Brunetta passa dalle parole ai fatti: presentato l'emendamento AMMAZZAPRECARI e AMMAZZASTABILIZZAZIONI. Tutti i precari in piazza il 17 ottobre per impedire questa vergogna!

Nazionale -

In allegato i testi relativi all'EMENDAMENTO AMMAZZAPRECARI della P.A.

Il Governo ha presentato in Commissione Lavoro un emendamento all’articolo 37 del 1441 quater (collegato alla finanziaria 2008) che di fatto annulla tutte le norme sulla stabilizzazione dei precari contenute nelle ultime due finanziaria e introduce un meccanismo di licenziamento a fine proroga attuale e non oltre tre mesi dopo l'approvazione del progetto di legge in discussione alla Camera dei deputati.Come RdB chiamiamo i lavoratori precari alla mobilitazione immediata ed ad oltranza .

Lo sciopero generale e la manifestazione del 17 ottobre a Roma saranno il culmine della nostra protesta che si fermerà solo con il ritiro dei provvedimenti normativi e con un piano di stabilizzazioni generale.

 Gli emendamenti Brunetta-Sacconi, oltre a cancellare i diritti di 300000 precari che da anni tengono in piedi la pubblica amministrazione a basso costo li mette di fatto sulla strada e li licenzia. Ad un attacco di questo genere non possiamo che rispondere con la lotta. I precari risponderanno senza esitazioni. Da lunedì la mobilitazione sarà continua in tutti gli enti pubblici, negli enti locali, nella sanità, nella ricerca e nell’università, nei ministeri. Abbiamo già organizzato un presidio per il 7 ottobre 2008 davanti al Ministero della Funzione Pubblica, ma altre iniziative sono già pronte. I precari sanno bene quali sono i loro diritti e sanno come riconquistarli.

Per capirci di più :

 

 ROMA - Posto a rischio per 50 mila precari dello Stato, delle Regioni e dei Comuni. Con un emendamento al disegno di legge 1441 quater collegato alla Finanziaria 2009 relativo ai lavori usuranti, il governo ha deciso di azzerare le norme delle ultime due manovre che prevedevano la stabilizzazione dei lavoratori a tempo determinato.

L´emendamento è stato messo a punto in una riunione interministeriale di ieri mattina e prevede l´arresto delle procedure che avrebbero portato all´assunzione per circa 50 mila lavoratori precari. Le ultime due Finanziarie, dopo un lunga e contrastata discussione, avevano infatti previsto che i lavoratori a tempo determinato del pubblico impiego avessero potuto accedere alla stabilizzazione sulla base del possesso di tre requisiti: aver lavorato per almeno tre anni, aver sostenuto almeno una prova selettiva e essere di conseguenza entrati in graduatoria.
Per questi precari, almeno 50 mila, si apriva la strada della stabilizzazione: la norma che sta per arrivare in Parlamento azzera invece tutte le norme preesistenti che riguardano il personale precario e blocca di fatto le assunzioni.

Dal “Messaggero” di PIETRO PIOVANI

Salta definitivamente la stabilizzazione dei dipendenti pubblici precari. Il governo ha presentato in Parlamento la norma che impedisce alle amministrazioni di assumere lavoratori con contratto a termine senza passare per il concorso pubblico. Non solo, ma oltre all’assunzione automatica i precari storici perdono anche il diritto a vedersi prorogato il contratto a termine.
La novità è contenuta nell’emendamento scritto dal ministro Renato Brunetta e che si inserisce all’interno del disegno di legge sulla pubblica amministrazione in discussione in questi giorni al Senato. Una brutta notizia per gli oltre 60 mila dipendenti con contratto a tempo determinato che ormai pensavano di aver conquistato il posto fisso in un’amministrazione statale o locale.
È vero che la cosiddetta “stabilizzazione” voluta dal governo Prodi aveva finora portato benefici solo a una minima parte dei precari pubblici. Nel corso della precedente legislatura era stato previsto il principio della stabilizzazione, ma non erano state previste le risorse per fare le assunzioni. Si era semplicemente avviato un piano abbastanza teorico, con la speranza di realizzarlo nell’arco di quattro-cinque anni.
È anche vero, però, che le norme volute da Prodi e dal suo ministro Luigi Nicolais avevano quantomeno riconosciuto ai “contrattisti” del settore pubblico un diritto. Il diritto alla stabilizzazione, e il diritto a continuare a lavorare con contratto a termine fino al giorno della definitiva assunzione. I destinatari di questa sorta di sanatoria erano tutti coloro che avevano accumulato almeno tre anni di lavoro con contratto a tempo determinato alla data del 28 settembre 2007. Cioè più di 60 mila persone (in totale si stima che i dipendenti pubblici con contratto a termine siano circa 120 mila). Quanto ai co.co.co, per loro non era stata prevista l’assunzione, bensì la trasformazione in contratti a tempo determinato. Nessuno però è in grado di dire quanti siano i co.co.co con almeno tre anni di anzianità.
Quando l’emendamento Brunetta sarà approvato, tutti questi precari di lunga data si ritroveranno di colpo a spasso. Non potranno più avere neanche un contratto a termine o di collaborazione, perché la legge lo vieta espressamente. Dovranno rimettersi in coda, e aspettare il prossimo concorso pubblico. L’emendamento di Brunetta prevede per loro almeno una corsia preferenziale: in ogni concorso le amministrazioni potranno riservare per gli ex-stabilizzandi fino al 40% dei posti disponibili. Ma considerato il numero limitato di assunzioni e di concorsi che saranno banditi nei prossimi anni, è chiaro che per la grande maggioranza dei precari non ci saranno speranze.
La nuova legge reintrodurrà l’obbligo di superare un concorso pubblico prima di ottenere un posto in un’amministrazione. La stabilizzazione di Prodi e Nicolais aveva invece previsto una deroga a questo principio sancito dalla Costituzione. Per i precari (per quelli che hanno già tre anni di lavoro alle spalle) si consentiva di sostituire il concorso con una non meglio definita «prova selettiva».

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