la scuola si mobilita contro i tagli: sabato 25 settembre Assemblea Nazionale, ore 10.00 Centro congressi Cavour (via Cavour 50/a) a Roma

Nazionale -

25 settembre 2010 - Radio Radicale

"Contro la precarietà che fa scuola": interviste ai precari di scuola, università e ricerca che aderiscono alle Unione Sindacale di Base
di Lanfranco Palazzolo

Interviste realizzare durante i lavori dell'assemblea dell'Unione Sindacale di Base.
Puoi scaricare le interviste in mp3 zippato (38 minuti, 10 Mb) cliccando qui


25 settembre 2010 - Apcom

Scuola/ Assemblea precari a Roma lancia coordinamento nazionale
Manifestazione il 7 ottobre a Roma e a Torino il 9 con Usb

Roma, 25 set. (Apcom) - Dare vita ad un coordinamento nazionale Usb dei precari di scuola, università e ricerca, "che dia continuità alle esperienze di lotta e promuova le prossime iniziative", a partire dall'assemblea cittadina contro la precarietà indetta a Roma per il prossimo 7 ottobre. Questa la linea emersa stamattina nel corso dell'assemblea nazionale dei lavoratori precari indetta dall'Unione sindacale di base. L'assemblea ha dato la propria adesione alla manifestazione nazionale del 9 ottobre a Torino, indetta da Usb davanti alla Fiat "contro l'attacco portato a tutto il mondo del lavoro" e ha deciso di avviare ottobre una serie di manifestazioni regionali in tutta Italia "per contrastare i processi di regionalizzazione del sistema della formazione e coinvolgere anche i governi locali, sempre più responsabili delle politiche del lavoro e della gestione delle conseguenze della perdita dei posti di lavoro". Il coordinamento dei precari avvierà assemblee in tutti i posti di lavoro "per la costruzione di un forte momento di mobilitazione nazionale". E, oltre a puntare l'indice contro i tagli decisi da finanziaria e dalle "controriforme Gelmini", stigmatizzano il comportamento di "alcune forze del centro-sinistra che nell'azione di governo ben poco si sono differenziate nelle scelte di fondo, contribuendo alla creazione ed al mantenimento del precariato nella P.A.".


25 settembre 2010 - Asca

SCUOLA: ASSEMBLEA NAZIONALE PRECARI,
CONTRASTARE ATTACCO A FORMAZIONE

(ASCA) - Roma, 25 set - Si e' svolta questa mattina a Roma l'Assemblea nazionale dei lavoratori precari di Scuola, Universita' e Ricerca indetta dall'Unione Sindacale di Base (Usb). ''Dall'Assemblea e' emersa la necessita' di contrastare con forza l'attacco in corso al valore pubblico e sociale della formazione, dell'istruzione e della ricerca, attacco concretizzato nei tagli decisi dalle finanziarie di Tremonti e dalle controriforme Gelmini, che hanno determinato la perdita del posto di lavoro di migliaia di precari, costretti a pagare i costi della crisi'', si legge in un comunicato dell'Usb. L'Assemblea, secondo quanto riferisce il Sindacato, ha deliberato di dare vita ad un Coordinamento nazionale dei precari di Scuola Universita' e Ricerca, che dia continuita' alle esperienze di lotta e promuova le prossime iniziative, a partire dall'Assemblea cittadina contro la precarieta', indetta a Roma per il prossimo 7 ottobre. L'Assemblea ha inoltre deciso di avviare entro il mese di ottobre una serie di manifestazioni regionali in tutta Italia per contrastare i processi di regionalizzazione del sistema della formazione.


25 settembre 2010 - Ansa

(ANSA) - ROMA, 25 SET - «È necessario inserire la lotta per la difesa della Scuola pubblica nella mobilitazione contro l'attacco al mondo del lavoro e il metodo Marchionne», per questo a ottobre ci sarà un fitto calendario di proteste nelle scuole, nelle università e negli istituti di ricerca; e il 9 ottobre i precari dell'istruzione aderiranno al presidio indetto davanti alla Fiat di Torino. Questo è emerso dall'assemblea nazionale dei precari della scuola, dell'università e della ricerca dell'Unione sindacale di Base (Usb), che ha dato vita al Coordinamento nazionale precari. All'assemblea hanno partecipato un centinaio di persone, dalla diversa provenienza e formazione: i Comitati precari della scuola, i lavoratori Co.co.co. delle segreterie scolastiche e gli ex-Lsu delle pulizie, le educatrici e le maestre di asili nido e scuola dell'infanzia del Comune di Roma, i Cobas, e ricercatori dell'Università e degli istituti di ricerca. Come quelli dell'Ispra, l'ente di ricerca e controllo sull'ambiente, che per protesta sono stati per due mesi, notte e giorno sul tetto dell'istituto. «I tagli - ricorda Michela Mannozzi, ricercatrice Ispra - hanno comportato un buco di bilancio di 24 milioni, sentiamo ancora il rischio per i nostri stipendi e per la ricerca che ne risulterebbe paralizzata. Ma noi siamo pronti a risalire sui tetti». I più attivi nelle proteste di queste ultime settimane sono risultati gli insegnanti di Calabria e Sicilia, la cui amarezza è sintetizzata da Giovanni Portas, precario reggino: «Per 20 anni abbiamo lasciato le nostre famiglie e siamo andati a fare supplenze al Nord, perchè ci avevano illuso che il precariato ci avrebbe poi portato all'assunzione di ruolo. Invece mi ritrovo a 40 anni a cambiare continuamente città, tornando a casa solo da turista». Dopo aver promosso il blocco delle nomine in varie città del Sud e la manifestazione sullo Stretto di Messina, è intenzione del movimento sindacale dare vita a una mobilitazione permanente perchè «di fronte a un attacco alto e complesso alla scuola pubblica e ai lavoratori - ha detto la responsabile Usb Scuola, Barbara Battista - la risposta deve essere organizzata e forte». Gli interlocutori che si vuole richiamare sono non solo il governo nazionale, ma anche le amministrazioni regionali, sempre più coinvolte nella gestione delle risorse. L'agenda stilata prevede, tra l'altro, un'assemblea cittadina a Roma contro la precarità il 7 ottobre, e una manifestazione nazionale, entro la fine del prossimo mese.

Scuola: Usb, mobilitazione a ottobre

(ANSA) - ROMA, 25 SET - Una mobilitazione permanente nelle scuole, nelle universita' e negli istituti di ricerca in difesa della scuola e contro l'attacco al lavoro.Lo stabilisce l'assemblea nazionale dei precari della scuola, dell'universita' e della ricerca dell'Unione sindacale di Base (Usb), che ha dato vita al Coordinamento nazionale precari. I precari dell'istruzione aderiranno al presidio indetto il 9/10 davanti alla Fiat di Torino. Il sindacato ha gia' promosso il blocco delle nomine in varie citta' del Sud.

L'AGENDA ECONOMICA, FINANZIARIA E SINDACALE DELLA SETTIMANA

(ANSA) - ROMA, 25 SET - ... SABATO 2 OTTOBRE: - Roma: Conferenza europea della federazione sindacale mondiale organizzata dall'Usb (Via Cavour 213)...


25 settembre 2010 - Radio Città Aperta

A Roma l’assemblea dei precari della scuola:
‘in piazza a Torino il 9 ottobre per rafforzare la lotta contro l’attacco ai lavoratori’
di Marco Santopadre

I lavoratori della scuola, precari e non, aderenti all'Unione sindacale di base (Usb) saranno in piazza, il prossimo 9 ottobre a Torino per partecipare alla manifestazione nazionale organizzata dal sindacato per difendere i diritti dei lavoratori e protestare contro la "pomiglianizzazione" di tutto il mondo del lavoro italiano. E' una delle decisioni emerse dall'assemblea organizzata, questa mattina a Roma, dai settori scuola e precari dell'Usb con l'obiettivo di fare il punto della situazione attuale, sintetizzare le ragioni delle proteste in corso in tutto il paese e trovare soluzioni comuni per rendere la lotta e la protesta più forti e soprattutto più efficaci. L'assemblea, nel documento finale, ha inoltre deliberato l'organizzazione di una assemblea cittadina a Roma, programmata per il prossimo 7 ottobre e la realizzazione, sempre durante il mese prossimo, di manifestazioni regionali che avranno come interlocutori principali i governi regionali, sempre più coinvolti nella gestione delle risorse, e quindi dei tagli alla scuola. Dal dibattito é emersa anche la decisione di dare vita a un Coordinamento nazionale dei precari della scuola, dell'università e della ricerca al quale affidare il compito di mettere a frutto quanto realizzato finora e di preparare e coordinare le iniziative future e di organizzare, in ogni posto di lavoro, assemblee preparatorie di una più vasta mobilitazione nazionale. "Realizzare un coordinamento nazionale - ha osservato Barbara Battista, responsabile del settore scuola dell’Usb - é un passaggio fondamentale per acquisire il peso necessario ad affrontare una vertenza, per poter chiedere agli amministratori locali e anche al ministro dell'Istruzione - ha concluso - di incontrarci, senza intermediari".Dall’Assemblea, alla quale hanno partecipate precari e lavoratori della scuola e ricercatori provenienti da tutta Italia, è emersa la necessità di contrastare con forza l’attacco in corso al valore pubblico e sociale della formazione, dell'istruzione e della ricerca, attacco concretizzato nei tagli decisi dalle finanziarie di Tremonti e dalle controriforme Gelmini, che hanno determinato la perdita del posto di lavoro di migliaia di precari, costretti a pagare i costi della crisi. Nel corso dell’iniziativa è emersa con nettezza una critica nei confronti di quelle forze politiche del centro-sinistra e di sinistra che nell’azione di governo, sia a livello locale sia nazionale, vengono accusate dal sindacato di base di non essersi differenziate nelle scelte fondamentali, contribuendo alla creazione ed al mantenimento del precariato nelle pubbliche amministrazioni a tutto vantaggio delle compatibilità economiche e dei piani di smantallemento del settore pubblico. Non sono mancati gli attacchi alla complicità dimostrata tuttora dai sindacati concertativi che hanno dapprima collaborato con il processo di aggressione ai diritti e alla dignità dei lavoratori e poi, secondo gli opportunismi politici del momento, stanno ora utilizzato a proprio esclusivo vantaggio le mobilitazioni dei lavoratori, strumentalizzandole.


25 settembre 2010 - Varese news/Nuovo.it/Libero.it

Scuola: Usb, mobilitazione permanente a ottobre
Il 9 a Torino per unirsi a lotta per difesa del lavoro

(ANSA) - ROMA, 25 SET - Una mobilitazione permanente nelle scuole, nelle universita' e negli istituti di ricerca in difesa della scuola e contro l'attacco al lavoro.Lo stabilisce l'assemblea nazionale dei precari della scuola, dell'universita' e della ricerca dell'Unione sindacale di Base (Usb), che ha dato vita al Coordinamento nazionale precari. I precari dell'istruzione aderiranno al presidio indetto il 9/10 davanti alla Fiat di Torino. Il sindacato ha gia' promosso il blocco delle nomine in varie citta' del Sud.


25 settembre 2010 - Wall Street Italia

Scuola/ Assemblea precari a Roma lancia coordinamento nazionale
Manifestazione il 7 ottobre a Roma e a Torino il 9 con Usb

Roma, 25 set. (Apcom) - Dare vita ad un coordinamento nazionale Usb dei precari di scuola, università e ricerca, "che dia continuità alle esperienze di lotta e promuova le prossime iniziative", a partire dall'assemblea cittadina contro la precarietà indetta a Roma per il prossimo 7 ottobre. Questa la linea emersa stamattina nel corso dell'assemblea nazionale dei lavoratori precari indetta dall'Unione sindacale di base. L'assemblea ha dato la propria adesione alla manifestazione nazionale del 9 ottobre a Torino, indetta da Usb davanti alla Fiat "contro l'attacco portato a tutto il mondo del lavoro" e ha deciso di avviare ottobre una serie di manifestazioni regionali in tutta Italia "per contrastare i processi di regionalizzazione del sistema della formazione e coinvolgere anche i governi locali, sempre più responsabili delle politiche del lavoro e della gestione delle conseguenze della perdita dei posti di lavoro". Il coordinamento dei precari avvierà assemblee in tutti i posti di lavoro "per la costruzione di un forte momento di mobilitazione nazionale". E, oltre a puntare l'indice contro i tagli decisi da finanziaria e dalle "controriforme Gelmini", stigmatizzano il comportamento di "alcune forze del centro-sinistra che nell'azione di governo ben poco si sono differenziate nelle scelte di fondo, contribuendo alla creazione ed al mantenimento del precariato nella P.A.".


25 settembre 2010 - La Repubblica

La protesta Da Palermo e Catania in assemblea a Roma

Palermo - È nutrita la rappresentanza siciliana alla manifestazione promossa oggi a Roma dall´unione sindacale di base al Centro congressi Cavour della Capitale. Il comitato precari della scuola di Catania e i precari in lotta di Palermo parteciperanno all´assemblea aperta ai comitati e alle realtà autorganizzate di tutto il paese, che vedrà la partecipazione dei lavoratori precari in lotta «dai nidi agli istituti di ricerca» e farà il punto delle «mobilitazioni accomunate dal no alla politica dei tagli di risorse, di posti di lavoro e di servizi, in settori che dovrebbero essere invece considerati trainanti per l´uscita dalla crisi e per la crescita economica e civile del paese».


SCUOLA: USB, MOBILITAZIONE PERMANENTE A OTTOBRE
IL 9 A TORINO PER UNIRSI A LOTTA PER DIFESA DEL LAVORO

30 settembre 2010 - Left

I precari di Scuola, università e ricerca dell’Unione sindacale di base (Usb) il 25 settembre a Roma hanno attaccato la Finanziaria Tremonti e la controriforma Gelmini ma hanno anche criticato «quelle forze politiche del centro-sinistra che nell’azione di governo ben poco si sono differenziate nelle scelte di fondo, contribuendo alla creazione e al mantenimento del precariato nelle pubbliche amministrazioni a tutto vantaggio delle compatibilità economiche». Barbara Battista, responsabile nazionale Scuola Usb, spiega: «Il problema è che il Pd se vuole avere rapporti con i lavoratori precari della scuola dovrà render conto anche di provvedimenti presi in passato. Lo abbiamo ricordato anche a Franceschini che il decreto Bersani all’articolo 13 fa entrare le fondazioni nelle scuole». Privatizzazione, autonomia scolastica e rappresentanza sindacale: questi sono i tre nodi da sciogliere. «In Sicilia - continua Battista - il partito e la Cgil hanno mobilitato il mondo dei precari, ma poi il Pd appoggia la giunta Lombardo. E per le Rsu noi chiediamo che i precari possano essere candidati, ma la Cgil non è d’accordo».

26/27 settembre 2010 - Liberazione

Coordinamento nazionale
Usb: dai nidi all'università contro "i tagli"
di Daniele Nalbone

Più che un'assemblea nazionale, quella dei lavoratori precari di scuola, università e ricerca dell'Unione Sindacale di Base è stata una vera e propria "riunione di lavoro". Una riunione in cui le varie realtà in lotta, «dai nidi all'università» come recita lo striscione che ha accolto i circa cento partecipanti all'incontro tenutosi presso il centro Cavour di Roma, si sono raccontate e confrontate per dar vita al Coordinamento nazionale dei precari.
«Tutto è nato dall'esigenza di unificare le esperienze di mobilitazione messe in campo negli ultimi anni dai precari dei settori della conoscenza e della formazione» ha spiegato Barbara Battista, responsabile scuola Usb. Così, i delegati provenienti da tutta Italia hanno confermato la necessità di contrastare, con forza e in modo unitario, l'attacco in corso al valore pubblico e sociale della formazione, dell'istruzione e della ricerca. «Un attacco» continua Battista «che si è concretizzato nei tagli decisi dalle finanziarie di Tremonti e dalle "riforme" della Gelmini». Per questo è necessario connettere le singole esperienze per dar maggiore forza alla lotta contro la privatizzazione dell'università e delle ricerca e per ottenere il ritiro immediato dei tagli e delle controriforme e l'assunzione immediata a tempo indeterminato di tutti i lavoratori precari.
Obiettivi intorno ai quali si sono confrontate decine di realtà: dai comitati precari della scuola e dell'università ai lavoratori co.co.co; dalle educatrici dei nidi comunali di Roma ai ricercatori di università ed enti di ricerca come l'Ispra fino ad arrivare ai Blocchi precari metropolitani, importante spezzone dei movimenti di lotta per la casa di Roma riuniti nella rete nazionale "Abitare nella crisi". Non è un caso che tutti gli interventisiano andati in un'unica direzione: una manifestazione nazionale e uno sciopero generale dei precari. Inevitabile, quindi, che l'assemblea si concludesse con una "tabella di lotta" approvata all'unanimità da tutte le realtà presenti: per l'Usb ottobre sarà caratterizzato da una mobilitazione permanente che inizierà con un'assemblea sulla precarietà in programma a Roma il 7 e con la manifestazione nazionale del 9 a Torino. «La difesa della scuola pubblica è legata a doppio filo con l'attacco al mondo del lavoro da parte del Governo sul "modello Marchionne"» spiegano dall'Usb. Così, il 9 ottobre davanti ai cancelli della Fiat, luogo di partenza del corteo, in prima fila con i metalmeccanici ci saranno i precari dell'istruzione e della ricerca. Sarà questo il primo passo per giungere a una mobilitazione generale che porti, entro ottobre, a una serie di manifestazioni regionali in tutta Italia per contrastare i processi di "regionalizzazione" della formazione. «Con questa mobilitazioni diffuse» ha spiegato Barbara Battista «punteremo a coinvolgere anche i governi locali, sempre più responsabili delle politiche del lavoro». Presente all'assemblea dell'Usb, il responsabile scuola del Prc, Vito Meloni, giudica «molto interessante questo percorso intrapreso dal sindacalismo di base. Interessante come ogni processo volto a superare la frammentazione che troppe volte ha tarpato le ali a questo "movimento di soggettività"».


26/27 settembre 2010 - Il Manifesto

SINDACATI DI BASE
I precari della conoscenza in assemblea: «No ai tagli»
di Rocco di Michele

Movimento sì, ma da solo no basta. Per questo l'Unione sindacale di base (Usb), nata dalla fusione di diverse realtà, preferisce «un approccio organizzato», che dia continuità alle istanze che vengono - in questo caso - dal mondo della conoscenza. Si è svolta ieri mattina a Roma l'Assemblea nazionale dei lavoratori precari di scuola, università e ricerca, nata dall'esigenza di confrontare e unificare le esperienze di mobilitazione.
Obiettivo: contrastare con forza l'attacco in corso al valore pubblico e sociale della formazione, dell'istruzione e della ricerca, concretizzato nei tagli decisi dalle finanziarie di Tremonti e dalla «controriforma Gelmini», che hanno determinato la perdita del posto di lavoro di migliaia di precari. Forte anche la critica verso quelle «forze politiche del centro-sinistra che nell'azione di governo ben poco si sono differenziate nelle scelte di fondo», spesso «contribuendo alla creazione ed al mantenimento del precariato nelle pubbliche amministrazioni».
Idem per l'azione dei «sindacati concertativi», considerati globalmente «complici» dello smantellamento dei diritti, orientati a «utilizzare a proprio esclusivo vantaggio le mobilitazioni dei lavoratori, senza determinarne né la forza né l'incisività».
L'assemblea ha inoltre dato la propria adesione alla manifestazione nazionale del 9 ottobre a Torino, davanti alla Fiat, contro l'attacco portato a tutto il mondo del lavoro. Entro il mese di ottobre saranno effettuate una serie di manifestazioni regionali per «contrastare i processi di regionalizzazione del sistema della formazione».


 

26 settembre 2010 - Libertà

Scuola: in ottobre fitto calendario di proteste

ROMA - «È necessario inserire la lotta per la difesa della Scuola pubblica nella mobilitazione contro l'attacco al mondo del lavoro e il metodo Marchionne», per questo a ottobre ci sarà un fitto calendario di proteste nelle scuole, nelle università e negli istituti di ricerca; e il 9 ottobre i precari dell'istruzione aderiranno al presidio indetto davanti alla Fiat di Torino. Questo è emerso dall'assemblea nazionale dei precari della scuola, dell'università e della ricerca dell'Unione sindacale di base (Usb), che ha dato vita al Coordinamento nazionale precari.
All'assemblea hanno partecipato un centinaio di persone, dalla diversa provenienza e formazione: i Comitati precari della scuola, i lavoratori Co. co. co. delle segreterie scolastiche e gli ex-Lsu delle pulizie, le educatrici e le maestre di asili nido e scuola dell'infanzia del Comune di Roma, i Cobas, e ricercatori dell'Università e degli istituti di ricerca. Come quelli dell'Ispra, l'ente di ricerca e controllo sull'ambiente, che per protesta sono stati per due mesi, notte e giorno sul tetto dell'istituto.
«I tagli - dice Michela Mannozzi, ricercatrice Ispra - hanno comportato un buco di bilancio di 24 milioni, sentiamo ancora il rischio per i nostri stipendi e per la ricerca che ne risulterebbe paralizzata. Ma noi siamo pronti a risalire sui tetti».
I più attivi nelle proteste di queste ultime settimane sono risultati gli insegnanti di Calabria e Sicilia, la cui amarezza è sintetizzata da Giovanni Portas, precario reggino: «Per 20 anni abbiamo lasciato le nostre famiglie e siamo andati a fare supplenze al Nord, perché ci avevano illuso che il precariato ci avrebbe poi portato all'assunzione di ruolo. Invece mi ritrovo a 40 anni a cambiare continuamente città, tornando a casa solo da turista».
Dopo aver promosso il blocco delle nomine in varie città del Sud e la manifestazione sullo Stretto di Messina, è intenzione del movimento sindacale dare vita a una mobilitazione permanente perchè «di fronte a un attacco alto e complesso alla scuola pubblica e ai lavoratori - ha detto la responsabile Usb Scuola, Barbara Battista - la risposta deve essere organizzata e forte».

26 settembre 2010 - QN Quotidiano Nazionale

SCUOLA PRECARI SUL PIEDE DI GUERRA
La Gelmini striglia i prof «Basta scatti di anzianità»

ROMA - «DAREMO PIÙ VALORE al merito, basta con lo stipendio uguale per tutti gli insegnanti». Lo ha annunciato il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, spiegando che per i docenti «servono trattamenti diversi a seconda dei risultati raggiunti». «Non possiamo trattare buoni e cattivi allo stesso modo ha proseguito lo stipendio non può essere uguale per gli uni e per gli altri. Con i ministri Sacconi e Brunetta stiamo lavorando per superare il meccanismo scandaloso degli scatti di anzianità». La Gelmini ha sottolineato che questo meccanismo sarà superato «in Parlamento o per via contrattuale: bisogna dire basta al falso egualitarismo». Il ministro dell'Istruzione ha quindi sottolineato che il suo «non è il governo dei tagli ma il governo della lotta agli sprechi». Intanto l'assemblea dei precari della scuola, dell'università e della ricerca dell'Unione sindacale di Base (Usb), un centinaio di delegati che hanno dato vita al Coordinamento nazionale precari, ha annunciato per il mese di ottobre una mobilitazione permanente contro i tagli nella scuola.

26 settembre 2010 - Vita di Donna

Scuola, USB crea il coordinamento precari

Difendere la scuola pubblica vuol dire opporsi ai tagli che smantellano la scuola di tutti e contrastare la precarizzazione ormai imperante. Tutto questo va di pari passo con la difesa dei diritti di tutti i lavoratori. Con queste parole l'Assemblea nazionale dei precari della scuola, dell'università, della ricerca, dell'Unione Sindacale di Base, ha dato vita ad un Coordinamento nazionale dei precari. Il 9 ottobre i precari dell'istruzione aderiranno al presidio davanti alla Fiat di Torino, poi il 7 ottobre assemblea cittadina a Roma contro la precarietà e manifestazione nazionale entro la fine di ottobre. Ciò che più indigna è il lento smantellamento per garantire ad alcuni una università di eccellenza e buttare fuori gli altri che non se la potranno permettere. L'apertura ai privati, una università sempre più cara che tutela sempre meno i diritti dei lavoratori, che non permette a chi vuole crearsi un percorso di ricerca di crearsi una carriera all'interno dell'università.

CONTRO LA PRECARIETA’ CHE “FA SCUOLA”

ASSEMBLEA NAZIONALE DEI PRECARI DI SCUOLA, UNIVERSITÀ E RICERCA

25 SETTEMBRE, ROMA Centro congressi Cavour, via Cavour 50/A –ore 10.00

Le adesioni: dei precari di università, ricerca e nidi

- RdB/USB P.I. Università aderisce all’Assemblea nazionale dei precari di Scuola, Università e Ricerca, che si svolgerà sabato 25 settembre a Roma, presso il Centro Congressi Cavour, a cui parteciperanno tutte le componenti universitarie.RdB/USB Università, nel respingere lo smantellamento di Scuola, Università e Ricerca, settori fondamentali per la formazione e la “produzione” di futuro per le giovani generazioni del nostro Paese, ritiene che l’Assemblea nazionale sia un importante momento di discussione per rilanciare la mobilitazione generale contro il DDL Gemini e le manovre finanziarie 2008 e 2010, che prevedono tagli insostenibili per i bilanci degli atenei ed un vergognoso licenziamento di massa per i precari.Il rinvio dell’anno accademico, chiesto da RdB/USB Università nei giorni scorsi, è un percorso concreto di lotta conflittuale che si sta realizzando in diverse atenei (come accade a Pavia, Padova, Milano, Bologna, Perugia, Roma, Napoli, Palermo, Catania), nonostante il tentativo messo in atto dalla casta baronale guidata dai rettori, che in queste ore tenta di soffocare ogni resistenza al DDL Gemini anche a costo di spazzare via ogni ragione e diritto delle sue componenti più deboli e sfruttate. RdB/USB Università ritiene necessario e possibile un percorso sindacale confederale e nazionale, che partendo dai bisogni primari dei lavoratori offra prospettiva di soluzione della crisi attraverso la rivendicazione della qualità al diritto di formazione e ricerca pubblica nel nostro paese.

- “Il conflitto è l’unica arma per impedire che il governo ´spari` ancora sulla Ricerca pubblica. Questo verranno a ribadire i precari dell’ISPRA e di tanti altri Enti come INEA, ISFOL, INRAN, CRA,  ENEA, ISPRA, ISS, all’assemblea indetta dalla Unione Sindacale di Base”, così Claudio Argentini, della segreteria dell’USI/RdB Ricerca, annuncia l’adesione dei precari di questi Enti all’Assemblea nazionale dei precari di Scuola Università e Ricerca che si terrà sabato 25 settembre a Roma, presso il Centro Congressi Cavour, in via Cavour 50/A, dalle ore 10.00. “I tagli anti-sviluppo del governo - continua il sindacalista -  agiscono nel silenzio dell’opposizione, col collaborazionismo o l’acquiescenza dei sindacati complici, contrari al conflitto ed appiattiti tra i Ministri Brunetta, Gelmini e Tremonti. Così, per mancanza di reazione, molti enti di ricerca sono stati chiusi ed altri sono vicini al baratro. Alcuni, come ISS, ISPRA, INRAN, hanno disperato bisogno che i fondi tagliati dalle misure tremontiane siano ristabiliti ed aumentati nel 2011, ma in generale tutti hanno bisogno di investimenti per rilanciare la ricerca pubblica”. “Come sempre, in questo tipo di contesto, i lavoratori precari sono quelli che rischiano di più, sia per mancanza di fondi che per la nuova riduzione delle assunzioni. Ma stavolta a pagare non saranno solo loro: in tutta la Ricerca gli stipendi saranno bloccati e le carriere azzerate. Per questo – conclude Argentini - continuiamo una lotta che non è mai stata sospesa. Enti come l’ISFOL, salvato dalla chiusura grazie alla reazione USI/RdB Ricerca nello scorso maggio, o come ISPRA, ove con l’occupazione del tetto durata due mesi abbiamo salvato Ente e posti di lavoro, dimostrano che solo con il conflitto può fermare la decadenza a cui questo governo vorrebbe condannare la Ricerca”.

- I servizi educativi all’infanzia rappresentano l’anello più importante e insieme più fragile del sistema scolastico. In questi anni sono stati oggetto di una politica governativa fatta di tagli sul personale e sui servizi ai cittadini, che ha di fatto istituzionalizzato la condizione di precarietà del lavoro e ridotto ai minimi termini la qualità dei servizi alla persona e della vita di ognuno.

Per questo le insegnanti e le educatrici comunali, organizzate con RdB-USB P.I., parteciperanno all’Assemblea nazionale di tutti i lavoratori precari della Scuola, dell’Università e della Ricerca, indetta da USB il prossimo 25 settembre a Roma, presso il Centro Congressi Cavour, via Cavour 50/A, dalle ore 10.00.

Le insegnanti e le educatrici comunali si uniscono ai precari della scuola statale nel contestare il progetto di smantellamento di tutta la Scuola pubblica e denunciano come l’amministrazione capitolina stia seguendo la stessa linea del governo, aprendo le braccia alla privatizzazione, dando in concessione ben sette nidi costruiti con soldi pubblici, esternalizzando man mano l’intero servizio di pulizia, di assistenza scolastica e di custodia e tappando i vuoti d’organico con supplenze “spezzatino”.

Le insegnanti e le educatrici comunali saranno dunque presenti all’Assemblea nazionale in quanto parte integrante del settore educativo, per chiedere che i governi, locali e nazionali, dimostrino vera attenzione fornendo un elemento indispensabile al funzionamento delle scuole dei servizi educativi, ossia personale con contratto a tempo indeterminato.

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L’Unione Sindacale di Base, impegnata direttamente nella battaglia contro i piani di privatizzazione dell’istruzione e della ricerca, promuove per il prossimo 25 settembre l’Assemblea nazionale di tutti i lavoratori precari della Scuola, dell’Università e della Ricerca, che si terrà a Roma, presso il Centro Congressi Cavour, via Cavour 50/A,dalle ore 10.00.

L’Assemblea, aperta ai comitati e alle realtà autorganizzate di tutto il Paese, vedrà la partecipazione dei lavoratori precari in lotta dai nidi agli istituti di ricerca e farà il punto delle mobilitazioni accomunate dal no alla politica dei tagli di risorse, di posti di lavoro e di servizi, in settori che dovrebbero essere invece considerati trainanti per l’uscita dalla crisi e per la crescita economica e civile del Paese.

Un movimento che in questi anni USB ha promosso e organizzato: dalla forte mobilitazione dei precari del pubblico impiego dell’ottobre 2006 ai tetti dei provveditorati, dal tetto dell'Ispra allo sciopero degli scrutini, dallo sciopero della fame dei precari più colpiti dalla furia dei tagli alla scuola, fino alle ultime mobilitazioni nel sud Italia.

L’Assemblea nazionale, mettendo a confronto le diverse esperienze dei lavoratori, si propone di connettere e dare continuità alle battaglie del precariato, per riconquistare quella chiarezza di obiettivi necessaria alla definizione di un percorso di lotta indipendente dagli opportunismi politici e sindacali e per organizzare i prossimi appuntamenti della mobilitazione a livello nazionale e regionale.

Roma, 17 settembre 2010

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 17 settembre 2010 - Ansa

 

(ANSA) - ROMA, 17 SET - L'Unione Sindacale di Base promuove per il prossimo 25 settembre l'Assemblea nazionale di tutti i lavoratori precari della Scuola, dell'Università e della Ricerca, che si terrà a Roma, presso il Centro Congressi Cavour. «L'Assemblea, aperta ai comitati e alle realtà autorganizzate di tutto il Paese - rileva una nota - vedrà la partecipazione dei lavoratori precari in lotta dai nidi agli istituti di ricerca e farà il punto delle mobilitazioni accomunate dal 'nò alla politica dei tagli di risorse, di posti di lavoro e di servizi, in settori che dovrebbero essere invece considerati trainanti per l'uscita dalla crisi e per la crescita economica e civile del Paese. Un movimento che in questi anni Usb ha promosso e organizzato: dalla forte mobilitazione dei precari del pubblico impiego dell'ottobre 2006 ai tetti dei provveditorati, dal tetto dell'Ispra allo sciopero degli scrutini, dallo sciopero della fame dei precari più colpiti dalla furia dei tagli alla scuola, fino alle ultime mobilitazioni nel sud Italia. L'Assemblea nazionale, mettendo a confronto le diverse esperienze dei lavoratori - conclude la nota - si propone di connettere e dare continuità alle battaglie del precariato, per riconquistare quella chiarezza di obiettivi necessaria alla definizione di un percorso di lotta indipendente dagli opportunismi politici e sindacali e per organizzare i prossimi appuntamenti della mobilitazione a livello nazionale e regional


17 settembre 2010 - Dire

SCUOLA. Usb: il 25 a Roma assemblea nazionale di precari

Roma - L'Unione sindacale di base, impegnata direttamente nella battaglia contro i piani di privatizzazione dell'istruzione e della ricerca, promuove per il prossimo 25 settembre l'assemblea nazionale di tutti i lavoratori precari della Scuola, dell'Universita' e della Ricerca, che si terra' a Roma, presso il Centro Congressi Cavour, via Cavour 50/a, dalle ore 10.00. E' quanto si legge in una nota. L'assemblea, aperta ai comitati e alle realta' autorganizzate di tutto il Paese, spiega la nota, vedra' la partecipazione dei lavoratori precari in lotta dai nidi agli istituti di ricerca e fara' il punto delle mobilitazioni accomunate dal no alla politica dei tagli di risorse, di posti di lavoro e di servizi, in settori che dovrebbero essere invece considerati trainanti per l'uscita dalla crisi e per la crescita economica e civile del Paese. Un movimento, aggiunge la nota, che in questi anni Usb ha promosso e organizzato: dalla forte mobilitazione dei precari del pubblico impiego dell'ottobre 2006 ai tetti dei provveditorati, dal tetto dell'Ispra allo sciopero degli scrutini, dallo sciopero della fame dei precari piu' colpiti dalla furia dei tagli alla scuola, fino alle ultime mobilitazioni nel sud Italia. L'assemblea nazionale, mettendo a confronto le diverse esperienze dei lavoratori, si propone di connettere e dare continuita' alle battaglie del precariato, conclude la nota, per riconquistare quella chiarezza di obiettivi necessaria alla definizione di un percorso di lotta indipendente dagli opportunismi politici e sindacali e per organizzare i prossimi appuntamenti della mobilitazione a livello nazionale e regionale.(DIRE)


vedi volantino allegato

 

In tutta Italia i lavoratori della Scuola stanno facendo sentire la loro voce. Proprio in queste ore, i precari di Reggio Calabria con RdB/USB Scuola stanno manifestando in centinaia presso la sede del Consiglio regionale della Calabria, affinché il Consiglio si faccia carico della rovina provocata dai tagli e non spacci come soluzione l'elemosina elargita dall'accordo con il Miur.Reggio Calabria succede anche questo: Mobilitazioni del 7 e del 12 settembre dei precari della scuola

Domani a Roma, alle ore 17.00, la manifestazione cittadina di protesta davanti alla Camera. RdB/USB Scuola, da sempre parte attiva e solidale con le mobilitazioni dei precari, dal 27 agosto accanto ai colleghi di Palermo nel presidio permanente sotto Montecitorio, sostenendo la necessità di trasformare l'estrema lotta individuale dei colleghi in mobilitazione organizzata e collettiva, sarà presente in piazza contro il silenzio in cui si vuol far cadere il massacro della scuola pubblica, contro un Governo che ha dimostrato di saper solo mistificare i danni provocati dalla sua nefasta politica di privatizzazione.

 In questa occasione RdB/USB Scuola rivolgerà a tutti i precari e ai comitati della scuola l’invito a costruire insieme una Assemblea Nazionale per il prossimo 25 settembre a Roma, dalla quale lanciare il percorso di costruzione, sui posti di lavoro e territori, di una mobilitazione nazionale di Scuola, Università e Ricerca, per unire e rafforzare nella lotta tutti i precari e coloro che stanno pagando i costi di una crisi che non hanno generato. Un’Assemblea che faccia anche chiarezza rispetto alle ambiguità e complicità di Cgil Cisl e UIL, che in questi anni hanno contribuito a vario titolo allo sfascio del sistema dell’istruzione e della conoscenza e favorito nei fatti la perdita di diritti, dignità e posti di lavoro.

 Questi i punti fermi dell’Assemblea Nazionale: contro la privatizzazione della scuola pubblica statale; per il ritiro dell'articolo 64 della finanziaria del 2008 (133 mila posti di lavoro e 8 miliardi tagliati alla scuola) e di tutti i decreti attuativi ad essa collegati (riforma della scuola primaria e secondaria); per l'immediata assunzione a tempo indeterminato di tutti i lavoratori precari sui posti vacanti e disponibili secondo l'organico precedente ai tagli del piano Tremonti/Gelmini; per il recupero degli 8 miliardi di finanziamento alla Scuola Pubblica Statale; per la reinternalizzazione dei servizi esternalizzati e la definitiva stabilizzazione degli ex-Lsu; per il ritiro dei provvedimenti della manovra del luglio 2010 contro scuola università e ricerca; per il rinnovo del contratto, il riconoscimento degli scatti di anzianità per tutto il personale e il mantenimento dell'età pensionabile delle donne a 60 anni.

 Roma, 7 settembre 2010

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I precari della scuola di Reggio Calabria sono in stato di agitazione. Dopo il blocco delle convocazioni, al Mattia Preti è stata presentata la settimana della mobilitazione annunciando due iniziative che sicuramente centreranno l’attenzione sulla questione tagli alla scuola e del conseguente licenziamento ingiustificato di precari.

Si ritroveranno il 7 settembre in un sit.in ad oltranza al Consiglio Regionale della Calabria per obbligare il governatore a ricevere i lavoratori e discutere di fondi regionali.
Nella stessa giornata una delegazione manifesterà all’USP RC contro la sottrazione di cattedre previste per l’a.s. 2010-2011.

Domenica 12 settembre, tutti i precari reggini si daranno appuntamento sulle coste dello Stretto per ritrovarsi alla manifestazione “Invadiamo lo Stretto”.

foto, rassegna stampa e dettagli: cpsrc.wordpress.com7 settembre 2010 - Gazzetta di Reggio

Senza lavoro un centinaio di docenti precari

Reggio E. - «Anche a Reggio, a fronte di pensionamenti di docenti e aumento del numero di alunni, si assiste al blocco delle assunzioni. Solo 13 immissioni in ruolo per tutte le discipline. Oltre un centinaio di docenti precari, dopo questi giorni di agognate convocazioni, è rimasto senza lavoro». Così il sindacato di base Usb invita i lavoratori della scuola ad alzare la testa, a non farsi distrarre dalle solite chiacchiere sul merito, sul reclutamento e sul Sud sprecone. «Questi tagli - dice il sindacato della scuola - colpiscono tutti i lavoratori della scuola dell’intero Paese e non sono certo finalizzati al miglioramento del servizio. Mentre insegnanti e personale Ata vengono infatti "sterminati" in nome del risparmio e della lotta agli sprechi, lo stesso Governo continua nei suoi regali alla Confindustria, alle banche, alla Chiesa, agli eserciti, alle scuole private, alla sanità privata, ai ricchi evasori fiscali, alla casta politica».
«E la chiamata diretta, tanto cara alla Lega - sostiene Usb - sarà solo l’ennesimo trionfo del clientelismo in Italia che già vanta il primato di essere il Paese più corrotto d’Europa». Per discutere delle prossime iniziative di lotta l’Usb scuola ha indetto un’assemblea nella sede di via Don Minzioni 1/d giovedì prossimo, alle 16.

“Esprimiamo "solidarietà" al Ministro perché nessuno con un barlume di ragione avrebbe messo la faccia su questa riforma”, così Giacomo Russo, uno dei precari della scuola palermitani in sciopero della fame, commenta le dichiarazioni rese in conferenza stampa dal Ministro Gelmini.

“Ancora una volta il Ministro non parla di scuola, del valore dell’istruzione, della pedagogia. Noi invece intendiamo affrontare argomenti seri. Per questo stiamo preparando una mobilitazione di massa che coinvolgerà tutto il mondo della scuola”, conclude Russo.

RdB-USB Scuola continua a sostenere con forza la mobilitazione di tutti i precari, come testimonia la partecipazione di tanti lavoratori ATA ex Lsu che ieri si sono uniti al presidio dei palermitani in sciopero della fame. RdB-USB Scuola aderisce alla manifestazione cittadina che l’8 settembre vedrà in piazza a Roma le tante componenti del mondo della scuola, docenti e non docenti, dagli asili nido all’università, che da piazza di Monte Citorio daranno il benvenuto ai deputati alla ripresa dei lavori della Camera.

RdB-USB Scuola ringrazia inoltre le tante espressioni di solidarietà giunte in queste giorni ai lavoratori in lotta, ed in particolare il Collegio dei Docenti dell’Istituto “J. von Neumann”, che ha raccolto una sottoscrizione a sostegno della protesta.

Roma, 2 settembre 2010

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SCUOLA: A REGGIO CALABRIA RDB-USB SCUOLA ED I PRECARI  BLOCCANO LE NOMINE DEI SUPPLENTI. A CATANIA PROTESTANO ALL’USP

Portas (RdB-USB Scuola), è la dimostrazione che le lotte vanno fatte in modo organizzato

Di fronte ai pesanti tagli determinati dalla riforma Gelmini, le nomine dei supplenti stanno avvenendo con grave ritardo ed in una situazione di caos in tutte le province.

Questa mattina a Reggio Calabria RdB-USB Scuola insieme ai precari, i quali da ore erano in attesa delle convocazioni per il nuovo anno scolastico, hanno scoperto che era impossibile conoscere la disponibilità dei pochi posti rimasti. Indignati anche per la scarsa trasparenza di tutta la situazione, hanno imposto l’interruzione delle operazioni. Di conseguenza l’Ufficio Scolastico Provinciale ha diramato una nota in cui ufficializza il rinvio di tutte le nomine a data da destinarsi. (vedi:http://www.rcscuola.it/ )

A Catania la protesta dei precari si è concentrata presso l’Ufficio Scolastico Provinciale, dove per qualche ora è stato bloccato l’accesso agli uffici.

“Si tratta del primo caso in cui i precari riescono a non farsi calpestare passivamente dalla ingiustizie dell’Amministrazione – commenta Giovanni Portas, della RdB-USB Scuola Calabria – ed è la dimostrazione che se i lavoratori si organizzano con lotte collettive e col sindacato di base è possibile inceppare il perverso meccanismo dei licenziamenti di massa. Dedichiamo questa prima parziale vittoria – aggiunge Portas - a tutti i lavoratori che in questo momento stanno facendo lo sciopero della fame, invitandoli ad interromperlo ed a unirsi alle mobilitazioni organizzate che nei prossimi giorni, e non solo a Reggio Calabria, si attueranno fino al ritiro dei provvedimenti e dei tagli”.

RdB-USB Scuola vigilerà sul computo corretto dei posti disponibili e sul rispetto delle decorrenze giuridiche ed economiche dei contratti.

Reggio Calabria, 31 agosto 2010

 

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3 settembre 2010 - Il Piccolo

DA MILANO A PALERMO IN TANTI FANNO LO SCIOPERO DELLA FAME
Precari in piazza l’8 settembre

ROMA - Una mobilitazione di massa: è questa la risposta che il mondo della scuola sta preparando per il ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini, per la sua riforma, per i tagli che lasciano fuori dagli istituti migliaia di insegnanti precari.
E mentre Rdb-Usb Scuola annuncia per l’8 settembre una manifestazione in piazza Montecitorio a Roma che coinvolgerà docenti, sudenti, precari e sindacati di categoria, in molte città d’Italia, da Milano a Napoli a Palermo, i professori continuano lo sciopero della fame. «Esprimiamo solidarietà al ministro perché nessuno con un barlume di ragione avrebbe messo la faccia su questa riforma» afferma Giacomo Russo, uno dei precari palermitani. «Ancora una volta - aggiunge - il ministro non parla di scuola, del valore dell’istruzione, della pedagogia. Noi invece intendiamo affrontare argomenti seri». Da Milano, i quattro precari al secondo giorno di sciopero della fame sono determinati ad andare avanti. «Per il momento stiamo bene - spiega Miriam Petruzzelli, insegnante di sostegno di 34 anni, da sei precaria - ma ci aspettiamo che il peggio arrivi. Stiamo facendo qualcosa che crediamo utile per i nostri colleghi e per l’intero Paese".
Dopo aver dormito nelle due tende da campeggio e nella roulotte sistemate di fronte all’ufficio scolastico milanese, i docenti rispondono poi alle ultime dichiarazioni della Gelmini promettendo «un autunno caldo» se la situazione «non dovesse cambiare». Partita da Palermo per il Friuli pur di non retrocedere in graduatoria, Maria Carmela Salvo, insegnante palermitana, è andata via dalla Sicilia 5 anni fa e racconta: «Se non ci fossero stati i tagli della riforma Gelmini quest’anno avrei già partecipato al primo collegio dei docenti. E invece, il mio contratto è scaduto il 31 agosto, non sono stata riconvocata e ora mi trovo in questa situazione».


3 settembre 2010 - Il Manifesto

MALTAGLIATI
Se 200 mila precari vi sembrano pochi
Duecentomila esuberi? «Un'eredità del passato, impossibile da riassorbire». La ministra Mariastella Gelmini gela le proteste e dice no a un confronto pubblico con gli insegnanti «Nessun governo può assorbire tanti insegnanti» Gelmini senza freni: «Sono militanti politici»

ROMA - «Settecentomia insegnanti sono sufficienti, non c'è possibilità di sommare a questi altri 200mila precari creati dalla politica negli anni scorsi. Queste persone hanno la nostra solidarietà... Ma abbiamo un impegno morale a non creare altro precariato, perché nessun governo può assorbire 200mila precari». Quest'anno scolastico inizia sulla scia di settimane di mobilitazione dei precari. E inizia con una delusione per chi si aspettava un'apertura del governo alle richieste dei lavoratori della scuola. Alla sua prima apparizione pubblica dopo le ferie estive, durante una conferenza stampa a palazzo Chigi, la ministra dell'istruzione ha gelato le richieste di un pubblico confronto, rivoltole in questi giorni dai precari della scuola: «Adesso non li incontro per il semplice motivo che stiamo perfezionando degli accordi».
Secondo la Gelmini «chi protesta non sa ancora di essere stato escluso dalle supplenze, questo si vedrà fra qualche settimana. Sono disponibile a un incontro con i precari - prosegue il ministro - quando vedrò che la nostra azione a sostegno anche dei precari sarà giustamente considerata». E come il deputato del Pdl Giorgio Stracquadanio la settimana scorsa aveva liquidato i precari in sciopero definendoli «finti precari, solo militante politici» così la Gelmini afferma che «alcuni di quelli che protestano in piazza non sono precari ma esponenti di Italia del Valori». La risposta di Antonio di Pietro, leader dell'Idv, non tarda ad arrivare: «Il ministro Gelmini ha deciso che il precario ha diritto alla parola solo se fa parte della sua fazione politica, è un atteggiamento palesemente antidemocratico, tipico dei sistemi totalitari».
Ma chi segue la mobilitazione dalla piazza sa benissimo che i lavoratori della scuola si organizzano attraverso i coordinamenti (Cps) e le organizzazioni sindacali (RdB-Usb e Cgil) e sono veramente poche le bandiere dei partiti che sventolano ai presìdi.
I 200 mila precari a spasso? «Un'eredità del passato». Nel dettaglio le cifre sembrano liquefarsi. «I 42.000 tagli del 2009-2010, per effetto dei pensionamenti, sono in realtà stati 10 mila e nel 2010-2011 l'effetto pensionamenti ridurrà a meno di 3 mila i tagli effettivi». Domenico Pantaleo, segretario nazionale della Flc Cgil smentisce dati e argomenti. «Siamo di fronte al licenziamento di migliaia di persone - afferma Pantaleo - a 10mila insegnanti dichiarati in sopranumero, a scuole elementari che non possono garantire più i tempi scuola richiesti dalle famiglie, a classi più affollate e insicure, all'impossibilità di assicurare risposte adeguate d'integrazione per gli alunni disabili».
L'argomento precari e posti di lavoro non è stato l'unico ad essere trattato. Gelmini ha esposto le novità della riforma da lei stessa definita «epocale» per la riorganizzazione dei programmi nelle superiori «che pongono grande attenzione al grande escluso, il 900, all'italiano e alle materie dell'area scientifica». Guerra all'assenteismo nella scuola secondaria con il massimo di 50 assenze l'anno, pena la bocciatura. Partiranno i due nuovi licei, quello con indirizzo musicale e quello delle scienze umane.
«C'è gente precaria nella scuola che dopo 10-12 anni viene mandata a casa. Neanche i padroni delle ferriere fanno quello che stanno facendo Gelmini e Tremonti», commenta a caldo del segretario del Pd Pier Luigi Bersani. Mentre dal presidio permanente di Montecitorio gli insegnanti precari non la mandano a dire. «Esprimiamo solidarietà al ministro perchè nessuno con un barlume di ragione avrebbe messo la faccia su questa riforma», commenta Giacomo Russo, uno dei precari della scuola palermitani in sciopero della fame, «ancora una volta il ministro non parla di scuola, del valore dell'istruzione, della pedagogia. Noi invece intendiamo affrontare argomenti seri. Per questo stiamo preparando una mobilitazione di massa che coinvolgerà tutto il mondo della scuola». Appuntamento: l'8 settembre prossimo.
Solidarietà ai precari della scuola è stata espressa ieri dai ricercatori universitari della Rete ricerca pubblica e della Rete 29 aprile: «Mentre tutti i paesi evoluti investono in formazione, in Italia si approfitta della crisi per smantellare scuole, università e enti di ricerca».


3 settembre 2010 - La Stampa

E sui precari continua il braccio di ferro
«Sono solidale con chi rischia il posto di lavoro, ma per ora non intendo riceverli» «E’ legittima ma non motivata Il ministero non ha ancora completato le operazioni». Da Palermo a Roma per dire basta: in tenda davanti a Montecitorio «Bisogna avere maggior rispetto per chi è disperato perché non avrà il lavoro».
"Disagio strumentalizzato, non posso assumerne 200 mila" Il Pd: bara sui numeri. I prof: presto nuove manifestazioni

Roma - Da oltre due settimane le chiedevano di parlare dei precari e degli scioperi della fame in corso per protestare contro i tagli. Durante la conferenza stampa di ieri il ministro Gelmini ha chiarito la sua posizione. Massima «solidarietà» verso chi rischia il posto di lavoro ma occorre, ha precisato, non «strumentalizzare il disagio».
Giacomo Russo ieri sera non mangiava da sedici giorni. Con lui altri precari sono arrivati da Palermo a Roma per portare la loro protesta nei palazzi del potere. Prima si sono accampati sotto il ministero dell’Istruzione. «Era pieno di topi - racconta Giacomo - allora ci siamo spostati davanti a Montecitorio. Ora siamo qui». Tenda e zaini messi in pila davanti all’obelisco della piazza, hanno chiesto un incontro con il ministro mentre la loro protesta si estende ogni giorno: ieri altri quattro precari hanno iniziato lo sciopero della fame a Milano.
Nulla da fare. Il ministro preferisce rispondere a distanza perché «stiamo perfezionando degli accordi», spiega. E poi non tutto è deciso. «Protestano senza ancora essere stati esclusi. Una protesta legittima ma non motivata. Non si tratta di persone che sono state licenziate, presumono di non avere un posto di lavoro, ma il ministero non ha ancora completato le operazioni». La Gelmini rivendica, invece, l’attività del governo per risolvere la questione, a partire dal decreto legge «salva precari» agli accordi con le regioni e ha detto chiaro: «I precari che noi abbiamo ereditato sono un numero spaventoso». Se si considerano precari anche coloro che «hanno fatto una supplenza sola. Sono 229 mila a fronte dei 700 mila insegnanti già impiegati nella scuola. E 700 mila è un numero sufficiente per far fronte al bisogno di insegnanti del paese». Per il ministro è necessario che la politica del passato faccia autocritica perché sono stati «distribuiti posti di cui la scuola non aveva bisogno. Nessun governo può assorbire 200 mila precari».
Giacomo Russo sorride quando ascolta la risposta del ministro. «Posso solo dire che sono solidale con lei perché nessuno con un barlume di ragione avrebbe messo la faccia su questa riforma e capisco che, non credendoci nemmeno lei, non può venire da noi a difenderla. Non avrebbe le parole per farlo». Lui e gli altri del presidio a Montecitorio rispondono con alcune cifre. «In due anni 67 mila docenti e 35 mila Ata hanno perso il posto e non c’è bisogno di attendere per sapere che non avranno un lavoro quest’anno, basta guardare le disponibilità pubblicate dai provveditorati e i numeri dei convocati: chi è fuori sa già di esserlo, molti lo sono sin dallo scorso anno. Diecimila assunzioni sono irrisorie, a fronte di 67 mila posti a tempo indeterminato tagliati e 130 mila cattedre tuttora vacanti».
La risposta da parte dei precari è una mobilitazione di massa da parte dei sindacati di base della Rdb-Cub. E anche la Rete degli Studenti annuncia proteste. Ma persino dalle fila del Fli, il senatore Giuseppe Valditara afferma che è «urgente risolvere il problema del precariato per poter avviare una seria riforma della formazione e del reclutamento degli insegnanti».
Il segretario generale della Flc-Cgil, Mimmo Pantaleo, chiede al ministro «maggiore rispetto per coloro che perdono il lavoro e sono disperati». Mentre il segretario del Pd Pierluigi Bersani commenta che «neanche i padroni delle ferriere fanno quello che stanno facendo Gelmini e Tremonti».
«Non sarà un anno facile quello che la scuola deve affrontare: per questo è ancor più doveroso prestare ascolto alle difficoltà e al disagio degli insegnanti e di tutto il personale scolastico», afferma il segretario della Cisl Scuola Francesco Scrima. «Il Ministro dell’Istruzione riceva i precari in sciopero della fame e resterà stupita dalla saggezza e dall’equilibrio che queste persone trasmettono», commenta l’esponente del Pd, Ignazio Marino.
E’ proprio dal Pd che arrivano le repliche più dure, dopo le accuse di aver lasciato in eredità il peso di un esercito di precari da smaltire. Francesca Puglisi, responsabile scuola della segreteria Pd: «È intollerabile continuare a leggere numeri e dichiarazioni in libertà di governo e maggioranza sulla scuola e la decenza impone di ricordare che: per quanto riguarda i precari il governo di centrosinistra aveva fatto diventare legge l’assunzione in ruolo di 150.000 precari della scuola. Il ministro Gelmini, cancellando le cattedre sta invece licenziando un numero di lavoratori della scuola equivalente a due Alitalia all’anno». Oppure Caterina Pes, deputata del Pd, che ricorda al ministro che: «i precari licenziati non saranno 20 mila ma almeno il doppio e circa 140 mila nei prossimi anni».


3 settembre 2010 - Quotidiani rete Repubblica

Da Milano a Palermo. I docenti senza posto continuano lo sciopero della fame
Dilaga la protesta nel Paese
Verso manifestazione nazionale a Roma l’8 settembre

ROMA - Una mobilitazione di massa: è questa la risposta che il mondo della scuola sta preparando per il ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini, per la sua riforma, per i tagli che lasciano fuori dagli istituti migliaia di insegnanti precari.
E mentre Rdb-Usb Scuola annuncia per l’8 settembre una manifestazione in piazza Montecitorio a Roma che coinvolgerà docenti, sudenti, precari e sindacati di categoria, in molte città d’Italia, da Milano a Napoli a Palermo, i professori continuano lo sciopero della fame.
«Esprimiamo solidarietà al ministro perchè nessuno con un barlume di ragione avrebbe messo la faccia su questa riforma» afferma Giacomo Russo, uno dei precari palermitani. «Ancora una volta - aggiunge - il ministro non parla di scuola, del valore dell’istruzione, della pedagogia. Noi invece intendiamo affrontare argomenti seri».
Da Milano, i quattro precari al secondo giorno di sciopero della fame sono determinati ad andare avanti.
«Per il momento stiamo bene - spiega Miriam Petruzzelli, insegnante di sostegno di 34 anni, da sei precaria - ma ci aspettiamo che il peggio arrivi. Stiamo facendo qualcosa che crediamo utile per i nostri colleghi e per l’intero Paese».
Dopo aver dormito nelle due tende da campeggio e nella roulotte sistemate di fronte all’ufficio scolastico milanese, i docenti rispondono poi alle ultime dichiarazioni della Gelmini promettendo «un autunno caldo» se la situazione «non dovesse cambiare».
Partita da Palermo per il Friuli pur di non retrocedere in graduatoria, Maria Carmela Salvo, insegnante palermitana, è andata via dalla Sicilia 5 anni fa e racconta: «Se non ci fossero stati i tagli della riforma Gelmini quest’anno avrei già partecipato al primo collegio dei docenti. E invece, il mio contratto è scaduto il 31 agosto, non sono stata riconvocata e ora mi trovo in questa situazione».
Al coro di proteste degli insegnanti, si uniscono anche gli alunni. La Rete degli studenti accusa la Gelmini di «descrivere la scuola delle favole». E aggiunge: «Il disagio che in queste settimane emerge dagli atti estremi che i precari stannno mettendo in campo, accomuna tutte le parti sociali che compongono la scuola, palesando una situazione ormai vicina al collasso».
Intanto, il coordinamento dei precari ha organizzato per oggi un flash-mob indirizzato al ministro dell’Istruzione ed intitolato "Pronto Maria Stella?".
«La Gelmini - spiega una nota del Presidio scuola - è stata invitata a partecipare al gioco dei fagioli: ci sei Maria Stella? Noi vogliamo parlare con te dei problemi della scuola e dell’istruzione. Ci vuoi ascoltare? I precari non sono fagioli, ma sai quanti siamo? Prova a indovinare...».(a.d’a.)

2 settembre 2010 - Asca

(ASCA) - Roma, 2 set - Una mobilitazione di massa che coinvolgera' tutto il mondo della scuola e' prevista per l'8 settembre prossimo. Lo annuncia in una nota Rdb-Usb, nel giorno in cui il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, annuncia le novita' per l'anno scolastico 2010/2011. ''Ancora una volta il ministro non parla di scuola - commenta Giacomo Russo, uno dei precari della scuola palermitani in sciopero della fame dal 16 agosto - del valore dell'istruzione, della pedagogia. Noi invece intendiamo affrontare argomenti seri''. ''Esprimiamo solidarieta' al ministro - aggiunge Russo - perche' nessuno con un barlume di ragione avrebbe messo la faccia su questa riforma''. RdB-Usb Scuola continua a sostenere con forza la mobilitazione di tutti i precari, come testimonia la partecipazione di tanti lavoratori Ata ex Lsu che ieri si sono uniti al presidio dei palermitani in sciopero della fame. In particolare, scenderanno in piazza l'8 settembre i componenti del mondo della scuola, docenti e non docenti, dagli asili nido all'universita', che da piazza di Montecitorio daranno il ''benvenuto'' ai deputati alla ripresa dei lavori della Camera.


2 settembre 2010 - Apcom

Scuola/ Precari a Gelmini: prepariamo mobilitazione di massa
L'8 settembre a Roma in piazza docenti, studenti e precari

Roma, 2 set. (Apcom) - Nel giorno in cui il ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, annuncia le novità dell'annos colastico 2010/2011 e esprime solidarietà ai precari della scuola ma spiega di non volerli incontrare perchè sono dei "militanti politici", RdB Cub scuola annuncia una mobilitazione di massa contro la riforma. Giacomo Russo, uno dei precari della scuola palermitani in sciopero della fame dal 16 agosto, che nei giorni scorsi è stato ricoverato d'urgenza in ospedale per una grave disidratazione, commenta:"Esprimiamo solidarietà al ministro perché nessuno con un barlume di ragione avrebbe messo la faccia su questa riforma. Ancora una volta il Ministro non parla di scuola, del valore dell'istruzione, della pedagogia. Noi invece intendiamo affrontare argomenti seri. Per questo stiamo preparando una mobilitazione di massa che coinvolgerà tutto il mondo della scuola", annuncia. Per questo l'8 settembre scenderanno in piazza a Roma le tante componenti del mondo della scuola, docenti e non docenti, dagli asili nido all'università, che da piazza di Montecitorio daranno il "benvenuto" ai deputati alla ripresa dei lavori della Camera.


2 settembre 2010 - Adnkronos

Roma, 2 set. (Adnkronos) - Rdb-Usb sostengono «con forza la mobilitazione di tutti i precari» e aderiscono «alla manifestazione che l'8 settembre vedrà in piazza a Roma le tante componenti del mondo della scuola, docenti e non docenti, dagli asili nido all'università, che da piazza di Montecitorio daranno il benvenuto ai deputati alla ripresa dei lavori della Camera». I sindacati di base Rdb-Usb ringraziano inoltre «le tante espressioni di solidarietà giunte in queste giorni ai lavoratori in lotta».


2 settembre 2010 - Ansa

(ANSA) - ROMA, 2 SET - «Esprimiamo solidarietà al ministro perchè nessuno con un barlume di ragione avrebbe messo la faccia su questa riforma», così Giacomo Russo, uno dei precari della scuola palermitani in sciopero della fame, commenta le dichiarazioni rese in conferenza stampa dal Ministro Gelmini. «Ancora una volta il Ministro non parla di scuola, del valore dell'istruzione, della pedagogia. Noi invece intendiamo affrontare argomenti seri. Per questo stiamo preparando una mobilitazione di massa che coinvolgerà tutto il mondo della scuola», conclude Russo. RdB-USB Scuola continua a sostenere con forza la mobilitazione di tutti i precari, come testimonia la partecipazione di tanti lavoratori ATA ex Lsu che ieri si sono uniti al presidio dei palermitani in sciopero della fame. RdB-USB Scuola aderisce alla manifestazione cittadina che l'8 settembre vedrà in piazza a Roma le tante componenti del mondo della scuola, docenti e non docenti, dagli asili nido all'università, che da piazza di Montecitorio daranno il benvenuto ai deputati alla ripresa dei lavori della Camera. RdB-USB Scuola ringrazia inoltre le tante espressioni di solidarietà giunte in queste giorni ai lavoratori in lotta, ed in particolare il Collegio dei Docenti dell'Istituto «J. von Neumann», che ha raccolto una sottoscrizione a sostegno della protesta. Una mobilitazione a sostegno dei precari è annunciata anche dagli studenti dell'Uds.

SCUOLA: PRC, MANGIAMOCI LA MINISTRA...

(ANSA) - ROMA, 2 SET - Per rifondazione comunista «mentre i precari e i lavoratori della scuola continuano la loro mobilitazione in tutta Italia e tre di loro lo sciopero della fame sotto a Montecitorio, la Gelmini e il suo diretto superiore, herr Tremonti, continuano a mangiarsi quel che resta della nostra scuola pubblica». «La ministra - dicono in una nota riferendosi a Mariastella Gelmini - attacca le mobilitazioni in corso spacciando i lavoratori in lotta nelle diverse città italiane per 'militanti politici' dei quali alcuni iscritti all'Idv! La ministra sa bene che la protesta, che continuerà anche nelle prossime settimane, è dettata da ben altre motivazioni e che chi decide di arrivare alla forma di protesta più radicale come lo sciopero della fame è guidato dalla esasperazione e dallo sdegno contro chi ha deciso di rubargli quel minimo di speranza in un futuro fatto di dignità e lavoro». «Mercoledì 8 settembre riapre Montecitorio - continua la nota del Prc - e i lavoratori della scuola, il sindacato Usb e altri hanno deciso di andare a manifestare proprio là sotto quel giorno, per ribadire le loro forti e giuste ragioni. E forse anche perchè, dopo tutto questo sciopero della fame, vorranno giustamente 'mangiarsi'  la ministra? Chissà. Noi certamente saremo con loro».


2 settembre 2010 - Gazzetta del Sud

Scuola, l'incertezza dei precari
Tra proteste e speranze, l'assegnazione viene rinviata a data da destinarsi

Reggio C. - Per i docenti d'inglese delle scuole primarie e per quelli delle scuole secondarie di I e II grado della provincia di Reggio, presenti nelle graduatorie per l'attribuzione di incarico a tempo determinato nelle varie classi di concorso, in cui figurano cattedre o spezzoni di ore libere, martedì scorso è stata una giornata di quasi "ordinaria follia". Dopo quattro ore d'attesa senza notizie nel cortile e nell'aula-teatro della scuola media "Vittorino da Feltre" è stato comunicato loro che tutte le operazioni previste erano state rinviate a data da destinarsi. Ciò in accoglimento della richiesta dei sindacati, ma anche perchè il quadro delle disponibilità appena pubblicato su internet, con notevole ritardo sui tempi previsti, era suscettibile di ulteriori rettifiche. Certo, c'è da rilevare che i ritardi sono stati provocati anche dal mancato rispetto della tabella di marcia delle procedure che partono dal Ministero, ma alla fine si sono scaricati, come sempre accade, sull'ultima ruota del carro e cioè i docenti interessati che, convocati dall'intera provincia, hanno trascorso la mattinata in un clima di tensione e di totale incertezza. Tutto era cominciato alle 9, man mano che i docenti provenienti da tutta la provincia si andavano riunendo nel cortile e nei locali a pianterreno della scuola, già presidiata dalle insegne del sindacato Usb impegnato in un'azione di sensibilizzazione per i molteplici problemi della scuola nazionale e ancora più per i ritardi delle operazioni di assegnazione degli incarichi nell'ambito della provincia. Al primo momento di scambio di informazioni e dei saluti dei docenti in attesa della possibile nuova destinazione, che probabilmente non li vedrà più colleghi sugli stessi istituti scolastici, l'atmosfera si è andava sempre più riscaldandosi. Mancava ancora la pubblicazione delle disponibilità e, segno dei tempi, questi ritardi venivano controllati, in tempo reale sulla rete. Ad internet c'era chi si collegava con i cellulari ma riusciva ad leggere soltanto i titoli dei decreti pubblicati sul sito scolastico provinciale; ma c'era anche chi munito di netboock, l'ormai mitico computerino portatile, consultava a brevi intervalli la rete per avere notizie. Così, mentre i sindacati coglievano l'occasione per stigmatizzare il disagio in cui i precari vengono puntualmente sottoposti, un breve acquazzone costringeva tutti a ripararsi nello spazio che la scuola dedica abitualmente all'attività teatrale dei ragazzi ma che, per una mattina, ospitava un diverso tipo di rappresentazione che poteva sembrare "dell'assurdo", ma che assurdo per i diretti interessati non era, poiché dagli incarichi per molti di essi dipende il futuro lavorativo e la continuità della carriera . «Vengo ormai da trent'anni a seguire le operazioni – diceva amaramente un anziano professore – prima ci venivo per me, poi per mia moglie ed oggi per mia figlia, Ma ci pensate il disagio di chi viene dalla Piana o da Monasterace? Cosa deve fare per arrivare qui e rischiare di tornarsene senza aver fatto nulla?» Insomma nel clima che si andava surriscaldando, anche perchè la pioggia aveva costretto tutti dentro, un sindacalista armato di megafono annunciava che si stava cercando di ottenere il rinvio delle operazioni, «perchè va rispettata la dignità di chi si trova in attesa di una decisione importante per la vita di ognuno». Quando ormai erano passate le tredici e qualcuno si appresta a recuperare qualche panino giungeva l'annuncio che, comunque, poneva termine all'incertezza di un'attesa che per molti è stata motivo di non lieve tensione . Su internet è apparsa, infatti, la comunicazione del rinvio delle operazione di assegnazione degli incarichi ed oltre alla motivazione dell'intervento del sindacato, anche quella della possibilità di arrivo di ulteriori disponibilità di posti da assegnare. Una speranza in più per chi attende di poter proseguire nell'insegnamento o, addirittura, di poter riavvicinarsi ad una carriera che va diventando sempre più un miraggio. Mentre usciamo un'anziana signora incuriosita, ed anche allarmata, dall'assembramento vociante ci chiede «Giuvanotto ma che cosa fanno tutte queste persone? Scioperano!». «No signora– rispondiamo – aspettano perchè debbono essere chiamati ad insegnare nelle scuole». «Ma perchè gridano» insiste l'anziana signora. «Perché – replichiamo – sono qui da questa mattina e ancora aspettano che qualcuno gli dica qualcosa» . «Fanno bene a protestare perché i giovani non possono restare senza lavoro». Mentre l'anziana signora si allontana piano piano «Chissà – dice un professore anziano mentre esce dal cancello – che questo non sia un nuovo marchingegno per risparmiare alle spalle degli insegnanti di una scuola che vuole fare le cosiddette nozze con i fichi secchi»? E sì, perchè la retribuzione decorre dal momento in cui ci si presenta a scuola.


2 settembre 2010 - Il Manifesto

Prof precari alla fame
Palermo Milano, sola andata: la protesta dei precari della scuola sale dalla Sicilia alla Lombardia dove da ieri quattro insegnanti sono in sciopero della fame. Stessa sorte per una maestra di 55 anni in provincia di Pordenone. Verso una manifestazione nazionale

MILANO - Protesta sì, ma quale? La domanda è lecita, e insidiosa, visto che l'Ufficio scolastico regionale della Regione Lombardia, settimana più settimana meno, durante l'ultimo anno è stato quasi sempre presidiato dagli insegnanti precari triturati dalla «riforma» dei ministri Tremonti & Gelmini. Quest'anno, in sintonia con la protesta palermitana che sta dando il segno della preoccupazione dei precari della scuola (40 mila rischiano di non rientrare più nelle classi), anche i milanesi hanno deciso per lo sciopero della fame, almeno fino a sabato prossimo. Digiuneranno in quattro del Movimento Scuola Precaria. Cristina Virardi, insegnante di italiano alle medie, 29 anni di cui 3 da precaria, Alessandro Risi, professore di latino e greco, 39 anni, precario da quando ne aveva 31, Davide Bondesan, 28 anni, anche lui traballante sulle lettere antiche da 3 anni, e Miriam Petruzzelli, insegnante di sostegno di 34 anni, da 6 costretta ad arrampicarsi sulle graduatorie. Info: www.forumscuole.it/msp.
La «situazione» è stata apparecchiata per bene - striscioni, tende, performances, una tavola da pranzo senza una briciola di ristoro perché «la scuola pubblica è alla frutta» - e i quattro saranno in buona compagnia. Già ieri, prima, dopo e durante l'assemblea volante che ha aperto il triste autunno della scuola milanese, in via Ripamonti era tutto un viavai di amici, insegnanti, bambini, genitori, curiosi e giornalisti. I precari si riconoscono da lontano, indossano una maglietta arancione/emergenza con un logo che spacca: «La precarietà ti incatena? Scateniamoci», con un anello nero che sta per cedere sotto la spinta di una forza che fino ad ora, ammettiamolo, stenta a palesarsi (target potenziale: milioni di persone). Dove sono?
Il punto è questo, e i precari di via Ripamonti lo sanno. Qui, vista la gravità della situazione (1.300 insegnanti sono a rischio solo a Milano, 3.000 in Lombardia), non dovrebbe esserci bisogno di una protesta «estrema» per mobilitare i cittadini (e i politici e i sindacalisti), non fosse altro che per i numeri delle persone coinvolte. Invece il rischio - è stato così l'anno scorso - è che una volta iniziato l'anno, dopo i salti mortali dell'ufficio scolastico per tappare i buchi, in qualche modo tutto torni come prima. Malcontento sotto traccia e mortificazione di ogni istanza di cambiamento. Quest'anno però i tagli di Gelmini cominciano a bruciare. «La situazione nelle scuole sta visibilmente peggiorando - dice Miriam Petruzzelli - per cui il mio è un ottimismo relativo, ma credo che con il precipitare delle cose sia anche possibile la nascita di un movimento trasversale ancora difficile da decifrare. Il governo è più debole e noi dobbiamo cercare di cambiare la percezione delle famiglie e anche dei colleghi che hanno votato a destra». Con onestà, e con un po' di scoramento, c'è chi si interroga sull'efficacia di una protesta come questa. «Intanto è dimostrato che uno sciopero della fame fa ancora un certo effetto, interrompere l'alimentazione dà il segno di quanto grave sia la situazione. La verità è che noi non sappiamo più come farci ascoltare. Non credo che il digiuno sia più efficace di altre forme di protesta, noi abbiamo deciso così anche per solidarietà con i colleghi di Palermo e Roma». Essendo un'insegnante di sostegno, Miriam si considera fortunata perché riesce a guadagnare circa 1.200 euro in una scuola media di periferia: ci sono colleghi che potendo contare su meno ore guadagnano 400 euro. Il tema degli insegnanti di sostegno è uno dei più delicati e spiega in quale direzione sta andando la scuola italiana. «Nelle scuole dove ci sono insegnanti di sostegno - spiega - ci sono ragazzi con disabilità gravi che vengono affiancati solo 12 ore su 36 o 40. Quest'anno non sono diminuiti gli insegnanti di sostegno, ma sono aumentati i ragazzi con disabilità certificata, eppure il ministero ha fissato un tetto che non vuole oltrepassare. Oggi ci sono disturbi comportamentali che prima non venivano individuati, anche per questo la scuola deve assolvere un compito più complesso di cinquanta anni fa».
Il microfono è free e l'entusiasmo anche, e la protesta, se crescerà, prenderà forme in divenire. Per essere operativi, sono state messe a fuoco un paio di prospettive. Primo. «Dobbiamo crescere in questi giorni di mancate nomine per organizzare un corteo sabato 11 settembre». Secondo. «Da soli non ce la facciamo, quando apriranno le scuole i tagli saranno evidenti, a quel punto dobbiamo estendere la protesta in tutte le scuole, coinvolgendo sindacati, studenti e genitori...». I partiti del centrosinistra, intanto, solidarizzano. 41 MILA DOCENTI IN MENO
Sono i tagli firmati Gelmini in arrivo quest'anno: si tratta di 26 mila insegnanti in meno e di circa 15 mila tra bidelli e amministrativi A REGGIO CALABRIA
L'ufficio scolastico provinciale è stato costretto al rinvio delle nomine a causa della protesta dei precari e dei sindacati di base Rdb-Usb 57 mila tagli nel 2009
Tra insegnanti (42 mila) e personale Ata (15 mila). Quest'anno i tagli impatteranno di più sulla scuola secondaria: -13700 posti A CATANIA
Ieri, l'Ufficio scolastico provinciale della città siciliana è stato occupato dagli insegnanti precari a cui era stato negato l'accesso 150 MILA POSTI PROMESSI
Il piano triennale di assunzione del 2007 prevedeva l'assunzione di 150 mila docenti: per l'anno 2010/2011 ne sono state previste 16.500.

GIACOMO RUSSO 31 anni, siciliano, in sciopero dal 17 agosto
«Alziamo la testa contro l'ignoranza»

ROMA - Sotto al Parlamento i precari continuano la loro mobilitazione. Giacomo Russo, 31 anni, precario siciliano in sciopero della fame, è seduto di fianco alla tenda in cui dorme da vari giorni insieme ad altri colleghi
Quando e perchè hai iniziato lo sciopero della fame?
Ho iniziato lo sciopero il 17 agosto a Palermo insieme ai colleghi Pietro di Grusa e Salvatore Altadonna quindi questo è il quattrodicesimo giorno. Digiuno perchè sono arrabbiato, lo ero il primo giorno, ora sono più stanco ma continuo a essere arrabbiato. La battaglia per il posto di lavoro è sacrosanta ma non è l'unico motivo. È un modo per alzare la testa in un paese dove non si parla più di cose importanti. Qua c'è gente che non riesce ad andare avanti. Gente che magari vorrebbe gioire, vorrebbe andare la domenica al prato con la propria famiglia e invece si trova a fare i conti con la sopravvivenza. E il tg parla di quanto misura la cucina di Fini.
Hai accennato alla tua protesta negli anni precedenti...
Confesso di essere recidivo: già l'anno scorso avevo fatto uno sciopero della fame insieme ad altri colleghi. Allora era indirizzato a incontrare il presidente della regione Sicilia
E siete riusciti a incontrarlo?
Sì. Il problema però è rimasto. Secondo me una colpa molto grande ce l'hanno le organizzazioni sindacali. Faccio nomi e cognomi: Cisl, Uil e Snals. Hanno accettato provvedimenti, come quello del salvaprecari, distruttivi e umilianti. Vivo in un paese che, al momento, non è totalmente democratico, perché le regole vengono stabilite a colpi di decreti legge senza discussione parlamentare.
Come si organizza il mondo dei precari della scuola?
I precari di tutta Italia si conoscono da tempo. Ci sono state assemblee e cortei nazionali. Ogni provincia ha il suo comitato, poi c'è anche il mondo sindacale, in particolare Usb, Cobas, Cgil.
Perchè avete deciso di spostarvi a Roma?
Siamo venuti a Roma perchè questa non apparisse solo come una questione meridionale anche se la maggior parte dei tagli sono concentrati al sud. La Sicilia è una regione martoriata dalla mafia e dalla disoccupazione. Per combattere la mafia bisogna dare lavoro, perché la legalità ha un senso quando tutti sono messi in condizione di vivere dignitosamente. Quindi Roma perchè è il cuore del paese.
Da quanto tempo lavori nella scuola? Qual è la tua formazione?
Faccio parte del personale non docente della scuola, sono un assistente tecnico, ho un diploma dell'istituto professionale alberghiero e lavoro a scuola da 5 anni. Condivido insieme a molte altre persone il precariato e ora probabilmente la disoccupazione, troverò un altro lavoro da precario. In un certo senso la precarietà ti toglie proprio la gioia. La tragedia è questa, le leggi non sono fatte in funzione della vita, e la vita è fatta di emozioni, tra cui la gioia. Bisogna cambiare il governo, la classe politica.
Anche l'opposizione?
Parlo anche dell'opposizione, fatte le dovute eccezioni, perchè non sono tutti uguali. Onestamente però ci sono persone che farebbero bene ad andarsene. Il processo di privatizzazione della scuola è iniziato all'epoca della riforma Berlinguer, questo governo l'ha semplicemente radicalizzato.
Che ricaduta hanno questi tagli nell'educazione dei bambini e dei ragazzi?
Quando si formano classi da trenta e passa alunni si obbliga l'insegnante a non ascoltare i bambini. E invece vanno ascoltati perché ogni bambino è un mondo con una propria storia, famiglia e quartiere quindi ha potenzialità e caratteristiche diverse da tutti gli altri.
Qualche giorno fa avete scritto al ministro Gelmini per un incontro pubblico. Come pensi che andrà a finire?
Vogliamo un contradditorio con il ministro ma sappiamo che non lo avremo mai perché non è in grado di sostenerlo. La sua riforma è stata scritta dai tecnici del ministero e lei ci mette la faccia. La Gelmini è perfetta perchè non ha spessore culturale, non ha qualità. Io sono solidale con lei, ho un po' di compassione perchè secondo me non si rende conto a cosa sta prestando la faccia. La riforma è stata fatta dal ministero dell'Economia e non ha nessun senso pedagogico.
Cosa chiedete al governo?
Chiediamo il ritiro della riforma, in alternativa anche le dimissioni del ministro dell'Istruzione ma anche dell'intero governo (ride, ndr). Speriamo almeno di creare una consapevolezza diffusa che ci permetta di scendere in piazza e riprendere il paese per mano perché ce n'è bisogno.
Quando terminerai lo sciopero della fame?
Non voglio interrompere lo sciopero perchè mi sento male o non perchè non ho più le forze. Voglio lasciare il testimone al coordinamento dei precari della scuola e della ricerca che organizzeranno a breve un'assemblea nazionale in previsione di mobilitazione comune. Bisogna superare le differenze tra le categorie lavorative e fare un fronte più unito possibile.


2 settembre 2010 - Corriere Fiorentino

Scuola, divergenze sui tagli

SCANDICCI - Per l'anno 2010-2011 le ore di assistenza educativa scolastica per i portatori di handicap verranno tagliate del 30-35%. La denuncia è dell'Unione Sindacale di Base. «Questo comporterà meno servizi, la diminuzione del salario per gli educatori a tempo indeterminato e il mancato rinnovo dei contratti a tempo determinato», afferma l'Usb. «Nessun taglio, sono aumentate le richieste per le ore di assistenza, da 700 a 1000. Abbiamo riconfermato le risorse dello scorso anno, oltre 500 mila euro», spiega l'assessore all'Istruzione Sandro Fallani.(I.Z.)


SCUOLA: PRECARI A GELMINI, PREPARIAMO MOBILITAZIONE DI MASSA
ANCHE STUDENTI SUL PIEDE DI GUERRASCUOLA: RDB-USB, MOBILITAZIONE DI MASSA CONTRO RIFORMA GELMINI
ADESIONE ALLA MANIFESTAZIONE DELL'8 SETTEMBRE A ROMAScuola: Precari a Gelmini, 8/9 In Piazza Con Docenti e Studenti

13 settembre 2010 - Adnkronos

SCUOLA: PRESIDENTE REGIONE CALABRIA INCONTRA PRECARI,
A BREVE UN TAVOLO TECNICO

Reggio Calabria, 13 set. - (Adnkronos) - Il presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti, ha ricevuto a palazzo Campanella i lavoratori precari della scuola rappresentati dai sindacati Rdb Usb. Al tavolo dei lavori, informa una nota dell'ufficio stampa, con il governatore erano presenti il presidente del Consiglio regionale Francesco Talarico, l'assessore regionale all'Istruzione Mario Caligiuri ed il Direttore generale dell'Ufficio Scolastico regionale Francesco Mercurio. Dopo aver ascoltato le istanze dei precari, insoddisfatti per i tagli ministeriali, Scopelliti ha ricordato che la Calabria, lo scorso mese di giugno, è stata la prima regione d'Italia a sottoscrivere un protocollo d'intesa con il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini attraverso il quale, con il progetto denominato «Una scuola per la democrazia» si prevede l'occupazione di circa mille docenti, tra i 1522 perdenti posto in Calabria. Si tratta, spiegano dalla Regione, di nuovi interventi per migliorare la qualità dell'istruzione attraverso l'impiego prioritario del personale docente e Ata (ausiliari, tecnici e amministrativi) abilitato, iscritto nelle graduatorie a esaurimento, che nell'anno scolastico 2008-2009 aveva ricevuto un incarico annuale senza avere la possibilità di stipulare lo stesso contratto per l'anno 2009-2010 e per il 2010-2011. Il personale impegnato nelle attività scolastiche della regione potrà avere una supplenza breve, massimo trenta giorni, cosa non prevista in precedenza.«La Regione - ha ricordato Scopelliti - ha destinato sette milioni di euro per queste iniziative progettuali». Nel corso dell'incontro è stato deciso di aprire un tavolo tecnico di concertazione con istituzioni e sindacati per stabilire assieme le azioni da mettere in campo. «Siamo inoltre disponibili - ha concluso il presidente Scopelliti - ad aggiungere nuove risorse per venire incontro alle istanze dei precari calabresi». Scopelliti si è detto inoltre disponibile a rappresentare, con il direttore Mercurio, le istanze dei perdenti posto davanti al ministro Gelmini. Al termine della riunione l'assessore Mario Caligiuri si è soffermato con i rappresentanti dei Rdb Usb manifestando la volontà dell'ente di concretizzare a breve il tavolo tecnico.


13 settembre 2010 - Asca

CALABRIA/SCUOLA: SCOPELLITI, 7 MLN PER INIZIATIVE PROGETTUALI

(ASCA) - Catanzaro, 13 set - ''La Regione ha destinato 7 milioni di euro per iniziative progettuali nella scuola''. Lo ha detto il Presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti, che ha ricevuto, a palazzo Campanella di Reggio Calabria, i lavoratori precari della scuola, rappresentati dai sindacati Rdb Usb. Al tavolo dei lavori - informa una nota dell'Ufficio stampa della Giunta regionale - con il Governatore, erano presenti il Presidente del Consiglio Regionale, Francesco Talarico, l'Assessore regionale all'Istruzione, Mario Caligiuri ed il Direttore Generale dell'Ufficio Scolastico regionale, Francesco Mercurio. Dopo aver ascoltato le istanze dei precari, insoddisfatti per i tagli ministeriali, il Presidente ha ricordato che la Calabria, lo scorso mese di giugno, e' stata la prima regione d'Italia a sottoscrivere un protocollo d'intesa con il Ministro Gelmini attraverso il quale, con il progetto denominato ''Una scuola per la democrazia'' si prevede l'occupazione di circa 1000 docenti, tra i 1522 perdenti posto in Calabria. In pratica, si tratta di nuovi interventi per migliorare la qualita' dell'istruzione attraverso l'impiego prioritario del personale docente e Ata (ausiliari, tecnici e amministrativi) abilitato, iscritto nelle graduatorie a esaurimento, che nell'anno scolastico 2008-2009 aveva ricevuto un incarico annuale senza avere la possibilita' di stipulare lo stesso contratto per l'anno 2009-2010 e per il 2010-2011. Il personale impegnato nelle attivita' scolastiche della Regione potra' avere una supplenza breve, massimo trenta giorni, cosa non prevista in precedenza. Nel corso dell'incontro e' stato deciso di aprire un tavolo tecnico di concertazione con istituzioni e sindacati per stabilire assieme le azioni da mettere in campo. ''Siamo inoltre disponibili - ha concluso il Presidente Scopelliti - ad aggiungere nuove risorse per venire incontro alle istanze dei precari calabresi''. Scopelliti si e' detto anche disponibile a rappresentare, con il Direttore Mercurio, le istanze dei perdenti posto davanti al Ministro Gelmini. Al termine della riunione l'assessore Mario Caligiuri si e' soffermato con i rappresentanti dei Rdb Usb manifestando la volonta' dell'ente di concretizzare a breve il tavolo tecnico.


13 settembre 2010 - Agi

SCUOLA: CALABRIA, SCOPELLITI INCONTRA DELEGAZIONE PRECARI

(AGI) - Reggio Calabria, 13 set. - Il Presidente della Regione Giuseppe Scopelliti ha ricevuto a palazzo Campanella a Reggio Calabria i lavoratori precari della scuola rappresentati dai sindacati Rdb Usb. Al tavolo dei lavori - informa una nota dell'Ufficio stampa della Giunta regionale - con il Governatore, erano presenti il Presidente del Consiglio Regionale Francesco Talarico, l'Assessore regionale all'Istruzione Mario Caligiuri ed il Direttore Generale dell'Ufficio Scolastico regionale Francesco Mercurio. Dopo aver ascoltato le istanze dei precari, insoddisfatti per i tagli ministeriali, il Presidente ha ricordato che la Calabria, lo scorso mese di giugno, e' stata la prima regione d'Italia a sottoscrivere un protocollo d'intesa con il Ministro Gelmini attraverso il quale, con il progetto denominato "Una scuola per la democrazia" si prevede l'occupazione di circa 1000 docenti, tra i 1522 perdenti posto in Calabria. In pratica, si tratta di nuovi interventi per migliorare la qualita' dell'istruzione attraverso l'impiego prioritario del personale docente e Ata (ausiliari, tecnici e amministrativi) abilitato, iscritto nelle graduatorie a esaurimento, che nell'anno scolastico 2008-2009 aveva ricevuto un incarico annuale senza avere la possibilita' di stipulare lo stesso contratto per l'anno 2009-2010 e per il 2010-2011. Il personale impegnato nelle attivita' scolastiche della Regione potra' avere una supplenza breve, massimo trenta giorni, cosa non prevista in precedenza. "La Regione - ha ricordato Scopelliti - ha destinato 7 milioni di euro per queste iniziative progettuali". Nel corso dell'incontro e' stato deciso di aprire un tavolo tecnico di concertazione con istituzioni e sindacati per stabilire assieme le azioni da mettere in campo. "Siamo inoltre disponibili - ha concluso il Presidente Scopelliti - ad aggiungere nuove risorse per venire incontro alle istanze dei precari calabresi". Scopelliti si e' detto inoltre disponibile a rappresentare, con il Direttore Mercurio, le istanze dei perdenti posto davanti al Ministro Gelmini. Al termine della riunione l'assessore Mario Caligiuri si e' soffermato con i rappresentanti dei Rdb Usb manifestando la volonta' dell'ente di concretizzare a breve il tavolo tecnico.


13 settembre 2010 - Il Giornale di Calabria

Scopelliti dalla parte dei precari della scuola
Il presidente della Regione ha ricevuto a Palazzo Campanella i lavoratori rappresentati dai sindacati Rdb Usb

REGGIO CALABRIA - Il Presidente della Regione Giuseppe Scopelliti ha ricevuto a palazzo Campanella a Reggio Calabria i lavoratori precari della scuola rappresentati dai sindacati Rdb Usb. Al tavolo dei lavori - informa una nota dell’Ufficio stampa della Giunta regionale - con il Governatore, erano presenti il Presidente del Consiglio Regionale Francesco Talarico, l’Assessore regionale all’Istruzione Mario Caligiuri ed il Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico regionale Francesco Mercurio. Dopo aver ascoltato le istanze dei precari, insoddisfatti per i tagli ministeriali, il Presidente ha ricordato che la Calabria, lo scorso mese di giugno, è stata la prima regione d’Italia a sottoscrivere un protocollo d’intesa con il Ministro Gelmini attraverso il quale, con il progetto denominato "Una scuola per la democrazia" si prevede l’occupazione di circa 1000 docenti, tra i 1522 perdenti posto in Calabria. In pratica, si tratta di nuovi interventi per migliorare la qualità dell’istruzione attraverso l’impiego prioritario del personale docente e Ata (ausiliari, tecnici e amministrativi) abilitato, iscritto nelle graduatorie a esaurimento, che nell’anno scolastico 2008-2009 aveva ricevuto un incarico annuale senza avere la possibilità di stipulare lo stesso contratto per l’anno 2009-2010 e per il 2010-2011. Il personale impegnato nelle attività scolastiche della Regione potrà avere una supplenza breve, massimo trenta giorni, cosa non prevista in precedenza. "La Regione - ha ricordato Scopelliti - ha destinato 7 milioni di euro per queste iniziative progettuali". Nel corso dell’incontro è stato deciso di aprire un tavolo tecnico di concertazione con istituzioni e sindacati per stabilire assieme le azioni da mettere in campo. "Siamo inoltre disponibili - ha concluso il Presidente Scopelliti - ad aggiungere nuove risorse per venire incontro alle istanze dei precari calabresi". Scopelliti si è detto inoltre disponibile a rappresentare, con il Direttore Mercurio, le istanze dei perdenti posto davanti al Ministro Gelmini. Al termine della riunione l’assessore Mario Caligiuri si è soffermato con i rappresentanti dei Rdb Usb manifestando la volontà dell’ente di concretizzare a breve il tavolo tecnico.


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14 settembre 2010 - Gazzetta del Sud

La Regione annuncia un tavolo tecnico per il precariato

Reggio C. - Come avevano annunciato, i precari della scuola di prima mattina hanno promosso un sit-in davanti a Palazzo Campanella, in vista della seduta del Consiglio regionale. Il loro obiettivo era incontrare le massime autorità regionali per avere l'opportunità di esprimere le loro difficoltà, proprio nel giorno dell'apertura dell'anno scolastico. L'incontro si svolto nella tarda mattinata nella sala commissioni di Palazzo Campanella, non appena il presidente Giuseppe Scopelliti è giunto da Rosarno, dove si era recato per presenziare alla cerimonia di inaugurazione dell'anno scolastico in Calabria. I precari erano rappresentati dai sindacati Rdb Usb. Al tavolo dei lavori – informa una nota dell'Ufficio stampa della Giunta regionale – con il Governatore, erano presenti il presidente del Consiglio regionale Francesco Talarico, l'assessore regionale all'Istruzione Mario Caligiuri ed il direttore generale dell'Ufficio Scolastico regionale Francesco Mercurio. Dopo aver ascoltato le istanze dei precari, insoddisfatti per i tagli ministeriali, il governatore Scopelliti ha ricordato che la Calabria, lo scorso mese di giugno, è stata la prima regione d'Italia a sottoscrivere un protocollo d'intesa con il ministro Mariastella Gelmini attraverso il quale, con il progetto denominato "Una scuola per la democrazia" si prevede l'occupazione di circa 1000 docenti, tra i 1522 perdenti posto in Calabria. In pratica, si tratta di nuovi interventi per migliorare la qualità dell'istruzione attraverso l'impiego prioritario del personale docente e Ata (ausiliari, tecnici e amministrativi) abilitato, iscritto nelle graduatorie a esaurimento, che nell'anno scolastico 2008-2009 aveva ricevuto un incarico annuale senza avere la possibilità di stipulare lo stesso contratto per l'anno 2009-2010 e per il 2010-2011. Il personale impegnato nelle attività scolastiche della Regione potrà avere una supplenza breve, massimo trenta giorni, cosa non prevista in precedenza. «La Regione – ha ricordato Scopelliti – ha destinato 7 milioni di euro per queste iniziative progettuali». Nel corso dell'incontro è stato deciso di aprire un tavolo tecnico di concertazione con istituzioni e sindacati per stabilire assieme le azioni da mettere in campo. «Siamo inoltre disponibili – ha concluso il Presidente Scopelliti – ad aggiungere nuove risorse per venire incontro alle istanze dei precari calabresi». Scopelliti si è detto inoltre disponibile a rappresentare, con il direttore Mercurio, le istanze dei perdenti posto davanti al ministro Gelmini. Al termine della riunione l'assessore Mario Caligiuri si è soffermato con i rappresentanti dei Rdb Usb manifestando la volontà dell'ente di concretizzare a breve il tavolo tecnico. «Vogliamo – ha detto Caligiuri – venire incontro alle esigenze dei precari, attivando tutti meccanismi possibili. Ripartiamo dal tavolo tecnico armati di buona volontà».

Soltanto pochi collaboratori scolastici al sit-in contro il "taglio" di 160 unità
I presidi starebbero chiedendo aiuto ai Comuni per far pulire le aule dagli Lsu

Catanzaro - «Quattro anni addietro il presidente Loiero ci ha dato buca, speriamo che Scopelliti prenda a cuore il nostro problema». A parlare sono i collaboratori scolastici della fascia pre-ruolo che ieri mattina si sono dati appuntamento di fronte all'Ufficio Scolastico Regionale, per un sit-in di protesta contro il taglio di 160 unità nella sola provincia catanzarese a seguito del decreto del Ministro Gelmini. Lavoratori delusi anche per il fatto di essere in pochi a contestare nonostante gli assistenti tecnici, il personale amministrativo e i docenti iscritti al sindacato autonomo di base (Sab) avevano dato all'unanimità la loro adesione; lavoratori senza stipendio che chiedono aiuto a tutte le istituzioni: «Che devono – dicono – far pesare a Roma il loro potere politico». Gianfranco Maiorino responsabile Ata del Sab afferma che per risolvere in parte il problema basterebbe una revisione della pianta organica e una maggiore trasparenza nelle graduatorie. «C'è una situazione di stallo dal 2008 con esposti alla Procura di cui tutti ne sono a conoscenza», afferma il sindacalista che si riferisce ad un fascicolo nel quale vengono denunciate gravi irregolarità da parte di presidi e la presenza di atti non legali di persone a cui, in base ai requisiti ed alla graduatoria, non spetterebbe di lavorare. «Entro il 29 settembre il Tar della Calabria dovrebbe pronunciarsi su 16 posti di assistenti collaboratori – ha continuato – ma se solo si facesse un po' di pulizia nelle graduatorie i posti uscirebbero. Tra di noi inoltre ci sono lavoratori con un handicap accertato dalla legge 104, ma loro sono stati i primi ad essere scavalcati. Abbiamo saputo che i presidi stanno chiedendo aiuto ai Comuni per far pulire le scuole dagli Lsu. Il disegno ci appare chiaro. Non sanno come sistemare questi altri lavoratori e tolgono il pane dalle nostre bocche». Di gravi illegalità parla anche il segretario provinciale della Cisal Michele Drago: «Su questo argomento abbiamo denunciato parecchi imbrogli non solo in Procura ma anche all'Ufficio scolastico provinciale e regionale, che però non muove un dito per ridare ai legittimi lavoratori quello che gli spetta. Si sta vociferando di particolari accordi con la Regione attraverso specifici progetti. Si tratta di risoluzioni palliative che possono tenere per un tempo limitato e che non risolvono il problema da un punto di vista economico e contributivo. La non presenza dei lavoratori al sit-in per noi è mortificante, significa non volersi esporre in prima persona, delegare sempre i politici alla risoluzione dei problemi». Secondo il professor Pasquale Bagalà l'errore più grande fatto dagli italiani è stato quello di avere taciuto di fronte ai tagli del personale all'interno degli uffici statali. «Se non ci fosse stata questa soluzione estrema – afferma – oggi queste persone sarebbero potute essere sistemate negli uffici pubblici. Tutto comunque è diventato un discorso di potere politico. E' inutile – continua – che stiamo qui ad elemosinare un intervento che il presidente Scopelliti dovrebbe a sua volta fare sulla Gelmini. Ha il nostro presidente forza contrattuale? In Sicilia la situazione si è risolta. Speriamo si possa fare lo stesso anche in Calabria». La protesta dei disoccupati andrà avanti fino a quando, dicono, non saranno ricevuti dal direttore dell'Ufficio scolastico regionale Mercurio e dal presidente Scopelliti.

14 settembre 2010 - Il Gazzettino

SCUOLA Rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil, Gilda e Snals critici con la riforma Gelmini
Inizia l’anno fra le polemiche
Occupato l’ex provveditorato agli studi per protestare contro i tagli del Governo

Vicenza - «Al peggio non c'è mai fine». A Vicenza il nuovo anno scolastico è iniziato all'insegna delle polemiche. Ieri mattina i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil, Gilda e Snals hanno occupato simbolicamente l'ex provveditorato agli studi di Borgo Scroffa per protestare contro la riforma scolastica attuata dal governo e il taglio del personale docente e non docente.
«Si tratta di un provvedimento che mette a rischio l'efficienza del servizio pubblico», hanno detto i sindacalisti. Si calcola che, in città, ci siano 500 insegnanti precari in più rispetto allo scorso anno.
Alla contestazione si è unito Germano Raniero, delle Rappresentanze sindacali di base, il quale ha annunciato che la mobilitazione continuerà per combattere quella che ha definito la «privatizzazione della scuola pubblica».
E ha aggiunto: «La scuola ha bisogno di insegnanti e personale non docente, di classi con non più di 20 alunni. Ma il piano governativo rende tutti più precari e ricattabili e favorisce il mercato delle scuole private. Invitiamo insegnanti e personale Ata a rifiutare una simile condizione che porta allo sfascio la scuola pubblica italiana e umilia chi la frequenta».
Sempre ieri, in occasione del primo giorno di scuola, l'assessore comunale all'istruzione Alessandra Moretti ha visitato la primaria «Giusti» di contrà Santa Maria Nova.
«L'Italia spende troppo poco per la scuola - ha commentato - I recenti tagli del governo in questo campo minacciano pesantemente il futuro del nostro paese».
E sull'aumento di 60 centesimi al giorno dei pasti serviti nelle scuole dell'infanzia e in quelle primarie e secondarie di primo grado (per ogni bambino il costo passerà da 3,90 a 4,50 euro), la Moretti è stata chiara: «La colpa è da addebitare alle scelte sciagurate del governo che, con i tagli, ha messo in difficoltà gli enti locali. Questo si ripercuote sul bilancio delle famiglie. Il dramma è che, per il futuro, non possiamo assicurare che non ci saranno ulteriori aumenti».


14 settembre 2010 - Il Messaggero

Civitavecchia. Bare, crisantemi e cartelli funebri...

Civitavecchia - Bare, crisantemi e cartelli funebri. Un funerale a tutti gli effetti "della scuola pubblica uccisa dalla Riforma Gelmini", quello celebrato ieri, davanti all’Isis Calamatta, dai docenti precari (circa 40, Ata compresi, ma gli organizzatori ne aspettavano di più) esasperati dalla perdita del lavoro. Tanti slogan ("Giù le mani dalla scuola pubblica", "Meglio bamboccioni che pecoroni" e "Non vogliamo burattini ma teste pensanti") e una voce unanime di protesta, capeggiata dal precario Marco Galice, che nel pomeriggio ha partecipato al sit in davanti al Miur a viale Trastevere a Roma. Concordi i presenti, uniti in quella che è stata definita una battaglia di civiltà: dagli Ata (personale amministrativo, ausiliari e insegnanti tecnico pratici) ai docenti in ruolo fino ai "Ssisini", ovvero gli abilitati tramite la scuola di specializzazione a numero chiuso "Ssis". «Se non piangiamo come i non abilitati, certo non ridiamo visto che ancora non abbiamo una cattedra fissa - dice Tina Coppola - pur avendo, alcuni di noi, 25 anni di studio alle spalle tra laurea, dottorato e specializzazione».
Forte il sostegno di partiti (Pd, Federazione della sinistra, Pmli, Rifondazione comunista, SeL, Prc, Pdci, Idv) e sindacati (Cgil, Filt Cgil, Flc Cgil, Cisl, Uil, Cobas, Unicobas, RdB Usb Scuola). «La scuola pubblica non interessa più: tagliano ore, gonfiano classi e non investono», ha detto Dario Menditto, docente precario di discipline agrarie. «Lavoreremmo pure al limite umano di classi da 35 alunni, disabili, ragazzi difficili e stranieri compresi - ha aggiunto Tatiana Ruocco, precaria di educazione tecnica - ma per noi di terza fascia niente cattedra». «Ancora non so se inizierò il quarto anno di architettura a "La Sapienza" perché non ci sono soldi per i ricercatori che devono coprire le cattedre - ha detto Federico Cropani a nome dell’associazione "25 aprile" e "Giovanile democratica" - siamo solidali con chi protesta, convinti che quella che ci vogliono spacciare come riforma è un mero taglio all’istruzione per disarticolare la scuola pubblica italiana».
«Come tutti i professionali, pesantemente colpiti dalla Riforma, quest’anno l’Isis Calamatta perderà 11 cattedre di ruolo, figuriamoci se c’è spazio per i precari», ha detto l’assessore provinciale alla scuola, Rita Stella, intervenuta per portare la solidarietà della Provincia.


13 settembre 2010 - Quotidiani locali rete Repubblica

Precari in rivolta, Stretto bloccato
In 4mila fermano navi e treni. Oggi in classe tra le proteste in 9 regioni Il ministro conferma: in otto anni saranno assorbite 220mila persone «Il caso Adro? Sindaco estremista»

MESSINA - «Vogliamo una sola disoccupata, Gelmini licenziata». Accompagnata da slogan contro il ministro dell’Istruzione, al ritmo di urla e fischietti, la rabbia dei precari della scuola ha paralizzato ieri i collegamenti sullo Stretto di Messina. Quattromila sulla sponda siciliana (2500 secondo la questura), trecento sul fronte calabrese, a Villa San Giovanni, hanno bloccato traghetti e circolazione stradale e ferroviaria per l’intera mattina, sciogliendo i blocchi poco dopo le 16, con 25 manifestanti denunciati dalla polizia dopo alcuni momenti di tensione. «La grande opera da compiere non è il ponte, ma un collegamento tra la scuola e il Paese» hanno detto, chiedendo il ritiro della legge Gelmini che cancella 130 mila posti tra docenti e personale Ata.
Dopo essersi radunati attorno alle 11 nel centro di Messina, sorvegliati da un numero imponente di agenti, i manifestanti si sono diretti verso gli imbarchi delle Ferrovie delle Stato e, dopo aver superato il cordone della polizia, hanno raggiunto una delle sei invasature della stazione marittima, impedendo alla nave «Riace» di salpare. Solo dopo le 13, i precari hanno lasciato il molo, per dirigersi verso la stazione, dove hanno bloccato per un’ora e mezza il transito dei treni, bloccando due convogli provenienti da Torino. Sulla sponda opposta, i colleghi arrivati da Puglia, Basilicata e Campania si sono mossi in corteo nell’area degli imbarcaderi, interrompendo temporaneamente con un sit-in la circolazione delle auto dirette e provenienti dalla Salerno-Reggio Calabra. «Lo scorso anno 20 mila preari sono rimasti senza contratto, altri 25 mila quest’anno: chiediamo la riapertura del turn-over» hanno detto i rappresentanti della Cgl-Flc, che assieme a Cobas, sindacato Rdb ed esponenti dell’opposizione hanno sfilato assieme agli insegnanti in lotta.
Ai manifestanti ha replicato il ministro Mariastella Gelmini: «Per risolvere il problema dei 220 mila precari l’unica soluzione è il numero programmato che sarà introdotto da quest’anno» ha detto, confermando che nell’arco di otto anni, grazie ai pensionamenti (21 mila l’anno) e a nuove immissioni in ruolo, «è possibile entro il 2018 dare risposta a tutti i precari che abbiamo ereditato». Secondo il ministro, saranno 150 mila le immissioni in ruolo, mentre per le restanti 70 mila persone si tratterà di contratti a tempo determinato.
Ieri, intanto, Gelmini ha preso le distanze dall’iniziativa del sindado leghista Oscar Lancini, che ha fatto del nuovo polo scolastico di Adro, in provincia di Brescia, un tempio della Lega, tappezzando banchi e pareti del simbolo celtico del «sole delle Alpi»: «Un estremismo che non condivido» ha detto.
Studenti e precari si preparano oggi a nuove proteste. Nel giorno in cui si torna a scuola in nove regioni (Calabria, Friuli, Lazio, Lombardia, Molise, Piemonte, Umbria, Veneto e Valle d’Aosta, oltre a Bolzano), Rete degli studenti e Unione degli studenti annunciano azioni in tutta Italia: in programma sit-in e flash mob (eventi in cui gruppi di persone si riuniscono e mettono in atto una performance). Nel pomeriggio è prevista una grande manifestazione a Roma davanti al ministero dell’Istruzione.


13 settembre 2010 - Gazzetta del Sud

Grido di dolore di 2.000 precari siciliani
Slogan in difesa della scuola pubblica che per molti di loro ha significato lavoro da 10 o addirittura 20 anni

Messina - Hanno gridato tutta la loro amarezza e rabbia, in molti casi autentica disperazione, per quel lavoro perduto dopo 10, 15, perfino 20 anni di precariato istituzionale. Sono accorsi a Messina da Palermo e Trapani, da Agrigento e Caltanissetta, da tutte le province siciliane in cui i posti di docente, o d'assistente tecnico-amministrativo, giudicati in esubero dal punto di vista finanziario, sono stati progressivamente falcidiati dai tagli imposti dalla riforma Gelmini. Non si sono accontentati ieri mattina, i 2.000 accorsi con una ventina di pullman da tutta la Sicilia, del "presidio con volantinaggio" nella centrale piazza Cairoli (prima previsto lungo il viale della Libertà che conduce agli imbarcaderi privati) ma si sono diretti alla Stazione marittima, transitando lungo il marciapiede del binario 1 della Centrale, ed occupando quindi il piazzale di una delle cinque invasature, dove il traghetto "Riace", più vuoto che pieno, avrebbe dovuto fare il cambio turno e salpare per Villa. Il cordone di polizia e carabinieri ha impedito loro di salire sulla nave. Qualche problema c'è stato, per il traffico ferroviario, che s'è fermato a Messina tra le 13.20 e le 14.50. Qualche disagio in più per alcuni passeggeri dei treni regionali: massimo ritardo un'ora. Quanto all'Intercity Roma-Sicilia, che doveva imbarcarsi verso la Calabria, non ha superato i 20 minuti di ritardo. Nonostante il fuori programma alle due stazioni Fs, difficilmente "evitabile" e una tensione umana e sociale palpabile, la manifestazione ,nella sua quasi totalità è stata contrassegnata dalla massima civiltà, tipica del resto del mondo della scuola. E questo grazie anche alla vigilanza della Questura di Messina che ha sapientemente mescolato comprensione e severità (con lo sbarramento volto a impedire il pericoloso accesso alla nave). In quegli attimi, mentre veniva sollevato il portellone del traghetto, nella calca improvvisa è volata qualche parola di troppo ma nulla di più. Alla fine in 25 sono stati segnalati all'autorità giudiziaria per procedere all'accertamento di eventuali reati o violazioni amministrative. Sotto un sole che si faceva bruciante, tra le bandiere viola del Coordinamento precari di tutte le province e quelle rosse della Cgil isolana e provinciale – i maggiori protagonisti dell'evento – una docente precaria di Caltanissetta ha accusato un malore e perso i sensi, subito soccorsa con respirazione artificiale da una messinese che le stava a fianco, ed è stata poi trasportata in ospedale con un'ambulanza del 118. Nulla di grave per fortuna. Nel bagno di folla, bandiere e striscioni si sono notate le presenze dei Cobas, della Rdb-Cub, di esponenti nazionali e regionali del Partito Democratico, come gli onorevoli Tonino Russo, Filippo Panarello e Concetta Raia, provinciali dell'Idv, e naturalmente di Rifondazione, Sinistra ecologia e libertà, Pdci, Orsa, Verdi. E poi, in prima linea, le delegazioni del Coordinamento genitori democratici e del Comitato genitori di bambini autistici. Non è mancato il preannunciato arrivo a sostegno di una delegazione dei lavoratori dei supercati della rete Eurogroup, oltre 200 nell'intera provincia rimasti senza lavoro e... «da maggio senza stipendio»: vertenza assolutamente diversa – la scuola è un servizio pubblico essenziale – ma anche loro specchio della crisi occupazionale più traumatica, quella che colpisce d'improvviso chi lavorava da anni e anni con prospettive tranquille, e spesso ha già raggiunto gli "anta". Alla fine il fitto assembramento, condito dagli striscioni inalberati sul ponte carrabile che sorvola i moli, e dagli slogan scanditi a difesa della scuola pubblica e del posto e «per l'unico licenziamento della Gelmini» s'è sciolto senza problemi alle 16 del pomeriggio. E le reazioni a sostegno nell'ambito dell'opposizione si sono susseguite. «Il Governo deve immediatamente ritirare la legge 133 – ha sottolineato l'on. Tonino Russo, componente Pd della commissione Cultura della Camera, ieri a Messina tra i manifestanti – completando il massiccio piano di inserimento previsto dal Centrosinistra, bloccato dalla prematura caduta del Governo Prodi». La manifestazione di migliaia di precari a Messina – tuona il portavoce nazionale dell'Idv, Leoluca Orlando – è un ulteriore segnale di un settore in ginocchio. Il dramma degli operatori precari della scuola s'inserisce nel disegno di un Governo che reso precaria la scuola stessa tanto che spesso i genitori sono costretti a sopperire con risorse personali – ricorda Orlando – alle carenze delle strutture, le classi sono diventate sovraffollate e mancano gli insegnanti di sostegno». Durissimo il senatore del Pd, Giuseppe Lumia: «C'è chi, come il presidente del Consiglio parla ai giovani a suon di barzellette di pessimo gusto e ci sono coloro, come i precari, che stanno protestando a Messina e in tutt'Italia perché le nuove generazioni ricevano un'istruzione di qualità. Ed i ragazzi per crescere non hanno bisogno di barzellette ma di una scuola pubblica seria e rigorosa».


13 settembre 2010 - Il Giornale di Vicenza/Brescia Oggi/L'Arena

SCUOLA. Docenti e Ata manifestano a Messina contro i tagli. Nove regioni tornano in classe
I precari sullo Stretto bloccano i traghetti
Solidarietà da sindacati e opposizioni che chiedono il ritiro del ddl
La Gelmini ribadisce: «L’unica soluzione è il numero programmato»

MESSINA - Mentre gli studenti di nove regioni da oggi tornano in classe, molti dei loro insegnanti e del personale non docente hanno scelto di manifestare tra le due sponde dello Stretto per sottolineare che «la grande opera da compiere non è il ponte, ma un collegamento tra la scuola e il Paese». Letizia Sauta, insegnante precaria, lo scorso anno aveva interrotto lo sciopero della fame solo dopo l’insistenza di Dario Franceschini, e ieri era di nuovo lì, tra i quattromila (2.500 secondo la questura) scesi in piazza a Messina per protestare contro i tagli previsti dal ddl Gelmini.
Dall’altra parte dello Stretto, a Villa San Giovanni, un gruppo di 300 precari - arrivati da Puglia, Basilicata e Campania - faceva eco agli slogan dei colleghi siciliani («Vogliamo una sola disoccupata, Gelmini sei licenziata»), che hanno occupato la stazione ferroviaria, bloccando i treni per un’ora e mezza e invaso uno degli imbarcaderi dei traghetti delle Fs. Una giornata senza incidenti ma le forze di polizia hanno denunciato 25 precari e ne stanno identificando altri.
I manifestanti si sono dati appuntamento per il 18 settembre a Palermo, la città dove Pietro Di Grusa, del Comitato precari, ha fatto lo sciopero della fame davanti al provveditorato per due settimane: «Sono precario da 25 anni e senza lavoro dall’anno scorso». A fianco degli insegnanti e del personale Ata, hanno sfilato Cobas, esponenti politici dell’opposizione e rappresentanti della Cgil, che a Villa San Giovanni sono stati presi di mira dal sindacato autonomo Rdb.
«Per risolvere il problema dei 220mila precari», ha detto il ministro Maria Stella Gelmini, «l’unica soluzione è il numero programmato che sarà introdotto da quest’anno», confermando che nell’arco di 8 anni, grazie ai pensionamenti (circa 21mila l’anno), «è possibile entro il 2018 dare risposta a tutti i precari che abbiamo ereditato». Secondo il ministro, «saranno 150 mila le immissioni in ruolo, mentre per le restanti 70 mila persone si tratterà di contratti a tempo determinato. Non ci saranno più spazi aperti a tutti, perché questa modalità si è dimostrata non valida: anziché assegnare posti di lavoro, si sono assegnati posti di attesa». Ma ha ammesso che questo provocherà problemi all’ingresso dei giovani.
Sindacati e opposizioni chiedono il ritiro del provvedimento e il portavoce di Idv, Leoluca Orlando, parla di «un dramma che non riguarda solo centinaia di migliaia di precari, ma l’intero Paese, nel quale si guarda con atteggiamento di sufficienza, commiserazione e indifferenza gli intellettuali e i professionisti». Solidarietà ai precari è arrivata dal presidente dei senatori Udc, Gianpiero D’Alia: «Siamo di fronte alla mortificazione di tante ottime professionalità», e da Sergio D’Antoni, deputato Pd e vicepresidente della commissione Finanze della Camera: «La scure colpisce i più deboli, demolendo l’offerta formativa e ipotecando il futuro di tanti ragazzi».


13 settembre 2010 - Il Gazzettino

I precari bloccano lo stretto di Messina

MESSINA - Hanno scelto di manifestare tra le due sponde dello Stretto per sottolineare che «la grande opera da compiere non è il ponte, ma un collegamento tra la scuola e il Paese». Letizia Sauta, insegnante precaria, lo scorso anno aveva interrotto lo sciopero della fame solo dopo l'insistenza di Dario Francechini, e oggi era di nuovo lì, tra i 4 mila (2.500 secondo la questura) scesi in piazza a Messina per protestare contro i tagli previsti dal ddl Gelmini. Dall'altra parte dello Stretto, a Villa San Giovanni, un gruppo di 300 precari - arrivati da Puglia, Basilicata e Campania - faceva eco agli slogan dei colleghi siciliani, che hanno occupato la stazione ferroviaria, bloccando i treni per un'ora e mezza e invaso uno degli imbarcaderi dei traghetti delle Fs. Una giornata senza incidenti ma all'insegna della tensione con le forze di polizia, che hanno denunciato 25 precari.
Quando i manifestanti si sono radunati alle 11 a piazza Cairoli, scandendo cori contro il governo («Vogliamo una sola disoccupata, ministro Gelmini sei licenziata»), si è capito presto che la loro intenzione era quella di dirigersi verso la stazione marittima. La polizia ha provato a contenere la folla per evitare che arrivasse agli imbarcaderi, ma un gruppo si è staccato e ha raggiunto una delle cinque invasature delle Fs, bloccando la nave «Riace» che attendeva di salpare per Villa San Giovanni. Nessun problema, invece, per i traghetti privati.
Poco dopo le 13 i manifestanti hanno occupato alcuni binari della stazione centrale, dove gli esausti passeggeri di un convoglio, proveniente da Torino e diretto a Palermo non l'hanno presa bene; ma tra loro c'era qualcuno che allargava le braccia, mostrando una certa comprensione per la rabbia dei manifestanti. Il gruppo si è sciolto dopo le 15 e prima di lasciarsi i manifestanti si sono dati appuntamento per un'altra iniziativa da organizzare per il 18 settembre a Palermo, la città dove Pietro Di Grusa, del Comitato precari, ha fatto lo sciopero della fame davanti al provveditorato per due settimane.
A fianco degli insegnanti e del personale Ata, hanno sfilato cobas, esponenti politici dell'opposizione e rappresentanti della Cgil, che a Villa San Giovanni sono stati presi di mira dal sindacato autonomo Rdb.
Intanto, il ministro Gelmini ha risposto a distanza ai manifestanti: «Per risolvere il problema dei 220 mila precari - ha detto - l'unica soluzione è il numero programmato che sarà introdotto da quest'anno», confermando che nell'arco di 8 anni, grazie ai pensionamenti, circa 21 mila l'anno e grazie anche alle nuove immissioni in ruolo, «è possibile entro il 2018 dare risposta a tutti i precari che abbiamo ereditato».
Secondo il ministro, «saranno 150 mila le immissioni in ruolo, mentre per le restanti 70 mila persone si tratterà di contratti a tempo determinato. Non ci saranno più spazi aperti a tutti, perché questa modalità si è dimostrata non valida: anziché assegnare posti di lavoro si sono assegnati posti di attesa nelle graduatorie». Il ministro ha ammesso che questo provocherà problemi all'ingresso dei giovani: «Programmare il numero - ha detto - significa sicuramente dare ai giovani non il blocco, ma un numero limitato di posti».
Ma sindacati e opposizioni chiedono il ritiro del provvedimento e il portavoce di Idv, Leoluca Orlando, parla di «un dramma che non riguarda solo centinaia di migliaia di precari, ma l'intero Paese, nel quale si guarda con atteggiamento di sufficienza, commiserazione e indifferenza gli intellettuali e i professionisti».


13 settembre 2010 - Il Piccolo

MANIFESTAZIONI SIA A MESSINA SIA A VILLA SAN GIOVANNI
RENDONO DIFFICILE IL RIENTRO DEI VACANZIERI
L’ira dei precari, lo Stretto bloccato per ore
Proteste contro la Gelmini che risponde a distanza: «La scuola assorbirà tutti nell’arco di 8 anni»

MESSINA - Hanno scelto di manifestare tra le due sponde dello Stretto per sottolineare che «la grande opera da compiere non è il ponte, ma un collegamento tra la scuola e il Paese». Letizia Sauta, insegnante precaria, lo scorso anno aveva interrotto lo sciopero della fame solo dopo l’insistenza di Dario Franceschini, e ieri era di nuovo lì, tra i 4 mila (2500 secondo la questura) scesi in piazza a Messina per protestare contro i tagli previsti dal ddl Gelmini.
Dall’altra parte dello Stretto, a Villa San Giovanni, un gruppo di 300 precari - arrivati da Puglia, Basilicata e Campania - faceva eco agli slogan dei colleghi siciliani, che hanno occupato la stazione ferroviaria, bloccando i treni per un’ora e mezza e invaso uno degli imbarcaderi dei traghetti delle Fs. Una giornata senza incidenti, con disagi per i vacanzieri, all’insegna della tensione con le forze di polizia, che hanno denunciato 25 precari e in queste ore ne stanno identificando altri.
Quando i manifestanti si sono radunati alle 11 a piazza Cairoli, scandendo cori contro il governo («Vogliamo una sola disoccupata, ministro Gelmini sei licenziata»), si è capito presto che la loro intenzione era quella di dirigersi verso la stazione marittima. La polizia ha provato a contenere la folla per evitare che arrivasse agli imbarcaderi, ma un gruppo si è staccato e ha raggiunto una delle cinque invasature delle Fs, bloccando la nave «Riace» che attendeva di salpare per Villa San Giovanni. Nessun problema, invece, per i traghetti privati.
Poco dopo le 13 i manifestanti hanno occupato alcuni binari della stazione centrale, dove gli esausti passeggeri di un convoglio, proveniente da Torino e diretto a Palermo non l’hanno presa bene; ma tra loro c’era qualcuno che allargava le braccia, mostrando una certa comprensione per la rabbia dei manifestanti.
Il gruppo si è sciolto dopo le 15 e prima di lasciarsi i manifestanti si sono dati appuntamento per un’altra iniziativa da organizzare per sabato a Palermo.
A fianco degli insegnanti e del personale Ata, hanno sfilato Cobas, esponenti politici dell’opposizione e rappresentanti della Cgil, che a Villa San Giovanni sono stati presi di mira dal sindacato autonomo Rdb.
Intanto, il ministro Gelmini ha risposto a distanza ai manifestanti: «Per risolvere il problema dei 220 mila precari - ha detto - l’unica soluzione è il numero programmato che sarà introdotto da quest’anno», confermando che nell’arco di 8 anni, grazie ai pensionamenti (circa 21 mila l’anno) e grazie anche alle nuove immissioni in ruolo «è possibile entro il 2018 dare risposta a tutti i precari che abbiamo ereditato».
Secondo il ministro, «saranno 150 mila le immissioni in ruolo, mentre per le restanti 70 mila persone si tratterà di contratti a tempo determinato. Non ci saranno più spazi aperti a tutti, perchè questa modalità si è dimostrata non valida: anzichè assegnare posti di lavoro si sono assegnati posti di attesa nelle graduatorie».
Il ministro ha ammesso che questo provocherà problemi all’ingresso dei giovani: «Programmare il numero significa sicuramente dare ai giovani non il blocco, ma un numero limitato di posti».
Ma sindacati e opposizioni chiedono il ritiro del provvedimento e il portavoce di Idv, Leoluca Orlando, parla di «un dramma che non riguarda solo centinaia di migliaia di precari, ma l’intero Paese, nel quale si guarda con atteggiamento di sufficienza, commiserazione e indifferenza gli intellettuali e i professionisti».


13 settembre 2010 - Il Giornale

GIORNATA NERA NELLO STRETTO
I prof disoccupati fermano treni e traghetti
Migliaia di manifestanti hanno assediato i moli a Messina e Villa San Giovanni e la stazione del capoluogo siciliano. Momenti di tensione e 25 denunciati. Il governo: «Saranno riassorbiti, ma gradualmente»

Messina - Avevano anticipato che avrebbero bloccato l'isola e per un giorno ci sono riusciti. Giunti a Messina e a Villa San Giovanni per protestare contro i tagli del governo, migliaia di precari hanno parzialmente sbarrato i traghetti, impedendo il traffico sullo Stretto, poi hanno lasciato il molo, e si sono diretti verso la stazione ferroviaria paralizzando il traffico dei treni.
Sul piede di guerra i precari della scuola: ieri in 4 mila, 2 mila e 500 per la questura, hanno manifestato con forza contro i tagli dei posti di lavoro previsti nel ddl Gelmini. Insegnanti e personale Ata, provenienti da tutte le province della Sicilia, si sono dati appuntamento in piazza Cairoli, nel centro di Messina. Un’analoga manifestazione al di là dello Stretto, a Villa San Giovanni dove si sono ritrovati i precari calabri.
Numerosi gli striscioni contro la politica dei tagli del governo: i professori senza lavoro hanno indossato t-shirt con scritto «Né farabutti, né fannulloni, sono lavoratori». In piazza i cori hanno ripetuto «Vogliamo un solo licenziato: ministro Gelmini disoccupato ». Una precaria di 25 anni, Claudia Urzì, del coordinamento di Catania, ha spiegato che «quello di oggi è un ponte umano che unisce le giuste rivendicazioni dei lavo-- ratori, contro quel ponte degli sprechi che dovrebbe unire Sicilia e Calabria».
A mezzogiorno la protesta in piazza ha sfiorato la massima tensione quando un migliaio di manifestanti sul molo delle Fs all’imbarcadero di Messina, ha bloccato il collegamento da e per la Calabria impedendo alle navi di salpare o attraccare. La polizia ha tentato di farsi largo per mollare le cime del traghetto «Riace » e consentire che salpasse per Villa San Giovanni, ma i precari hanno impedito l'operazione radunandosi attorno al pilone dove era agganciata la cima. Una donna colta da un leggero malore è stata soccorsa dall'ambulanza. Dopo un tira e molla i prof hanno accettato di lasciare il molo ma si sono diretti alla stazione ferroviaria dove hanno bloccato la partenza di due treni, entrambi provenienti da Torino. Alla fine la polizia ha denunciato 25 manifestanti per reati contro l'ordine pubblico, altri sono in corso di identificazione.
Analoga manifestazione di protesta, ma più contenuta nei toni, si è tenuta sull'altra sponda dello Stretto. A Villa San Giovanni il massimo nervosismo si è registrato tra sindacalisti: alcuni rappresentanti della Rdb hanno accusato la Cgil di avere abbandonato i precari. Un sindacalista della Rdb ha pure strappato una bandiera Cgil. L'intervento dei carabinieri ha evitato che la lite degenerasse.
Intanto, il ministro Gelmini ha risposto a distanza ai manifestanti: «Per risolvere il problema dei 220 mila precari -ha dettol’unica soluzione è il numero programmato che sarà introdotto da quest’anno », confermando che nell’arco di 8 anni, grazie ai pensionamenti, circa 21 mila l’anno e grazie anche alle nuove immissioni in ruolo, «è possibile entro il 2018 dare risposta a tutti i precari che abbiamo ereditato».


13 settembre 2010 - L'Eco di Bergamo

L'ira dei precari blocca lo Stretto di Messina

MESSINA - Hanno scelto di manifestare tra le due sponde dello Stretto di Messina per sottolineare che «la grande opera da compiere non è il ponte, ma un collegamento tra la scuola e il Paese». Letizia Sauta, l'insegnante precaria che lo scorso anno aveva interrotto lo sciopero della fame solo dopo le insistenze di Dario Franceschini, ieri era di nuovo in piazza. Era una dei quattromila – 2.500 secondo la questura – manifestanti a Messina per protestare contro i tagli previsti dal disegno di legge del ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini.
Dall'altra parte dello Stretto, sulla sponda calabrese, a Villa San Giovanni, un gruppo di trecento precari – arrivati da Puglia, Basilicata e Campania – faceva eco agli slogan dei loro colleghi siciliani. I manifestanti sul Continente avevano occupato la stazione ferroviaria, bloccando i treni per un'ora e mezza, e invaso uno degli imbarcaderi dei traghetti delle Ferrovie dello Stato.
La giornata di protesta, fortunatamente, non ha visto accadere incidenti, ma è trascorsa all'insegna della tensione con le Forze dell'ordine, che comunque hanno denunciato 25 precari e ne stanno identificando altri. Quando i manifestanti si sono radunati alle 11 a piazza Cairoli, scandendo cori contro il governo – «Vogliamo una sola disoccupata, ministro Gelmini sei licenziata» – si è ben presto capito che la loro intenzione era quella di dirigersi alla stazione marittima, dove inscenare il pezzo forte della manifestazione. La polizia ha provato a contenere la folla per evitare che arrivasse agli imbarcaderi, ma un gruppo si è staccato e ha raggiunto una delle cinque invasature delle Fs, bloccando la nave «Riace», che attendeva di salpare per Villa San Giovanni. Nessun problema, invece, si è verificato per i traghetti privati.
Poco dopo le 13 i manifestanti hanno occupato alcuni binari della stazione centrale, dove gli esausti passeggeri di un convoglio, proveniente da Torino e diretto a Palermo, non l'hanno presa bene. Tuttavia tra i passeggeri c'è stato anche qualcuno che, allargando le braccia, ha mostrato una certa comprensione per la rabbia dei manifestanti.
Il gruppo si è sciolto dopo le 15, ma prima di lasciarsi i manifestanti si sono dati appuntamento per un'altra iniziativa da organizzare per sabato 18 settembre a Palermo. Nel capoluogo siciliano Pietro Di Grusa, del Comitato precari, ha fatto lo sciopero della fame davanti al provveditorato per due settimane, «mentre – ha sottolineato prima di andare via – la gente era al mare. Sono precario da 25 anni e senza lavoro dall'anno scorso». A fianco degli insegnanti e del personale Ata ieri hanno sfilato Cobas, esponenti politici dell'opposizione e rappresentanti della Cgil, che a Villa San Giovanni sono stati presi di mira dal sindacato autonomo Rdb. Intanto, il ministro Gelmini ha risposto a distanza ai manifestanti: «Per risolvere il problema dei 220 mila precari – ha affermato – l'unica soluzione è il numero programmato che sarà introdotto da quest'anno», confermando che nell'arco di otto anni, grazie ai pensionamenti, circa 21 mila l'anno, e grazie anche alle nuove immissioni in ruolo, «è possibile entro il 2018 dare risposta a tutti i precari che abbiamo ereditato».
Secondo il ministro, «saranno 150 mila le immissioni in ruolo, mentre per le restanti settantamila persone si tratterà di contratti a tempo determinato. Non ci saranno più spazi aperti a tutti, perché questa modalità si è dimostrata non valida: anziché assegnare posti di lavoro si sono assegnati posti di attesa nelle graduatorie».
Il ministro ha inoltre ammesso che questo provocherà problemi all'ingresso dei giovani: «Programmare il numero – ha affermato – significa sicuramente dare ai giovani non il blocco, ma un numero limitato di posti».
Ma sindacati e opposizioni chiedono il ritiro del provvedimento e il portavoce dell'Italia dei valori, Leoluca Orlando, parla di «un dramma che non riguarda solo centinaia di migliaia di precari, ma l'intero Paese, nel quale si guarda con atteggiamento di sufficienza, commiserazione e indifferenza gli intellettuali e i professionisti».


12 settembre 2010 - Ansa

(ANSA) - MESSINA, 12 SET - Hanno scelto di manifestare tra le due sponde dello Stretto per sottolineare che «la grande opera da compiere non è il ponte, ma un collegamento tra la scuola e il Paese». Letizia Sauta, insegnante precaria, lo scorso anno aveva interrotto lo sciopero della fame solo dopo l'insistenza di Dario Francechini, e oggi era di nuovo lì, tra i 4 mila (2.500 secondo la questura) scesi in piazza a Messina per protestare contro i tagli previsti dal ddl Gelmini. Dall'altra parte dello Stretto, a Villa San Giovanni, un gruppo di 300 precari - arrivati da Puglia, Basilicata e Campania - faceva eco agli slogan dei colleghi siciliani, che hanno occupato la stazione ferroviaria, bloccando i treni per un'ora e mezza e invaso uno degli imbarcaderi dei traghetti delle Fs. Una giornata senza incidenti ma all'insegna della tensione con le forze di polizia, che hanno denunciato 25 precari e in queste ore ne stanno identificando altri. Quando i manifestanti si sono radunati alle 11 a piazza Cairoli, scandendo cori contro il governo («Vogliamo una sola disoccupata, ministro Gelmini sei licenziata»), si è capito presto che la loro intenzione era quella di dirigersi verso la stazione marittima. La polizia ha provato a contenere la folla per evitare che arrivasse agli imbarcaderi, ma un gruppo si è staccato e ha raggiunto una delle cinque invasature delle Fs, bloccando la nave «Riace» che attendeva di salpare per Villa San Giovanni. Nessun problema, invece, per i traghetti privati. Poco dopo le 13 i manifestanti hanno occupato alcuni binari della stazione centrale, dove gli esausti passeggeri di un convoglio, proveniente da Torino e diretto a Palermo non l'hanno presa bene; ma tra loro c'era qualcuno che allargava le braccia, mostrando una certa comprensione per la rabbia dei manifestanti. Il gruppo si è sciolto dopo le 15 e prima di lasciarsi i manifestanti si sono dati appuntamento per un'altra iniziativa da organizzare per il 18 settembre a Palermo, la città dove Pietro Di Grusa, del Comitato precari, ha fatto lo sciopero della fame davanti al provveditorato per due settimane, «mentre la gente era a mare - ha detto prima di andare via -. Sono precario da 25 anni e senza lavoro dall'anno scorso». A fianco degli insegnanti e del personale Ata, oggi hanno sfilato cobas, esponenti politici dell'opposizione e rappresentanti della Cgil, che a Villa San Giovanni sono stati presi di mira dal sindacato autonomo Rdb. Intanto, il ministro Gelmini ha risposto a distanza ai manifestanti: «Per risolvere il problema dei 220 mila precari - ha detto - l'unica soluzione è il numero programmato che sarà introdotto da quest'anno», confermando che nell'arco di 8 anni, grazie ai pensionamenti, circa 21 mila l'anno e grazie anche alle nuove immissioni in ruolo, «è possibile entro il 2018 dare risposta a tutti i precari che abbiamo ereditato». Secondo il ministro, «saranno 150 mila le immissioni in ruolo, mentre per le restanti 70 mila persone si tratterà di contratti a tempo determinato. Non ci saranno più spazi aperti a tutti, perchè questa modalità si è dimostrata non valida: anzichè assegnare posti di lavoro si sono assegnati posti di attesa nelle graduatorie». Il ministro ha ammesso che questo provocherà problemi all'ingresso dei giovani: «Programmare il numero - ha detto - significa sicuramente dare ai giovani non il blocco, ma un numero limitato di posti». Ma sindacati e opposizioni chiedono il ritiro del provvedimento e il portavoce di Idv, Leoluca Orlando, parla di «un dramma che non riguarda solo centinaia di migliaia di precari, ma l'intero Paese, nel quale si guarda con atteggiamento di sufficienza, commiserazione e indifferenza gli intellettuali e i professionisti».

SCUOLA: PRECARI SUD; BLOCCATI IMBARCADERI STRETTO

(ANSA) - MESSINA, VILLA SAN GIOVANNI (REGGIO CALABRIA), 12 SET - Il migliaio di precari della scuola, che staziona sul molo delle Fs all'imbarcadero di Messina, ha bloccato il collegamento da e per Villa San Giovanni, occupando tutte le invasature. Le navi non possono salpare nè attraccare. Anche i precari radunati sulla sponda calabrese dello Stretto, a Villa San Giovanni, stanno bloccando il viale che dagli imbarcaderi conduce verso l'autostrada Salerno-Reggio Calabria, con conseguente paralisi del traffico.
A Villa San Giovanni i manifestanti si sono mossi in corteo percorrendo viale Italia, che si trova all'uscita degli imbarcarderi e conduce verso la A3, quindi, giunti a metà, si sono fermati e seduti per terra. Il blocco, secondo quanto è stato riferito, dovrebbe essere temporaneo. Prima della partenza del corteo c'è stato anche un chiarimento tra i rappresentanti sindacali della Rdb e della Cgil che hanno così ricomposto le incomprensioni che si erano registrate all'inizio della manifestazione. Nel corso di un'assemblea improvvisata, i rappresentanti calabresi della Rdb hanno poi sostenuto che «la lotta comincia a dare i primi risultati. Domani incontreremo l'assessore regionale alla pubblica istruzione. Ai politici, poi, diciamo basta con le passarelle ed al ministro Maroni diciamo che la legalità passa anche dall'istruzione». «Non vogliamo - hanno aggiunto i sindacalisti - l'elemosina dei progetti regionali perchè non servono. Occorrono investimenti per la scuola e per i docenti». Elisabetta Bambello, della Cgil Flc comprensoriale di Reggio Calabria, e Gemma Sorbonà, della Cgil precari, hanno sottolineato come lo scorso anno «20 mila precari sono rimasti senza contratto ai quali se ne aggiungeranno altri 25 mila quest'anno. Chiediamo quindi la riapertura del turn over». «Tendiamo la mano - hanno aggiunto le sindacaliste - all'altra sponda dello Stretto. Calabria e Sicilia sono le regioni più colpite dai tagli della Gelmini». Volantini in cui sono spiegate le ragioni della protesta, vengono consegnati agli automobilisti in coda. A Messina la polizia ha tentato di farsi largo per mollare le cime del traghetto «Riace» e consentire che salpasse per Villa San Giovanni, ma i manifestanti hanno bloccato l'operazione radunandosi attorno al pilone dov'è agganciata la cima. Intanto, una delle manifestanti ha avuto un lieve malore ed è stata soccorsa dall'ambulanza. Le condizioni della donna non preoccupano.

SCUOLA: PRECARI SUD; TENSIONE SINDACALISTI A MANIFESTAZIONE
LA RAPPRESENTANZA DI BASE ACCUSA LA CGIL DI SCARSO IMPEGNO

(ANSA) - VILLA SAN GIOVANNI (REGGIO CALABRIA), 12 SET - Diverbi e momenti di tensione tra sindacalisti hanno caratterizzato la manifestazione dei precari della scuola che sta per cominciare a Villa San Giovanni, in concomitanza con l'analoga iniziativa prevista a Messina. Al momento, sono alcune centinaia le persone già presenti nel piazzale della stazione ferroviaria dove avrà luogo la mobilitazione, ma la Cgil Flc scuola è in attesa di delegazioni provenienti da Campania, Puglia e da Matera. All'iniziativa hanno aderito anche politici e varie associazioni. Nell'attesa, alcuni sindacalisti dela Rdb hanno accusato la Cgil di avere abbandonato i problemi della scuola e dei precari. «Siete male informati sulla nostra posizione sui precari» è stata la risposta della Cgil. Momenti di tensione ci sono stati quando un sindacalista della Rdb ha strappato una bandiera della Cgil. Sono subito intervenuti i carabinieri che hanno evitato ulteriori problemi. La situazione è subito tornata tranquilla, con i rappresentanti delle due organizzazioni sindacali che stanno divisi, sui lati opposti della piazza.


12 settembre 2010 - TG Com

Precari bloccano Stretto Messina
Scuola, disagi in mare per qualche ora

Diverse centinaia di precari della scuola hanno bloccato per qualche ora, fermi sul molo delle Fs all'imbarcadero di Messina, alcuni dei canali di collegamento da e per Villa San Giovanni, occupando le invasature. Anche i precari sulla sponda calabrese dello Stretto, a Villa San Giovanni, hanno fermato il viale che dagli imbarcaderi conduce verso l'autostrada Salerno-Reggio Calabria, con conseguente, ma temporanea, paralisi del traffico. A Villa San Giovanni i manifestanti si sono mossi in corteo percorrendo viale Italia, che si trova all'uscita degli imbarcarderi e conduce verso la A3, quindi, giunti a metà, si sono fermati e seduti per terra. Prima della partenza del corteo c'è stato anche un chiarimento tra i rappresentanti sindacali della Rdb e della Cgil che hanno così ricomposto le incomprensioni che si erano registrate all'inizio della manifestazione. In un'assemblea improvvisata, i rappresentanti calabresi della Rdb hanno poi sostenuto che "la lotta comincia a dare i primi risultati. Lunedì incontreremo l'assessore regionale alla Pubblica istruzione. Ai politici, poi, diciamo basta con le passarelle e al ministro Maroni diciamo che la legalità passa anche dall'istruzione". "Non vogliamo - hanno aggiunto i sindacalisti - l'elemosina dei progetti regionali perché non servono. Occorrono investimenti per la scuola e per i docenti". Elisabetta Bambello, della Cgil Flc comprensoriale di Reggio Calabria, e Gemma Sorbonà, della Cgil precari, hanno sottolineato come lo scorso anno "20mila precari sono rimasti senza contratto ai quali se ne aggiungeranno altri 25mila quest'anno. Chiediamo quindi la riapertura del turn over". "Tendiamo la mano - hanno aggiunto le sindacaliste - all'altra sponda dello Stretto. Calabria e Sicilia sono le regioni più colpite dai tagli della Gelmini". Volantini in cui sono spiegate le ragioni della protesta sono stati poi consegnati agli automobilisti in coda. A fine mattinata i precari hanno poi lasciato il molo, dirigendosi verso la stazione ferroviaria. Secondo la Questura, che valuta in 2.500 il numero dei manifestanti, mentre gli organizzatori parlano di oltre 4mila, il blocco ha interessato una sola invasatura: le altre cinque, da cui partono e attraccano le navi della Fs, hanno funzionato regolarmente, così come i collegamenti operati dalle società private. Alcuni manifestanti hanno poi improvvisato un sit-in su un binario senza traffico della stazione ferroviaria di Messina e hanno bloccato due treni, entrambi provenienti da Torino, uno diretto a Siracusa e l'altro a Palermo. Nel pomeriggio i precari hanno poi abbandonato anche la stazione ferroviaria e il traffico è ripreso regolarmente.


12 settembre 2010 - Sicilia Informazioni

Precari della scuola in piazza a Reggio e Messina. Bloccati gli imbarcaderi

Sono ocirca un migliaio della scuola che stanno manifestando a Messina contro i tagli dei posti di lavoro previsti nel ddl Gelmini. Insegnanti e personale Ata, provenienti da tutte le province della Sicilia, sono concentrati in piazza Cairoli, dove continuano ad arrivare manifestanti. Presenti anche alcuni rappresentanti di altre regioni: Basilicata Campania e Puglia, mentre dall'altra parte dello Stretto, a Villa San Giovanni, si sta svolgendo un'analoga manifestazione di precari calabresi, ma non solo. Numerosi gli striscioni che inneggiano contro la politica dei tagli del governo. Alcuni manifestanti indossano t-shirt con scritto "Né farabutti, né fannulloni, sono lavoratori", e i cori ripetono "Vogliamo un solo licenziato: ministro Gelmini disoccupato". Numerose le bandiere della Cgil. Una precaria di 25 anni, Claudia Urzì, del coordinamento di Catania, spiega che "quello di oggi è un ponte umano che unisce le giuste rivendicazioni dei lavoratori, contro quel ponte degli sprechi che dovrebbe unire Sicilia e Calabria". Massiccia la presenza delle forze dell'ordine. Tensione a Messina tra manifestanti e polizia. Le forze dell'ordine hanno creato un cordone per impedire ai precari, giunti alla stazione ferroviaria, di dirigersi verso gli imbarcaderi. Ma alcuni manifestanti sono riusciti ad aggirare il blocco, imboccando un accesso alternativo, dal lato dei binari, e sono arrivati davanti a un traghetto, dove però sono stati fermati dalla polizia prima di poter salire sulla nave. Un migliaio, dei circa quattromila manifestanti, adesso si trova all'invasatura degli imbarcaderi Fs, davanti alla nave "Riace". I manifestanti si sono seduti sul molo e hanno di fronte uno spesso cordone di polizia. Il migliaio di precari della scuola, che staziona sul molo delle Fs all'imbarcadero di Messina, ha bloccato il collegamento da e per Villa San Giovanni, occupando tutte le invasature. Le navi non possono salpare né attraccare. Anche i precari radunati sulla sponda calabrese dello Stretto, a Villa San Giovanni, stanno bloccando il viale che dagli imbarcaderi conduce verso l'autostrada Salerno-Reggio Calabria, con conseguente paralisi del traffico. A Villa San Giovanni i manifestanti si sono mossi in corteo percorrendo viale Italia, che si trova all'uscita degli imbarcarderi e conduce verso la A3, quindi, giunti a metà, si sono fermati e seduti per terra. Il blocco, secondo quanto è stato riferito, dovrebbe essere temporaneo. Prima della partenza del corteo c'é stato anche un chiarimento tra i rappresentanti sindacali della Rdb e della Cgil che hanno così ricomposto le incomprensioni che si erano registrate all'inizio della manifestazione. Nel corso di un'assemblea improvvisata, i rappresentanti calabresi della Rdb hanno poi sostenuto che "la lotta comincia a dare i primi risultati. Domani incontreremo l'assessore regionale alla pubblica istruzione. Ai politici, poi, diciamo basta con le passarelle ed al ministro Maroni diciamo che la legalità passa anche dall'istruzione". "Non vogliamo - hanno aggiunto i sindacalisti - l'elemosina dei progetti regionali perché non servono. Occorrono investimenti per la scuola e per i docenti". Elisabetta Bambello, della Cgil Flc comprensoriale di Reggio Calabria, e Gemma Sorbonà, della Cgil precari, hanno sottolineato come lo scorso anno "20 mila precari sono rimasti senza contratto ai quali se ne aggiungeranno altri 25 mila quest'anno. Chiediamo quindi la riapertura del turn over". "Tendiamo la mano - hanno aggiunto le sindacaliste - all'altra sponda dello Stretto. Calabria e Sicilia sono le regioni più colpite dai tagli della Gelmini". Volantini in cui sono spiegate le ragioni della protesta, vengono consegnati agli automobilisti in coda.


12 settembre 2010 - Il Giornale

CORTEO
Precari, proteste al Provveditorato

Milano - Si è conclusa con la simbolica riconsegna dei libri di testo ad un gruppo di studenti la manifestazione indetta dal movimento Scuola Precaria per protestare contro i tagli decisi dal ministero dell’Istruzione. Davanti all’ufficio scolastico regionale di Milano alcuni docenti rimasti senza cattedra hanno consegnato i libri di testo ad alcuni studenti per«favorire la circolazione del sapere». Durante il corteo,cui hanno partecipato circa 1.500 persone e cui hanno aderito i sindacati Slc-Cgil e Usb Scuola, i precari hanno rivendicato di essere una «risorsa e non una piaga per la scuola pubblica ». Alla manifestazione ha partecipato anche il candidato alle Comunali Giuliano Pisapia.


12 settembre 2010 - La Repubblica

Più di centomila in classe da martedì. In due anni gli studenti sono cresciuti di 5000 unità,
ma gli insegnanti sono 500 in meno
Scuola, è subito sciopero. Al via tra tagli e precari
La Cgil: stop alla prima ora per tre mesi

Bologna - Sciopero a intermittenza per tre mesi. A partire dall´1 ottobre, insegnanti e bidelli incroceranno le braccia alla prima ora di lezione ogni 15 giorni. La Cgil apre a muso duro l´anno scolastico che vedrà martedì mattina più di 106 mila ragazzi bolognesi entrare nelle aule, dalla materna alle superiori. Un via che la Regione per la prima volta trasmetterà anche via web. Mentre, dopo le Rdb, anche la Cgil boccia l´idea del Comune di far gestire i nidi ai privati che li restaurano.

La marcia dei precari boccia la Gelmini
La protesta contro i tagli. "A Milano i maggiori sacrifici" Un migliaio di docenti e genitori in corteo verso il provveditorato "La scuola soffre"

Milano - Il corteo, organizzato dal movimento Scuola precaria, al quale hanno partecipato anche i sindacati Slc-Cgil e Usb Scuola e i partiti della sinistra, è partito ieri pomeriggio da piazza Missori, per raggiungere gli uffici del provveditorato, in via Ripamonti, dove i precari hanno riconsegnato simbolicamente i libri di testo. Una marcia aperta dagli insegnanti che hanno perso il lavoro, vestiti con una maglietta arancione con scritto "La precarietà t´incatena? scateniamoci". Secondo i calcoli fatti dai sindacati, a Milano sono circa 2.500 quest´anno i posti in meno, tra docenti e personale amministrativo. A fronte di un aumento degli iscritti di oltre 6mila studenti. «È la città lombarda più penalizzata - ha detto il segretario della Camera del lavoro, Onorio Rosati - la situazione è sempre più preoccupante: il governo sta portando avanti, di anno in anno, un progetto di destrutturazione della scuola pubblica».
Durante il tragitto - fra striscioni "Centralità dello studente? Com´è possibile con 31 studenti per classe?", insegnanti-sandwich per urlare che "I docenti precari fanno funzionare la scuola: Gelmini, piaga sarai tu" - maestre e professori senza classe e stipendio hanno scandito, attraverso i megafoni, dieci domande al ministro. Tra queste, hanno chiesto il motivo della «cancellazione di fatto del tempo pieno», l´eliminazione di ore di lezione nei professionali e di quelle di inglese. «Ma il taglio è generale - protesta Lucia Holstegge, docente di madrelingua tedesca - da quest´anno a ragioneria non ci sono più le ore di conversazione di tedesco. E sì che la Germania è uno dei principali partner economici per l´Italia».
Fra i manifestanti, tante mamme con i passeggini e papà con i bambini sulle spalle. «La mia bimba più piccola inizia domani l´asilo - dice Luca, tenendo le sue figlie per mano - l´altra va in terza elementare: so già che domani ad aspettarla non ci sono più gli stessi insegnanti. Ma che continuità c´è? E poi, alla faccia del maestro unico, saranno in otto a fare lezione in quella classe». «Non sappiamo più nemmeno come gestirli, i bambini - dicono invece tre maestre dell´istituto comprensivo Locchi, zona Niguarda - La scuola che offriamo è davvero sempre più un parcheggio». A fianco del mondo della scuola in corteo, anche il candidato alle primarie del Pd, Giuliano Pisapia, che esprimendo solidarietà agli insegnanti senza cattedra ha colto l´occasione per criticare duramente la Moratti per i tagli alle scuole civiche: «Quelle scuole hanno formato molti milanesi. E proprio oggi, che c´è bisogno di formare nuove figure professionali, vengono completamente cancellate».
Nel frattempo, a Palazzo Marino il vicesindaco Riccardo De Corato ha annunciato che da domani i poliziotti in pensione sorveglieranno l´area compresa tra il parco Gavirate e via De Vincenti, dove ci sono due scuole superiori, per fare prevenzione contro spaccio e bullismo.

SCUOLA: PRECARI SU SPONDE STRETTO BLOCCANO TRENI E NAVI
25 MANIFESTANTI DENUNCIATI. GELMINI, PIANO PLURIENNALE ASSUNZIONI

SCUOLA: USB, 25 SETTEMBRE ASSEMBLEA NAZIONALE PRECARI
ANCHE DEI SETTORI UNIVERSITÀ E RICERCA

 - “Il conflitto è l’unica arma per impedire che il governo ´spari` ancora sulla Ricerca pubblica. Questo verranno a ribadire i precari dell’ISPRA e di tanti altri Enti come INEA, ISFOL, INRAN, CRA,  ENEA, ISPRA, ISS, all’assemblea indetta dalla Unione Sindacale di Base”, così Claudio Argentini, della segreteria dell’USI/RdB Ricerca, annuncia l’adesione dei precari di questi Enti all’Assemblea nazionale dei precari di Scuola Università e Ricerca che si terrà sabato 25 settembre a Roma, presso il Centro Congressi Cavour, in via Cavour 50/A, dalle ore 10.00.“I tagli anti-sviluppo del governo - continua il sindacalista -  agiscono nel silenzio dell’opposizione, col collaborazionismo o l’acquiescenza dei sindacati complici, contrari al conflitto ed appiattiti tra i Ministri Brunetta, Gelmini e Tremonti. Così, per mancanza di reazione, molti enti di ricerca sono stati chiusi ed altri sono vicini al baratro. Alcuni, come ISS, ISPRA, INRAN, hanno disperato bisogno che i fondi tagliati dalle misure tremontiane siano ristabiliti ed aumentati nel 2011, ma in generale tutti hanno bisogno di investimenti per rilanciare la ricerca pubblica”.“Come sempre, in questo tipo di contesto, i lavoratori precari sono quelli che rischiano di più, sia per mancanza di fondi che per la nuova riduzione delle assunzioni. Ma stavolta a pagare non saranno solo loro: in tutta la Ricerca gli stipendi saranno bloccati e le carriere azzerate. Per questo – conclude Argentini - continuiamo una lotta che non è mai stata sospesa. Enti come l’ISFOL, salvato dalla chiusura grazie alla reazione USI/RdB Ricerca nello scorso maggio, o come ISPRA, ove con l’occupazione del tetto durata due mesi abbiamo salvato Ente e posti di lavoro, dimostrano che solo con il conflitto può fermare la decadenza a cui questo governo vorrebbe condannare la Ricerca”.

ASSEMBLEA DEI PRECARI USB
Centrosinistra: non va

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