoli, nel tentativo di scongiurare l'annunciata esternalizzazione che minaccia il loro posto di lavoro. Gli assistenti sociali, dopo anni di impiego a tempo determinato, lottano invece perché, per la loro ammissibilità, dovranno fare un ulteriore concorso oltre alla selezione per titoli ed esperienza già fatta. Mentre i lavoratori degli asili hanno proclamato anche uno sciopero per denunciare la mancanza di personale. Secondo le stime del ministero della Pubblica istruzione, a Firenze sono circa 3.000 i precari nell'Università, di cui 2.000 sono a tempo determinato e 1.000 con assegno di ricerca. La Finanziaria 2007 dà ai precari nel settore pubblico una speranza: un fondo per stabilizzare chi ha lavorato almeno tre anni su 5 con contratto a scadenza. Alle amministrazioni però nessun obbligo di farlo, solo una facoltà.

«La politica è distante»

È un problema devastante. Non esiste più il lavoro a tempo indeterminato. Ormai è solo precario. Cresce ogni giorno, come cresce l'età di chi lo è. Non sono infatti solo i giovani ad essere precari, molto spesso i lavoratori arrivano ad avere anche 45 anni. A permetterlo sono le pubbliche amministrazioni che invece dovrebbero combatterlo. È assurdo che proprio negli uffici pubblici, i servizi siano portati avanti proprio con questi lavoratori. Che fanno lo stesso orario dei dipendenti a tempo indeterminato e che hanno le stesse responsabilità. C'è un totale disinteresse da parte delle classe politica. Si è tanto predicato in campagna elettorale di voler cambiare la situazione, invece è rimasto tutto uguale. Chi governa è troppo lontano dai miseri stipendi, per risolvere veramente il problema.

I racconti. Contratti a termine, trasferimenti continui e poche sicurezze: «Pronti allo sciopero della fame»
Anni in bilico da un posto all'altro «Scadiamo come le mozzarelle»
Tante le situazioni border line: «Le banche ti ridono in faccia se provi a chiedere un mutuo»

Firenze - Sono come palline da ping pong, sballottati tra una città e l'altra di contratto in contratto, sei mesi qui, tre mesi là, alla ricerca di un posto fisso che sembra sempre dietro l'angolo ma alla fine non arriva mai. SONO I PRECARI, pardon, flessibili, che fanno girare il mondo oggi, e non c' è più nulla di cui stupirsi ormai. Il curriculum di Pino, 29 anni e un impiego da vigile urbano a Firenze scaduto tre mesi fa, sembra un flipper più che una carriera lavorativa: «sono entrato nella polizia municipale di Calenzano tre anni fa con un contratto di 2 mesi - racconta - una volta terminato, mi sono spostato a Firenze, dove sempre come vigile urbano me ne avevano offerto uno di 4. Poi mi hanno richiamato a Calenzano, per altri 6 mesi. Poi, di nuovo a Firenze...» e via, e via. Per la trentaquattrenne Ilenia lo spettro della precarietà ha assunto forme più prettamente kafkiane. Nel '95 entra con un contratto di tre mesi all'Ufficio notifiche della Corte d'appello fiorentina. Non riconfermata, si arrangia come può: fa la babysitter, la dogsitter e quant'altro. Nel '96 però la richiamano all'Ufficio notifiche per altri tre mesi. E qui inizia il paradosso: «il 5 dicembre, prima della scadenza, mi licenziano – spiega. Poi, il 17 mi riassumono. Meno male, mi dico. Appena il tempo di tirare il fiato, però, perchè il 9 di gennaio mi ritrovo di nuovo messa alla porta». E dopo? «Dopo ho lavorato come segretaria di un avvocato, come cassiera all'Esselunga, sempre facendo dentro e fuori dalla Corte d'Appello. Ma tutto sommato – sorride Ilenia – a vedere com'è il mondo del lavoro adesso, mi sento proprio fortunata». C'è chi invece fortunato non si sente proprio per nulla, e se il concorso per vigile urbano indetto da Palazzo Vecchio dovesse andare male, è pronto a tutto, anche allo sciopero della fame: «a forza di contratti a termine, faccio il vigile urbano da più di sei anni. A Pontassieve, a Firenze, a Barberino, e poi di nuovo a Firenze. Tutto questo dovrà contare qualcosa o no?» alza la voce Sara, scaduta anche lei come Pino alla fine di dicembre. Ha 47 anni, è nella giungla del precariato dai 18, un'autentica veterana. «Se va male il concorso, sciopero della fame», dice. Ha la voce di una persona stanca, stufa di lavorare a intermittenza e di vivere a singhiozzo. Perchè questo, alla fine, è il vero problema di queste vite a termine: l'incertezza cronica, l'impressione di correre correre correre e soprattutto lavorare lavorare per non arrivare da nessuna parte, non riuscire a costruire nulla di duraturo. «Sono 4 anni che lavoro per il distretto sociosanitario fiorentino » racconta Alessia. «Mi sono trovata a gestire da sola masse incredibili di lavoro, e sto parlando di 200 casi di persone con disagi psichici. 8,9, a volte 10 ore al giorno in servizio. Per cosa? mi chiedo adesso. Non mi hanno rinnovato, da tre mesi sto a casa». GIANNA RICORDA: «Un sindacalista mi disse una volta: siete come le mozzarelle, avete sempre una data precisa di scadenza». Anche lei fa l'assistente sociale per il Comune di Firenze, da cinque anni si occupa di anziani. «Sempre a tempo determinato, è chiaro». Contratti di 3 mesi, 6 mesi, «anche da 11 una volta», spiega. Adesso sta lavorando, ma la vita per lei dura, «con le banche che ti ridono in faccia se ti azzardi a chiedere un mutuo, sempre nell'impossibilità di sapere se avrai o no i soldi per rinnovare il contratto di affitto per il prossimo anno» commenta amareggiata. Questo sono i precari. Sempre in scadenza, sempre di corsa da un posto all'altro, sballottati qua e là. Come le mozzarelle, come le palline da ping pong.


25 marzo 2007 - Nove da Firenze

Firenze: manifestazione in piazza contro il precariato

Firenze - Un problema, quello del precariato, che secondo la Rappresentanza di Base coinvolge migliaia di persone solo nella provincia di Firenze. Per questo stamattina si è tenuta a Firenze la manifestazione dei lavoratori precari pubblici e privati. La manifestazione promossa dal Coordinamento Firenze Precaria e con l’adesione di RdB –CUB e Cobas, ha visto sfilare per le vie del centro circa 1.000 lavoratori precari di vari settori pubblici, dei servizi esternalizzati e delle cooperative sociali. Fra gli altri erano presenti i lavoratori interinali dei Cimiteri Comunali che rischiano il posto di lavoro, i lavoratori co.co.co. delle piscine per i quali il futuro a causa di nuove esternalizzazione è sempre più incerto, gli ex LSU del Comune che attualmente lavorano presso la catalogazione per una cooperativa, una delegazione di lavoratori del Call center, oltre naturalmente alla presenza di tantissimi lavoratori precari della Pubblica Amministrazione ( Comune, Provincia, Regione, Indire, Università ecc.). Erano presenti la Consigliera Comunale De Zordo e i Consiglieri provinciale Calò e Targetti. La manifestazione si è conclusa davanti a Palazzo Vecchio dove i lavoratori hanno invocato a gran voce gli Amministratori. Giovedì 29 Marzo alle 21.00 presso la SMS di Rifredi si terrà l’Assemblea cittadina dei lavoratori precari per valutare la giornata odierna e organizzare nuove forme di lotta.
Intanto continuano ad essere molte le vertenza lavoro in atto a Firenze: come quella che contrappone la proprietà dell’istituto di vigilanza "Eliseo" ed i dipendenti. Le notizie concernenti la storica Liberia Le Monnier sono sempre più preoccupanti. Dopo il licenziamento di tre dipendenti, la situazione non è ancora risolta, tanto che i dipendenti sono sempre più preoccupati per il loro posto di lavoro, mentre la città rischia di perdere un presidio culturale importante. Nonostante la messa a casa degli interinali e la cessione in affitto del reparto fonderia ad altra gestione (circa 40 dipendenti), alla TECNOL s.p.a. di Barberino di Mugello permane una forte incertezza fra i lavoratori sul futuro dello loro posto di lavoro.
L’ennesimo caso di lavoro nero è stato scoperto a Campi Bisenzio, in un laboratorio di pelletteria sono stati scoperti cinque lavoratori, dei quali solo uno aveva un regolare contratto di assunzione. Da notare che nel laboratorio si effettuava l’assemblaggio di borse col marchio "Dior", regolarmente prodotte in conto lavorazione attraverso una catena di subappalti. Il lavoro nero che sempre più coinvolge indifferentemente italiani e stranieri, si sta estendendo anche nella nostra Provincia.


25 marzo 2007 - La Nazione

SONO SCESI in piazza a centinaia per dire ancora una volta «no al precariato»

Firenze - SONO SCESI in piazza a centinaia per dire ancora una volta «no al precariato». I lavoratori precari del pubblico e del privato, che da anni attendono un contratto sicuro e una congrua retribuzione, hanno sfilato ieri mattina per le vie del centro a ritmo di sax. Il corteo, organizzato dal coordinamento ‘Firenze Precaria’, è partito alle 10 in piazza San Marco e si è concluso un paio di ore dopo sotto Palazzo Vecchio, dove sono partiti cori all’indirizzo delle giunte di Firenze «rosse di vergogna».
A protestare contro tutte le forme di precariato e di flessibilità, contro le esternalizzazioni e le privatizzazioni dei servizi pubblici, i precari della Regione, della Provincia, del Comune di Firenze, ma anche i ricercatori dell’Università, i lavoratori del call center Tim di Calenzano e un gruppo di assistenti sociali. Al loro fianco la capogruppo in Comune di Unaltracittà/unaltromondo Ornella De Zordo, il consigliere provinciale di Rifondazione Andrea Calò, le Rappresentanze Sindacali di Base (Rdb-Cub), i Cobas, il Movimento per la Casa, l’Unione Inquilini, il Cpa Firenze sud e i precari delle piscine comunali, che hanno sfilato in accappatoio, cuffia e occhialini, al grido di «Giani fatti vedere». «Facciamo appello all’assessore Eugenio Giani – spiega Marco De Luca, istruttore di nuoto della Costoli – perché siamo preoccupati per le continue privatizzazioni di servizi pubblici. In città sono rimaste solo 4 piscine comunali, e cioè Costoli, Paganelli, Don Minzoni e Iti in via Caboto». «Sappiamo già – prosegue De Luca – che questa estate alla Costoli il personale stagionale sarà gestito da una cooperativa e che l’organico sarà ridotto da 18 a 13 bagnini. I servizi ai disabili sono già stati tagliati, ma adesso ne risentiranno tutti i servizi. Come si può pensare di gestire con così pochi assistenti a una piscina che d’estate registra 2mila ingressi al giorno?».
PREOCCUPATI anche gli addetti alla catalogazione dei musei comunali e dell’archivio storico. «È vero che noi abbiamo un contratto a tempo indeterminato – dice Fulvia Alidori, rappresentante dei precari dell’ufficio catalogazione musei comunali – ma siamo dipendenti di una cooperativa, che ha l’appalto del servizio fino al 2008. E dopo che faremo?».
Al termine della manifestazione i precari si sono dati appuntamento per giovedì 29 marzo alle 21 presso l’Sms Rifredi, dove si svolgerà un’assemblea di tutti i lavoratori, mentre Unione Inquilini e Movimento della casa hanno annunciato per sabato prossimo un corteo contro tutte le speculazioni abitative.


24 marzo 2007 - Comunicato RdB CUB Firenze

Firenze. Manifestazione "Basta Precariato"

Questa mattina si è tenuta a Firenze la manifestazione dei lavoratori precari pubblici e privati.
La manifestazione promossa dal Coordinamento Firenze Precaria e con l’adesione di RdB –CUB e Cobas, ha visto sfilare per le vie del centro circa 1.000 lavoratori precari di vari settori pubblici, dei servizi esternalizzati e delle cooperative sociali. Fra gli altri erano presenti i lavoratori interinali dei Cimiteri Comunali che rischiano il posto di lavoro, i lavoratori co.co.co. delle piscine per i quali il futuro a causa di nuove esternalizzazione è sempre più incerto, gli ex LSU del Comune che attualmente lavorano presso la catalogazione per una cooperativa, una delegazione di lavoratori del Call center, oltre naturalmente alla presenza di tantissimi lavoratori precari della Pubblica Amministrazione (Comune, Provincia, Regione, Indire, Università ecc.).
La cosa più evidente che è emersa dalla manifestazione è stata la latitanza delle forze politiche, anche di quelle della cosiddetta sinistra radicale, infatti se si fa l’eccezione della Consigliera Comunale De Zordo e dei Consiglieri provinciale Calò e Targetti, la politica ha dimostrato ancora una volta la totale lontananza dal problemi del lavoro e della precarietà.
Il corteo era aperto dallo striscione "Basta Precariato" e tutti gli striscioni ribadivano la necessità del superamento della precarietà del lavoro.
La giornata odierna ha ribadito che il problema del lavoro deve ritornare un problema centrale nel dibattito politico, perché non si può in campagna elettorale promettere il superamento della precarietà e poi dopo le elezioni scordarsene.
I lavoratori ribadiscono l’applicazione immediata delle procedure di stabilizzazione per tutti, nonché la reinternalizzazione dei servizi esternalizzati.
La manifestazione si è conclusa davanti a Palazzo Vecchio dove i lavoratori hanno invocato a gran voce gli Amministratori del Palazzo, i quali hanno ben guardato dal farsi vedere.
La giornata odierna rappresenta un primo momento di rilancio della lotta e mobilitazione per il lavoro.
Giovedì 29 Marzo alle 21.00 presso la SMS di Rifredi si terrà l’Assemblea cittadina dei lavoratori precari per valutare la giornata odierna e organizzare nuove forme di lotta fino al totale superamento della precarietà.


24 marzo 2007 - Controradio

Manifestazione sabato mattina convocata dal Coordinamento "Firenze precaria". Quasi un migliaio di persone per dire no alle leggi che hanno generato il precariato e per chiedere una sanatoria per tutti i precari
PRECARI: UN MIGLIAIO I PARTECIPANTI AL CORTEO DI FIRENZE

Firenze - Manifestazione cittadina contro la precarietà, convocata a Firenze dal Coordinamento "Firenze precaria". Sabato mattina, quasi un migliaio di persone si sono ritrovate in piazza San Marco. Numerose le sigle presenti, rappresentati soprattutto i lavoratori del settore pubblico. La manifestazione è stata convocata per chiedere l'abolizione delle leggi che hanno portato alla precarietà, dunque - secondo i manifestanti - pacchetto Treu e Legge 30. Ma chi è sceso in piazza lo ha fatto soprattutto per chiedere di affrontare la situazione dei tanti precari presenti nel pubblico e nel privato. Cliccando sull'icona puoi riascoltare l'intervista con Giulia Chiarini, di "Firenze precaria", che spiega le motivazioni della manifestazione.


24 marzo 2007 - Il Messaggero

Nettuno - Dopo 12 anni circa, i 25 ex lavoratori socialmente utili...

Nettuno - Dopo 12 anni circa, i 25 ex lavoratori socialmente utili del Comune di Nettuno hanno ottenuto la "stabilizzazione" che, in gergo, significa sicurezza del posto di lavoro. Con un accordo fra Commissari prefettizi e Regione Lazio - che ha stanziato 750.000 euro - è nata la "Poseidon" società a capitale interamente pubblico del Comune, che li ha inglobati per fornire all'ente dei servizi. «Non abbiamo parole - dicono gli ex Lsu iscritti al sindacato RdB - per ringraziare i Commissari, l'assessore al lavoro della Regione e il nostro sindacato. Per ora non sono stati individuati i servizi da svolgere e siamo aggregati agli uffici comunali, ma speriamo di poter avviare presto il nuovo lavoro».


23 marzo 2007 - L'Unione Sarda

Due convegni a Cagliari su lavoro e flessibilità

Due convegni in due giorni. L'agenda di Pietro Ichino, docente di Diritto del lavoro ed editorialista del Corriere della Sera, prevede due convegni a Cagliari tra oggi e domani sul mondo del lavoro. E soprattutto saranno due occasioni di confronto con i sindacati, sia quelli confederali che quelli di base. Banco di SardegnaQuesto pomeriggio, alle 16 a Cagliari nel Salone di rappresentanza del Banco di Sardegna, in viale Bonaria 33, ci sarà un primo incontro su "L'efficienza nella pubblica amministrazione". Ichino oltre a parlare del suo libro "Nullafacenti", proporrà la sua analisi della situazione attuale della amministrazione pubblica, che conta tre milioni e quattrocentomila statali, in un regime in cui vige la paralisi del potere disciplinare, e dove negli ultimi decenni non solo i licenziamenti per scarso rendimento sono stati cosa rarissima, ma l'inamovibilità del dipendente pubblico è divenuta leggenda. Il dibattito vedrà la partecipazione dei rappresentanti delle tre Confederazioni sindacali. Dopo i saluti del Presidente del Banco di Sardegna, Antonio Sassu, e la relazione di Pietro Ichino ci sarà la possibilità di sentire le argomentazioni di Giampaolo Diana, segretario regionale della Cgil, Mario Medde, leader della Cisl, e Francesca Ticca, numero uno della Uil, oltre a Luigi Ziccheddu, direttore centrale dell'Inps. I lavori saranno coordinati da Gianni Loy, docente di Diritto del lavoro all'Università di Cagliari. DomaniDomani mattina, invece, Ichino affronterà un altro tema del mercato del lavoro, quello della precarizzazione e della flessibilità. Alle 9, sempre a Cagliari, in via Barone Rossi numero 29, si terrà infatti un dibattito sul tema "Flessibilità nel mercato del lavoro e precarizzazione: tutele e rappresentanza. Idee a confronto". L'incontro, organizzato dalle Rappresentanze di base del pubblico impiego, vedrà anche la partecipazione di Pierpaolo Leonardi, coordinatore nazionale del Pubblico impiego per le Rdb, e di Francesco Birocchi, presidente dell'Associazione della Stampa sarda.

 marzo 2007 - Comunicato RdB CUB Pubblico Impiego

 

La riunione convocata a Palazzo Vidoni sul precariato si è conclusa con la firma da parte del ministro Nicolais e di Cgil, Cisl e Uil di un "Piano di lavoro" che non lascia intravedere alcuna volontà di soluzione al problema.
Il richiamo, poi, al famigerato Memorandum chiarisce in modo inequivocabile che il problema delle risorse economiche insufficienti per la stabilizzazione dei precari non viene sollevato assolutamente né dai sindacati firmatari né tanto meno dal ministro.
I punti del "Piano di lavoro" altro non sono che la calendarizzazione di una serie di incontri che, in assenza di risorse economiche che vanno oltre quelle della Finanziaria, servirebbero solo a decidere come spendere i pochi spiccioli che il governo vuole mettere a disposizione e non certo per risolvere la piaga del precariato nella Pubblica Amministrazione.
Oltre che nel merito, assente di novità, il metodo usato è stato all’insegna dell’arroganza tanto che anche i sindacati autonomi presenti hanno deciso di non firmare in segno di protesta (solo) per il metodo usato.
Ancora più becera la propaganda usata dai sindacati firmatari che cercano di far passare questo pseudo accordo come la stabilizzazione di 300.000 lavoratori precari!


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21 marzo 2007 - Comunicato RdB CUB

DELEGAZIONE RDB-CUB SI APPRESTA
A PERNOTTARE A PALAZZO VIDONI
Senza risposta alle richieste avanzate prosegue occupazione Sala Stoppani

"Ci apprestiamo a pernottare a Palazzo Vidoni visto che non è ancora arrivata alcuna risposta alle nostre richieste: impegno del Governo ad incontrare i manifestanti il 30 marzo, giorno dello sciopero generale del Pubblico Impiego; specifica delle risorse economiche reali per stabilizzazione dei precari e fine dell’apartheid sindacale", dichiara Stefano Del Medico della Direzione Nazionale RdB-CUB PI, che insieme ad altri 6 responsabili nazionali delle RdB-CUB sta occupando da questa mattina la sala Stoppani del Ministero della Funzione Pubblica.
"CGIL CISL e UIL scoprono adesso l’acqua calda: che non ci sono soldi per il contratto del Pubblico Impiego, noi lo sosteniamo già da novembre. Ma nessun pubblico dipendente sano di mente sciopererà per difendere un memorandum che smantella la Pubblica Amministrazione, cancella i contratti e non prevede soldi per i precari", conclude Del Medico.

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La delegazione continuerà la protesta sino a che non verrà assicurato incontro con il Governo ai massimi livelli sulle risorse per precari e contratti del P.I.
E’ iniziata questa mattina, nel corso dei lavori del tavolo sul precariato indetto a Palazzo Vidoni, l’occupazione da parte della delegazione RdB-CUB della sala Stoppani del Ministero della Funzione Pubblica, che proseguirà ad oltranza sino quando non verrà fissato un incontro con i massimi livelli del Governo in tema di risorse per la stabilizzazione dei precari e per i contratti del Pubblico Impiego.
Le RdB-CUB, convocate al tavolo con il Ministro Nicolais, lamentano innanzi tutto la scarsa qualificazione del tavolo stesso, che non aveva la composizione concordata durante lo sciopero dei precari del Pubblico Impiego del 6 ottobre scorso, e che avrebbe dovuto invece contenere la presenza di tutte le amministrazioni pubbliche interessare al problema del precariato.
In secondo luogo, criticano fortemente la soluzioni annunciate in materia di precarietà nella p.a., che non fanno che confermare le limitate risorse previste da Finanziaria e Memorandum con la stabilizzazione del solo 2% di tutta la platea dei lavoratori precari, rinviando a successivi tavoli tecnici, da calendarizzare per comparto, la presa in esame del problema.
"Ancora una volta non si parla del tema centrale, ovvero le risorse economiche destinate alla risoluzione del precariato e dei contratti – dichiara Cristiano Fiorentini, della Direzione Nazionale RdB-CUB P.I. - E’ inutile girarci intorno: serve una vera sanatoria che regolarizzi tutti quanti sono stati sfruttati per anni, garantendo il funzionamento della p.a.. Non si tratta di un problema "tecnico", e per questo non ci muoveremo da qui fino a che non avremo assicurazione di poter parlare di risorse".
Prosegue l’esponente RdB: "Di fronte a questo atteggiamento, i precari della p.a. torneranno di nuovo in piazza, aderendo allo sciopero generale del Pubblico Impiego indetto dalle RdB-CUB e manifestando in decine di migliaia a Roma il prossimo 30 marzo", conclude Fiorentini.
Per quanto poi attiene lo spinoso tema della rappresentanza, Pierpaolo Leonardi, Coordinatore nazionale della CUB presente nella delegazione a Palazzo Vidoni, rileva che: "Il Governo parla con lingua biforcuta. Infatti, mentre un Ministro – Nicolais - convoca in un tavolo inutile, un altro Padoa-Schioppa - contemporaneamente incontra solo CGIL CISL e UIL su risorse e contratti. E’ evidente come un simile atteggiamento non sia più tollerabile", conclude Leonardi.

21 marzo 2007 - Ansa

STATALI: RDB-CUB, PERNOTTEREMO A PALAZZO VIDONI

(ANSA) - ROMA, 21 MAR - «Ci apprestiamo a pernottare a Palazzo Vidoni visto che non è ancora arrivata alcuna risposta alle nostre richieste: impegno del Governo ad incontrare i manifestanti il 30 marzo, giorno dello sciopero generale del Pubblico Impiego; specifica delle risorse economiche reali per stabilizzazione dei precari e fine dell'apartheid sindacale»: lo ha annunciato Stefano Del Medico della direzione nazionale RdB-CUB del pubblico impiego, che insieme ad altri 6 colleghi sta occupando da questa mattina la sala Stoppani del Ministero della Funzione Pubblica. «Cgil, Cisl e Uil scoprono adesso l'acqua calda: che non ci sono soldi per il contratto del Pubblico Impiego noi lo sosteniamo già da novembre. Ma nessun pubblico dipendente sano di mente - conclude Del Medico - sciopererà per difendere un memorandum che smantella la Pubblica Amministrazione, cancella i contratti e non prevede soldi per i precari».

STATALI: RDB-CUB OCCUPANO SALA RIUNIONI A PALAZZO VIDONI

(ANSA) - ROMA, 21 MAR - Le rappresentanze di base, aderenti alla Cub, hanno occupato la sala Stoppani, al ministero della Funzione Pubblica, dove è in corso la riunione tra il ministro, Luigi Nicolais, e i sindacati sulla stabilizzazione del personale precario e annunciano che non lasceranno Palazzo Vidoni finchè non avranno assicurazioni di un incontro con il premier, Romano Prodi. Le Rdb protestano per essere state escluse fino ad oggi dalle trattative. Sostengono, infatti, di essere state convocate solo oggi, mentre nei giorni scorsi ci sono state riunioni riservate solo con Cgil, Cisl e Uil. Un'analoga occupazione da parte del sindacato di base avvenne nel '97 con l'allora ministro della Funzione Pubblica, Franco Bassanini. Paola Palmieri dell'esecutivo nazionale delle Rdb punta l'indice contro il governo di centrosinistra che «sta violando la legge sulla rappresentanza, non ci convoca scegliendo i propri interlocutori». La legge sulla rappresentanza, non ci piace, a suo tempo l'abbiamo combattuta, ma non può essere proprio il governo di centrosinistra a disattenderla«. La Cub protesta, quindi, anche per essere stata esclusa dal tavolo di trattativa che parte domani a Palazzo Chigi su pensioni, sviluppo e pubblica amministrazione.

STATALI:SINDACATI,ROTTURA SU CONTRATTO; SCIOPERO APRILE
PADOA-SCHIOPPA DISATTENDE ACCORDI, EFFETTI SU TAVOLI P.CHIGI

(ANSA) - ROMA, 21 MAR - È rottura tra il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, e i sindacati sul rinnovo contrattuale di oltre 3 milioni di lavoratori pubblici. Al termine di un incontro a via XX Settembre, le organizzazioni di categoria hanno deciso di convocare al più presto i consigli generali per proporre loro uno sciopero generale, da attuarsi nel mese di aprile. I sindacati accusano il ministro di non rispettare accordi precedenti e temono che si voglia mettere in discussione un biennio economico: quello 2006-2007 o il successivo 2008-2009. Secondo indiscrezioni, infatti, per la copertura dei contratti (scaduti a dicembre 2005) servono ancora 2 miliardi per tutte le amministrazioni per consentire la decorrenza degli aumenti contrattuali dal 2007. Come - sostengono i sindacati - pattuito in precedenza con il Governo. Una rottura che non potrà non pesare sull'avvio del confronto fissato per domani a Palazzo Chigi. Anche perchè uno dei tre tavoli che si aprirà sarà proprio quello sulla pubblica amministrazione. «L'incontro con il ministro Padoa-Schioppa è andato male», affermano i segretari generali della Fp-Cgil, Carlo Podda, della Fps-Cisl, Rino Tarelli, della Uil-Pa, Salvatore Bosco, e della Fpl-Uil, Carlo Fiordaliso. Il ministro - aggiungono - nega l'accordo che è stato raggiunto a novembre e oggi non è stato possibile concordare la data per un nuovo confronto. Si viene meno anche agli stessi impegni previsti dal Memorandum d'intesa sul lavoro pubblico, sottoscritto insieme allo stesso Padoa-Schioppa e Nicolais lo scorso gennaio«. A scendere in campo anche le confederazioni. «Sarebbe paradossale - sostiene il segretario confederale della Uil, Paolo Pirani - aprire i tavoli di concertazione con una rottura su una questione così decisiva come quella dei rinnovi contrattuali. È evidente che l'auspicato accordo per un patto sociale su sviluppo e tutela redditi si regge anche sul rispetto degli impegni presi e, specie, su quelli relativi alla salvaguardia dei diritti contrattuali dei lavoratori. Il Governo, invece, si sta muovendo in maniera confusa: non emerge una chiara politica per il pubblico impiego». Per il segretario confederale della Cgil, Paolo Nerozzi, «lo sciopero sarà inevitabile se si continua così. Non si può firmare un accordo a novembre e un memorandum d'intesa a gennaio e poi non avere ancora oggi le direttive per i rinnovi contrattuali». E il segretario confederale della Cisl, Gianni Baratta, chiede un intervento del ministro per le Riforme, Luigi Nicolais. Emani le direttive, dice, riconfermando il percorso contrattuale e le quantità economiche previste. Intanto sempre oggi Cgil, Cisl e Uil hanno raggiunto un accordo con Nicolais sui precari, che riguardo però solo il percorso che dovrà portare alla stabilizzazione del personale, con la decisione di istituire un tavolo permanente. Entro metà aprile sarà predisposto il regolamento per l'attivazione del fondo straordinario. La dotazione iniziale è di soli 5 milioni di euro ovviamente del tutto insufficienti. Andranno, quindi, aggiunte risorse. Tra le ipotesi quelle di usare somme dai conti correnti dormienti non più utilizzati da anni. Secondo i sindacati, si potrebbe far ricorso anche a risorse provenienti dall'extra-gettito. Le Rdb-Cub, che non hanno sottoscritto l'accordo, hanno occupato la sala della riunione ad oltranza, minacciando di pernottarvi. Vogliono avere assicurazioni che saranno incontrate da Prodi perchè maggiormente rappresentative. «L'unico vero sciopero - afferma Paolo Leonardi (Rdb-Cub)- è il nostro del 30 marzo. I confederali scoprono oggi l'acqua calda, che non ci sono i soldi per i contratti».

STATALI: ACCORDO NICOLAIS-SINDACATI SU PRECARI

(ANSA) - ROMA, 21 MAR - Il ministro per le riforme, Luigi Nicolais, e Cgil, Cisl e Uil hanno sottoscritto un accordo di metodo sul piano di stabilizzazione degli oltre 300 mila precari nella Pubblica Amministrazione. L'intesa prevede l'istituzione di un tavolo permanente per assicurare l'applicazione delle disposizioni della legge finanziaria. Obiettivo: consentire la completa assunzione nel corso della legislatura del personale precario, come previsto anche dal recente memorandum sul lavoro pubblico e la riorganizzazione delle amministrazioni. L'accordo non e' stato sottoscritto dai sindacati autonomi e dalle Rdb-Cub che, nonostante sia terminata la riunione con il ministro, continuano l'occupazione della sala Stoppani a Palazzo Vidoni. L'occupazione - confermano le Rdb - proseguira' ad oltranza finche' non ci saranno assicurazioni sull'incontro con Prodi. Entro meta' aprile sara' predisposto il regolamento per l'attuazione del fondo straordinario per la stabilizzazione del personale precario. La dotazione iniziale, come hanno spiegato i sindacati, e' di soli 5 milioni di euro ovviamente del tutto insufficienti. Andranno, quindi, aggiunte risorse successivamente. Tra le ipotesi - secondo secondo quanto riferito sempre i sindacati - quelle di utilizzare somme dai conti correnti dormienti non piu' utilizzati da anni. Secondo i sindacati, potrebbero essere risorse potrebbero venire anche dall'extra-gettito. L'accordo fissa, dunque, una tabella di marcia. Entro dieci giorni il ministero si impegna a trasmettere le linee guida interpretative delle norme sulla stabilizzazione dei precari. Successivamente saranno convocati i rappresentanti dei lavoratori per acquisire le loro valutazioni. Dunque, saranno aperti tavoli settori per affrontare le specificita' dei singoli comparti. ''E' un importante accordo di metodo - ha commentato il coordinatore del dipartimento settori pubblici della Cgil, Michele Gentile -. Si ribadisce il punto che per la scomparsa del precariato si fa un piano. E' prevista l'attivazione del fondo straordinario e si attiva un tavolo sul precariato in tutte le amministrazioni''. Anche secondo Giacinto Fiori della Uil, quella di oggi e' una ''partenza con cui e' stato avviato un percorso''.
Critiche, invece, da parte delle Rdb-Cub che hanno occupato la sala dove si e' svolta la riunione tra tutte le sigle sindacali e il ministro Nicolais. Le Rappresentanza di base chiedono la sanatoria dei precari che - secondo una loro stima - arrivano a 600 mila. Per Paolo Leonardi (Rdb-Cub) ha spiegato che il sindacato protesta anche per la ''mancanza di soldi per stabilizzare i precari, siamo contrari anche alla previsione del concorso. Vorrebbero farci sottoscrivere quanto gia' deciso da Cgil, Cisl e Uil''.


21 marzo 2007 - Apcom

STATALI/ PROSEGUE L'OCCUPAZIONE DELLA CUB A PALAZZO VIDONI
Protesta a oltranza, chiede incontro con Prodi

Roma, 21 mar. (Apcom) - Prosegue l'occupazione dei rappresentanti delle Rdb-Cub della sala riunioni al ministero delle Riforme e innovazioni nelle pubbliche amministrazioni. Lo riferisce l'organizzazione sindacale in una nota. "La delegazione continuerà la protesta - si legge nel comunicato - sino a che non verrà assicurato un incontro con il Governo ai massimi livelli sulle risorse per precari e contratti del pubblico impiego". Le Rdb-Cub criticano "le soluzioni annunciate in materia di precarietà nella pubblica amministrazione, che non fanno che confermare le limitate risorse previste da Finanziaria e memorandum con la stabilizzazione del solo 2% di tutta la platea dei lavoratori precari, rinviando a successivi tavoli tecnici la presa in esame del problema".

STATALI/ LA CUB OCCUPA SALA RIUNIONI MINISTERO FUNZIONE PUBBLICA
Contro esclusione da tavolo trattative sui precari

Roma, 21 mar. (Apcom) - I rappresentanti delle Rdb-Cub del pubblico impiego hanno occupato oggi la sala 'Stoppani' di Palazzo Vidoni, sede del ministero delle Riforme e innovazioni nella pubblica amministrazione, per protestare contro l'esclusione dalla trattativa per i precari. A Palazzo Vidoni si sta tenendo un incontro tra il ministro Luigi Nicolais e i sindacati.

STATALI/ INTESA NICOLAIS-SINDACATI PER TAVOLO PERMANENTE PRECARI
La Cub non firma, stamattina ha occupato sala riunioni

Roma, 21 mar. (Apcom) - Il ministro delle Riforme e innovazioni della Pubblica amministrazione, Luigi Nicolais, e i sindacati confederali hanno siglato oggi un'intesa per l'istituzione di un tavolo permanente sui precari. L'obiettivo è quello di assicurare "l'applicazione in modo uniforme e puntuale delle disposizioni contenute nella legge Finanziaria sulla stabilizzazione del personale precario e per consentire la completa assunzione nel corso della legislatura di questo personale, così come previsto anche da un memorandum d'intesa sul lavoro pubblico e riorganizzazione delle Amministrazioni pubbliche". L'intesa non è stata sottoscritta dalle Rdb-Cub e da altre sigle autonome, che sollecitano un incontro con il premier Romano Prodi. Questa mattina, i rappresentanti della Cub hanno occupato la sala 'Stoppani' di palazzo Vidoni, sede del ministero. L'accordo prevede che il Dipartimento della funzione pubblica trasmetta entro 10 giorni una bozza di direttiva di linee guida interpretative delle norme che riguardano la stabilizzazione dei precari. Successivamente, non oltre 10 giorni, il Dipartimento impegna a convocare le confederazioni rappresentative "al fine di acquisire le valutazioni sulle linee guida". Sarà poi promossa l'apertura di tavoli settoriali "per affrontare le singole specificità anche per l'esame congiunto di tutti i rapporti di tipo precario". Entro il 15 aprile il Dipartimento della Funzione pubblica predisporrà una bozza di regolamento e inviterà le parti sociali per dare inizio al confronto.


21 marzo 2007 - Adnkronos

P.I.: RDB-CUB, PROSEGUE A OLTRANZA OCCUPAZIONE SALA AL MINISTERO
PROTESTA FINCHÈ NON CONVOCATI DA GOVERNO A MASSIMI LIVELLI

Roma, 21 mar. (Adnkronos) - È iniziata questa mattina, nel corso dei lavori del tavolo sul precariato indetto a Palazzo Vidoni, l'occupazione da parte della delegazione RdB-Cub della sala Stoppani del ministero della Funzione Pubblica, che proseguirà ad oltranza sino quando non verrà fissato un incontro con i massimi livelli del Governo in tema di risorse per la stabilizzazione dei precari e per i contratti del Pubblico Impiego. Le RdB-CUB, convocate al tavolo con il Ministro Nicolais, lamentano innanzi tutto la scarsa qualificazione del tavolo stesso, che non aveva la composizione concordata durante lo sciopero dei precari del Pubblico Impiego del 6 ottobre scorso, e che avrebbe dovuto invece contenere la presenza di tutte le amministrazioni pubbliche interessate al problema del precariato. In secondo luogo, criticano fortemente la soluzioni annunciate in materia di precarietà nella P.A., «che non fanno che confermare le limitate risorse previste da Finanziaria e Memorandum con la stabilizzazione del solo 2% di tutta la platea dei lavoratori precari, rinviando a successivi tavoli tecnici, da calendarizzare per comparto, la presa in esame del problema». «Ancora una volta non si parla del tema centrale, ovvero le risorse economiche destinate alla risoluzione del precariato e dei contratti - dichiara Cristiano Fiorentini, della Direzione Nazionale RdB-CUB P.I. - È inutile girarci intorno: serve una vera sanatoria che regolarizzi tutti quanti sono stati sfruttati per anni, garantendo il funzionamento della p.a.. Non si tratta di un problema 'tecnicò, e per questo non ci muoveremo da qui fino a che non avremo assicurazione di poter parlare di risorse». Conclude l'esponente RdB: «Di fronte a questo atteggiamento, i precari della p.a. torneranno di nuovo in piazza, aderendo allo sciopero generale del Pubblico Impiego indetto dalle RdB-CUB e manifestando in decine di migliaia a Roma il prossimo 30 marzo», conclude Fiorentini.

P.I.: RDB CUB OCCUPANO SALA DURANTE INCONTRO SU PRECARI
PROTESTA CONTRO SOSPENSIONE LEGGI RAPPRESENTANZA SINDACALE

Roma, 21 mar. - (Adnkronos) - I rappresentanti di base Rdb Cub, una delegazione formata da 7 persone, ha occupato la Sala Stoppani del Ministero della Funzione pubblica durante l'incontro che si sta svolgendo tra il ministro della Funzione pubblica Luigi Nicolais e i sindacati sulla stabilizzazione dei precari statali. Un'occupazione ad oltranza per ottenere -dichiarano i sindacalisti- la convocazione a Palazzo Chigi domani con il premier Romano Prodi dove verranno avviati i tavoli su pensioni, pubblico impiego e produttività. I sindacalisti chiedono infatti di parlare con Prodi. La decisione «grave di occupare è stata determinata dalla mancanza di relazioni con questo governo che ha sospeso la legge sulla rappresentanza sindacale -spiega Paola Palmieri, dell'esecutivo nazionale, Rdb-Cub- il governo ha scelto infatti di trattare solo con Cgil, Cils e Uil e si sta comportando come Confindustria che sceglie di volta in volta le organizzazioni con cui confrontarsi. È in pericolo la democrazia». Nei giorni precedenti Paola Palmieri ha detto infatti che si sono svolti incontri sulla stabilizzazione dei precari tra i rappresentanti del Ministero e soltanto i sindacati confederali. La Palmieri ha ricordato inoltre che il 30 marzo ci sarà uno sciopero nazionale «contro il governo» e ha fatto riferimento a una precedente occupazione di Palazzo Vidoni, sede del ministero, nel lontano 1997 quando l'Rdb Cub protesto contro la legge Bassanini che prevede la rappresentanza sindacale. «A distanza di 10 anni siamo nella stessa drammatica situazione» ha concluso Palmieri.

P.I.: FIRMATA INTESA PER ISTITUZIONE TAVOLO PERMANENTE SU PRECARI

Roma, 21 mar. - (Adnkronos) - È stata firmata oggi a palazzo Vidoni, sede del ministero della Funzione pubblica, una intesa tra il ministro Luigi Nicolais e alcune sigle sindacali tra le quali Cgil, Cisl e Uil per l'istituzione di un tavolo permanente per la stabilizzazione dei precari. Nel documento che definisce un percorso di un piano di lavoro, viene messa in evidenza la necessità del tavolo «con l'obiettivo di assicurare l'applicazione in modo uniforme e puntuale delle disposizioni contenute nella legge finanziaria sulla stabilizzazione del personale precario e per consentire la completa assunzione nel corso della legislatura del personale, così come prevista anche dal Memorandum d'intesa su lavoro pubblico e riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche», firmato il 18 gennaio. Il testo dell'intesa definisce il percorso che porterà alla immissione del personale precario nelle amministrazioni. Al primo punto viene definito l'impegno da parte del Dipartimento della Funzione pubblica «a trasmettere entro 10 giorni una bozza di direttiva di linee guida interpretative delle norme inerenti la stabilizzazione dei precari nelle amministrazioni pubbliche». Al secondo punto, sempre da parte dello stesso Dipartimento, viene posto l'impegno successivamente e non oltre i 10 giorni, di convocare le confederazioni rappresentative al fine di acquisire le valutazione sulle linee guida. Terza tappa del percorso sarà l'apertura di tavoli settoriali che saranno promossi dal Dipartimento «per affrontare le singole specificità anche per l'esame congiunto di tutti i rapporti di tipo precario».
Infine, al quarto punto del piano di lavoro, viene disposto che entro il 15 aprile il Dipartimento della Funzione pubblica predisporrà la bozza di regolamento prevista dal comma 418 della Finanziaria 2007 e inviterà le parti sociali per il confronto necessario ai fini dell'adozione. L'intesa che reca in calce le firme del ministro Nicolais e dei sindacati confederali non è stata siglata dalle organizzazioni sindacali dell'area autonoma, come hanno spiegato rappresentanti dell'Usae e delle Rdb Cub. Le rappresentanze di base, oltre a non firmare l'intesa, hanno dato vita ad una occupazione ad oltranza della sola Stoppani, dove si è svolto l'incontro, al fine di ottenere la convocazione dal premier Romano Prodi per domani all'avvio dei tavoli di concertazione a palazzo Chigi.


21 marzo 2007 - Agi

STATALI: RDB-CUB OCCUPANO SALA MINISTERO P.A. PER PROTESTA

(AGI) - Roma, 21 mar. - "Abbiamo occupato la sala 'Stoppani' per protestare contro il governo di centrosinistra che, in violazione della legge Bassanini sulla rappresentanza sindacale, sceglie i propri interlocutori ad iniziare da Cgil, Cisl e Uil ed escludendo noi della Rdb-Cub che pure rappresentiamo un'importante fascia di lavoratori del pubblico impiego". Lo ha detto Paola Palmieri, dell'esecutivo nazionale Rdb-Cub, ai giornalisti dopo circa un'ora e mezza dall'inizio dell'incontro tra il ministro della Funzione Pubblica, Luigi Nicolais, con il tavolo sindacale. "La protesta della Rdb - e' stato spiegato - verte dunque sulla mancata accettazione al tavolo della sigla con pari dignita' rispetto alle altre organizzazioni sindacali e per le proposte in materia di interventi sul precariato nella pubblica amministrazione che Rdb respinge in modo netto".

STATALI: TAVOLO GOVERNO-SINDACATI PER LOTTA A PRECARIATO

(AGI) - Roma, 21 mar. - Il Governo ed i sindacati (Cgil, Cisl e Uil) hanno convenuto di "istituire un 'tavolo' permanente con l'obiettivo di assicurare l'applicazione in modo uniforme e puntuale delle disposizioni contenute nella Legge Finanziaria sulla stabilizzazione del personale precario per consentirne consentirne la completa assunzione nel corso della legislatura, cosi' come previsto anche dal memorandum d'intesa sul lavoro pubblico e riorganizzazione delle organizzazioni pubbliche". E' questo il passaggio piu' importante dell'accordo tra il ministro della Funzione pubblica, Luigi Nicolais e dei segretari del settore pubblico di Cgil, Cisl e Uil. L'accordo non e' stato sottoscritto da tutte le altre organizzazioni sindacali che hanno rifiutato di firmare la proposta avanzata loro dal Governo. Nell'intesa il dipartimento della funzione pubblica "s'impegna a trasmettere entro dieci giorni una bozza di linee guida interpretative delle norme inerenti la stabilizzazione dei precari nelle amministrazioni pubbliche". Successivamente e non oltre dieci giorni sara' convocato un tavolo delle confederazioni rappresentative al fine "di acquisire le valutazioni sulle linee guida". Vi sara' inoltre l'apertura di tavoli settoriali per affrontare le singole specificita' anche per l'esame congiunto di tutti i rapporti di tipo precario. Entro il 15 aprile il dipartimento della funzione pubblica predisporra' una bozza di regolamento che inviera' alle parti sociali. "L'accordo - ha spiegato Michele Gentile, responsabile FP-Cgil - ribadisce un punto fondamentale: un piano di legislatura per la scomparsa del precariato. E' un passo importante anche che si sono previsti i meccanismi per trovare le coperture per questa operazione". Per il sindacalista l'accordo ha grande significato in quanto vuol eliminare il precariato in tutte le amministrazioni sia centrali che locali". Per Giacinto Fiori, responsabile della Uil statali "quest'accordo va oltre la Finanziaria e quindi si avvia un cammino positivo il cui primo inizio e' nel memorandum del 18 aprile". Per l'RDB-CUB che invece hanno rigettato l'accordo insieme a tutte le altre sigle non confederali "si tratta di una giornata nera a cui verra' contrapposta una iniziativa di lotta costante per battere il precariato che interessa circa 600 mila persone tra le amministrazioni centrali e locali".


21 marzo 2007 - Omniroma

PRECARI, RDB-CUB: «PASSEREMO LA NOTTE A PALAZZO VIDONI»

(OMNIROMA) Roma, 21 mar - «Ci apprestiamo a pernottare a palazzo Vidoni visto che non è ancora arrivata alcuna risposta alle nostre richieste: impegno del Governo a incontrare i manifestanti il 30 marzo, giorno dello sciopero generale del pubblico impiego; specifica delle risorse economiche reali per stabilizzazione dei precari e fine dell'apartheid sindacale». È quanto dichiara, in una nota, Stefano Del Medico della direzione nazionale Rdb-Cub P.I, che insieme ad altri 6 responsabili nazionali delle Rdb-Cub sta occupando da questa mattina la sala Stoppani del ministero della Funzione pubblica. «Cgil, Cisl e Uil scoprono adesso l'acqua calda - prosegue Del Medico - che non ci sono soldi per il contratto del pubblico impiego noi lo sosteniamo già da novembre. Ma nessun pubblico dipendente sano di mente sciopererà per difendere un memorandum che smantella la pubblica amministrazione, cancella i contratti e non prevede soldi per i precari».

PRECARI, RDB:«OCCUPATA SALA STOPPANI MINISTERO FUNZIONE PUBBLICA»

(OMNIROMA) Roma, 21 mar - «È iniziata questa mattina, nel corso dei lavori del tavolo sul precariato indetto a palazzo Vidoni, l'occupazione da parte della delegazione Rdb Cub della sala Stoppani del ministero della Funzione Pubblica, che proseguirà ad oltranza sino quando non verrà fissato un incontro con i massimi livelli del Governo in tema di risorse per la stabilizzazione dei precari e per i contratti del Pubblico impiego». Lo riferisce una nota di Rdb Cub che, «convocate al tavolo con il ministro Nicolais, lamentano innanzi tutto la scarsa qualificazione del tavolo stesso, che non aveva la composizione concordata durante lo sciopero dei precari del Pubblico impiego del 6 ottobre scorso, e che avrebbe dovuto invece contenere la presenza di tutte le amministrazioni pubbliche interessare al problema del precariato». «In secondo luogo - continua il comunicato - criticano fortemente la soluzioni annunciate in materia di precarietà nella pubblica amministrazione, che non fanno che confermare le limitate risorse previste da Finanziaria e Memorandum con la stabilizzazione del solo 2% di tutta la platea dei lavoratori precari, rinviando a successivi tavoli tecnici, da calendarizzare per comparto, la presa in esame del problema». «Ancora una volta non si parla del tema centrale, ovvero le risorse economiche destinate alla risoluzione del precariato e dei contratti - dichiara Cristiano Fiorentini, della direzione nazionale Rdb Cub Pi - Serve una vera sanatoria che regolarizzi tutti quanti sono stati sfruttati per anni, garantendo il funzionamento della Pa. Non si tratta di un problema »tecnico«, e per questo non ci muoveremo da qui fino a che non avremo assicurazione di poter parlare di risorse - prosegue l'esponente Rdb - Di fronte a questo atteggiamento, i precari della Pa torneranno di nuovo in piazza, aderendo allo sciopero generale del Pubblico impiego indetto dalle Rdb Cub e manifestando in decine di migliaia a Roma il prossimo 30 marzo». Per quanto poi attiene lo spinoso tema della rappresentanza, Pierpaolo Leonardi, coordinatore nazionale della Cub presente nella delegazione a palazzo Vidoni, rileva che «il Governo parla con lingua biforcuta. Infatti, mente un ministro, Nicolais, convoca in un tavolo inutile, un altro, Padoa-Schioppa, contemporaneamente incontra solo Cgil Cisl e Uil su risorse e contratti. È evidente come un simile atteggiamento non sia più tollerabile».


21 marzo 2007 - Dire

PA. RDB SI APPRESTANO A PERNOTTARE A PALAZZO VIDONI PER PROTESTA

(DIRE) Roma, 21 mar. - "Ci apprestiamo a pernottare a Palazzo Vidoni visto che non e' ancora arrivata alcuna risposta alle nostre richieste: impegno del governo ad incontrare i manifestanti il 30 marzo, giorno dello sciopero generale del Pubblico Impiego; specifica delle risorse economiche reali per stabilizzazione dei precari e fine dell'apartheid sindacale". Lo dichiara Stefano Del Medico della direzione nazionale RdB-CUB PI, che insieme ad altri 6 responsabili nazionali delle RdB-CUB sta occupando da questa mattina la sala Stoppani del ministero della Funzione Pubblica. "Cgil, Cisl e Uil scoprono adesso l'acqua calda: che non ci sono soldi per il contratto del pubblico impiego noi lo sosteniamo gia' da novembre. Ma nessun pubblico dipendente sano di mente- prosegue- scioperera' per difendere un memorandum che smantella la pubblica amministrazione, cancella i contratti e non prevede soldi per i precari".


21 marzo 2007 - Prima

PROSEGUE AD OLTRANZA L’OCCUPAZIONE DA PARTE DELLE RDB-CUB DELLA SALA STOPPANI AL MINISTERO DELLA FUNZIONE PUBBLICA

(PRIMA) ROMA - E’ iniziata questa mattina, nel corso dei lavori del tavolo sul precariato indetto a Palazzo Vidoni, l’occupazione da parte della delegazione RdB-CUB della sala Stoppani del Ministero della Funzione Pubblica, che proseguirà ad oltranza sino quando non verrà fissato un incontro con i massimi livelli del Governo in tema di risorse per la stabilizzazione dei precari e per i contratti del Pubblico Impiego. Le RdB-CUB, convocate al tavolo con il Ministro Nicolais, lamentano innanzi tutto la scarsa qualificazione del tavolo stesso, che non aveva la composizione concordata durante lo sciopero dei precari del Pubblico Impiego del 6 ottobre scorso, e che avrebbe dovuto invece contenere la presenza di tutte le amministrazioni pubbliche interessare al problema del precariato. In secondo luogo, criticano fortemente la soluzioni annunciate in materia di precarietà nella p.a., che non fanno che confermare le limitate risorse previste da Finanziaria e Memorandum con la stabilizzazione del solo 2% di tutta la platea dei lavoratori precari, rinviando a successivi tavoli tecnici, da calendarizzare per comparto, la presa in esame del problema.
"Ancora una volta non si parla del tema centrale, ovvero le risorse economiche destinate alla risoluzione del precariato e dei contratti – dichiara Cristiano Fiorentini, della Direzione Nazionale RdB-CUB P.I. - E’ inutile girarci intorno: serve una vera sanatoria che regolarizzi tutti quanti sono stati sfruttati per anni, garantendo il funzionamento della p.a.. Non si tratta di un problema "tecnico", e per questo non ci muoveremo da qui fino a che non avremo assicurazione di poter parlare di risorse". Prosegue l’esponente RdB: "Di fronte a questo atteggiamento, i precari della p.a. torneranno di nuovo in piazza, aderendo allo sciopero generale del Pubblico Impiego indetto dalle RdB-CUB e manifestando in decine di migliaia a Roma il prossimo 30 marzo", conclude Fiorentini. Per quanto poi attiene lo spinoso tema della rappresentanza, Pierpaolo Leonardi, Coordinatore nazionale della CUB presente nella delegazione a Palazzo Vidoni, rileva che: "Il Governo parla con lingua biforcuta. Infatti, mente un Ministro – Nicolais - convoca in un tavolo inutile, un altro Padoa-Schioppa - contemporaneamente incontra solo CGIL CISL e UIL su risorse e contratti. E’ evidente come un simile atteggiamento non sia più tollerabile", conclude Leonardi.


21 marzo 2007 - Il Velino

Statali, governo-sindacati: sul precariato l'accordo c'e'

Roma, 21 MAR (Velino) - Il dipartimento della Funzione Pubblica si e' impegnato a trasmettere "entro dieci giorni una bozza di linee guida interpretative delle norme inerenti la stabilizzazione dei precari nelle amministrazioni pubbliche". In seguito, ma non oltre dieci giorni, sara' convocato un tavolo delle confederazioni rappresentative per acquisire le valutazioni sulle linee guida. Prevista anche l'apertura di tavoli settoriali per affrontare le singole specificita' anche per l'esame congiunto di tutti i rapporti di tipo precario. Entro il 15 aprile, invece, il dipartimento della Funzione pubblica predisporra' "una bozza di regolamento" che inviera' sempre alle parti sociali. L'accordo non e' stato pero' firmato da altre sigle autonome e dalle Rdb-Cub che hanno occupato la sala Stoppani di Palazzo Vidoni, dove era in corso la riunione, per sollecitare un incontro con il premier Romano Prodi. In sostanza le Rdb protestano per essere state escluse fino a oggi dalle trattative: "il governo ha scelto di comportarsi come Confindustria", ha lamentato Paola Calmieri del direttivo nazionale, sostenendo che l'esecutivo ha violato la legge del '97 sulle rappresentanze sindacali". Le Rdb-Cub e tutte le altre sigle non confederali hanno, cosi', confermato lo sciopero generale per il 30 marzo di tutto il pubblico impiego e sul precariato.


21 marzo 2007 - Il Manifesto

Statali precari, giornata decisiva
«Tavolo» al ministero della funzione pubblica. Presenti tutte le organizzazioni sindacali «rilevanti». In agenda il superamento della precarietà, il contratto e il «memorandum» (pro e contro)

Nella vertenza che riguarda «gli statali» - dizione imprecisa usata per comprendere chiunque lavori nella pubblica amministrazione, dai ministeri centrali alle Regioni, province e comuni - ci sono tre problemi principali: ben distinti, ma in vario modo collegati. Il primo e più generale concerne il rinnovo del contratto, scaduto ormai nel dicembre 2005 e velenosamente lasciato in eredità da Berlusconi ai suoi successori. Non è affatto chiaro, al momento, se siano state assegnate le risorse finanziarie necessarie al rinnovo. Il ministro della funzione pubblica, Luigi Nicolais, assicura di sì; il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, si fida quasi senza riserve; Luigi Angeletti (pari grado in Uil) non si fida molto e Carlo Podda, segretario di categoria in Cgil, ancora meno. Tutti e tre - insieme agli altri sindacalisti di varie sigle presenti all'interno del comparto - attendono lumi dall'incontro convocato per stamattina a palazzo Fidoni, sede del ministero. Nel pomeriggio ne parleranno però in dettaglio col ministro dell'economia, Tommaso Padoa Schioppa.
Il «tavolo» mattutino, come si dice in gergo, serve a dibattere soltanto le strategie di superamento della gigantesca precarietà accumulatasi negli uffici pubblici da quando qualcuno ebbe la malaugurata idea di «bloccare il turn over» (vietato assumere in sostituzione di chi andava nel frattempo in pensione) per risparmiare sui costi. Scuola esclusa, si calcola che assommino ormai ad almeno 400.000 persone, presenti al lavoro da più o meno tempo, anche da una decina d'anni. E questo è il secondo, urgente problema. Nicolais illustrerà a tutti i sindacati la bozza delle «direttive» preparate per affrontare il problema. Ha anticipato però che su un punto non ci può esser trattativa: «per me il precario che va stabilizzato immediatamente è quello che ha fatto un concorso pubblico e ha lavorato tre anni in seguito a questo concorso. Non possiamo fare una legge per cui tutti quelli che si trovano a passare dentro un ufficio (sic!) diventano a tempo indeterminato». Su questo è già stato dichiarato uno sciopero generale di categoria - dalla Cub-RdB - per il 30 di questo mese. La ragione è semplice: i precari «vincitori di concorso» ma non assunti sono molto pochi, e in ogni caso per lo stato assumerli è un «atto dovuto». Per tutti gli altri (le centinaia di migliaia) il problema non è saltare a piè pari la procedura concorsuale - altro «atto dovuto», leggi alla mano, per accedere al mitico «posto fisso» - ma prevedere nei nuovi concorsi una congrua valutazione del periodo di lavoro (precario) già prestato. Altrimenti i nuovi concorsi andrebbero a premiare - facile previsione - le orde di «nuovi raccomandati» che ogni partito si porta dietro.
Dulcis in fundo, il «memorandum» sottoscritto tra governo, Cgil, Cisl e Uil; le quali ne chiedono la rapida attuazione, mentre tutte le altre sigle rilevanti - dalla Dirstat alla RdB - sono pronte a scioperare se ciò avvenisse. La divisione sindacale corrisponde a collegamenti politici differenti, a posizioni di privilegio consolidate nel tempo (tutte le sigle «professionali») oppure ancora alla prassi alternativa del sindacalismo «di base». Una pluralità che non sempre diventa ricchezza e che fa prevedere una vertenza non brevissima.


21 marzo 2007 - Il Sole 24 OreAssunzioni. Oggi il vertice fra l'Esecutivo e i sindacati
Le condizioni per i precari: concorso e tre anni di lavoro

ROMA - Aver lavorato tre anni per la pubblica amministrazione dopo aver superato un concorso pubblico. È la condizione per essere assunto stabilmente, secondo la proposta di atto di indirizzo che il ministro della Funzione pubblica, Luigi Nicolais, illustrerà questa mattina ai sindacati nell'incontro a palazzo Vidoni, fissato con l'obiettivo di sciogliere i dubbi interpretativi legati all'applicazione delle norme sul precariato contenute in Finanziaria.
Il ministro punta a un accordo con il sindacato sui criteri guida per tutte le amministrazioni pubbliche, comprese le amministrazioni locali e il settore della sanità, dove si concentrano la gran parte dei precari. Il Governo teme che le amministrazioni locali possano procedere a stabilizzazioni di massa sfruttando le ampie possibilità offerte dalle norme della Finanziaria, aggirando le procedure concorsuali in vista delle elezioni amministrative. Alla vigilia dell'incontro il ministro si dice disponibile al confronto, ma fissa i "paletti": «Non possiamo fare assunzioni ope legis, per cui tutti quelli che si trovavano a passare dentro un ufficio diventano a tempo indeterminato». E aggiunge: «Il precario che va stabilizzato immediatamente è quello che ha fatto un concorso pubblico e ha lavorato per tre anni a seguito di questo concorso».
Una sanatoria in massa dei 400mila precari avrebbe effetti negativi oltre che sulle casse pubbliche, sull'efficienza della pubblica amministrazione che il Governo e i sindacati si sono impegnati a riformare nel Memoradum: «Dobbiamo applicare un Memorandum complesso — continua il ministro —. Non l'abbiamo ancora avviato solo perché stiamo aspettando in questi giorni anche la firma delle Regioni. Abbiamo voluto coinvolgere tuttele amministrazioni locali. C'è una riunione con le Regioni nei prossimi giorni, quindi spero che entro la prossima settimana votino e approvino il Memorandum, dopodichè io sono pronto a firmare le direttive». La partita sulla stabilizzazione interessa anche la scuola: il ministro Giuseppe Fioroni ha proposto l'assunzione di 70mila precari per quest'anno.
Tornando al pubblicoimpiego, i sindacati sollecitano la stabilizzazione non solo per i contratti a tempo determinato, ma per tutti i lavoratori flessibili impiegati nelle pubbliche amministrazioni, come i Cococo ei Lsu e chiedono che i tre anni non siamo calcolati su un periodo continuativo. Le RdbCub hanno annunciato per oggi un presidio davanti al ministero, in vista dello sciopero generale indetto per il 30 marzo (il 16 aprile sarà la Confsal a incrociare le braccia). Ma ad avvelenare il clima con Cgil, Cisl e Uil è la vertenza per il rinnovo dei contratti: nel pomeriggio è fissato un incontro con il ministro dell'Economia Tommaso PadoaSchioppa. «Mi aspetto che nell'incontro si arrivi a un chiarimento definitivo in senso positivo sulle risorse disponibili per i contratti —sostiene il segretario generale della Fp Cgil,Carlo Podda —. Altrimenti l'unica risposta possibile sarà lo sciopero generale del pubblico impiego».


21 marzo 2007 - Italia Oggi

Nicolais infrange i sogni dei precari: da 300 mila a 100 mila assunti

Stava diventando un colabrodo, il piano di stabilizzazione dei precari pubblici. Dai ministeri ai comuni, ciascuno per conto proprio stava allargando le maglie della Finanziaria 2007 per far assumerne a tempo indeterminato tutti i precari, anche quelli che hanno avuto contratti interinali o che sono privi del requisito dei tre anni di servizio. Una corsa al rialzo, con il beneplacido della sinistra radicale e di alcuni sindacati, quella andata in scena negli ultimi mesi, a cui il ministro della funzione pubblica, Luigi Nicolais, è stato chiamato a porre rimedio, per evitare che la slavina delle pretese diventasse inarrestabile. E così, il tavolo sul precariato è passato, almeno in questa fase, dalle mani del sottosegretario alla funzione pubblica, Giampiero Scanu, esponente della Margherita, a quelle del ministro, in quota Ds.
Nelle linee guida sull'attuazione di piano di stabilizzazione, che Nicolais sta predisponendo, e di cui oggi dovrebbe dare annuncio nel corso di un vertice con i sindacati, vi è un chiaro no alle immissioni in ruolo a tutto campo. All'incontro sono stati convocati tutte le sigle (Rdb e Confsal comprese), dopo le polemiche per l'esclusione nei precedenti tavoli di alcuni a favore dei soli confederali.
Sulla direttive per realizzare il piano di assunzioni, uno dei temi caldi del confronto tra sindacati e governo, vi è apertura alle ragioni dei lavoratori, dicono da Palazzo Vidoni. Ma alcune regole saranno fissate e saranno rigide, per rispettare lo spirito, e la copertura finanziaria, di quanto è stato inserito nella manovra 2007: niente assunzione a tempo indeterminato per chi ha avuto un contratto di co.co.co., per chi ha avuto incarichi di collaborazione con vertici politici, e, poi, niente assunzione se non si hanno tre anni di contratto a tempo determinato alle spalle e se il candidato non ha superato un concorso pubblico, requisito, questo, indispensabile giacché prescritto dalla Costituzione. Nel caso in cui non vi sia stata nessuna gara, si dovrà procedere a una nuova selezione, che non dovrebbe essere riservata ( su questo punto si sta ancora discutendo), ma aperta anche a candidati esterni. Insomma, una cosa è prevedere una norma regolarizzazione dei lavoratori da tempo in servizio presso lo stato ma precari, altra cosa è consentire a tutti coloro che hanno avuto un contratto, di qualsiasi genere, di avanzare pretese e accampare diritti. E così, le possibili assunzioni potrebbero calare dalle 300 mila ipotizzate a poco più di 100 mila lavoratori.
Il no a una stabilizzazione a 360° manderebbe in fumo i sogni della sinistra radicale, e creerebbe qualche problema anche ai sindacati. Cgil, Cisl e Uil, infatti, sul tema non sono perfettamente coesi, con il sindacato guidato da Guglielmo Epifani più incline a un ampliamento della partita assunzioni, e la sigla di Luigi Angeletti che riconosce la necessità di porre dei limiti. La giornata di oggi dovrebbe comunque essere chiarificatrice, delle intenzioni del governo e delle reazioni dei sindacati. In mattinata l'incontro con Nicolais, sul precariato; quindi, nel primo pomeriggio, con il ministro dell'economia, Tommaso Padoa-Schioppa, il vertice, saltato lunedì scorso, sui contratti pubblici, scaduti da 15 mesi : Cgil, Cisl e Uil chiedono aumenti del 5,02% già dal 2007 contro il 4,46% coperto in Finanziaria e dal 2008, una sfasatura tempistica che vale circa 2 miliardi di euro.
E non è finita: in serata ci sarà la conferenza delle regioni, con all'ordine del giorno il memorandum sul lavoro pubblico. L'accordo per riformare la pa è già stato sottoscritto a gennaio per le amministrazioni statali, ora va esteso anche alle autonomie locali e alla sanità, finora resistenti ad applicare le stesse regole concordate a livello nazionale.
Insomma, un calderone incandescente di vertenze, sul quale pesa lo sciopero del 30 marzo, proclamato dalle Rdb, e quello del 16 aprile, indetto dalla Confsal, per il settore pubblico e privato, ma sopra tutto da Cgil, Cisl e Uil per la scuola, il settore più corposo del pubblico impiego, con circa un milione di dipendenti sui complessivi tre milioni, e sul quale più di un governo è scivolato per il peso rivendicativo che esso detiene. Lo sciopero generale è ormai nell'aria.

20 marzo 2007 - Comunicati RdB CUB Pubblico Impiego

 Le RdB-CUB P.I. definiscono scandaloso l’atteggiamento del Governo, che in materia di stabilizzazione dei precari del Pubblico Impiego mira a restringere ulteriormente le già scarse risorse previste in Finanziaria.
Le RdB denunciano inoltre il metodo scelto dal Governo per le relazioni sindacali: "Siamo stati convocati alla "grande adunata" del tavolo di domani sul precariato, che però è stato preceduto da un "tavolo ristretto" e "riservato" con CGIL CISL UIL e Regioni che, evidentemente, è quello da cui si generano le scelte vere", dichiara Stefano Del Medico della Direzione nazionale RdB-CUB P.I..
"Non ci stiamo a fare le comparse – prosegue Del Medico - Risponderemo intanto con una folta delegazione che attuerà un determinato presidio davanti al Ministero della Funzione Pubblica, in preannuncio dello sciopero generale del Pubblico Impiego indetto il prossimo 30 marzo, e per l’occasione chiederemo di incontrare Prodi per discutere di memorandum, precariato e relazioni sindacali", conclude l’esponente RdB.

TAVOLO PRECARI P.I. :DAL GOVERNO PRETENDIAMO SCELTE VEREPresidio di protesta davanti il Ministero della Funzione Pubblicamercoledì 21 marzo ore 9.00

PRECARI PI: BASTA CON LE DOPPIEZZE DI CGIL CISL UIL
E POI MINACCIANO IL "RISCHIO MOBILITAZIONE"
RdB-CUB: lo sciopero dei precari c’è già, ed è stato indetto per il 30 marzo

E’ quantomeno "schizofrenico" l’atteggiamento dei sindacati concertativi, che prima concorrono a determinare le politiche che creano precariato e poi minacciano ipotetiche mobilitazioni di categoria. Non si può sottoscrivere memorandum che concordano lo smantellamento della p.a., accettare irrisorie ipotesi di stabilizzazione dei precari, e poi agitare "spauracchi".
La risposta alla latitanza del governo sul precariato è già stata data dall’assemblea dei precari pubblici del 2 marzo scorso, dove oltre 1000 delegati da tutti i comparti della p.a. hanno deliberato l’adesione allo sciopero generale del Pubblico Impiego e alla manifestazione nazionale di Roma, che vedrà in piazza decine di migliaia di lavoratori.

9 marzo 2007 - Comunicato RdB CUB Campania

 Venerdì 9 marzo 2007, presso l’università Federico secondo di Napoli, si è svolta l’assemblea pubblica della R.d.B./CUB sul tema: "precarietà sociale e ruolo del sindacato di base" nella Regione Campania.
Dopo la relazione articolata da parte del coordinatore Regionale della R.d.B./CUB, con la quale spiegava il senso dell’iniziativa, che mirava a sottolineare l’emarginazione e l’esclusione dai luoghi del confronto politico nella Regione della R.d.B, perché conflittuale e non concertativa, nonostante sia presente su tutti i problemi sociali e lavorativi nel territorio e la rivendicazione di uno spazio di democrazia e di corrette relazioni sindacali attraverso la stesura di un protocollo di intesa sulle relazioni sindacali tra la R.d.B./CUB e la Regione Campania, come già è avvenuto in altre Regioni.
Hanno partecipato delegazioni di lavoratori, organizzazioni sindacali di base, associazioni e comitati di cittadini impegnati in battaglie sociali, rappresentanti di centri sociali, ecc., provenienti da tutte le Province della Regione, sono intervenuti lavoratori di diverse realtà che hanno riportato testimonianze drammatiche di condizioni lavorative precarie presenti sul territorio Regionale;  hanno portato il contributo al dibattito i deputati Paolo Cento e Francesco Caruso, che hanno condiviso la richiesta della R.d.B./CUB di rivendicare uno spazio di democrazia e di corrette relazioni sindacali, attraverso un protocollo di intesa con gli esponenti del governo Regionale.
Le conclusioni sono state affidate al Coordinatore Nazionale della R.d.B./CUB che sottolineava l’enorme contributo dato dalla Federazione Regionale Campana R.d.B. al processo di trasformazione che l’organizzazione si è data per adeguare il proprio livello allo scontro in atto, passando da sindacato categoriale a sindacato confederale, territoriale, capace di intervenire sui problemi sociali e generali, oltre che sui problemi delle categorie nei luoghi di lavoro, anche grazie alle drammatiche condizioni esistenti nel territorio Regionale Campano.
Ha inoltre, ricordato e sottolineato l’importanza, dello sciopero di tutto il pubblico impiego, del giorno 30 marzo 2007, contro lo smantellamento della pubblica amministrazione e la criminalizzazione dei lavoratori pubblici, con manifestazione a Roma.

 

 9 marzo 2007 - Comunicati RdB CUB

PRECARI PI: BASTA CON LE DOPPIEZZE DI CGIL CISL UIL

CHE PRIMA CONCORRONO AL PROBLEMAE POI MINACCIANO IL "RISCHIO MOBILITAZIONE"RdB-CUB: lo sciopero dei precari c’è già, ed è stato indetto per il 30 marzo

E’ quantomeno "schizofrenico" l’atteggiamento dei sindacati concertativi, che prima concorrono a determinare le politiche che creano precariato e poi minacciano ipotetiche mobilitazioni di categoria. Non si può sottoscrivere memorandum che concordano lo smantellamento della p.a., accettare irrisorie ipotesi di stabilizzazione dei precari, e poi agitare "spauracchi".
La risposta alla latitanza del governo sul precariato è già stata data dall’assemblea dei precari pubblici del 2 marzo scorso, dove oltre 1000 delegati da tutti i comparti della p.a. hanno deliberato l’adesione allo sciopero generale del Pubblico Impiego e alla manifestazione nazionale di Roma, che vedrà in piazza decine di migliaia di lavoratori.

9 marzo 2007 - Comunicato RdB CUB Campania

 

Venerdì 9 marzo 2007, presso l’università Federico secondo di Napoli, si è svolta l’assemblea pubblica della R.d.B./CUB sul tema: "precarietà sociale e ruolo del sindacato di base" nella Regione Campania.
Dopo la relazione articolata da parte del coordinatore Regionale della R.d.B./CUB, con la quale spiegava il senso dell’iniziativa, che mirava a sottolineare l’emarginazione e l’esclusione dai luoghi del confronto politico nella Regione della R.d.B, perché conflittuale e non concertativa, nonostante sia presente su tutti i problemi sociali e lavorativi nel territorio e la rivendicazione di uno spazio di democrazia e di corrette relazioni sindacali attraverso la stesura di un protocollo di intesa sulle relazioni sindacali tra la R.d.B./CUB e la Regione Campania, come già è avvenuto in altre Regioni.
Hanno partecipato delegazioni di lavoratori, organizzazioni sindacali di base, associazioni e comitati di cittadini impegnati in battaglie sociali, rappresentanti di centri sociali, ecc., provenienti da tutte le Province della Regione, sono intervenuti lavoratori di diverse realtà che hanno riportato testimonianze drammatiche di condizioni lavorative precarie presenti sul territorio Regionale;  hanno portato il contributo al dibattito i deputati Paolo Cento e Francesco Caruso, che hanno condiviso la richiesta della R.d.B./CUB di rivendicare uno spazio di democrazia e di corrette relazioni sindacali, attraverso un protocollo di intesa con gli esponenti del governo Regionale.
Le conclusioni sono state affidate al Coordinatore Nazionale della R.d.B./CUB che sottolineava l’enorme contributo dato dalla Federazione Regionale Campana R.d.B. al processo di trasformazione che l’organizzazione si è data per adeguare il proprio livello allo scontro in atto, passando da sindacato categoriale a sindacato confederale, territoriale, capace di intervenire sui problemi sociali e generali, oltre che sui problemi delle categorie nei luoghi di lavoro, anche grazie alle drammatiche condizioni esistenti nel territorio Regionale Campano.
Ha inoltre, ricordato e sottolineato l’importanza, dello sciopero di tutto il pubblico impiego, del giorno 30 marzo 2007, contro lo smantellamento della pubblica amministrazione e la criminalizzazione dei lavoratori pubblici, con manifestazione a Roma.


9 marzo 2007 - Comunicati RdB CUB

RDB-CUB: NO AL DECRETO "AMMAZZAPRECARI"
Al tavolo con CGIL,CISL e UIL il Ministro Nicolais studia le forme per limitare al massimo i già insignificanti effetti della Finanziaria per la stabilizzazione del precariato. Le RdB-CUB rilanciano lo sciopero generale della p.a. per il 30 Marzo.

Scarica il volantino per lo sciopero del 30 marzo

"Da quanto apprendiamo dalla stampa, il tavolo del Governo sul precariato con CGIL CISL e UIL si delinea come il luogo concertativo dove rimettere in discussione anche quelle misere ottomila assunzioni dei precari storici previste in Finanziaria e riproporre il concorso come unica soluzione", dichiara Carmela Bonvino della Federazione Nazionale RdB-CUB. "Si tratta di una conferma di come non solo il Governo Prodi rispetto alle promesse elettorali abbia cancellato la precarietà dalla propria agenda, ma che l’inversione di rotta sia tale che oggi, attraverso un decreto interpretativo della Finanziaria che sta predisponendo il Ministro Nicolais, il problema sia diventato non tanto eliminare il precariato, ma eliminare i precari nel senso quasi fisico del termine".
Dichiara C. Fiorentini della direzione RdB-CUB Pubblico Impiego: "E’ inaccettabile che la soluzione del precariato sia vista come un pericolo, e che il tandem Nicolais-Damiano lavori per demolire ogni ipotesi di stabilizzazione dei precari, lasciando intatte le leggi trenta-treu. Il 21 saremo presenti al tavolo sul precariato nel Pubblico Impiego convocato dal Ministro Nicolais con la precisa richiesta di sanatoria programmata e generalizzata del precariato e di reinternalizzazione dei servizi, condizioni per noi centrali in un programma di rilancio della Pubblica Amministrazione".
"Se questo non avverrà, la migliore risposta sarà data dai pubblici dipendenti il 30 marzo, quando sciopereranno e scenderanno numerosi in piazza, sia quelli "stabili" che i precari, per la difesa del servizio pubblico e la stabilizzazione di tutti i precari" conclude Fiorentini.


9 marzo 2007 - Ansa

STATALI: RDB-CUB, SU PRECARI SCIOPERO C'È GIÀ, IL 30 MARZO

(ANSA) - ROMA, 9 MAR - «Lo sciopero dei precari c'è già, ed è stato indetto per il 30 marzo». Ad affermarlo è il sindacato di base Rdb-Cub in una nota nella quale definisco «quantomeno schizofrenico l'atteggiamento dei sindacati concertativi, che prima concorrono a determinare le politiche che creano precariato e poi minacciano ipotetiche mobilitazioni di categoria». Per la Rdb-Cub «non si può sottoscrivere memorandum che concordano lo smantellamento della pa, accettare irrisorie ipotesi di stabilizzazione dei precari, e poi agitare spauracchi». «La risposta alla latitanza del governo sul precariato - prosegue la nota - è già stata data dall'assemblea dei precari pubblici del 2 marzo scorso, dove oltre 1000 delegati da tutti i comparti della p.a. hanno deliberato l'adesione allo sciopero generale del Pubblico Impiego e alla manifestazione nazionale di Roma, che vedrà in piazza decine di migliaia di lavoratori».


9 marzo 2007 - Apcom

STATALI: RDB-CUB, SCIOPERO DEI PRECARI E' GIA' STATO INDETTO

(AGI) - Roma, 9 mar. - Lo sciopero dei precari c'e' gia', ed e' stato indetto per il 30 marzo. E' quanto si legge in una nota delle rappresentanze sindacali di base che accusano di "doppiezza" i confederali. "E' quantomeno 'schizofrenico' l'atteggiamento dei sindacati concertativi, che prima concorrono a determinare le politiche che creano precariato e poi minacciano ipotetiche mobilitazioni di categoria. Non si puo' sottoscrivere memorandum che concordano lo smantellamento della p.a., accettare irrisorie ipotesi di stabilizzazione dei precari, e poi agitare 'spauracchi'" si legge nella nota. "La risposta alla latitanza del governo sul precariato - concludono le Rdb-Cub - e' gia' stata data dall'assemblea dei precari pubblici del 2 marzo scorso, dove oltre 1000 delegati da tutti i comparti della p.a. hanno deliberato l'adesione allo sciopero generale del Pubblico Impiego e alla manifestazione nazionale di Roma, che vedra' in piazza decine di migliaia di lavoratori".

Roma, 9 mar. (Apcom) - Le Rdb-Cub definiscono 'ammazzaprecari' il provvedimento con il quale il ministro delle Riforme e innovazioni nella pubblica amministrazione intende stabilizzare i lavoratori del pubblico impiego. "Da quanto apprendiamo - riferiscono i sindacati di base - il tavolo del Governo sul precariato con Cgil, Cisl e Uil si delinea come il luogo concertativo dove rimettere in discussione anche quelle misere 8.000 assunzioni dei precari storici previste in Finanziaria e riproporre il concorso come unica soluzione. Chiediamo la sanatoria programmata e generalizzata del precariato e di reinternalizzazione dei servizi, condizioni per noi centrali in un programma di rilancio della pubblica amministrazione. Se questo non avverrà, la migliore risposta sarà data dai pubblici dipendenti il 30 marzo quando sciopereranno".

5 marzo 2007 - Comunicato RdB CUB Firenze

 

Vi ricordate della Legge 30? E del Pacchetto Treu?Noi si!! Ne paghiamo le conseguenze tutti i giorni, con lavori insicuri, sottopagati e senza prospettive. Vi ricordate i manifesti elettorali "oggi precarietà domani lavoro" e le tante promesse sparse al vento? Noi si!! Perché gli autori di quei manifesti sono gli stessi che poco o nulla hanno fatto per noi.

L'approvazione della Finanziaria è per noi l'occasione per aprire finalmente una vertenza generalizzata per ottenere la stabilizzazione di tutti i lavoratori precari. Il testo dei commi dedicati alla stabilizzazione del precariato è volutamente ambiguo: noi vogliamo sfruttare tale ambiguità, utilizzando i pochi margini di manovra disponibili, per costringere in primo luogo Governo e Enti pubblici ad affrontare realmente ed in maniera risolutiva il problema del lavoro precario!! Infatti, anche se le norme coinvolgono direttamente solo i precari del pubblico impiego, una loro vittoria aprirebbe la strada a vertenze simili anche nel settore privato.Per questo motivo è importante, ora più che mai, raggiungere la massima unità d’intenti e d’azione tra lavoratori di settori diversi. La precarietà è diventata la condizione maggioritaria tra tutti i lavoratori, non risparmiando neppure coloro che risultano formalmente "garantiti" (si pensi ad es. ai lavoratori dei servizi esternalizzati in appalto). Per discutere le prossime necessarie iniziative di mobilitazione, a partire dalla manifestazione cittadina del prossimo 24 marzo, invitiamo tutti i lavoratori, precari e non, pubblici e privati, a partecipare all’assemblea aperta che si svolgerà mercoledì 14 marzo 2007 alle 21 presso la sala chalet dell’SMS di Rifredi, via V. Emanuele II 303.

Vogliamo:>> stabilità, salario, reddito e diritti per tutte e tutti>> cancellazione dei contratti precari (pacchetto Treu e Legge 30) e del caporalato legalizzato>> no a esternalizzazioni e privatizzazioni, assunzione per lavoratrici e lavoratori esternalizzati>> riconoscimento dei diritti pregressi e diritto alla pensione pubblica per le precarie e i precari

Coordinamento lavoratori precari "Firenzeprecaria"


4 marzo 2007 - Il Pane e le Rose

Assemblea nazionale dei precari pubblico impiego
oltre 1000 partecipanti da tutta italia
L'assemblea delibera l'adesione allo sciopero generale del pi indetto per il 30 marzo e la partecipazione alla manifestazione nazionale a roma

Sono arrivati da tutta italia oltre 1000 lavoratori appartenenti ai diversi settori del lavoro pubblico per partecipare alla seconda assemblea nazionale dei lavoratori precari indetta dalle rdb-cub.
I lavoratori hanno testimoniato il malessere della loro condizione, che per molti si protrae da lungo tempo, ed hanno chiesto con forza politiche concrete e risolutive della piaga della precarietà.
"Chi ha avuto il mandato di governo sulla parola d'ordine del precariato ha il dovere di portare a termine questo impegno", ha dichiarato carmela bonvino, responsabile precari delle rdb-cub. "Il governo ha tamponato solo il 2% della platea dei lavoratori precari: è necessaria una netta inversione di tendenza che stabilizzi tutti i lavoratori ed impedisca la creazione di nuovo precariato nella pubblica amministrazione".
A favore della stabilizzazione di tutti i precari della pa si è espresso anche il senatore salvi, primo firmatario del disegno di legge predisposto dalle rdb-cub e già depositato in parlamento: "e' inaccettabile che lo stato dia cattivo esempio di violazione dei diritti. Bisogna avviare una legislazione che elimini il precariato dal nostro futuro: anche per questo sarò in piazza il 30 marzo", ha dichiarato salvi.
E' intervenuto il sottosegretario all'economia paolo cento, impegnandosi ad ottenere da parte del governo disponibilità sul problema del precariato. In sintonia si sono espressi anche giovanni russo spena, capogruppo prc, dino tibaldi, responsabile lavoro pdci, francesco caruso, deputato prc, che hanno evidenziato come il confronto sul problema debba essere svolto con chi effettivamente rappresenta i lavoratori. Ha partecipato inoltre la dott. Pettine in rappresentanza del sottosegretario al lavoro rosa rinaldi.
Il responsabile delle relazioni sindacali del ministero della funzione pubblica, gallozzi, si è impegnato a nome del ministro nicolais a convocare alla presenza di tutte le confederazioni sindacali maggiormente rappresentative il tavolo sul precariato, che si aprirà nelle prossime ore, imposto dalle rdb-cub con lo sciopero del 6 ottobre scorso. L'assemblea ha unanimemente deliberato l'adesione dei lavoratori precari allo sciopero generale del pubblico impiego indetto dalle rdb-cub per il prossimo 30 marzo.
"Se il governo intende scegliersi gli interlocutori di comodo, forse durerà ancora qualche tempo, ma taglierà il ramo dove è seduto", ha concluso elisabetta callari delle rdb-cub. "Il 30 marzo i lavoratori precari saranno protagonisti in piazza accanto a quelli di ruolo: saranno decine di migliaia, e pronti a riaprire il conflitto se gli impegni presi non verranno mantenuti".


3 marzo 2007 - Liberazione

Oltre mille lavoratori ieri all’assemblea del sindacato. Dure critiche al memorandum
«Basta precari, democrazia sindacale»
Le Rdb il 30 marzo ancora in sciopero
Intervenuti anche Cento, Russo Spena e Salvi: «Siamo dalla vostra parte». E Nicolais apre il tavolo al sindacato autonomo

Se fossero veramente "fannulloni" non sarebbero così tanti al centro congressi Frentani: oltre mille interinali, lsu, cococò ed esternalizzati del pubblico impiego, giunti nella capitale per l’assemblea nazionale delle Rdb-Cub, il sindacato autonomo del pubblico impiego, in prima linea nella lotta alla "precarietà di Stato". Sono i precari dell’Arpa abbruzzese, il 50% dell’ufficio, gli unici che «lavorano sul campo»; gli informatici del ministero di Grazie e Giustizia, cocoprò di un’azienda privata, che ogni giorno timbrano il cartellino per le loro 8 ore di «lavoro autonomo» nel dicastero di Mastella; i marittimi di Messina, che battono il record della durata dei contratti (40 minuti, il tempo della traversata dello stretto), licenziati nonostante le carenze nella sicurezza; sono i precari dell’Istat, quelli che raccolgono i dati sulle "Forze di Lavoro", pagati a questionario. Chiedono al governo risposte immediate: lo stop alle esternalizzazioni, che costano di più e trasferiscono risorse ai privati; l’assunzione dei 150 mila precari degli uffici pubblici. Criticano il memorandum firmato lo scorso gennaio dal ministro Nicolais e dai sindacati confederali, definito «un patto esoterico», che «sancisce lo smantellamento della P.A.» e «introduce criteri d’impresa». Ma, specialmente, chiedono la democrazia sindacale, per paradosso nagata proprio nell’unico settore dove è imposta da una legge sulle «organizzazioni maggiormente rappresentative ». «L’esecutivo continua a scegliere gli interlocutori che ritiene più comodi», accusa Cristiano Fiorentini, della direzione nazionale delle Rdb-Cub. «Chi ha avuto il mandato di governo sulla parola d’ordine del precariato ha il dovere di portare a termine questo impegno», aggiunge Carmela Bonvino, responsabile precari del sindacato. «Il Governo ha tamponato solo il 2% della platea dei lavoratori precari. L’inversione di tendenza non c’è ancora» attacca la sindacalista. Particolare attenzione viene riservata alla stipula di un decreto che, il prossimo 30 Aprile, dovrebbe dare attuazione alle norme contenute nella finanziaria. La quale ha stanziato per le stabilizzazioni dei precari fondi appena sufficienti per assumerne al massimo 8 mila. Lasciando nascosto, però, il forziere dei «conti dormienti»: depositi di denaro appartenenti a persone decedute o scomparse il cui utilizzo potrebbe liberare fondi calcolati in 15 miliardi di euro. Il decreto- che sarà firmato da Prodi su proposta del ministro Nicolais- dovrà anche specificare anche quali categorie dell’esercito di precari pubblici saranno interessati dal percorso di stabilizzazione. Per questo le Rdb-Cub chiedono di essere convocati dal governo. E lo fanno alla loro maniera: indicendo per il 30 Marzo un nuovo sciopero generale dopo quello dei 35 mila di novembre. Il governo- almeno un pezzoli ascolta con attenzione. Nonostante il voto di fiducia alla Camera sono molti i parlamentari e gli esponenti dell’esecutivo che danno la loro solidarietà all’infuocata assemblea. Cesare Salvi, primo firmatario di un disegno di legge «per la stabilizzazione dei precari della P.A.» proposta dalle Rdb, ricorda che per la prima volta un governo pone il principio della stabilizzazione dei precari, e come la crisi derivi dal fatto che «il Governo dovrebbe essere contento di mobilitazioni come queste». D’altronde, come ricorda Paolo Cento, sottosegretario all’Economia, «i fondi ci sono, grazie all’aumento delle entrate fiscali». Giovanni Russo Spena è ancora più esplicito: «Il 30 Marzo ci saremo», dice, prima di ricordare come «la precarietà è funzionale allo smantellamento dei diritti sociali ». Per finire il responsabile delle relazioni sindacali del Ministero della Funzione Pubblica, Eugenio Gallozzi, si impegna a nome del ministro a convocare un tavolo con tutte le organizzazioni maggiormente rappresentative. Ma lo sciopero rimane: «Il 30 marzo i lavoratori precari saranno protagonisti in piazza accanto a quelli di ruolo» dice Elisabetta Callari, dell’Rdb-Cub. «Saremo decine di migliaia, pronti a riaprire il conflitto se gli impegni presi non verranno mantenuti».


3 marzo 2007 - Il Manifesto

Precari pubblici e arrabbiati
Sciopero del pubblico impiego il 30 marzo. Preoccupazioni a sinistra per lo scarto crescente con il «paese reale»

Roma - Il «dodecalogo» di Prodi ha aumentato la distanza con il paese reale. Quello che lavora, guadagna, vive e progetta il futuro precariamente. Colpa di quel punto di programma sparito dall'elenco dei «dodici comandamenti» che dovrebbe caratterizzare la «fase due» - ancora più centrista e liberista.
Teorie dei soliti sinistri disfattisti? Non proprio. Bastava entrare nella grande sala del centro congressi dei Frentani, a Roma, ieri mattina, per rendersene conto. Era stata convocata un'assemblea nazionale dei precari del pubblico impiego; per delegati, insomma. Il sindacato di base RdB si aspettava trecento persone. Se ne sono presentate più di mille, al punto che la strada veniva ben presto intasata da quelli che non riuscivano a entrare. Questo sindacato ha dichiarato lo sciopero dei dipendenti pubblici - sia precari che «stabili» - per il 30 di questo mese. Se queste sono le premesse, si profila una giornata decisamente interessante.
I primi a rendersi conto del clima sono stati naturalmente i politici più navigati, tutti esponenti della sinistra della maggioranza. Il più impressionato è parso Cesare Salvi, che dal palco ha gridato «ma come fanno a non parlare con voi?» (riferendosi al pervicace rifiuto fin qui opposto alla presenza delle RdB al tavolo delle trattative nazionali). Per poi spiegarci che «questa è gente che lavora da anni, che deve star dietro al politico di turno per strappare un rinnovo di sei mesi, che chiede giustamente garanzie di stabilità; nella finanziaria qualcosa c'è, ma bisogna fare di più; altrimenti rischiamo di alimentare una vandea».
Gente oltretutto anche di una certa età. Abbondano i capelli grigi, parecchie le madri di famiglia. Se hai in testa l'icona del precario come di un giovincello che salta da un mestiere all'altro per sentirsi più libero, beh, dovresti passare da queste parti per resettare quell'idea. E' lo spaccato prodotto in quindici anni di blocco delle assunzioni nel settore pubblico. Le braccia (e le teste) nuove per sostituire quelle che andavano in pensione servivano lo stesso; solo che le pagano attingendo alla voce «beni e servizi», che ha natura variabile (e tagliabile), invece che sotto quella «spese per il personale». Così, se oggi li si volesse assumere in pianta stabile, risulterebero un'assunzione ex novo, con relativo aumento delle spese stabili. La beffa peggiore è però un'altra: nel pubblico si deve passare per la gabbia del concorso. Così, se si riapriranno le porte a nuove assunzioni, questi lavoratori di lungo corso si ritroveranno in gara come chiunque altro (e magari senza neppure più «la raccomandazione giusta»).
Dalla politica pretendono risposte chiare, non promesse vaghe da realizzare in tempi biblici. Giovanni Russo Spena ne è consapevole, e ricorda la proposta di legge che da 12 anni non va avanti (concorsi «riservati» per i precari di lungo corso); e deve anche ricordare che nel «decreto Lanzillotta», presentato da governo, c'è «la metafora di un programma politico che vede nella precarizzazione la chiave di volta per lo smantellamento dello stato sociale». Fino a mettere un paletto chiaro sulla durata della presenza del Prc nella maggioranza: «quando non vedremo più un varco per l'ascolto della società, non ci sarà più ragione di stare al governo». Dino Tibaldi, del Pdci, ricorda la necessità di cambiare i criteri della ragioneria dello stato, per poter affrontare il problema precari.
Arrivano anche rappresentanti del governo, come Paolo Cento; un dirigente della funzione pubblica legge l'elenco dei sindacati ammessi alla trattativa (e le RdB stavolta ci saranno); la dott.ssa Pettine viene a rappresentare la sottosegretaria al lavoro Rosa Rinaldi, all'estero. Francesco Caruso, pur di dare il proprio appoggio, fa tardi per il voto di fiducia alla Camera.
La situazione è comunque chiara: l'economia va bene, il Pil cresce, le entrate fiscali sono state 37 miliardi di euro più alte del previsto, le imprese fanno profitti record... possibile che per chi lavora - e per i precari, in primo luogo - non ci sia altro che quella miseria di misure scritte nella finanziaria? Il 30 marzo è vicino. Ai piani alti dei ministeri qualcuno dovrebbe prestare attenzione a chi sta nelle stanze vicine, piùttosto che ai grandi capi di Bruxelles o Francoforte.


3 marzo 2007 - Il Messaggero

Roma. Assemblea precari

Roma - Oltre mille dipendenti pubblici precari si sono dati appuntamento ieri a Roma per la seconda assemblea nazionale dei precari indetta dal sindacato autonomo Rdb-Cub. Secondo la sindacalista Carmela Bonvino, il governo con i suoi provvedimenti «ha tamponato solo il 2% della platea dei lavoratori precari». Ha partecipato alla manifestazione Cesare Salvi dei Ds, primo firmatario di un disegno di legge sui precari. Il 30 marzo i lavoratori aderenti alle Rdb-Cub sciopereranno.


3 marzo 2007 - Epolis

Occupazione. Oltre mille lavoratori sono arrivati ieri a Roma per la manifestazione indetta dalle RdB-Cub
I precari del pubblico: «Anche noi in piazza il 30 marzo»
All'appuntamento saranno presenti anche Salvi (Ds), Russo Spena e Caruso (Prc)

Roma - Erano gremite oltre ogni previsione ieri mattina la platea e la galleria del centro congressi Frentani, a Roma, dove si svolgeva la seconda assemblea nazionale dei lavoratori precari indetta dalle RdB-Cub, le rappresentanze sindacali di Base. Sono arrivati da tutta Italia oltre mille lavoratori appartenenti ai diversi settori del pubblico impiego e hanno portato le loro storie, le sofferenze di una condizione professionale che per molti di loro si protrae da lungo tempo. Hanno detto ancora una volta no allo smantellamento della pubblica amministrazione e alla mobilità selvaggia, ribadito la richiesta di assunzione a tempo indeterminato per tutti i precari del pubblico impiego e hanno aderito allo sciopero indetto dall’organizzazione sindacale per il prossimo 30 marzo, contro lo scempio in atto nei confronti della pubblica amministrazione. «Chi ha avuto il mandato di governo sul precariato - ha detto la responsabile precari Rdb Carmela Bovino - ha il dovere di portare a termine questo impegno. Il governo ha tamponato solo il 2 per cento della platea dei lavoratori precari, appena ottomila lavoratori su 250mila: è necessaria una netta inversione di tendenza che li stabilizzi tutti e impedisca la creazione di nuovo precariato nella pubblica amministrazione». Ha annunciato la sua presenza alla manifestazione il senatore Ds Cesare Salvi, firmatario di un disegno di legge per la stabilizzazione dei precari nella pubblica amministrazione predisposto dalle RdBCUB. «È inaccettabile – ha detto Salvi all’assemblea romana - che lo Stato dia cattivo esempio di violazione dei diritti. Bisogna avviare una legislazione che elimini il precariato dal nostro futuro. Entro il 30 aprile il presidente del Consiglio dovrà elaborare un piano contro la precarietà insieme ai sindacati e io spero siano presenti anche quelli di base». «La Finanziaria ha avuto il merito di porre la questione della precarietà come punto centrale dell'azione di governo - secondo il sottosegretario all'Economia, Paolo Cento - l'augurio è di completare la stabilizzazione entro tre anni». Hanno dato la loro adesione alla manifestazione del 30 marzo anche il presidente dei senatori Prc, Giovanni Russo Spena, e i deputati Dino Ribaldi, Pdci e Francesco Caruso, Prc.


3 marzo 2007 - Il Tempo

In piazza anche i precari: «Il governo non affronta la questione dei lavoratori instabili»
Il 30 marzo è sciopero generale dei dipendenti pubblici

Roma - PASSATA la buriana della crisi di governo tornano a galla i nodi lasciati in sospeso. In primo piano lo stato d’agitazione dei lavoratori statali che chiedono il rinnovo del contratto di lavoro scaduto da anni. Intanto è stato proclamato uno sciopero generale nazionale per l’intera giornata del 30 marzo di tutto il personale di tutte le aree del pubblico impiego e delle pubbliche amministrazioni. Lo ha diramato la Confederazione sindacale: «L’astensione dal lavoro è per tutti i lavoratori del settore a tempo indeterminato, a tempo determinato o con contratti atipici e precari a sostegno della propria piattaforma rivendicativa sui rinnovi dei contratti scaduti, contro la precarietà e per un reale processo di stabilizzazione dei precari nella pubblica amministrazione, contro l’adesione ai fondi pensione e l’estensione del meccanismo del silenzio-assenso in materia di Tfr/Tfs, contro le esternalizzazioni dei servizi pubblici». Tra le richieste anche un aumento salariale pari a 150 euro netti in busta paga. Sulla questione del Tfr la posizione del sindacato è chiara: «Contro lo scippo del tfr/tfs non facciamo scattare il silenzio/assenso, teniamo la disponibilità personale della liquidazione - si legge in una nota dell’Unione sindacale italiana Usi che ha proclamato un’analoga azione di sciopero nazionale per i settori esternalizzati (pulizie, cooperative sociosanitarie/assistenziali, servizi di natura educativa, ristorazione e mense) - Inoltre l’aumento di 150 euro è il minimo di aumento per sostenere il reale costo della vita». La segreteria generale della Usi sottolinea pure il fatto che «il governo Prodi-bis non solo è in continuità con il precedente ma rischia di fare anche peggio con il dodecalogo accettato da tutti». Alla protesta hanno aderito i lavoratori precari della pubblica amministrazione aderenti alle Rappresentanze sindacali di base. «Chi ha avuto il mandato di governo» sul precariato - ha detto la responsabile precari Rdb Carmela Bovino - ha il dovere di portare a termine questo impegno. Il Governo ha tamponato solo il 2% della platea dei lavoratori precari: è necessaria una netta inversione di tendenza che stabilizzi tutti i lavoratori ed impedisca la creazione di nuovo precariato nella pubblica amministrazione». «È inaccettabile - ha affermato il senatore Ds Cesare Salvi, ex ministro del Lavoro e firmatario di un disegno di legge per la stabilizzazione dei precari nella pubblica amministrazione - che lo Stato dia cattivo esempio di violazione dei diritti. Bisogna avviare una legislazione che elimini il precariato dal nostro futuro: anche per questo sarò in piazza il 30 marzo».


2 marzo 2007 - Comunicato RdB CUB

Sono arrivati da tutta Italia oltre 1000 lavoratori appartenenti ai diversi settori del lavoro pubblico per partecipare alla seconda assemblea nazionale dei lavoratori precari indetta dalle RdB-CUB.
I lavoratori hanno testimoniato il malessere della loro condizione, che per molti si protrae da lungo tempo, ed hanno chiesto con forza politiche concrete e risolutive della piaga della precarietà.
"Chi ha avuto il mandato di governo sulla parola d’ordine del precariato ha il dovere di portare a termine questo impegno", ha dichiarato Carmela Bonvino, responsabile precari delle RdB-CUB. "Il Governo ha tamponato solo il 2% della platea dei lavoratori precari: è necessaria una netta inversione di tendenza che stabilizzi tutti i lavoratori ed impedisca la creazione di nuovo precariato nella pubblica amministrazione".
A favore della stabilizzazione di tutti i precari della PA si è espresso anche il Senatore Salvi, primo firmatario del Disegno di legge predisposto dalle RdB-CUB e già depositato in Parlamento: "E’ inaccettabile che lo Stato dia cattivo esempio di violazione dei diritti. Bisogna avviare una legislazione che elimini il precariato dal nostro futuro: anche per questo sarò in piazza il 30 marzo", ha dichiarato Salvi.
E’ intervenuto il sottosegretario all’Economia Paolo Cento, impegnandosi ad ottenere da parte del governo disponibilità sul problema del precariato. In sintonia si sono espressi anche Giovanni Russo Spena, Capogruppo PRC, Dino Tibaldi, responsabile lavoro PdCI, Francesco Caruso, deputato PRC, che hanno evidenziato come il confronto sul problema debba essere svolto con chi effettivamente rappresenta i lavoratori. Ha partecipato inoltre la Dott. Pettine in rappresentanza del Sottosegretario al lavoro Rosa Rinaldi.
Il Responsabile delle relazioni sindacali del Ministero della Funzione pubblica, Gallozzi, si è impegnato a nome del Ministro Nicolais a convocare alla presenza di tutte le confederazioni sindacali maggiormente rappresentative il tavolo sul precariato, che si aprirà nelle prossime ore, imposto dalle RdB-CUB con lo sciopero del 6 ottobre scorso.
L’assemblea ha unanimemente deliberato l’adesione dei lavoratori precari allo sciopero generale del Pubblico Impiego indetto dalle RdB-CUB per il prossimo 30 marzo.
"Se il governo intende scegliersi gli interlocutori di comodo, forse durerà ancora qualche tempo, ma taglierà il ramo dove è seduto", ha concluso Elisabetta Callari delle RdB-CUB. "Il 30 marzo i lavoratori precari saranno protagonisti in piazza accanto a quelli di ruolo: saranno decine di migliaia, e pronti a riaprire il conflitto se gli impegni presi non verranno mantenuti".

19 febbraio 2007 - Ansa

 (ANSA) - ROMA, 19 FEB - ''Auspichiamo che il Rapporto Ue sulla protezione e inclusione sociale spinga il Governo a prendere atto che la storiella della flessibilita' che crea occupazione non puo' piu' essere raccontata''. E' questo il commento dell'esponente delle Rdb-Cub, Carmela Bonvino, alla fotografia dell'Italia scattata nell'annuale Rapporto Ue sulla protezione e inclusione sociale, che vede il nostro Paese ''ancora molto lontano dal raggiungere gli obiettivi fissati dall'agenda di Lisbona''. Le Rdb-Cub ritengono necessario intervenire con ''politiche serie e di inversione di tendenza radicali per mettere fine alla piaga del lavoro nero e precario''. Pertanto chiedono al Governo di prendere provvedimenti, a partire dalla sacca ''di oltre 500 mila lavoratori precari del Pubblico Impiego, e dei lavoratori a nero dello Stato, cioe' i cosiddetti lavoratori socialmente utili e cantieristici''. Proprio per chiedere al Governo ''un'occupazione stabile, vera e garantita'' attraverso la sanatoria di tutte le tipologie di lavoro precario e nero di Stato, le Rdb-Cub e le rappresentanze sindacali di base hanno indetto, per il 2 marzo a Roma, un'assemblea Nazionale dei precari del Pubblico Impiego.


19 febbraio 2007 - Dire

COMUNE ROMA. RDB PRESENTA DELIBERE PER STABILIZZARE PRECARI

(DIRE) Roma, 19 feb. - Stabilizzare i precari, valorizzare le competenze dei dipendenti di ruolo e avviare la reinternalizzazione dei servizi. Questi gli obiettivi delle due delibere di iniziativa popolare (una per la giunta e una per il consiglio) presentate questa mattina dalle Rdb-Cub nel corso di un'assemblea del personale capitolino che si e' tenuta nella sala del Carroccio. Nelle intenzioni dei promotori le delibere sono finalizzate "alla stabilizzazione del personale precario oltre i magri programmi dell'amministrazione comunale; alla valorizzazione del personale di ruolo, per evitare che agli idonei nei concorsi interni siano preferiti professionisti esterni scelti 'intuitu personae' senza alcuna selezione e anche per sostenere la necessita' di riqualificare personale con qualifiche anacronistiche quali i terminalisti (Cpt), gli esecutori amministrativi (Osai), etc". Rdb-Cub chiedono anche che sia avviata una puntuale ricognizione "che permetta di verificare la convenienza economica e i reali livelli di qualita' dei servizi che il Comune di Roma appalta all'esterno o fa gestire a Societa' partecipate". La raccolta delle 5.000 firme necessarie alle delibere di iniziativa popolare e' gia' stata avviata dalle Rdb-Cub "che con questa iniziativa intendono ancora una volta porre i lavoratori al centro dell'azione sindacale".


19 febbraio 2007 - Asca

CALABRIA: RDB SU VICENDA LSU/LPU CRITICA GIUNTA REGIONALE

(ASCA) - Catanzaro, 19 feb - ''Di norma non ci piace andar dietro ai proverbi, pero', in questo caso, visto che i tentativi di difesa messi in atto dalla Giunta regionale sono stati facilmente smascherati, il ricorso a quel proverbio ci appare appropriato''. Lo sostiene il Sindacato Rdb/Cobas della Calabria. ''Ricapitoliamo i fatti: il 7 febbraio scorso, si e' svolto a Roma un incontro tra una delegazione della Giunta regionale, guidata dal Presidente Loiero, i sindacati Cgil, Cisl e Uil e il ministerodel lavoro, per la stabilizzazione dei lavoratori precari. L'occasione era importante - sostiene Rdb - per cominciare a dare delle risposte alle attese di tanti giovani; ritenevamo, quindi, che una forza sindacale come la nostra, che e' stata sempre in primo piano nel difendere i diritti di chi da anni vive una situazione di continuo precariato, fosse pienamente legittimata a sedere ad un tavolo come quello. Cosi' non e' stato e di cio' ne abbiamo chiesto conto a membri della Giunta regionale. Difatti la Direzione Nazionale delle RdB/CUB ha contattato l'Assessore regionale al lavoro della Regione Calabria, il quale si e' giustificato asserendo che le delegazioni erano state decise a livello centrale. Non paghi di questa risposta, abbiamo avanzato analogo quesito al Ministero del Lavoro, che ci ha risposto ufficialmente che ''le delegazioni non sono state definite dal Ministero e, quindi viceversa, definite a livello regionale''.u' ''Ristabilita la verita', - dice Rdb - ci teniamo a ribadire che una organizzazione sindacale come la nostra, che e' riuscita lo scorso 6 ottobre (prima volta in Italia) a far scioperare e a far sfilare a Romada soli oltre 50 mila lavoratori precari della Pubblica Amministrazione, che e' riuscita a farinserire nella finanziaria emendamenti innovativi sul precariato, che ha presentato una proposta di legge regionale per la stabilizzazione di tutti i precari della regione Calabria, era ed e' sicuramente la piu' accreditata a rappresentare le istanze dei lavoratori precari. Riteniamo, infatti, che, per una organizzazione sindacale, il credito non lo dia il nome altisonante e storico, ma la capacita' e la concretezza nel modo di operare per la reale tutela dei diritti dei lavoratori. Questo e' il modo di fare sindacato delle RdB. Infatti, visto che il problema del precariato e' tutt'altro che risolto, per il prossimo 2 marzoabbiamo organizzato un'altra grande iniziativa: si terra', infatti a Roma l'Assemblea Nazionale di tutti i precari del Pubblico Impiego ed e' prevista la partecipazione dei Sottosegretari all'Economia P. Cento e al Lavoro R. Rinaldi, dei Sen.C.Salvi. e M. Palermi e dell'On. F. Caruso; e' prevista, inoltre, la partecipazione del Ministro alla Funzione Pubblica. Anche in questa occasione, la Calabria sara' presente massicciamente con numerosi autobus che partiranno alla volta di Roma, carichi di lavoratori precari provenienti da tutta la regione.La manifestazione preannunciata avra' luogo a Roma il 2 marzo prossimo.


18 febbraio 2007 - Il Tempo

Precari, il piano del sindacato

Roma - NON sono bastati gli accordi siglati il 7 novembre e il 18 dicembre tra il Campidoglio e i sindacati per arginare il fenomeno del precariato all’interno dell’amministrazione comunale, in particolare nel settore scolastico. Contratti a termine, interinali, part-time coinvolgono ormai migliaia di dipendenti capitolini. Domani mattina, le rappresentanze sindacali di Base del Pubblico impiego e la Confederazione unitaria di Base (Rdb-Cub) presenteranno al personale capitolino due delibere già protocollate negli uffici competenti il 6 febbraio. Due delibere, appunto di iniziativa popolare, una di indirizzo più «politico» per il Consiglio comunale, un’altra per maggiore competenza per la giunta. In entrambe comunque, si indicano delle disposizioni per «la stabilizzazione del precariato, la valorizzazione del personale di ruolo e per la reinternalizzazione dei servizi». Precari, ma non solo. Da anni infatti in molti settori amministrativi si attende quella progressione verticale, ovvero scatti di posizione, che nonostante i corsi-concorsi interni sembrano cristallizzati nelle stanze degli uffici capitolini. Una proposta, quella del sindacato, sviluppata in 12 punti, che prevede un programma straordinario di stabilizzazione dei rapporti di lavoro precario e di valorizzazione del personale interno. Un piano insomma «per combattere ogni forma di precarietà lavorativa - spiega Roberto Betti, dellla Rdb-Cub - che nel Comune di Roma interessa circa 7 mila unità. Con la legge finanziaria 2007 si dà la possibilità alle amministrazioni locali di trasformare le posizioni lavorative precarie in posizioni di lavoro dipendente a tempo indeterminato ed è prevista l’istituzione di un Fondo per la stabilizzazione dei rapporti di lavoro pubblici, finalizzato appunto alla stesura di piani straordinari per l’assunzione a tempo indeterminato di personale già assunto o utilizzato con tipologie contrattuali non a tempo indeterminato. La nostra proposta - continua Betti - è quella di agire nelle procedure di mobilità, in quelle concorsuali già bandite e nei percorsi volti alla riqualificazione o progressione verticale già deliberati». In questo senso, la proposta di delibera, prevede tra l’altro di procedere alla formulazione di una graduatoria, distinta per profilo professionale e valida fino alla copertura di tutti i posti di lavoro precari, sulla base dell’anzianità di servizio; trasformare tutte le posizioni lavorative precarie che rientrano nei requisiti previsti dalla finanziaria 2007, in contratti di lavoro a tempo indeterminato, di non ricorrere a nuovi rapporti di lavoro precario, di ricollocare nella posizione superiore il personale interno giudicato idoneo nei concorsi interni banditi dal Comune. Il problema, però è sempre lo stesso: le risorse. Questo dettagliatissimo programma, secondo il sindacato, può essere finanziato attraverso la riduzione della spesa attualmente sostenuta per le competenze del personale precario, da quella sostenuta per l’esternalizzazione dei servizi, dalla spesa derivante dal ricorso a contratti di lavoro interinale, dai risparmi derivanti dalle cessazioni di personale di ruolo, anche di profilo dirigenziale, nel corso degli anni 2006-2008 e dall’eventuale assegnazione di risorse derivanti dal Fondo per la stabilizzazione dei rapporti di lavoro pubblici previsto dalla Finanziaria 2007. Al di là dei particolari tecnici, l’azione del sindacato capitolino apre comunque una breccia in un tavolo di confronto spesso ignorato o strozzato dalle competenze limitatissime del Consiglio comunale in materia di personale, in un momento in cui gli accordi di quest’autunno, soprattutto quello scolastico, sembrano traballare.(s.novelli@iltempo.it)

19 febbraio 2007 - Comunicato RdB CUB

RAPPORTO UE SU PROTEZIONE E INCLUSIONE SOCIALE:
ANCHE L’EUROPA METTE IN EVIDENZA CHE LA PRECARIETÀ CREA SOLO INSICUREZZA SOCIALE

"Auspichiamo che la presentazione del Rapporto UE sulla Protezione e Inclusione Sociale, di cui apprendiamo anticipazioni dalla stampa, spinga il nostro Governo a prendere atto che la "storiella" della flessibilità che crea occupazione non può più essere raccontata, e che è necessario intervenire con politiche serie e di inversione di tendenza radicali per mettere fine alla piaga del lavoro nero e precario", dichiara Carmela Bonvino delle RdB-CUB.
"Il tentativo perseguito sia dai governi di entro destra che di centro sinistra di spacciare la flessibilità e la precarietà come ricette per battere la disoccupazione si dimostra nei fatti fallito, e milioni di lavoratori precari e flessibili in Italia sanno bene che le legislazioni di questi anni hanno prodotto solo minore salario, minori diritti e sicurezza sul lavoro e insicurezza sociale e di vita", prosegue l’esponente RdB-CUB.
"Riteniamo che questo Governo debba prendere provvedimenti a partire dalla sacca di oltre 500.000 lavoratori precari del Pubblico Impiego e di lavoratori a nero dello Stato, e cioè i cosiddetti lavoratori socialmente utili e cantieristi. E’ questo il senso dell’Assemblea Nazionale dei Lavoratori precari del Pubblico Impiego, organizzata dalle Rappresentanze Sindacali di Base il prossimo 2 Marzo a Roma, che chiederà occupazione vera, stabile e garantita attraverso la sanatoria generalizzata di tutte le tipologie di lavoro precario e nero di Stato, la reinternalizzazione dei servizi in appalto e l’abrogazione delle Leggi 30 e Treu".

 febbraio 2007 - Comunicato RdB CUB Basilicata

Basilicata. Assemblea regionale su precari PA, memorandum, decreto Lanzillotta e scippo del TFR
Potenza, 21 febbraio 2007

 

16 febbraio 2007 - Comunicato RdB CUB Liguria

STATO DI AGITAZIONE DEL PERSONALE PRECARIO DELLA PROVINCIA DI GENOVA

Ad oggi, dopo la Finanziaria e tanti proclami di stabilizzazione, l’Amministrazione provinciale di Genova non ha ancora neanche discusso un piano complessivo di assunzione del personale precario delle diverse tipologie di rapporto di lavoro.I dati a nostra disposizione sono molto preoccupanti e dimostrano negli ultimi anni un aumento costante della precarizzazione dei contratti di lavoro in Provincia. Se sommiamo ai 101 lavoratori precari interinali, co.co.co. , tempo determinato e c.f.l. anche i lavoratori impiegati presso le ditte e/o cooperative in appalto di servizi esternalizzati dalla Provincia di Genova arriviamo ad una forza lavoro del 17% del personale precario attualmente in servizio. Inoltre, è importantissimo considerare l’età media che sfiora i 40anni ed in alcuni casi supera i 45.

RdB-CUB, a livello nazionale e locale, è fortemente impegnata ad eliminare la piaga della precarietà. Le iniziative regionali e nazionali, organizzate a questo scopo e culminate nella mobilitazione del 6 ottobre scorso a Roma con 30.000 precari in piazza, hanno contribuito ad ottenere un emendamento alla Finanziaria che seppure in modo contraddittorio prevede la possibilità di assunzione per 350.000 precari nella P.A..
L’Assemblea regionale del 15 febbraio ’07 dei precari del Pubblico Impiego, a cui ha partecipato il Coordinamento precari della Provincia di Genova e i delegati sindacali RSU-RdB e la Federazione regionale RdB-CUB della Liguria, richiedono con urgenza un incontro con il Presidente della Giunta al fine di discutere delle problematiche riguardanti i lavoratori precari in servizio e in modo particolare della loro stabilizzazione.

Indicono lo stato di agitazione, e si riservano di intraprendere tutte le iniziative necessarie per ottenere quanto richiesto.

14 febbraio 2007 - Comunicato RdB CUB P.I. Comune di Roma

COMUNE DI ROMA: LE RDB-CUB PRESENTANO DUE DELIBERE DI INIZIATIVA POPOLARE PER STABILIZZARE I PRECARI, VALORIZZARE LE COMPETENZE DEI DIPENDENTI DI RUOLO E AVVIARE LA REINTERNALIZZAZIONE DEI SERVIZI

Assemblea del personale capitolino
Roma - 19 febbraio, ore 11.30 - Campidoglio, Sala del Carroccio

Il 19 Febbraio presso la sala del Carroccio in Campidoglio si terrà un’assemblea di tutto il personale capitolino nel corso della quale saranno presentate le due proposte di deliberazione (una per la Giunta e una per il Consiglio) finalizzate:
- alla stabilizzazione del personale precario oltre i magri programmi dell’Amministrazione Comunale;
- alla valorizzazione del personale di ruolo, onde evitare che agli idonei nei concorsi interni siano preferiti professionisti esterni scelti "intuitu personae" senza alcuna selezione e anche per sostenere la necessità di riqualificare personale con qualifiche anacronistiche quali i Terminalisti (CPT), gli Esecutori amministrativi (OSAI), etc.
- ad avviare una puntuale ricognizione che permetta di verificare la convenienza economica e i reali livelli di qualità dei servizi che il Comune di Roma appalta all’esterno o fa gestire a Società partecipate.
La raccolta delle 5.000 firme necessarie alle delibere di iniziativa popolare è già stata avviata dalle RdB-CUB, che con questa iniziativa intendono ancora una volta porre i lavoratori al centro dell’azione sindacale.

10 febbraio 2007 - Comunicato RdB CUB Puglia

IKEA a BARI: tutto bene? Non proprio per i Lavoratori

Tra una settimana apre a Bari il Centro Commerciale IKEA e la città ha sostenuto un notevole impegno in termini di mezzi e risorse per accogliere questo "grande" evento.
In questi giorni Bari è invasa da tantissima pubblicità, opuscoli a casa dei cittadini, taxi con pacchi sul bagagliaio, grandi esposizioni in Piazza Ferrarese, etc…
Insomma un evento annunciato in pompa magna che, a detta di tutti, porterà effetti positivi.
Pare che l’unico problema sia quello del traffico che si svilupperà nella zona del centro commerciale, zona normalmente già intasata, e in modo particolare nei primi giorni di apertura. Per questo aspetto pare che il Comune di Bari stia provvedendo con varie soluzioni.

Quindi Tutto Bene !!??

A parere della scrivente Organizzazione sindacale RdB – CUB, la situazione non è poi così tranquilla e lineare come appare.
Sono ancora impreviste, infatti, le conseguenze che questa Megastruttura avrà sugli artigiani e produttori locali: è a tutti noto che la IKEA produce in altri luoghi.
Ma, oltre a questo, ci preoccupa soprattutto la condizione dei Lavoratori della struttura.
E’ il caso di sottolineare e ricordare che la IKEA ha utilizzato Fondi Regionali per formare il proprio personale e che, rispetto a quanto affermato in fase di realizzazione, i dipendenti non sono nel numero annunciato e molti di loro avranno contratti precari o a tempo determinato.
Una situazione, quindi, come quella della Provincia di Bari, dove la questione disoccupazione è vissuta in modo drammatico – gli iscritti agli uffici di collocamento sono circa 40.000 – nella quale si rischia di aggiungere anche la IKEA alle altre catene di ipermercati che hanno come metodo la erogazione di lavoro flessibile e precario.
Per queste ragioni chiediamo che le Istituzioni locali si attivino immediatamente per chiedere ai Dirigenti dell’IKEA garanzie occupazionali, pieni diritti e condizioni contrattuali stabili e dignitose per tutti i Lavoratori


9 febbraio 2007 - Comunicato RdB CUB Liguria

LAVORATORI PRECARI DELLA REGIONE LIGURIA

Le dichiarazioni del presidente Claudio Burlando circa la stabilizzazione di una parte dei lavoratori precari dipendenti dalla Regione, dagli Enti strumentali e dalle società ad essa collegate, pur essendo ancora troppo vaghe e generiche rispetto a questioni fondamentali (i tempi e i modi delle assunzioni, i costi e il reperimento dei fondi) possono rappresentare, se sostenute da una coerente volontà politica, un importante passo avanti verso la doverosa assunzione a tempo indeterminato di TUTTI I LAVORATORI PRECARI E PARASUBORDINATI in attività da anni nell'ente regionale.
Ciò detto, risulta estremamente grave, incomprensibile e comunque inaccettabile, la scelta di trasformare in tempo indeterminato il contratto di solamente 1200 lavoratori sui circa 1500 esistenti nell'ente regionale, escludendo e quindi condannando ad una futura disoccupazione una parte consistente dei precari.
La RdB, nel rilanciare il confronto con la Regione Liguria, invita i lavoratori precari a continuare a insistere con le mobilitazioni, non solo per evitare che si facciano passi indietro rispetto a quanto già promesso, ma anche, e soprattutto, affinché nessuno di loro venga escluso dall'assunzione a tempo indeterminato.
Le RdB, per tutti questi motivi e per rilanciare la mobilitazione nazionale, convocano

Il giorno 15 febbraio 2007 alle ore 16, presso il Dopolavoro Ferroviario in via A. Doria 9
un'Assemblea Regionale
dei precari della Pubblica Amministrazione
in preparazione di un’ASSEMBLEA NAZIONALE il 2 Marzo a Roma
e di uno SCIOPERO GENERALE il 30 Marzo con manifestazione a Roma.


9 febbraio 2007 - Il Manifesto

Burlando si impegna, i precari verificheranno le promesse
All'assemblea organizzata dalla Regione Liguria sfilano le storie degli intermittenti. E' atipico persino l'impiegato che gestisce il registro tumori. Il governatore ligure parla di un piano di stabilizzazione a scaglioni

Genova - La foto-ricordo sono una decina di precari Ist e Gaslini in camice bianco con un cartello col numero degli anni di precariato. Una da vent'anni è la responsabile del registro della mortalità in Liguria per Ist, l'Istituto dei tumori. Un chirurgo da dieci anni opera all'ospedale Gaslini. Una terza è una ricercatrice senior dell'Ist con 24 pubblicazioni su importanti riviste internazionali. Per lo scatto una delle portavoce del coordinamento Precari Ist/Gaslini, Laura Palerari, stringe il santino di San Precario. E' stata lei una delle ideatrici di una ricerca interna a partecipazione volontaria fatta nell'autunno scorso che ha individuato all'Ist i primi 147 precari e dato il via alla valanga di protesta, arrivata ieri, complice la Regione, in una Sala del Maggior consiglio di Palazzo Ducale piena all'inverosimile con oltre 500 persone, Vale a dire una parte degli oltre 1000 precari che la Regione promette di assumere entro il 2010.
Il dibattito, coordinato dal giornalista Giovanni Floris, prevedeva l'intervento di una quindicina di interinali, cococò, contratti a termine impiegati nella sanità, in Regione, Datasiel e Arpal, e si svolgeva davanti a quattro assessori, al presidente regionale Claudio Burlando, il sottosegretario del ministero del lavoro Rosa Rinaldi e il sociologo Mario De Benedittis. Ma i precari che hanno voluto testimoniare sono stati molti di più, supportati dai mugugni ad ogni commento stonato di qualche politico e da vere e proprie standing ovation di chi riusciva a interpretare al microfono i malumori della folla.
Mentre nell'atrio del Ducale complottoprecario (inventati.org) distribuiva volantini e santini con su scritto «ci è giunta voce che la pubblica amministrazione non considera borsisti dei precari Doc», in sala una regionale precaria del dipartimento sviluppo economico e politiche occupazionali (sic) Gaia Firpo ribadiva che «il lavoro stabile è l'unica condizione per poter progettare il nostro futuro» e il sociologo milanese Mario De Benedittis analizzava che «la maggior parte delle persone vivono una precarietà di attesa, non una fase intermedia di flessibilità. Di fatto questi fanno già il lavoro per cui si sono preparati una vita». Ne è sicuro Francesco Di Ceglia, 33 anni, geologo, che all'Arpal è uno dei 18 cococo e ha un contratto a termine dal '98: «Mi occupo del settore idrogeologico, praticamente controllo la qualità dell'acqua in Liguria, per garantire che quella distribuita in rete sia buona prima della depurazione». Francesco non ha ancora capito se i cococò come lui rientrano in «qualche sanatoria» e si augura che «non ci siano disparità nei livelli conferiti dopo i concorsi rispetto al lavoro già fatto».
Oggi sembra che tutti abbiamo scelto di mettere in piazza la propria vita, di «fare il caso umano», come sintetizza senza mezze misure Riccardo Narizzano, 38 anni, chimico, una figlia, precario da 2 anni e mezzo in Arpal più altri 8 in Università: «qui stiamo costruendo delle Ferrari per farle andare in prima - urla quasi Narizzano, e giù un applauso della folla - E' un danno per il paese, io non sono qui a chiedervi un lavoro, ma a chiedervi come mai persone così possono essere ancora senza lavoro». Altri applausi alla Rinaldi quando ha detto «la flessibilità buona o cattiva si riCOnosce facilmente guardando se è un'imposizione o una libera scelta».
Nel vaso di Pandora della precarietà, esce fuori che al Gaslini «due terzi dei borsisti sono precari e due terzi della direzione sanitaria ha contratti spuri di qualche tipo». Lo ha detto chiaro e tondo Laura Massone, 47 anni, medico specializzato in igiene e medicina preventiva in scadenza il prossimo mese. All'Ist, per esempio, tutti quelli che tengono i tre registri (mortalità, mesiotelioma e cancro) sono precari e non hanno ancora capito se avranno dei bandi specifici per il loro lavoro, tanto più che risulta che nelle altre regioni i loro colleghi sono tutti assunti. «Oggi abbiamo avuto spazio di parola e siamo contenti - ha detto la portavoce del coordinamento precari Ist e gaslini, Paleari - ma siamo ancora molto indietro e non vorremmo che ora ai tavoli di facessero delle strumentalizzazioni». Così la Rdb ligure, con Pietro Falanga, dice «non contestiamo l'iniziativa in sé, ma siamo perplessi. Ora vogliamo vedere le carte».
Il presidente della Regione Burlando ha chiuso il dibattito di oltre 3 ore confessando come da più parti gli avessero sconsigliato un dibattito pubblico simile («è pericoloso») e ha promesso varie cose: «Aprire una riflessione regionale con Comuni, Province, Comunità montane; indire un tavolo per i ricercatori Gaslini e Ist; avviare un processo per Datasiel che è la realtà più difficile perché risponde alla logica di una mercato e mettere mano anche alle leggi nazionali». Le centinaia di precari, cococò, interinali l'hanno preso in parola.

 febbraio 2007 - La Nazione

 

Firenze - È una vittoria a metà quella ottenuta dai sindacati che per bocca di Moreno Verdi della segreteria Flc-Cgil Firenze fanno sapere: «Nel bilancio non era stata prevista alcuna copertura finanziaria per i lavoratori con contratto in scadenza il 31 gennaio».
Così, i sindacati hanno chiesto che venisse introdotta una variazione di bilancio.
«La richiesta è stata accolta — prosegue Verdi, — ma la soluzione adottata ci soddisfa a metà. E questo perché nelle pieghe di bilancio sono state trovate le risorse, un milione e 100mila euro, per rinnovare i contratti fino ad agosto.
MA NOI avevamo chiesto che il rinnovo valesse perlomeno per un anno, ovvero che fossero stanziati 600mila euro in più».
Più pesanti invece le parole espresse dall’RdB/Cub Università di Firenze. «Altro che vittoria a metà — scrivono —. Questa è una vergogna. La famigerata ‘autonomia’ invocata dai Rettori ancora una volta mostra il lato sinistro della sua arbitrarietà».(e.g.)


2 febbraio 2007 - Corriere di Rimini

Precari

Rimini - Le Rappresentanze sindacali di base e la Confederazione unitaria di base denunciano il mancato rinnovo del contratto di tre collaboratori a progetto nello staff dell’assessorato alle politiche del lavoro: "i lavoratori in questione erano lì anche da 5 anni – affermano i sindacati di base – Con l’espulsione di questi lavoratori si azzera di fatto, l'organico del servizio che si è occupato fino ad ora dei controlli sugli appalti del Comune, sui centri estivi per minori e sulle strutture per anziani, minori e disabili. L’assessore Anna Fiori (Verdi) lotta finalmente contro il precariato, cioè eliminando i precari, buttandoli fuori".


2 febbraio 2007 - La Voce di Romagna

"Elimina il precariato licenziando i precari"
Ma i sindacati levano gli scudi contro l’assessore Fiori

RIMINI- per un fronte che si chiude c’è n’è un secondo che non si raffredda. E’ quello aperto dalle rappresentanze sindacali di base (Rdb – Cub) contro l’assessore alle politiche del lavoro Anna Maria Fiori. " Bisogna darle atto che sperimenta forme di lotta finalmente radicali e decise contro il fenomeno del precariato: elimina i precari buttandoli fuori, e per dare il buon esempio è partita proprio dallo staff del suo ufficio buttando fuori i collaboratori a progetto, cioè i tre quarti dell’organico".
Quindi il crescendo : "A nulla è valso far notare che i lavoratori in questione erano lì anche da 5 anni , che avevano costruito materialmente l’Ufficio, che avevano redatto di loro pugno tutti gli atti emanati dal Comune per la lotta al lavoro nero. Nè il loro impegno nel controllo sulla regolarità del lavoro degli appalti , nell’apertura dello Sportello per donne migranti, nella costruzione di iniziative a sostegno dei lavoratori, dei loro diritti, della loro sicurezza sui luoghi di lavoro. Così si azzera di fatto, l'organico del servizio che si è occupato fino ad ora dei controlli sugli appalti del Comune, sui centri estivi per minori e sulle strutture per anziani, minori e disabili. Non è casuale !!
Alla vigilia dell’affidamento a privati dei propri servizi per l’infanzia (piano Marchioni) , il Comune di Rimini non gradisce la permanenza di una struttura di controllo che potrebbe diventare elemento di disturbo per le cooperative e asili privati appaltatori.


31 gennaio 2007 - Comunicato RdB CUB P.I. Bologna

Bologna. Affollata assemblea di precari comunali

La sala/teatro di Via S. Felice 11 ieri pomeriggio si è riempita di lavoratrici e lavoratori precari del Comune di Bologna per un’assemblea organizzata in soli due giorni da RdB.
I lavoratori in assemblea sono gli stessi che hanno contribuito alla riuscita dello sciopero nazionale dei precari del 6 ottobre scorso e delle innumerevoli iniziative organizzate da RdB.
A conclusione della discussione centrata sulla Legge Finanziaria e sulla trattativa sul bilancio comunale, l’assemblea ha deciso di sostenere la proposta contenuta nella piattaforma RdB che chiede l’assunzione per tutti i posti vacanti (circa 680).
Ha dato mandato alla delegazione che questa sera incontrerà la giunta di proseguire nella ricerca di un accordo in linea con la piattaforma presentata.
Ove non si raggiungesse all’accordo, ha infine votato all’unanimità la convocazione di uno sciopero da attuarsi durante il voto del bilancio 2007 in consiglio comunale.
Della delegazione RdB di questa sera parteciperà anche un rappresentante dei precari comunali che si aggiungerà alla rappresentante dei servizi domiciliari in appalto e alla rappresentante dei lavoratori di Sala Borsa.


30 gennaio 2007 - Gazzetta del Sud

Varese La società dovrà pagare gli arretrati
Malpensa, reintegrati due dipendenti

Varese - Il Giudice del Lavoro di Busto Arsizio ha reintegrato due dipendenti della Sea Handling che nel 2005 non si erano visti confermare il rapporto di lavoro presso l'aeroporto di Malpensa. Oltre all'immediato reintegro, il Giudice ha disposto che la Società paghi le retribuzioni perdute, a partire dalla data di impugnazione del provvedimento con cui i due dipendenti venivano estromessi. Secondo i sindacati di categoria «si tratta di una sentenza importante e che potrebbe costituire un precedente di notevole valenza per altre cause similari, perchè il Giudice è entrato nel merito della legittimità dell'impiego di contratti di lavoro temporaneo allo scalo aeroportuale». Lo stesso sindacato Al Cobas-Cub ventila il dubbio che il provvedimento, almeno nei confronti di uno dei due dipendenti, possa essere stato deciso anche perchè si tratta di una persona molto attiva nel sindacato e candidato alle prossime elezioni della RSU. Al Cobas-Cub in una nota diffusa «conferma la sua posizione di radicale critica ai datori di lavoro che non sono ancora contenti di quanto i Governi hanno loro dato in tema di flessibilità e di precarietà delle forme di lavoro, perchè neppure osservano quelle leggi a loro così favorevoli».


29 gennaio 2007 - Agi

MALPENSA: GIUDICE REINTEGRA DUE DIPENDENTI A SEA HANDLING

(AGI) - Varese, 29 gen. - Il Giudice del Lavoro di Busto Arsizio (Varese) ha reintegrato questa mattina due dipendenti della Sea Handling che nel 2005 non si erano visti confermare il rapporto di lavoro presso l'aeroporto di Malpensa. Oltre all'immediato reintegro, il Giudice ha disposto che la Societa' paghi le retribuzioni perdute fino ad oggi a partire dalla data di impugnazione del provvedimento con cui i due dipendenti venivano estromessi. Secondo i sindacati di categoria "si tratta di una sentenza importante e che potrebbe costituire un recedente di notevole valenza per altre cause similari, perche' il Giudice e' entrato nel merito della legittimita' dell'impiego di contratti di lavoro temporaneo allo scalo aeroportuale". Lo stesso sindacato Al Cobas-Cub ventila il dubbio che il provvedimento, almeno nei confronti di uno dei due dipendenti, possa essere stato deciso anche perche' si tratta di una persona molto attiva nel sindacato e candidato alle prossime elezioni della RSU. Al Cobas-Cub in una nota diffusa in queste ore "conferma la sua posizione di radicale critica ai datori di lavoro che non sono ancora contenti di quanto i Governi hanno loro dato in tema di flessibilita' e di precarieta' delle forme di lavoro, perche' neppure osservano quelle leggi a loro cosi' favorevoli". Al Cobas-Cub non lesina critiche ai sindacati confederali, accusandoli di "mantenere da sempre una linea troppo morbida". Nella nota si spiega inoltre che "Al Cobas-Cub conta sul fatto che un ex precario nelle Rsu sara' una buona garanzia perche' resti sempre all'attenzione della futura rappresentanza dei lavoratori la quantita' intollerabile di lavoratori di Malpensa ancora precari e perche' questa rappresentanza imposti da subito un ciclo di rivendicazioni dirette a far cessare l'utilizzo indiscriminato del lavoro somministrato e del lavoro a termine". Il Sindacato non usa toni gentili nei confronti di Sea handling: "Ora non gli resta che ubbidire all'ordine del Giudice, pagando tutti i mesi di disoccupazione e reintegrandoli al loro posto. Come Al Cobas-Cub non accetteremo nessun trasferimento repressivo dei due lavoratori a Linate. Di fronte alle centinaia di contratti a termine per i lavoratori interinali che scadono a fine di gennaio, il non rispetto delle due sentenze di reintegro, avrebbe solo un sapore repressivo e tendente alla non ottemperanza delle sentenze del Tribunale di Busto Arsizio". Secondo quanto riferisce la nota, "nei prossimi mesi decine di cause contro l'utilizzo illegittimo dei contratti a termine da parte di Sea saranno discusse nelle aule dei Tribunali".


29 gennaio 2007 - Varese news

I due, addetti all'handling bagagli, hanno fatto ricorso tramite Al Cobas-Cub: il Tribunale ha costretto Sea a riassumerli a tempo indeterminato e a pagare loro gli stipendi perduti
Sea lascia a casa due precari, il Tribunale di Busto li reintegra

Busto Arsizio - Malpensa - Nel 2005 Sea Handling non aveva rinnovato il contratto a termine a due precari che lavoravano alle sue dipendenze presso l'aeroporto di Malpensa: questa mattina il Tribunale di Busto Arsizio, cui i due si erano rivolti, ha disposto che Sea li riassuma subito e a tempo indeterminato, condannando inoltre la società a pagare le retribuzioni perdute dalla data in cui i lavoratori avevano impugnato la loro estromissione dall'azienda. Una sentenza importante, che potrebbe costituire un precedente significativo per varie altre cause di questo tipo, andando a giudicare nel merito la legittimità o meno dell'impiego di contratti di lavoro temporaneo. Lo comunica con soddisfazione il sindacato Al Cobas-Cub, che tramite i suoi legali di fiducia Medina e Sertori ha seguito questa vicenda giudiziaria; fra l'altro uno dei due lavoratori licenziati è attivamente impegnato con il sindacato e candidato per le prossime elezioni della RSU, cui con la reintegrazione in ruolo potrà candidarsi.
Al Cobas-Cub conferma la sua posizione di radicale critica ai datori di lavoro, da un lato, che «non sono ancora contenti di quanto i governi hanno loro dato in tema di flessibilità e di precarietà delle forme di lavoro, perché neppure osservano quelle leggi a loro così favorevoli», e ai sindacati confederali, come sempre accusati di tenere una linea troppo "morbida".
«Al Cobas-Cub conta sul fatto che un ex precario nelle Rsu sarà una buona garanzia perché resti sempre all'attenzione della futura rappresentanza dei lavoratori la quantità intollerabile di lavoratori di Malpensa ancora precari e perché questa rappresentanza imposti da subito un ciclo di rivendicazioni dirette a far cessare l'utilizzo indiscriminato del lavoro somministrato e del lavoro a termine» scrive il sindacato.
Ma anche Sea Handling è avvertita: «Ora a Sea Handling non resta che ubbidire all'ordine del giudice, pagando ai lavoratori tutti i mesi di disoccupazione e reintegrandoli al loro posto di lavoro. Come Al Cobas-Cub non accetteremo nessun trasferimento repressivo dei due lavoratori a Linate (come fatto ad alcuni lavoratori che sono stati reintegrati). Di fronte alle centinaia di contratti a termine per i lavoratori interinali che scadono a fine di gennaio, il non rispetto delle due sentenze di reintegro, avrebbe solo un sapore repressivo e tendente alla non ottemperanza delle sentenze del tribunale di Busto Arsizio». Nei prossimi mesi, aggiungono gli estensori del documento, «decine di cause contro l'utilizzo illegittimo dei contratti a termine, da parte di Sea, saranno discusse nelle aule dei tribunali»: e Al Cobas-Cub abbiamo ha già chiesto l'intervento dell'Ispettorato Provinciale del Lavoro per obbligare Sea e le agenzie interinali a l rsipettod elle normative che revedono la corresponsione del medesimo stipendio dei dipendenti Sea anche ai lavoratori interinali.


26 gennaio 2007 - Comincialitalia.net

Rinviati a giudizio per le iniziative contro il lavoro precario

Da Panorama: rinviati a giudizio per tentare di criminalizzare chi lotta contro il lavoro precario e per il diritto al reddito. Su diritti, precarietà, reddito ripartirà la sfida al Governo Prodi.
Questa mattina (23 gennaio 2007 ndr), il GUP del Tribunale di Roma, Dott. Patarnello accogliendo in parte le richieste del PM, ha rinviato a giudizio 39 attivisti, tra cui uno dei coordinatori nazionali della CUB, Paolo Leonardi, con imputazioni pesantissime, a partire dalla rapina aggravata, per le iniziative messe in atto il 6 Novembre 2004 a Roma, contro il carovita ed il precariato.
Quel giorno migliaia di precari, di disoccupati, diedero vita ad iniziative di lotta e ad una grande manifestazione per le vie di Roma, rivendicando reddito sociale e lavoro stabile e sicuro.
La risposta del Governo a quella giornata è stata il tentativo di impedire, attraverso la criminalizzazione del movimento, che le lotte contro il precariato ed il carovita assumessero un carattere di massa.
Nonostante tutto un susseguirsi di atti repressivi che hanno caratterizzato gli ultimi anni, la lotta contro il precariato è diventato uno dei punti centrali di scontro nel nostro paese, dalle MayDay al 6 ottobre scorso, migliaia di precari si sono organizzati affermando un nuovo protagonismo sociale.
Nell’esprimere tutta la nostra solidarietà agli imputati, vogliamo rimarcare come i temi della precarietà, dei diritti, costituiscono a tutt’oggi gravi questioni che interrogano in maniera pressante l’agire delle forze sociali e le scelte dell’attuale maggioranza governativa.
Da qui ripartiamo per affermare con ancora più forza il diritto ad un lavoro stabile ed al reddito sociale e su questi temi la CUB, insieme ad un’ampio arco di realtà di movimento, è pronta già dai prossimi mesi a rilanciare la sfida al Governo Prodi.


24 gennaio 2007 - Il Denaro

governo della salute
Bando per operatori socio-sanitari: Alt dalla Regione, sindacato diviso
Il Bando pubblico per operatori socio sanitari viene annullato con un decreto dirigenziale della Regione. La decisione divide i sindacati. Contrarie le Rappresentanze di Base (RdB/Cub), soddisfatte la Cgil e Uil Funzione Pubblica di Benevento. "Aspettiamo fiduciosi che venga pubblicato un nuovo bando con criteri più giusti e trasparenti" affermano i segretari Felice Zinno e Fioravante Bosco.

Benevento - Il bando di ammissione al "Programma di formazione professionale per Operatore Socio-sanitario per soggetti non dipendenti da strutture sanitarie", che tante polemiche aveva generato tra i sindacati, è stato ufficialmente annullato dalla Regione Campania. A renderlo noto, con riferimento al decreto dirigenziale n. 1, è il direttore generale della Asl Bn1 Bruno De Stefano.
L’atto, risalente al 12 gennaio, ha preceduto di pochi giorni una manifestazione di protesta dei cittadini che hanno prodotto domanda di partecipazione al Bando pubblico per i corsi gratuiti per operatori socio sanitario, emanato dal settore Aggiornamento e Formazione del personale sanitario regionale. L’iniziativa, organizzata presso l’assessorato regionale alla Sanità a Napoli, era stata promossa dalla federazione regionale delle Rappresentanze di Base (RdB/Cub) che ritiene la revoca "una conseguenza dell’articolata lobby affaristica e speculativa del settore della Formazione Professionale".
Soddisfatte, invece, le altre organizzazioni sindacali sannite che avevano espresso la loro contrarietà al bando anche al presidente della Giunta Regionale Antonio Bassolino e al presidente del Consiglio Regionale Sandra Lonardo. In particolare, i sindacati contestavano l’utilizzo del solo criterio dell’ordine di ricezione delle relative istanze per ammettere al corso i 130 disoccupati o inoccupati. "Tale criterio — affermano i segretari generali di Cgil e Uil Funzione Pubblica di Benevento, Felice Zinno e Fioravante Bosco - ha favorito soltanto coloro che erano stati preavvertiti che il bando sarebbe stato pubblicato proprio il 20 dicembre 2006 e che da tale giorno potevano presentare le domande. Il tutto alla faccia della trasparenza e della legalità!".
Ora, però, i termini della questione sono cambiati. "Aspettiamo fiduciosi che venga pubblicato un nuovo bando con criteri più giusti e trasparenti — aggiungono - Non si sarebbero potuti scegliere 1.200 aspiranti operatori socio-sanitari in Regione Campania col metodo clientelare che era stato diabolicamente architettato". La speranza delle organizzazione sindacali, che per fare piena luce sulla vicenda si erano rivolte anche alla magistratura, è una sola: "Restituire credibilità alla più alta istituzione democratica della nostra regione — sostengono Zinno e Bosco - farebbe bene anche alla qualità del servizio che ne scaturirà".

Ogg

22 gennaio 2007 - Caserta 24 Ore

SALERNO: Per il diritto alla formazione gratuita

Salerno - Ai Segretari Provinciali dei Partiti della Provincia di Salerno La scrivente Organizzazione Sindacale in merito al ritiro del decreto dirigenziale dell’Assessorato alla Sanità della Regione Campania n. 49 del 11.12.2006 che aveva consentito la presentazione di migliaia di domande di cittadini disoccupati della Regione Campania e che aspiravano al conseguimento di una qualifica che avrebbe consentito loro di entrare nel mondo del lavoro, pubblico o privato, nel rivendicare la lotta compiuta per ottenere la gratuità di questo particolare corso di formazione chiama alla mobilitazione tutti coloro i quali hanno presentato la domanda di partecipazione al predetto corso e dà appuntamento per martedì 23 gennaio 2007 alle ore 15,00 presso la sede del consiglio regionale al Centro Direzionale di Napoli (Isola F13) dov’è in programma una seduta del consiglio in cui è previsto un question/time sulla vicenda del "Bando OSS" gratuito. Le nostre richieste sono il diritto alla Formazione Pubblica e Gratuita per tutti e la tutela di quanti hanno partecipato al Bando emesso e sono stati raggirati dalla nuova decisione della Regione Campania. Su questa vicenda e con questa nota chiediamo alle Forze Politiche della nostra Provincia un atto di sensibilizzazione e di solidarietà nei confronti dei cittadini disoccupati della nostra Provincia, che hanno già inviato la domanda di partecipazione, mobilitandosi a favore della revoca dell’annullamento del bando e/o per un aumento dei posti previsti per tale corso in maniera tale da consentire la partecipazione a tutti i disoccupati che intendono formarsi gratuitamente, non avendo le possibilità economiche di sostenere i costi del privato che si aggirano dai 1800 euro ai 3000 euro, quali Operatori Socio Sanitari. Cordiali saluti.
LA SEGRETERIA PROVINCIALE RDB CUB

Corsi gratuiti per Operatori Socio Sanitari
TOGLIETE LE MANI DALLA FORMAZIONE IN CAMPANIA

Salerno - Il 18 gennaio si è svolta, nel Centro Direzionale presso l’Assessorato alla Sanità, una Manifestazione dei cittadini che hanno prodotto domanda di partecipazione al Bando Pubblico per i Corsi Gratuiti per O.S.S. (operatore socio sanitario) Come è noto, nei giorni scorsi, l’articolata lobby affaristica e speculativa che domina il settore della Formazione Professionale, preoccupata dalla vertenza ingaggiata dalla Federazione Regionale delle RdB/CUB ha fortemente sollecitato la Regione Campania affinché revocasse il Bando Pubblico. Un atto irresponsabile e burocratico che offende la dignità delle migliaia di persone che hanno scelto di partecipare al Bando pubblico rispettando i tempi e le clausole previste da questo provvedimento. Centinaia di cittadini, provenienti da tutte le Province della Campania, hanno risposto all’appello dell’RdB/CUB. Una delegazione ha successivamente incontrato funzionari e tecnici dell’Assessorato ed ha rivendicato il rispetto della legge e la validità del bando pubblico n. 59 del 20/12/2006, affinché sia effettivo il principio della gratuità dei Corsi per O.S.S. per tutti coloro che hanno già prodotto domanda di partecipazione. I tecnici e funzionari dell’assessorato, si sono impegnati a sottoporre il problema direttamente ed in tempi brevi all’Assessore alla Sanità, affinché si addivenga ad una soluzione che non penalizzi le aspettative dei cittadini e non produca danni di alcun tipo ad alcuno. Alla riunione ha partecipato il capo gruppo di Rifondazione Comunista che ha sostenuto le richiesta della delegazione e ha annunciato che nel consiglio del 23 p.v. presenterà una interrogazione scritta al Presidente della Giunta e all’Assessore alla Sanità, sul problema dei corsi di OSS gratuiti. L’RdB/CUB continua la sua Vertenza, chiama alla mobilitazione tutti coloro i quali hanno fatto domanda pubblica, e dà appuntamento per il giorno 23/01/2007 alle ore 15, presso la sede del Consiglio Regionale (Isola f.13) al Centro Direzionale di Napoli dove è in programma una seduta del consiglio in cui è previsto un question/time sulla questione del "Bando O.S.S." gratuiti. Le Rappresentanze Sindacali di Base Salerno

i 29 gennaio 2007 i Lavoratori Socialmente Utili (precari cronici più che storici) della Protezione Civile Regionale della Campania dopo anni d’invisibilità portano all’attenzione una forte  protesta presidiando nel proprio posto di lavoro contro questa finanziaria che li vede esclusi insieme a tutti gli altri L.S.U. da una probabile stabilizzazione nella pubblica Amministrazione eppure da 11 anni da una politica assistenziale sono passati  ad una vera politica attiva e di sviluppo lavorativo come quello del servizio di Sala Operativa e del Sistema regionale di Protezione Civile, tecnici formati da anni e utilizzati a nero in servizi essenziali negli enti locali come la Regione  la  Provincia e i Comuni.

Chiediamo  che si apra subito un tavolo nell’amministrazione regionale con volontà politica che non rispondano alla fuoriuscita dal bacino con un incentivo, l’autoimpiego,  o costruzioni di Società miste che non hanno funzionato a lungo ma che  vedano la trasformazione di un rapporto  di lavoratori a nero in un vero lavoro.

                                                                       Lsu  RdB  Protezione Civile Regione Campania

18 gennaio 2007 - Comunicato RdB CUB Calabria

<big>Calabria precaria</big>
<big>Incontro con l'assessore regionale al lavoro De Gaetano</big>

<small>Tenendo fede agli impegni presi nei mesi scorsi con i lavoratori precari di tutta la regione, questa mattina a Catanzaro, i rappresentanti regionali del sindacato RdB/Cub, Luciano Vasta e Antonio Fragiacomo dell’esecutivo regionale di Federazione e Antonella Moraca coordinatrice regionale dei precari, accompagnati dai rappresentanti del comitato dei precari di Locri, hanno presentato all’assessore regionale al lavoro e alle politiche sociali, Antonino De Gaetano, la bozza della proposta di legge per la stabilizzazione dei precari nella nostra regione, illustrandone i vari punti ed evidenziando come, grazie a questa legge, si possa risolvere, il grave problema che investe il mondo del precariato.
In Calabria, da troppi anni, infatti, diverse migliaia di lavoratori sono alle prese con una situazione lavorativa che non dà loro certezze e che li costringe ad vita di precarietà.
Non si può accettare l’idea che migliaia di giovani o di ex giovani (visto che nel frattempo gli anni passano), continuino a vivere la propria vita fatta di instabilità e senza alcuna certezza per poter investire sul proprio futuro: casa, famiglia, figli…
Senza pensare che, se a qualcuno di questi ex giovani, non dovesse essere rinnovato il contratto a tempo determinato, si troverebbe, a 40 anni, o forse più, a cercare un lavoro che, se è difficile ottenere a 20 o 30 anni, è quasi impossibile superati i quaranta.
E’ arrivato il momento, dunque, di dare stabilità e certezze a questi lavoratori, per cui le RdB ritengono fondamentale invertire questa tendenza.
Ecco, allora, il senso dell’iniziativa di oggi.
Questa proposta di legge presentata dalle RdB/Cub, articolata nei dettagli e a cui il sindacato ha lavorato per mesi, ha la finalità di regolamentare le procedure per la stabilizzazione, attraverso la stipula di contratti a tempo indeterminato dei lavoratori delle più svariate forme di precariato (LSU-LPU, Co.Co.Co., precari della sanità, contratti a progetto, interinali, C.f.l. (contratti formazione lavoro), cantieristi, esternalizzati), consentendo loro, dunque, di poter essere assunti dagli enti Regionali e da quelli ad essi collegati e sanando, così, un’ingiustizia che dura nel tempo.
L’assessore De Gaetano, dopo ascoltato con attenzione l’illustrazione della bozza presentata e dopo aver condiviso le ragioni esposte dai rappresentanti del sindacato, ha assunto l’impegno di valutare la proposta di legge e di attivare, in un secondo tempo, un tavolo di concertazione con le RdB/Cub per definire i punti non ancora completamente fissati.
Se, come ci auguriamo, tutto andrà nel verso giusto, questa proposta dovrebbe essere presentata alla Giunta regionale perché venga discussa.
Le RdB/Cub, dal canto loro vigileranno fino in fondo perché l’iter legislativo sia rapido e perché la proposta diventi legge regionale nel più breve tempo possibile.</small>


18 gennaio 2007 - <small>Daily News Agency</small>

Lavoro: Presentato da Rdb ad ass. De Gaetano Pdl su precari

<small><small>Catanzaro - </small></small>


18 gennaio 2007 - Asca

CALABRIA: RDB CONSEGNA A DE GAETANO PDL SU PRECARI REGIONE

Catanzaro - I rappresentanti regionali del sindacato RdB/Cub, accompagnati dai rappresentanti del comitato dei precari di Locri, hanno presentato all'assessore regionale al lavoro e alle politiche sociali, Antonino De Gaetano, la bozza della proposta di legge per la stabilizzazione dei precari nella regione, illustrandone i vari punti ed evidenziando come, grazie a questa legge, si possa risolvere, il grave problema che investe il mondo del precariato. In Calabria, da troppi anni, infatti, diverse migliaia di lavoratori - si legge in una nota - sono alle prese con una situazione lavorativa che non da' loro certezze e che li costringe ad vita di precarieta'. Non si puo' accettare l'idea che migliaia di giovani o di ex giovani (visto che nel frattempo gli anni passano), continuino a vivere la propria vita fatta di instabilita' e senza alcuna certezza per poter investire sul proprio futuro: casa, famiglia, figli... Senza pensare che, se a qualcuno di questi ex giovani, non dovesse essere rinnovato il contratto a tempo determinato, si troverebbe, a 40 anni, o forse piu', a cercare un lavoro che, se e' difficile ottenere a 20 o 30 anni, e' quasi impossibile superati i quaranta. E' arrivato il momento, dunque, di dare stabilita' e certezze a questi lavoratori, per cui le RdB ritengono fondamentale invertire questa tendenza. La proposta di legge, presentata dalle RdB/Cub, articolata nei dettagli e a cui il sindacato ha lavorato per mesi, ha la finalita' di regolamentare le procedure per la stabilizzazione, attraverso la stipula di contratti a tempo indeterminato dei lavoratori delle piu' svariate forme di precariato (LSU-LPU, Co.Co.Co., precari della sanita', contratti a progetto, interinali, C.f.l. (contratti formazione lavoro), cantieristi, esternalizzati), consentendo loro, dunque, di poter essere assunti dagli enti Regionali e da quelli ad essi collegati e sanando, cosi', un'ingiustizia che dura nel tempo. L'assessore De Gaetano, dopo ascoltato con attenzione l'illustrazione della bozza presentata e dopo aver condiviso le ragioni esposte dai rappresentanti del sindacato, ha assunto l'impegno di valutare la proposta di legge e di attivare, in un secondo tempo, un tavolo di concertazione con le RdB/Cub.

17 gennaio 2007 - La Nazione

La Spezia. Licenziato precario

LA SPEZIA — A FRANCESCO, un lavoratore telefonista del Call&call della Spezia non è stato rinnovato il contratto di lavoro da collaboratore, vale a dire, nella sostanza, che è stato licenziato. Normale andamento di un modello contrattuale che produce precarietà quotidiana. E già grave — denuncia la Confederazione unitaria di base che ci si debba abituare a questa situazione. Ciò che a nostro avviso va denunciato con ancora maggior vigore, è che sembra si sia fatto uso del licenziamento per punire un lavoratore che si è esposto in prima persona contro questo modello. Che sia stato giudicato colpevole dal datore di lavoro di aver esercitato uno dei più elementari diritti sanciti dalla Costituzione, cioè di essersi organizzato con altri lavoratori in un comitato che si oppone alla precarietà e di aver civilmente diffuso nel piazzale del suo posto di lavoro, un volantino di natura sindacale, di denuncia di altri precedenti licenziamenti nel Call&call?. Non vorremmo che alla Spezia, nell’anno 2007 si licenziassero lavoratori che praticano attività di natura sindacale, come avveniva negli anni Cinquanta».
La Confederazione unitaria di base «nel denunciare quanto avvenuto, esprime solidarietà a Francesco e auspica che quanto prima le vantate origini democratiche e di sinistra del datore di lavoro e dei suoi amici dell’amministrazione spezzina di centro-sinistra, portino a un ripensamento e al rinnovo del contratto per questo lavoratore, nonché alla assunzione a tempo indeterminato di tutti i lavoratori precari del call center».


12 gennaio 2007 - Comunicato RdB CUB

LSU - LPU
Report incontro RdB - Ministero del Lavoro

10 gennaio 2007 - Comunicato RdB CUB Basilicata

Basilicata. LSU ATA in agitazione

Con una lettera del 22 .12. 2006 la scrivente O.S. nell’inviare le proprie osservazioni in merito all’appalto per le pulizie nelle scuole regionali dove erano stati stabilizzati gli ex LSU ATA esprimeva i propri dubbi sulla fretta con cui la direzione scolastica regionale stava procedendo alla redazione della gara di appalto dopo aver sprecato dei mesi senza aprire un confronto serio con le OO.SS rischiando di addossare ai lavoratori, non prestando la necessaria attenzione ai vari punti critici del bando,tale ritardo.
Ed infatti non tenendo in alcun conto le proposte inviate dalla nostra O.S. è stato adottato un provvedimento che non da alcuna garanzia ai lavoratori rispetto alla sicurezza lavorativa, non avendo previsto criteri che riuscissero a garantire la "solidità economica effettiva" delle aziende che potranno partecipare all’appalto.
La RdB aveva ribadito la propria contrarietà in merito alla scelta di continuare ad esternalizzare il servizio di pulizia delle scuole,ritenendo invece doveroso procedere all’assunzione a tempo indeterminato negli organici ATA del personale già precedentemente utilizzato in tale mansione in qualità di LSU e che avrebbe avuto, in base alle riserve di legge, pieno diritto a coprire tale ruolo.
Tale convincimento era ancora più rafforzato dalla considerazione che l’esternalizzazione, lungi dal procurare un risparmio alle casse dello stato, incide per una spesa superiore di oltre un terzo,danneggiando economicamente i lavoratori e creando ulteriori problemi organizzativi alle scuole per la diversificazione delle competenze.
Si chiedeva che il bando della gara d’appalto prevedesse i seguenti punti principali:
Garanzie in merito al patrimonio netto e alle garanzie bancarie inerenti le ditte abilitate alla partecipazione all’appalto almeno pari alla somma necessaria a garantire le spese del personale per almeno 5 mensilità o almeno pari ai tempi tecnici entro i quali la direzione scolastica regionale di norma provvede alla liquidazione dei pagamenti alle ditte esterne. Tale richiesta è tesa chiaramente a garantire la correntezza dei pagamenti ai lavoratori.
Per evitare i problemi relativi alla mobilità del personale ,ancora più acuiti dalla particolare situazione geografica e dalla carenza dei collegamenti ad ogni livello della regione, l’individuazione di tutte le scuole attualmente utilizzatrici di lavoratori ex LSU come base dell’appalto in oggetto, quale soluzione ideale,utile anche al definitivo superamento delle mobilità attualmente in essere che svantaggiano una parte dei lavoratori.
La previsione dell’utilizzo del personale per l’intero anno scolastico,escludendo la possibilità di cessazioni durante il periodo estivo. Inoltre la previsione di un sistema di sostituzione del personale assente a vario titolo (malattie, gravidanze,infortuni,) e la ridistribuzione delle ore in caso di cessazione dal servizio di eventuali unità.
Oggi, davanti alla sordità della direzione regionale, la RdB indice lo stato di agitazione dei lavoratori interessati, organizzerà nei prossimi giorni un presidio davanti alla direzione regionale oltre ad interessare il ministero competente per ottenere l’annullamento del bando.


9 gennaio 2007 - Centumcellae news

Soluzione in vista per i corsisti
Raggiunto un accordo tra le parti al Tavolo regionale svoltosi ieri. Soddisfatte le RdB Cub

CIVITAVECCHIA – Potrebbe essere stata finalmente la trovata la soluzione per i 151 corsisti dell’Interporto. La riunione svoltasi ieri presso la sede regionale dell’Assessorato al Lavoro, Pari Opportunità e Politiche Regionali del Lazio ha infatti partorito un accordo base grazie a cui tutti i corsisti dovrebbero gradualmente essere assunti nell’Icpl. A darne notizia è il sindacato delle RdB Cub, presente ieri all’incontro insieme all’Assessore regionale Alessandra Ribaldi, al sindaco Gino Saladini, all’Assessore al Lavoro di Civitavecchia Mauro Mazzoni, al commissario all’Autorità Portuale Gianni Moscherini, al Presidente della Commissione Trasporti della Regione Lazio Onorevole Enrico Lucani e al Presidente dell’Icpl Fernando Bitonte.
Nello specifico l'accordo raggiunto ieri prevede l’impegno della ICPL ad assumere 96 unità da attingere dalla lista dei corsisti secondo le modalità riportate nel piano delle assunzioni di ICPl, con ulteriore impegno a trasformare gli stessi contratti - alla relativa scadenza - a tempo indeterminato, tranne casi di giustificato motivo.
Inoltre la società ICPL, per quanto riguarda gli accordi già sottoscritti dalla società RTC, si è impegnata ad assumere 25 unità da adibire ai servizi generali di guardiania, pulizia magazzini, piazzali ed edifici direzionali e giardinaggio in attesa dell’avvio della gestione della RTC.
Per eventuali ulteriori residui di posizioni lavorative le parti istituzionali si sono impegnate ad avviare uno specifico percorso per l’applicazione delle leggi regionali sull’apprendistato professionalizzante ovvero altri istituti contrattuali.
Una volta avviata la sua attività, comunque, la società RTC si è impegnata ad assumere i lavoratori con le stesse modalità dell’ICPL.
<La riunione ha permesso, dopo una lungo dibattito fatto di alti e bassi, ma con la determinazione da parte di tutti i presenti, di risolvere l’incresciosa situazione che si era venuta a creare per i 151 Corsisti/Lavoratori di ICPL e RTC – spiega il Coordinatore territoriale delle RdB-Cub, Giancarlo Ricci -Per come è terminata la riunione, la nostra O.S. si dichiara soddisfatta degli impegni presi da parte di tutti, rimarcando l’onestà intellettuale dei presenti al tavolo Istituzionale, nella volontà di risolvere una situazione nata e gestita da altre amministrazioni, che dopo un’attenta lettura delle carte e gli impegni presi nel passato, forse non erano completamente a favore della città e dei Corsisti/lavoratori. La nostra soddisfazione come RdB-CUB è che abbiamo conosciuto l’incerta vertenza solo il 4 ottobre 2006 e oggi dopo 3 mesi siamo arrivati ad un accordo dignitoso, che da certezze sia nell’immediato che nel prossimo futuro a tutti i 151 Corsisti/Lavoratori di Civitavecchia>.
Soddisfatto anche il Sindaco Saladini, presente alla prima parte della riunione, almeno fino a quando gliel’ ha consentito il successivo impegno, ovvero il Consiglio comunale, convocato per le ore 17.00.
<Si tratta di un importante accordo – ha dichiarato il primo cittadino – che tutela i corsisti e prospetta gli agognati risvolti lavorativi. La nostra volontà di seguire in prima persona l’evoluzione di questa vicenda non è venuta mai meno e all’indomani di tale accordo guardiamo fiduciosi alla giusta conclusione della vicenda>.


9 gennaio 2007 - Tuscia web

Civitavecchia - Dal sindaco Saladini
Corsisti interporto, firmato l'accordo in Regione

Civitavecchia - Importante accordo quello raggiunto, nel corso della riunione tenutasi in Regione, alla presenza dei rappresentanti dei corsisti della ICPL e della RTC, dell’assessore regionale a lavoro, pari opportunità e politiche giovanili, Alessandra Tibaldi, del sindaco, Gino Saladini, dell’assessore a sviluppo, programmazione e lavoro, Mauro Mazzoni, del commissario dell’Authority, Gianni Moscherini, del presidente della Commissione trasporti della Regione Lazio, Enrico Luciani, dell’amministratore delegato di ICPL e RTC, Fernando Bitonte, e delle OO.SS. CUB Trasporti Lazio e RDB-CUB di Civitavecchia.
In particolare l’accordo prevede l’impegno della ICPL ad assumere 96 unità da attingere dalla lista dei corsisti secondo le modalità riportate nel piano delle assunzioni di ICPl, con ulteriore impegno a trasformare gli stessi contratti - alla relativa scadenza - a tempo indeterminato, tranne casi di giustificato motivo.
Inoltre la società ICPL, per quanto riguarda gli accordi già sottoscritti dalla società RTC, si è impegnata ad assumere 25 unità da adibire ai servizi generali di guardiania, pulizia magazzini, piazzali ed edifici direzionali e giardinaggio in attesa dell’avvio della gestione della RTC.
Per eventuali ulteriori residui di posizioni lavorative le parti istituzionali si sono impegnate ad avviare uno specifico percorso per l’applicazione delle leggi regionali sull’apprendistato professionalizzante ovvero altri istituti contrattuali.
Una volta avviata la sua attività, comunque, la società RTC si è impegnata ad assumere i lavoratori con le stesse modalità dell’ICPL.
Soddisfatto il Sindaco, presente alla prima parte della riunione, almeno fino a quando gliel’ ha consentito il successivo impegno, ovvero il Consiglio comunale, convocato per le ore 17.00.
"Si tratta di un importante accordo – ha dichiarato il primo cittadino – che tutela i corsisti e prospetta gli agognati risvolti lavorativi. La nostra volontà di seguire in prima persona l’evoluzione di questa vicenda non è venuta mai meno e all’indomani di tale accordo guardiamo fiduciosi alla giusta conclusione della vicenda".
"Siamo naturalmente contenti per questo risultato – ha aggiunto l’assessore Mazzoni – la nostra costante presenza al tavolo di trattative con la società ICPL dimostra tutta l’attenzione di questa amministrazione e l’interesse affinché un problema così grande, che riguardava un numero così alto di cittadini, venisse affrontato efficacemente e nel migliore dei modi. E’ un segnale forte e positivo che permetterà all’amministrazione di far fronte con maggior tranquillità alle problematiche lavorative che investono tutto il territorio".

7 gennaio 2007 - Comunicato RdB CUB Toscana

Firenze, 15 gennaio
Assemblea lavoratori precari

Dopo le mobilitazioni dei mesi scorsi per sollecitare il Governo e le Amministrazioni all’avvio di un percorso di stabilizzazione ed a seguito dell’approvazione del maxiemendamento alla Finanziaria, si rende necessario un momento di confronto e di organizzazione per rilanciare la lotta contro il lavoro precario nella Pubblica Amministrazione.
Mentre in alcune realtà italiane si sono già aperti momenti di confronto per dare risposte ai lavoratori precari, nella nostra realtà si riscontrano ancora totali ed incomprensibili chiusure da parte delle Amministrazioni, infatti si preferisce dare la precedenza a processi di ulteriore esternalizzazione che inevitabilmente creano ulteriore precarietà, invece di entrare nel merito del problema.
Qualcuno a metà Dicembre, in fase di approvazione della finanziaria 2007, aveva promesso che un lavoro stabile e sicuro sarebbe stato il "regalo di Natale" per molti precari, natale è passato e la situazione continua a peggiorare, come non ricordare i mancati rinnovi (licenziamenti) avvenuti il 31 Dicembre!
Se qualcuno aveva dato troppo credito a queste affermazioni e si era rilassato, sappia che niente cadrà dal cielo, e quello che riusciremo ad ottenere sarà solo quanto riusciremo a conquistarci.
Per discutere del maxiemendamento e per rilanciare la lotta contro ogni forma di precarietà, per l’immediata stabilizzazione di tutti/e.

ASSUNTI SUBITO, ASSUNTI TUTTI ASSUNTI DAVVERO
LUNEDI 15 GENNAIO 2007 ALLE ORE 16.00
ASSEMBLEA DEI LAVORATORI PRECARI
presso la sede Provinciale della RdB –CUB
Via Galliano 107 - Firenze


5 gennaio 2007 - La Nazione

Firenze. Comune

Firenze - «L’AMMINISTRAZIONE comunale, dopo aver ottenuto il consenso da Cgil, Cisl e Uil per l’istituzione di ulteriori Posizioni Organizzative che portano il loro numero per ora a 205, va avanti per la sua strada, e con Determinazione Dirigenziale di fine anno proroga per ulteriori tre mesi un contratto di collaborazione per la modica spesa di 21,666 euro, pari ad un importo mensile di 7222,25 euro. Intanto lascia invece a casa alcune decine di lavoratori precari, per i quali dicono, non ci sono risorse!» Le rappresentanze sindacali di base a Palazzo Vecchio contestano con una nota le scelte sul personale del Comune. «Noi crediamo, che questo sia un problema politico, cioè il totale disinteresse da parte di questa classe politica, verso coloro che vivono sulla propria pelle lo stato di precarietà del lavoro che genera precarietà della vita. Lo stesso disinteresse che questa classe politica mostra ogni giorno nei confronti di noi dipendenti stabili, che siamo considerati una zavorra».


5 gennaio 2007 - Centumcellae news

CIVITAVECCHIA - Forte preoccupazione viene espressa dai sindacati Cgil Fp, Cisl Fit, Uil Trasporti e Rdb-Cub per il ritardo che sta caratterizzando la convocazione dell'incontro tra OO.SS e Comune in merito alla situazione di Etruria Servizi. La riunione era stata infatti concordata tra le parti per il 9 gennaio, ma ad oggi l'Amministrazione comunale non ha ancora provveduto a convocarla.
<La preoccupazione - affermano in una nota congiunta le quattro sigle sindacali - aumenta rispetto a questo inspiegabile temporeggiamento che di fatto aggrava la situazione organizzativa ed operativa della società in quanto priva di qualsiasi direzione strategica>.
Le Organizzazioni sindacali comunicano che, qualora entro oggi non perverrà alcuna convocazione, a partire dal 10 gennaio metteranno in atto tutte le iniziative opportune per sbloccare questa incresciosa situazione.

2007 - La Nazione

 

5 gennaio Firenze. Comune

Firenze - «L’AMMINISTRAZIONE comunale, dopo aver ottenuto il consenso da Cgil, Cisl e Uil per l’istituzione di ulteriori Posizioni Organizzative che portano il loro numero per ora a 205, va avanti per la sua strada, e con Determinazione Dirigenziale di fine anno proroga per ulteriori tre mesi un contratto di collaborazione per la modica spesa di 21,666 euro, pari ad un importo mensile di 7222,25 euro. Intanto lascia invece a casa alcune decine di lavoratori precari, per i quali dicono, non ci sono risorse!» Le rappresentanze sindacali di base a Palazzo Vecchio contestano con una nota le scelte sul personale del Comune. «Noi crediamo, che questo sia un problema politico, cioè il totale disinteresse da parte di questa classe politica, verso coloro che vivono sulla propria pelle lo stato di precarietà del lavoro che genera precarietà della vita. Lo stesso disinteresse che questa classe politica mostra ogni giorno nei confronti di noi dipendenti stabili, che siamo considerati una zavorra».


4 gennaio 2007 - Comunicato RdB CUB P.I. - Comune di Firenze

Firenze, Palazzo Vecchio
Il 2007 oltre alle nuove P.O., ci porta anche una bella Co. Co. Co.! Mentre, lascia a casa parte dei lavoratori precari!

L’ Amministrazione Comunale, dopo aver ottenuto il consenso da Cgil, Cisl e Uil in data 20 Dicembre per l’istituzione di ulteriori Posizioni Organizzative che portano il loro numero per ora a 205, va avanti per la sua strada, e con Determinazione Dirigenziale di fine anno proroga per ulteriori un Contratto di Collaborazione Coordinata e Continuativa, per la modica spesa di €. 21.666,75 pari ad un importo mensile di €. 7.222,25 ….non c’è male…ad averli !!!!!
Intanto lascia invece a casa alcune decine di lavoratori precari, per i quali dicono, non ci sono risorse!
Noi crediamo, che invece che un problema di risorse, questo sia un problema politico, cioè il totale disinteresse da parte di questa , verso coloro che vivono sulla propria pelle lo stato di precarietà del lavoro che genera precarietà della vita.
Lo stesso disinteresse che questa , del resto mostra ogni giorno nei confronti di noi dipendenti- lavoratori del Comune di Firenze , che siamo sempre e comunque considerati una zavorra, invece che una risorsa da valorizzare.
L’anno nuovo, comincia proprio come era finito quello vecchio, con prebende per chi appartiene ai "vari circoli" e pesci in faccia per tutti gli altri.
Ed ora occhio alla busta paga di gennaio, un regalino certo lo avremo: l’aumento dello 0,30% della trattenuta previdenziale……in attesa della nuova riforma pensionistica!


4 gennaio 2007 - Il Gazzettino

Da ieri due dipendenti di una cooperativa ai telefoni dell’ospedale.
Contro l’appalto Raniero della Rdb Cub
«Con il centralino si esternalizzano i servizi»

Vicenza - Hanno iniziato ieri a lavorare i due dipendenti della cooperativa Archimede cui è stato appaltato il servizio di gestione del centralino del San Bortolo per consentire ai dipendenti in forza di godere delle ferie. "È stata un'operazione scellerata - spiega Germano Raniero dell'RdbCub - perché non si può pensare che in soli due mesi un lavoratore, per quanto dotato e preparato, possa essere in grado di gestire un centralino telefonico cui fanno capo oltre 3.500 numeri". Ciò che preoccupa di più l'RdbCub, però, è che la scelta di appaltare anche questo servizio possa rappresentare soltanto l'inizio di un percorso di esternalizzazione. "La gestione del centralino è un'attività importante per l'utenza - aggiunge Raniero - e spesso consente ai cittadini di risparmiare tempo e denaro ed individuare il servizio più idoneo alle proprie esigenze. La scelta dell'appalto è antieconomica ed insensata, in quanto l'amministrazione del San Bortolo avrebbe potuto optare per il distacco di dipendenti in servizio presso altri reparti non più in grado di svolgere la mansione per la quale erano stati originariamente assunti, senza considerare che al centralino potrebbero trovare collocazione anche disabili". Di dipendenti dell'Ulss n. 6 che non svolgono più la mansione originaria ce ne sono decisamente parecchi: quasi il 20 per cento del totale. Questo numero si spiega con il fatto che molte attività, specie quelle infermieristiche e di supporto, sono particolarmente usuranti e, con l'invecchiamento, una parte importante del personale diventa inidonea. "La nostra soluzione - evidenza Germano Raniero, d'accordo con il sindacalista Uil Claudio Scambi - è di evitare l'appalto dei servizi ospedalieri ed optare, ove possibile, per il collocamento dei disabili. Al centralino questa soluzione era assolutamente fattibile, in quanto ci sono già due dipendenti ipovedenti e la strumentazione è idonea all'uso anche da parte dei non vedenti, quindi non sarebbero servite spese di adeguamento". Attualmente il call center del San Bortolo conta cinque dipendenti in servizio, ma ne occorrerebbero almeno sette per rispondere adeguatamente alle richieste e consentire ai dipendenti di fruire delle ferie regolarmente. L'amministrazione ospedaliera sull'argomento ricorda l'impegno sempre profuso rispetto ai disabili: "Al San Bortolo - conclude il direttore sanitario Eugenio Fantuz - trovano collocazione molti portatori di handicap. Nel caso specifico, però, l'urgenza non ha permesso di attendere oltre, quindi si è optato per la soluzione più rapida da assumere".(M.C.)


3 gennaio 2007 - Il Manifesto

Il centro di accoglienza per minori licenzia dieci precarie storiche
La «Tartaruga verde», coop in appalto del ministero della giustizia, nega il rinnovo dopo l'intervento delle Rdb. Chiedevano il pagamento di straordinari e festivi

Roma - Storie di ordinaria precarietà, questa volta si ambientano in un centro di prima accoglienza per minori, quello di Roma. Dieci operatrici socio-assistenziali si sono rivolte al sindacato per il rispetto dei diritti elementari (come la retribuzione degli straordinari e dei festivi) e per tutta risposta la loro cooperativa, che gestisce l'appalto per conto del Ministero della giustizia, le ha licenziate in tronco. O meglio, non le ha rinnovate. La comunicazione è arrivata via fax, allo stesso centro di accoglienza, cosicché chiunque ha potuto leggere la notizia: un notevole rispetto per la privacy che la «Tartaruga verde» (questo il nome della cooperativa) non ha mancato di dimostrare per lavoratrici impiegate ormai da 7 e più anni al servizio.
Prima di raccontare la storia delle 10 operatrici, è opportuno spiegare cosa sono i centri di prima accoglienza per minori. I cpa sono speciali centri di accoglienza, istituiti nel 1988 per evitare ai minori dai 14 ai 18 anni un impatto traumatico con la realtà carceraria. Dopo l'arresto, la polizia porta i minori direttamente nel centro, evitando il carcere, e lì possono essere trattenuti per massimo 96 ore (4 giorni) prima di essere condotti dal giudice per l'interrogatorio. In questi 4 giorni i giovani vengono seguiti da psicologi e operatori che tracciano un primo profilo psicologico, o li intrettengono con attività come la pittura o la musica. Nel centro di Roma, unico del genere in tutto il Lazio, ci sono le sbarre alle finestre ma per il resto - ci racconta un'operatrice - non sarebbe simile a un carcere, ma piuttosto paragonabile a un casa famiglia. C'è una sezione maschile, che il ministero di giustizia fa gestire interamente al personale di polizia penitenziaria, e poi c'è quella femminile, gestita appunto dalle 10 operatrici licenziate (e attualmente sostituite da nuove lavoratrici), dal direttore della struttura e da un'agente di polizia donna. Le operatrici socio-assistenziali, però, venivano utilizzate spesso come «jolly»: in alcuni casi erano addette anche a mansioni di portineria, di solito affidate a personale armato per il rischio cui si viene esposti. Senza contare gli straordinari richiesti - fino a 18 ore continuative di lavoro (unendo giorno e notte, dunque anche teoricamente le ore di sonno, seppure spesso la notte venga interrotta dai nuovi arrivi). Le strutture di prima accoglienza ospitano fino a 1200 minori l'anno, e rispondono al Dipartimento giustizia minorile del ministero guidato da Clemente Mastella. Si calcola che gli addetti dei cpa in tutta Italia - spiegano le Rdb, che seguono le lavoratrici - siano circa 200, ma è una stima per difetto, perché ogni città li organizza un po' a modo suo, e soprattutto non sono presenti in tutte le province del nostro paese.
I servizi vengono spesso esternalizzati: il ministero bandisce gare che vedono partecipare diverse cooperative sociali. La «Tartaruga verde» è solo l'ultima cooperativa che si è aggiudicata negli anni l'appalto della sezione femminile del cpa di Roma, nel luglio 2005, trovandosi obbligata ad assumere - come prevede la convenzione con il ministero - tutti i lavoratori impiegati precedentemente nel centro. Così le 10 operatrici licenziate in dicembre non stanno al cpa da 1 anno e mezzo, ma molte di loro da più di 7 anni: «Dall'ultima cooperativa abbiamo avuto sempre contratti di sei mesi e tre proroghe in tutto, ma prima di novembre ci avevano detto che volevano assumere una parte di noi a tempo indeterminato e le altre confermarle a termine - spiega Giulia Morello, una delle operatrici non rinnovate, autrice tra l'altro di un romanzo sui cpa, Schiena contro schiena - Noi ci siamo rivolte al sindacato per avere le ore di straordinario e le festività pagate. Non abbiamo alcuna indennità per la reperibilità, né quella per il rischio, che invece viene riconosciuta alla polizia penitenziaria. La tredicesima viene erogata in ritardo, e gli stipendi sono molto bassi, perché nonostante le nostre specializzazioni siamo inquadrate al terzo livello del contratto». Per circa 150 ore al mese, le operatrici fanno massimo 800 euro. Appena il sindacato si è mosso, la cooperativa ha spedito il fax di non rinnovo, impiegando nuove lavoratrici: a marzo, quando verrà rinnovata la convenzione, potrebbero essere queste ultime a godere del diritto alla riassunzione, escludendo le precarie storiche. «Noi puntiamo alla riassunzione delle lavoratrici e alla reinternalizzazione del servizio - spiegano le Rdb con il coordinatore Pio Congi - Il superamento del precariato nella pubblica amministrazione non può certo essere risolto con i licenziamenti collettivi».


3 gennaio 2007 - Corriere della Sera

Rdb: licenziate dieci operatrici del Centro accoglienza minori

Roma - Sono state licenziate il 31 dicembre le dieci psicologhe e assistenti sociali che da anni lavorano nella sezione femminile del Centro di prima accoglienza per minori di Roma. Lo denuncia le Rappresentanze sindacali di base (Rdb). Le dipendenti avevano un contratto a tempo determinato con la cooperativa «Tartaruga verde», alla quale il ministero della Giustizia aveva affidato in appalto il servizio di accoglienza dei minori arrestati o fermati e quelli per cui non è stato possibile l'accompagnamento all'abitazione familiare, fino all'udienza di convalida. L'appalto è scaduto e in attesa che il ministero prepari il nuovo bando, il servizio è stato prorogato alla cooperativa «Tartaruga verde», ma le lavoratrici sono state licenziate. Secondo i rappresentanti dei lavoratori «l'importante e delicato servizio come i Centri di prima accoglienza è affidato a cooperative che sfruttano il lavoro precario»: per questo le Rdb chiedono di gestirli in proprio senza affidarli all'esterno. «Questi licenziamenti - aggiunge il sindacato - sono aggravati dal fatto che le lavoratrici avevano chiesto all'amministrazione il rispetto dei diritti economici e normativi di fatto elusi come il pagamento di ferie, straordinari e scatti di anzianità».


3 gennaio 2007 - Il Tempo

Minori, licenziate dieci operatrici
Operavano nel centro di prima accoglienza, dove restano solo agenti di polizia

Roma - IL Centro di prima accoglienza per minori di Roma si compone di una sezione maschile e di una femminile. La prima è gestita solo da agenti di polizia penitenziaria, coordinati da un ispettore, mentre la seconda da 10 operatrici socio-assistenziali e da un agente di polizia penitenziaria di sesso femminile. Sono inoltre presenti gli educatori a cui vengono assegnati i minori. Tutte queste figure professionali sono coordinate dal direttore del Cpa. E proprio al direttore del Cpa sarebbe arrivato via fax il licenziamento delle dieci operatrici della sezione femminile. A dencunciare l’accaduto in un lungo comunicato, il sindacato Rdb-Cub. «Dieci operatrici della sezione femminile del Centro di Prima Accoglienza per minori di Roma, l'unico del Lazio, sono state di fatto licenziate il 31 dicembre mentre la cooperativa "Tartaruga Verde" per cui lavoravano - precisa la nota del sindacato - ha ottenuto una proroga del servizio per il tempo necessario all'espletamento di una nuova gara d'appalto. Licenziamenti aggravati dal fatto che le lavoratrici avevano chiesto garanzia del rispetto dei diritti economici e normativi di fatto elusi dalla cooperativa Tartaruga Verde: turni anche di 20 ore consecutive, stipendi corrisposti con ritardo, straordinari non retribuiti, assenza di una indennità di rischio, festività non calcolate, scatti di anzianità non riconosciuti; ma anche lo svolgimento di mansioni non di loro competenza, come la sorveglianza in portineria, che può essere svolta solo da agenti armati. In tutta risposta - continua il comunicato - queste operatrici hanno ricevuto una lettera di licenziamento. In più, violando ogni regola sulla privacy, anziché alle dirette interessate il licenziamento è stato comunicato tramite un fax all'ufficio matricola del Centro di prima accoglienza dove chiunque ha potuto leggere la comunicazione e i dati personali delle lavoratrici». Le Rdb Cub denunciano «i licenziamenti e la condizioni di sfruttamento a cui sono sottoposte queste operatrici, e si batteranno per chiedere la reinternalizzazione di questo importante e delicato servizio, che in base a prime stime vede coinvolti oltre 200 addetti in tutta Italia: il superamento del precariato nella pubblica amministrazione non può essere di certo portato avanti ricorrendo ai licenziamenti collettivi». Le 10 operatrici della sezione femminile di Roma in passato, inquadrate a tempo determinato con il Contratto delle cooperative sociali, hanno svolto le stesse mansioni in altre cooperative.


2 gennaio 2007 - Comunicato RdB CUB

I Centri di Prima Accoglienza sono nati nel 1988 con l’obiettivo di tutelare i minori di età compresa tra i 14 e i 18 anni giuridicamente inquadrabili come "minori imputabili". I CPA ospitano, fino all'udienza di convalida, i minori arrestati o fermati e quelli per cui non è stato possibile l'accompagnamento presso l'abitazione familiare, che possono rimanere a disposizione dell' Autorità Giudiziaria (Procuratore minorile, PM, GIP) fino a 4 giorni (96 ore).
I C.P.A. non sono caratterizzati come strutture carcerarie. Non ci sono sbarre, ma sono presenti gli agenti di polizia penitenziaria. Durante la permanenza in C.P.A. il minore è sottoposto a osservazione da parte di una équipe operativa (educatore, psicologo, etc.) che stila una prima relazione informativa sulla situazione psico-sociale e sulle risorse territoriali disponibili con l’obiettivo di fornire all’Autorità Giudiziaria competente tutti gli elementi utili ad individuare, in caso di applicazione di misura cautelare, quella più idonea alla personalità del minorenne.
Purtroppo anche questo importante e delicato servizio è stato in parte esternalizzato. In base a convenzioni col Ministero di Giustizia stipulate sulla base di gare d’appalto, nei CPA operano cooperative che si avvalgono di personale che, pur qualificato, viene mantenuto in condizioni di precarietà e sottoposto ad abusi contrattuali.
E’ il caso del Centro di Prima Accoglienza di Roma, l’unico del Lazio, situato presso gli uffici del C.G.M. (Centro Giustizia Minorile) e dell’U.S.S.M. (Servizi Sociali). Il CPA di Roma si compone di una Sezione Maschile e di una Femminile. La prima è gestita solo da Agenti di Polizia Penitenziaria, coordinati da un Ispettore; la seconda da 10 Operatrici socio-assistenziali e da un Agente di Polizia Penitenziaria di sesso femminile. Sono inoltre presenti gli educatori a cui vengono assegnati i minori. Tutte queste figure professionali sono coordinate dal Direttore del C.P.A.
Le 10 operatrici della sezione femminile di Roma sono dipendenti della Cooperativa "La Tartaruga verde" di Santa Marinella. In passato le stesse lavoratrici, inquadrate a tempo determinato con il Contratto delle Cooperative sociali, hanno svolto le stesse mansioni in altre cooperative.
Alla data del 31 dicembre le lavoratrici in questione sono state di fatto licenziate, mentre la cooperativa "Tartaruga Verde" ha ottenuto una proroga del servizio per il tempo necessario all’espletamento di una nuova gara d’appalto.
Questi licenziamenti sono aggravati dal fatto che le lavoratrici, tramite il sindacato RdB-CUB, avevano chiesto all’Amministrazione garanzia del rispetto dei diritti economici e normativi di fatto elusi dalla cooperativa Tartaruga Verde: turni anche di 20 ore consecutive, stipendi corrisposti con ritardo, straordinari non retribuiti, assenza di una indennità di rischio, festività non calcolate, scatti di anzianità non riconosciuti; ma anche lo svolgimento di mansioni non di loro competenza, come la sorveglianza in portineria, che può essere svolta solo da agenti armati.
In tutta risposta alla sindacalizzazione e alla denuncia delle inadempienze, queste operatrici hanno ricevuto una lettera di licenziamento. In più, violando ogni regola sulla privacy, anziché alle dirette interessate il licenziamento è stato comunicato tramite un fax inviato all’Ufficio Matricola del Centro di Prima Accoglienza, dove chiunque ha potuto leggere la comunicazione e i dati personali delle lavoratrici.
Le RDB-CUB denunciano i licenziamenti e la condizioni di sfruttamento a cui sono sottoposte queste operatrici, e si batteranno non solo per sanare la situazione nel CPA romano, ma anche per chiedere la reinternalizzazione di questo importante e delicato servizio, che in base a prime stime vede coinvolti oltre 200 addetti in tutta Italia: il superamento del precariato nella P.A. non può essere di certo portato avanti ricorrendo ai licenziamenti collettivi.

31 dicembre 2006 - Il Messaggero

Moscherini partecipi al tavolo di concertazione regionale

Civitavecchia - «Moscherini partecipi al tavolo di concertazione regionale convocato per l'8 gennaio prossimo dall'assessore al lavoro Alessandra Tibaldi». Questo l'appello che il comitato dei corsisti interporto rivolge al Commissario di Molo Vespucci, Giovanni Moscherini, dichiaratosi disposto a garantire attraverso l'elaborazione di una lista d'assunzione l'inserimento pianificato dei corsisti in Rtc (Roma Terminal containers) e Icpl spa. «Rinnoviamo l'invito a Moscherini - spiega il comitato - a partecipare personalmente all'incontro in Regione così da poter pianificare al meglio questo eventuale inserimento lavorativo e trovare una soluzione definitiva per noi corsisti».
Due le tematiche che saranno affrontate dal tavolo di concertazione regionale, l'8 gennaio alle 14,30. «Chiudere su Rtc - spiega Giancarlo Ricci della Rdb Cub - e sapere definitivamente quando il terminal containers previsto alla banchina 25 sarà aperto al traffico merci. E anticipare le assunzioni all'interporto dei 96 corsisti da dicembre a giugno 2007. Una operazione che può essere effettuata data che il piano industriale presentato al Comune da Bitonte indica in marzo 2007 l'avvio delle attività in zona industriale. Una cosa è certa: la situazione oggi è migliore perché tutte le parti in causa hanno intenzione di mettersi intorno al tavolo e trovare soluzioni condivise». Regione Lazio, Provincia di Roma, Comune, presidenza di Icpl e Rtc spa, delegazione di corsisti e organizzazioni sindacali: siederanno al tavolo regionale spostato dal 28 dicembre all'8 gennaio proprio su richiesta di Ferdinando Bitonte. «Nel piano industriale di Icpl - aggiunge l'assessore al lavoro e allo sviluppo Mauro Mazzoni - non c'è alcun riferimento al numero dei traffici con i quali l'interporto avvierà la propria attività a marzo prossimo. Le assunzioni in Icpl saranno avviate a marzo e poi proseguiranno seguendo l'andamento dei traffici. Assunzioni che l'Icpl effettuerà, ma solo per sei-nove mesi. Al tavolo va affrontato questo problema. Trasformare i contratti a tempo determinato in lavoro stabile almeno per la maggior parte dei corsisti». Come? «Si potrebbero utilizzare questi nove mesi di lavoro determinato per valutare le capacità operative e l'affidabilità dei lavoratori e poi assumerli in pianta stabile sia in Icpl che in Rtc dove la situazione, ora come ora è molto più complicata. Per questo spero che Moscherini partecipi all'incontro in Regione per condividere con gli enti preposti la sua proposta».


29 dicembre 2006 - Comunicato RdB CUB Croce Rossa Italiana

PRECARI CRI: IL GOVERNO NON MANTIENE GLI IMPEGNI!

Contrariamente agli impegni presi e sottoscritti dal Sottosegretario alla Salute Zucchelli lo scorso 21/12 con le Federazioni Sindacali Nazionali, l’Amministrazione CRI e soprattutto con i lavoratori precari, circa l’inserimento nel Decreto "milleproroghe" della proroga per il 2007 per i 918 precari della Croce Rossa privi dei requisiti previsti dalla Finanziaria, il Consiglio dei Ministri beffa la Croce Rossa e non inserisce la proroga nel Decreto licenziato nella serata di ieri 27/12.
Questo atto gravissimo, che mina definitivamente la credibilità di un Governo che aveva basato la propria campagna elettorale sulla lotta al precariato, non solo mette a repentaglio la sopravvivenza di tutti i lavoratori interessati e delle loro famiglie, ma assesta un colpo definitivo alla capacità della Croce Rossa di continuare ad offrire alla comunità i propri delicati ed insostituibili servizi.
La RdB-CRI ha immediatamente contattato l’Amministrazione, già a conoscenza dell’accaduto, chiedendo che la stessa assuma AUTONOMAMENTE un provvedimento di proroga, anche temporaneo (tre mesi?), in attesa che il Governo tenga fede agli impegni presi. L’Amministrazione si è dichiarata disponibile ad effettuare tale atto solo in presenza della copertura di una circolare del Ministero della Funzione Pubblica sulla cui emanazione, prevista per domani 29/12, visti i precedenti, ci permettiamo francamente di dubitare…
La RdB-CRI dà pertanto indicazione a tutti i lavoratori precari CRI non in possesso dei requisiti previsti dal comma 519 della Finanziaria 2007 di non abbandonare per nessun motivo il posto di lavoro e di non accettare alcuna interruzione del rapporto di lavoro né, tantomeno, contratti interinali.
Invitiamo tutti i lavoratori interessati a diffidare di chi li invita ad interrompere le prestazioni, ed a recarsi invece regolarmente al lavoro il prossimo 2 gennaio e giornate seguenti, attestando come di consueto la propria presenza in servizio e, ove necessario, ad incatenarsi letteralmente al proprio posto di lavoro.
Alle Federazioni territoriali RdB, ai lavoratori di ruolo CRI ed a tutti i 976 precari in possesso dei requisiti (che quindi potranno usufruire della proroga prevista dalla Finanziaria, in attesa della stabilizzazione) la RdB-CRI raccomanda di assistere e sostenere nelle loro giuste rivendicazioni i colleghi meno fortunati, proseguendo ed intensificando le iniziative e le mobilitazioni (manifestazioni, assemblee, esposizione di striscioni, ecc.) che hanno caratterizzato questo mese di dicembre.
La RdB-CRI assicura comunque tutto il proprio sostegno ed impegno, sia a livello centrale che periferico, per una tempestiva e positiva soluzione della vertenza.


28 dicembre 2006 - Comunicati RdB CUB - Precari

Co.co.co. asl Avezzano-Sulmona
...finalmente la legge che da il via libera alle assunzioni

Approvato, nella seduta di Bilancio del Consiglio regionale dell'Abruzzo del 22 dicembre, l'articolo che da il via libera ai concorsi riservati per l'assunzione a tempo indeterminato dei Co.Co.Co. nella Asl di Sulmona, Avezzano, val di Sangro...Dopo anni di lotte, prima come Lsu poi come Co.Co.Co., i Lavoratori e le Rappresentanze di Base hanno ottenuto l'approvazione della, contrastata, norma che dà il via libera alla definitiva stabilizzazione.
Nonostante l'insensata opposizione dei sindacati concertativi, si è ottenuto un grosso risultato per la determinazione dei Lavoratori che con manifestazioni, presidi e occupazioni hanno imposto che la Regione Abruzzo riconoscesse una priorità per l'assunzione di chi è stato per anni precario in servizi essenziali come i C.U.P. e le autoambulanze del 118 facendo bandire concorsi che riconoscono il servizio prestato in tutti questi anni.

Assunzioni alle porte per i precari della sanità pugliese

Nella Legge di Bilancio provvisorio della Regione Puglia i precari della sanità pugliese, compresi gli interinali, verranno assunti a tempo determinato per sei mesi, tempo necessario all'espletamento di tutti i concorsi riservati ai precari nelle asl pugliesi banditi per le assunzioni a tempo indeterminato.
Dopo aver ottenuto con la rdB/CUB, una legge per concorsi riservati per l'assunzione nelle asl pugliesi, in cui operano come precari a vario titolo da diversi anni, continuano la mobilitazione per i concorsi riservati e organizzano la partecipazione in massa allo sciopero e alla manifestazione a roma del 6 ottobre.

www.assuntidavvero.rdbcub.it<//a><//a><//a><//a><//a><//a><//a><//a><//a><//a><//a><//a><//a><//a><//a><//a><//a><//a><//a><//a><//a><//a><//a><//a><//a><//a><//a><//a><//a><//a><//a><//a><//a><//a><//a><//a><//a><//a><//a><//a><//a><//a><//a><//a><//a><//a><//a><//a><//a><//a><//a><//a><//a><//a><//a><//a><//a><//a><//a><//a></><//></><//></><//><//a><//a><//a><//a><//a><//a><//a><//a><//a><//a><//a><//a><//a><//a><//a><//a><//a><//a><//a><//a>


27 dicembre 2006 - Comunicato RdB CUB Croce Rossa Italiana

PRECARI CRI: ANCORA IN ATTESA…

Ancora purtroppo nessuna novità per i lavoratori precari CRI non in possesso dei requisiti previsti dal comma 520 della Legge Finanziaria 2007 per poter richiedere la stabilizzazione, e quindi esclusi anche dalla proroga (riservata dalla Finanziaria ai soli contratti in via di stabilizzazione).
La riunione dello scorso giovedì 21/12 presso il Ministero della Salute si era infatti conclusa con la sottoscrizione di un accordo che impegnava il Governo ad inserire un apposito articolo nel Decreto Legge cosiddetto "milleproroghe" (all’esame del Consiglio dei Ministri dello scorso 22/12) contenente almeno la proroga per il 2007 per gli oltre 900 precari CRI non ancora in possesso dei requisiti per la stabilizzazione.
Dalle notizie in nostro possesso risulta che tra i provvedimenti adottati dal Consiglio dei Ministri lo scorso 22/12 non figura alcunché riguardante la Croce Rossa.
Risulta invece che l’articolo contenente la proroga per i precari CRI sia stato esaminato nella seduta del Consiglio dei Ministri iniziata oggi pomeriggio alle ore 16:00, ed abbia subito alcune modifiche.
Augurandoci che tali modifiche siano solamente marginali e non stravolgano il senso della norma, invitiamo ancora una volta i lavoratori a non abbassare la guardia fino a quando non sarà reso noto (presumibilmente nella giornata di domani) il testo definitivo del Decreto Legge approvato dal Consiglio dei Ministri, tenendosi eventualmente pronti alle iniziative del caso.


22 dicembre 2006 - Comunicato RdB CUB Cooperative Sociali

COOPERATIVE SOCIALI E FINANZIARIA 2007
DIVENTA LEGGE IL "LENTO" SUPERAMENTO DEL SALARIO MEDIO CONVENZIONALE

La Finanziaria 2007 prevede il graduale aumento dei versamenti contributivi per le lavoratrici e lavoratori soci di cooperative sociali che applicano il regime dei versamenti previdenziali ridotti, chiamato comunemente SALARIO MEDIO CONVENZIONALE (DPR n. 797/55).
Gli aumenti dei versamenti pensionistici avranno le seguenti scadenze:
- 2007 aumento del 30%
- 2008 aumento del 60%
- 2009 aumento del 100%
Il calcolo percentuale si riferisce alla differenza, oggi esistente, tra gli attuali salari medi convenzionali (applicato diversamente in 33 province italiane) e le retribuzioni contrattuali come da CCNL di settore.
Le contribuzioni piene, già eventualmente versate dalle cooperative sociali e i successivi versamenti restano validi ai fini previdenziali.

SODDISFATTI O NON SODDISFATTI DELLA NORMA?

Considerato che nella prima stesura della legge finanziaria la norma sul superamento del salario medio convenzionale non era inserita, potremo essere soddisfatti e tirare un sospiro di sollievo.
Ma non possiamo nascondere che questa norma è arrivata in GRAVE RITARDO, basti pensare che l’accordo sindacale tra CGIL-CISL-UIL e Legacoop, Confcooperative e AGCI sul superamento del salario medio convenzionale è stato firmato nel 2004 e si prevedeva il raggiungimento dei pieni contributi al 2008, si tratta quindi di un ulteriore RINVIO di un anno, mentre su altre questioni le cooperative incassano con questa finanziaria un immediato vantaggio sulle norme dell’IVA.
Il protrarsi del regime RIDOTTO dei VERSAMENTI PENSIONISTICI fino al 2009 aggiunge danno al danno.

COME RdB/CUB RITENIAMO INDISPENSABILE CHIEDERE AL GOVERNO:

1- UNA MODIFICA ALLA NORMA CHE ANTICIPI LA PIENA CONTRIBUZIONE
2- UNA SANATORIA PER IL RICONOSCIMENTO PIENO DEI CONTRIBUTI VERSATI IN MANIERA RIDOTTA IN TUTTI QUESTI ANNI


22 dicembre 2006 - Emilianet

Sindacati: intesa raggiunta con l'Amministrazione provinciale
L'accordo prevede anche la stabilizzazione dei lavoratori precari

REGGIO EMILIA - Raggiunta l'intesa tra sindacati e Amministrazione provinciale per il rinnovo del Contratto integrativo aziendale. Lo comunicano le organizzazioni sindacali FP CGIL – FPS CISL – RDB e le RSU.
I sindacati esprimono "un giudizio positivo sull'accordo che prevede numerosi aspetti qualificanti tra i quali la produttività e le progressioni orizzontali."
L'accordo prevede inoltre la ripresa del confronto sul piano occupazionale, le riqualificazioni e la stabilizzazione dei lavoratori precari nell'ambito delle opportunità che offre il nuovo quadro normativo derivante dalla Legge Finanziaria.
Il testo finale dell'accordo sarà inviato a tutti i dipendenti nei prossimi giorni tramite posta elettronica.
L'intesa sarà oggetto delle assemblee dei lavoratori che si terranno nel mese di gennaio e sarà sottoposta al voto dei lavoratori per la sua validazione.


21 dicembre 2006 - Comunicato RdB CUB Croce Rossa Italiana

PRECARI CRI: FIRMATO L’ACCORDO!

La riunione di oggi 21/12 al Ministero della Salute tra Amministrazione CRI, Ministeri vigilanti ed Organizzazioni Sindacali, ottenuta unicamente grazie alla mobilitazione dei lavoratori, rappresenta un ulteriore passo avanti, purtroppo NON ancora definitivo, nella vertenza per la stabilizzazione dei lavoratori precari CRI.
La riunione si è infatti conclusa nel tardo pomeriggio con la sottoscrizione di un accordo che dà finalmente certezze ai lavoratori della Croce Rossa con contratto a tempo determinato.
In tale accordo si sancisce che:

· per i 976 lavoratori in possesso dei requisiti previsti dalla Finanziaria 2007 (oggi definitivamente approvata alla Camera) l’Amministrazione procederà alla proroga ed alla successiva stabilizzazione secondo quanto previsto dai commi 519 e seguenti della Finanziaria stessa;
· per i 918 lavoratori non ancora in possesso di tali requisiti il Governo si impegna ad inserire un apposito articolo nel Decreto Legge cosiddetto "milleproroghe" (che dovrebbe essere emanato domani 22/12 dal Consiglio dei Ministri) che garantisce loro almeno la proroga per il 2007 (anche il testo di questo articolo viene trasmesso in allegato).

La RdB-CRI torna ad esprimere prudente ottimismo per questo ulteriore passo avanti nel percorso della tormentata stabilizzazione dei lavoratori precari CRI per ottenere la quale, contrariamente a quanto assicurato dallo stesso Ministero della Salute appena due giorni fa, non essendo stati recepiti gli emendamenti alla Finanziaria, occorre ora attendere l’emanazione di un apposito Decreto Legge (come la RdB ha sostenuto sin dall’inizio).
Solo successivamente all’emanazione di tale Decreto (ci auguriamo già da domani) la RdB-CRI potrà dichiararsi interamente soddisfatta. Nel frattempo invitiamo i lavoratori a non abbassare la guardia (anche a causa dello sciopero della stampa concomitante con le feste nataliuzie)…
Totalmente negativo invece l’atteggiamento del Ministero della Salute, nella persona del Sottosegretario Zucchelli, rispetto alla vertenza che vede i lavoratori CRI ancora in attesa di competenze economiche riferite agli anni passati.
Nel corso della riunione sono state infatti avanzate proposte assolutamente inaccettabili, basate acriticamente su quanto emerso dall’Ispezione disposta dal MEF, le cui risultanze la RdB-CRI, con le proprie osservazioni, ha dimostrato essere invece molto poco attendibili.
L’unico elemento positivo al riguardo è rappresentato dal fatto che oggi le risultanze dell’Ispezione vengono finalmente messe in discussione anche dalle altre Organizzazioni Sindacali (NON E’ MAI TROPPO TARDI?) che avevano invece finora colpevolmente taciuto.
Sarebbe anche il caso che l’Amministrazione CRI dicesse chiaramente la sua…


20 dicembre 2006 - Il Resto del Carlino

LA RIVOLTA DEI PRECARI
Trenta impiegati Contratto non garantito Agitazione in Comune

Rovigo - Sono auguri di Buon Natale con il punto di domanda, quelli che i Co.Co.Co. comunali ieri mattina hanno fatto all’amministrazione di palazzo Nodari.
I trenta dipendenti precari del Comune di Rovigo sono entrati in ritardo nei loro uffici, dandosi appuntamento alle 9 del mattino in piazza Vittorio Emanuele. Lì, hanno volantinato per circa un’ora e mezzo, per protestare contro un sistema e un contratto di lavoro che non garantisce loro nessuna certezza per il futuro. «... Buon Natale...?? I Co.co.co del Comune di Rovigo, insieme a Fp Cisl, Fpl Uil, Nidil e Fp Cgil — recita il volantino, con tanto di disegni di regali e alberi addobbati — esprimono forte preoccupazione per il loro futuro professionale e per i servizi che contribuiscono a garantire alla cittadinanza. Ancora una volta, a pochi giorni dalla scadenza dei contratti, queste lavoratrici e lavoratori non conoscono il loro destino.. Chiediamo risposte urgenti all’amministrazione comunale».
Per la maggioranza di loro infatti il contratto di lavoro scadrà il 31 dicembre: a oggi, non sanno ancora se verranno riconfermati, se verranno regolarizzati o, malauguratamente, lasciati a casa. «Vogliamo tenere alta la sensibilità e l’opinione pubblica su questa situazione — spiega Piero Colombo, della Nidil — Non è possibile che persone che lavorano da quasi 8 anni all’interno del Comune abbiano ancora contratti precari: la loro permanenza significa che non svolgono ruoli legati a progetti, ma necessari all’amministrazione». Le richieste che i rappresentanti sindacali inoltrano a palazzo Nodari sono chiare: «Se la Finanziaria verrà approvata così com’è si dovrebbe procedere con la trasformazione di alcuni contratti — continua Colombo — vogliamo capire quanti potranno avere un contratto a tempo determinato, ma regolare. E se chi non lo otterrà sarà lasciato a casa o semplicemente rinnovato come Co.co.co».
Le loro proteste, alla giunta, arrivano con gli auguri di Natale. Ironia della sorte, il sindaco di Rovigo, Fausto Merchiori, promette loro risposte nei giorni successivi alla festività: questo sarà il loro vero ‘regalo’. Il primo cittadino, infatti, ieri mattina è sceso per parlare ai Co.co.co, tranquillizzandoli e ascoltando le loro richieste. Ma non ha potuto rispondere nulla di più che ci sono degli accertamenti in corso d’opera: le porte sono aperte, ma non c’è ancora alcuna certezza per il loro destino. Si dovranno valutare le norme della Finanziaria, non appena saranno ufficiali, e le risorse finanziarie disponibili. Intanto, dall’interno di palazzo Nodari arrivano alcune proposte: alcuni dipendenti hanno sollecitato le Rsu comunali a farsi carico delle problematiche dei Co.co.co. «Con una rappresentanza interna — spiega Fabio Raule, Rdb Cub— le loro proteste verrebbero ascoltate molto di più. Basta guardare ai risultati ottenuti a Padova, dove i precari hanno occupato l’ufficio del Sindaco». La proposta però ha ottenuto risposta negativa: la maggioranza dell’Rsu ha decretato che i Co.co.co sono già adeguatamente rappresentati dai sindacati esterni.

Rsu, rappresentante cacciato per ‘ironia’

Rovigo - Il Sindacato di base Rdb Cub si scaglia contro l’amministrazione comunale. Giovedì scorso, durante un incontro tra amministrazione e Rsu, è stato cacciato dall’assemblea il rappresentante sindacale Fabio Raule. «Dopo aver letto il breve discorso con il quale ha voluto sottolineare in modo ironico l’inutilità di concentrarsi sulla mobilità esterna, a fronte, del prioritario problema del precariato — scrive Claudio Milan, segretario Rdb Cub — è stato richiamato dall’assessore Casonato, che con il suo intervento ha dato il ‘la’ all’azione di repressione. Infatti, a seguire, la dirigente del settore risorse umane, Paola Busson, ha insinuato che in orario di lavoro Raule si dedicava a preparare il comunicato e avrebbe provveduto disciplinarmente nei suoi confronti. Infine è esploso il coordinatore Rsu, Marco Lombardo, che si è alzato in piedi e ha iniziato a inveire nei confronti di Raule, invitandolo ad andarsene, prendendolo di forza e chiudendogli la porta in faccia».

19 dicembre 2006 - Comunicato RdB CUB Pubblico Impiego

PRECARI CONTACT CENTER INPS-INAIL:
20 DICEMBRE SCIOPERO NAZIONALE
Presidio a Roma davanti Direzione Generale INPS, Via Ciro il Grande 21 - ore 9,00

Quella dei contact center pubblici è un esempio emblematico di come l’esternalizzazione dei servizi pubblici vada a vantaggio esclusivo delle grandi società, che prendono appalti da capogiro mente ai lavoratori rimangono solo precarietà e salari indecorosi.
E’ questo il caso di INPS ed INAIL, che hanno appaltato i servizi di sportello ad una R.T.I. facente capo a Poste Italiane. Questo appalto viene pagato almeno il doppio rispetto a quello che costerebbe la gestione diretta dei servizi del contact center e l’assunzione dei lavoratori oggi co.co.pro.
Le imprese (Gruppo Omnia Network e Omnia Service Center) utilizzano come operatori dei giovani con contratti di collaborazione a progetto - in realtà senza alcun progetto e senza futuro - pagandoli pochi euro e privandoli dei più elementari diritti non solo sindacali.
A fronte di questa situazione le RdB-CUB hanno indetto per il prossimo 20 dicembre uno sciopero nazionale dei lavoratori precari, con presidio a Roma davanti alla Direzione generale dell’ INPS, per ottenere:
- la revisione da parte degli Enti previdenziali INPS ed INAIL della gestione dei contact center;
- vista l’imminente scadenza dell’appalto, l’ avvio da parte degli Istituti di un percorso serio di regolarizzazione degli addetti che passi attraverso l’assunzione diretta di servizio e lavoratori negli enti INPS e INAIL e garantisca una vera stabilità lavorativa.
Le RdB-CUB denunciano inoltre indebite pressioni nei confronti dei lavoratori atte a scoraggiare lo sciopero dei precari.


19 dicembre 2006 - Comunicato RdB CUB Croce Rossa Italiana

La mobilitazione dei lavoratori precari della Croce Rossa, che dalla scorsa settimana hanno effettuato dei presidi permanenti presso i Comitati Provinciali CRI delle principali città italiane, dando vita a numerose iniziative locali che sono culminate nella manifestazione di ieri 18/12 sotto il Ministero dell’Economia ed in quella di oggi, non autorizzata, sotto il Ministero della Salute, inizia finalmente a produrre i primi effetti positivi.
L’ipotesi che sta prendendo piede (anticipata ieri dal Sottosegretario Cento, e confermata oggi dal Capo di Gabinetto del Sottosegretario Zucchelli, che ha ricevuto una delegazione di manifestanti) è che i commi 519 e seguenti dell’articolo unico della Finanziaria, così come approvata dal Senato, sarebbero pienamente applicabili a tutti i lavoratori precari della Croce Rossa che, autonomamente, dovrebbe procedere prima alla loro proroga e, successivamente, alla dovuta e meritata stabilizzazione.
Tale interpretazione, che ribalta le precedenti (secondo le quali, a fronte del mancato inserimento nella Finanziaria di un emendamento che richiamava specificamente la Croce Rossa, sarebbe oggi stato necessario un apposito Decreto Legge), dovrebbe essere sancita in un imminente incontro al Ministero della Salute (già convocato per giovedì 21/12 alle 11:30) al quale, oltre ai sindacati, saranno presenti l’Amministrazione CRI e tutti i Ministeri vigilanti.
La RdB-CRI esprime prudente soddisfazione nella speranza di poter vedere finalmente avviarsi a conclusione una vertenza che, se inquadrata nell’ottica attuale, avrebbe potuto e dovuto risolversi positivamente già da diverso tempo, riservandosi di dare un giudizio definitivo successivamente all’incontro di giovedì prossimo, da cui dovrebbe scaturire un documento chiarificatore e conclusivo.
Ad ogni buon conto i lavoratori precari della Croce Rossa giovedì 21/12 effettueranno comunque un presidio sotto il Ministero della Salute, a partire dalle ore 11:00, per premunirsi da eventuali sorprese dell’ultim’ora che dovessero ulteriormente ribaltare la situazione.
La RdB-CRI, che ha già accennato la cosa nel corso degli incontri di questi ultimi due giorni, solleciterà nuovamente la costituzione di un apposito tavolo sulla Croce Rossa che, a partire dalle risultanze poco attendibili della recente ispezione disposta dal MEF, affronti la tematica della corresponsione ai lavoratori di quanto loro spettante in base agli accordi sindacali sottoscritti, e quella più complessiva delle prospettive future e del rilancio di questo importante e glorioso Ente, attraverso l’attribuzione di apposite deleghe operative da parte del Governo.


19 dicembre 2006 - APcom

SANITA'/ PRECARI CRI, FISSATO INCONTRO CON MINISTERO SALUTE
Deciso presidio dei lavoratori sotto la sede del dicastero

Roma - Giovedì 21 dicembre alle 11,30 presso il ministero della Salute è fissato un incontro con l'amministrazione della Croce rossa italiana e tutti i ministeri coinvolti nella vertenza legata al mancato rinnovo dei contratti precari della Cri. Lo annuncia una nota della Rdb-Cri con la quale esprime "prudente soddisfazione, nella speranza di poter vedere finalmente avviarsi a conclusione una vertenza che avrebbe potuto o dovuto risolversi positivamente gia' da diverso tempo". I lavoratori della Croce rossa, spiega il sindacato, effettueranno un presidio davanti la sede del ministero della Salute a partire dalle 11: "La mobilitazione dei lavoratori precari della Cri - commenta Rdb-Cri - che dalla scorsa settimana hanno effettuato presidi in tutta Italia culminate in manifestazioni ai ministeri dell'Economia e Salute, inizia a produrre i primi effetti positivi".


19 dicembre 2006 - Ansa

CALL CENTER: DOMANI SCIOPERO RDB-CUB PRECARI INPS E INAIL

ROMA - Le rappresentanze sindacali del pubblico impiego della Confederazione Unitaria di Base hanno indetto per il 20 dicembre uno sciopero nazionale dei lavoratori precari del call center Inail e Inps. Lo annuncia la federazione delle Rdb-Cub che terra' anche un presidio a Roma davanti alla Direzione generale dell' Inps per chiedere una revisione da parte di Inps e Inail della gestione dei contact center. I sindacati di base chiedono anche, vista l'imminente scadenza dell'appalto, ''l'avvio da parte degli Istituti di un percorso serio di regolarizzazione degli addetti che passi attraverso l'assunzione diretta di servizio e lavoratori negli enti e garantisca una vera stabilita' lavorativa''. Secondo la RdB-CUB, che denuncia anche ''indebite pressioni nei confronti dei lavoratori atte a scoraggiare lo sciopero dei precari'', l'appalto per questi servizi ''viene pagato almeno il doppio rispetto a quello che costerebbe la gestione diretta dei servizi del contact center e l'assunzione dei lavoratori oggi co.co.pro.''. ''Quello dei contact center pubblici e' un esempio emblematico di come l'esternalizzazione dei servizi pubblici vada a vantaggio esclusivo delle grandi societa' che prendono appalti da capogiro mentre ai lavoratori rimangono solo precarieta' e salari indecorosi'' dice la Rdb Cub che denuncia: ''le imprese (Gruppo Omnia Network e Omnia Service Center) utilizzano come operatori dei giovani con contratti di collaborazione a progetto, ma in realta' senza alcun progetto e senza futuro, pagandoli pochi euro e privandoli dei piu' elementari diritti, non solo sindacali''.

CRI: PRECARI; FISSATO UN INCONTRO AL MINISTERO DELLA SALUTE

ROMA - Giovedi' 21 dicembre alle 11,30 presso il ministero della Salute e' fissato un incontro con l'amministrazione della Croce rossa italiana e tutti i ministeri coinvolti nella vertenza legata al mancato rinnovo dei contratti precari della Cri. Lo annuncia una nota della Rdb-Cri con la quale esprime ''prudente soddisfazione, nella speranza di poter vedere finalmente avviarsi a conclusione una vertenza che avrebbe potuto o dovuto risolversi positivamente gia' da diverso tempo''. I lavoratori della Croce rossa, spiega il sindacato, effettueranno un presidio davanti la sede del ministero della Salute a partire dalle 11: ''La mobilitazione dei lavoratori precari della Cri - commenta Rdb-Cri - che dalla scorsa settimana hanno effettuato presidi in tutta Italia culminate in manifestazioni ai ministeri dell'Economia e Salute, inizia a produrre i primi effetti positivi''.


19 dicembre 2006 - Il Messaggero

Civitavecchia. Corsisti Interporto

Civitavecchia - «Nessuno vi ha abbandonato. Spiegatemi che significa altrimenti mi alzo e me ne vado e se volete, occupate pure l'aula Pucci». Questa la risposta del sindaco, Gino Saladini, alle accuse di abbandono avanzate dal comitato dei corsisti interporto, ieri mattina nel corso di una manifestazione organizzata davanti all'ingresso di palazzo del Pincio, tramutatasi poi in un'assemblea all'interno dell'aula consiliare Pucci. «Tutte le vostre richieste sono state trasformate in linee programmatiche - prosegue il sindaco -. In Regione siamo sempre stati al vostro fianco. E' Bitonte che si sottrae al confronto, ma se non viene non possiamo mandargli i carabinieri a casa. Con Icpl c'era il problema del piano industriale e del piano assunzioni. Oggi li abbiamo. Il piano assunzioni è stato aspramente criticato, ragioniamo su questo e proponiamo insieme soluzioni alternative. Le assunzioni non può farle il Comune, ma Icpl ed Rtc spa - conclude Saladini - e il problema è tutto nelle carte che avete firmato all'inizio. Carte che vi garantivano formazione professionale e 9 mesi di lavoro. Perché non andate a manifestare sotto casa dell'ex assessore alle grandi opere, Giampaolo Scacchi?».
A fianco del Sindaco Saladini, che ha assicurato la sua partecipazione all'incontro del 20 dicembre con Ferdinando BItonte, l'assessore allo sviluppo e lavoro, Mauro Mazzoni e il consigliere regionale del Prc, Enrico Luciani. L'aria è tesa. I corsisti non transigono. «Vogliamo la nomina di un nuovo presidente Icpl con impegni su occupazione per tutti e 160 i corsisti. Vogliamo la presenza del sindaco e della Regione all'incontro che si terrà domani alle 12 con l'ad Ferdinando Bitonte; un consiglio comunale aperto sul caso Interporto e il rafforzamento della quota societaria di comune e Regione all'interno della società mista». La strada però è tutta in salita. «Abbiamo fatto fare una verifica delle carte agli avvocati - aggiunge Giancarlo Ricci, Rdb Cub - dalla quale risulta che la Icpl ha tutto in regola».
«Perché la Regione non blocca i finanziamenti del Pif portuale a Rtc - proseguono i corsisti - finchè non darà le dovute garanzie di assunzione? Se per 96 dei 160 corsisti Bitonte ha previsto assunzioni a tempo determinato entro novembre 2007, che fine faranno i corsisti destinati ad Rtc che non aprirà alla banchina 25 prima del 2008?».
«Lo stato ha investito soldi pubblici nell'Interporto - precisa Luciani - e quella struttura deve partire. La Regione ha pagato la formazione per farvi assumere in Icpl ed Rtc. Questo problema sarà risolto, ma con i tempi tecnici necessari. Mercoledì cercherò di essere presente all'incontro con Bitonte, intanto chiederò all'Autorità Portuale di aprire un tavolo su Rtc».


18 dicembre 2006 - Dire

18 dicembre 2006 - Gazzetta del Sud

Precariato
Il sindacato RdB-Cub propone una legge

Lamezia T. - Le rappresentanze sindacali di base hanno redatto una proposta di legge da presentare prossimamente al governo regionale per la stabilizzazione dei precari in Calabria. Nel corso di una conferenza stampa nella sede di via Aldo Moro, alcuni esponenti regionali e nazionali della federazione, hanno illustrato i punti cardini della proposta che mira soprattutto a contrastare l’esternalizzazione nella pubblica amministrazione..
A questo proposito sono state avanzate delle richieste ben precise inserite nella manovra finanziaria grazie al maxi emendamento Salvi, di cui si sta aspettando l’approvazione. "In seguito", ha dichiarato Luciano vasta, componente dell’esecutivo regionale RdB, "presenteremo la proposta di legge a Loiero perché diventi legge regionale". Antonella Moraca, responsabile regionale per i precari ha ribadito: "Lottiamo per la stabilizzazione di queste persone, per difenderne prima di tutto la dignità. Nel nostro Paese i lavoratori precari sono 4 milioni su 2. In Calabria sono un esercito formato da circa 25 mila addetti".
A difendere la proposta di legge anche Annoio Fragiacomo dell’esecutivo regionale: "Con questa iniziativa la federazione sta parlando la lingua dei lavoratori". La rappresentante nazionale delle RdB, Emidia Papi, ha spiegato che il maxi emendamento, se approvato, stanzierà 5 milioni di euro che "sono il primo passo per risolvere una situazione vergognosa".(m.s.


18 dicembre 2006 - Calabria Ora

Precariato , proposta del sindacato
Lamezia, RdB-Cub: stabilizzazione entro il trienno 2007-2009

Lamezia Terme - In Calabria ci sono circa 25mila lavoratori precari, una cifra enorme in rapporto alle dimensioni della regione. E’ uno dei dati emersi dall’incontro di ieri della Federazione regionale del sindacato Rdb/Cub nella nuova sede inaugurata a via Aldo Moro, a Lamezia Terme. Tema centrale dell’incontro, una bozza di proposta di legge per la stabilizzazione dei precari.
Come scrive in un documento politico Luciano Vasta della direzione regionale, "il precariato una volta era proprio del settore privato, oggi si trova nell’amministrazione pubblica ed è strano che il Governo faccia una lotta evasione e poi paghi lavoratori in nero nelle aziende pubbliche. Malgrado le promesse elettorali – dice Vasta – migliaia di giovani o ex giovani, vivono da instabili. Anche l’attuale Governo ha trascurato colpevolmente il mondo del precariato, la posizione di questi giovani, secondo quanto previsto dalla bozza della proposta, sarà stabilizzata entro il triennio 2007-2009; è inoltre previsto che le attuali convenzioni con i lavoratori rimangano comunque in piedi fino al 2008". Inoltre, aggiunge Vasta, "le procedure per le assunzioni saranno snelle, con prova di idoneità pratica e terranno conto dell’anzianità di iscrizione al collocamento e dell’intero servizio svolto; i benefici pensionistici – recita ancora il testo – saranno pagati in modo retroattivo per i lavori pregressi, fino a un massimo di 5 anni".
All’incontro sono intervenuti anche Antonio Fragiacomo e Pino Napoli della Direzione Regionale, Antonella Moraca, responsabile regionale dei precari e Emidia Papi della direzione nazionale di federazione che ha voluto ribadire "la pochezza del finanziamento (appena 5 milioni di euro) messo a disposizione dalla finanziaria che non basta a porre fine al precariato di oltre 650.000 lavoratori precari".


17 dicembre 2006 - L'Unità

Trenitalia taglia le spese e le cooperative appaltatrici (e subappaltatrici) mandano tutti a casa
I «desaparecidos» delle imprese di pulizia

FUORI Una trentina alla volta li stanno mandando tutti a casa. Per i circa ottanta addetti alle pulizie dei treni dipendenti della cooperativa Aurelia di Milano le festività hanno portato la disoccupazione. Il motivo? «Diminuzione del lavoro», dice l’azienda. Eppure non c’è di mezzo un prodotto che il mercato non chiede più ma un servizio che il mercato invoca a gran voce, soprattutto ogni volta che rimbalza la notizia di qualche carrozza ferroviaria infestata dalle zecche.Il lavoro, dunque, ci sarebbe eccome. Anche perché se già i treni italiani non luccicavano di pulizia quando per ogni convoglio venivano utilizzate dodici persone, figuriamoci come saranno quando gli addetti alle pulizie per un Eurostar saranno solamente tre. Ma poiché le Ferrovie dello Stato - con le casse svuotate dalle finanziarie soffocanti di Tremonti e Berlusconi - stanno tagliando le spese, anche lungo la catena degli appalti e dei subappalti scattano tagli drastici. «Pagano i lavoratori e gli utenti dei treni», commenta amaramente Ferdinando Mestroni, responsabile delle vertenze della Cub (Confederazione sindacale di Base) alla quale si sono rivolti i lavoratori licenziati.
Tutti a casa, dunque, alla faccia del contratto a tempo indeterminato del settore degli appalti ferroviari. Difficile persino intraprendere iniziative legali sia per lo status giuridico che accompagna i dipendenti di una cooperativa sia perché di fronte c’è un labirinto di società a scatole cinesi. Unica «alternativa» offerta finora ai primi trenta licenziati: un lavoro per un’altra cooperativa che agisce in subappalto per l’Amsa (l’azienda municipale per la nettezza urbana di Milano): ripulitura dei muri dai graffiti. Ma a due condizioni :nessuna garanzia sul numero di giornate di attività (e quindi di retribuzione) e l’onere di procurarsi a proprie spese tutta l’attrezzatura necessaria. Troppo anche per persone con il disperato bisogno di un lavoro, in prevalenza immigrati stranieri. «Queste persone sono proprio considerate come merce da utilizzare e poi buttare via - sottolinea Maestroni - noi tenteremo le vie legali, ma ci aspettiamo anche un intervento istituzionale. Mercoledì incontreremo l’assessore provinciale al lavoro e alle crisi occupazionali che ha raccolto il nostro appello».
Una cosa è certa: se nei prossimi mesi i treni saranno (ancora) più sporchi la colpa non sarà da attribuire alla poca voglia di lavorare degli addetti alla pulizie.


16 dicembre 2006 - Il Cittadino

Finanziaria, il 118 sul piede di guerra
Penalizzati i precari in servizio sulle ambulanze della Croce rossa

Lodi - La Finanziaria si è dimenticata dei precari della Croce rossa, 2.500 in tutta Italia e 30 in provincia di Lodi, e il 118 lodigiano rischia di rimanere senza ambulanze dall’1 gennaio. A denunciare la "dimenticanza" di Romano Prodi è Mauro Tresoldi, delegato Fps Cisl per la Cri della Lombardia, e a confermare il ruolo fondamentale della Croce rossa per i servizi 118 provinciali è il responsabile del servizio di pronto intervento dell’Azienda ospedaliera di Lodi Giorgio Beretta, che afferma senza mezzi termini: «Senza i precari della Croce andremmo in crisi». Oggi dalle 9.30 a Milano in piazza Cordusio i precari Cri lombardi (in tutto 640) manifesteranno con l’obiettivo di sfilare fino alla Camera del lavoro ambrosiana, dove in tarda mattinata sono attesi il sottosegretario alla presidenza del consiglio Enrico Letta e il ministro delle Pari opportunità Barbara Pollastrini: «Prodi aveva promesso l'assunzione in ruolo di tutti i precari Cri, figure istituite nel ‘98 - rimarca Tresoldi -, ora la Finanziaria non solo non ha previsto la regolarizzazione dei contratti a termine, ma addirittura è stato cancellato un emendamento con le risorse per il rinnovo dei contratti a termine. Il risultato è che oggi non sappiamo cosa faremo l'1 gennaio, la Croce rossa non ha copertura finanziaria per confermarci». Lo stesso Tresoldi ricorda che, in passato, si era già arrivati a soluzioni in extremis a San Silvestro. «Ora sono allo studio solo rimedi tampone per evitare l'interruzione dell’assistenza pubblica», aggiunge il sindacalista. La manifestazione milanese è promossa anche da Sinadi Cisl, Cgil, Rdb e Ugl, e dalla settimana prossima potrebbe scattare, anche a Lodi, il blocco delle coperture dei servizi non essenziali dalle 7 alle 20. In pratica, eccezion fatta per dialisi ed emergenze, i servizi di trasporto infermi su prenotazione rischiano di saltare.La Croce rossa ha convenzioni per ambulanza e automedica con base a Lodi e a Codogno. L’Asl è convenzionata anche con altre associazioni di assistenza, ma nella squadra "tipo" per gli interventi in "codice rosso" o "giallo" solamente il medico e un infermiere sono alle dipendenze dell'Asl. Tutto il resto del personale è in convenzione, dipendenti (o precari) di giorno e volontari di notte o nei festivi. L'organico del 118 lodigiano, che fa capo all’Azienda ospedaliera, conta 35 infermieri di ruolo (più un 10 per cento di precari), 5 medici di ruolo (più 2 precari e altri 7 o 8 a "gettone"), ma per la copertura sulle 24 ore e 7 giorni su 7 le convenzioni, compresi i veicoli, sono indispensabili. «I nostri precari Cri hanno un’elevata professionalità - conclude Beretta -. Se a Roma qualcuno ritiene di aver problemi di esuberi o sottoutilizzazioni in Cri non può pensare di risolvere i problemi tagliando i fondi all'ultimo momento».


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12 dicembre 2006 - Italia Sera

I sidacati di base: "Il 15 dicembre a braccia incrociate"
Precari del Lazio in sciopero

Roma - "Lavoratori precari di tutto il Lazio unitevi!" Potrebbe essere questo lo slogan per sintetizzare l’intento della Federazione Nazionale delle rappresentenze di base (Rdb-Cub) la quale ha proclamato uno sciopero regionale generale di tutti i precari del Lazio per il 15 dicembre.
"Il 15 dicembre - spiega il loro comunicato - la Federazione Nazionali delle rappresentenze di base ha proclamato lo sciopero regionale di tutti i precari del Lazio, delle società appaltatrici delle Asl e della regione. In concomitanza con l’approvazione del Bilancio regionale, i precari Lsu, enti strumentali e sanità del Lazio manifesteranno a Roma sotto la sede della Giunta Regionale". Lo rende noto un comunicato Rdb-Cub. "Nel Lazio – continua la nota - i precari sono ormai oltre 20.000 e l’amministrazione Regionale ha grandi responsabilità nel decidere ed attuare politiche di vera stabilizzazione di tutti i precari. I protocolli d’intesa siglati dall’Assessore alla Sanità Battaglia e dall’Assessore al Lavoro Tibaldi insieme a Cgil, Cisl e Uil, rappresentano l’ennesima operazione mediatica della Giunta marrazzo sulla pelle di precari e Lsu: in sintonia con la Finanziaria del Governo Prodi e in continuità con il precedente Governo Berlusconi, la regione dimostra di non voler mettere fine né al lavoro precario, né alle esternalizzazioni".


12 dicembre 2006 - Il Piccolo

Oggi il Consiglio dei ministri deciderà la strategia. Decaduti tutti gli emendamenti a causa del mancato esame generale in commissione Bilancio
Senato verso la fiducia per far passare la Finanziaria
Precari pronti a tornare in piazza. Le rappresentanze di base: non ci faremo dividere in serie A e B

ROMA - Questa mattina il Consiglio dei ministri, convocato per le 9,30, deciderà se verrà chiesta la fiducia sulla Finanziaria al Senato. Nonostante le varie rassicurazioni che erano state date nei giorni scorsi, il governo si vede costretto a battere di nuovo la strada della fiducia anche a Palazzo Madama. La Finanziaria approda comunque in aula senza alcuna modifica rispetto al passaggio precedente a Montecitorio. O meglio: tutte le modifiche e gli emendamenti su cui si era lavorato e che erano stati recepiti sono decaduti proprio a causa del mancato esame generale in commissione Bilancio. Non essendo riusciti a portare a termine il vaglio di tutti gli emendamenti, scatta il meccanismo parlamentare che toglie d’ufficio il mandato del relatore. Risultato: tutte le modifiche alla manovra sono congelate, mentre la legge non ha più un suo relatore scelto dalla maggioranza.
È un altro segno delle grandi difficoltà in cui si trova in questi giorni il governo di centrosinistra che deve fare i conti, oltre che con le opposizioni parlamentari, anche con varie contestazioni sociali e sindacali. I sindacati della funzione pubblica, per esempio, minacciano di far saltare il patto con il governo se non verranno recepite definitivamente le modifiche sui precari pubblici.
Nonostante la situazione difficile, ieri il presidente del Consiglio, Romano Prodi, è tornato a difendere l’impianto della manovra economica per il 2007.
Il governo dovrà decidere quindi sulla fiducia. Ed è molto probabile che la direzione sarà questa. Ieri pomeriggio lo ha fatto intendere con una certa chiarezza Anna Finocchiaro, capogruppo dell’Ulivo, che, interpellata dai giornalisti sulla fiducia, ha risposto: «Immagino di sì». Nel frattempo ci sono anche altri ministri, oltre Prodi, che tentano di difendere l’impianto della manovra. Il ministro per le politiche della famiglia, Rosy Bindi, parlando a Verona, ha per esempio elencato tutte quelle misure che sono positive proprio per la famiglia, a cominciare da quelle sulla stabilizzazione dei rapporti di lavoro. Ma a parte le misure per i precari che stanno suscitando un vero terremoto politico, ci sono molti altri punti di frizione tra la maggioranza e il governo.
Ieri i rappresentanti della Casa delle libertà hanno detto che non esiste nessun tipo di spiraglio per arrivare a un qualsivoglia accordo con il governo. Ribattono gli esponenti della maggioranza. «Sono le destre - ha dichiarato il senatore dei Verdi, Natale Ripamonti - che chiudono ogni spiraglio di dialogo».
L’opposizione di centrodestra attacca infatti su tutto: dalle risorse per il Sud e in particolare per la Sicilia, fino al tradizionale cavallo di battaglia del presunto aumento della pressione fiscale. An, Forza Italia e Udc accusano il governo di voler penalizzare la Sicilia, ma anche altre regioni del sud, come la Calabria.
Spuntano intanto altre novità come quelle che riguardano il rinnovo per le concessioni autostradali che non sarà più automatico.
È stato intanto recepito l’emendamento proposto dal premio Nobel, Rita Levi Montalcini che chiede un incremento di 20 milioni di euro per la ricerca scientifica. Il ministro dello Sviluppo, Pier Luigi Bersani e il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Vannino Chiti, minimizzano sulla fiducia: dovevamo chiudere per Natale, si giustifica Bersani.
Approviamo la Finanziaria così com’è, dice Chiti, poi discutiamo di come modificare le procedure.
I lavoratori precari sono comunque pronti a scendere di nuovo in piazza senza una soluzione generalizzata e assunzioni vere da prevedere nella Finanziaria. Lo annuncia la federazione delle Rappresentanze sindacali di base del pubblico impiego (Rdb-Cub), sollecitando «fondi certi e un progetto complessivo». Il sindacato dice no a dividere i precari «in serie A (quei pochi che forse entreranno) e in serie B (co.co.co., co.co.pro., lsu, interinali e esternalizzati), che non solo vengono considerati solo dei fantasmi, ma che rappresentano la parte più consistente e meno tutelata degli oltre 350 mila dipendenti pubblici e precari».


12 dicembre 2006 - Varese news

Si presenteranno venerdì 15 dicembre davanti all'ospedale per rivendicare il diritto ad una vita migliore. Sono i lavoratori del Coordinamento precari RdB/Cub
Presidio dei lavoratori precari, "mozzarelle in scadenza"

Busto Arsizio - E' nato il COORDINAMENTO PRECARI/E RdB/CUB dell'Azienda Ospedaliera di Busto Arsizio, formato dal personale con contratto a tempo determinato dei Presidi di Busto A., Saronno e Tradate.
Sono circa una quarantina tra personale OSS, OTA e ASA oltre a impiegati amministrativi e tecnici.
Il cuore della protesta è a Saronno, ma sostegno arriva anche dagli altri due plessi dell’azienda Tradate e Busto: nasce dall'esigenza di affrontare e risolvere il problema del Precariato Sociale e delle tematiche che ne conseguono.
«I Precari – sostengono i rappresentanti del coordinamento - sono in una condizione di lavoratori di serie B, con diritti minori, con retribuzioni più basse, con la continua speranza di rinnovo contrattuale, senza sviluppo di un futuro, di un'aspettativa di carriera, di un diritto alla pensione, con difficoltà a mantenere la famiglia o alla creazione della stessa o di una vita propria indipendente, con difficoltà di accesso al mutuo, ponendo una data di scadenza a qualunque progetto si faccia».
Per sollevare la questione, i lavoratori aderenti hanno indetto un presidio venerdì 15 dicembre davanti all’ingresso dell’ospedale di Busto in via da Brescia a partire dalle ore 9.
I lavoratori chiedono attenzione sulla questione delle assunzioni in ruolo, anche per chiarire il reale stato di disagio in cui sono costretti a vivere i lavoratori precari. Chiederanno inoltre il reintegro nel Sistema Sanitario Pubblico dei servizi esternalizzati ed il conseguente reintegro del personale assunto nei servizi privatizzati e il blocco dei progetti di esternalizzazione, come quello che interessa le cucine dell’ospedale di Saronno.
I lavoratori precari, che assimilano la propria situazione a quella degli alimentari con scadenza, chiedono una qualità della vita migliore «Quando anni or sono l'ufficio impiego del mio distretto mi ha convocata e consegnato la lettera di "assunzione con contratto a tempo determinato di 6 mesi" – scrive una lavoratrice precaria - ho fatto salti di gioia. Nella mia mente sognavo finalmente un Natale felice con la mia famiglia: un maglione nuovo per mio marito, una gonna per me, una bambola per la mia bambina. Ma ahimè il Natale è passato ed io sono di nuovo una disoccupata, alla ricerca di qualcuno che mi dia una nuova data di scadenza. Ci raccontano che è giusto che sia così, che nei paesi moderni e avanzati la flessibilità del lavoro genera ricchezza e dà molte opportunità a tutti ed è per questo che anche nel nostro paese, che era un paese all'antica, dove la gente ricercava un lavoro stabile e sicuro e addirittura lavorava anche 40 anni nella stessa azienda, prima il Governo di Centrosinistra attraverso "il pacchetto Treu" , poi il Governo Berlusconi attraverso la Legge 30, entrambi con il beneplacito dei sindacati confederali, sempre sensibilissimi alla modernità, è stata introdotta la tanto decantata flessibilità e precarizzazione del mercato del lavoro, attribuendo finalmente anche a noi una data di scadenza, equiparandoci così a un qualsiasi prodotto alimentare che si acquista sugli scaffali di un qualsiasi supermercato.
Ma siamo proprio convinti che le nostre vite, segnate dalle date di scadenza, valgano meno dei loro profitti ?»

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11 dicembre 2006 - Comunicato RdB CUB Pubblico Impiego

 

"Che l’emendamento che istituisce il cosiddetto fondo per la stabilizzazione dei precari fosse solo un timido passo in avanti, lo avevamo capito - dichiara Carmela Bonvino della Federazione Nazionale RdB/CUB - ma che rispetto a questo minimo passo ci fossero grandi marce indietro, francamente la dice lunga su come il Governo Prodi non abbia nessuna intenzione di tenere fede alle promesse elettorali di vera lotta alla precarietà".
"E’ proprio a partire dal Pubblico Impiego, dove è lo Stato a ricoprire il ruolo di datore di lavoro precario che questo Governo avrebbe dovuto dimostrare di fare sul serio - continua Bonvino - Invece continua a dividere i precari in serie A (quelli che entreranno forse e comunque pochi), e serie B (co.co.co.,co.co.pro, lsu, interinali e esternalizzati), che non solo vengono considerati quasi dei fantasmi, ma che rappresentano la parte più consistente e meno tutelata degli oltre 350 mila dipendenti pubblici e precari".
"Questo Governo non ha forse capito che lo scorso 6 ottobre decine di migliaia di lavoratori precari in carne e ossa hanno protestato a Roma chiedendo soluzioni generalizzate e assunzioni vere nel pubblico impiego insieme alla difesa del servizio pubblico, e che questi lavoratori sono pronti a scendere di nuovo in piazza se la Finanziaria rimane quella che è. Forse saranno solo molto più "determinati", se non vedranno nemmeno una lontana prospettiva di stabilità o se addirittura venissero licenziati alla scadenza degli attuali contratti: rischio che si nasconde sia nelle pieghe della più generale riforma e ristrutturazione dei servizi pubblici e del Pubblico Impiego, sia nelle retromarce post elettorali e nelle odierne dichiarazioni di esponenti di maggioranza come Tiziano Treu, o Nicola Rossi, che di Ministri come Bersani".


11 dicembre 2006 - Comunicato RdB CUB Lazio

15 DICEMBRE 2006 SCIOPERO REGIONALE DEI PRECARI:
PER CHIUDERE CON IL PRECARIATO SUBITO
PER LA DIFESA DELLA SANITA’ PUBBLICA E DEL WELFARE REGIONALE
Presidio di protesta ore 10:30 di fronte alla Giunta Regionale
Roma, via Rosa Raimondi Garibaldi 7

Il 15 dicembre le RdB-CUB hanno proclamato lo sciopero regionale di tutti i precari del Lazio, delle società appaltatrici delle ASL e della Regione. In concomitanza con l'approvazione del Bilancio regionale, i precari LSU, Enti strumentali e sanità del Lazio manifesteranno a Roma sotto la sede della Giunta Regionale.
Nel Lazio i precari sono ormai oltre 20.000 e l'Amministrazione Regionale ha grandi responsabilità nel decidere ed attuare politiche di vera stabilizzazione di tutti i precari.
I protocolli d’intesa siglati dall’Assessore alla Sanità Battaglia e dall’Assessore al Lavoro Tibaldi insieme a CGIL CISL e UIL, rappresentano l’ennesima operazione mediatica della Giunta Marrazzo sulla pelle di precari e LSU: in sintonia con la Finanziaria del Governo Prodi e in continuità con il precedente Governo Berlusconi, la Regione dimostra di non voler mettere fine né al lavoro precario, né alle esternalizzazioni.
L’accordo sulla Sanità prevede la partecipazione dei lavoratori precari in servizio alla data della Finanziaria Regionale (aprile 2006) a concorsi e selezioni pubbliche con la riserva dei posti previsti dalla legge (attualmente non superiore al 30%), sulla base della compatibilità con le dotazioni organiche e con i budget concordati dalle aziende, che consentirà la stabilizzazione di una bassissima percentuale dei 3.500 lavoratori con contratto a tempo determinato, interinale e co.co.co/pro, di cui oltre mille medici e dirigenti.
Così, mentre la Giunta Marrazzo vara il piano di rientro dal deficit di 10 miliardi con il taglio di oltre 3000 posti letto e la chiusura di numerosi ospedali del territorio, non realizza nessun reale intervento sugli appalti facili e le esternalizzazioni, che sono la vera causa della maggiore spesa sanitaria e dell’introduzione selvaggia del precariato nella sanità pubblica.
Il destino dei dipendenti delle ditte e cooperative dei servizi esternalizzati è ancora più incerto, poiché viene demandata a Regione e sindacati confederali la decisione sui servizi da reinternalizzare, i cui lavoratori dovranno comunque sostenere concorsi e selezioni pubbliche.
Sugli LSU la Regione non stanzia risorse sufficienti per accompagnare le stabilizzazioni, non prevede nessuna forma di contrattualizzazione dopo anni di lavoro nero, limitandosi a dichiarazioni di principio alle quali i lavoratori, dopo anni di lotta, non credono più.
Ai lavoratori precari sottopagati, ricattati e che - in alcuni casi da oltre dieci anni - consentono il funzionamento di molti servizi pubblici regionali e locali, la Giunta prospetta soluzioni parziali, ingiuste e false, con il rischio della perdita del posto di lavoro per chi non verrà stabilizzato.
Per questo le RdB-CUB, che da anni si battono contro la precarietà, e che il 6 ottobre scorso hanno portato in piazza oltre 35.000 lavoratori per il primo sciopero nazionale dei precari del Pubblico Impiego, hanno presentato alla Regione emendamenti al Bilancio, proporranno una Legge Regionale per l’assunzione di tutti i precari, e indicono la manifestazione anche per imporre alla Giunta il confronto con chi rappresenta davvero i lavoratori.


7 dicembre 2006 - Comunicato RdB CUB

EMENDAMENTO PRECARI PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
SODDISFAZIONE E CAUTELA

"Ovviamente aspettiamo di vedere il testo dell’emendamento che proporrà il Governo per dare un giudizio articolato, ma ci sembra che la previsione della costituzione di un fondo per la stabilizzazione dei lavoratori precari nella pubblica amministrazione vada nella direzione auspicata dalla RdB/CUB Pubblico Impiego e che è stata sostenuta con forza nello sciopero generale dei precari pubblici del 6 ottobre scorso. Così Carmela Bonvino del Coordinamento Nazionale RdB/CUB e Responsabile Nazionale del settore Precari pubblici."
"La RdB aveva proposto a numerosi senatori della maggioranza un emendamento con questi contenuti, sappiamo che molti di essi lo hanno recepito e presentato, ora speriamo che il Governo non metta paletti alla sua effettiva realizzazione consentendo la stabilizzazione di tutti i precari e non solo di alcuni" conclude Bonvino.


7 dicembre 2006 - La Repubblica

I conti dell´assessorato dopo la denuncia sulla carenza di personale della vicesindaco Scaramuzzino
Tagliati i Co.co.co. del welfare
Al sociale manca un milione di euro nel budget 2007 Verso la chiusura del ricovero notturno di via Lombardia

Bologna - Con i fondi promessi per il 2007, ai servizi sociali stimano che manchi un milione di euro per garantire la stessa operatività e gli stessi contratti del 2006. Pronti i tagli ai Cococo, rischiano in sei su 37. Si va verso la chiusura del riparo notturno di via Lombardia (32 posti letto), mentre per un´altra struttura in procinto di essere riconvertita in centro d´accoglienza per donne - sempre in zona Savena - si pensa di affidarne la gestione all´Asp-Poveri Vergognosi.
E´ il welfare - nonostante le dichiarazioni che considerano il sociale una priorità - a soffrire di più per la manovra comunale di bilancio. L´altro ieri la vicesindaco Adriana Scaramuzzino ha lanciato l´allarme sulla mancanza di personale. Ma il problema riguarda più in generale le risorse messe a budget. Proprio sui collaboratori ci sono le prime novità negative. E questo nonostante la spesa complessiva prevista nel 2007 in Comune per i Cococo sia di 2 milioni di euro circa, cioè la stessa del bilancio consolidato 2006 secondo la Direzione operativa di Palazzo d´Accursio. Ai servizi sociali di viale Vicini stanno facendo però altri conti. Nel 2006 infatti per 37 Cococo, utilizzati anche in maniera impropria per sostituire assistenti sociali, sono stati stanziati 779 mila euro, di cui 389 mila circa erogati dal settore Personale, mentre la quota rimanente è stata messa a disposizione con non poca fatica dall´assessorato. Quest´anno la cifra si è ridotta e nonostante gi sforzi della Scaramuzzino si fermerà a 623 mila euro, di cui 354 mila del Personale. Riduzioni che incidono e che potrebbero portare presto alla rinuncia di 6 contratti Cococo su 37 (a meno di una diversa distribuzione delle ore di lavoro). «Ne parleremo quanto affronteremo il dibattito sul budget» dice la vicensindaco. Per ora i contrattisti non sono stati informati dell´eventuale taglio, figlio delle risorse calanti. Si temporeggia, anche se non basterà il concorso per due assistenti sociali a sanare un organico in deficit perenne.
In giunta stanno ancora attendendo l´eventuale extra che potrebbe arrivare sul filo di lana dall´approvazione definitiva della Finanziaria. Ci sono due orientamenti. Chi privilegia la necessità di alleggerire almeno in parte la pressione fiscale dell´addizionale Irpef e chi, a fianco di quest´obiettivo, si pone anche il problema di utilizzare eventuali fondi aggiuntivi per finanziare i settori più in difficoltà. E il welfare resta l´area con più problemi. In aiuto alla vicesindaco - che ha la delega al sociale e che ogni qual volta prende posizioni scomode viene lasciata sola dal suo partito - non arriveranno per ora nemmeno Cgil, Cisl e Uil. Le tre sigle sono seccate per il flirt sindacale della Scaramuzzino con le Rdb dopo la firma di un verbale di accordo separato il 24 novembre scorso. Da allora Cgil, Cisl e Uil hanno messo nel mirino i servizi sociali e oggi Viviana Laffi della Cgil ribadisce: «Invece di lamentarsi la vicesindaco rispetti gli impegni». La Laffi torna a chiedere la riapertura di un tavolo di confronto «su servizi che stanno peggiorando sempre più, dall´ufficio minori a quello per la famiglia». Sul caso è attesa una interrogazione in consiglio comunale di Maria Cristina Marri dell´Udc durante il question time in programma oggi. Ma la vicesindaco, per precedenti impegni, ha già fatto sapere che non ci sarà.

"…E I PRECARI ASPETTANO ANCORA"
LE RDB-CUB CHIEDONO SOLUZIONI REALI, FONDI CERTI E UN PROGETTO COMPLESSIVO<//strong><//strong><//strong><//strong><//strong><//strong><//strong><//strong><//strong><//strong><//strong><//strong><//strong><//strong><//strong><//strong><//strong><//strong><//strong><//strong><//strong><//strong><//strong><//strong><//strong><//strong><//strong><//strong><//strong><//strong><//strong><//strong><//strong><//strong><//strong><//strong><//strong><//strong><//strong><//strong><//strong><//strong><//strong><//strong><//strong><//strong><//strong><//strong><//strong><//strong><//strong><//strong><//strong><//strong><//strong><//strong><//strong><//strong><//strong>

5 dicembre 2006 - Comunicato RdB CUB P.I. Sanità Campania

Napoli - Stato d'agitazione precari Ospedale S.Paolo

Di nuovo in stato di agitazione lavoratori precari della manutenzione dell’ospedale S. Paolo e del Ds. 45. Sempre per gli stessi motivi, come avviene da circa 25 anni:
1) La D.G. dell’ASL NA 1 non paga la ditta e la ditta non paga gli operai;
2) scaduto l’appalto di manutenzione, nessun dirigente dell’ASL NA 1, vuole prendersi la responsabilità di rinnovarlo;
3) nella delibera per una nuova gara, nessuno vuole assumersi la responsabilità di garantire il passaggio di cantiere ai 7 lavoratori gia in servizio da 25 anni, come si era da sempre impegnato la D.G. dell’ASL NA 1.
Tutto questo avviene mentre i governi centrale e locale, discutono sul superamento del lavoro precario e sulla regolarizzazione dei lavoratori pubblici precari che abbiano almeno 3 anni di anzianità lavorativa.
Inoltre, nella rideterminazione delle dotazioni organiche, richiesta dal governo, le ASL, dovranno considerare anche le forme di lavoro indirette, a cui le aziende sanitarie pubbliche ricorrono per assicurare la funzionalità dei servizi, allo scopo di quantificare i costi reali di gestione.
I lavoratori sono stanchi di rincorrere, ad ogni scadenza dell’appalto, il padroncino di turno per lo stipendio ed i responsabili dell’ASL per la continuità del lavoro.
Pertanto comunicano che dalla data odierna attenderanno, presso la sede dell’ASL NA 1, la risoluzione della vertenza, che si riassume nelle seguenti richieste:
1) l’immediato pagamento delle spettanze loro dovute;
2) il rinnovo dell’appalto ed il passaggio di cantiere per i 7 lavoratori;
3) l’apertura di una vertenza per la regolarizzazione definitiva del loro rapporto lavorativo con l’ASL NA 1 ed il superamento dell’attuale stato di precarietà.

2 dicembre 2006 - La Repubblica

LA PROTESTA Manifestazione di un centinaio di dipendenti nella pausa pranzoPresidio dei precari al Maggiore "Basta con i fantasmi in corsia"di marina amaduzzi

Bologna - «BASTA con la precarietà». «Basta con la penalizzazione dello stato sociale». Erano un centinaio ieri all´ora di pranzo a protestare davanti all´ingresso dell´ospedale Maggiore, uomini e donne, giovani lavoratori «fantasmi» che da anni lavorano per l´Ausl con contratti a termine continuamente rinnovati ma senza di diritti, o quasi. La manifestazione, promossa dal Coordinamento precari Ausl e sostenuta da Nidil-Cgil, Alai-Cisl, Cpo-Uil e da Rdb, denuncia in particolare lo status quo dei c.co.co, circa 120, una quarantina dei quali non ha firmato il nuovo contratto per protesta contro l´accordo sottoscritto in maggio tra azienda sindacati. «Ci vogliono pagare 13,20 euro all´ora, quando prima ne prendevamo 15,50, 17, perfino 21 euro all´ora - spiegano - ci abbassano la paga base per compensare i giorni di assenza retribuita che ci hanno concesso». Ancora senza soluzione i casi dei libero professionisti, oltre 200 tra medici, ginecologi, biologi, farmacisti, che talvolta mandano avanti interi reparti, al pari dei colleghi assunti ma senza diritti e tutele. L´Ausl ricorda di aver finora stabilizzato 109 precari, mentre per 168 ha ottenuto deroghe all´assunzione da parte della Regione «e le procedure di stabilizzazione verranno completate entro giugno 2007». Per i co.co.co ancora da firmare l´Ausl incontrerà i sindacati il 5 dicembre e in quella sede saranno esaminate le singole situazioni. «Ci saremo anche noi a vigilare» assicurano i preca


1 dicembre 2006 - Comunicato RdB CUB P.I. Inps

TRASFORMAZIONE DEL CONTRATTO DEI CFL

Ci è stata segnalata la preoccupazione dei CFL rispetto ai tempi della trasformazione del contratto, ravvisando l'esigenza di una proroga degli attuali contratti da inserire nella Finanziaria 2007.
La nostra struttura sindacale di Parastato ha interessato la Funzione Pubblica ed ha ricevuto assicurazione che la proroga è insita nel provvedimento di trasformazione dei contratti, vale a dire che il governo la dà per scontata.
Nei prossimi giorni presenteremo una lettera di richiesta in tal senso all'Amministrazione INPS.
Riguardo alla capienza in organico per l'INPS non ci sono problemi, mentre i CFL dell'INAIL non trovano al momento spazio nella relativa posizione ordinamentale.
La struttura sindacale della RdB ha preparato un emendamento che chiede la modifica della norma della Finanziaria per fare riferimento alla capienza nell'organico complessivo dell'Ente e non in quello di Area.
La parte finale dell'Art. 18, comma 220 va modificata aggiungendo la parola "complessivamente" dopo "nel limite dei posti disponibili". Il nuovo testo dispone: "nel limite dei posti complessivamente in organico".
Continueremo a tenervi informati su tali questioni.


1 dicembre 2006 - Comunicato RdB CUB P.I. Comune di Milano

Milano. PRECARI "LA LOTTA INIZIA A PAGARE"
SIGLATO L’ACCORDO QUADRO PER LA STABILIZZAZIONE DEL PERSONALE A TEMPO DETERMINATO

Il 27.11.06 Amm.ne e OO.SS. hanno siglato un accordo quadro per l’assunzione del personale a tempo determinato.
L’accordo è la conclusione di una serie di incontri con l’Amm.ne nei quali le OO.SS. avevano posto come prioritario, fra i punti all’ordine del giorno degli incontri la questione "precariato", identificando in circa 3000 i lavoratori con contratti precari e in circa 1500 quelli con contratti a tempo determinato.
L’accordo dà risposta a 578 lavoratori oggi a tempo determinato.
che sia stato in servizio presso lo stesso Comune di Milano per almeno tre anni, anche non continuativi, nel quinquennio anteriore alla data di entrata in vigore della legge finanziaria 2007, purché sia stato assunto mediante procedure selettive di natura concorsuale o previste da norme di legge" (539 lavoratori)
che consegua tale requisito in virtù di contratti stipulati anteriormente alla data del 29 settembre 2006 (39 lavoratori)
La stabilizzazione potrà essere avviata a partire dal primo semestre 2007
Le graduatorie attualmente in vigore formulate per le assunzioni a tempo indeterminato, verranno prorogate fino al 31/12/2008
Le graduatorie formulate per le assunzioni a tempo determinato verranno prorogate fino al 31/12/2007.
Nonostante l’accordo non sia risolutivo del "problema" i delegati RdB/CUB hanno ritenuto di siglarlo (allegando nota a verbale) ritenendolo comunque una primo segnale positivo per i lavoratori precari.

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30 novembre 2006 - Comunicato RdB CUB Calabria

Una Regione ricca di contraddizioni,
in cui a pagare sono sempre i soliti lsu/lpu

In questi giorni, tra l’incertezza sulle sorti della Giunta regionale, si sta affrontando la discussione sul futuro degli enti strumentali della Regione, esigenza questa sentita da più parti e sollecitata anche dalla Corte dei Conti che, nell’analisi sul funzionamento di detti enti, ne denuncia una assoluta mancanza di efficienza. Se ciò è vero, che senso ha allora affrontare la discussione sulla riforma degli enti strumentali in una seduta di giunta in cui mancherà proprio l’assessore a cui è stato affidato incarico di occuparsi di dette riforme?
Come RdB/CUB non ci interessa, in questo momento, esprimere giudizi in merito al fatto se questi enti debbano esistere o meno, tuttavia è necessario rilevare un’altra contraddizione: se sono vere le intenzioni di riordino degli Enti strumentali della Regione, ha senso bandire dei pubblici concorsi all’Arpacal (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Calabria) per l’assunzione a tempo indeterminato di varie figure professionali?
Il punto, però sul quale, a nostro avviso, occorre fare chiarezza fino in fondo, è il fatto che l’indizione di questi concorsi va contro lo spirito della legge regionale n. 20 del 2003, che si poneva l’obiettivo di giungere alla stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità entro il 2007 e, al tal fine, stabiliva una riserva del 30% dei posti per i lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità per le assunzioni negli Enti strumentali della Regione.
Non bastasse quanto detto dalla legge sopra citata, il principio viene ribadito anche nell’art. 26 della legge regionale n. 7 agosto 2006, in cui "… ".
Tutto chiaro, dunque, nessun dubbio, non si può assumere, ma se lo si fa, si devono stabilizzare i lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità; e invece, puntualmente appaiono bandi di concorso come quello all’Arpacal o quello per "… l’assunzione a tempo pieno ed indeterminato di due dirigenti e di un geometra presso il Consorzio per lo sviluppo industriale di Lamezia Terme": e la riserva di posti del 30% e il divieto di assunzione se non lpu e lsu?
Nessun concorso finora indetto, neanche quelli banditi dalla Regione, in un primo tempo sotto la giunta Chiaravalloti, e "" poi, per presunti vizi di forma, dalla giunta Loiero subito dopo il suo insediamento, ha mai tenuto conto di questa riserva.
Questo è inammissibile!
La cosa paradossale è che la nostra Regione da una parte tiene in piedi una commissione per l’emersione del lavoro nero, dall’altra poi mantiene, da più di 10 anni, migliaia di lavoratori in una situazione di precarietà, senza le minime garanzie previdenziali e assistenziali, attuando, così di fatto, una vero e proprio lavoro in nero per conto dello Stato!
Le RdB/CUB queste contraddizioni, che sicuramente fanno comodo a molti, sindacati confederali inclusi, le stanno denunciando da tempo, perché riteniamo che sia davvero una vergogna che i lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità, vengano presi costantemente in giro da false promesse, fatte spesso in prossimità di scadenze elettorali e da leggi che vengono puntualmente disattese: non c’è cosa più grave che il prendersi gioco delle persone più deboli, quali in questa circostanza sono gli lsu e gli lpu.
Per questi motivi, le RdB/CUB ribadiscono con forza che è arrivato il momento di dare certezze a questi lavoratori che da dieci anni vivono una vita fatta di precarietà e che, di conseguenza, non possono nemmeno pianificare il futuro familiare.
Ma tutto ciò rappresenta anche una grave mancanza di rispetto nei confronti degli elettori che hanno dato fiducia a Loiero e alla sua squadra e che speravano che finalmente le cose potessero cambiare.
Vogliamo ricordare, infine, che in questi ultimi mesi, al centro del dibattito nella nostra regione, c’è il tema della legalità: le RdB/CUB ricordano che la lotta alla mafia non è uno slogan vuoto, ma che il ripristino della legalità passa anche e soprattutto attraverso il rispetto della legge: se in Calabria la legge non riesce a rispettarla nemmeno chi la emette, la situazione allora diventa davvero senza via di uscita.


30 novembre 2006 - Asca

Catanzaro - L'esecutivo regionale di RDB/Cub rileva che, in questi giorni, mentre si discute sul futuro e sul riordino degli enti strumentali regionali, in alcuni di essi si procede all'espletamento di concorsi (vedi Arpacal) per l'assunzione, a tempo indeterminato, di varie figure professionali, esplicitando una evidente contraddizione. ''Il punto, pero', sul quale, a nostro avviso, occorre fare chiarezza fino in fondo - si legge in una nota di RDB/Cub - e' il fatto che l'indizione di questi concorsi va contro lo spirito della legge regionale n. 20 del 2003, che si poneva l'obiettivo di giungere alla stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili e di pubblica utilita' entro il 2007 e, al tal fine, stabiliva una riserva del 30% dei posti per i lavoratori socialmente utili e di pubblica utilita' per le assunzioni negli Enti strumentali della Regione. Non bastasse quanto detto dalla legge sopra citata, il principio viene ribadito anche nell'art. 26 della legge regionale n. 7 agosto 2006, in cui '... si vieta l'assunzione di personale a qualsiasi titolo negli enti sub regionali, e per casi eccezionali [bisogna] attingere dai bacini lsu/lpu'''. ''Tutto chiaro, dunque, nessun dubbio - dice Rdb - non si puo' assumere, ma se lo si fa, si devono stabilizzare i lavoratori socialmente utili e di pubblica utilita'; e, invece, puntualmente appaiono bandi di concorso come quello all'Arpacal o quello per '...l'assunzione a tempo pieno ed indeterminato di due dirigenti e di un geometra presso il Consorzio per lo sviluppo industriale di Lamezia Terme': e la riserva di posti del 30% e il divieto di assunzione se non lpu e lsu? Nessun concorso finora indetto, neanche quelli banditi dalla Regione, in un primo tempo sotto la giunta Chiaravalloti, e 'ribanditi' poi, per presunti vizi di forma, dalla giunta Loiero subito dopo il suo insediamento, ha mai tenuto conto di questa riserva. Questo e' inammissibile!''.


30 novembre 2006 - Il Messaggero

L’incontro di ieri alla Pisana
Giudicato insufficiente l’assorbimento di 96 persone
Presto un nuovo vertice Interporto, bocciato il piano dell’Icpl Regione, Comune e sindacati chiedono l’assunzione di tutti i 160 corsisti

Civitavecchia - Ennesima fumata nera per il futuro dei corsisti dell’Interporto.
La tanto attesa riunione di ieri mattina alla Pisana, non ha avuto gli esiti sperati soprattutto dai 160 giovani che ormai da due anni risultano in attesa di occupazione presso l’impianto. Da Comune, Regione e sindacati è infatti arrivata la bocciatura del piano industriale presentato lunedì scorso dall’Icpl (la soocietà Interporto Civitavecchia piastra logistica). Un piano, come aveva illustrato lo stesso amministratore delegato Ferdinando Bitonte, che prevedeva l’assorbimento da parte dell’Icpl soltanto di 96 dei 160 aspiranti lavoratori, con contratto a tempo determinato di sei mesi, distribuiti in questo modo: dieci unità entro marzo 2007, cinque ad aprile e così a scalare fino a dicembre del prossimo anno quando si avrà il picco più alto con l’entrata degli ultimi 36 corsisti. Fatto inaccetabile per gli enti e per il sindacato, che hanno respinto la proposta della spa, ricordando come l’accordo firmato tra Icpl e Regione prevedesse, nero su bianco, che la società avrebbe dovuto assumere tutti i 160 corsisti in blocco. Su questo punto l’assessore regionale al Lavoro Alessandra Tibaldi non ha dato diritto di replica ai rappresentanti dell’Interporto presenti all’incontro e ha deciso di indire un nuovo tavolo, al quale sarà richiesta esplicitamente la presenza obbligatoria di Bitonte (ieri la società era rappresantata da un altro dirigente), pena l’annullamento dell’incontro.
Altro motivo che ha portato Comune, Regione e sindacati a bocciare il piano industriale è rappresentato dal fatto che l’Icpl non intende assumere i rimanenti 54 ragazzi formati e che martedì hanno sostenuto l’esame finale. Secondo il dirigente della spa, presente al tavolo, i polivalenti rimasti fuori sono da collocarsi nel piano dell’Rtc (Roma terminal containers, altra società del gruppo). Ed anche per questa ragione l’assessore ha richiesto la presenza obbligatoria di Ferdinando Bitonte, che tra l’altro è pure il presidente dell’Rtc.
«Siamo a fianco dei corsisti - ha affermato il primo cittadino Gino Saladini - e come loro vogliamo che la faccenda si risolva nel più breve tempo possibile. L’Icpl deve rispettare gli accordi presi. La proposta che abbiamo portato al tavolo prevede l’assunzione in blocco delle 160 persone formate con contratti a tempo indeterminato».
Sulla stessa linea del sindaco, anche il sindacalista Giancarlo Ricci dell’Rdb cub, che ha seguito la storia fin dall’inizio. «Siamo tutti convinti che si deve ridiscutere l’intera questione - ha tuonato il sindacalista -. Questo non è un piano industriale accettabile, l’Icpl non ha tenuto conto degli accordi che aveva stipulato nel 2005 con la Regione. Inoltre non sono stati chiariti i criteri che si adotteranno per queste prime assunzioni. Infine chiediamo che i ragazzi vengano tutti assunti con contratti a tempo indeterminato. Sia il Comune che la Regione - ha concluso Ricci - hanno creduto nello sviluppo dell’Interporto e hanno investito nella formazione del personale. E’ arrivato il momento che anche la città abbia un riscontro, visto che i soldi utilizzati sono pubblici».
L’assessore Tibaldi ha rimandato la discussione all’inizio della prossima settimana, con la speranza che il cda della spa accolga le richieste presentate da Comune, Regione e sindacati e che finalmente l’amministratore delegato dell’Icpl si presenti al tavolo per chiarire anche il piano industriale dell’Rtc e dare un futuro occupazionale pure ai 54 corsisti rimasti fuori.


29 novembre 2006 - Il Messaggero

Lunedì si è costituito il Comitato dei Lavoratori Precari

Civitavecchia - Lunedì si è costituito il Comitato dei Lavoratori Precari del Comune formato da Co.Co.Co – Co.Co.Pro – Tempo Determinato e Vigili Urbani coadiuvati dalle sigle sindacali Rdb-Cub Enti Locali e Diccap-Sulpm per gli agenti di Polizia Municipale. In tutto, hanno aderito 50 persone. Tra i motivi che hanno portato al Comitato l’immediata scadenza di tutti i contratti di lavoro, rispettivamente 31 dicembre 2006 per i tecnici e amministrativi e 30 Aprile 2006 per i vigili urbani assunti a concorso tempo determinato. Numerosi sono gli uffici che si troverebbero in difficoltà per il mancato rinnovo dei contratti o appalti dei circa 90 precari comunali con conseguente disagio anche per gli utenti. «Il Comitato - spiegano i portavoce della Diccap-Sulpm Eleonora Gorla e Roberto Taranta e della Rdb-Cub Silvia Salvatori e Flavio Zeppa - ha deciso di chiedere un incontro a breve termine con sindaco e assessore Finanze e Personale per il rinnovo immediato dei contratti e la stesura di un protocollo d’intesa per un piano di stabilizzazione o eventuale trasformazione di tutti i contratti a tempo determinato con durata triennale».

 28 novembre 2006 - Ansa

LAVORO:RDB-CUB COMUNE,DELEGAZIONE PERQUISITA IN P.ZO VECCHIO
Ieri pomeriggio i lavoratori precari e dei servizi in via di esternalizzazione si sono presentati in Palazzo Vecchio per chiedere l' apertura di un tavolo di confronto con l' amministrazione Comunale, ma hanno trovato le porte sprangate

Firenze - E' quanto si afferma in una nota delle Rdb-Cub nel quale si spiega anche che "il Consiglio Comunale ha dato ordine alla Polizia Municipale di far accedere nella sala dove si tengono le sedute del consiglio solo una delegazione composta al massimo da venti unità, rendendo difficile per altro anche a questa delegazione la possibilità di accesso a Palazzo Vecchio". Secondo quanto si afferma nella nota dei sindacati, "tutti i componenti della delegazione, nonostante fossero dipendenti comunali muniti di relativo tesserino che consente il libero accesso al palazzo, sono stati costretti a passare sotto il metal detector ed a subire la perquisizione delle borse zaini". "Anche i dirigenti sindacali aziendali - si aggiunge nella nota - per altro 'straconusciuti', in barba a tutte le norme, sono stati sottoposti a perquisizione degli oggetti personali". Secondo la Rdb-Cub si tratta di "un grave episodio che denota il clima di intolleranza di questa amministrazione nei confronti dei propri dipendenti fissi e precari, e dimostra ulteriormente quanto siano lontani da 'questi signori' i problemi del mondo del lavoro". "Inutile ricordare - si osserva nella nota sindacale - che prima delle elezioni politiche del 9 aprile un episodio simile non era mai successo, anzi tutti nella maggioranza dimostravano a parole interesse per la soluzione del problema precariato, ma passata la fase elettorale, il clima è totalmente mutato&quo


27 novembre 2006 - Comunicato RdB CUB Lazio

Vicenda Atesia
prima TAR…icatto, poi TAR…ovino

Il TAR ha deciso, sul piano formale, per la << vicenda >> Atesia: la disposizione degli ispettori del lavoro è sospesa, in attesa di soluzioni governative sulla figura dei cocopro. Il gruppo COS, proprietario di Atesia, canta vittoria: il rischio chiusura ( !? ) è rimosso. La CGIL tira un sospiro di sollievo.

Quale sarà la soluzione? Centinaia di contratti d’apprendistato Quale sarà la soluzione? Centinaia di contratti d’apprendistato.
Non un’ipotesi, è già accaduto.

La " stabilizzazione", passerà quindi attraverso contratti precari a tempo determinato ( quindi non rinnovabili ), in cui è prevista la possibilità di instaurare rapporti di lavoro con due livelli inferiori. Saranno validi, anche se rivolti a persone, che hanno 3/4 anni di esperienza lavorativa? Il Sindacato, ripeterà l’oscenità di assecondare manovre, che prevedono l’assunzione di lavoratori qualificati con rapporti d’apprendistato? I Centri per l’impiego, verificheranno quelle assunzioni ( come non hanno fatto ), che coinvolgono lavoratori di fatto specializzati ( per poi attivare gli organi ispettivi ) o mostreranno la loro inefficacia ed incompetenza, non adempiendo alle proprie prerogative?

Noi diciamo basta al ricatto della perdita del posto di lavoro.
Atesia ha guadagnato miliardi sulla pelle dei lavoratori precari e la minaccia di chiudere, implica l’ammissione di aver usato manodopera sottopagata.
Sindacati e Amministrazioni pubbliche sono state a guardare, ognuno per le sue (in)competenze.
Le ambiguità del Governo e dei suoi alleati devono finire.
Vogliamo siano fatte delle scelte di classe…
quella dei lavoratori


27 novembre 2006 - Comunicato RdB CUB P.I. - Comune di Firenze

Firenze. Alla richiesta di apertura di un confronto su esternalizzazione e precariato rispondono con la militarizzazione del Consiglio Comunale

Questo pomeriggio come ogni lunedì i lavoratori precari e dei servizi in via di esternalizzazione, si sono presentati in Palazzo Vecchio per chiedere ancora una volta con la loro presenza l’apertura di un tavolo di confronto con l’Amministrazione Comunale. ma questa volta hanno trovato le porte sprangate.
Infatti il Consiglio Comunale, ha dato ordine alla Polizia Municipale di far accedere solo una delegazione composta al massimo da venti unità, rendendo difficile per altro anche a questa delegazione la possibilità di accesso a Palazzo Vecchio, costringendo tutti i componenti nonostante fossero dipendenti comunali muniti di relativo tesserino che consente il libero accesso al palazzo, a passare sotto il metal detector e a subire la perquisizione delle borse zaini ecc., anche i dirigenti sindacali aziendali per altro "straconusciuti" in barba a tutte le norme sono stati sottoposti a perquisizione degli oggetti personali.
Questo grave episodio denota il clima di intolleranza di questa Amministrazione nei confronti dei propri dipendenti fissi e precari, e dimostra ulteriormente quanto siano lontani da "questi signori" i problemi del mondo del lavoro.
Inutile ricordare che prima delle elezioni politiche del 9 aprile un episodio simile non era mai successo, anzi tutti nella maggioranza dimostravano a parole interesse per la soluzione del problema precariato, ma passata la fase elettorale, il clima è totalmente mutato.
Non è impedendoci di partecipare al Consiglio Comunale che ci tapperete la bocca, in fondo come lavoratori non chiediamo niente di rivoluzionario, ma solo un tavolo di confronto da dove emerga chiaramente quali sono le vere intenzioni in materia di lavoro che questa Amministrazione vuole perseguire.

RICORDATE AMMINISTRATORI:

che la stabilità del lavoro, così come la lotta alle esternalizzazione, non sono un problema di ordine pubblico, ma un problema politico di grande rilevanza che vi ritroverete costantemente davanti anche alle vostre porte chiuse!


24 novembre 2006 - Comunicato RdB CUB Croce Rossa Italiana

PRECARI CRI:
LA RDB RIPROPONE GLI EMENDAMENTI AL SENATO

Si trasmettono di seguito gli emendamenti alla Finanziaria 2007, già presentati e non presi in considerazione alla Camera, ora in corso di presentazione al Senato.
Non appena disponibile pubblicheremo il testo ufficiale.

EMENDAMENTI ALLA LEGGE FINANZIARIA PER IL 2007
proposti dalla RdB-CUB P.I. CRI

Subito dopo il comma 212 dell’art. 18 inserire il seguente comma:
"Al fine di assicurare l’espletamento delle funzioni istituzionali ed in convenzione, tutti i contratti a tempo determinato stipulati dalla Croce Rossa Italiana sono trasformati in contratti a tempo indeterminato dalla data di entrata in vigore della presente legge.
Alla copertura del relativo onere si provvede con le ordinarie dotazioni finanziarie della Croce Rossa Italiana.".

In subordine, subito dopo il comma 212 dell’art. 18, inserire il seguente comma:
"Al fine di assicurare l’espletamento delle funzioni istituzionali ed in convenzione, sono prorogati per l’intero anno 2007, indipendentemente dal rinnovo delle convenzioni, i contratti a tempo determinato stipulati dalla Croce Rossa Italiana.
Alla copertura del relativo onere si provvede con le ordinarie dotazioni finanziarie della Croce Rossa Italiana.".

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22 novembre 2006 - Controradio

COMUNE DI FIRENZE: LA PROTESTA DEI PRECARI CONTINUA

Firenze - Chiedevano la stabilizzazione dei posti di lavoro e protestavano contro i progetti di esternalizzazione voluti dall’amministrazione comunale. Ieri è stato il Presidente del consiglio comunale Eros Cruccolini a chiedere l’intervento dei vigili urbani per sgomberare i lavoratori precari che protestavano in consiglio comunale. Il vice sindaco Giuseppe Matulli aveva già lasciato l’aula dopo che suo intervento era stato interrotto dagli slogan dei manifestanti. Erano un centinaio ma non hanno fatto alcuna resistenza per non mettere in difficolta i vigili anche loro in agitazione. Su Cruccolini sono piovute soprattutto le contestazioni dei consiglieri di centro destra che ne chiedono le dimissioni. Da parte loro i precari del Comune (che in tutto sono 400) ribadiscono i motivi che li spingono oramai da mesi a protestare in consiglio comunale: "l’ iniziativa di ieri ha voluto ribadire il nostro no a tutti i progetti di esternalizzazione voluti dall'Amministrazione Comunale (ufficio casa, servizi biblioteche, cucine, servizi sportvi, recupero crediti contravvenzioni) e rivendicare la stabilizzazione di tutti i posti attualmente occupati dai lavoratori precari". Per circa 30 minuti sono stati scanditi slogan contro le privatizzazioni e contro la precarietà del lavoro, fino a quando il Presidente del Consiglio Comunale ha ordinato ai vigili urbani di sgomberare i manifestanti. "La lotta dei lavoratori continua senza risposte serie e concrete da parte dell' amministrazione, lunedì prossimo saremo nuovamente in Consiglio", hanno ribadito i precari.

21 novembre 2006 - Il Manifesto

Oggi il rapporto Isfol I precari chiedono stabilità

Roma - L'Isfol macchina produce-precari. Oggi verrà presentato il rapporto dell'istituto alla Camera dei deputati, quello stesso rapporto che fu bloccato l'anno scorso dall'allora ministro del Lavoro Roberto Maroni, perché conteneva dati «non graditi» sull'applicazione della legge Bossi-Fini sull'immigrazione. L'Istituto per la formazione dei lavoratori (monitora, tra l'altro, l'applicazione della legge 30), oggi sotto la «giurisdizione» del nuovo ministro Cesare Damiano, è in subbuglio. I ricercatori, per la grandissima parte precari, chiedono a gran voce la stabilizzazione e una riforma dell'organizzazione interna, rivendicando inoltre una maggiore autonomia dalla politica, in particolare dal governo.
Il personale, spiegano Enrico Mari e Annalisa Turchini, di Usi-Rdb, è formato da soli 77 lavoratori a tempo indeterminato su un totale di oltre 500 addetti complessivi. Solo per citare chi è direttamente in contratto con l'Isfol, perché poi ci sono tante altre società- satellite che prendono lavori in affidamento dall'Isfol, utilizzando i ricchi fondi europei piovuti nelle casse dell'istituto negli ultimi anni. Anzi, uno dei problemi principali dell'attuale assetto è proprio il fatto che la gran mole di denaro, affluita principalmente dalle casse del Fse (Fondo sociale europeo), anziché venire utilizzata per creare buona occupazione, è stata invece indirizzata alla proliferazione dei precari e all'attivazione di contratti con società esterne che, a loro volta, danno lavoro a personale ugualmente atipico.
Con il risultato che dentro l'Isfol ci sono lavoratori che attendono la stabilizzazione da almeno 12 anni, e che hanno passato diversi concorsi pubblici. In particolare i tempi determinati, che a parere del sindacato potrebbero dunque essere stabilizzati senza il bisogno di nuovi concorsi. Usi-Rdb si riferisce in particolare all'articolo 57 in finanziaria, che permette ai lavoratori precari da almeno tre anni di chiedere la stabilizzazione all'ente o istituzione pubblica presso cui è contrattualizzato. Budget permettendo, ovviamente. E infatti per il momento nel campo degli istituti di ricerca sono stabilizzabili sono duemila unità, causa risorse al lumicino. Tornando all'Isfol, ad esempio, i tempi determinati sarebbero circa 300, mentre restano più di 150 cococò che per il momento non si sa bene che fine faranno. Il sindacato chiede che ai tempi determinati vengano stipulati contratti a tempo indeterminato, mentre con i cococò si cominci passandoli a tempo determinato, ovviamente - in quest'ultimo caso - passando per i concorsi, dato che i collaboratori non sono stati selezionati con esame pubblico.
C'è poi il capitolo dei rapporti con la dirigenza dell'Isfol: «E' come se non fosse cambiato nulla rispetto a quando governava il centrodestra - spiegano i ricercatori - Poniamo loro il problema dei precari e fanno quasi finta che non esistano. Ma come si fa a lavorare assicurando una certa qualità se la gran parte del lavoro interno è instabile e se fuori c'è una miriade di consulenti e imprese che ricevono lavori quasi fuori controllo?».
L'Isfol vuole avere una sua identità, insomma, o diventa solo un distributore di fondi pubblici, una ruota che gira alimentando altre rotelle «esternalizzate»?


 15 novembre 2006 - Il Manifesto

TOSCANA Lavoro e precarietà

A Firenze teatro Puccini affollato per un'assemblea dei lavoratori fissi e precari del comune di Firenze. L'appuntamento è stato indetto dal sindacato Rdb Cub, in vista dello sciopero generale di venerdìal quale aderiscono tutte le sigle del sindacalismo di base. Anche i Cobas del pubblico impiego e della scuola hanno presentato lo sciopero di venerdì con una conferenza stampa, alla quale hanno partecipato anche realtà studentesche (collettivo politico Scienze politiche) e dell'autorganizzazione sociale (Voci dalla macchia). La manifestazione fiorentina, con al centro non solo le critiche alla Finanziaria ma anche il rifiuto di esternalizzazioni e precarietà nell'amministrazione comunale, è fissata alle 10 in piazza San Marco. Mentre a Livorno alle 9 in piazza Attias ci sarà un'analoga iniziativa che vede coinvolto il collettivo Prec Aut, i Cobas e alcune realtà studentesche.


15 novembre 2006 - La Repubblica

Assemblea infuocata di Rdb, Cub, Sincobas e Cobas in Comune, disservizi in scuole, uffici e sanità
Venerdì in piazza contro la Finanziaria

Firenze - Una assemblea infuocata, oltre mille persone al Teatro Puccini che protestano contro la Finanziaria, contro il precariato, l´amministrazione comunale di Firenze ed i sindacati confederali. Si presenta così lo sciopero generale indetto da tutto il sindacalismo di base per venerdì. Una protesta contro la Finanziaria «che non rappresenta alcuna inversione di tendenza e non si cura minimamente della situazione del mondo del lavoro » sostengono Rdb, Cub, Sincobas, Cobas. Già ieri, l´assemblea ha provocato numerosi disservizi tra uffici, scuole, attività dell´amministrazione fiorentina come le mense. «Venerdì, salteranno molti servizi» assicura Stefano Cecchi delle Rdb, che ieri ha concluso il suo intervento dal palco del Puccini attaccando la giunta comunale, centrosinistra e Cgil Cisl e Uil: «Questa è una città governata male, non esiste opposizione, i sindacati confederali partecipano agli sprechi dell´amministrazione ed al saccheggio della città, ci sono politici che escono dai consigli comunali e vanno subito a sedere nei cda delle aziende. Va riaperta una questione morale».
Prima di lui, sul palco, molti lavoratori hanno contestato l´annunciata esternalizzazione di alcuni servizi di Palazzo Vecchio, e altri hanno ricordato che ancora, nell´organico comunale, ci sono 230 precari, tra cooperative, cococo, lavoratori interinali. Dopo lo sciopero, le Rdb torneranno a portare i precari, ogni lunedì, in consiglio comunale «fino a che non avremo risposte concrete» spiega Cecchi. Lo sciopero indetto dalle Rdb è in tutto il pubblico impiego, della scuola, della sanità e del settore privato per l´intera giornata (4 ore invece per il trasporto pubblico, nelle ore serali) prevede anche una manifestazione a Firenze, partenza alle 10 in piazza San Marco. I lavoratori dell´università e delle ricerca di Cgil, Cisl e Uil saranno invece a Roma per la manifestazione con Guglielmo Epifani, per chiedere maggiori fondi dalla Finanziaria ed affrontare i nodi del precariato, degli studenti senza didattica e dei contratti non rinnovati.


15 novembre 2006 - La Nazione

Anche i precari di Perugia scenderanno in piazza venerdì contro la Finanziaria

PERUGIA — Anche i precari di Perugia scenderanno in piazza venerdì contro la Finanziaria. Il corteo partirà da piazza Partigiani alle nove e trenta.
E sono moltissime le sigle che hanno aderito allo sciopero, Cobas e centri sociali in testa che contestatno i sindacati confederali. Ieri mattina a Palazzo della Penna Patrizia Puri (Cobas Scuola) e Maurizio Della Rocca (Inpdap), insieme a un rappresentante dei centri sociali, hanno presentato la manifestazione. Le rappresentanze sindacali di base chiedono una redistribuzione del reddito a favore di lavoratori, pensionati, precari e il rilancio della previdenza pubblica. Ma sollecitano anche la cancellazione della Legge Biagi e del Pacchetto Treu, confermando la loro contrarietà alla guerra e, quindi, all'utilizzo dei fondi delle spese militari a favore della spesa sociale. Punti fermi per i quali hanno deciso di scender in piazza.
Secondo le organizzazioni sindacali, saranno almeno 300.000 i lavoratori che parteciperanno alle 25 manifestazioni territoriali che si svolgeranno in tutto il Paese. Allo sciopero generale hanno aderito e parteciperanno molte reti studentesche ed universitarie. Lo sciopero dell'intera giornata coinvolgerà tutti i settori lavorativi. Nel trasporti l'articolazione è la seguente: aerei, dalle 10 alle 18 personale di volo, intera giornata restante personale; tram-bus-metro, 4 ore decise a livello locale; treni: dalle ore 11 alle ore 14.
Intanto in un emendamento votato ieri, è stabilito che Regioni ed enti locali potranno stabilizzare il personale precario e dovranno riservare il 60 per cento dei nuovi contratti a tempo determinato ai co.co.co che hanno già lavorato presso l'amministrazione per almeno un anno. Nell’emendamento viene spiegato che «fermo restando il rispetto delle regole del patto di stabilità interno, Regioni, Province e Comuni possono procedere nei limiti dei posti disponibili in organico, alla stabilizzazione del personale non dirigenziale in servizio a tempo determinato da almeno tre anni, anche non continuativi.


13 novembre 2006 - Comunicato RdB CUB

ETRURIA SERVIZI DI CIVITAVECCHIA DECURTA
40-50 EURO AL MESE A PRECARIE A.E.C CHE NE PERCEPISCONO AL MASSIMO 600

In virtù di un accordo capestro sottoscritto dalla CGIL, l’Etruria Servizi, azienda municipalizzata che gestisce in appalto il servizio di AEC (Assistenti Educatori Culturali), ha imposto alle lavoratrici scolastiche un contratto del tutto al di fuori delle regole.
In base a questo contratto, e con un metodo di calcolo di cui l’azienda non vuole dare conto a nessuno, ha stabilito che ogni lavoratrice dovrà restituire circa 1000 euro riguardanti prestazioni del trascorso anno scolastico. Ha però "concesso" che la somma possa essere rateizzata in 40-50 euro al mese. Tenuto conto che le lavoratrici percepiscono un reddito di massimo 600 euro mensili, ci vorranno almeno due anni per estinguere questo "debito".
Le RDB-CUB si sono opposte al prelievo, tanto più che non appare chiaro il metodo di calcolo oggetto di una precisa richiesta.
Su richiesta dell’RdB-CUB, Il Sindaco di Civitavecchia e l’Assessore alla scuola Clemente Longarini avevano proposto all’Etruria Servizi una sanatoria del "prelievo" e, in seconda istanza, di conoscere il metodo di calcolo per tale addebito. In un successivo incontro l’Assessore aveva rassicurato in tal senso le lavoratrici e il sindacato.
L’Etruria Servizi , non tenendo conto neanche dell’appello dell’Amministrazione Comunale, ora procede lo stesso al "recupero".
Anche questo vuol dire la precarietà: lavoratori titolari di stipendi che non raggiungono 8000 euro l’anno che devono ridarne 1000 all’azienda.
L’ RdB-CUB si batterà in tutte le sedi contro questo scempio di chi si erge a paladino dei soldi pubblici contro il salario dei lavoratori ma contemporaneamente, sempre con gli stessi soldi pubblici, si autoelargisce lauti stipendi.

13 novembre 2006 - Comunicato RdB CUB PI Ricerca

PRECARI DELLA RICERCA: UNA STABILIZZAZIONE PARZIALE
E’ un primo risultato delle mobilitazioni sostenute, ma per la Ricerca nel suo complesso la Finanziaria non soddisfa

L’ emendamento alla legge Finanziaria per la stabilizzazione del personale precario degli Enti Pubblici di Ricerca viene considerato dalle RdB-CUB PI Ricerca un primo risultato, sia pure parziale, delle mobilitazioni messe in campo per aggredire la questione precariato: a partire dalla straordinaria adesione alla manifestazione del 6 ottobre, quando oltre 35000 precari di tutta Italia hanno invaso le strade di Roma e alcune centinaia di migliaia hanno scioperato bloccando tantissimi posti di lavoro, proseguendo poi con le diverse iniziative negli Enti, culminate con la manifestazione del 20 ottobre davanti al Ministero della Ricerca, indetta per una ricerca pubblica, libera e deprecarizzata.
Tuttavia la Finanziaria non dà risposte alla stragrande maggioranza di precari che sono i Co.Co.Co., gli assegni di ricerca, gli esternalizzati quelli con meno diritti e nessuna garanzia. I tagli alle Università e le briciole agli Enti di ricerca, paragonati alle centinaia di milioni di euro destinati alla ricerca privata, la dicono lunga su quanto il Governo Prodi voglia investire in quei settori che dovrebbero garantire lo sviluppo del paese e la formazione delle nuove generazioni.
D’altronde questa Finanziaria si caratterizza complessivamente per il pesante attacco a tutto il settore pubblico, con lo smantellamento di quanto rimasto dello stato sociale.
Le RdB-CUB PI Ricerca saranno quindi in piazza il 17 novembre per lo sciopero generale indetto dal sindacalismo di base contro la legge Finanziaria, per la difesa della ricerca pubblica e per la stabilizzazione di tutti i precari della ricerca e dell’università.


12 novembre 2006 - Tribuna di Treviso

PRECARI, L’ADL COBAS DENUNCIA
Contratti camuffati per sfruttare i lavoratori

Treviso - «Il fenomeno del precariato è in forte aumento anche nella Marca». La denuncia arriva da Sergio Zulian dello «Sportello invisibili» dell’Adl Cobas di Treviso, sindacato autonomo che, ieri mattina, era in piazza Aldo Moro per manifestare contro la Finanziaria e l’utilizzo indiscriminato dei contratti di lavoro precario. «Il posto fisso - spiega Zulian - è ormai un miraggio anche nella nostra provincia. Una fascia sempre più ampia della forza lavoro è costretta ad accettare forme contrattuali che non danno alcuna garanzia per il futuro e impediscono, di fatto, la realizzazione di progetti a lungo termine».
I dati raccolti con l’attività dello «Sportello degli invisibili» (un punto di ascolto dove i lavoratori possono esporre tutte le loro preoccupazioni) sono allarmanti: sempre più giovani fino ai 30 anni sono costretti ad appoggiarsi ad agenzie interinali per poter avere di che vivere. «Agenzie - spiega lo stesso Zulian - che arrivano a proporre addirittura contratti settimanali. E’ chiaro che non sapere neppure se la settimana successiva si avrà di che mangiare è una condizione fortemente penalizzante per i giovani lavoratori, costretti ad accettare simili forme contrattuali pur di non rimanere totalmente disoccupati».
Durante la manifestazione di ieri, però, l’Adl Cobas ha denunciato anche un altro grave fenomeno che sta dilagando nel nostro territorio. «Accanto alle forme legali di precarietà - conclude Zulian - si stanno affiancando forme di vero e proprio sfruttamento della manodopera. Penso a molte aziende che si appoggiano a delle cooperative per la fornitura di manodopera. Queste coop, però, assumono i propri dipendenti, in massima parte extracomunitari, con un contratto di «carico-scarico merci» salvo poi impiegarli nelle catene di montaggio delle aziende, venendo incontro alle esigenze delle aziende che cercano manodopera da sfruttare a basso costo». (b.z.)


12 novembre 2006 - Gazzetta del Mezzogiorno

Denuncia Coordinamento Territoriale
«Quel lavoro nero alle Isole Tremiti»

Isole tremiti - Manodopera irregolare nel comparto turistico delle Isole Tremiti. A denunciare il caso, il coordinamento Rdb Territoriale Privato che in un dettagliato comunicato spiega la situazione alle Diomedee. «Ci è giunta segnalazione che il comparto turistico operante in località Isole Tremiti si avvale principalmente di manodopera non in regola con la legislazione vigente, invitiamo pertanto codesto Ispettorato a promuovere le necessarie verifiche». Si legge nella nota. «Dalle segnalazioni pervenuteci apprendiamo che la stragrande maggioranza dei lavoratori non gode dei diritti sanciti dalle leggi in materia, addirittura ci è stato riferito che almeno il 75% dei lavoratori risultano non ingaggiati e che la stragrande maggioranza di essi è di provenienza extracomunitaria. Se la notizia risultasse vera ci troveremmo di fronte all'ennesimo grave episodio di discriminazione economica, reso ancor più grave dalla mancanza di attenuanti economiche da parte di imprese che realizzano ogni anno ingentissimi profitti. Il caso Tremiti, qualora si rivelassero giuste le stime da noi restituite, darebbe luogo ad una singolare quanto perfetta discriminazione economica, perché spingerebbe chi non possiede un'impresa a dover abbandonare il comune di residenza, il cui ambito territoriale accoglie ogni anno una massa di lavoratori pari quasi al doppio dei suoi abitanti».


11 novembre 2006 - Gazzetta del Mezzogiorno

lavoro Incontro con il sindaco
«Lsu» a rischio
Le RdB contro i licenziamenti

SAN SEVERO - Il sindacato Rdb-Cub scende in prima linea in difesa dei lavoratori Lsu a rischio di licenziamento. I rappresentanti sindacali hanno infatti incontrato il sindaco Michele Santarelli, allo scopo di definire la situazione lavorativa dei lavoratori ex socialmente utili convenzionati con la società "Siel" costruzioni di Mario Luminoso. Il prossimo 31 dicembre scadrà infatti il contratto stipulato cinque anni fa tra Comune e società edile per stabilizzare una ventina di lavoratori Lsu e curare la manutenzione degli stabili comunali. Intanto, allo stato attuale, in mancanza del rinnovo della convenzione per gli ex Lsu si prospetta il licenziamento. Dall'incontro con il primo cittadino, secondo i sindacalisti, sarebbe emersa la volontà del sindaco e dell'amministrazione comunale di offrire tutela e salvaguardia lavorativa ai lavoratori utilizzati per anni dal comune. Ma anche di tenere presente che quei lavoratori, avendo da tempo varcato la soglia dei 40 anni, posiedono una prosettiva di lavoro limitata. «Precari e sindacalisti - spiega l'organizzazione - ribadiscono l'esigenza per l'amministrazione comunale di porre in essere tutte le iniziative necessarie al fine di tutelare il diritto al lavoro degli ex Lsu ed accompagnarli alla pensione».(A.Ciav.)


9 novembre 2006 - Comunicato RdB CUB P.I. - Sanità Lazio

PRECARI SANITA’ LAZIO
LE RdB – CUB PROTESTANO CONTRO UN ACCORDO FRA REGIONE E CONFEDERALI CHE NON DA’ ALCUNA CERTEZZA A 7000 LAVORATORI

Questa mattina i lavoratori precari della sanità hanno manifestato con le RdB-CUB davanti alla Regione Lazio, per protestare contro il protocollo d’intesa sul precariato siglato con CGIL,CISL e UIL il 6 novembre scorso.
L’accordo contestato non solo non pone fine al lavoro precario e alla esternalizzazione dei servizi - a cui nelle strutture sanitarie si ricorre ancora a mani basse - ma soprattutto non dà nessuna certezza di stabilizzazione ai circa 7000 lavoratori precari della sanità laziale. Infatti la riserva dei posti nei concorsi e nelle selezioni pubbliche previsti per la trasformazione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato, la compatibilità con le dotazioni organiche delle Aziende sanitarie, ed il limite economico dei budget concordati, non consentiranno la stabilizzazione nei numeri sbandierati dall’accordo, ma solo per una minima parte dei precari attualmente in servizio.
"Le RdB-CUB – dichiara Sabino Venezia delle RdB PI Sanità - hanno pertanto rappresentato alle istituzioni regionali i punti di caduta dell’accordo e gli interventi necessari, nelle more della trasformazione in delibera del protocollo d’intesa, a garanzia di un reale percorso di stabilizzazione per tutti, a partire dall’immediato blocco dei processi di precarizzazione e esternalizzazione dei servizi. A tale scopo abbiamo richiesto un incontro formale congiunto con gli assessorati competenti, sottolineando la imprescindibilità per la Regione Lazio del rapporto diretto con i lavoratori precari".
Nel frattempo i precari organizzati con le RdB-CUB continueranno a costruire iniziative di lotta contro soluzioni parziali e qualunque tentativo di strumentalizzazione della loro condizione di disagio a favore di mere operazioni di facciata.


9 novembre 2006 - Dire

PRECARI. BOLOGNA, PDCI: ASSUMERLI SUBITO, MA IDV FRENA
I COSSUTTIANI RILANCIANO L'INVITO DI CGIL ED RDB E SOLLECITANO LA PROVINCIA; DIPIETRISTI: SIAMO CONTRO LE SANATORIE

Bologna - E ora a Bologna l'Unione si divide sulla richiesta dei sindacati (Cgil e Rdb) di assumere i precari alle dipendenze degli enti locali. Il Pdci, infatti, invita le amministrazioni pubbliche, a partire dalla Provincia, a regolarizzare i dipendenti precari. Contemporaneamente, pero', i Dipietristi per questi lavoratori non sono ammissibili delle corsie "preferenziali". Infatti, afferma Paolo Nanni, coordinatore regionale Idv, "la soluzione al precariato non e' la solita sanatoria, chi e' dentro e' dentro chi e' fuori e' fuori, ma il ristabilimento di regole trasparenti nelle assunzioni. Dunque concorsi pubblici per tutti, sia per i Cococo esistenti che per i tanti giovani che cercano un'occupazione". Poi e' chiaro, ammette Nanni, che i Cococo in servizio "avranno il vantaggio di poter far valere l'esperienza maturata nel lavoro attraverso il riconoscimento di un punteggio aggiuntivo". Giovanni Venturi, segretario Pdci, ricorda agli Enti Locali governati dal centrosinistra che "non puo' mancare l'impegno a risolvere il grave fenomeno del precariato entro tempi accettabili. Chiediamo nei fatti piu' concretezza, basta con le dichiarazioni di intenti", dunque "Comune e Provincia, comincino da subito a scegliere con piu' decisione la strada della stabilizzazione dei lavoratori ad oggi precari". In particolare, il Pdci sollecita la Provincia "a dare un segnale forte in questo senso, trasformando i 250 lavoratori atipici in forza ad oggi nell'Ente, in contratti a tempo indeterminato, impegnando quindi risorse e riducendo drasticamente le esternalizzazioni, per il futuro l'impegno a non ricorrere in modo massiccio a forme di lavoro precario". Del resto, conclude Venturi, "condivido in pieno lo slogan della Cgil 'Veltronizziamo Bologna e Provincia': sul lavoro serve discontinuita' con il passato".

8 novembre 2006 - Comunicato RdB CUB P.I. - Comune di Roma

 

Con l’accordo del 4 Novembre l’amministrazione comunale e Cgil Cisl e Uil hanno ipotizzato che – se la finanziaria lo consentirà – potranno essere stabilizzate 2000 lavoratrici precarie nell’arco di due anni.
Con lo stesso accordo vengono ridotti gli organici dei nidi, si adottano misure restrittive nella scuola dell’infanzia e si dà il via libera alla definitiva privatizzazione dei servizi ausiliari o alla loro mobilità verso altri settori (OSSE, AEC, CUOCHI, etc.).
Infatti le tanto sbandierate - quanto ipotetiche – assunzioni, risultano insufficienti a coprire il turn over e l’incremento d’organico, dovuto ai servizi aperti nell’ultimo quinquennio.
Questo determina inevitabilmente uno scadimento generale della qualità dei servizi per l’infanzia e un peggioramento delle condizioni dei lavoratori del settore.
Nonostante l’accordo possa ancora subire ulteriori elaborazioni (senza il minimo apporto da parte di coloro che ne subiranno le conseguenze) è però possibile tracciare le linee generali del prezzo che i lavoratori dovranno pagare.
· Riduzione degli organici dei nidi
L’accordo prevede la riduzione di personale educativo da 15 a 14 le unità per i nidi con apertura 7,00/18,00- da 14 a 13 per i nidi con apertura 7,00 16,30- da 10 a 9 per i nidi che accolgono 40 bambini: Da una parte si afferma di voler assumere 655 educatrici, dall’altra si eliminano centinaia di posti di lavoro.
· Unificazione del ruolo delle insegnanti di sezione e insegnanti di sostegno
Anche in questo caso, da un lato si propongono i GID (gruppi di integrazione dell’handicap), dall’altro vengono disattese le belle intenzioni non garantendo il sostegno ai bambini diversamente abili quando si verifica l’assenza di una delle due insegnanti (come già si è verificato nell’anno di sperimentazione)
· Riduzione drastica degli incarichi di breve durata
Stride l’affermazione del valore educativo dei servizi quando non vengono garantite quelle sostituzioni indispensabili per la realizzazione dei progetti educativi ed il mantenimento di quegli stessi servizi!
A questo serviva agitare lo spauracchio della cessione a FARMACAP?
Le RdB-CUB PI sono dell’avviso che questo accordo rappresenta l’ennesimo "fumo negli occhi" di chi lavora nel settore e si è persa l’ennesima occasione di avviare:
· una revisione al rialzo delle previsioni organiche determinate dall’incremento del numero dei nidi e delle scuole dell’infanzia e alla immediata stabilizzazione del personale precario attualmente impiegato pari proprio a 2000 unità;
· un controllo capillare della spesa sulle manutenzioni delle strutture scolastiche (la vera voragine dell’incremento dei costi del servizio);
· una revisione del contratto decentrato che annulli il punteggio aggiuntivo per le precarie obbligate a rinunciare ai loro diritti individuali (malattia, maternità, etc.).
Crediamo che sia necessario abbandonare le concertazioni a perdere e rilanciare il protagonismo delle lavoratrici e dei lavoratori interessati.
Contro questo ennesimo accordo-bidone e contro la Finanziaria rispondiamo con i nostri prossimi appuntamenti: lo sciopero generale del 17 novembre e l’assemblea dei precari e delle precarie del Comune di Roma il 21 novembre presso la Federazione Nazionale delle RdB-CUB.


8 novembre 2006 - Apcom

COMUNE ROMA/ DUEMILA PRECARI ASSUNTI NEI SERVIZI PER L'INFANZIA
Così 13 nuovi nidi. Veltroni: "Con sindacati un accordo modello"

Roma - "E' un accordo modello, un prototipo di importanza straordinaria che si potrà mettere in campo anche per altri pezzi dell'amministrazione, la dimostrazione che sensibilità sociale e innovazione possono andare di pari passo". Il sindaco di Roma Walter Veltroni ha così commentato il protocollo siglato ieri da Comune e organizzazioni sindacali che porterà ad un piano di assunzioni di lavoratori precari "senza pari in altre città e nella storia del Comune" e ad un piano di ampliamento dei servizi di asilo nido "garantendo alle famiglie più posti ed alta qualità".
L'accordo - firmato dai sindacati Rsu, Cgil-Fp, Cisl-Fps, Uil-Fpl, C.S.A. e Diccap - prevede l'inserimento in ruolo entro i prossimi due anni scolastici di 2 mila educatrici degli asili nido ed insegnanti di scuola dell'infanzia che abbiano maturato almeno tre anni di lavoro subordinato (1.062 entro il 2007, di cui 500 a partire dall'1 gennaio; le restanti 838 assunte entro l'1 settembre 2008).
La razionalizzazione organizzativa e il contenimento dei costi conseguenti all'accordo consentiranno di incrementare il servizio con l'apertura di nuovi nidi con l'escusivo impiego di personale educativo comunale: a partire da gennaio 2007 verranno aperti 13 nuovi nidi per 800 bambini (solo 5 saranno gestiti da Farmacap). Sempre attraverso la riorganizzazione del servizio, nell'arco del prossimo biennio il numero degli educatori per nido passerà, con gradualità, da 15 a 13 (14 nel 2007 e 13 nel 2008), mantenendo invariato il rapporto di un'educatrice ogni sei bambini tramite una più efficiente organizzazione della presenza delle educatrici. La stabilizzazione dei precari premetterà una riduzione delle supplenze di breve durata sia nei nidi che nelle scuole dell'infanzia.
In questo modo, ha continuato Veltroni, "stabilizziamo persone facendole uscire dalla condizione di precariato che in qualche caso si è protratta fino ad un'età nella quale la precarizzazione della vita diventa un inferno per le persone. E lo facciamo perché insieme alle organizzazioni sindacali siamo riusciti ad introdurre ulteriori elementi di razionalizzazione, che ci consentono di recuperare delle risorse e di centrare questo obiettivo".
Inoltre "stiamo per portare in Giunta quella delibera che prevede che avranno punteggi maggiori nelle gare quelle imprese che si presenteranno con un progetto di stabilizzazione dei lavoratori che sarebbero assunti nel caso in cui la gara fosse vinta, perché la precarietà della vita - ha concluso Veltroni - è un dramma per milioni di ragazzi e adulti nel nostro paese".
Contro l'intesa si è espresso il sindacato RdB, che per il 17 novembre ha indetto uno sciopero generale contro "questa ipotesi di assunzione".


8 novembre 2006 - Dire

PRECARI. BOLOGNA, CGIL E RDB: E ORA ENTI LOCALI LI ASSUMANO
SINDACATI: FINANZIARIA APRE SPIRAGLIO DIVENTA TEMA FONDAMENTALE; COMUNE LI REGOLARIZZA CON 115.000 EURO; STOP ESTERNALIZZAZIONI

Bologna - Ora che la finanziaria lo permette, "bisogna stabilizzare tutti i precari che lavorano negli enti locali di Bologna". Significa che il Comune, per assumere tutti i propri Cococo, dovrebbe spendere "circa 115.000 euro". Dopo la discussa manifestazione anti-precariato di sabato scorso a Roma, che il Prc vorrebbe replicare anche a Bologna, sotto le Due Torri si leva la richiesta sia dalla Cgil sia dalle Rappresentanze sindacali di base, che questa mattina, ma in due momenti diversi, hanno presentato il loro piano d'azione contro il precariato nel pubblico impiego. A cominciare da due appuntamenti pubblici. Le Rdb hanno organizzato una serie di assemblee con i lavoratori precari di Comune, Provincia e Regione (le prime, con i comunali e i regionali, sono in programma per domani, alle 15.30, in via S.Felice 11), mentre la Camera del lavoro organizza per mercoledi' prossimo, 15 novembre, "un'iniziativa rivolta a tutti precari- spiega Alda Germani, segretaria generale della Fp-Cgil di Bologna- per illustrare la situazione sul precariato nella pubblica amministrazione e presentare le nostre iniziative a riguardo". Si sta infatti aprendo la stagione della stesura dei bilanci di Comune e Provincia. "Chiederemo la stabilizzazione di tutti i precari- annuncia Germani- sara' la nostra questione fondamentale in sede di contrattazione con gli enti di tutto il territorio bolognese". Infatti, ricorda il segretario generale della Fp-Cgil, "la prossima finanziaria apre qualche spiraglio, che va sfruttato anche se non e' sufficiente". La politica del blocco del turn-over, invece, "aveva costretto gli enti locali a utilizzare sempre piu' le esternalizzazioni e i contratti di lavoro atipico". La stabilizzazione dei precari e' la richiesta principale anche delle Rdb. "Gli alibi sono finiti- sostiene Massimo Betti, responsabile cittadino- ora e' una questione di volonta' politica". Betti spiega poi l'assunzione dei lavoratori a tempo determinato "sarebbe a costo zero", mentre i Cococo. hanno "un costo inferiore del 2% rispetto ai dipendenti a tempo indeterminato": quindi, la loro stabilizzazione "sarebbe pari a 115.000 euro, ovvero una miseria". I fondi, proseguono le Rdb, si possono reperire dalla Sala Borsa. "Riprendendo sotto il suo controllo il servizio, il Comune risparmierebbe poco meno di 230.000 euro all'anno- sostiene Betti- abbiamo calcolato la differenza tra il costo attuale dell'appalto e il costo orario di un dipendente comunale. Per coprire il servizio, servono 35 dipendenti comunali, a cui verrebbe applicato il contatto per i lavoratori degli enti locali". Da qui il risparmio per Palazzo D'Accursio.Le esternalizzazioni stanno a cuore anche alla Cgil. "LA discussione sul bilancio- sostiene Germani- sara' l'occasione per ragionare anche sulla qualita' dei servizi: e' ancora tutto da dimostrare che le esternalizzazioni portano un vantaggio in termini di qualita' e di risparmio per gli enti. E' sicuro solo che peggiorano le condizioni dei lavoratori. Bisogna fare un salto di qualita'- conclude l'esponente della Cgil- l'obiettivo e' che la macchina pubblica non vada avanti sfruttando in modo smodato i precari".

9 novembre 2006 - Il Resto del Carlino

I sindacati Cgil e Rdb mobilitati per la stabilizzazione dei Co.co.co. negli enti locali
«Assumete tutti i precari»

Bologna - Ora che la Finanziaria lo permette, «bisogna stabilizzare tutti i precari che lavorano negli enti locali di Bologna». Significa che il Comune, per assumere tutti i propri Co.co.co., dovrebbe spendere «circa 115.000 euro». Dopo la discussa manifestazione anti-precariato di sabato scorso a Roma, che il Prc vorrebbe replicare a Bologna, sotto le Due Torri si leva la richiesta sia dalla Cgil sia dalle Rappresentanze sindacali di base (Rdb), che ieri mattina, in due momenti diversi, hanno presentato il loro piano contro il precariato nel pubblico impiego. Le Rdb hanno organizzato una serie di assemblee con i lavoratori precari di Comune, Provincia e Regione (le prime, con i comunali e i regionali, sono in programma oggi, alle 15,30, in via San Felice 11), mentre la Camera del lavoro organizza per mercoledì prossimo, 15 novembre, «un'’niziativa rivolta a tutti precari — spiega Alda Germani, segretaria generale della Fp-Cgil di Bologna — per illustrare la situazione sul precariato nella pubblica amministrazione e presentare le nostre iniziative». Si sta infatti aprendo la stagione della stesura dei bilanci di Comune e Provincia. «Chiederemo la stabilizzazione di tutti i precari — annuncia Germani —. Sarà la nostra questione fondamentale in sede di contrattazione con gli enti di tutto il territorio bolognese». Infatti, ricorda il segretario generale della Fp-Cgil, «la prossima Finanziaria apre qualche spiraglio». La politica del blocco del turn-over, invece, «aveva costretto gli enti locali a utilizzare sempre più le esternalizzazioni e i contratti di lavoro atipico». La stabilizzazione dei precari è la richiesta principale anche delle Rdb. «Gli alibi sono finiti — sostiene Massimo Betti (), responsabile cittadino — . Ora è una questione di volontà politica». Betti spiega poi che l’assunzione dei lavoratori a tempo determinato «sarebbe a costo zero», mentre i Co.co.co. hanno «un costo inferiore del 2% rispetto ai dipendenti a tempo indeterminato»: quindi la loro stabilizzazione costerebbe 115.000 euro, «una miseria». I fondi, proseguono le Rdb, si possono reperire dalla Sala Borsa. «Riprendendo sotto il suo controllo il servizio, il Comune risparmierebbe poco meno di 230.000 euro l’anno — sostiene Betti —. Abbiamo calcolato la differenza tra il costo attuale dell’appalto e il costo orario di un dipendente comunale. Per coprire il servizio servono 35 dipendenti comunali, a cui verrebbe applicato il contatto per i lavoratori degli enti locali». Da qui il risparmio per Palazzo d’Accursio.


COMUNE BOLOGNA. PRECARI,MA QUANTI SONO? CGIL: 300, RDB: 508

Bologna - Che il Comune di Bologna sia "uno dei maggiori bacini di precari in citta'" e' un'affermazione condivisa da tutti i sindacati. Ma i rappresentanti dei lavoratori non la pensano allo stesso modo su quanti siano i precari sparpagliati nei vari uffici di Palazzo D'Accursio. Resta infatti da capire il dato preciso. Alda Germani, segretario della Fp-Cgil, cita i numeri forniti dall'amministrazione, aggiornati al 31 agosto di quest'anno. E dice: "Escluse le maestre di nidi e materne e gli insegnanti delle scuole comunali in Comune lavorano circa 300 tra precari e atipici: 218 sono Cococo, 47 i dipendenti con contratti a tempo determinato e 36 con contratti di formazione lavoro". In Provincia, invece, i precari si attesterebbero intorno alle 250 unita'. C'e' pero' chi il dato lo contesta, e anche in maniera piuttosto netta. "Quei numeri sono tutti sbagliati- attacca Massimo Betti, responsabile delle Rdb- il Comune, e la Cgil con lui, si sono persi per strada una quarantina di collaboratori". Secondo i dati forniti questa mattina dalle Rappresentanze sindacali di base, infatti, a Palazzo D'Accursio trovano posto ben 252 Cococo, 40 persone in regime di formazione lavoro e 216 dipendenti a tempo determinato, considerando pero' sia il settore amministrativo che tecnico (dai calcoli della Cgil era invece escluso tutto l'ambito scolastico). A questi, le Rdb aggiungono anche i dati del settore scuole. Alla dipendenze del Comune risultano infatti anche 262 supplenti educatrici per i nidi, 324 supplenti nelle scuole dell'infanzia e 85 insegnanti precarie nelle scuole medie comunali. La differenza tra i numeri sul precariato in Comune e' comunque notevole, ma Betti e' sicuro. "I miei dati sono esatti e non sono contestabili- afferma- il metodo che ho usato per calcolarli mi da' la certezza e lo faro' valere in sede di discussione di bilancio". In Comune, dunque, stando alle Rdb, "sui quasi 5.600 dipendenti, il 21% e' precario. E' una situazione gravissima", conclude Betti, a maggior ragione perche' "l'amministrazione non e' in grado di censire i propri precari".

SANITA'. PRESIDIO RDB-CUB PER MIGLIORIE AD ACCORDO PRECARI

Roma - Domani, alle 10, davanti alla sede della giunta regionale del Lazio in via Cristoforo Colombo a Roma si terra' un presidio indetto dalle Rappresentanze di Base per chiedere chiarezza sulla recente intesa firmata dall'assessore alla Sanita' Battaglia sul precariato nella sanita' che- dice il sindacato- "rappresenta un debole approccio al problema, rischiando di trasformare molti precari di oggi in disoccupati di domani". "Dopo oltre dieci anni di lavoro incerto e ricattabile, il futuro dei precari, gia' messo a rischio dalla prospettiva dei tagli alla spesa sanitaria, potrebbe essere oggi ulteriormente minato dal protocollo di intesa tra Regione Lazio e i sindacati confederali- si legge in un comunicato delle Rdb-Cub- solo una bassa percentuale di precari del comparto attualmente in servizio potra' ottenere la riserva alle selezioni/concorsi, che peraltro le Asl potranno (e non dovranno) avviare compatibilmente con le carenze di organico e le disponibilita' economiche". "Nella realta' le dotazioni organiche delle Asl, cosi' come sono oggi, non consentirebbero la assunzione dei precari nei numeri sbandierati dall'accordo- dichiara Sabino Venezia della RdB/Cub- e quasi nessuna Azienda sanitaria e' in pareggio di bilancio, visto anche il deficit di 10 miliardi. Cosa diversa e' invece per i dirigenti (oltre 1.000 su circa 3.500 precari), entrati in servizio con contratti a tempo o co.co.co., spesso grazie a conoscenze o rapporti personali, in deroga alle dotazioni organiche che evidenziano un rapporto medico/posto letto di uno a uno". "In questo contesto il destino dei lavoratori dipendenti dalle ditte o cooperative dei servizi esternalizzati si profila ancora piu' compromesso- conclude il comunicato- La RdB/Cub e i precari della Sanita', nelle more della trasformazione in delibera del protocollo di intesa sul precariato, ritengono indispensabile che la soluzione finale preveda: il blocco immediato di tutti i processi di precarizzazione/esternalizzazione dei servizi; l'adeguamento delle dotazioni organiche in misura tale da assorbire tutti i precari presenti nelle Asl; la stabilizzazione anche dei precari in servizio prima e dopo aprile 2006, data di entrata in vigore della Finanziaria regionale; la cancellazione del precariato come forma di lavoro presso le Aziende sanitarie della Regione Lazio. A tal fine verra' presentata una formale richiesta agli assessori competenti e alla giunta".

BOLOGNA. APPUNTAMENTI DI MERCOLEDI' 8 NOVEMBRE

Bologna - Questi gli appuntamenti a Bologna e provincia:
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12.00- Bologna (Sede RdB-Cub/via Monterumici 36/10)- Conferenza stampa su precariato e bilancio comunale 2007.
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SCUOLA ROMA. VELTRONI: ACCORDO STORICO SU PRECARIATO
FARA' DA MODELLO ANCHE PER ALTRI SETTORI DELL'AMMINISTRAZIONE.

Roma - Il sindaco lo ha definito senza esitazione un "accordo storico, di grandissima importanza". Il Comune di Roma, infatti, insieme alle organizazioni sindacali, quelle dei settori Scuola e Funzione pubblica, ha siglato l'intesa per la stabilizzazione di 2.000 precari che lavorano nei servizi dell'infanzia, ovvero nidi e scuole materne. Una possibilita' aperta dalle nuove disposizioni contenute in Finanziaria, che andra' di pari passo con l'incremento del servizio attraverso una razionalizzazione di risorse e costi. Contrasto della precarizzazione, miglior impiego delle disponibilita' esistenti, ma, al contempo, un incremento del servizio: sono questi gli obiettivi che si prefigge, dunque, l'accordo. "La stabilita' sara' garantita ai lavoratori grazie ad una maggiore efficienza e ottimizzazione delle risorse pubbliche" e' stato spiegato oggi, infatti, in Campidoglio dove, a presentare il piano, sono stati lo stesso sindaco Walter Veltroni, gli assessori alla Scuola e al Personale, Maria Coscia e Lucio D'Ubaldo, e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali firmatarie (Rsu, Cgil, Cisl e Uil per il comparto della Funzione pubblica, Csa e Diccap). "Si tratta di un accordo modello- ha spiegato Veltroni- che dimostra che sensibilita' sociale e innovazione possono andare di pari passo. Un tipo di intesa che intendiamo esportare anche in altri settori dell'amministrazione e non solo: a breve presenteremo un provvedimento che premiera', nella selezione per le gare pubbliche, le aziende che daranno stabilita' ai lavoratori'". Nei prossimi due anni- conferma il sindaco- saranno stabilizzati 2.000 precari della scuola che abbiano maturato almeno tre anni di lavoro subordinato, si tratta soprattutto di donne". L'accordo prevede che le prime 1.062 assunzioni in ruolo avvengano entro il 2007, di cui 500 a partire dal primo gennaio.Le restanti 838 avverrano entro il primo settembre 2008, secondo modalita' e limiti stabiliti dalla nuova legge Finanziaria. I posti saranno assegnati a quelle 2.000 operatrici che ogni anno vengono reclutate con contratti di 12 mesi. "In particolare, stando ai dati che abbiamo oggi e alle graduatorie- spiega l'assessore Coscia- si parla di circa 1.300 docenti della scuola dell'infanzia e circa 700 educatrici dei nidi. Fuori dal compiuto rimarranno invece 1.500 precari che, pero', fanno solo supplenze brevi di pochi giorni. Comunque- aggiunge- ora cominciamo con 2.000 lavoratrici, poi ce ne saranno altre centinaia". L'accordo non prevede solo l'abbattimento del precariato "storico", ma un contenimento dei costi e una razionalizzazione organizzativa che consentiranno di incrementare il servizio con l'apertura di 80 nuovi nidi in cinque anni con l'uso esclusivo di personale comunale. I primi 13 arriveranno a gennaio, per oltre 800 bimbi e, cosi', per la prima volta a Roma, sara' superata la soglia dei 15mila iscritti nei nidi. "Viene superata, dunque- ha spiegato Veltroni- l'opzione Farmacap che gestira' solo 5 nidi". Asili che, peraltro, secondo quanto annunciato oggi dalla Cgil in conferenza, verranno presto reinternalizzati, forse gia' entro l'anno. Contro la privatizzazione di queste strutture si erano scagliati gli stessi sindacati. La riorganizzazione del servizio prevede anche la diminuzione di educatori per nido: passeranno da 15 a 13 "come avviene gia' nelle altre citta'", ha sottolineato Veltroni. Il passaggio sara' graduale: le operatrici saranno 14 nel 2007 e 13 nel 2008. Quelle in esubero andranno nei nuovi nidi aperti che, quindi "non costituiranno un onere aggiuntivo per il Comune", ha detto Veltroni. Nelle strutture, comunque, non ci saranno disagi: sara' rivista la compresenza e la turnazione degli insegnanti per coprire al meglio le classi. Coscia ha poi ricordato che ci sara' "una progressiva esternalizzazione dei servizi ausiliari, un uso piu' razionale delle supplenze brevi". I sindacati firmatari sono stati concordi nel definire l'accordo storico. Ma rimane una voce fuori dal coro: quella di Rdb. Le rappresentanze di base del pubblico impiego (che non sono pero' firmatarie dell'accordo) annunciano, infatti, uno sciopero generale, il 17 novembre, con una manifestazione che aprtira' da Porta Pia e contestera', sostanzialmente, l'intesa siglata accusata di ridurre, con la razionalizzazione, gli organici dei nidi. Mentre il 21 ci sara' un'assemblea dei precari del Comune.

4 novembre 2006 - Il Gazzettino

SCUOLE MATERNE
I diritti rivendicati dalle maestre precarie

Padova - (m.a.) Una cinquantina di maestre precarie delle scuole materne e degli asili nido guidate dal sindacalista di Adl Stefano Pieretti, ieri mattina, si sono recate in Comune per chiedere maggiori diritti e garanzie sul lavoro. A riceverle l'assessore alla Polizia municipale Marco Carrai con delega alle risorse umane. «L'occasione è stata propizia - ha commentato Pieretti - per stilare una mozione divisa in cinque punti. Queste maestre vogliono l'immediata assunzione dei precari per tre anni come previsto dalla normativa europea. Vogliono la garanzia delle supplenze, anche giornaliere, in tutti gli istituti. Auspicano gli stessi diritti, sia per il personale precario che per il personale assunto a tempo indeterminato. Quindi vogliono la possibilità di effettuare le assunzioni dalla graduatoria delle insegnanti della scuola materna che scade a luglio del 2007. Infine desiderano una maggiore chiarezza organizzativa, per cui corsi di aggiornamento, riconoscere un ruolo alle coordinatrici e avere una modalità per la mobilità tra settori». Sottolinea Pieretti che su 300 maestre tra scuole materne e asili nido, 176 sono precarie. Ossia, più della metà. «Abbiamo casi di insegnanti che lavorano in uno stato di precariato da 25 anni. È ora che l'amministrazione comunale dia delle risposte veloci e convincenti, non è possibile andare avanti in questo modo. Non dimentichiamoci che i precari sono presenti in quasi tutti settori del mondo del lavoro». La risposta di palazzo Moroni è stata affidata all'assessore Carrai: «Appena verrà approvata questa finanziaria il Comune capirà, a seconda delle risorse a sua disposizione, in che termini potrà agire per garantire maggiori diritti lavorativi a queste insegnanti. Reputo, comunque, questo incontro con un portavoce di Adl già un ottimo passo avanti».


4 novembre 2006 - Il Resto del Carlino

Sala Borsa. Nuovo summit dei precari

Bologna - Mentre in Consiglio comunale va in scena il confronto politico su Sala Borsa (con il sindaco che conferma l’attesa della chiusura della vertenza), il sindacato di base Rdb convoca per giovedì 9 novembre un’assemblea dei lavoratori precari e annuncia che «il tema della stabilizzazione sarà al centro della piattaforma per l’imminente avvio del confronto sul bilancio comunale 2007». Il nodo di Sala Borsa, con i lavoratori degli spazi commerciali a rischio per lo sfratto della società di gestione, si ripresenterà dunque nel dibattito sul bilancio di Palazzo d'Accursio. Ma le Rdb se la prendono anche coi politici accusati di «mischiare le carte sulla pelle dei precari». «La discussione sul ‘progetto Sala Borsa’ non c’entra nulla con la lotta per la stabilizzazione del precariato comunale e dei lavoratori in appalto».

3 novembre 2006 - Dire

SALA BORSA BOLOGNA. PRECARI IN ASSEMBLEA IL 9 NOVEMBRE
LI CONVOCA LE RDB: LA STABILIZZAZIONE DEI LAVORATORI SARA' NELLA PIATTAFORMA SUL BILANCIO 2007

Bologna - Mentre in Consiglio comunale va in scena il confronto politico su Sala Borsa (oggi in Consiglio ha riferito il sindaco di Bologna Sergio Cofferati), il sindacato di base Rdb convoca per giovedi' 9 novembre un'assemblea dei lavoratori precari e annuncia che "il tema della stabilizzazione sara' al centro della propria piattaforma per l'imminente avvio del confronto sul bilancio comunale 2007". Il nodo di Sala Borsa, con i lavoratori degli spazi commerciali a rischio per lo sfratto della societa' di gestione, si ripresentera' dunque nel dibattito sul bilancio di Palazzo D'Accursio. Ma le Rappresentanze sindacali di base se la prendono anche coi politici locali accusati di "mischiare le carte sulla pelle dei precari". "La discussione sul 'progetto Sala Borsa' non c'entra nulla con la lotta per la stabilizzazione del precariato comunale e dei lavoratori in appalto- spiega infatti Massimo Betti delle Rdb- ancora una volta il teatrino della politica, fatto di dichiarazioni e contro dichiarazioni, come un candelotto fumogeno gettato fra i piedi di chi lotta per la stabilizzazione, ha l'effetto di nascondere la reale natura del problema". La lotta al precariato di questa situazione, infatti, "passa attraverso proposte concrete gia' presentate da lungo tempo, sostenute con scioperi e manifestazioni e a tutti i politici ben note: assunzione e reinternalizzazione dei servizi in appalto".

2 novembre 2006 - Comunicato RdB CUB P.I.

PRECARIATO: LE RdB-CUB P.I. OCCUPANO LA VICE PRESIDENZA DI GIUNTA DELLA REGIONE LAZIO
La protesta contro le insufficienti misure di stabilizzazione previste dalla Giunta e a sostegno della legge regionale per la cancellazione del precariato nel Lazio

Le RdB-CUB hanno da poco occupato gli uffici della Vice Presidenza di Giunta della Regione Lazio, in via del Giorgione 129, zona Tor Marancia.
La protesta intende denunciare le insufficienti proposte di stabilizzazione dei precari pubblici del Lazio in corso di discussione nella riunione di Giunta. In particolare per la Sanità è prevista la sola regolarizzazione dei precari in servizio fino al mese di aprile, che verrebbe inoltre valutata compatibilmente alle risorse disponibili e alle piante organiche di ogni ASL.
Al tempo stesso il governo regionale ha aperto un tavolo di trattativa esteso ai soli sindacati confederali, finalizzato a valutare caso per caso la reinternalizzazione dei servizi appaltati alle cooperative.
Le RdB-CUB chiedono invece che venga messa in atto la proposta di Legge regionale da loro elaborata, che prevede la stabilizzazione programmata di tutti i precari pubblici e la reinternalizzazione di tutti i servizi appaltati e dei lavoratori in essi operanti. Si chiede inoltre il blocco di tutti i processi di esternalizzazione e precarizzazione previsti nelle Aziende Sanitarie del Lazio.


2 novembre 2006 - Dire

Roma - Le rappresentanze sindacali di base Rdb-Cub, in una nota, fanno sapere "di aver occupato stamani gli uffici della vice presidenza della Regione Lazio, in via del Giorgione 129, zona Tor Marancia. La protesta- spiegano- intende denunciare le insufficienti proposte di stabilizzazione dei precari pubblici del Lazio".
Le Rdb-Cub chiedono "che venga messa in atto la proposta di legge regionale da loro elaborata, che prevede la stabilizzazione programmata di tutti i precari pubblici e la reinternalizzazione di tutti i servizi appaltati e dei lavoratori in essi operanti".

2 novembre 2006 - Ansa

STATALI: PRECARI; SINDACATI BASE, MANCA VOLONTA' SOLUZIONE
OGGI TAVOLO AL MINISTERO DELLA FUNZIONE PUBBLICA

ROMA - Manca la volonta' di trovare una soluzione definitiva al problema dei precari nella pubblica amministrazione. Lo affermano le RdB-Cub, al termine della prima riunione del tavolo sul precariato, oggi al ministero della Funzione Pubblica. ''I rappresentanti della Funzione Pubblica - affermano le RdB-Cub in una nota - hanno reso noto che i numeri relativi alla stabilizzazione dei precari per l' anno 2007 sono circa mille in piu' rispetto ai 7.000 previsti dalla Finanziaria di Berlusconi. Unica novita' in materia e' rappresentata da un emendamento proposto dal Governo, che vorrebbe trasformare alcune tipologie di precariato (co.co.co.) in altre tipologie (a tempo determinato). Come a dire: trasformati da precari in precari.Nel corso dell' incontro e' emerso con chiarezza che non esiste da parte del Governo, ma anche da buona parte del tavolo sindacale, la volonta' di affrontare il tema precariato nel suo complesso, in maniera strutturale e definitiva, come un'emergenza da risolvere per il necessario rilancio della Pubblica Amministrazione - sostengono ancora i sindacati di base -. Per questi motivi le RdB Cub Pubblico Impiego ritengono che l'adesione allo sciopero generale del 17 novembre, indetto dal sindacalismo di base, sia la risposta adeguata ad una Finanziaria che ancora una volta ricade sulle spalle dei lavoratori e che porta a termine lo smantellamento della amministrazione pubblica''.


30 ottobre 2006 - Comunicato ASIA RdB CUB

VITA DA PRECARI:
SFRATTATA SI INCATENA ALL’INGRESSO DEL CAMPIDOGLIO
L’ASIA e l’RdB-CUB denunciano e sostengono la gravissima condizione di una famiglia romana

Si è incatenata insieme alla zia disabile all’ingresso del Campidoglio e chiede l’intervento urgente del Sindaco Veltroni: Francesca Sagoleo, 31 anni, madre di un bambino di tre e sposata ad un precario part-time della Trambus, non ce la fa più a vivere con 800 Euro al mese. Adesso è stata anche sfrattata dalla casa dove vive, che dovrà lasciare entro 20 giorni.
L’ASIA RdB-CUB, denuncia la doppia grave ingiustizia a cui questa famiglia romana viene sottoposta: precarietà del lavoro e precarietà abitativa. Manifestando il suo sostegno alla protesta in corso, L’ASIA RdB-CUB chiede con forza che il Comune di Roma attui delle politiche abitative che consentano alle fasce più disagiate della cittadinanza di veder riconosciuto il diritto costituzionale alla casa.
Le RdB-CUB denunciano inoltre il ricorso costante al lavoro precario in tutti i settori produttivi della capitale - la cui tanto decantata crescita economica è andata pesantemente a poggiarsi proprio sulle spalle del precariato - e ribadiscono la necessità e l’urgenza del programma di stabilizzazione e reinternalizzazione di lavoratori e servizi che è alla base del Disegno di Legge "Assunti davvero", depositato sia alla Camera che al Senato.


30 ottobre 2006 - Comunicato RdB CUB P.I. - Comune di Firenze

Questa Finanziaria non da alcuna risposta ai lavoratori precari della Pubblica Amministrazione

La Finanziaria in corso di approvazione presso il Parlamento, non solo non prevede alcuna ridistribuzione a coloro che in questi anni hanno sempre pagato, ma non da nessuna risposta neppure alle centinaia di migliaia di precari della Pubblica Amministrazione.
Nonostante le promesse profuse in campagna elettorale dall’attuale coalizione governativa ( vi ricordate lo slogan: oggi precarietà, domani lavoro), questo domani non arriva mai; infatti non una parola viene spesa dal Governo in favore del superamento del pacchetto Treu e della Legge 30.
Dopo la manifestazione del 6 ottobre che ha visto sfilare a Roma oltre 35.000 lavoratori precari, la RdB-CUB rilancia l’iniziativa e si presenterà all’incontro con il Ministro della Funzione Pubblica con le seguenti proposte:

· Stanziamenti adeguati per la stabilizzazione immediata di tutto il personale precario della Pubblica Amministrazione, attingendo alle risorse destinate alle spese militari;
· Inserimento all’interno della Finanziaria del divieto a tutte le Amministrazioni Pubbliche di ricorrere ai contratti di tipo precario derivanti dal pacchetto Treu e dalla Legge 30;
· Stop totale a tutte le esternalizzazioni dei servizi pubblici e reinternalizzazione dei servizi appaltati, con relativa assunzione di tutto il personale che vi opera;
· Diritto per tutti i lavoratori precari e dei servizi esternalizzati a partecipare e a candidarsi alle prossime elezioni per le R.S.U.

Queste proposte fra l’altro rientrano coerentemente con la proposta di legge ASSUNTI DAVVERO proposto dalla RdB –CUB e già depositato a Camera e Senato con sottoscrizione di alcuni parlamentari.
A sostegno di queste istanze le RdB-CUB PI proseguiranno nel percorso di organizzazione e di lotta nel settore del precariato PI, convinte che solo attraverso un’azione sindacale indipendente dal quadro politico e governativo sia possibile individuare strade concrete per affrontare le condizioni di lavoro e di vita, non solo dei precari, ma di tutti i lavoratori.

VENERDI 17 NOVEMBRE 2006
SCIOPERO GENERALE
PER L’INTERA GIORNATA
Con manifestazione Regionale a Firenze

· Per dire no ad ogni forma di precarietà della vita e del lavoro !
· Contro questa legge Finanziaria che ancora una volta colpisce lavoratori stabili e precari !

25 ottobre 2006 - Adnkronos

 

Roma - Dopo lo sciopero dei precari della Pubblico Impiego del 6 ottobre e lo sciopero di tutto il settore del 20 ottobre scorso, il percorso di mobilitazione tracciato dalle RdB PI ottiene un primo significativo riscontro: il prossimo 2 novembre alle 10 verra' aperto col ministro Nicolais un tavolo di trattativa sul precariato nel Pubblico Impiego, finalizzato a ridiscutere in tempi utili importanti aspetti legati alla Legge Finanziaria.
Le RdB Cub PI avanzeranno diverse proposte inerenti alla stabilizzazione di tutto il precariato della pubblica amministrazione, innanzi tutto stanziamenti adeguati alla stabilizzazione di tutto il precariato attingendo alle risorse destinate alle spese militari. Il sindacto propone anche l'inserimento in Finanziaria del divieto per le amministrazioni pubbliche di ricorrere ai contratti precari previsti dalle Leggi Treu e 30 e la reinternalizzazione dei servizi esternalizzati, con relativa assunzione a tempo indeterminato di tutto il personale che vi opera. Infine il diritto per tutti i lavoratori precari e dei servizi esternalizzati a partecipare e a candidarsi alle prossime elezioni delle Rsu.


25 ottobre 2006 - Prima

ROMA - Dopo lo sciopero dei precari della Pubblico Impiego del 6 ottobre e lo sciopero di tutto il settore del 20 ottobre scorso, il percorso di mobilitazione tracciato dalle RdB PI ottiene un primo significativo riscontro: il prossimo 2 novembre alle ore 10 verrà aperto col Ministro Nicolais un tavolo di trattativa sul precariato nel Pubblico Impiego, finalizzato a ridiscutere in tempi utili importanti aspetti legati alla Legge Finanziaria. Le RdB CUB PI avanzeranno diverse proposte inerenti alla stabilizzazione di tutto il precariato PA: - stanziamenti adeguati alla stabilizzazione di tutto il precariato PA, attingendo alle risorse destinate alle spese militari;
- Inserimento in Finanziaria del divieto per le amministrazioni pubbliche di ricorrere ai contratti precari previsti dalle Leggi Treu e 30;
- Reinternalizzazione dei servizi esternalizzati, con relativa assunzione a tempo indeterminato di tutto il personale che vi opera;
- Diritto per tutti i lavoratori precari e dei servizi esternalizzati a partecipare e a candidarsi alle prossime elezioni delle RSU.
Queste proposte si configurano coerentemente con il Disegno di Legge ispirato dalle RdB e già depositato alla Camera e al Senato a firma di diversi parlamentari e senatori. A sostegno di queste istanze le RdB-CUB PI proseguiranno nel percorso di organizzazione e di lotta nel settore del precariato PI, convinte che solo attraverso un’azione sindacale indipendente dal quadro politico e governativo sia possibile individuare strade concrete per affrontare le condizioni di lavoro e di vita, non solo dei precari, ma di tutti i lavoratori.


4 NOVEMBRE: MARCIA SUL POSTO

24 ottobre 2006 - Comunicato CUB

Il 6 ottobre una grande manifestazione di precari in sciopero ha attraversato la città di Roma per chiedere la fine dello scandalo di uno Stato che da una parte si dichiara intenzionato a reprimere il lavoro nero e dall’altro tiene centinaia di migliaia di lavoratori in questa condizione. Una manifestazione con parole d’ordine nette e chiare, che assumeva il Governo Prodi a controparte e respingeva la manovra economica come una finanziaria in continuità ideologica con quelle di Berlusconi sul tema del precariato.
Quella manifestazione, come le MayDay, come le grandi manifestazioni nazionali per il reddito sociale, che assumevano identici toni radicali nella critica all’operato del governo sul tema precarietà, ha segnato e segna una forte discontinuità con quanti pensano, dopo sei mesi dall’insediamento del governo Prodi, che sia ancora necessario scendere in piazza – il 4 novembre, con una manifestazione e non con uno sciopero – per chiedere l’abrogazione delle leggi vergogna del precedente governo, facendo finta di non capire/sapere che il governo di centro sinistra non ha alcuna intenzione di cassarle, per il semplice fatto che ne condivide appieno lo spirito, anche se non la lettera. La finanziaria messa in campo dal Governo, peraltro sempre più orientata dai continui interventi di Confindustria, non trova accenni nella convocazione della manifestazione; eppure questa pone nodi che non possono essere elusi da nessuno quali l’attacco definitivo al welfare, alla previdenza universalistica, ai risparmi dei lavoratori, al diritto al lavoro e al reddito.
La proposta Amato sui CPT, l’accordo sui call center, la scomparsa del problema precariato dalla manovra finanziaria, l’attacco, sempre in finanziaria, alla scuola pubblica e il sostegno alle private - per citare solo alcuni fatti concreti - confermano senza ombra di dubbio quali siano le intenzioni del governo sui quattro punti all’ordine del giorno di quell’appuntamento che non esitiamo a definire quantomeno inadeguato ai problemi che la nuova fase ci pone.
E’ poi abbastanza evidente che la stragrande maggioranza delle forze che promuovono quell’appuntamento abbiano interesse più a fungere da sostegno al governo che a combatterlo. La presenza di pezzi importanti di categorie della CGIL – quella per intenderci della concertazione e del nuovo patto sociale con il governo Prodi - fa pensare che tale promozione sia dettata, più che dalla convinzione che ciò sia utile a cambiare la politica del governo, dalla necessità di occupare spazi politici per evitare che altri lo facciano con parole d’ordine ed iniziative radicali contro le politiche governative.
Dove saranno, i promotori, il 5 novembre? Cosa metteranno in campo per contrastare le politiche neo liberiste del governo? L’evidenza dice che ciascuno tornerà alle proprie occupazioni, chi alla concertazione, chi a governare, chi a fare opposizione interna senza alcuna intenzione reale di incidere sui processi materiali in atto e, soprattutto, di organizzare davvero, su obbiettivi concreti, i precari.
Esiste invece la necessità di ribadire una forte indipendenza del movimento, organizzata, contro la precarietà dal quadro politico, unico strumento capace di indicare ai precari, ma anche a tutto il mondo del lavoro, strade concrete per affrontare la propria condizione di lavoro e di vita.
La capacità di tenuta di un progetto conflittuale, antagonista e indipendente si misura sulla capacità di avere chiari gli obbiettivi di lotta e di manifestarli con forza senza timore di disturbare il manovratore. Noi il 17 novembre saremo di nuovo in campo con uno sciopero generale e generalizzato e manifesteremo, con molti altri sindacati di base e movimenti sociali, nelle maggiori città italiane per affermare un’idea diversa di società e di diritti del lavoro. Siamo convinti che la strada giusta sia questa e non altre.


13 ottobre 2006 - La Repubblica

CALL CENTER La denuncia di un sindacalista
"Le ispezioni hanno ignorato i lavoratori"

Bari - «Gli ispettori del ministero del Lavoro hanno parlato solo con i titolari dell´azienda, ignorando i lavoratori. Questo ci preoccupa». A dichiararlo è Sabino De Razza, del sindacato Rdb Cub, intervenuto sul problema del precariato nei call center. Il sindacalista, come i suoi colleghi, è soddisfatto dell´attenzione che il ministero ha per questa situazione, ma non riesce a capire perché non siano stati ascoltati i dipendenti delle aziende, i veri protagonisti della vicenda. Il problema riguarda in particolare la società Omnia, che serve Inps e Inail in ambito nazionale e ha sede a Bitritto. E nemmeno lì la vita è facile per chi, da tempo, aspetta un contratto a tempo indeterminato. «In una circolare del ministro si accennava a una trasformazione in contratto subordinato - spiega Francesco, lavoratore a progetto - Aveva detto che saremmo stati regolarizzati, ma lo ha fatto soltanto per l´azienda che lavora per il Welfare». Poi racconta quello che è avvenuto a Bitritto: «Gli ispettori sono rimasti chiusi in stanza per due giorni con i responsabili dell´azienda: ma noi che dovremmo essere tutelati non siamo stati sentiti. Quando abbiamo chiesto di parlare con loro, ci hanno risposto che al momento non avevano bisogno delle nostre considerazioni». Francesco è uno dei circa 200 che temono per il futuro: «Ci fanno penare le pene dell´inferno, senza contare che fra dieci mesi scade l´appalto. E allora noi che fine facciamo?».

12 ottobre 2006 - Corriere del Mezzogiorno

Ma gli ausiliari protestano: « Assumeteci »

Chiedono l'immediata stabilizzazione di tutti i precari della Asl Bari4 e del Policlinico ( circa 500 ausiliari) che a dicembre vedranno i propri contratti scadere. Ieri mattina, un centinaio di ausiliari del centro d'eccellenza hanno incrociato le braccia e inscenato una manifestazione di protesta all'esterno degli uffici della direzione del più grande ospedale pugliese. Fino a quando una delegazione composta da Sabino De Razza, segretario Rdb ( rappresentanza di base), e due componenti del movimento ausiliari socio sanitari precari non ha ottenuto un incontro con il neo direttore generale, Antonio Castorani. « Un confronto utile commenta De Razza che è servito a chiarire le nostre pretese: accelerazione nell'espletamento dei concorsi e stabilizzazione dei dipendenti che sono al servizio del sistema sanitario pugliese da diversi anni » . In Puglia, ci sono otto concorsi pubblici in attesa dell'inizio delle prove d'idoneità ( Policlinico di Bari, Asl Bari4, Riuniti di Foggia, Asl Lecce1 e Lecce2, Asl Foggia3, Asl Bari3 e Bari5).
Le aziende sanitarie della Foggia2, Taranto1 e Brindisi1, invece, non hanno bandito alcun concorso.
« Castorani spiega De Razza ha manifestato la volontà di venirci incontro. Prima, però, vuole attendere di confrontarsi con i suoi collaboratori e la Regione.
Le sorti dei precari della sanità pugliese dipendono proprio da Vendola e Tedesco » . Nel frattempo, il movimento promette battaglia e sta organizzando una serie di manifestazioni.
« Al primo consiglio regionale utile dice il segretario Rdb ci presenteremo in massa per far sentire la nostra voce ».(v.dam.)


11 ottobre 2006 - La Repubblica

LE RSU Cecchi: "Assieme all´Iti uno dei settori più a rischio"
Agitazione nelle mense c´è aria di sciopero

Firenze - Poca chiarezza sull´operazione, molti dubbi sui diritti dei lavoratori, una diminuzione della qualità del servizio ed una critica di fondo: «Non si risolvono i problemi di Palazzo Vecchio con operazioni di finanza creativa». Così Stefano Cecchi, coordinatore delle Rsu del Comune, bolla l´operazione annunciata agli inizi di settembre dall´assessore Riccardo Nencini. Da allora, tutti i settori coinvolti sono in stato di agitazione, hanno tenuto assemblee, l´ultima delle quali, racconta Cecchi «stava già per trasformarsi in uno sciopero: i lavoratori erano arrabbiatissimi». In questo caso si trattava dei 40 lavoratori (cuochi e autisti) della refezione scolastica. «Questo settore, assieme all´ufficio casa, ai cimiteri, ai musei e biblioteche, al recupero contravvenzioni, sono al centro della annunciata esternalizzazione. Ma anche il passaggio dell´Iti allo Stato farà nascere grandi problemi al personale».
Nel caso delle mense, oltre al problema che «gli interessi delle multinazionali del catering e delle esternalizzazioni sono sotto gli occhi di tutti, vedi quanto successo a Campi», Cecchi ricorda che «quando vincono le gare, queste aziende assumono i lavoratori solo a tempo determinato, a 9 mesi». In tutto, sono tra i 250 e 300 i dipendenti coinvolti nel progetto di Nencini: «In molti casi, gli assunti a tempo determinato si vedranno stravolgere il contratto. E i tanti precari assunti in questi settori rischiano di finire a casa» sostiene Cecchi. Ultimo caso citato da Cecchi, l´Iti Leonardo da Vinci: «Se passa sotto lo Stato, tutto il personale docente finirà negli ultimi posti delle graduatorie: se in esubero, possono essere trasferiti ovunque - dice Cecchi – tutti problemi da affrontare con l´assessore: ma ancora non abbiamo avuto risposte chiare. E il personale rimane in agitazione».


10 ottobre 2006 - Comunicato RdB CUB Pubblico Impiego

Di fronte ad una indecente realtà che nella Regione Lazio coinvolge oltre 7000 lavoratori precari presenti nella generalità delle ASL e delle Aziende Ospedaliere, le dichiarazioni dell’Assessore alla Sanità e dell’Assessore al Lavoro della Regione Lazio dimostrano l’incapacità politica della Giunta Marrazzo ad affrontare e risolvere il problema precariato.
L’Assessore Battaglia elabora una bozza di protocollo d’intesa con CGIL, CISL e UIL, che attraverso concorsi pubblici stabilizzerebbe solo parte dei lavoratori a tempo determinato, interinali e co.co.co direttamente assunti dalle aziende pubbliche, estromettendo totalmente i dipendenti delle cooperative e delle ditte appaltatrici dei servizi esternalizzati che rappresentano la gran parte dei precari in sanità.
L’Assessore Tibaldi replica con una proposta di delibera che vorrebbe prendere in considerazione la stabilizzazione dei precari in un’unica Azienda Ospedaliera, proposta che sembra offrire al Presidente Marrazzo l’occasione di una ennesima e limitata operazione di facciata per dimostrare di aver fatto "qualcosa di sinistra". Con tale provvedimento, che non trova soluzione per il complesso del precariato della Sanità, si assume una posizione che, in analogia con il Governo Prodi, non punta a cancellare ma solo a correggere le Leggi 30 e Treu.
In questo balletto politico e di difesa delle poltrone si continua a raggirare i lavoratori precari assumendo impegni e prendendo accordi che poi puntualmente non vengono rispettati. Alimentando le aspettative di quanti vivono oggi l’intera vita in modo precario, si produce così uno squallido clima di guerra tra poveri, tra i lavoratori del S. Andrea e quelli dei vari "santi" delle altre Aziende Ospedaliere e delle ASL.
"Ma oggi i precari sono esasperati: la imponente manifestazione del 6 ottobre scorso dimostra che non stanno più zitti" - dichiara Sabino Venezia della RdB-CUB Sanità – "Le istituzioni regionali inizino a pensare che i veri precari da oggi saranno loro, e che se non si arriverà alla costruzione di una legge per la stabilizzazione di tutti i precari, la lotta sarà ormai sempre più dura, fino alla totale eliminazione del precariato nella sanità pubblica. Questo è il nostro obiettivo" conclude Venezia.

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Questa mattina una manifestazione di oltre trecento lavoratori precari dell’Istituto Superiore di Sanità ha accolto il Ministro della Salute Livia Turco che si apprestava a partecipare ad un convegno scientifico.
I lavoratori, che vantano una media di anzianità di precariato superiore ai dieci anni, hanno protestato contro l’assenza in Finanziaria di provvedimenti per la stabilizzazione del personale precario degli Enti di Ricerca. La Finanziaria si limita a rinnovare i fondi sui quali vengono pagati buona parte dei precari ISS, ma lascia praticamente irrisolto il nodo della stabilizzazione per i precari dell’Istituto e di tutti gli Enti di Ricerca.
Lo sblocco del turn over da solo non è in grado di rappresentare una risposta concreta per le migliaia di lavoratori precari che da anni sono indispensabili per lo svolgimento dell’attività di ricerca e per il funzionamento stesso degli Enti Pubblici di Ricerca.
Il Ministro ha incontrato una delegazione di lavoratori e si è impegnata, come Ministero vigilante, a sostenere un provvedimento per un piano straordinario per la stabilizzazione dei lavoratori precari dell’ISS e degli Enti di Ricerca.
Le RdB, pur ritenendo tale provvedimento parziale ed insufficiente, lo considerano come primo passo di un percorso verso la stabilizzazione dei precari degli Enti di Ricerca, e sottolineano come questo risultato dimostri che la mobilitazione dei lavoratori di tutto il Pubblico Impiego è indispensabile per pretendere da questo Governo il mantenimento degli impegni presi in campagna elettorale.


ROMA, 6 OTTOBRE 2006: VOCE AL PRECARIATO!
Gli invisibili, gli atipici, i flessibili, da venerdì 6 ottobre hanno un volto, un nome, una storia da raccontare.10 ottobre 2006 - Comunicati RdB CUB P.I. - Inps

Sono venuti in 35.000 a Roma per partecipare al primo sciopero nazionale dei precari della Pubblica Amministrazione.
A Piazza della Repubblica, in attesa dell’avvio del corteo, si confrontano, si mescolano esperienze diverse: Sanità, Scuola, Vigili del Fuoco, Ministeri, Parastato, Enti Locali, in tutti i settori del Pubblico Impiego operano direttamente, o attraverso i servizi esternalizzati, centinaia di migliaia di precari.
La manifestazione inizia e noi, assunti a tempo indeterminato, siamo qui per esprimere militante e concreta solidarietà a questi lavoratori e qui ritroviamo le ragioni vere del nostro impegno sindacale. Guardandosi intorno si capisce che il precariato non ha età, giovani e meno giovani, tutti uniti dalla comune lotta allo sfruttamento e dalla richiesta di un lavoro stabiledirittoIl corteo sfila per Via Cavour e noi ci troviamo all’interno dello spezzone del Parastato, insieme agli EX-LSU, ai CFL, agli INTERINALI dell’INPDAP, ai CO.CO.PRO. del CALL-CENTER INPS-INAIL di BARI ed agli INFORMATICI delle ditte esterne che operano presso la DCSIT INPS.
C’è uno striscione degli ispettori di vigilanza INPS-INAIL-MINISTERO del LAVORO, venuti a solidarizzare con i lavoratori precari in lotta ed a denunciare l’inadeguatezza delle attuali normative di legge in materia di contrasto al lavoro nero e sommerso. Dopo il caso ATESIA, gli ispettori di vigilanza hanno ricevuto disposizioni per soprassedere momentaneamente alle ispezioni nei call-center, probabilmente per mettere la sordina ad un problema di sfruttamento e precariato che potrebbe esplodere con gravi conseguenze economiche per chi vuole continuare a lucrare, imponendo contratti a progetto a lavoratori che in realtà hanno un rapporto subordinato.
Noi vogliamo riprenderci i servizi esternalizzati e, con loro, anche i lavoratori attualmente precari, con un provvedimento generale di sanatoria che permetta il passaggio alle dipendenze della Pubblica Amministrazione dei precari interni ed esterni.
Dal centro del corteo non si riesce a vedere né la testa né la coda: è un’immagine che impressiona anche chi è abituato alle manifestazioni. Questo sciopero nazionale e questa grande partecipazione di massa, sono le risposte immediate ad un governo che in Finanziaria non ha inserito alcun provvedimento che metta seriamente mano alla questione del precariato nella Pubblica Amministrazione.


10 ottobre 2006 - Dire

SANITA' ROMA. RDB: SU PRECARI INCAPACITA' GIUNTA MARRAZZO

Roma - "Di fronte ad una indecente realta' che nella Regione Lazio coinvolge oltre 7.000 lavoratori precari presenti nella generalita' delle Asl e delle Aziende ospedaliere, le dichiarazioni dell'assessore alla Sanita' e dell'assessore al Lavoro della Regione Lazio dimostrano l'incapacita' politica della giunta Marrazzo ad affrontare e risolvere il problema precariato". Questo il commento delle Rappresentanze di Base. "L'assessore Battaglia elabora una bozza di protocollo d'intesa con Cgil, Cisl e Uil, che attraverso concorsi pubblici stabilizzerebbe solo parte dei lavoratori a tempo determinato, interinali e co.co.co direttamente assunti dalle aziende pubbliche- ricordano le RdB- estromettendo totalmente i dipendenti delle cooperative e delle ditte appaltatrici dei servizi esternalizzati che rappresentano la gran parte dei precari in sanita'". "L'assessore Tibaldi replica con una proposta di delibera che vorrebbe prendere in considerazione la stabilizzazione dei precari in un'unica Azienda ospedaliera, proposta che sembra offrire al presidente Marrazzo l'occasione di una ennesima e limitata operazione di facciata per dimostrare di aver fatto 'qualcosa di sinistra'- aggiungono le Rappresentanze di Base- Con tale provvedimento, che non trova soluzione per il complesso del precariato della Sanita', si assume una posizione che, in analogia con il governo Prodi, non punta a cancellare ma solo a correggere le Leggi 30 e Treu". "In questo balletto politico e di difesa delle poltrone- concludono le RdB- si continua a raggirare i lavoratori precari assumendo impegni e prendendo accordi che poi puntualmente non vengono rispettati. Alimentando le aspettative di quanti vivono oggi l'intera vita in modo precario, si produce cosi' uno squallido clima di guerra tra poveri, tra i lavoratori del Sant'Andrea e quelli dei vari 'santi' delle altre Aziende ospedaliere e delle Asl". "Ma oggi i precari sono esasperati: la imponente manifestazione del 6 ottobre scorso dimostra che non stanno piu' zitti- dichiara Sabino Venezia della RdB-Cub Sanita'- Le istituzioni regionali inizino a pensare che i veri precari da oggi saranno loro, e che se non si arrivera' alla costruzione di una legge per la stabilizzazione di tutti i precari, la lotta sara' ormai sempre piu' dura, fino alla totale eliminazione del precariato nella sanita' pubblica. Questo e' il nostro obiettivo".


10 ottobre 2006 - Adnkronos

Roma - Hanno aspettato sotto il sole, volantini e manifesti alla mano, sulle gradinate dell'Istituto superiore di sanita', l'arrivo del ministro della Salute Livia Turco attesa per un convegno. Una cinquantina di lavoratori precari, con le bandiere delle rappresentanze di base (Rdb), hanno protestato ancora una volta per chiedere ''di stabilizzare il lavoro precario'' che all'Iss rappresenta oltre il 50%. Dei 1.500 lavoratori, infatti, ben 800 sono precari, 400 circa a tempo determinato, altrettanti con la formula del contratto a progetto. Nel volantino distribuito davanti all'ingresso le rivendicazioni: ''Pretendiamo - dicono le Rdb - che il ministero della salute inizi a occuparsi davvero del lavoro precario dell'Iss. E pretendiamo - aggiungono - che il ministero costringa il Governo a varare un piano straordinario di assunzioni per l'Istituto''. Lo striscione innalzato, invece, ironizzava sul nome stesso dell'Iss, definito ''Istituto superiore di precarieta'''. Mentre sui manifesti alcuni ironici altri pieni di delusione, le esperienze personali. ''Se cerchi su Google la voce precari trovi me, 18 anni'', recita uno. Un altro, ''19 anni di precariato, sono stanca''. Infine, uno striscione diretto proprio al ministro, ''Mamma li Turco. Ti aspetto solo da 20 anni''.


10 ottobre 2006 - Il Grecale

Pubblico Impiego, a Roma in 35mila contro il precariato
Tra i manifestanti anche una numerosa rappresentanza dei lavoratori della Sanità della regione Puglia. Il responsabile del coordinamento della provincia di Foggia Antonio Di Gemma è stato ricevuto dal sottosegretario Gian Paolo Patta

Foggia - Erano circa 35mila i manifestanti che lo scorso 6 ottobre sono scesi in piazza a Roma provenienti da tutta Italia per il primo sciopero nazionale di tutto il precariato del Pubblico Impiego organizzato dalla RdB/CUB Pubblico Impiego. Insieme ad una delegazione di responsabili sindacali della RdB, il responsabile del coordinamento della provincia di Foggia Antonio Di Gemma, è stato ricevuto al Ministero della Salute, dal sottosegretario Gian Paolo Patta e dal dottor Viggiani. Nell’incontro si è evidenziato che la questione "precariato" deve essere affrontata con la costituzione di un tavolo tecnico presso il Ministero della Funzione pubblica, a cui deve partecipare anche il Ministero della Salute, quale responsabile di circa l’80% del precariato. Il Sottosegretario ha evidenziato l’intento politico del Governo di affrontare il problema, mettendo in campo alcune soluzioni come l’eliminazione del blocco delle assunzioni, l’aumento del costo dei contributi per Co.Co.Co e apprendisti, che incoraggerà l’instaurazione di rapporti di lavoro subordinato e stabile, ed infine, l’articolo 60 della finanziaria, riguardo le disposizioni in materia di personale del SSN , con la possibilità di rivedere le consistenze e le nuove piante organiche. A seguito delle numerose deleghe date alle Regioni in materia sanitaria , nel colloquio, è stata evidenziata la necessità di una Conferenza Stato - Regioni per la risoluzioni di problematiche complesse. Per quanto riguarda, invece, la situazione della regione Puglia –ha evidenziato Antonio Di Gemma- -ha proseguito Di Gemma- . La dimensione del problema su Foggia e su Bari è di circa 300 lavoratori per entrambe le province. – ha ricordato Antonio Di Gemma- Il prossimo sciopero generale è previsto per il 17 novembre.


9 ottobre 2006 - Comunicato RdB CUB P.I. - Comune di Firenze

Comune di Firenze
Assemblea dei lavoratori delle Cucine e della refezione scolastica del 9 Ottobre 2006

L’Assemblea dei lavoratori delle cucine e della distribuzione refezione scolastica, ribadisce con forza la centralità del lavoro pubblico che per altro è svolto con professionalità, efficienza ed efficacia;
Respinge ogni tentativo di esternalizzazione del servizio operato dall’Amministrazione Comunale;
Rifiuta il concetto che ancora una volta debbano essere i lavoratori a pagare sulla loro pelle le scelte errate fatte dall’Amministrazione Comunale, la quale dovrebbe invece contenere le inutili spese per consulenze ed incarichi;
Proclama lo stato di agitazione del personale e da mandato alla R.S.U. di intraprendere ed individuare tutte le forme di mobilitazione possibili e che si renderanno necessarie.


9 ottobre 2006 - Comunicato RdB CUB Campania

PROGETTO I.SO.LA. e LOTTE PER IL LAVORO

Mentre il Progetto I.SO.LA. – riguardante diverse migliaia di occasioni di possibile inserimento nel mondo del lavoro – si avvia alla sua attuazione concreta crescono le iniziative di mobilitazione e di lotta dei Precari Autorganizzati dell’ RdB/CUB con l’obiettivo di strappare nuovo lavoro e nuovi diritti per i disoccupati ed i precari tutti.
In recenti incontri con i Capigruppo in Consiglio Regionale, con il Ministro del Lavoro, Cesare Damiano ed i suoi tecnici abbiamo posto la necessità di determinare occasioni di Formazione Professionale e di Lavoro stabili e tutelate contrattualmente evitando il ripetersi di truffe affaristiche e spartizioni clientelari.
Con questi obiettivi abbiamo partecipato alla grande manifestazione contro la precarietà, tenuta a Roma il 6 Ottobre scorso - organizzata dall’RdB/CUB – dove al termine una nostra delegazione è stata ricevuta al Ministero del Lavoro unitariamente a quelle dei lavoratori delle Società Miste, degli L.S.U, dei vari precari della Pubblica Amministrazione, degli Appalti e dei Servizi.

LA BUONA RIUSCITA DELLA MANIFESTAZIONE NAZIONALE DI ROMA E LA DETERMINAZIONE MOSTRATA IN PIAZZA SONO UN INCORAGGIAMENTO VERO ALLE VARIE VERTENZE IN CORSO, A NAPOLI E NELLA REGIONE CAMPANIA.

La lotta continua per imporre, al Governo nazionale ed alle Amministrazioni Locali, l’assunzione e la stabilizzazione di tutti i precari, l’avvio al lavoro dei Corsisti, la fine del clima di incertezza occupazionale che investe i lavoratori delle Societa’ Miste, delle Cooperative convenzionate, coloro i quali sono ancora nel bacino degli L.S.U. e nei Consorzi di Bacino.
· BASTA CON IL LAVORO NERO E LA PRECARIETA’!!
· ASSUNTI TUTTI, ASSUNTI SUBITO, ASSUNTI DAVVERO!!


In seguito all’approvazione della nuova legge regionale del 28 SETTEMBRE 2006 (Organizzazione turistica regionale) la Regione Liguria decide la chiusura definitiva delle Aziende di Promozione Turistica di tutta la Liguria.
Nella sola A.P.T. "Riviera dei Fiori" (prov. di Imperia) lavorano attualmente DICIANNOVE dipendenti. Di questi 19 ben NOVE, quindi la metà, sono PRECARI , pur lavorando nell’azienda da più anni ( da 3 a 10 anni, sempre assunti o riassunti con contratto a tempo determinato). Il licenziamento di tali 9 precari comporterebbe la chiusura totale o parziale degli uffici Turistici della provincia di Imperia dipendenti direttamente dalla A.P.T. Al momento il destino riservato ai lavoratori precari APT , persone tra i 30 e i 50 anni e che avrebbero non poche difficoltà al reinserimento, è Il LICENZIAMENTO.
Con l’annunciato licenziamento in tronco , verrebbe vanificata l’esperienza professionale maturata in anni di lavoro nel settore turistico che potrebbe invece venire utilizzata nelle nuove future strutture turistiche locali.
Considerato l’atteggiamento di indifferenza della Regione Liguria nei confronti dei propri lavoratori precari , ci riserviamo per il futuro azioni di lotta anche aspre.


9 ottobre 2006 - Agipress

Firenze: occupato Palazzo Vecchio

Oggi Lunedi 9 ottobre una folta delegazione di lavoratori del Comune di Firenze dei settori interessati all'esternalizzazione ha occupato il Consiglio Comunale con striscioni e slogan interrompendo ripetutamente i lavori del Consiglio stesso scandendo slogan contro le esternalizzazioni e per la difesa del posto di lavoro. I Lavoratori rivendicano il diritto ad un futuro certo e ribadiscono un no secco ad ogni forma di esternalizzazione e privatizzazione dei servizi. I lavoratori non sono più disponibili a pagare sulla loro pelle le scelte assai discutibili fatte dall'amministrazione Comunale e ribadiscono il loro no ad ogni forma di finanza creativa. Purtroppo ancora una volta si rileva il totale disinteresse di questa amministrazione per le problematiche inerenti il lavoro. Il presidende del Consiglio Comunale si è impegnato a convocare quanto prima un incontro fra la RSU e i capi gruppo consiliari. Lunedi i lavoratori torneranno ancora più numerosi in Consiglio Comunale.


9 ottobre 2006 - Il Paese delle donne

A Roma la prima manifestazione nazionale del precariato pubblico
Assunzioni subito, assunzioni vere

Il 6 ottobre scorso 35.000 lavoratori e lavoratrici precari/e della pubblica amministrazione hanno manifestato a Roma contro la precarietà.
"No al lavoro nero, no al precariato di Stato: assunti subito, assunti davvero" era lo slogan dello striscione di apertura del corteo. Migliaia di bandiere RdB - CUB (Rappresentanze sindacali di base - Confederazione Unitaria di base, e nulla più... si tratta del primo sciopero nazionale del precariato del pubblico impiego e il numero elevato delle adesioni non ha tradito le aspettative a dispetto dei grandi assenti.
Da tutta Italia si sono riversati sulle strade della capitale - bloccata dallo sciopero dei trasporti pubblici - i lavoratori e le lavoratrici precari/e della Sanità, dei Vigili del fuoco, degli Enti Locali, delle Agenzie Fiscali e della Scuola, della Ricerca e dei Ministeri, ma anche dipendenti delle cooperative appaltatrici dei servizi esternalizzati. E insieme a loro hanno manifestato numerosi Sindaci, fra cui 5 primi cittadini della Locride.
La manifestazione partita da Piazza Esedra alle 10 è arrivata davanti al Ministero della Funzione Pubblica intorno alle 12:30. Peccato che non tutti i manifestanti siano riusciti a raggiungere Piazza Sant’Andrea della Valle a causa del cantiere aperto per le ricerche archeologiche della metropolitana, per ascoltare i numerosissimi interventi dei lavoratori che si sono susseguiti per oltre due ore.
Dal palco sono giunte testimonianze di precarietà nei diversi settori del pubblico impiego. Una precaria medico di una Usl della regione Emilia Romagna ha domandato come possa essere possibile accorciare le liste d’attesa se la maggior parte del personale medico e paramedico è perlopiù precario, con contratti di tre o sei mesi. Il disagio è privato, di ogni singolo lavoratore/trice, e pubblico, dell’utenza che aspetta mesi per una visita.
La maggior parte degli intervenuti ha criticato fortemente la finanziaria. L’aliquota contributiva del lavoro atipico sale dal 18% al 23%. Con questa manovrina - che alza l’aliquota ma non fissa i salari - lavoratori e lavoratrici precari/e, oltre a non raggiungere neanche dopo 20 anni di lavoro una pensione di 400 euro, percepiranno salari più bassi (per esempio: un attuale salario di 1.000 euro scenderà a 900 euro)perché "sicuramente i datori di lavoro si rifaranno su di noi"! Il governo si è dimenticato delle parti sociali.
"Parlate coi lavoratori"!
Parole di solidarietà sono arrivate da parte di una rappresentante del centro sociale Angelo Mai (sgombrato dal quartiere Monti di Roma pochissimo tempo fa) e di un rappresentante del Comitato dei Precari del call center Atesia che, aderendo allo sciopero, ha dato prova dell’unità di lotta fra il settore pubblico e privato.
"Questo primo sciopero nazionale non è solo un importante punto di arrivo, ma è soprattutto l’avvio della lotta per cancellare il precariato, far riscrivere la Legge Finanziaria: proseguiremo con lo sciopero generale del 17 novembre prossimo". ha dichiarato il Coordinatore nazionale RdB-CUB Pierpaolo Leonardi.
Nel frattempo le delegazioni dei lavoratori hanno raggiunto il Ministero di Giustizia, il Ministero della Sanità, il Ministero dell’Istruzione e il Ministero del lavoro per un incontro. Presso il Ministero della Funzione Pubblica una delegazione ha incontrato il Ministro Nicolais. "Pur nella diversità di posizioni si è convenuto sulla necessità di aprire un tavolo permanente sulla precarietà presso lo stesso Ministero, a cui, su richiesta dell’RDB-CUB, dovranno partecipare tutti i Ministeri interessati dal fenomeno, nonché la Conferenza delle Regioni per quanto attiene gli enti locali".
Mi piace pensare che il prossimo 17 novembre scenderemo in piazza a milioni, precari/e del pubblico e del privato, lavoratori/trici a tempo indeterminato, e studenti, perché conosciamo i nostri diritti e il valore della democrazia.


9 ottobre 2006 - Centumcellae news

I corsisti ricevuti dal Min. Damiano
Insieme alla delegazione che ha partecipato a Roma alla manifestazione nazionale contro il precariato

CIVITAVECCHIA - Si è svolta venerdì scorso, a Roma, la manifestazione nazionale contro il precariato. Circa 35.000 persone, partendo da piazza della Repubblica, hanno sfilato pacificamente per le vie della capitale con striscioni molto significativi e con una colorita coreografia di bandiere, palloncini, cartelli e slogan.
Lo sciopero e la manifestazione, fatta da migliaia di giovani prime vittime del lavoro precario, ha permesso con la forza dei numeri che tre delegazioni Sindacali della RDB-CUB e dei Lavoratori siano state ricevute dai rispettivi Ministri della Sanità, della Funzione Pubblica e del Lavoro.
Presente a Roma anche una delegazione di Civitavecchia, composta da lavoratori precari del Pubblico Impiego (Asl, Scuole, Enti Locali, Agenzie dell’Entrate, Inps, Inail e VV.FF.) rappresentanti della COOP. "Anni Verdi" e i dei Corsisti Interporto di ICPL e RCT.
E proprio un rappresentante dei corsisti è stato ricevuto insieme con la delegazione dal Ministro del lavoro Cesare Damiano il quale, sulla loro problematica, si è impegnato entro la fine della prossima settimana a concordare un’ulteriore incontro per approfondire la questione e risolverla insieme a tutti i soggetti interessati.


9 ottobre 2006 - Il Tempo

Incontro a Roma con Damiano
Corsisti Interporto Interviene il Ministro

Roma - ANCHE il Ministro del Lavoro Cesare Damiano è stato chiamato in causa nella delicata vicenda dei corsisti dell’interporto. Infatti un rappresentante dei corsisti è stato ricevuto dal Ministro il quale, sulla loro problematica, si è impegnato entro la fine della prossima settimana a concordare un’ulteriore incontro per approfondire la questione e risolverla insieme a tutti i soggetti interessati. Il rappresentante si è presentato insieme alla delegazione sindacale della Rdb-Cub, ricevuta da Damiano: nel corso dello sciopero nazionale dei lavoratori precari e della relativa manifestazione che si è svolta venerdì a Roma, infatti, tre delegazioni di sindacati e lavoratori sono state ricevute dai rispettivi Ministri della Sanità, della Funzione Pubblica e del Lavoro. Dopo le manifestazioni di protesta nel corso dei consigli comunali e sotto palazzo del Pincio, dopo gli incontri con il sindaco Saladini, con l’assessore allo Sviluppo e Lavoro Mauro Mazzoni e con l’amministratore delegato di Icpl, Ferdinando Bisonte, adesso potrebbe aprirsi un nuovo spiragli per il futuro dei 160 corsisti di Icpl.


9 ottobre 2006 - Il Messaggero

Anche la Rdb locale ricevuta dal ministro

Civitavecchia - Alla manifestazione dei lavoratori precari, a Roma venerdì, nella delegazione proveniente da Civitavecchia oltre ai precari del Pubblico Impiego (Asl, scuole, enti locali, Agenzie dell’entrate, Inps, Inail e vigili del fucoo) hanno sfilato insieme con i propri striscioni le rappresentanti della Coop. "Anni verdi" e dei corsisti Interporto di Icpl e Rct. Soddisfazione per i corsisti e la nostra Rdb Cub di Civitavecchia in quanto un rappresentante è stato ricevuto insieme con la delegazione dal Ministro del lavoro il quale, sulla loro problematica, si è impegnato entro la fine della prossima settimana a concordare un’ulteriore incontro.


9 ottobre 2006 - Il Quotidiano della Calabria

Anche il sindaco di Locri con loro a Roma
Lsu-Lpu a Roma per avere certezze

Con la prima manifestazione a Roma di giorno 6, al grido di "no al lavoro nero, no al precariato di Stato: assunti tutti, assunti subito, assunti davvero", gli Lsu-Lpu della Locride ed i precari di tutta Italia iniziano ad ottenere prime concrete risposte.
Tra le migliaia di precari, insieme ai lavoratori precari della Sanità, dei Vigili del Fuoco, degli Enti Locali di tutta Italia, delle Agenzie Fiscali e della Scuola, della Ricerca e dei Ministeri, dei dipendenti delle cooperative appaltatrici dei servizi esternalizzati vi erano anche un centinaio di giovani appartenenti al Comitato per la Difesa dei Diritti dei Lsu-Lpu della Locride sostenuti in questa battaglia non solo dal sindaco di Locri, Francesco Macrì giunto a Roma insieme all'assessore comunale al personale Leone, ma anche quello di Ardore, Giuseppe Campisi,ed il vicesindaco di Staiti, Nino Cristiano. Tutti dopo aver aderito in maniera ufficiale alla manifestazione portando le fasce delle proprie città. Il sindaco di Locri, Macrì, in particolare, ha rappresentato in maniera egregia la Locride "che vuole cambiare" facendo sfilare nel corteo il gonfalone della città e ricevendo per questo i ringraziamenti di tutti i precari italiani. L'azione sinergica tra rappresentanti istituzionali e precari, oltre che a quella sindacale, ha fatto conseguire un importante risultato per la risoluzione della grave questione del diritto al lavoro. Infatti, nel corso dell'incontro che la delegazione sindacale, comprendente anche i rappresentanti degli RdU-CBU e quelli del Comitato per la Difesa dei Diritti degli Lsu-Lpu della Locride, ha avuto a Palazzo Guidoni con il capo della segreteria tecnica del ministro del Lavoro,onorevole Damiano, Govanni Battafarano e Camillo Burgos,segretario particolare del ministro sono stati indicati alcuni "correttivi" alla finanziaria.
L'onorevole Battafarano, nell'evidenziare che il governo avrà un occhio particolare per la Calabria,relativamente alla questione Lsu-Lpu, ha affermato che sono già pronti degli emendamenti alla finanziaria.In particolare non solo saranno stanziati per gli Lsu circa 150 milioni di euro e sarà rifinanziato il Fondo per l'Occupazione,ma saranno anche introdotte delle norme a favore dei piccoli comuni al di sotto dei 5000 abitanti che vogliano stabilizzare i lavoratori.
Inoltre ha garantito che la questione non si fermerà solo introducendo correttivi alla Finanziaria,ma da gennaio sarà costituito un tavolo di lavoro permanente tra il Ministero del Lavoro gli Enti Locali e i Sindacati tra cui anche le RDB-CUB dove vi sono i Rappresentanti del Comitato per la difesa dei diritti dei lsu lpu della Locride per la risoluzione del precariato calabrese. Il ministro del Lavoro,Damiano,si è poi incontrato con il sindaco di Locri,Francesco Macrì,ed i rappresentanti del Comitato degli Lsu-Lpu locrideo,Antonio Trifoli e Samanta Speranza.
Il Sindaco di Locri, Francesco Macrì, nel suo intervento ha esposto le difficoltà che le Amministrazioni Comunali hanno nel gestire la problematica dei Lsu-Lpu. In particolare ha chiesto un intervento da parte del ministro affinchè si possano stabilizzare tutti i lavoratori anche in Enti diversi dal comune viste le problematiche relative alle esigue piante organiche. Ha chiesto inoltre un occhio di riguardo per la Locride, zona super disagiata in una regione disagiata.
Antonio Trifoli, nel suo intervento, ha messo in risalto l'aspetto della legalità. Non è possibile, ha affermato, "che lo Stato sia presente nella Locride in occasione di parate come quella che è avvenuta e avverrà di nuovo in occasione dell'anniversario dell'uccisione dell'on Fortugno per affermare la propria lotta contro l'illegalità quando è proprio lo Stato a garantire nella locride e in tutta la Calabria lavoro in nero legalizzato.
Tutto ci è stato confermato anche dal super prefetto dottore De Sena inviato per reprimere l'illegalità in Calabria.Assurdo,- ha continuato sempre Trifoli-, che il presidente Prodi con la finanziaria da approvare in questi giorni voglia combattere in maniera dura e repressiva il lavoro nero messo in atto dai i privati quando è proprio lui , e lo Stato che rappresenta, a garantire in Calabria il lavoro nero nelle pubbliche amministrazioni .". Trifoli ha anche messo in evidenza le innumerevoli illegalità commesse nella gestione decennale dei lsu -lpu in Calabria.Innanzi tutto ha affermato che occorre "passare ad una legislazione imposta dallo Stato altrimenti il problema non verrà risolto." E questo perché "tranne alcuni Sindaci,(Locri, Ardore, Staiti, sicuramente), che si sono comportati in maniera straordinaria restando al nostro fianco per tutta la durata della manifestazione, ve ne sono altri invece che non garantiscono nemmeno i più elementari diritti ai lavoratori.
Questi,-ha aggiunto Trifoli-, non assumeranno mai Lsu -Lpu perchè guardando alla triste politica del loro orticello sfrutteranno i lavoratori per erogare i servizi essenziali a costo zero e dirottando somme per politiche clientelari .".Il ministro Damiano ha affermato che le istanze della Locride e della Calabria intera saranno portate all'attenzione del Governo rassicurandoli in merito all'esito degli emendamenti relativi la stabilizzazione dei precari che saranno portati in Finanziaria.


9 ottobre 2006 - Ecquologia.it

Paolo Cento. Precari: ora tavolo per abrogare Legge Biagi

"In questa legge Finanziaria vi sono importanti interventi che vanno nella direzione della progressiva stabilizzazione dei lavoratori precari della pubblica amministrazione, ma è necessario fare ancora molto di più soprattutto nella stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili e nella certezza dei tempi per gli altri precari nel passaggio al lavoro a tempo indeterminato - ha dichiarato il deputato Verde Paolo Cento, sottosegretario all’Economia, che ha incontrato una delegazione a Roma dei lavoratori precari che hanno partecipato allo sciopero nazionale indetto da Rdb-Cub. La stessa legge Biagi e il pacchetto Treu devono essere radicalmente riformati perché altrimenti rischiamo una clamorosa contraddizione: da una parte si danno più diritti ai precari dall’altra si mantengono normative che moltiplicano i contratti atipici. Il tavolo che il Governo vuole aprire sulla legge Biagi deve avere la capacità di coinvolgere i lavoratori ed accogliere le richieste dei lavoratori che hanno manifestato a Roma".


7 ottobre 2006 - Il Manifesto

La prima volta in piazza del «precariato di stato»
Sciopero e manifestazione nazionale a Roma degli «instabili» della pubblica amministrazione. 35.000 persone al corteo promosso dalle Cub-RdB

Roma - Eccoli qui i precari in carne e ossa. Quelli che non corrispondono alle analisi sociologiche fatte in loro nome e che ti sbattono in faccia all'improvviso una condizione invivibile.
E' il primo sciopero nazionale dei precari della pubblica amministrazione. Ed è riuscito «al di là di ogni più rosea previsione», spiega ancora emozionato Pierpaolo Leonardi, coordinatore nazionale della Cub-RdB, il sindacato di base che l'ha organizzato. Per la manifestazione a Roma «ci aspettavamo un 15.000 persone, ma ne sono arrivate più del doppio». La Cub parla di 35.000 partecipanti al corteo. E il colpo d'occhio di chi è allenato ai cortei vede che la realtà non è distante da questa cifra.
Gli striscioni distribuiti alla partenza da un grande tir che manda musica «militante» («ti lamenti, ma che ti lamenti, pigghia lu bastoni e tira fori li denti...»), sono tutti contro il «lavoro nero» e «il precariato di stato». Alla fine il corteo si ferma sotto il ministero della funzione pubblica e tre delegazioni partono per parlare con il ministro Nicolais e due sottosegretari (uno alla giustizia e l'altro alla sanità).
E allora vediamoli questi precari, «invisibili» come persone, di cui tutti parlano come di una categoria economica astratta. Ce ne sono in tutti i mestieri che tengono in piedi l'apparato dello stato. Sono informatici, infermieri, impiegati, vigili del fuoco, operai della forestale e lsu. E altro ancora. Gente di tutte le età, dai venti ai sessant'anni, con livelli di istruzione differenti, lavoratori dotati di braccia e di conoscenza. Ma inestricabilmente uniti da una condizione unica. Nonostante abbiano anche forme contrattuali differenziatissime (a progetto, a somministrazione, cococo, a tempo determinato, ecc), si sentono e si muovono come una tribù unita. Tra loro anche diversi «fortunati» già assunti stabilmente, o che lo sono stati negli ultimi mesi. Portano solidarietà ai colleghi che da oggi non possono essere definiti «più deboli»: per quanto precari, e quindi più ricattabili, hanno trovato la forza di lottare.
Sono una parte essenziale della macchina statale, che da anni ha bloccato le assunzioni «per risanare il bilancio», ma che poi - per funzionare - ha inserito personale senza diritti. Seicentomila in tutto, stimano alla Cub. Comunque centinaia di migliaia, ammettono le cifre ufficiali, incomplete. Assumerli, peraltro, non aggraverebbe le finanze pubbliche: già ora vengono pagati dallo stato. Anzi: questo spende in alcuni casi anche più di quanto non farebbe assumendoli. Lo spiega una «somministrata» napoletana: «1.000 euro per lo stipendio, più altrettanti per la società che mi ha mandato nell'ente locale».
Una posizione particolare ce l'hanno i precari che lavorano per il fisco e il catasto. Se i loro uffici funzionano bene, lo stato incassa di più. Ma la finanziaria appena presentata rischia di complicare diverse cose. Il catasto, per esempio, dovrebbe passare ai Comuni. Ma in quelli più piccoli non ci sono le competenze per gestirli; e già ora ricorrono a società private. La polverizzazione localistica, poi, compromette l'omogeneità e l'oggettività dei criteri con cui vengono decisi (e dovranno essere rivisti) gli estimi immobiliari. Il ventilato «criterio di mercato» (parametrare le rendite catastali agli effettivi valori di mercato) potrebbe far impennare in modo esponenziale la tassazione Ici; con incalcolabili ripercussioni sociali.
Caotica la situazione del fisco, che rappresenta il cuore dello «stato moderno». Qui il Dipartimento alle politiche fiscali dovrebbe controllare e coordinare un meccanismo composto di società private (l'ex Sogei, la Sose, la Riscossioni spa, i Monopoli) e pubbliche, per un totale di 60.000 addetti. La finanziaria prevede una legge delega per promuovere una ristrutturazione dal profilo ancor aignoto. Ma in quale direzione? Verso un'ulteriore «privatizzazione» o in quella opposta? Viene alla mente - e lo citano - il servizio di riscossione in Sicilia ai tempi dei fratelli Salvo.
Anche l'amministrazione della giustizia solleva gravi interrogativi. Società private gestiscono funzioni delicatissime, come il casellario giudiziario e persino le banche dati di alcuni tribunali. Ufficialmente dovrebbero solo «supportare» tecnicamente gli operatori del ministero, appositamente «formati». In realtà si trovano a fare lo stesso lavoro, anche di inserimento e controllo dei dati. Pensi al fatto che dei «privati» - quasi sempre con contratti a progetto, oppure «liberi professionisti» a partita Iva - possono metter mano ai dati sensibili di ognuno di noi e... ti viene in mente il business di Tavaroli e lo spionaggio Telecom.
Guardi tutta questa gente e un po' ti tranquilizzi. E' bene che il problema della precarietà entri con forza - e numeri - nella dialettica altrimenti «astratta» tra paese e governo. E' insomma un bene che la prima manifestazione di piazza, di fatto «contro» questo governo, abbia un segno così chiaramente di sinistra. C'è ancora spazio e tempo per far mutare di segno le politiche sociali.

E poi sciopero generale

Alla manifestazione hanno partecipato anche numerosi sindaci, fra cui 5 primi cittadini della Locride. Ha aderito il Comitato dei Precari del call center Atesia, «a segnare l'unità di lotta fra il settore pubblico e privato». La prossima tappa del percorso per «cancellare il precariato e far riscrivere la Legge Finanziaria» sarà lo sciopero generale del 17 novembre prossimo. Assieme alla Cub-RdB scenderanno in piazza anche i Cobas. Ma da qui ad allora la lista potrebbe allungarsi.


7 ottobre 2006 - La Stampa web

Sciopero, precari pubblici in piazza a Roma
Secondo gli organizzatori in 35mila hanno manifestato per le vie della capitale

Lavoratori precari della Sanità, dei Vigili del Fuoco, degli Enti Locali, delle Agenzie Fiscali e della Scuola, della Ricerca e dei Ministeri, ma anche dipendenti delle cooperative appaltatrici dei servizi esternalizzati, sono giunti in 35.000 a Roma da tutta Italia per il primo sciopero nazionale di tutto il precariato del Pubblico Impiego.
«No al lavoro nero, no al precariato di stato: assunti tutti, assunti subito, assunti davvero» recitava lo striscione di apertura del corteo, che ha percorso ieri le strade di Roma. Alla manifestazione hanno partecipato anche numerosi Sindaci, fra cui 5 primi cittadini della Locride, ed ha aderito il Comitato dei Precari del call center Atesia, a segnare l’unità di lotta fra il settore pubblico e privato. «Questo primo sciopero nazionale non è solo un importante punto di arrivo, ma è soprattutto l’avvio della lotta per cancellare il precariato far riscrivere la Legge Finanziaria: proseguiremo con lo sciopero generale del 17 novembre prossimo», ha dichiarato il Coordinatore nazionale RdB-CUB Pierpaolo Leonardi, che dal palco ha rinnovato la solidarietà della Confederazione Unitaria di Base ai giornalisti in sciopero.
Presso il Ministero della Funzione Pubblica una delegazione ha incontrato per oltre un’ora il Ministro Nicolais. Pur nella diversità di posizioni si è convenuto sulla necessità di aprire un tavolo permanente sulla precarietà presso lo stesso Ministero, a cui, su richiesta dell’RDB-CUB, dovranno partecipare tutti i Ministeri interessati dal fenomeno, nonché la Conferenza delle Regioni per quanto attiene gli enti locali. In un incontro al Ministero del Lavoro, cui hanno partecipato anche i cinque sindaci della Locride, il Governo si è impegnato a riproporre sotto forma di emendamento il finanziamento ai fondi per la prosecuzione dei progetti LSU. Altri tre incontri si sono svolti presso altrettanti Ministeri: Giustizia, Sanità, Istruzione.


7 ottobre 2006 - Novionline

Ieri a Roma
35.000 PRECARI PUBBLICI IN PIAZZA

Lavoratori precari della Sanità, dei Vigili del Fuoco, degli Enti Locali, delle Agenzie Fiscali e della Scuola, della Ricerca e dei Ministeri, ma anche dipendenti delle cooperative appaltatrici dei servizi esternalizzati, sono giunti ieri in 35.000 a Roma da tutta Italia per il primo sciopero nazionale di tutto il precariato del Pubblico Impiego.
"No al lavoro nero, no al precariato di stato: assunti tutti, assunti subito, assunti davvero" recitava lo striscione di apertura del corteo, che partito da Piazza della Repubblica, ed ingrossato dagli ultimi arrivi dai treni provenienti dalla Sicilia e dal Piemonte, è giunto in tarda mattinata davanti al Ministero della Funzione Pubblica, dove dal palco si sono susseguiti gli interventi dei lavoratori.
Alla manifestazione hanno partecipato anche numerosi Sindaci, fra cui 5 primi cittadini della Locride, ed ha aderito il Comitato dei Precari del call center Atesia, a segnare l'unità di lotta fra il settore pubblico e privato.
"Questo primo sciopero nazionale non è solo un importante punto di arrivo, ma è soprattutto l'avvio della lotta per cancellare il precariato far riscrivere la Legge Finanziaria: proseguiremo con lo sciopero generale del 17 novembre prossimo", ha dichiarato il Coordinatore nazionale RdB-CUB Pierpaolo Leonardi, che dal palco ha rinnovato la solidarietà della Confederazione Unitaria di Base ai giornalisti in sciopero.
Presso il Ministero della Funzione Pubblica una delegazione ha incontrato per oltre un'ora il Ministro Nicolais. Pur nella diversità di posizioni si è convenuto sulla necessità di aprire un tavolo permanente sulla precarietà presso lo stesso Ministero, a cui, su richiesta dell'RDB-CUB, dovranno partecipare tutti i Ministeri interessati dal fenomeno, nonché la Conferenza delle Regioni per quanto attiene gli enti locali.
In un incontro al Ministero del Lavoro, cui hanno partecipato anche i cinque sindaci della Locride, il Governo si è impegnato a riproporre sotto forma di emendamento il finanziamento ai fondi per la prosecuzione dei progetti LSU.
Altri tre incontri si sono svolti presso altrettanti Ministeri: Giustizia, Sanità, Istruzione. Nelle prossime ore sarà fissato quello da tenersi presso Il Ministero delle Attività Produttive.


7 ottobre 2006 - Libero

Sciopero e cortei La città va in tilt
Caos in centro anche per la contemporanea manifestazione dei precari del pubblico impiego

Roma - Centro bloccato ieri per tutta la mattinata. La concomitanza dello sciopero dei mezzi pubblici e la contemporanea manifestazione dei precari delle rappresentanze sindacali di base (Rdb) ha mandato la città in tilt. Lo confermano anche i vigli del I gruppo, quelli del centro storico, che hanno faticato non poco per gestire una situazione caotica che ha avuto l'apice nella prima mattinata e si è poi conclusa con il passare delle ore. Dalle nove piazza della Repubblica si è riempita di precari. I primi ad arrivare sono stati quelli dei vigili del fuoco. Numerosi anche i precari del comune di Roma, soprattutto delle materne, degli asili nido e delle scuole. I primi striscioni: "Sinistra o destra, precari si resta", "20 anni di precariato vi bastano?", "Abrogare la legge 30 e il pacchetto Treu", "No alle spese militari". Verso le 10.30 la piazza è piena, nonostante manchino ancora molti lavoratori bloccati, anche loro, con i pullman nel traffico. Poco dopo il corteo si è mosso verso piazza dei Cinquecento. Teresa Pascucci delle RdB Sanità: «Anche i lavoratori della sanità sono direttamente colpiti dalla precarietà, sia per quanto riguarda i tecnici che gli infermieri che i tecnici. Molti servizi vengono appaltati all'esterno della pubblica amministrazione. I lavoratori sono qui per chiedere un diritto che non è solo loro ma che è di tutti i cittadini. Il lavoro precario nella sanità rende precaria la salute. La manovra economica prevede una mannaia sulla Sanità con milioni di euro di tagli. Nella regione Lazio il piano di riordino della rete ospedaliera prevede il taglio di migliaia di posti letto con un danno enorme per i cittadini. Se si va alla chiusura di reparti e di interi ospedali le conseguenze negative ricadranno non solo sui precari ma anche sui lavoratori anche garantiti. Nella finanziaria si prevede in teoria la stabilizzazione del precariato anche con procedure dirette ma con il taglio dei fondi agli enti locali alla sanità quella misura viene praticamente resa vana dalla mancanza di risorse economiche». Alle 11,30 la testa del corteo è già in via Cavour, mentre piazza della Repubblica è ancora piena. Il corteo è composto anche da Francesco Caruso del Prc e da Marco Ferrando del Partito Comunista dei Lavoratori. Poco dopo mezzogiorno la testa del corteo ha già raggiunto via delle Botteghe Oscure. Anche gli occupanti del centro sociale Angelo Mai, sgomberati dalle forze dell'ordine mercoledì scorso, hanno occupato un nuovo edificio nei pressi di piazza Venezia. Molti dei partecipanti al corteo hanno potuto leggere gli striscioni appesi dagli occupanti tra i quali "Museo dello sfrattato". Molto visibili soprattutto i vigili del fuoco con le loro divise. Anche loro chiedono la stabilizzazione del loro rapporto di lavoro in un contesto caratterizzato da una carenza di organico ma al tempo stesso dalla presenza di migliaia di operatori precari.(G.D.C.)

5 ottobre 2006 - Il Manifesto

«Lavoro non protetto, lo stato dia un segnale»Domani in sciopero i precari della pubblica amministrazione. Intervista a Umberto Fascetti, coordinatore RdB-Cub: «Il governo mantenga le promesse»di Francesco Piccioni

Domani scioperano i precari della pubblica amministrazione (p.a.), che convergeranno a Roma per la manifestazione nazionale convocata dalla RdB-Cub. Si prevedono un corteo di oltre 15.000 persone. Ne parliamo con Umberto Fascetti, responsabile del coordinamento nazionale precariato.
Questo sciopero assume di fatto un sapore politico.
Nella campagna elettorale del centrosinistra, anche grazie ai forti movimenti contro la precarietà degli ultimi anni, si sono sentiti discorsi importanti a proposito di «lotta alla precarietà». Appena arrivati al governo, invece, si è avvertito un certo «raffreddamento» nei toni. Si è smesso di parlare di «abolizione della legge 30» e sono cominciate le proposte di semplice «modifica». La vertenza dei precari della p.a. sollecita da questo governo risposte coerenti con quanto promesso prima del voto.
Quali sono le dimensioni del precariato «pubblico»?
Difficile fare un calcolo esatto. Si stima che i precari siano il 20% dei lavoratori pubblici. Solo nella scuola sono 190.000; tra ministeri, enti locali e parastato sono almeno altrettanti. Cui bisogna aggiungere quasi 60.000 Lsu. Secondo le nostre stime, alla fine, si arriva quasi a 600.000.
C'è una vostra proposta di legge, in parlamento.
Mira a rifare le graduatorie in base ad anzianità e tipologia di lavoro dei precari e a varare un percorso di assorbimento, anche graduale. Ma occorre intanto bloccare le esternalizzazioni e garantire i diritti a chi sta lavorando. Gli Lsu, per esempio, non hanno versamenti contributivi. Non stiamo chiedendo una cosa insostenibile, dal punto di vista dei conti pubblici, perché tutte queste persone sono già ora pagati dalla p.a.
La finanziaria non va in questa direzione?
La finanziaria dimostra che il governo sta pensando al altro. Per esempio: nella scuola si prevede di assumere in tre anni 170.000 tra docenti e Ata. Ma si stima che da qui a tre anni, a causa della famosa «gobba», usciranno almeno 250.000 lavoratori. Le nuove assunzioni con copriranno insomma neppure il turnover.
E fuori dalla scuola?
Va anche peggio. La finanziaria prevede di utilizzare per nuove assunzioni il 20% di un fondo del 2004 e il «fondo Baccini». In totale poco più di 200 milioni di euro, che possono bastare forse per 8.000 persone. Ma 5.000 assunzioni erano già previste dalla finanziaria 2006. Non c'è alcuna coerenza con i temi della campagna elettorale.
Cosa vi attendete dopo lo sciopero?
Vanno «stanate» le posizioni vere. Vogliamo aprire un confronto con questo governo per chiedere conto del «cambio di tendenza» previsto dalla finanziaria rispetto alla precarietà. Per esempio si fa riferimento solo ai lavoratori con contratto « a tempo determinato da almeno tre anni». Così si escludono del tutto gli interinali e i co.co.co.
Sarete ricevuti da qualche ministro?


5 ottobre 2006 - Il Resto del Carlino

I precari in corteo a Roma

Il sindacato Cub (i Cobas) ha organizzato uno sciopero dei lavoratroi precari con una manifestazione che si terrà domani a Roma a sostegno della proposta di Legge «Assunti Davvero». L’appuntamento è alle 9,30 in piazza della Repubblica, nella capitale.
«I precari — afferma la Cub — costituiscono ormai un esercito di persone in costante espansione costretto ad accettare l’unica possibilità di impiego che viene offerta: quella di un lavoro precario, nel quale si annullano i più elementari diritti alla dignità della persona, che produce il vivere in una situazione di costante instabilità. Dobbiamo rivendicare il diritto ad un lavoro decente per una vita decente».

Pubblica amministrazione, un giorno di sciopero dei lavoratori precari

La federazione nazionale Rdb/Cub ha proclamato per domani uno sciopero nazionale dei lavoratori precari della pubblica amministrazione. Lo sciopero durerà per l’intera giornata.
«L’azione di sciopero — fa sapere l’Ausl — coinvolge il personale con contratto libero professionale in partita Iva, Co.co.co., tempo determinato, a progetto, formazione lavoro, borsa di studio. Nel rispetto del diritto di sciopero — prosegue l’Ausl — l’Azienda assicurerà la presenza dei contingenti minimi previsti dalla normativa, a garanzia delle prestazioni urgenti e indispensabili, come da normativa di riferimento».


5 ottobre 2006 - La Nazione

Due giorni di scioperi Si fermano i precari del servizio pubblico

Firenze - Potrebbero verificarsi alcuni disagi oggi per chi deve fissare una visita medica o un'analisi. Si fermeranno infatti per otto ore i dipendenti di Cup 2000, la società che gestisce il call center del Cup metropolitano. Funzioneranno invece regolarmente i punti Cup dell'Azienda sanitaria di Firenze e delle farmacie dove è presente il servizio.
Domani si fermeranno i lavor