MANOVRA: L'ISFOL È SALVO, MA LA MOBILITAZIONE DEI LAVORATORI DELLA RICERCA CONTINUA.IN PIAZZA IL 5 GIUGNO ALLA MANIFESTAZIONE NAZIONALE DI USB E COBAS

Nazionale -

COMUNICATO STAMPA

“Aspettiamo il testo definitivo, ma l’ISFOL sembra aver evitato la soppressione, mentre per il momento non è ancora chiaro il destino degli altri enti interessati dal provvedimento”, dichiara Cristiano Fiorentini della Segreteria Nazionale di USI/RdB Ricerca.  “Non è certo un caso che il primo ente ad uscire dalla lista nera sia anche l’unico ad aver avuto una reazione nelle forme di mobilitazione proporzionata all’attacco portato dal Governo. Per quanto riguarda l’ USI/RdB, dopo l’ISPRA è la seconda volta che attraverso la mobilitazione dei lavoratori ed il conflitto riusciamo a bloccare tentativi di smantellamento di enti di ricerca”.

“Purtroppo, oltre alla soppressione di alcuni piccoli enti, la manovra contiene molti altri tagli alla ricerca pubblica -  evidenzia Fiorentini - da quello dei bilanci, che di fatto affosserà molti enti già in sofferenza, al taglio del 50% delle risorse per i lavoratori precari, misura che rischia di produrre licenziamenti di massa in alcuni enti. Per non parlare poi del blocco del turn-over, che impedirà l’assorbimento di tutto quel precariato al quale Brunetta ha impedito di essere stabilizzato.

“Tutto questo ci impone di continuare le mobilitazioni negli enti di ricerca e non solo – prosegue il dirigente USI/RdB - infatti l’attacco alla Ricerca Pubblica è compreso in un attacco complessivo al Pubblico Impiego. L’obiettivo dichiarato è di smantellare tutto ciò che è pubblico in nome di un modello di sviluppo che non prevede uno Stato Sociale solidaristico. Pertanto, oltre alle iniziative di settore, i lavoratori della Ricerca saranno in piazza a tutte le iniziative indette dalla nuova confederazione USB, a partire dal 5 giugno, alla manifestazione nazionale a Roma indetta da USB e Cobas, e poi il 14 giugno, allo sciopero generale del pubblico impiego proclamato da RdB-USB P.I.”, conclude Fiorentini.

 IL 14 GIUGNO tutti ALLO SCIOPERO GENERALE PROCLAMATO DA RdB/USB P. I.

Roma,  27 maggio 2010

----------------------------------------------------

USI/RDB SOSTIENE I LAVORATORI ISFOL

IN LOTTA CONTRO SOPPRESSIONE DELL’ENTE

Dalla serata di ieri i lavoratori dell’ISFOL hanno occupato la sede dell’Istituto, in via Morgagni 33 a Roma, per contrastare il tentativo di soppressione dell’ente che porterebbe al possibile licenziamento di 269 precari e alla diaspora dall’incerto futuro del resto del personale.

“Con il decreto in preparazione il Governo non fa altro che confermare quanto già conoscevamo, cioè un’avversione senza precedenti alla Ricerca Pubblica”, dichiara Claudio Argentini, della Segreteria Nazionale USI-RdB Ricerca. “Con i tagli ai bilanci degli Enti di Ricerca e il blocco delle assunzioni si nega qualsiasi possibilità di assunzione delle migliaia di precari storici che ancora lavorano negli enti e di fatto si decreta la fine della Ricerca Pubblica”.

“In questi tempi bui - continua il dirigente sindacale -  la difesa della Ricerca Pubblica passa attraverso l’opposizione sociale a una serie di provvedimenti, fra i quali questa manovra è solo l’ultimo,  che vogliono demolire lo Stato Sociale del quale la Ricerca Pubblica fa parte. Per questo non bastano iniziative simboliche: USI-RdB è insieme ai lavoratori dell’ISFOL, che davanti alla possibilità di soppressione di un importante ente di ricerca hanno deciso di dare il via all’occupazione. Il provvedimento di soppressione fra l’altro non determina nessun risparmio – evidenzia Argentini - dobbiamo quindi pensare che ci sia qualche privato che vuole allungare le mani sulla partita sostanziosa della formazione, oppure che il Governo voglia riportare sotto il proprio controllo diretto gli studi sul lavoro e sulla formazione”, conclude il dirigente USI-RdB.

USI-RdB Ricerca, nell’ambito delle mobilitazioni della neonata Unione Sindacale di Base, ha un calendario già fitto di mobilitazioni. La Ricerca sarà in campo, con tutto il Pubblico Impiego, il 28 maggio davanti alle banche responsabili delle crisi; il 5 giugno alla manifestazione nazionale contro la manovra economica; il 10 giugno nella staffetta precaria e il 14 giugno nello sciopero generale del Pubblico Impiego.

Roma,  25 maggio 2010

* Questo sito usa i cookies per effettuare statistiche sulla navigazione. Navigando sul sito accetti l'utilizzo dei cookies Ulteriori Informazioni